Groenlandia

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Groenlandia
Groenlandia - Bandiera Groenlandia - Stemma
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Groenlandia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Groenlandia
Nome ufficiale Kalaallit Nunaat
Dipendente da Danimarca Danimarca
Lingue ufficiali Groenlandese
Altre lingue Danese[1]
Capitale Nuuk  (16 454 ab. / 2013)
Politica
Status Nazione costitutiva del Regno Unito di Danimarca
Sovrano Margherita II
Primo ministro Aleqa Hammond
Superficie
Totale 2 166 086 km² (12º)
 % delle acque 83,1 %
Popolazione
Totale 57 695 ab. (2012)
Densità 0,027 ab./km² (241º)
Geografia
Continente America
Fuso orario UTC da 0 a -4
Economia
Valuta Corona danese
PIL (nominale) 1 100 milioni di $ (2001)
PIL pro capite (nominale) 20 000 $ (2001)
Fecondità 2,4 (2010)[2]
Varie
TLD .gl
Prefisso tel. +299
Inno nazionale Nunarput utoqqarsuanngoravit
Festa nazionale 21 giugno
Groenlandia - Mappa
 

La Groenlandia (nella lingua locale Kalaallit Nunaat, "Terra degli uomini"; in danese Grønland, "Terra verde") è un'isola del continente americano, collocata nell'estremo nord dell'Oceano Atlantico tra il Canada e l'Islanda. Dal punto di vista politico, costituisce una nazione in seno al Regno di Danimarca.

La Groenlandia è l'isola più vasta del pianeta (l'Australia, circa tre volte più estesa, è preferibilmente classificata come "massa continentale" anziché come isola[3]) e al contempo, con circa 0,03 ab/km², lo stato meno densamente popolato.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

È un membro del Regno Unito di Danimarca che comprende anche Danimarca e Isole Fær Øer. La Groenlandia fu una delle colonie della Corona Norvegese fino al 1814, quando passò sotto il controllo della Danimarca; nel 1953 divenne parte del regno danese attraverso la formula dell'unione personale. Nel 1979 all'isola venne concesso l'autogoverno (hjemmestyre) dal Folketing (il Parlamento danese), mediante una legge approvata l'anno precedente. La regina di Danimarca rimane comunque il capo di stato della Groenlandia. Fece parte della Comunità Economica Europea, come territorio danese, dal 1973 fino al 1985, quando decise di uscirne con referendum.

Il 25 novembre 2008 gli abitanti della Groenlandia hanno approvato un referendum che ha esteso l'autonomia a tutto il territorio trasferendo al governo locale le competenze in ambito legislativo, giudiziario e nella gestione delle risorse naturali[4][5][6]. Il referendum, seppure oggetto di critiche e non vincolante per il parlamento danese, è stato riconosciuto da quest'ultimo e la sua applicazione è divenuta effettiva il 21 giugno 2009, costituendo un passaggio importante verso l'indipendenza[7][8][9][10]. La Danimarca mantiene ancora il controllo su finanze, politica estera e difesa e provvede a un sussidio annuale (circa 3,4 miliardi di corone, pari al 30% del PIL per il 2008[11]). La Groenlandia tuttora è una nazione costitutiva della Danimarca.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

La parola italiana Groenlandia deriva direttamente da quella scandinava originaria, Grønland. Il norvegese Erik il Rosso fu esiliato dall'Islanda per aver commesso un omicidio. Costretto a salpare con la sua famiglia e i suoi thrall (schiavi), si diresse verso una terra di nord-ovest di cui aveva sentito parlare, insediandovisi, e la chiamò Grønland ("Terra verde")[12].

Benché oggi "Terra verde" possa sembrare un nome inappropriato per un'enorme isola ricoperta da ghiacci per l'83% del suo territorio, ai tempi di Erik il Rosso (vissuto intorno all'anno 1000, tempi che coincidono con il Periodo caldo medievale) la Groenlandia era più verde e meno ghiacciata. A testimoniare questo periodo più caldo si sono trovate anche testimonianze di forme di agricoltura sviluppatesi soprattutto nella parte sud dell'isola. Gli scavi archeologici hanno messo in luce tracce di banchetti durante i quali si è consumata carne bovina e ovina. Si sa che lo stesso Erik il Rosso possedeva delle stalle in cui allevava fino a cento capi di bovini (oggi su 2650 chilometri di costa groenlandese non pascolano che poche decine di bovini[senza fonte]).

