Ortografia della lingua spagnola

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Accento prosodico e accentazione grafica delle parole[modifica | modifica sorgente]

In spagnolo, come in altre lingue latine, le parole portano un segno grafico di accento (in spagnolo: tilde) quando non seguono la regola generale di accentazione. Questo segno grafico coincide con quello che, in italiano e altre lingue, viene chiamato accento acuto (á, é, í, ó, ú), anche se ciò non ha nulla a che vedere con la maggiore o minore apertura delle vocali.

Vengono qui riportati i casi particolari di accentazione:

  • Si accentano le parole tronche ("palabras agudas") cioè quelle che hanno l'accento sull'ultima sillaba, quando queste terminano per -s, per -n, o per -vocale (es: "estás", "posición", "café")
  • Si accentano le parole piane ("palabras llanas o graves") cioè quelle che hanno l'accento sulla penultima sillaba, quando terminano per consonante che non sia -s,-n o vocali (es: "cónsul", "López", "carácter")
  • Le parole sdrucciole e bisdrucciole ("palabras esdrújulas y sobresdrújulas"), cioè quelle che hanno l'accento sulla terzultima o quartultima sillaba, si accentano sempre ("práctica", "próximo", "jóvenes", "diciéndoselo")
  • Si accentano anche le parole che presentano degli iati formati da vocali forti (a, e, o) e vocali deboli (i, u), che hanno l'accento sulla vocale debole (es: "período", "Raúl", "actúan", "filosofía")
  • L'accento si utilizza anche come diacritico nel caso si parli di parole delle quali una si usa normalmente senza accento prosodico nella parola, mentre l'altra sempre si dice accentuata: es. "" (sì) e "si" (se); "" (tu) e "tu" (il tuo / la tua...); "más" (più) e "mas" (ma), "cuándo" (quando? = pronome interrogativo) e "cuando" (quando = pronome relativo); ecc.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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