Unione africana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Unione africana
Unione africana
Abbreviazione UA
Tipo Organizzazione internazionale
Fondazione 9 luglio 2002
Sede centrale Etiopia Addis Abeba
Area di azione Africa
Presidente Etiopia Haile Mariam Desalegn
Lingue ufficiali Arabo, francese, inglese, portoghese, spagnolo, swahili
Motto Let Us All Unite and Celebrate Together
Sito web

L'Unione africana (UA) è un'organizzazione internazionale comprendente tutti gli Stati africani ad eccezione del Marocco.

Ha attualmente sede ad Addis Abeba, in Etiopia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un'organizzazione internazionale molto giovane, nata ufficialmente con il primo vertice dei capi di Stato e di governo del 9 luglio 2002 a Durban, in Sudafrica, durante il quale ne assunse la presidenza Thabo Mbeki, presidente sudafricano. Nel corso del vertice, al quale presenziava tra gli altri il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, furono sottoscritti i primi atti riguardanti gli organi dell'Unione, ovvero il protocollo relativo allo stabilimento del Consiglio di pace e sicurezza e lo statuto della commissione, e furono stabilite regole e procedure per l'Assemblea, il consiglio esecutivo e il comitato dei rappresentanti permanenti. Le fasi del processo di sviluppo precedenti al vertice di Durban avvennero all'interno dell'Organizzazione dell'unità africana. Nella sessione straordinaria del 1999 a Sirte, in Libia,(luogo di nascita del Leader libico Muammar Gheddafi promotore dell'organizzazione,anche con cospicui capitali) l'Organizzazione decise la nascita della nuova Unione. Il Sahara occidentale è ammesso come Repubblica Araba Saharawi Democratica, pur non essendo a tutti gli effetti indipendente trattandosi di un territorio occupato dal Marocco.

Nel 2000 fu adottato l'atto costitutivo, che entrò in vigore il 26 maggio 2001, un mese esatto dopo la sottoscrizione della Nigeria, il trentaseiesimo stato ad averlo ratificato. Come previsto dall'atto per un anno vi fu coesistenza tra le due organizzazioni.

Caratteristiche e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione africana ha molto in comune con l'organizzazione che l'ha preceduta; si pone tuttavia come il suo superamento, sia per quanto riguarda gli obiettivi sia per le capacità.

Quella che è percepita come la maggiore differenza è la capacità dell'Unione di intervenire in conflitti interni agli stati in situazioni quali genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità, secondo quanto stabilito dall'articolo 4H dell'Atto costitutivo. In questo articolo sono citati tutti i principi a cui si ispira l'Unione africana, ed è degna di nota la presenza del riferimento al rispetto per i principi democratici, i diritti umani, le regole della legge e del governo, in quanto l'Organizzazione dell'unità africana taceva su questi temi. Per quanto riguarda gli obiettivi contenuti nell'articolo 3, vi sono accenni alla promozione di pace, sicurezza e stabilità nel continente, alla partecipazione popolare e al buon governo, ma anche allo sviluppo sostenibile e alle condizioni necessarie per permettere all'Africa di ottenere il ruolo che le spetta nell'economia globale e nelle negoziazioni internazionali.

Nell'articolo 23.1 è fatto riferimento alle sanzioni stabilite dall'Assemblea da comminarsi a quegli stati che non versino i contributi dovuti all'Unione. Nell'articolo 23.2 vi è invece il riferimento agli stati che manchino di uniformarsi alle decisioni e alle politiche stabilite dall'Unione. Le sanzioni, anche in questo caso stabilite dall'assemblea, possono essere di natura economica e politica. Infine nell'articolo 30 si parla di sospensione dall'Unione per un governo che ottenga il potere con mezzi incostituzionali, senza tuttavia approfondire l'argomento.

Membri[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione conta tutti i paesi dell'Africa, eccetto il Marocco, a causa di un contenzioso con il predecessore dell'Unione: si ritirò infatti dall'Organizzazione dell'unità africana (predecessore dell'UA) nel 1984 quando venne riconosciuta l'indipendenza della Repubblica Araba Saharawi Democratica (Sahara occidentale), su cui il Marocco rivendica tuttora la sovranità. L'Unione individua anche nelle isole Canarie (parte della Spagna) un possibile membro, che definisce "territorio africano sotto occupazione di una potenza straniera". La situazione del Mali è attualmente sospesa, a causa di un colpo di Stato che l'ha vista protagonista.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Assemblea dell'unione africana[modifica | modifica wikitesto]

L'Assemblea dell'unione africana è composta da capi di Stato e di governo, ed è l'organo principale con poteri decisionali. Si riunisce una volta l'anno in sessione ordinaria e ogni volta che lo richiedano i due terzi degli Stati. Il presidente rimane in carica un anno. La procedura di decisione è il consensus, se fallisce è richiesta la maggioranza dei due terzi. La maggioranza semplice è richiesta invece per le decisioni procedurali. Il quorum necessario per i lavori è i due terzi, trentaquattro stati. L'assemblea si riserva la possibilità di delegare a uno degli altri organi qualsiasi suo potere.

