Teologia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La teologia (dal greco θεός, theos, "Dio", + λόγος, logos, "parola" o "discorso") è la disciplina che studia Dio, ovvero la divinità nei caratteri che le varie religioni riconoscono come propri del divino in quanto tale; accessoriamente, si occupa di sviluppare elaborazioni teoretiche circa materie dogmatiche, oggetto della fede dei credenti.
Indice |
[modifica] Il concetto di teologia
Mentre nel mondo ebraico la divinità è indicata con le espressioni Eloim e Jahvè, nel mondo indiano il divino assume le due forme del brahman e dello atman. In quello cinese il tao è un dio-natura panico che si esprime nella realtà nei due aspetti yin e yang. Nel mondo occidentale il concetto di Dio ha trovato espressioni e concetti svariati, e viene nominato indifferentemente come essere, logos, spirito, ragione, verità, assoluto, intelletto, sommo bene, uno, natura, tutto, necessità e così via.
La prima teologia metafisica definita ed espressa in termini esaustivi può essere considerata la speculazione di Platone nella sua generalità. L'oggetto della dialettica colloquiale platonica è infatti sempre il divino nelle sue varie forme ed aspetti, come bello, 'buono, vero e così via. Platone però analizza il divino in maniera "circolare", offrendolo sotto diverse forme, dandone tutta una serie di elementi e attributi che permettono di circoscrivere il contorno entro il quale opera la teologia, ma senza fissarla. Aristotele definisce invece bene la teologia, ponendola al vertice delle attività umane e ponendovi in subordine la matematica e la fisica come scienze di più basso profilo. Una teologia metafisica particolarmente interessante è quella stoica, perché ipostatizza un Dio che è insieme Ragione e Necessità, con la quale si descrive una realtà sostanzialmente di tipo materialistico. Al contrario Plotino immagina una realtà totalmente spiritualizzata, dove l'Uno emana da sè l Intelletto e l Anima del mondo, da cui derivano gli aspetti del reale percepibili all'uomo come suoi effetti degradati.
Un caso di teologia tangente al cristianesimo ma tendenzialmente panteistica è il deismo, che nasce nel '600 e si sviluppa nel '700 come forma dotta e intellettualistica di teologia. Religione razionalistica per eccellenza il deismo si proponeva come religione alternativa al cristianesimo non tanto nei contenuti e nell'oggetto teologico, Dio, ma nel sostituire alla fede per rivelazione una fede "della ragione". Il procedimento razionalistico e logico per definire il concetto di Dio, non in quanto rivelato, ma in quanto "razionalizzato e capito", ha visto aderirvi anche personaggi come Voltaire e Rousseau. Nella prospettiva deista il cristianesimo viene considerato soltanto una forma rozza di religione "superstiziosa" e popolare. Come già aveva pensato Spinoza e spiegato nel suo Tractatus Theologico-Politicus, superandolo nell'esposizione data nella Ethica di un panteismo acosmistico e spiritualistico, dove tutta la realtà "è in Dio".
[modifica] Aspetti storici
Il termine teologia quale "scienza" nel greco comune significa la discussione dei filosofi sulle questioni divine. Platone fa riferimento ai racconti dei poeti sugli dèi come a "teologie", e Aristotele insegnava (Metafisica), una triplice suddivisione delle scienze: (1) fisica, lo studio della natura; (2) matematica, lo studio dei numeri e delle quantità; e (3) teologia, come la più eccelsa delle scienze dato che il suo argomento, Dio, è la più alta fra le realtà, più tardi associata approssimativamente alla metafisica, con la quale Aristotele include la discussione della natura del divino. Per lui solo il "divino" è "vero" in quanto "fisso e immutabile" e la parola filosofia nel senso più alto va infatti intesa come "scienza del divino", mentre la filosofia naturalistica (come quella di Talete e Anassimandro, di Leucippo e di Democrito) è solo una forma di sotto-conoscenza dell'accidentale, del precario e dell'insostanziale.
Su questa base Aristotele afferma che la metafisica è la "scienza dell'essere in quanto essere" (Metafisica, IV, 1, 2-21), necessario ed eterno, che va distinto dall'"essere per accidente" (ivi, 30-32) che è tutto ciò che concerne la banale realtà naturale e percepibile. L'essere vero per Aristotele, com'era per Parmenide e per Platone, è ciò che è "necessario", perfetto, quindi fissato e non soggetto a mutamenti di nessun genere. Il divenire è quindi una forma inferiore di realtà che si può anche studiare, ma che non rivela alcuna verità.
