Lingua maltese

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Maltese (Malti)
Parlato in Malta
Persone 330.000
Scrittura Alfabeto latino
Tipo SOV flessiva
Filogenesi Lingue afro-asiatiche
 Lingue semitiche
  Lingue semitiche centrali
Statuto ufficiale
Nazioni Unione europea Unione europea

Malta Malta
Regolato da Il-Kunsill Nazzjonali ta' l-Ilsien Malti
Codici di classificazione
ISO 639-1 mt
ISO 639-2 mlt
ISO 639-3 mlt  (EN)
SIL mlt  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Il-bnedmin kollha jitwieldu ħielsa u ugwali fid-dinjità u d-drittijiet. Huma mogħnija bir-raġuni u bil-kuxjenza u għandhom iġibu ruħhom ma' xulxin bi spirtu ta' aħwa.

La lingua maltese (lingwa Maltija, lsien Malti, "lingua maltese", o più semplicemente Malti, "maltese") è una lingua semitica parlata a Malta.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Il numero di parlanti è stimato in circa 400.000, cui vanno aggiunti numerosi emigrati maltesi che abitano in Australia, Canada e Stati Uniti.

Lingua ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

È la lingua ufficiale della Repubblica di Malta e una delle lingue ufficiali dell'Unione Europea.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista linguistico, il maltese è un dialetto arabo (famiglia semitica), imparentato con i dialetti parlati nella regione del Maghreb. È l'unico dialetto arabo ad essere riconosciuto come lingua nazionale. Lo caratterizzano numerosi elementi fonetici, morfologici e grammaticali propri delle lingue romanze, e in particolare del siciliano, acquisiti nel corso della storia e soprattutto durante il dominio dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua siculo-araba.

La lingua maltese nasce dal dialetto arabo di Sicilia, il quale a sua volta era legato alle varietà vernacolari parlate nell'Africa del Nord e in particolare nell'attuale Tunisia. La pressoché completa sparizione della lingua parlata prima del IX secolo si evince dall'assenza di parole di diretta origine greco-bizantina, punica o latina classica. Con la conquista normanna, questo dialetto arabo cominciò ad incorporare elementi lessicali e morfologici dalle lingue romanze, in particolare dal siciliano e dal latino medievale. Inoltre da allora l'influenza esercitata dalla numerosa emigrazione italiana verso le isole maltesi risulta evidente in molti aspetti culturali e sociali, come la stessa lingua maltese, che risulta essere solo parzialmente semita perché ha circa il 60% di vocaboli provenienti dall'italiano e soprattutto dalla lingua siciliana[1].

Il testo letterario più antico redatto in lingua maltese è un poemetto chiamato Il-Cantilena, che fu redatto intorno al 1470 da un certo 'Petrus Caxaro'.

Il secondo testo più antico è il sonetto Mejju ġie bil-Ward u Zaħar ("Maggio è arrivato con le rose e coi fiori"), che venne composto attorno al 1670 da Giovan Francesco Bonamico in onore del Gran Maestro Niccolò Cottoner.

I primi tentativi di codificare una versione scritta della lingua maltese in un alfabeto latino modificato avvennero durante il dominio dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, che regnarono su Malta dal 1530 al 1798.

La maggiore opera di sistematizzazione fu tuttavia quella di Mikiel Anton Vassalli (1764-1829), che pubblicò nel 1790 Alfabet Malti Mfysser byl Malti u bit-Taljan, Alfabeto Maltese spiegato in lingua maltese e italiana, nel 1796 un primo dizionario (Lexicon) in lingua maltese e nel 1827 la seconda edizione di il-Grammatika Maltija.

Tra le due guerre mondiali, l'uso della lingua maltese al posto dell'italiano fu al centro di una questione politica, che vide contrapposti il Partito Nazionalista, di orientamento ideologico conservatore e favorevole al mantenimento dell'italiano, e l'amministrazione coloniale britannica, che associava l'uso della lingua italiana alle rivendicazioni territoriali avanzate dal regime fascista.