Dal 2007 il presidente dell'Unione africana è stato John Kufuor, già presidente del Ghana. Dal 2 febbraio 2009 la presidenza dell'Unione africana è stata ricoperta da Muammar Gheddafi, capo di Stato della Libia.

Il 31 gennaio 2010 lo ha sostituito Bingu wa Mutharika, presidente del Malawi.Dal gennaio 2011 è presidente Obiang Nguema Mbasogo, presidente della Guinea equatoriale.

Commissione dell'Unione africana[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione, con sede ad Addis Abeba, rappresenta il segretariato dell'Unione. Lo statuto che ne stabilisce funzioni, organizzazione ed obblighi è stato presentato al primo vertice dell'Unione africana nel 2002; dal 2012 il presidente della Commissione è Nkosazana Dlamini-Zuma, Sudafrica.

Consiglio esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio esecutivo è composto dai ministri degli Esteri o dai loro delegati. La procedura di decisione è uguale a quella dell'Assemblea. Il suo compito è monitorare l'esecuzione delle politiche adottate dall'organo decisionale, inoltre è responsabile di alcune materie come energia, risorse idriche, tecnologia. Secondo quanto stabilito dall'articolo 13.3 dell'atto costitutivo dell'Unione africana, può delegare qualsiasi suo potere ai comitati tecnici specializzati. Risponde all'Assemblea ma è dotato di un certo grado di indipendenza, infatti l'articolo 12 prevede che adotti regole e procedure senza l'assistenza dell'Assemblea.

Comitato dei rappresentanti permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Comitato ha il compito di seguire le istruzioni del consiglio esecutivo e prepararne i lavori. Molto simile al COREPER dell'Unione europea è stato tuttavia integrato negli organi dell'Unione africana, a differenza del suo omologo europeo.

Comitati tecnici specializzati[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio economico, sociale e culturale[modifica | modifica wikitesto]

(ECOSOCC) è composto da gruppi sociali e culturali presenti negli Stati membri, ma ha solo capacità di avviso.

Corte di giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Non è stata ancora insediata; nell'atto costitutivo viene fatto riferimento soltanto, all'articolo 26, ai suoi poteri nell'interpretazione del Trattato.

Parlamento panafricano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parlamento panafricano.

È stato inaugurato il 18 marzo 2004 a Midrand, in Sudafrica, ed attualmente ha solo funzioni consultive e di avviso, con l'obiettivo tuttavia di evolvere in un'istituzione con poteri legislativi.

Consiglio di pace e di sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Non previsto nell'atto costitutivo, ha iniziato la sua attività il 25 maggio 2004. Organo già esistente all'interno dell'Organizzazione dell'unità africana, è stato ricreato all'interno dell'Unione come strumento per la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti. Il relativo protocollo, presentato al vertice di Durban del 2002, stabilisce all'articolo 2.2 che il Consiglio sia supportato dalla Commissione dell'unione africana, un consiglio di saggi, un sistema di allarme immediato continentale, una forza militare africana, African Standby Force, e da un fondo monetario speciale.

Le relazioni tra il Consiglio, le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali sono il contenuto dell'articolo 17 del protocollo, dove è specificato che vi sarà stretta collaborazione, in particolare con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Consiglio guida le missioni di Peacekeeping dell'Unione africana, l'African Mission in Sudan attiva dal giugno 2004, e l'African Mission in Somalia, attiva dall'inizio del 2007.

Attualmente il Consiglio è composto da:

Istituzioni finanziarie[modifica | modifica wikitesto]

Organismi collegati[modifica | modifica wikitesto]

New Partnership for Africa's Development[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi New Partnership for Africa's Development.

Il New Partnership for Africa's Development (NEPAD), è attualmente inserito nella struttura dell'Unione Africana: ha la sua origine da un mandato dell'Organizzazione dell'Unità Africana a cinque capi di Stato (Algeria, Egitto, Nigeria, Senegal e Sudafrica) per la creazione di una struttura socio-economica integrata di sviluppo per l'Africa nel 1999.

È stato adottato in forma di dichiarazione nel 2001, al vertice dell'Organizzazione dell'Unità Africana tenutosi a Lusaka. Il principale organo è il Head of State and Government Implementation Committee, che risponde direttamente all'Assemblea presentando un rapporto annuale durante il vertice dell'Unione; comprende quindici nazioni, tre per ogni regione africana, ed ha il compito di definire le politiche, le priorità e il programma di azione. Il Comitato Direttivo è composto dai rappresentanti dei Capi di Stato e di Governo, e sorveglia i programmi e i progetti di sviluppo. Il Segretariato ha funzione di coordinazione.