Ci sono però versioni discordanti, dato che in molte mappe antiche l'isola era chiamata Gruntland ("Paese di terra") o Engronelant (anche nella variante Engroneland). Se "verde" (grøn) sia un'erronea trascrizione di "terra" (grunt), riferibile anche alla poca profondità della baie groenlandesi, è ancora un aspetto controverso.

Secondo un'altra leggenda il significato del nome della Groenlandia è legato a quello dell'Islanda, avendo le due isole nomi che contraddicono le loro caratteristiche fisiche. L'Islanda, il cui nome significa "terra di ghiacci", è caratterizzata da numerosi vallate verdi, favorite dalla fertilità dei terreni lavici che hanno permesso la sopravvivenza delle colonie vichinghe, mentre la Groenlandia presenta ben poche aree verdi e la sua superficie è ricoperta da ghiacci o da nuda roccia metamorfica. I vichinghi avrebbero volutamente dato denominazioni errate alle due isole per confondere e disincentivare eventuali estranei intenzionati a colonizzare queste terre: costoro avrebbero ovviamente scelto come luogo di approdo per fondare colonie la "terra verde" finendo nella ben poco ospitale Groenlandia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Groenlandia.

Non si conosce il periodo esatto dei primi insediamenti inuit.

Per quanto riguarda l'avventura vichinga del 1000 d.C., essa fu facilitata dall'innalzamento delle temperature del periodo caldo medievale, cosicché i drakkar, le agili imbarcazioni scandinave, poterono solcare i mari del nord al riparo da numerosi accidenti atmosferici e raggiungere la "terra verde" di Groenlandia.

Nelle saghe vichinghe, si racconta che Eiríkur Rauði (Erik il Rosso) fu esiliato dall'Islanda per omicidio. Egli, insieme alla propria famiglia e ad alcuni schiavi, partì con delle navi alla volta di una terra che si diceva fosse a nord-ovest. Giunse nell'isola e vi fondò la colonia di Groenlandia che in tempi abbastanza rapidi si espanse. I primi colonizzatori furono quindi islandesi e si stabilirono sulla punta sud-occidentale dell'isola, dove prosperarono per i secoli successivi.

Al Papa Pasquale II si attribuisce la nomina del primo vescovo di Groenlandia e Terranova: si tratta di Erik Gnupsson, o Henricus, che risulta così il primo vescovo in terra d'America, circa quattro secoli prima di Cristoforo Colombo[13].

Attorno al 1450 iniziarono ad abbassarsi le temperature, dando l'avvio a quella che è conosciuta come piccola glaciazione: molte terre furono abbandonate e la stessa Islanda parve sul punto di soccombere. Le ossa ritrovate risalenti a questo periodo mostrano una condizione di forte malnutrizione. L'abbassamento delle temperature si è potuto ricostruire tramite lo studio degli strati di ghiaccio prelevati nell'isola. La piccola era glaciale ha costretto i Vichinghi ad abbandonare la Groenlandia e l’ultima notizia scritta riguarda una festa di nozze celebrata il 16 settembre 1408 nella chiesa di Hvalsey. Solo le fondamenta della chiesa ricordano oggi la vita rurale dei Vichinghi.

La Danimarca-Norvegia rivendicò il territorio e, dopo alcuni secoli di assenza di contatto tra i Vichinghi groenlandesi e gli Scandinavi, si diffuse la paura che fossero tornati pagani, così una spedizione missionaria fu mandata a restaurare la Cristianità dell'isola nel 1721. Tuttavia, dato che non fu trovato nessun vichingo groenlandese, la Danimarca-Norvegia in alternativa iniziò a battezzare i nativi Inuit Groenlandesi e a fondare colonie commerciali lungo la costa, come parte delle sue aspirazioni di potenza coloniale. Vennero mantenuti privilegi coloniali come il monopolio sui commerci.

