Lingua spagnola

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Spagnolo (Español o Castellano)
Parlato in vedi corpo della voce
Regioni Gran parte dell'America Centrale, vaste aree dell'America Meridionale, Filippine, Guinea Equatoriale, Messico e minoranze rilevanti in America Settentrionale e nei Caraibi; Spagna ed enclave di gruppi immigranti in tutti i continenti
Persone 450 milioni[1] o 500 milioni (come altra lingua)
Classifica 2[2]
Scrittura Alfabeto latino
Tipo SVO + VSO sillabica
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue italiche
  Lingue romanze
   Lingue italo-occidentali
    Lingue romanze occidentali
     Lingue gallo-iberiche
      Lingue ibero-romanze
       Lingue iberiche occidentali
        Lingue castigliane
Statuto ufficiale
Nazioni Unione europea Unione europea

Spagna Spagna
Argentina Argentina
Bolivia Bolivia
Cile Cile
Colombia Colombia
Costa Rica Costa Rica
Cuba Cuba
Rep. Dominicana Rep. Dominicana
Ecuador Ecuador
El Salvador El Salvador
Filippine Filippine (dal 1987)
Guatemala Guatemala
Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale
Honduras Honduras
Messico Messico
Nicaragua Nicaragua
Panamá Panamá
Paraguay Paraguay
Perù Perù
Porto Rico Porto Rico
Uruguay Uruguay
Venezuela Venezuela

significativa diffusione in:
Andorra Andorra
Belize Belize
Gibilterra Gibilterra
Stati Uniti Stati Uniti (Gli USA ospitano la seconda comunità ispanofona più grande del mondo)
Brasile Brasile
Portogallo Portogallo
Marocco Marocco
Francia Francia
Canada Canada
Regolato da Asociación de Academias de la Lengua Española (Real Academia Española)
Codici di classificazione
ISO 639-1 es
ISO 639-2 spa
ISO 639-3 spa  (EN)
SIL spa  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Todos los seres humanos nacen libres e iguales en dignidad y derechos y, dotados como están de razón y conciencia, deben comportarse fraternalmente los unos con los otros.
Map-Hispanophone World.png
Distribuzione geografica dello spagnolo

Lo spagnolo o castigliano è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Secondo un'indagine di SIL International[3] e dell'Instituto Cervantes[4], nel 2012 lo spagnolo era la seconda lingua più parlata al mondo dopo il cinese (si tratta di circa 414 milioni di persone che parlano lo spagnolo come loro prima lingua[3]).

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

I principali luoghi dove si parla spagnolo sono[1]:

Il Messico è attualmente lo stato ispanofono più popoloso al mondo, seguito dagli Stati Uniti, che ospitano la seconda comunità ispanofona del pianeta[5]. Tra le città ispanofone, la maggiore è Città del Messico, seguita da Bogotá e da Caracas[1].

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Linguistic map Southwestern Europe.gif

Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua español quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il francese o l'inglese). Si usa il termine "castigliano" (castellano) soprattutto per mettere in evidenza che è lingua originaria della Castiglia e non di altre regioni della Spagna di cui sono autoctone altre lingue politicamente riconosciute (Catalogna, Comunità Valenciana, Isole Baleari, Paesi Baschi, Navarra e Galizia), quindi soprattutto in rapporto ad altre lingue politicamente riconosciute della Spagna. Pure, il termine "castigliano" è diffuso anche in alcuni contesti estranei alla Spagna. Per esempio, in Argentina castellano è, nell'uso comune, il termine utilizzato per indicare la lingua nazionale.

Il termine generico español viene esteso anche alle zone dell'America Latina, pur senza avere connotazioni politiche e di sovranità. La Costituzione spagnola (1978) riconosce una lingua ufficiale, indicata come castellano e tre lingue co-ufficiali: il gallego, il basco (euskera) ed il catalano, quest'ultimo sia nella sua modalità orientale (català), sia valenciana (valencià). Recentemente anche la Commissione Europea ha stabilito che i cittadini che si rivolgeranno al Parlamento Europeo mediante testi scritti in queste tre lingue avranno il diritto di vedersi rispondere nella medesima lingua. I costi di traduzione sono a carico del Governo spagnolo.[senza fonte]

Per quanto riguarda le varietà linguistiche, ogni paese ha un suo modo particolare di parlare lo spagnolo. Ad esempio, in Messico, il paese ispanofono più popoloso del mondo, vi sono diverse differenze lessicali (parole specifiche e d'uso quotidiano) che rendono quella parlata anche abbastanza diversa da quella corrente in Spagna o di quella studiata nei corsi di lingua in Europa. In Centro America (Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Panamá) la situazione è abbastanza uniforme e lo spagnolo è compreso benissimo da tutti, anche se in tali paesi esistono ancora varie lingue indios. Nei Caraibi è possibile distinguere lo spagnolo di Cuba, quello dominicano e quello portoricano, varianti che differiscono sia per la pronuncia sia per il significato attribuito a determinate parole. Lo spagnolo del Venezuela è vicino a quello dei Caraibi. In America del Sud si parla correntemente spagnolo, tranne in Brasile (portoghese), Guyana (inglese), Suriname (olandese) e Guyana francese (francese), ma con molte differenze tra una nazione e l'altra e addirittura all'interno dei paesi più grandi.

Ad ogni modo, molte costituzioni dei paesi ispanofoni americani, a differenza della Costituzione del Regno di Spagna, indicano nello spagnolo il nome della lingua ufficiale della nazione.

L'importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni e ciò grazie all'alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani,[senza fonte] alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spagnolo medievale e Storia della lingua spagnola.
Apprendimento attivo dello spagnolo nel mondo[6].

██ Paesi che parlano spagnolo come lingua ufficiale

██ Paesi con più di 1 000 000 studenti di spagnolo

██ Paesi con più di 100 000 studenti di spagnolo

██ Paesi con più di 20 000 studenti di spagnolo

Conoscenza della lingua spagnola secondo l'Eurobarometro 2006 dell'U.E.

██ Paese nativo

██ Più dell'8.99%

██ Tra il 4% e l'8,99%

██ Tra l'1% e il 3,99%

██ Meno del 1%

Dialetti spagnoli e altre lingue in Spagna

Lo spagnolo si è sviluppato a partire dal latino volgare, subendo anche l'influenza di altre lingue del territorio romanizzato della Penisola Iberica (basco, celtico, iberico, ecc.), dell'arabo, degli altri idiomi neolatini (occitano, catalano, italiano, portoghese, ecc.) e, più recentemente, dell'inglese. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatalizzazione (Latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (Latino terra, spagnolo tierra; Latino novus, Spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti un'influenza celtica più marcata.[senza fonte]

Con la Reconquista, il dialetto del centro della penisola iberica si è diffuso anche nelle regioni meridionali.