Nella Metafisica (Filosofia "prima") dopo aver detto che (VI, 1, 1026 a, 18-22) "la teologia è la scienza più vera, alta e nobile, poiché studia l'essere più alto e degno di venerazione", dice di Dio:
| « Il Primo Motore dunque è un essere necessariamente esistente e in quanto la sua esistenza è necessaria si identifica col Bene, e sotto tale profilo è Principio assoluto ..... Se perciò Dio è sempre in uno stato di beatitudine, che noi conosciamo solo qualche volta, un tale stato è meraviglioso, e se la beatitudine di Dio è ancora maggiore essa deve essere oggetto di meraviglia maggiore. Ma Dio è appunto in tale stato [1] » |
Secondo Plotino (Enneadi, V, 9, 7) la teologia è l'unica scienza degna di questo nome, e questo principio resta in tutti i suoi numerosi epigoni che giungono sino al V secolo prima che il neoplatonismo venisse proibito. Tra essi è importante Proclo, che risistema il neoplatonismo in forme che riceveranno notevole attenzione da parte di Hegel. Gli influssi neoplatonici sono notevoli già anche in Nicola Cusano e specialmente nella teologia di Giordano Bruno. Questi ipostatizza un Dio-Natura sotto le spoglie dell'Infinito, essendo l'infinitezza la caratteristica fondamentale del divino. Dio per Bruno è insieme materiale e spirituale e l'Intelligenza divina pilota tutto l'essere. Egli fa dire nel dialogo De l'infinito, universo e mondia Filoteo:
| « Io dico Dio tutto Infinito, perché da sé esclude ogni termine ed ogni suo attributo è uno e infinito; e dico Dio totalmente infinito, perché lui è in tutto il mondo, ed in ciascuna sua parte infinitamente e totalmente: al contrario dell'infinità de l'universo, la quale è totalmente in tutto, e non in queste parti (se pur, referendosi all'infinito, possono esse chiamate parti) che noi possiamo comprendere in quello [2] » |
[modifica] Monoteismo
Nel mondo giudaico-cristiano la teologia assume un'importanza fondamentale per gli sviluppi di tutte le forme di cultura ad esso relative. Il termine teologia non compare come tale nelle Sacre Scritture, sebbene l'idea vi sia ampiamente presente. L'idea di teologia nel senso di "organizzazione della dottrina" e almeno nelle forme evolute posteriori richiedeva l'indispensabile apporto della metafisica idealistica greca, che avrebbe cominciato a nutrire l'Ebraismo all'inizio del I secolo attraverso Filone di Alessandria e un secolo dopo la Patristica cristiana soprattutto con Clemente Alessandrino (150-215) e Origene (185-254).
Il teologo presbiteriano di Princeton Warfield (1851-1921), grande biblista e studioso del pensiero cristiano, ha proposto una definizione poi diventata classica: "La teologia è la scienza di Dio e del Suo rapporto con l'uomo e con il mondo".
[modifica] L'Ebraismo
Nell'Ebraismo l'assenza storica di autorità politiche significò che la maggior parte delle riflessioni teologiche si concentrarono (anzi, si limitarono) all'interno delle varie Comunità e delle sinagoghe, piuttosto che all'interno di Istituzioni accademiche specializzate. Nonostante questo la teologia ebraica è stata storicamente molto attiva. L'analogo ebraico della discussione teologica cristiana è la discussione rabbinica sulle Leggi e sui commenti ebraici biblici
[modifica] Il Cristianesimo
La teologia cristiana è l'esercizio della ragione sul messaggio della rivelazione accolto dalla fede. Alla base c'è, dunque, il rapporto tra fede e ragione che la tradizione cattolica, ma non solo, concepisce all'insegna della complementarità. Gli apologeti cristiani definivano, infatti, la propria fede come "vera filosofia", cioè come autentica risposta alle domande filosofiche.
La teologia cristiana in quanto dottrina ufficiale del cristianesimo si forma attraverso l'opera della Patristica (III-VI secolo) con forti influenze della teologia di Platone e poi e soprattutto della Scolastica (IX -XIV secolo) dove a prevalere è invece quella di Aristotele (perlopiù letta attraverso Averroè che trova in San Tommaso d'Aquino la sua migliore espressione).
