Dicotomia

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Il termine dicotomia deriva dal greco διχοτομία , dichotomìa : composto da δίχα (dìcha, in due parti) e τέμνω (témno, divido) ed è usato prevalentemente in matematica, filosofia e linguistica. La dicotomia è dunque la divisione di un'entità in due parti (che costituiscono una diade) che non necessariamente si escludano dualisticamente a vicenda ma che possono essere complementari.

Una dicotomia può non lasciare spazio per una terza parte, allora si parlerà di terzo escluso. Esiste comunque la possibilità di un terzo includente e di un terzo trasversale.

Si può considerare una dicotomia come una partizione in 2 parti. A titolo esemplificativo, se preso un concetto A è possibile dividerlo in due parti B e non-B, allora le due parti formano una dicotomia, dato che nessuna parte di B è contenuta in non-B e che la somma di B e non-B fa esattamente A.

Significato filosofico[modifica | modifica wikitesto]

Il primo degli argomenti di Zenone contro il movimento si serve della dicotomia: un corpo per percorrere un determinato spazio dovrà prima percorrerne la metà e prima ancora la metà della metà e così di seguito fino al punto che dovrebbe attraversare infiniti spazi e quindi il moto non è possibile.[1]

Gli aristotelici estesero impropriamente questa argomentazione anche agli altri paradossi di Zenone relativi alla negazione della molteplicità.[2]

Il metodo basato sulla dicotomia fu usato anche da Platone che divise per due le idee dal contenuto universale in idee più specifiche stabilendo così una gerarchia delle idee.

Contestualizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Una contestualizzazione può essere fornita dalla connotazione assunta in biologia, dove una dicotomia è una divisione di organismi in due gruppi, tipicamente basati su di una caratteristica presente in un gruppo e assente nell'altro. Tali dicotomie sono parte integrante del processo di identificazione delle specie, attraverso domande in sequenza. Alla domanda "Questo animale è provvisto di ossa?", si dividono le specie in vertebrati e invertebrati, essendo chiaro che nessun animale può essere sia vertebrato che invertebrato, né tantomeno può non appartenere a nessuna delle due categorie.

Per estensione il termine indica una netta separazione tra due entità o punti di vista, ad esempio tra classicismo e romanticismo.

In botanica rappresenta un tipo di ramificazione caratterizzato dalla suddivisione dell'apice in due apici i quali possono a loro volta dividersi in due.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente
  2. ^ G. Calogero, Studî sull'eleatismo, Roma 1931, pp. 101 segg.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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