Antropologia fisica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'antropologia fisica (o biologica, o evoluzionistica) è una disciplina scientifica che si occupa dei meccanismi dell'evoluzione biologica, dell'ereditarietà genetica, dell'adattamento fisico degli esseri umani e dei resti fossili di tale evoluzione; lo scopo è dunque lo studio dell'uomo, la sua storia naturale con i relativi aspetti biologici e naturalistici. Spesso è strettamente correlata con l'archeologia tramite l'Antropologia Tafonomica, la scienza che studia l'insieme dei processi che interessano un corpo dal momento della morte al suo ritrovamento. [1]

L'antropologia fisica si è sviluppata nel XIX secolo conseguentemente allo sviluppo della teoria dell'evoluzione di Charles Darwin e della teoria genetica di Gregor Mendel. Recentemente la direzione presa da questi studi sembra comportare uno spostamento in direzione di un'antropologia biologica.

Alcune branche di questa disciplina, come l'antropologia criminale, la fisiognomica, la frenologia, basate ad esempio sulla misurazione dell'indice cefalico (rapporto tra larghezza e lunghezza del cranio) da cui Cesare Lombroso ed i suoi epigoni arrivarono a definire alcune caratteristiche comportamentali, sono attualmente considerate pseudoscienze.

Tra i fondatori della moderna antropologia fisica sono da ricordare Paul Broca e Franz Boas. In Italia i capiscuola vanno considerati Paolo Mantegazza e Giuseppe Sergi, quest'ultimo fondatore della Società Romana di Antropologia (ora Istituto Italiano di Antropologia).

Rami disciplinari[modifica | modifica sorgente]

Lo studio dell'evoluzione umana coinvolge altre specializzazioni, quali:

  • l'osteologia (lo studio dei materiali scheletrici);
  • la paleopatologia (studio delle tracce di malattie e ferite rintracciabili sugli scheletri umani);
  • l'antropologia forense (analisi dei resti umani in relazioni ad indagini di polizia o giudiziarie).

-- Note --

  1. ^ Alessandro Canci, Simona Minozzi, "Archeologia dei resti umani", Roma, Carocci, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Brunetto Chiarelli, Dalla natura alla cultura, Padova, Piccin, 2003.
  • Fiorenzo Facchini, Antropologia, Evoluzione, Uomo, Ambiente, Torino, UTET Università, 1995.
  • Francesco Mallegni, Come eravamo: il divenire biologico della famiglia degli Ominidi, Pisa, LTU Guargaglini, 2004.
  • Giorgio Manzi, Homo sapiens, Bologna, Il Mulino, 2006.
  • Gabriella Spedini, Antropologia evoluzionistica, Padova, Piccin, 2005.
  • Moreno Tiziani, Professione Antropologo, Pavia, Edizioni Altravista, 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]