Il primo libro di grammatica spagnola (e anche la prima grammatica di una lingua moderna) Gramática de la Lengua Castellana è stato realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro è stato presentato a Isabella I di Castiglia, la regina ha chiesto: ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?). L'autore ha risposto: Señora, la lengua siempre fue compañera del Imperio (Signora, la lingua fu sempre compagna dell'Impero).

A partire dal XVI secolo, lo spagnolo è stato introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole è rimasto ben poco di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin).

Nel XX secolo il Castigliano si è diffuso anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara Occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).

Fonologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fonologia della lingua spagnola.

Lungo i secoli (grosso modo dal Medioevo fino al XVI secolo) il castigliano ha subito delle trasformazioni nella resa dei diversi fonemi. Si tenga presente, d'altronde, che la differenziazione della resa di vocali e consonanti era già all'opera fin dalla formazione delle diverse lingue neolatine e aveva giocato un ruolo determinante nella differenziazione rispetto a portoghese, gallego, asturiano, aragonese e catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole, probabilmente per effetto di un substrato linguistico, è finita per diventare muta, lasciando una traccia etimologica nell'uso del morfema h. La lingua portoghese è ortograficamente e grammaticalmente (89%[criteri?]) simile in molti aspetti alla lingua spagnola, ma è un po' differente nella fonologia. In alcuni luoghi, specie in Sudamerica, il portoghese e lo spagnolo vengono parlati contemporaneamente: i parlanti portoghese leggono e capiscono lo spagnolo con molta facilità, mentre gli ispanofoni sono capaci di leggere quasi tutto in portoghese ma capiscono la lingua parlata solo con qualche sforzo. Ciò spiega perché alcuni stranieri in Portogallo, Angola e Brasile tendano a comunicare con la popolazione locale utilizzando lo spagnolo, e le popolazioni locali si sentono offese o entusiasmate[non chiaro] dall'opportunità di parlare spagnolo.

Lo spagnolo, come tutte le lingue romanze, utilizza, per scrivere, l'alfabeto latino. Si noti, tuttavia, che alcune lettere vengono pronunciate in maniera differente dall'italiano:

  • "A" Si pronuncia come in italiano.
  • "B" Quando è a inizio di parola o dopo M, si pronuncia come in italiano. In altre posizioni si pronuncia con un suono spirante, diverso rispetto a quello esplosivo italiano: si deve far passare l'aria tra le labbra che, tra loro, si sfiorano appena (/β/). In Centroamerica la pronuncia è ancora più lieve, tanto che a Cuba viene ad assumere quasi il suono /w/ (Cuba /'ku:wa/).
  • "C" Quando è seguita da "E" o da "I", si pronuncia /θ/ (che equivale al "th" inglese di "think") nella pronuncia standard dello spagnolo europeo; in alcuni dialetti dello spagnolo europeo e nello spagnolo d'America si pronuncia semplicemente /s/ (seseo). Quando è seguita da "A, O, U" si pronuncia /k/. Il gruppo "CC", se seguito da "E" o da "I" si pronuncia /kθ/ o /ks/.
  • "D" Si legge come in italiano, ma quando è intervocalica si pronuncia /ð/ (che equivale al "th" inglese di "then").
  • "E" Ufficialmente /e̞/, ma può avere, secondo la sua posizione nelle parole, una variante piuttosto chiusa (per esempio: "canté" /canˈte/ - "cantai") o piuttosto aperta (per esempio: "perla" /ˈpɛɾla/ - "perla"), ma senza nessuna differenza semantica.
  • "F" Si pronuncia come in italiano.
  • "G" Si pronuncia /x/ o /χ/ davanti a "E" ed "I", suono equivalente al "ch" tedesco di "nach". In posizione iniziale e dopo una consonante si pronuncia come in italiano "gatto". Quando è intervocalica e seguita da "A", "O", "U", si pronuncia /γ/ (che si differenzia dalla "g" dura italiana perché è un suono fricativo, ottenuto facendo passare l'aria fra la lingua ed il velo palatino). Dà luogo ai gruppi "GUE" e "GUI" che si pronunciano come "ghe", "ghi" italiani. Se però vi è una "Ü", i gruppi "GÜE" e "GÜI" vengono a pronunciarsi come gli italiani "gue" e "gui".
  • "H" È sempre muta, anche se nelle parole di origine straniera si può pronunciare (e normalmente viene resa con il suono della J, /x/ o /χ/).
  • "I" Come in italiano.
  • "J" Si pronuncia sempre /x/ o /χ/ (considerati allofoni), che equivale al "ch" tedesco di "nach".
  • "K" Come la K in inglese.
  • "L" Si pronuncia come in italiano.
  • "LL" Si pronuncia /ʎ/ (come la "gli" nella parola italiana "famiglia", ma meno forte) nella variante standard dello spagnolo europeo. In gran parte dei dialetti, però, si pronuncia come la semiconsonante /j/ (come la "i" nella parola italiana "ieri": il fenomeno è chiamato yeísmo), e a volte anche /ʤ/ (come la "g" palatale in "già") in inizio di parola. In Uruguay si pronuncia /ʒ/ (come la "j" del francese o del portoghese), oppure /ʃ/ (come il primo fonema della parola italiana "scivolo": "llamo (io chiamo)" è pronunciato /ˈʃamo/) soprattutto in Argentina, anche se in alcune zone dell'interno, Cordoba in particolare, ritorna il suono semiconsonantico (/j/).
  • "M" Come in italiano.
  • "N" Come in italiano. Il gruppo "gn" non suona come in italiano, ma con le due consonanti distinte, quindi /gn/ o /ɣn/.
  • "Ñ" Si pronuncia /ɲ/ (come il gruppo "gn" italiano).
  • "O" Secondo lo standard /o̞/, ma può avere, a seconda della sua posizione nelle parole, un suono più chiuso (per esempio: "tonto" [ˈtonto] - "sciocco") o più aperto (per esempio: "no" [nɔ] - "no/non"), ma senza nessuna differenza lessicale.
  • "P" Come in italiano, sebbene in parole che iniziano per "ps-" o "pn-" la "p" sia muta.
  • "Q" È sempre seguita da "U", e dà luogo ai gruppi "QUE" e "QUI" che si pronunciano come "che" e "chi" italiani.
  • "R" Quando è in inizio di parola e quando è doppia si pronuncia molto accentuata, come la /r/ in inizio parola pronunciata dai siciliani; altrimenti è monobattente, /ɾ/.
  • "S" Come nell'italiano "sono". Non ha il suono della s intervocalica italiana (/z/), "rosa" non si pronuncia come in italiano /'ɾɔza/ ma /'rosa/.
  • "T" Come in italiano.
  • "U" Come in italiano.
  • "V" Si pronuncia tale e quale alla lettera B spagnola. In spagnolo non esiste il suono /v/.
  • "W" È presente solo in parole straniere, e si pronuncia come la B o la V spagnola nelle parole di origine tedesca, come "gu" in italiano nelle parole di origine inglese.
  • "X" All'inizio di parola si pronuncia /s/ (per esempio in "xenofobia"), negli altri casi /ks/ o /gz/. In alcuni nomi di ortografia antica, specialmente messicani, si pronuncia /x/: Xavier, Ximena, México, Texas (che in effetti si usa anche scrivere con J: Javier, Jimena, Méjico, Tejas), Oaxaca, etc.
  • "Y" Si pronuncia /j/ nello spagnolo parlato in Spagna. Si pronuncia anche /ʤ/ (come il primo fonema della parola italiana "già": "yo" è pronunciato /ʒo/ o /ʤo/ in alcune zone dell'America Latina), oppure /ʃ/ (come il primo fonema della parola italiana "scivolo": "yo" è pronunciato /ʃo/ soprattutto in Argentina). La congiunzione y ("e") si legge /i/ in tutte le varianti.
  • "Z" Si pronuncia tale e quale alla "C" spagnola seguita da "E" od "I"; perciò in Spagna (centro-settentrionale) è /θ/, mentre in Andalusia e America Latina è semplicemente /s/.

