Etnolinguistica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'etno-linguistica o antropologia del linguaggio (denominazione che ci permette di evitare la difficile scelta tra linguistica antropologica e antropologia linguistica) è, secondo Dell Hymes, "lo studio del parlare e della lingua nel contesto antropologico". Anche se è sorta dalla fusione delle tematiche di linguistica ed antropologia, negli ultimi decenni ha assunto una sua identità individuale.

L'etnolinguistica è frequentemente associata ai gruppi di minoranza linguistica all'interno di una popolazione più estesa, come le lingue dei Nativi americani o le lingue degli emigranti. In questi casi l'etno-linguistica studia l´uso di una lingua minoritaria all´interno di un contesto linguistico dominante, per esempio se il gruppo etnico riceve un sostegno statale per mantenere attiva quella lingua.

Più in generale, l´etnolinguistica studia le relazioni tra lingua e cultura, e il modo in cui diversi gruppi etnici concepiscono il mondo. Un soggetto etno-linguistico ben noto (ma contestato) è la teoria di Whorf-Sapir, che sostiene che la concezione del mondo è limitata da ciò che è possibile descrivere nella propria lingua.

Gli etnolinguisti studiano il modo in cui la percezione e la concettualizzazione influenzano la lingua, e dimostrano come questo sia collegato con diverse culture e società. Un esempio è il modo in cui l´orientamento nello spazio viene espresso in varie culture (Heine 1997, Tuan 1974). In molte società, le parole per i punti cardinali est e ovest derivano dai termini per tramonto o alba. La nomenclatura per i numeri cardinali dei parlanti eschimesi della Groenlandia, invece, si basa sulle caratteristiche territoriali come un sistema fluviale o la propria posizione sulla costa. In maniera simile, presso gli Irochesi manca il concetto di punto cardinale; ci si orienta in rapporto alla loro caratteristica geografica principale, il fiume Klamath.

Tuttavia alcuni ricercatori linguistici ritengono che non necessariamente l´ambiente influenza la ricchezza lessicale linguistica di un popolo, come Geoffrey Pullum ha fatto nel suo libro The Great Eskimo Vocabulary Hoax (1989). I "padri" dell'etnolinguistica sono senza dubbio Franz Boas e Bronisław Malinowski, entrambi antropologi, proprio grazie alla loro formazione hanno intuito l'importanza della lingua come veicolo culturale e le sue peculiarità all'interno della comunità "fàtica". Proprio a causa di questo approccio innovativo le loro teorie furono accolte tiepidamente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Heine, Bernd (1997) Cognitive Foundations of Grammar, Oxford/New York, Oxford University Press.
  • Tuan, Yi-Fu (1974) Topophilia: A study of environmental perception, attitudes, and values, Englewood Cliffs, N.J., Prentice Hall.
  • Anna Wierzbicka (1992) Semantics, Culture, and Cognition: Universal human concepts in culture-specific configuration. New York: Oxford University Press.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]