Quando la Norvegia dopo le guerre napoleoniche si separò dalla Danimarca nel 1814, le colonie, compresa la Groenlandia, rimasero danesi. Durante la II Guerra Mondiale la Groenlandia si distaccò, sia socialmente sia economicamente, dalla Danimarca (occupata dai tedeschi) e si avvicinò agli Stati Uniti e al Canada[14]. Dopo la guerra il controllo dell'isola ritornò alla Danimarca e, nel 1953, lo status coloniale venne trasformato in quello di un Amt (contea) d'oltremare. Nel 1985 l'isola diventò l'unico territorio che ha abbandonato l'Unione Europea, a cui era unita nel 1973 in quanto parte della Danimarca. Sono inoltre iniziate le trattative per la completa indipendenza dell'isola.

Esiste tuttora una disputa territoriale con il Canada sulla sovranità sull'isola Hans.

Il 26 novembre 2008, è passato in Danimarca il referendum sull'autodeterminazione, con una percentuale del 75,5% di favorevoli.

Con questa riforma si sono rivisti gli statuti dell'autonomia, secondo i quali, a partire dal 21 giugno 2009, alla Groenlandia è riconosciuto l'auto-governo e la gestione autonoma delle proprie risorse naturali (la Groenlandia è particolarmente ricca di petrolio, gas naturale, diamanti, oro, uranio e piombo). È stato riconosciuto inoltre il groenlandese come lingua ufficiale (variante delle lingue eschimesi) e la possibilità di avere una polizia autonoma. Possiede, inoltre, un'amministrazione autonoma delle Poste ed emette dei francobolli, ma non conia monete. Di fatto dal 21 giugno 2009, la Groenlandia è uno Stato federato, quasi indipendente, fatta eccezione per la politica estera, la politica della sicurezza e quella monetaria.

La Groenlandia, già uscita dall'Unione Europea nel 1982 tramite referendum, ha un'economia basata soprattutto sul turismo e sulla pesca, ma il 30% del PIL proviene da sovvenzioni della Danimarca.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Groenlandia.
Porzione della costa a sud-est dell'isola.

L'estrema parte settentrionale della Groenlandia non è coperta da ghiacci, perché l'aria è troppo secca per poter produrre neve, che è essenziale per creare e mantenere un manto di ghiaccio. La calotta glaciale ricopre tutto l'interno del paese e arriva a uno spessore massimo di 3000 metri. Per questo è la regione della Terra che più assomiglia al continente antartico.

Tutte le coste dell'isola sono costituite da un fittissimo intrico di fiordi e isolotti creati dall'erosione dei ghiacci nel corso dei millenni: quasi dovunque in Groenlandia, la calotta glaciale inizia appena i fiordi lasciano il posto alla terraferma e quasi tutte le città e gli insediamenti umani sorgono quindi su isolotti. Per questo non esiste una rete stradale degna di nota né tantomeno ferrovie: la calotta glaciale, iniziando a poche decine di chilometri dai villaggi, rende impossibile la costruzione di una infrastruttura viaria tradizionale.

Per questo tutti gli spostamenti di una certa entità avvengono via nave o in aereo. In compenso il mare è uno dei più pescosi del mondo e fa della pesca l'industria principale della Groenlandia. La costa occidentale è la parte del paese con il clima più mite e la zona più popolata. I monti della Groenlandia più alti sono nelle Watkins Mountains sulla costa Est dell'isola. le cime più alte sono: il Monte Gunnbjørn (3 693 m), il Dome (3 682 m) e il Cone (3 669 m).

Se i ghiacci della Groenlandia si sciogliessero completamente, essa avrebbe probabilmente la forma di un arcipelago piuttosto che quella di un'isola-continente, come è invece l'Australia.[15]

Clima[modifica | modifica sorgente]

La Groenlandia ha un clima polare. Da rilevare come vi siano sostanziali differenze, a causa dell'ampiezza del territorio, dalla zona più settentrionale a quella più meridionale dell'isola. La parte sud ha, infatti, un clima molto più mite rispetto alla zona interna del paese e a quella settentrionale. Nel centro della Groenlandia si registrano spesso temperature inferiori ai -60 °C. La costa ovest e sudovest, rivolta al continente americano e ai venti più caldi che soffiano da esso, offre il clima più mite dell'isola. Dalla fine del secolo scorso, a causa di una serie di estati particolarmente calde, l'estensione della superficie ghiacciata si sta gradualmente riducendo. Se l'estensione dei ghiacci groenlandesi si riducesse del tutto fino a scomparire si presume che il livello del mare aumenterebbe di 5 metri. Inoltre Nuuk è influenzata dal clima polare marittimo (temperatura media -1.4 °C., gennaio -10.5 °C, luglio 7,7 °C).