Vocali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema vocalico spagnolo.

Nella sua evoluzione dal latino volgare alla lingua attuale, lo spagnolo ha sviluppato un sistema a cinque vocali (a, e, i, o, u), simile quindi a quello della lingua siciliana, ma diverso - per esempio - dal sistema vocalico dell'italiano (sette vocali, a, ɛ, e, i, ɔ, o, u), del catalano (otto vocali, a, ɛ, e, i, ɔ, o, u, ə) o del francese (dodici vocali, a, ɑ, ɛ, e, i, y, u, o, ɔ, œ, ø, ə, senza considerare le nasali).

Consonanti[modifica | modifica wikitesto]

Tavola dei fonemi consonantici dello spagnolo[7]
Labiale Dentale Alveolare Palatale Velare
Nasale m n ɲ
Occlusiva p b t d ʝ k ɡ
Fricativa f (θ)  s  x
Vibrante r
Battuta ɾ
Laterale l (ʎ)

Le consonanti tra parentesi sono i fonemi dello spagnolo standard in Spagna, ma assenti in molti dialetti, specialmente quelli dell'America Latina.

Variante canaria e latinoamericana[modifica | modifica wikitesto]

Alle Canarie e in buona parte dell'America Latina si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari. Queste inflessioni non sono comuni a tutti i Paesi latinoamericani, in cui si trovano grandi differenze tra un Paese e l'altro (variazioni che del resto non mancano nemmeno tra le diverse isole dell'arcipelago canario). Non c'è niente che si possa definire uno "spagnolo americano", giacché le varietà americane sono molto diverse e hanno subito trasformazioni importanti negli ultimi secoli. Comunque, ci sono alcune differenze caratteristiche comuni rispetto allo spagnolo iberico (della Spagna Nord e Centrale):

  • Di fatto non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito dall’ustedes[8], e i verbi si pongono alla terza persona plurale
  • Il pretérito perfecto (passato prossimo) è spesso sostituito dal pretérito indefinido (passato remoto) anche per le azioni avvenute in un passato recente o non ancora concluse.
  • A livello fonetico si riscontrano varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
    • Non esiste il suono interdentale (c seguita da e o i, e z), che diventa sempre il suono s aspro.
    • Ugualmente in quasi tutte le zone si presenta il fenomeno del yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
  • Si mantengono arcaismi riguardo alla Spagna e s'accettano più neologismi che le varietà iberiche (più conservative).

Il vocabolario Ispano-Americano si differenzia da quello iberico per i seguenti aspetti:

  • "Marinerismos en tierra"

I termini che in Spagna erano circoscritti al campo marittimo, vennero ampliati e usati anche nella terra ferma ad esempio venne impiegata una parola come chicote che indicava inizialmente l'estremità di una corda e successivamente venne estesa e usata in alcuni Paesi americani con il significato di 'frusta' (invece in Spagna si preferisce usare azote o látigo).

  • Arcaismi

Alcune forme tradizionali non più usate nella penisola iberica sono ancora vive in America come, ad esempio, la parola lindo vigente nello spagnolo peninsulare del XVII secolo e successivamente sostituita da bonito o hermoso. Comunque, è importante ricordare che i parlanti latinoamericani, molto più numerosi degli Spagnoli, considerano arcaismi anche parole che sono ancora in uso in Spagna ma non nei territori americani, come sarebbe lo stesso "vosotros" (voi).

  • Neologismi

In America sono vigenti dei neologismi ottenuti ad esempio dalla derivazione con preferenza per determinati affissi come ad esempio il suffisso -ada che forma delle parole come atropellada<atropello, sconosciuta in Spagna.

  • Cambi semantici

Fin dai tempi della colonizzazione in America Latina molte parole subirono un cambio semantico dovuto al fatto che molte voci vennero usate in America per riferirsi a cose, entità e fenomeni simili ma distinti a quelli spagnoli. La parola chula ad esempio ha un diverso significato nei due continenti: una mujer chula in Spagna può significare una donna simpatica oppure presuntuosa, mentre in alcune zone americane come Messico, Guatemala, ecc., l'aggettivo chula è sinonimo di una donna bella e attraente.