Fonologia[modifica | modifica wikitesto]

L'alfabeto maltese è costituito dalle seguenti trenta lettere:

Lettera Nome Esempio IPA Pronuncia
A a a anġlu (angelo) ɐ è la "u" inglese di nut
B b be ballun (pallone) b è la "b" italiana di botte, ma a fine della parola è pronunciata [p]
Ċ ċ ċe ċavetta (chiave) t͡ʃ è la "c" dolce italiana di cibo
D d de dar (casa) d è la "d" italiana di diario, ma a fine parola è pronunciata [t].
E e e eroj (eroe) ɛ è la "e" italiana di gètto
F f fe fjura (fiore) f è la "f" italiana di fiore
Ġ ġ ġe ġelat (gelato) d͡ʒ è la "g" dolce italiana di gelato, ma a fine parola è pronunciata [tʃ].
G g ge gallettina (biscotto) ɡ è la "g" dura italiana di gatto, ma a fine parola è pronunciata [k].
GĦ għ ajn għasfur (uccello) ˤː, ħː è la lettera araba ʿayn, quindi una fricativa faringale sonora sebbene molte volte ricorra al colpo di glottide faringalizzato; nella lingua parlata, comunque, è muta.
H h akka hu (lui, egli)   muta
Ħ ħ ħe ħanut (negozio) ħ è la "h" aspirata come la fricativa faringale sorda.
I i i ikel (cibo) ɪ è la "i" italiana di zio.
IE ie ie ieqaf (fermati) , è la "i" italiana aperta /i/, come nell'inglese yield, o la "e" aperta /ɛ/
J j je jum (giorno) j è la "i" italiana di ieri
K k ke kelb (cane) k è la "c" dura italiana di cane
L l le libsa (vestito) l è la "l" italiana di letto
M m me mara (donna) m è la "m" italiana di madre
N n ne nanna (nonna) n è la "n" italiana di netto
O o o ors (orso) ɔ è la "o" aperta di uomo, ma breve
P p pe paġna (pagina) p è la "p" italiana di panna
Q q qe qattus (gatto) ʔ è la occlusiva glottidale sorda, come in (inglese) "uh-oh" /ʔʌʔoʊ/.
R r re re (re) r è la "r" italiana di rana
S s se skola (scuola) s è la "s" italiana sorda di scarpa
T t te tieqa (finestra) t è la "t" italiana di toro
U u u uviera (portauova) ʊ è la "u" italiana di pulito
V v ve vjola (viola) v è la "v" italiana di vaso, ma a fine parola è pronunciata "f" [f].
W w we widna (orecchio) w è la "u" italiana di uomo
X x xe xadina (scimmia) ʃ / ʒ è la "sc" italiana di scienza
Z z ze zalza (salsa) t͡s / d͡z è la "z" sorda italiana di pizza
Ż ż że żarbun (scarpa) z è la "s" sonora italiana di rosa

Vista la tabella, è possibile notare che:

  • La "C" (Ċ) è sempre dolce in quanto il suono della C dura è rappresentato esclusivamente dalla K.
  • La "H" è muta se non è tagliata Ħ.
  • Tutte le consonanti a fine parola si pronunciano sorde.

Grammatica[modifica | modifica wikitesto]

Benché fortemente influenzata dalle lingue romanze, e in particolare dal siciliano, il maltese continua ad essere fondamentalmente una lingua semitica. Gli aggettivi seguono il nome, e come in arabo e in ebraico, prendono l'articolo determinativo. Ad esempio, L-Art l-Imqaddsa, letteralmente "la terra la santa", ossia "la terra santa", in corrispondenza dell'arabo al-'arḍ al-muqaddasah e dell'ebraico ha-eretz ha-kedoša. Questa regola, tuttavia, non si applica ai sostantivi e agli aggettivi di origine romanza.

I verbi seguono lo schema delle radici trilittere tipico delle lingue semitiche, con l'aggiunta di prefissi, suffissi e infissi per determinare il tempo, la persona e il numero della coniugazione verbale. Ad esempio, dalla radice ktb (scrivere) si deriva ktibna (noi scrivemmo), in corrispondenza dell'arabo katabna e dell'ebraico katavnu.

