Dicotomia
La dicotomia è la divisione di un'entità in due parti (diade) non necessariamente mutuamente esclusive, ma anche complementari.
Una dicotomia può non lasciare spazio per una terza parte, allora si parlerà di terzo escluso. Esiste comunque la possibilità di un terzo includente e di un terzo trasversale.
Si può considerare una dicotomia come una partizione in 2 parti. A titolo esemplificativo, se preso un concetto A è possibile dividerlo in due parti B e non-B, allora le due parti formano una dicotomia, dato che nessuna parte di B è contenuta in non-B e che la somma di B e non-B fa esattamente A.
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[modifica] Origine del termine
Il termine deriva dal greco διχοτομία , dichotomìa : da δίχα (dìcha, in due parti) e τέμνω (témno, divido) ed è usato prevalentemente in matematica, filosofia e linguistica.
[modifica] Contestualizzazione
Una contestualizzazione può essere fornita dalla connotazione assunta in biologia, dove una dicotomia è una divisione di organismi in due gruppi, tipicamente basati su di una caratteristica presente in un gruppo e assente nell'altro. Tali dicotomie sono parte integrante del processo di identificazione delle specie, attraverso domande in sequenza. Alla domanda "Questa bestiola è provvista di ossa?", si dividono le specie in vertebrati e invertebrati, essendo chiaro che nessun animale può essere sia vertebrato che invertebrato, né tantomeno può non appartenere a nessuna delle due categorie.
Per estensione il termine indica una netta separazione tra due entità o punti di vista, ad esempio tra classicismo e romanticismo.
In botanica rappresenta un tipo di ramificazione caratterizzato dalla suddivisione dell'apice in due apici i quali possono a loro volta dividersi in due.
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