  • Prestiti linguistici

In America Latina vengono adoperati molti prestiti linguistici ovvero termini di un'altra lingua che non sono stati incorporati alla norma peninsulare. Nel lessico di alcuni paesi (Argentina e Uruguay in particolare), che hanno conosciuto nell'Ottocento e Novecento un forte movimento immigratorio sono stati incorporati vari termini di origine italiana e, in minor misura, tedesca, polacca, russa e francese. Il secolare contatto dello spagnolo con le lingue indigene locali, alcune delle quali (quechua, aymara, guaraní, ecc.) sono tuttora parlate da ampi strati della popolazione latinoamericana, ha determinato l'introduzione di vari termini e modismi nel castigliano d'America, particolarmente rilevanti nei paesi andini e nella zona del Gran Chaco.

Un esempio della diversità delle versioni della lingua in America lo costituiscono le varianti argentina e uruguaya in cui, pur essendo presenti caratteristiche proprie di ciascuno dei due Paesi, ritroviamo alcune forme comuni:

  • in entrambi gli Stati, valgono alcune delle caratteristiche di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se l'accento e l'intonazione sono peculiari dell'Argentina e dell'Uruguay e diversi da quelli di tutti gli altri Paesi.
  • si utilizza la forma vos al posto del , applicando generalmente le conseguenti forme verbali della seconda persona singolare, che nel presente indicativo e congiuntivo e nell'imperativo derivano da quelle della seconda persona plurale, con la scomparsa del dittongo e l'elisione della D: vos pensás (e non tú pensas), que vos pensés/pienses (nel congiuntivo sono presenti entrambe le forme), pensá (e non pensad); nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes. A questa regola fanno eccezione le zone corrispondenti all'attuale provincia argentina di Santiago del Estero, in cui il vos è seguito dalla seconda persona singolare (vos piensas, vos pensaste, ecc.) e alcuni territori andini in cui non viene persa la dittongazione della seconda persona plurale (vos pensáis). Il "vos" non è usato soltanto in Argentina, Paraguay e Uruguay, ma anche (insieme al tuteo cioè al tu tradizionale) in alcune regioni andine (Cile e Bolivia in particolare) e in ampie zone dell'America Centrale. Infatti, in Guatemala, alcuni anni fa, il "tu" era usato soltanto fra un uomo e una donna. Usare "tu" fra due uomini non era visto bene.
  • i suoni di ll e y si interconfondono e suonano come la j francese di je, janvier, o quella portoghese di janeiro, tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hispanidad.

Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell'Unione europea, dell'Organizzazione degli Stati americani, dell'Unione africana e dell'Unione latina. Gran parte dei parlanti risiede nell'emisfero occidentale (Europa, America, e territori spagnoli in Africa).

Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo Stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Lo spagnolo messicano si è arricchito delle lingue indie messicane ed è la versione più diffusa della lingua negli Stati Uniti grazie alla grande popolazione immigrante messicana.

Seguono, e da lontano, la Spagna (46 milioni), la Colombia (44 milioni), l'Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo è la lingua domestica per più del 10% dei cittadini Statunitensi[9]).

Nazioni con una significativa popolazione di lingua spagnola
Ordine alfabetico Numero di parlanti madrelingua
  1. Andorra (40.000)
  2. Argentina (39.248.000)
  3. Aruba (105.000)
  4. Australia (150.000)
  5. Austria (1.970)
  6. Belize (130.000)
  7. Bolivia (7.010.000)
  8. Bonaire (5.700)
  9. Canada (272.000)
  10. Cile (15.795.000)
  11. Cina (250.000)
  12. Colombia (45.600.000)
  13. Corea del Sud (90.000)
  14. Costa Rica (4.220.000)
  15. Cuba (11.285.000)
  16. Curaçao (112.450)
  17. Ecuador (15.007.343)
  18. El Salvador (6.859.000)
  19. Filippine (2.900.000)
  20. Finlandia (17.200)
  21. Francia (2.100.000)
  22. Germania (410.000)
  23. Giappone (500.000)
  24. Guatemala (8.163.000)
  25. Guiana Francese (13.000)
  26. Guinea Equatoriale (447.000)
  27. Guyana (198.000)
  28. Haiti (1.650.000)
  29. Honduras (7.267.000)
  30. Isole Vergini Statunitensi (3.980)
  31. Israele (160.000)
  32. Italia (455.000)
  33. Kuwait (1.700)
  34. Libano (2.300)
  35. Marocco (960.706)
  36. Messico (106.255.000)
  37. Nicaragua (5.503.000)
  38. Nuova Zelanda (26.100)
  39. Paesi Bassi (17.600)
  40. Panamá (3.108.000)
  41. Paraguay (4.737.000)
  42. Perù (26.152.265)
  43. Portogallo (1.750.000)
  44. Porto Rico (4.017.000)
  45. Regno Unito (900.000)
  46. Repubblica Dominicana (8.850.000)
  47. Romania (7.000)
  48. Russia (1.200.000)
  49. Sahara Occidentale (341.000)
  50. Spagna (44.400.000)
  51. Stati Uniti d'America (50.000.000)
  52. Svezia (39.700)
  53. Svizzera (172.000)
  54. Trinidad e Tobago (32.200)
  55. Turchia (29.500)
  56. Uruguay (3.442.000)
  57. Venezuela (26.021.000)
  1. Messico (106.255.000)
  2. Spagna (45.600.000)
  3. Colombia (44.400.000)
  4. Argentina (41.248.000)
  5. Stati Uniti d'America (41.000.000)
  6. Perù (26.152.265)
  7. Venezuela (26.021.000)
  8. Cile (15.795.000)
  9. Ecuador (15.007.343)
  10. Cuba (11.285.000)
  11. Repubblica Dominicana (8.850.000)
  12. Guatemala (8.163.000)
  13. Honduras (7.267.000)
  14. Bolivia (7.010.000)
  15. El Salvador (6.859.000)
  16. Nicaragua (5.503.000)
  17. Paraguay (4.737.000)
  18. Costa Rica (4.220.000)
  19. Porto Rico (4.017.000)
  20. Uruguay (3.442.000)
  21. Panamá (3.108.000)
  22. Filippine (2.900.000)
  23. Francia (2.100.000)
  24. Portogallo (1.750.000)
  25. Haiti (1.650.000)
  26. Russia (1.200.000)
  27. Marocco (960.706)
  28. Regno Unito (900.000)
  29. Giappone (500.000)
  30. Italia (455.000)
  31. Guinea Equatoriale (447.000)
  32. Germania (410.000)
  33. Sahara Occidentale (341.000)
  34. Canada (272.000)
  35. Cina (250.000)
  36. Guyana (198.000)
  37. Svizzera (172.000)
  38. Israele (160.000)
  39. Australia (150.000)
  40. Belize (130.000)
  41. Curaçao (112.450)
  42. Aruba (105.000)
  43. Corea del Sud (90.000)
  44. Andorra (40.000)
  45. Svezia (39.700)
  46. Trinidad e Tobago (32.200)
  47. Turchia (29.500)
  48. Nuova Zelanda (26.100)
  49. Paesi Bassi (17.600)
  50. Finlandia (17.200)
  51. Guiana Francese (13.000)
  52. Romania (7.000)
  53. Bonaire (5.700)
  54. Isole Vergini Statunitensi (3.980)
  55. Libano (2.300)
  56. Austria (1.970)
  57. Kuwait (1.700)

Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l'Inglese rimane l'unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Inoltre, nella zona si parla lo llanito, misto di inglese e spagnolo.

