Bonaire

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bonaire
Bonaire - Bandiera Bonaire - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Bonaire - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Bonaire
Nome ufficiale Bonaire / Boneiru
Dipendente da Paesi Bassi Paesi Bassi
Lingue ufficiali Olandese, Papiamento
Capitale Kralendijk
Politica
Status Municipalità d'oltremare dei Paesi Bassi
Capo di Governo Lydia Emerencia
Superficie
Totale 288 km²
Popolazione
Totale 17.408 ab.
Densità 49 ab./km²
Geografia
Continente America meridionale
Fuso orario UTC -4
Economia
Valuta Dollaro statunitense (USD, $)
Varie
TLD .an
Prefisso tel. +5997
Sigla autom. ANT
 

Bonaire (in olandese Bonaire, in papiamento Boneiru) è un'isola di 288 km² che costituisce una municipalità speciale d'oltremare dei Paesi Bassi, situata nel Mar dei Caraibi, di fronte alle coste del Venezuela. È la terza isola più grande dei Caraibi olandesi, dopo Curaçao ed Aruba. Assieme a Sint Eustatius e Saba fa parte delle Isole BES (o Paesi Bassi caraibici).

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Bonaire è una meta turistica popolare per gli appassionati di immersione sportiva.

La parte settentrionale dell'isola è prevalentemente montuosa; la cima maggiore è il monte Brandaris (240 m). La parte meridionale è invece pianeggiante.

Nell'entroterra si trovano numerosi laghi di acqua salata, tra cui il Lago Goto, popolato da una colonia di 20.000 fenicotteri.

Nel 1969 fu creato il Parque Nacional: esteso 55 km², ospita più di 195 specie di uccelli.

Ad ovest di Bonaire si trova la piccola isola di Klein Bonaire, ricca di spiagge e grotte, rifugio di una colonia di tartarughe, e di scogliere dove crescono numerosi coralli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Bonaire fu scoperta ed occupata nel 1499 da una spedizione spagnola guidata da Alonso de Ojeda. L'isola era abitata da indios caiquetio e arauachi che, stando a quanto riportato dagli scopritori europei, vivevano in misere abitazioni di mattoni di fango, in condizioni di estrema arretratezza. I locali aruachi chiamavano Bonaire Bojtay, cioè "terre basse".

Gli indios vennero ridotti in schiavitù e deportati nell'isola di Hispaniola (l'odierna Santo Domingo), per esservi impiegati nel lavoro delle miniere.

Gli olandesi presero poi possesso dell'isola acquistandola dai portoghesi nel 1636, per utilizzarla nella loro guerra di corsa contro gli spagnoli.

Nel 1639 la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali diede inizio alla produzione di sale, ancora oggi una delle principali attività economiche di Bonaire.

A partire dal 1800 l'isola fu più volte occupata dai pirati francesi e inglesi, con gli olandesi che riuscirono a riprenderne possesso solo nel 1816.

Le Antille Olandesi divennero poi una regione autonoma del Regno dei Paesi Bassi nel 1954.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La popolazione dell'isola (ca 18.000 abitanti) è composta prevalentemente da mulatti, discendenti dei colonizzatori bianchi e dei loro schiavi africani.

È anche presente una piccola minoranza di stirpe europea (soprattutto olandesi).

Alcuni abitanti dell'isola, come emerge dai loro lineamenti, discendono in parte dagli indios.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione di Bonaire, il 72% circa, è di religione cattolica romana, delle altre religioni, il 4,9 è pentecostale, il 3,5 protestante, il 3,1% segue la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno e il 2,9% la Chiesa Metodista[1]. Nell'isola sono presenti anche una´piccola comunità ebrea (1,7%) ed un'altra piccola comunità di testimoni di Geova (0,8%)[2].

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Le lingue ufficiali a Bonaire sono il papiamento e l'olandese, anche se vengono parlate anche altre lingue come lo spagnolo e l'inglese. Il papiamento è il più parlato ed è la lingua madre della maggioranza degli abitanti dell'isola; è una miscela di diverse lingue, tra cui il portoghese, lo spagnolo, l'inglese, il francese, l'olandese e varie lingue africane. L'olandese viene insegnato a scuola ed è usato dalle istituzioni, inoltre esistono diversi giornali in questa lingua[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bonaire Culture Crossing.net
  2. ^ Annuario dei Testimoni di Geova 2014, pagina 178 ISBN non esistente
  3. ^ Bonaire's Languages Info Bonaire

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]