Le priorità del NEPAD sono stabilire le condizioni per uno sviluppo sostenibile assicurando pace e sicurezza, cooperazione e integrazione regionale, riformare le politiche per accrescere gli investimenti in alcuni settori ritenuti strategici come agricolturltura, sanità, trasporti, energia, export, turismo e mercato intra-africano, ed infine mobilitare le risorse per attrarre maggiori investimenti esteri ed accrescere il flusso di capitali attraverso ulteriori riduzioni del debito e crescenti aiuti allo sviluppo.

African Peer Review Mechanism[modifica | modifica wikitesto]

Collegato al NEPAD si trova l'African Peer Review Mechanism (APRM), uno strumento al quale l'accesso è volontario, e il cui mandato è monitorare le azioni e le politiche degli Stati membri, assicurando che siano progredendo verso la realizzazione degli obiettivi e che siano conformi ai valori del NEPAD in quattro aree principali: democrazia e politica governativa, economia, struttura governativa e sviluppo socio-economico. L'APRM si ispira ad un principio di trasparenza e non è finalizzato alla punizione e all'esclusione di eventuali Stati non virtuosi. La pubblicazione del Memorandum d'Intesa è avvenuta nel 2003, e tre anni dopo avevano aderito ventisei Stati.

Comprehensive Africa Agricolture Development Program[modifica | modifica wikitesto]

Altra organizzazione collegata è il Comprehensive Africa Agricolture Development Program (CAADP), la cui realizzazione è stata studiata dal Comitato Direttivo in collaborazione con la FAO nel 2002.

La Cooperazione con l'Unione Europea[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 e 4 aprile 2000, al Cairo, in Egitto, si tenne il primo incontro tra l'Unione europea e l'Organizzazione dell'Unità Africana. Durante l'incontro vennero firmati due documenti riguardanti la strategia di sviluppo da attuare congiuntamente: La Dichiarazione del Cairo e Il Piano d'Azione del Cairo.

Nella Dichiarazione furono elencati gli obiettivi da raggiungere, come l'integrazione dell'Africa nell'economia mondiale, la cooperazione economica e l'integrazione regionale, ma anche il rispetto dei diritti umani, dei principi e delle istituzioni democratiche.

Il Piano d'Azione previde innanzitutto un meccanismo consistente di vertici a livello di capi di Stato e di Governo, basati su un principio di continuità, e di più frequenti incontri a livello ministeriale.

Dopo la prima Conferenza Ministeriale, tenutasi l'11 ottobre 2001 a Bruxelles ancora tra rappresentanti dell'Ue e dell'OUA, a partire dal 2002 gli incontri ministeriali sono avvenuti tra Ue e Ua:

Durante questi anni si sono rafforzati i rapporti tra altri organi delle Unioni:

Le Commissioni si sono incontrate ogni anno dal 2004 e dal 2006 hanno istituzionalizzato il Business Forum, inteso come uno strumento di dialogo per permettere l'incontro tra esponenti del settore privato di entrambi i continenti, con diverse finalità:

  • dare voce al settore privato in Africa
  • migliorare l'influenza africana nel mondo degli affari e negli investimenti per il clima
  • rendere l'Africa più attraente per il settore privato europeo.

Il primo è stato organizzato il 16 e 17 novembre 2006 a Bruxelles dalla Commissione europea, il secondo il 21 e 22 giugno ad Accra, dalla Commissione dell'Unione africana.

Per quanto riguarda i Vertici a livello di Capi di Stato e di Governo, il primo dopo quello del Cairo era previsto a Lisbona nell'aprile 2003 ma è stato annullato dall'Unione europea per protesta contro la presenza di Robert Mugabe, in quanto presidente di uno Stato colpito da sanzioni da parte dell'Unione. È stato necessario attendere quattro anni perché il Vertice potesse svolgersi, sempre a Lisbona, sempre alla presenza di Mugabe, il 10 e 11 dicembre 2007.

Il rapporto istituzionale ha dato vita a iniziative di sostegno e a progetti condivisi:

  • Il Peace Facility for Africa nel 2003,
  • La Strategia dell'Unione europea per l'Africa del 2005,
  • Il Partenariato Eurafricano sulle Infrastrutture del 2006

Cronologia degli incontri[modifica | modifica wikitesto]

No. Città ospitante/Paese Data
Durban Sudafrica Sudafrica 9-11 luglio 2002
Maputo Mozambico Mozambico 10-11 luglio 2003
Sirte Libia Libia febbraio 2004 *
Addis Abeba   Etiopia Etiopia 6-8 luglio 2004
Abuja Nigeria Nigeria 24-31 gennaio 2005
Sirte Libia Libia 28 giugno - 5 luglio 2005
Khartoum Sudan Sudan 16-24 gennaio 2006
Banjul Gambia Gambia 25 giugno - 2 luglio 2006
Addis Abeba Etiopia Etiopia 22-30 gennaio 2007
Accra Ghana Ghana 25/26 giugno - 3/4 luglio 2007
13º Sirte Libia Libia 24 giugno - 3 luglio 2009
14º Addis Abeba   Etiopia Etiopia 24-31 gennaio 2011

* Incontro straordinario

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]