Negli Stati Uniti, lo spagnolo è parlato da circa tre quarti della popolazione ispanica. Attualmente, ci sono circa 41 milioni di ispanici, che rappresentano il 13,5% della popolazione totale; di questi, quasi 3 milioni non parlano una parola d'inglese. Gli ispanici al momento sono la più grande minoranza degli Stati Uniti e vivono soprattutto in Florida (1,5 milioni), New York (1,8 milioni), Texas (3,4 milioni) e California (5,5 milioni). La stragrande maggioranza di loro provengono dal Messico e dai Caraibi (Cuba, Porto Rico). Inoltre, lo spagnolo sta diventando un'importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il Castigliano è la lingua ufficiale del Nuovo Messico (insieme all'Inglese) e del territorio americano di Porto Rico.

In Brasile, dove il portoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con gli Stati Uniti ed Europa ed aumentare, invece, quelli con i vicini Paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò, si aggiungono i continui scambi culturali con molti Paesi dove il Castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l'apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni, il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. Inoltre, in Brasile esiste una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di Ebrei sefarditi (parlanti sia il Castigliano standard che il Ladino) sia di immigrati da altri Paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l'Uruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come portognolo.

In Europa, al di fuori di Spagna, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un'importante comunità a Londra).

In Africa lo spagnolo, oltre che nelle città autonome spagnole di Ceuta e Melilla, è parlato anche nelle sue ex-colonie Guinea Equatoriale e Sahara Occidentale.

In Asia, l'uso della lingua spagnola ha avuto un costante declino a partire dal Novecento. Dal 1973, lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e dal 1987 non è più lingua curricolare negli studi superiori. Ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Lo 0,4% dei filippini usa un creolo-spagnolo noto come chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l'importanza storica del Castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua). Tuttavia, negli ultimi anni, nell'arcipelago filippino, c'è un rinnovato interesse culturale per lo spagnolo.

Esistono, poi, piccolissime comunità di "ex-immigrati" in vari Paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di Cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di Giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone.

Anche in Oceania, lo spagnolo non riveste grande importanza. È parlato da circa 3.000 persone nell'Isola di Pasqua (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 parlanti stando al censimento del 2001). A Guam, Palau, nelle Marianne, nelle Isole Marshall e negli Stati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il Castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali.

In Antartide, lo spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.

Spanglish[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spanglish.

Lo Spanglish è una modalità di espressione linguistica orale e scritta. Si ottiene quando, in una frase con una struttura lessicale spagnola, sostituiamo alcuni termini con quelli della lingua inglese o viceversa.

Nella forma scritta comprende anche la ispanizzazione di parole inglesi ad es. write = rait, night = nait, teenager = tineyer; comprende l'adozione nella lingua inglese di termini come taco, tapas, enchilada; l'adozione nella lingua spagnola di e-mail per correo electronico e link per enlace; il coniare neologismi attraverso una sommaria traduzione dall'inglese come typear o cliquear invece di pulsar, emailear invece di escribir correo electronico, reportear invece di informar, remover invece di sacar, educacion invece di pedagogia o computadora invece di ordenador.

Il fenomeno consiste quindi di due aspetti: quello dell'inglese, soprattutto negli Stati Uniti, contaminato dagli ispanismi portati dal flusso di latinoamericani provenienti dalla frontiera col Messico e quello dello spagnolo in Spagna ed America Latina contaminato da anglicismi entrati soprattutto attraverso l'uso delle nuove tecnologie informatiche o la fruizione dei mass-media o dovuto alle questioni di Gibilterra e del canale di Panamá.

Il fenomeno è in espansione, soprattutto negli Stati Uniti. Durante le prime ondate migratorie gli Ispanici, soprattutto portoricani e messicani, avevano alcune difficoltà nell'apprendimento della nuova lingua e sopperivano alle lacune completando le frasi con parole spagnole. Ciò era causato dal contrasto tra una educazione familiare avvenuta in un contesto ispanico ed il contatto con una nuova realtà che richiedeva l'adeguamento ad un nuovo linguaggio.

Oggi le cose sono cambiate. Le tv e radio passano le frontiere attraverso i satelliti e arrivano nelle case di tutti. I corsi di lingua sono alla portata di moltissimi utenti. La contaminazione linguistica è reciproca e continua. L'educazione dei figli di ispanici di prima e seconda generazione avviene in un contesto bilingue, eppure le statistiche dicono che questi nuovi alunni hanno difficoltà con l'Inglese più di quante ne avessero i loro genitori. Sono nati negli U.S.A. ma si sentono parte della cultura e della popolazione posta a sud del confine col Messico. Allora ecco come il linguaggio diviene rappresentante di questa duplice appartenenza.

Esistono diversi motivi per parlare Spanglish e diversi sono i gruppi sociali che lo utilizzano. Alcuni, in verità pochi, lo fanno ancora oggi per sopperire alle lacune di conoscenza di termini corrispettivi inglesi; altri sono anglofoni che vogliono semplicemente farsi capire meglio dalla comunità latina; altri lo parlano per rivendicare il loro orgoglio di essere ispanici e con la voglia di resistere all'omologazione in una cultura che non li rappresenta e nella quale non si riconoscono; altri ancora hanno voglia di distinguersi.

In particolare, a Puerto Rico esiste una mentalità molto legata al concetto di Nazione portoricana portata avanti soprattutto dagli indipendentisti. L'idioma nazionale è ufficialmente l'Inglese ma in famiglia e per le strade quasi tutti parlano Portoricano (diverso dal Castigliano). Poiché nelle scuole e negli uffici pubblici è obbligatorio l'uso dell'Inglese mentre nelle strade c'è il dominio del Portoricano, ecco che questo tipo di bilinguismo fa nascere con molta spontaneità lo Spanglish.