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni della Groenlandia.

Amministrativamente, la Groenlandia è un territorio d'oltremare della Danimarca diviso in quattro comuni (che nel 2009 hanno rimpiazzato i 18 comuni precedenti): Kujalleq, Qaasuitsup, Qeqqata e Sermersooq. Territori extracomunali nell'isola sono il Parco nazionale della Groenlandia nordorientale e il villaggio di Pituffik, che ospita la base aerea militare di Thule.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica della Groenlandia.

Il capo di Stato della Groenlandia è il sovrano della Danimarca, attualmente la regina Margherita II di Danimarca; ma ha una notevole autonomia ed indipendenza per diversi aspetti: infatti a differenza della Danimarca non aderisce alla Unione Europea.

Il parlamento unicamerale è chiamato Landsting. È composto da 31 rappresentanti eletti dal popolo con voto proporzionale che restano in carica per quattro anni. Sono eletti anche due rappresentanti presso il parlamento danese, il Folketing.

Il capo del governo è il Primo ministro della Groenlandia, attualmente Aleqa Hammond.

Il 25 novembre 2008 il 76% della popolazione ha approvato un referendum per una maggiore autonomia della Groenlandia dalla Danimarca. Oltre al diritto di autodeterminazione e riconoscimento come popolo, il referendum accorda soprattutto ai groenlandesi il diritto di gestire le proprie risorse[16].

Una via del centro di Nuuk

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Groenlandia.

La Groenlandia ha sofferto di una crescita economica negativa negli anni novanta, ma dal 1993 l'economia è migliorata. Il GHRG (Greenland Home Rule Government) ha adottato una stretta politica fiscale dalla fine degli anni ottanta che ha favorito la creazione di un surplus nei budget pubblici e il mantenimento dell'inflazione ad un livello basso. La crisi economica fu dovuta principalmente alla chiusura delle ultime miniere di zinco e piombo nel 1990, e la conseguente mancanza degli introiti delle concessioni minerarie.

Attualmente la Groenlandia è fortemente dipendente dalla pesca e dalle esportazioni dei prodotti ittici. L'industria della pesca del gambero, ma anche dell'halibut, è il settore che garantisce la maggiore fonte di reddito.

Malgrado la scoperta di altri giacimenti di minerali ed idrocarburi, occorrerà molto tempo prima che si possa avviare una politica di estrazione e commercializzazione di queste nuove risorse.

Il turismo è l'unico settore che può garantire un potenziale nel breve periodo, anche se questo è limitato principalmente da due fattori: la breve stagione estiva ed i costi elevati.

Il settore pubblico ed i comuni, comprese le imprese a partecipazione di capitale pubblico, svolgono un ruolo dominante nell'economia della Groenlandia. Circa la metà del reddito del governo proviene dalle concessioni del governo centrale danese, e costituisce una parte importante del PIL.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Groenlandia.

Il maggiore aeroporto sulla costa occidentale è l'aeroporto di Kangerlussuaq, con voli quotidiani principalmente per Copenhagen. Esistono altri voli come quello stagionale per Baltimora[17]. Air Iceland collega Reykjavík con Constable Point, Kulusuk (nei pressi di Ammassalik), Nuuk e Narsarsuaq. Kangerlussuaq è anche l'hub per i voli interni alla Groenlandia. Tutti i voli interni sono operati dalla Air Greenland. I trasporti groenlandesi si concentrano perlopiù sui voli e le rotte con traghetti. Data la conformazione geografica del territorio, solo due città sono collegate da strade, Ivittuut e Kangilinnguit. Le restanti sono sterrate, poco più che sentieri mal tracciati.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica tra 1961 e 2003 (cifre FAO, 2005). Popolazione in migliaia di abitanti.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Demografia della Groenlandia.

La Groenlandia ha 56 361 abitanti, di cui una percentuale compresa tra l'85 e il 90% è di origine inuit, mentre le percentuali rimanenti sono in massima parte europei (danesi in maggioranza).

