Falso amico

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In linguistica si dicono falsi amici tutti quei lemmi o frasi di una certa lingua che, pur presentando una notevole somiglianza morfologica e/o fonetica e condividendo le radici con termini di un'altra lingua, hanno preso significati divergenti.

Le coppie di falsi amici sono più comuni fra le lingue imparentate storicamente, oppure in stretto contatto le une con le altre, piuttosto che fra due lingue che si sono evolute in maniera indipendente. Nel primo caso l'ascoltatore è incline a presumere che a una somiglianza nella pronuncia o nella grafia corrisponda un'affinità a livello semantico; nel secondo caso si tende a presumere che si tratti di una semplice coincidenza.

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

In francese, l'espressione faux amis è stata creata da M. Koessler e J. Derocquigny. Oggi, i faux amis sono anche chiamati false friends in inglese e falsi amici in italiano. In altre parole, i falsi amici sono omonimi (o quasi) ma mai sinonimi.[1] I falsi amici vengono spesso erroneamente confusi con i falsi cognati che, al contrario, consistono in una coppia di parole appartenenti alla stessa lingua o a due lingue diverse che sono simili nella forma e nel significato, ma che hanno radici diverse.

Sia i falsi amici che i falsi cognati possono creare delle difficoltà agli studenti che imparano una lingua straniera, soprattutto se questa è molto vicina alla loro lingua madre (infatti sono particolarmente numerosi per esempio tra l'italiano e lo spagnolo), per via delle interferenze linguistiche. A causa di questa somiglianza, chi impara una seconda lingua rischia di usare in modo scorretto una parola.[2] «Si potrebbe pensare di riuscire a immaginare il significato delle parole embarazada, tasten [...] rispettivamente in spagnolo e tedesco[...]».[3] Alcune parole sono in tutto e per tutto falsi amici: non hanno mai lo stesso significato. Per esempio, il verbo inglese to attend non corrisponde al francese attendre. Tuttavia, alcune parole possono considerarsi falsi amici solo in parte: possono avere lo stesso significato ma in un contesto specifico, come la parola convention che in francese significa accord ma in nessun caso può avere il significato di congrès.[4]

Come nasce un falso amico[modifica | modifica sorgente]

Da un punto di vista etimologico, i falsi amici si possono formare in molti modi. I prestiti da una lingua all'altra portano alla creazione di quello che oggi definiamo un falso amico: una lingua A prende in prestito una parola dalla lingua B, e successivamente, o la parola assume un significato leggermente diverso oppure prende un significato aggiuntivo. In altri casi, le parole con la stessa radice in lingue diverse si sviluppano separatamente. Alcune parole, sebbene non abbiano la stessa radice, si sono trasformate nei secoli e hanno finito per avere una pronuncia simile.[1] Per esempio, la parola inglese actual ha un significato diverso da quello che possiedono alcune parole che hanno la stessa radice e che appartengono ad altre lingue europee come actuel, aktuell, actual [spagnolo] e attuale. Altri falsi amici derivano da alfabeti diversi, omografi o pseudoanglicismi.

I falsi amici rendono più difficile l'apprendimento di una lingua. Di fatto, quando ci si trova davanti a una parola straniera che sembra simile a una parola appartenente alla propria lingua madre, si tende a pensare che le due parole abbiano lo stesso significato. Automaticamente si è indotti a pensare che il significato sia lo stesso in entrambe le lingue, in base al principio dell'analogia.[1] Molti errori commessi nelle traduzioni sono causati da una “pigrizia linguistica”.

Secondo Koessler, il concetto di falso amico è relativo ed elastico. È relativo perché dipende dalla conoscenza delle lingue da parte del traduttore. È elastico perché più un traduttore padroneggia una lingua, minori saranno le possibilità di interpretare male il testo. Inoltre, per coloro che non conoscono nulla di una lingua, tutte le parole della lingua straniera simili a quelle della lingua madre possono considerarsi falsi amici.[1]

Oggi vengono pubblicati numerosi dizionari di falsi amici che aiutano i traduttori a evitare interpretazioni sbagliate. I traduttori, però, dovrebbero sempre tenere a mente che il rischio di commettere errori si manifesta quando ci si abbandona a riflessi automatici di traduzione, invece di pensare attivamente.[1]

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Da italiano a inglese[modifica | modifica sorgente]

In inglese alcuni esempi di falsi amici per l'italiano sono

parola inglese somiglia a significa però la parola in inglese per il termine italiano che somiglia a la parola inglese è
to attend attendere frequentare to wait
pavement pavimento marciapiede floor
actually attualmente effettivamente currently (correntemente)
male male maschio, maschile evil, bad
sane sano sano di mente healthy
educated educato istruito polite
delusion delusione illusione disappointment
to annoy annoiare infastidire to weary, to bore
sensible sensibile ragionevole sensitive
silicon silicone silicio silicone
pepperoni peperoni salsiccia americana bell pepper

Da italiano a francese[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di falso amico nella lingua francese è déjeuner, che non vuol dire «digiunare» (in francese altresì jeûner), ma un concetto opposto, «pranzo». In questo caso, come negli esempi citati dell'inglese, i due termini partono da una radice comune latina (Ieiunium, astinenza dal cibo) per poi assumere significati antitetici.

Da italiano a albanese[modifica | modifica sorgente]

Un tipico esempio di falso amico nella lingua albanese è verdhë, che attribuisce a un colore differente («giallo» e non «verde», che è gjelbër). In questo caso, la parola è un'adozione d'una parola latina (Viridis) che ha cambiato il suo significato originale.

Da italiano a spagnolo[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di falso amico nella lingua spagnola è salir, che in italiano vuol dire "uscire" e non "salire", tradotto invece con il termine subir. Termine che a sua volta può fare pensare all'italiano "subire", il quale invece si traduce con sufrir. Anche in questo caso derivano entrambi dal latino salire (che però voleva dire saltare).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Koessler, op. cit.
  2. ^ Platt Richards Weber, op. cit.
  3. ^ Garg, op. cit.
  4. ^ Walter, op. cit., p.106

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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