Esempi di lingua[modifica | modifica wikitesto]

Parole e frasi di uso comune[modifica | modifica wikitesto]

  • = “sì”
  • No = “no”
  • ¡Hola! = “ciao!”
  • ¡Buenos días! = “Buon giorno!” (Letteralmente: “buoni giorni”)
  • ¡Buenas tardes! = “Buon pomeriggio!” (Letteralmente: “buoni pomeriggi”)
  • ¡Buenas noches! = “Buona sera!”/ “Buona notte!” (Letteralmente: “buone notti”)
  • ¡Adiós! =“Arrivederci!”
  • ¡Hasta luego! = “A più tardi!”
  • ¡Buena/mucha suerte! = “Buona fortuna!”
  • ¡Felicidades! = “Auguri!”
  • Por favor = “Per favore”
  • (Muchas) gracias = “Grazie (mille)”
  • De nada = “Di niente”, “Prego”
  • ¿Qué tal? = “Come va?”
  • ¿Cómo está (usted)/estás? = “Come sta/stai?”
  • Muy bien = “Molto bene”
  • Discúlpame = "Scusami"
  • ¿Hablas/Habla (usted) español/italiano/inglés/francés/alemán? = “Parli/Parla spagnolo/italiano/inglese/francese/tedesco?”
  • ¿Cómo se llama (usted)/te llamas? = “Come si chiama/ti chiami?”
  • No entiendo/comprendo = “Non capisco”
  • No sé = “Non so”
  • ¿Qué hora es? = “Che ore sono?”
  • ¿Dónde estás/está? = “Dove sei/Dov'è?”
  • ¿A dónde va (usted)/vas? = “Dove va/Dove vai?”
  • ¡Suerte! = “Buona fortuna!”
  • ¡Broma! = “Scherzo!”
  • ¡Mierda! = “Merda!”

Numeri cardinali[modifica | modifica wikitesto]

0. cero
1. uno
2. dos
3. tres
4. cuatro
5. cinco
6. seis
7. siete
8. ocho
9. nueve
10. diez
11. once
12. doce
13. trece
14. catorce
15. quince
16. dieciséis
17. diecisiete
18. dieciocho
19. diecinueve
20. veinte
21. veintiuno
22. veintidós
23. veintitrés
24. veinticuatro
25. veinticinco
26. veintiséis
27. veintisiete
28. veintiocho
29. veintinueve
30. treinta
31. treinta y uno
32. treinta y dos
33. treinta y tres
34. treinta y cuatro
35. treinta y cinco
36. treinta y seis
37. treinta y siete
38. treinta y ocho
39. treinta y nueve
40. cuarenta
41. cuarenta y uno
42. cuarenta y dos
43. cuarenta y tres
44. cuarenta y cuatro
45. cuarenta y cinco
46. cuarenta y seis
47. cuarenta y siete
48. cuarenta y ocho
49. cuarenta y nueve
50. cincuenta
51. cincuenta y uno
52. cincuenta y dos
53. cincuenta y tres
54. cincuenta y cuatro
55. cincuenta y cinco
56. cincuenta y seis
57. cincuenta y siete
58. cincuenta y ocho
59. cincuenta y nueve
60. sesenta
61. sesenta y uno
62. sesenta y dos
63. sesenta y tres
64. sesenta y cuatro
65. sesenta y cinco
66. sesenta y seis
67. sesenta y siete
68. sesenta y ocho
69. sesenta y nueve
70. setenta
71. setenta y uno
72. setenta y dos
73. setenta y tres
74. setenta y cuatro
75. setenta y cinco
76. setenta y seis
77. setenta y siete
78. setenta y ocho
79. setenta y nueve
80. ochenta
81. ochenta y uno
82. ochenta y dos
83. ochenta y tres
84. ochenta y cuatro
85. ochenta y cinco
86. ochendo y seis
87. ochenta y siete
88. ochenta y ocho
89. ochenta y nueve
90. noventa
91. noventa y uno
92. noventa y dos
93. noventa y tres
94. noventa y cuatro
95. noventa y cinco
96. noventa y seis
97. noventa y siete
98. noventa y ocho
99. noventa y nueve
100. cien
110. ciento diez
200. doscientos
500. quinientos
1000. mil

I numeri dal 200 al 400 e 600 al 900 si possono esprimere anche al femminile.

Numeri ordinali[modifica | modifica wikitesto]

1. primer, -ero, -era
2. segundo, -da
3. tercer, -ero, -era
4. cuarto, -ta
5. quinto, -ta
6. sexto, -ta
7. séptimo, -ma
8. octavo, -va
9. noveno, -na
10. décimo, -ma
11. undécimo, -ma o decimoprimero, -ra
12. duodécimo, -ma o decimosegundo, -ra
13. decimotercero, -ra
14. decimocuarto, -ta
20. vigésimo, -ma
21. vigésimo primero, -ra
30. trigésimo, -ma
40. cuadragésimo, -ma
50. quincuagésimo, -ma
60. sexagésimo, -ma
70. septuagésimo, -ma
80. octogésimo, -ma
90. nonagésimo, -ma
100. centésimo, -ma

Giorni della settimana[modifica | modifica wikitesto]

lunes: Lunedì
martes: Martedì
miércoles: Mercoledì
jueves: Giovedì
viernes: Venerdì
sábado: Sabato
domingo: Domenica

Nomi dei mesi[modifica | modifica wikitesto]

enero: gennaio
febrero: febbraio
marzo: marzo
abril: aprile
mayo: maggio
junio: giugno
julio: luglio
agosto: agosto
septiembre: settembre
octubre: ottobre
noviembre: novembre
diciembre: dicembre

Presente Indicativo del verbo ser "essere"[modifica | modifica wikitesto]

(yo) soy = “io sono”
(tú) eres / (vos) sos = “tu sei"
usted es=“Lei è”

(él/ella/eso) es = “lui/lei/(quello) è”
(nosotros, -as) somos = “noi siamo”
(vosotros, -as) sois = “voi siete” (informale)
ustedes son = “Voi siete” (formale)
(ellos/ellas) son = “loro/essi/esse sono”