Nel mondo contemporaneo il termine teologia viene variamente qualificato con aggettivi che ne definiscono l'indirizzo. Per esempio con Teologia della liberazione si indica una corrente del pensiero cristiano tipica dell'America Latina della fine degli anni Settanta che implica un forte elemento politico-sociologico di tipo populistico e comunistico.
Nel mondo cristiano, abolita ogni altra forma di conoscenza profana dal IV secolo in poi, la teologia diventa la scienza per eccellenza. È soprattutto con gli autori cristiani, quindi, che essa riceve un nuovo senso, esclusivo e totalitario. È la storia seguente del termine, usato specialmente nel contesto della chiesa latina, che si cela dietro il suo attuale uso contemporaneo. Ma il termine a rigore può essere usato in molteplici realtà religiose differenti, e nella fattispecie in quelle orientali, tutte o quasi panteistiche e simili alle teologie di Giordano Bruno e Spinoza.
Tutte le religioni (politeistiche, monoteistiche, panteistiche (Dio nel Tutto) e panteneistiche (il Tutto in Dio), hanno sviluppato ciascuna la propria teologia o su base rivelativa o su base ragionativa (logica o dialettica). È discusso se possa parlarsi di teologia a proposito degli studi relativi alle religioni politeistiche, in quanto "false", mentre la teologia vera e propria dovrebbe riguardare solo la religione presunta "vera": la cristiana. Va da se che ciò che è vero per un buddhista o un taoista non lo è per un cristiano, e viceversa.
Il termine θεολογια è usato nella letteratura greca classica con il senso di "discorso riguardo gli dei o alla cosmologia". Seguendo la scia greca, lo scrittore latino Varrone in Antiquitates rerum humanarum et divinarum, in 41 libri, espone uno schema della scienza del profano e dl divino che sarà mantenuta anche da Sant'Agostino nel De civitate Dei. L Antiquitates si suddivide in due sezioni, la I concernente e antichità profane (libri 1-25) o Res humanae, la II le sacre (libri 26-41) Res divinae. Varrone distingue tre forme teologiche: la "mitica" (relativa al politeismo greco), la "naturale" e "razionale", tipica degli intellettuali della classe dirigente romana, infine la "civile" come teologia ufficiale dello stato e della politica, quella che concerne la ritualità ufficiale dell'osservanza religiosa pubblica, indipendentemente dalle credenze personali di ogni individuo della comunità.
Scrittori cristiani, lavorando sulla scia di quelli ellenistici, iniziano ad usare il termine per i loro studi. Il termine appare in alcuni manoscritti all'inizio del libro dell'Apocalisse: apokalupsis ioannou tou theologou, Apocalisse di Giovanni il teologo. Negli autori Scolastici, il termine denota la razionalizzazione su base logica delle dottrine della religione cristiana, o (più precisamente) la disciplina accademica che investiga la correttezza e le conseguenze del linguaggio e dei richiami alla Bibbia e alla tradizione teologica.
È l'ultimo di questi sensi (teologia come studio razionale degli insegnamenti di una o più religioni) che si nasconde dietro l'utilizzo attuale di questa parola, che ha finito impropriamente di indicare il corpus delle dottrine monoteistiche che riconoscono in Abramo il lo padre fondatore: la ebraica, la cristiana e l'islamica.
La teologia cristiana assume un'importanza fondamentale nella cultura dell'Occidente dal III secolo in poi, imponendosi come il credo unico dell'impero romano e degli stati che si formano dopo il suo collasso, nel VI secolo. La teologia cristiana va così a costituire un background riscontrabile anche in forme teologiche che cristiane non sono e persino in talune forme di ateismo
| Per approfondire, vedi la voce Teologia cristiana. |
[modifica] L'Islam
| Per approfondire, vedi la voce Kalam. |
La teologia nell'Islam è indicata dal termine arabo ‘ilm al-kalām (arabo: علم الكلام ), anche se la parola si riferisce più appropriatamente alla cosiddetta teologia dogmatica.
In senso stretto le conoscenze teologiche possono essere acquisite solo per graziosa Rivelazione divina, che può avvenire solo per il tramite l'opera di un Profeta (nabī) e di un Inviati (rasūl), non essendo minimamente in grado l'essere umano di concepire una realtà soprannaturale infinita come quella di Dio (Allāh).