La popolazione è concentrata lungo i fiordi nella parte sudoccidentale dell'isola, che ha un clima più mite.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale luterana di Nuuk, sede del Vescovo della Groenlandia

La religione dominante è quella Evangelica Luterana, facente capo alla Chiesa di Danimarca (Den Danske Folkekirke), che ha eretto la Groenlandia a sede vescovile nel 1993; dal 1995 la Diocesi di Groenlandia è retta da Sofie Petersen, secondo vescovo donna nella Chiesa di Danimarca e primo vescovo Inuit.[18] La diocesi luterana ha sede nella Cattedrale del Salvatore (dan.:Vor Frelser Kirke; groenl.:Annaassisitta Oqaluffia), costruita nel 1849. Secondo stime riportate del vescovo Petersen nel 2009, l'85% della popolazione appartiene alla Chiesa di Danimarca.[19]

È presente anche una piccola comunità cattolica raccolta nella Parrocchia di Cristo Re a Nuuk (Krist Konge Kirke), della Diocesi di Copenhagen.

Sono inoltre presenti fedeli appartenenti alla Chiesa Neo-Apostolica, alla Chiesa evangelica Ebenezer, alla Fede Baha'í ed ai Testimoni di Geova.[20]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica della Groenlandia.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il calcio è lo sport nazionale della Groenlandia. La Groenlandia non è tuttavia membro né della FIFA né della CONCACAF o UEFA, poiché secondo le regole della FIFA le partite internazionali devono essere disputate su campi di erba, anche se recentemente c'è stata un'apertura ai campi sintetici. Ciò non toglie che la Groenlandia abbia comunque una sua Nazionale, una sua federazione, la Grønland Boldspil Union (GBU), e un suo campionato nazionale. Ha partecipato alla FIFI Wild Cup 2006 e alla ELF Cup 2006.

La Groenlandia ha partecipato al campionato mondiale maschile di pallamano del 2007 classificandosi 22ª su 24.

Note[modifica | modifica sorgente]

Tundra in Groenlandia
  1. ^ Co-ufficiale fino al 20 giugno 2009.
  2. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  3. ^ (EN) Continent or Island?. URL consultato il 29 marzo 2014.
  4. ^ In particolare, viene modificata - a favore della Groenlandia - la ripartizione delle rendite petrolifere tra i due paesi. Fonte: Alan Cowell, Greenland Vote Favors Independence, New York Times, 26 novembre 2008. URL consultato il 27 novembre 2008.
  5. ^ (EN) Alan Cowell, Greenland Vote Favors Independence in New York Times, 26 novembre 2008. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  6. ^ (KL) Vejledende folkeafstemning om selvstyre ∙ 25-11-2008, SermitValg, 26 novembre 2008. URL consultato il 26 novembre 2008.
  7. ^ Self-rule introduced in Greenland, BBC News, 21 giugno 2009. URL consultato il 21 giugno 2009.
  8. ^ Nearly independent day, The Economist, 20 giugno 2009. URL consultato il 20 giugno 2009.
  9. ^ Greenland set for self-rule, The Australian, 19 giugno 2009. URL consultato il 20 giugno 2009.
  10. ^ Randy Boswell, Greenland takes big step towards full independence in Canwest News Services, Canada.com, 19 giugno 2009. URL consultato il 20 giugno 2009.
  11. ^ Greenland votes for more autonomy BBC News, 26 November 2008
  12. ^ (EN) Eirik The Red's Sags, The Project Gutenber. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  13. ^ Historical observations of comets - Yau, K. - Bulletin of the American Astronomical Society, Vol. 24, p. 1067 - Bibliographic Code: 1992BAAS...24.1067Y. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  14. ^ (EN) Yanks Clear Greenland of Nazis,1944/12/27 (1944), Internet Archive. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  15. ^ 4Winds Tour Operator - Groenlandia e Artico
  16. ^ Alessia Rastelli, Groenlandia, un passo per l'indipendenza in Corriere della Sera, 27 novembre 2008, p. 20. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  17. ^ Greenland - The Official Tourism Site of Greenland. Find your adventure here!
  18. ^ (DA) Dansk Kvindebiografisk Leksikon - Sofie Petersen
  19. ^ (DA) Sofie Petersen, "Grønland, Grundloven og Gejstligheden-Folkekirken i Grønland"
  20. ^ (EN) "Facts on Greenland", sul sito ufficiale del Governo della Groenlandia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]