Presente Indicativo del verbo estar "essere" (stato momentaneo) o stare[modifica | modifica wikitesto]

yo estoy = “io sono/sto”
tú/vos estás = “tu sei/stai”, ecc.
usted está=“Lei è/sta”
él/ella está=“egli/ella è/sta”
nosotros, -as estamos=“noi siamo/stiamo”
vosotros, -as estáis=“voi siete/state” (informale)
ustedes están=“Voi siete/state” (formale)
ellos/ellas están=“essi sono/stanno”

Presente Indicativo del verbo haber "avere" (ausiliare)[modifica | modifica wikitesto]

yo he = “io ho”
tú/vos has = “tu hai”
usted ha = “Lei ha”
él/ella ha = “egli, lui/lei ha”
nosotros, -as hemos = “noi abbiamo”
vosotros, -as habéis = “voi avete” (informale)
ustedes han = “voi avete” (formale)
ellos/ellas han = “loro/essi/esse hanno

Presente Indicativo del verbo tener "avere" (possesso)[modifica | modifica wikitesto]

yo tengo = “io ho”
tú tienes / vos tenés = “tu hai”
usted tiene = “Lei ha”
él/ella tiene = “egli, lui/lei ha”
nosotros, -as tenemos = “noi abbiamo”
vosotros, -as tenéis = “voi avete” (informale)
ustedes tienen = “voi avete (formale)”
ellos/ellas tienen = “loro/essi/esse hanno”

Falsi amici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aiuto:Traduzioni/Glossario dei falsi amici della lingua spagnola.

In generale, molte parole dello spagnolo sono abbastanza comprensibili al parlante di lingua italiana (tra le due lingue c'è, in alcuni casi, una mutua intelligibilità). Ve ne sono, però, molte che assomigliano a parole italiane, ma che hanno tutt'altro significato (alcune hanno un doppio significato) o comunque sfumature diverse. Si tratta dei cosiddetti "falsi amici", di cui diamo alcuni esempi:

  • aceite = “olio” (da tavola) (“aceto” si dice vinagre)
  • aceituna = “oliva” (“acetone” si dice acetona)
  • afamado/a = "famoso/a" ("affamato/a" si dice hambriento/a)
  • amo = “signore”, “padrone” (“amo” - sostantivo - si dice anzuelo)
  • arroz = “riso” (“arrosto” si dice asado)
  • barato = “a buon mercato” (“baratto” si dice cambio)
  • bigote = “baffi” (“bigotto” si dice santurrón, mojigato, chupacirios)
  • bodega = “cantina” (anche nel senso enologico), o “deposito” (“bottega” si dice tienda)
  • bollo = “brioche” (“bollo” si dice timbro, sello)
  • bronca = “rabbia" (“bronco” si dice bronquio)
  • bruja = “strega”, “maga”/brujo = “stregone” (“bruco” si dice gusano, larva)
  • buche = “gozzo”, “sorsata”, “gargarismo” (“buccia” si dice cáscara, vaina)
  • buque = “nave” (“buco” si dice agujero, hueco)
  • burro = “asino” (“burro” si dice manteca)
  • buscar = “cercare” (“buscare” si dice alcanzar, coger)
  • caldo = “brodo” (“caldo” si dice caliente o cálido [agg.] e calor [sost.])
  • cama = “letto” (“camera” si dice habitación, cuarto)
  • cana = “capello/pelo bianco” (cfr. it. “canuto”) (“canna” si dice caña, bastón)
  • cara = “faccia” (significa “cara” nel senso di prezzo, altrimenti si dice querida)
  • carta = “lettera” [posta] (“carta” si dice papel)
  • cartera = “portafoglio”, “cartella” (“cartiera” si dice papelera)
  • cazo = “mestolo” (“cazzo” si dice polla)
  • cero = “zero” (“cero” si dice vela o cirio)
  • clavo = “chiodo” (“clava” si dice clava, chachiporra)
  • cola = oltre a “colla” significa anche “coda" o familiarmente “sedere”
  • codo = “gomito” (“coda” si dice rabo, cola)
  • cortar = “tagliare”; “interrompere” (“accorciare” si dice acortar, abreviar)
  • cuarto = oltre a “quarto” significa anche “camera”, “stanza”
  • chica = “ragazza” (“cicca” si dice colilla nel senso di “mozzicone di sigaretta” e chicle nel senso di “gomma americana”)
  • chiste = “barzelletta”, “scherzo” (“ciste” si dice quiste)
  • chichón = “bernoccolo”, “ematoma” (“ciccione” si dice gordinflón)
  • cura = oltre che “cura” (in medicina) significa anche “prete” (“cura” nel senso di “attenzione” si dice invece cuidado)
  • demandar = “denunciare” (“domandare” si dice preguntar o pedir a seconda della situazione)
  • demora = “ritardo”, “dilazione”, “esitazione” (“dimora” si dice casa, vivienda, domicilio)
  • demorar = "ritardare", "esitare" ("dimorare" si dice habitar, residir, domiciliarse)
  • embarazada = “incinta” ("imbarazzata" si dice avergonzada)
  • equipaje = “bagaglio” (“equipaggio” si dice tripulación)
  • esposar = “ammanettare” (“sposare” si dice casar)
  • estafa = “truffa” (“staffa” si dice estribo, abrazadera)
  • estanco = “tabaccheria” (“stanco” si dice cansado)
  • estela = “scia”/“stele” (“stella” si dice estrella)
  • estival = “estivo” (“stivale” si dice bota)
  • éxito = “successo” (“esito” si dice resultado)
  • fecha = “data”, “ora” (“feccia” si dice escoria, morralla; “feci” si dice heces; “faccia” si dice cara)
  • figón = “osteria”, “bettola” (“figo”, variante di “fico” nel senso di “bello”, “carino” si dice guapo)
  • gordo = “grasso” (“ingordo” si dice glotón, voraz)
  • grifo = oltre a "grifone", significa anche "rubinetto"
  • guadaña = “falce” (“guadagno” si dice ganancia, provecho, lucro)
  • guadañar = “falciare” (“guadagnare” si dice ganar(se), granjear(se))
  • habitación = “camera”, “stanza” (“abitazione” si dice casa, vivienda, domicilio)
  • jornal = “salario” (“giornale” si dice periódico, diario)
  • jornalero = “lavoratore”, “bracciante” (“giornaliero” si dice cotidiano, diario; "giornalaio" si dice gacetero o vendedor de periódicos)
  • judía = oltre a “giudea” (masc.: judío), significa “fagiolo”
  • largo = “lungo” (“largo” si dice ancho, amplio)
  • lobo = “lupo” (“lobo” si dice lóbulo)
  • luego = “dopo”/"dunque" (“luogo” si dice lugar)
  • mantel = “tovaglia” (“mantello” si dice capa)
  • mesa = “tavolo” (“messa” si dice misa)
  • naturaleza = “natura” (“naturalezza” si dice naturalidad o espontaneidad)
  • nariz = può significare anche “narice” (specie al plurale), ma significa soprattutto “naso”
  • oso = “orso” (“osso” si dice hueso)
  • padres = “genitori”
  • paperas = “orecchioni” (“papere” si dice gansos e, nel senso di "gaffes", gallos)
  • pavo = “tacchino” (“pavone” si dice pavón, pavo real)
  • peca = “lentiggine”, “neo” (“pecca” si dice falta, defecto, imperfección)
  • plátano = oltre a “platano”, significa anche “banana” (ma in Sudamerica: banana)
  • presa = “diga”, “artiglio” (“pressa” si dice prensa)
  • prima = premio (“prima” [avv.] si dice antes de)
  • primo/a = “cugino/a” (“primo/a” si dice primero/a)
  • prisa = “fretta” (“pressa” si dice prensa)
  • pronto = “presto” (“pronto” si dice listo)
  • rapaz = oltre a “rapace”, significa anche “ragazzino”
  • rata = è il “ratto” (“rata” si dice “cuota” o “plazo”)
  • rato = “momento”, “periodo” (“ratto” si dice rata)
  • ratón = è il “topo” e informalmente il “mouse” (“ratto” si dice invece rata)
  • sábana = “lenzuolo” (“savana” si dice sabana)
  • salir = “uscire” (“salire” si dice subir)
  • sellar = “affrancare”, “sigillare” ("sellare" si dice ensillar)
  • sembrar = “seminare” (“sembrare” si dice parecer)
  • serrar = “segare” (“serrare” si dice cerrar, atrancar, estrechar)
  • seso = “cervello” nel senso di “giudizio” (“sesso” si dice sexo)
  • seta = “fungo” (“seta” si dice seda)
  • siega = "mietitura" ("sega" si dice sierra)
  • sierra = 1)"sega"; 2)"montagna"/"catena montuosa" ("serra" si dice invernadero)
  • subir = “salire” (“subire” si dice sufrir, soportar)
  • suceso = “fatto”, “avvenimento” (“successo” si dice normalmente éxito)
  • sueldo = “stipendio” (“soldo/i” si dice dinero)
  • tachar = "cancellare" ("tacere" si dice callarse)
  • tienda = oltre a “tenda (da campeggio)”, significa anche “negozio” (“tenda” per finestre si dice cortina)
  • toalla = “asciugamano” o “salvietta” (“tovaglia” si dice mantel)
  • tocar = oltre a “toccare” (anche in senso figurato), significa “suonare”
  • todavía = "(non) ancora" ("tuttavia" si dice sin embargo)
  • topo = “talpa” (“topo” si dice ratón)
  • trabajo = “lavoro” (“travaglio” si dice tribulación o dolores in senso medico)
  • trufa = “tartufo” (“truffa” si dice estafa, fraude)
  • tufo = “puzza”/"ricciolo" (“tuffo” si dice zambullida)
  • vaso = “bicchiere” (significa “vaso” solo nel senso di “vaso sanguigno”; negli altri significati, “vaso” si dice: florero, jarrón, tiesto, tarro, ecc.)
  • vela = oltre a “vela”, significa anche “candela”, “cero”
  • viso = “sottoveste” (“viso” si dice cara, rostro)