Ciò nonostante l'azione interpretativa dei dotti musulmani (ulamā’ ) o, più appropriatamente, mufassirūn, ha condotto a identificare taluni attributi divini (sifāt ) che sono stati pomo di profonda discordia fra i credenti, originando ad esempio la non conciliata dissidenza del mutazilismo (che peraltro riuscì ad affermarsi nel corso dei califfati di al-Ma’mūn, di al-Mu‘taṣim e di al-Wāthiq.
[modifica] Aspetti antropologici
Un modo particolare di considerare la teologia è quello di tipo antropologico; in questo caso non si guarda più al suo oggetto ma alle sue motivazioni, che possono essere di carattere psichico o politico, individuale (dell'intimo) o collettivo (del sociale). La "scienza del divino" si presenta allora con un vasto ventaglio di cause ed origini del suo porsi, in rapporto al tipo di cultura, al tipo di situazione o al livello di sviluppo di un certo contesto. Il suffisso <-logia> viene allora a riguardare non il divino in senso definito, ma le forme mentali con cui l homo sapiens nelle varie culture si rapporta al "trascendentale" in generale, cioè alla sfera del sacro. A qualificare in questo caso il suffisso <-logia>, rispetto alla pura ritualità o cultualità, diventa la forma con cui viene posto il divino e affrontato teoricamente.
È da motivazioni di questo tipo che nascerebbe quella metafisica "scienza del sacro" che si contrappone a una "scienza del profano" che si esprima nelle forme della scienza e della filosofia. Genericamente una teologia può quindi nascere o da una "rivelazione" del divino stesso o da una "ricerca" su di esso a partire da suggestione o da utilità. È indifferente che la rivelazione sia verbale o scritturale, ma che si generi un atteggiamento fideistico abbastanza forte da indurre ad accompagnarlo con una dottrina appropriata. È questo il caso di ebraismo, cristianesimo ed islamismo, ma anche del buddhismo e di una miriade di fedi locali sparse per il mondo.
Se non c'è rivelazione una teologia cultuale può nascere dalle motivazioni più svariate come sogni, visioni, sensazioni, paure o altro, si da corso ad una "ricerca" sul sacro. Che il teologo ricercatore dica il vero o il falso circa le origini causali della sua attività teologica diventa irrilevante rispetto al fatto che egli elabori una teologia convincente o meno. Ciò che importa è che essa assuma una forma compiuta, sistemica e comunicabile. Anche in contesti primitivi gli antropologi, dal '700 al '900, hanno riscontrato e potuto studiare teologie raffinate e complicatissime, contenenti una cosmogonia, un'escatologia e un'etica esattamente come le religioni più evolute. All'interno di queste poi possono anche nascere sotto-teologie come quelle di Paracelso o di Swedenborg o più recentemente di Scientology o Rael, che vanno a sovrapposti alla teologia ufficiale, in questo caso quella cristiana. Esse possono essere tangenti alla religione ufficiale oppure no, e in questo caso procedono in direzioni affatto differenti proprio sotto il profilo di "scienze del divino" diversamente orientate in quanto avulse dalla rivelazione.
[modifica] Note
- ^ Aristotele, Metafisica, XII, 7, 10-12)Laterza, Roma-bari 1982, pp.356-358)
- ^ Giordano Bruno, De infinito, universo e mondi, nei Dialoghi Italiani, Firenze, Sansoni 1985, pp.382-385
[modifica] Voci correlate
- Ateologia
- Ateismo
- Agnosticismo
- Filosofia
- Filosofia della religione
- Metafisica
- Monoteismo
- Panteismo
- Noncognitivismo teologico
- Scolastica
- Teologia negativa
[modifica] Collegamenti esterni
- Teologia Sociale e Dottrina Sociale della Chiesa
- www.opensourcetheology.net, sito wiki di teologia (in inglese)
- Computer-Assisted Theology (in inglese)
- Associazione Teologica Italiana (teologi cattolici)
- Coordinamento Teologhe Italiane (cattoliche e protestanti)
- Tutti i testi del Migne Patrologia Graeca e del Migne Patrologia Latina in lingua originale, con indici analitici e concordanza fatte sull'Opera Omnia di ogni autore

