Antropologia medica

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L'antropologia medica si occupa dell'impatto del sistema medico sul corpo e la psiche individuali, del rapporto tra guaritore e malato, della dimensione sociale e antropologica della salute, della malattia e della cura e di come differenti culture abbiano elaborato differenti corpora di pratiche, credenze e conoscenze intorno ai problemi esistenziali collegati alle tematiche della salute, della malattia e della cura. Si occupa, in particolare, anche dei vari approcci al problema proposti dalle medicine non europee o comunque non attinenti alla biomedicina. L'interesse non è quindi rivolto solo all'analisi delle diversità attraverso cui, secondo i luoghi, si declina l'approccio al problema salute-malattia-cura-guarigione, ma anche allo studio dei processi sociali e delle rappresentazioni simboliche con cui tali problematiche sono incorporate nei sistemi cognitivi.[1]

Essa utilizza i metodi dell'antropologia e delle scienze sociali per affrontare le questioni della salute e della malattia, della guarigione e dei sistemi di cura. Gli specialisti di questa disciplina sono al tempo stesso antropologi o addetti alle cure (infermieri, medici, psicologi) che hanno ricevuto, in via secondaria, una formazione antropologica.

Denominazioni e scuole antropologiche[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "antropologia medica" è la traduzione di medical anthropology, apparso nella scuola antropologica statunitense intorno agli anni sessanta[2], a denominare un campo di ricerca i cui spazi andavano definendosi e precisandosi proprio nel decennio precedente,[3] a partire dai contributi pionieristici che, già tra gli anni venti (William Halse Rivers, 1924[4]) e i quaranta (Erwin Ackerknecht, 1942 [5]), avevano richiamato l'attenzione sulla dimensione sociale e culturale, piuttosto che biologica, delle vicende legate alla salute, alla malattia e alle cure. In un ambito europeo, accanto al termine di derivazione anglosassone, si preferisce parlare a volte, soprattutto in un contesto francese, di antropologia della malattia: si tratta di sfumature terminologiche che si riflettono anche nelle differenti sensibilità espresse dalle due principali scuole citate: quella statunitense, da un lato, più interessata, nel solco di una tradizione behaviouristica, alle condotte degli individui e della società nei confronti della malattia e quella francese, dall'altro, più orientata all'indagine sul senso della malattia.[1]

Antropologia della medicina e etnomedicina[modifica | modifica wikitesto]

A volte, con abuso di linguaggio, si usa il termine etnomedicina, il cui significato, però, è ben distinto, adattandosi a designare una pratica disciplinare che si occupa, su un terreno più marcatamente etnologico, di studiare e annotare, anche al di fuori delle grandi tradizioni scritte, i diversi sistemi di approccio locale al problema della malattia, della cura e della guarigione, soprattutto con riferimento ai grandi sistemi elaborati dalle tradizioni culturali della medicina cinese e di quella indiana.[1] L'etnomedicina, in effetti, è arrivata ad occupare, negli anni ottanta, buona parte del campo di ricerca dell'antropologia medica, e continua ancora oggi ad occuparlo nelle tradizioni di alcuni paesi, come la Germania e l'Italia, in cui l'approccio antropologico ha trovato meno spazio.[1]

Una minuziosa analisi etnologica delle pratiche mediche, su contesti fortemente ridotti localizzati, ha dato luogo in passato a una vasta produzione etnografica, spinta fino a livello di monografie focalizzate su dimensioni estremamente circoscritte, come quella dell'etnia o della singola tribù. L'effetto distorsivo di questa proliferazione è stato il consolidarsi di una riduttiva dicotomia medicina tradizionale vs. medicina biologica occidentale, che non permetteva di tenere nel giusto conto l'adattabilità e la non predeterminazione dei comportamenti messi in atto dai malati, inclini, di volta in volta, a optare per approcci differenti, coniugati tra loro in esiti sincretistici.[1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Pizza, Antropologia medica: saperi, pratiche e politiche del corpo, Roma, Carocci, 2005
  • AA.VV., Antropologia della salute. Rivista scientifica per il benessere dell'uomo e della natura, Pavia, Edizioni Altravista, 2010-2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Bernard Hours, «Vingt ans de développement de l’anthropologie médicale en France», in Socio-Anthropologie, n. 5, Médecine et santé : Symboliques des corps.
  2. ^ Norman Scotch. "Medical Anthropology", in Biennial Review of Anthropology, Stanford University Press, 1963.
  3. ^ William Caudill, "Applied Anthropology in Medicine", in Anthropology Today: An Encyclopedic Inventor, University of Chicago Press, 1953.
  4. ^ William Halse Rivers, Medicine, Magic, and Religion, New York, Harcourt Brace, 1924.
  5. ^ Erwin Ackerknecht, "Primitive Medicine and Culture Pattern", in Bulletin of the History of Medicine, 12, 1942, pp. 545-574.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]