Parole di origine araba[modifica | modifica wikitesto]

La lunga dominazione araba in Spagna ha avuto i suoi effetti anche sul lessico. Le parole di origine araba possono contraddistinguersi per la presenza dell'articolo determinativo arabo al- (non sempre conservato in italiano e francese). Ci sono anche parecchie parole di origine araba che non presentano tale prefisso. Ecco alcuni esempi:

  • ajedrez = "gioco degli scacchi"
  • alambique = "alambicco"
  • alambre = "filo metallico"
  • alcachofa = "carciofo"
  • alcalde = "sindaco"
  • alcanfor = canfora
  • alcázar = "fortezza"[10]
  • alcoba = "alcova"
  • alcohol = "alcool"
  • alférez = "alfiere"
  • alfombra = "tappeto"
  • algodón = "cotone"
  • almohada = "cuscino"
  • almacén = "magazzino"
  • almanaque = "almanacco"
  • almuerzo = "pranzo"
  • azafrán = "zafferano"
  • azúcar = "zucchero"
  • jarabe = "sciroppo"
  • ojalá = "magari"
  • zanahoria = "carota"

Premi Nobel per la letteratura di lingua spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Carrera Díaz, 2007, cit., p. 3.
  2. ^ Statistica Ethnologue 2009. URL consultato il 30 giugno 2013.
  3. ^ a b Summary by language size | Ethnologue
  4. ^ http://www.cervantes.es/imagenes/File/prensa/Anuario%202012.pdf
  5. ^ a b Más "speak spanish" que en España. El Pais.com
  6. ^ Instituto Cervantes 06-07 (PDF). URL consultato il 21 aprile 2010.
  7. ^ Martínez-Celdrán, Fernández-Planas & Carrera-Sabaté (2003:255)
  8. ^ Usted, la forma di cortesia corrispondente al Lei, deriva da una contrazione di Vuestra Merced.
  9. ^ Language Use
  10. ^ In realtà, l'etimologia di alcázar è a sua volta latina. La parola araba deriva infatti da castrum, arabizzato in qasr a cui poi va aggiunto l'articolo al-. Quindi l'etimologia precisa vorrebbe castrum (lat.) -> al-qasr (ar.)-> alcazar (spa.). Fonte Articolo del Corriere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cano, Rafael (coord.): Historia de la lengua castellana. Barcelona: Ariel Lingüística, 2005.
  • Grijelmo, A.: Defensa apasionada del idioma castellano. Madrid: Grupo Santillana de Ediciones, 1998. ISBN 968-19-1132-6.
  • López García, Ángel: El rumor de los desarraigados: conflicto de lenguas en la Península Ibérica. Barcelona: Anagrama (XIII Premio Anagrama), 1985.
  • Alatorre, Antonio: Los 1001 años de la lengua española. México: Fondo de Cultura Económica. ISBN 968-16-6678-X.
  • Manuel Carrera Díaz, Grammatica spagnola, ed. Laterza, Roma-Bari, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]