Questo sistema di coniugazione si applica anche alle radici verbali di origine romanza. Ad esempio, da (i)ddeċieda (decidere), con l'aggiunta del suffisso ejna (che, come na in arabo classico, contraddistingue la prima persona plurale dell'indicativo perfetto), si deriva iddeċidejna (noi decidemmo).

Il maltese conserva la forma duale dei nomi, propria delle lingue semitiche. Il plurale dei sostantivi di origine romanza si forma con l'aggiunta dei suffissi -i o -jiet (ad esempio, lingwa>lingwi e pubblikazzjoni>pubblikazzjonijiet). I sostantivi di origine araba possono avere un plurale regolare con l'aggiunta dei suffissi -i, -ijiet (in corrispondenza dell'arabo -at e dell'ebraico -ot) o -in (arabo -in, ebraico -im), oppure possono avere un plurale fratto (irregolare), caratterizzato da scambi interni di vocale (ad esempio, ktieb>kotba , ossia libro>libri, in corrispondenza dell'arabo kitab>kutub o raġel>irġiel, ossia uomo>uomini in corrispondenza dell'arabo rajul>rijjal).

Vocabolario[modifica | modifica wikitesto]

Il vocabolario maltese è formato da una sintesi di termini e radici di origine semitica, con numerosi prestiti linguistici dal siciliano (più che dall'italiano).

In linea di massima, le parole di uso corrente e legate alla quotidianità derivano dall'arabo, mentre i termini legati all'amministrazione, all'istruzione, all'arte, alla cultura derivano dal siciliano.

Ad esempio, termini come raġel ("uomo"), mara ("donna"), dar ("casa"), xemx ("sole"), sajf ("estate"), jum ("giorno"), saħħa ("salute") derivano dall'arabo (rispettivamente, raǧul, mar'āh, dār, šams, ṣaīf, yaūm, ṣaḥḥah), mentre termini come skola, gvern, repubblika, natura, pulizija ("polizia"), xjenza ("scienza"), teatru, edukazzjoni e differenza sono chiaramente di derivazione siciliana.

Esistono molti termini mutuati dall'inglese, sia traslitterati foneticamente sia lasciati nella grafia originaria.[2].

Alcuni esempi di origine romanza:

Maltese Siciliano Italiano
Skola Scola Scuola
Gvern Guvernu Governo
Repubblika Ripùbbrica Repubblica
Re Reghi Re
Natura Natura Natura
Pulizija Pulizzìa Polizia
Ċentru Centru Centro
Teatru Tiatru Teatro

Alcuni esempi di parole di origine inglese:

Maltese Inglese Italiano
Futbol Football Calcio
Baskitbol Basketball Basket/Pallacanestro
Mowbajl Mobile Cellulare
Lift Lift/Elevator Ascensore
Friġġ Fridge Frigorifero
Friżer Freezer Congelatore/Freezer
Wejter Waiter Cameriere
Biljard Billiard Biliardo/Bigliardo
Strajk Strike Sciopero
Plejer Player Giocatore
Frejm Frame Telaio
Bliċ Bleach Candeggina
Fowlder Folder Volantino/pieghevole/dépliant

Altri esempi di parole di origine araba:

  • belt (luogo, città) < بلد balad (terra, paese)
  • kbir (grande) < كبير kabīr
  • ħobż (pane) < خبز khubz
  • id (mano) < يد yad
  • kelma (parola) < كلمة kalimah
  • marid (ammalato) < مريض marīd
  • marsa (porto) < مرسى marsā (ancoraggio)
  • qamar (luna) < قمر qamar
  • raġel (uomo) < رجل raǧul
  • saba' (dito) < إصبع ’iṣba‘
  • sema (cielo) < سماء samā’
  • tajjeb (buono) < طيب ṭayyib
  • tifel (bambino) < طفل ṭifl
  • tqil (pesante) < ثقيل thaqīl
  • wieħed (uno) < واحد wāḥid
  • xahar (mese) < شهر shahr

Altri esempi di parole dal siciliano:

  • avukat (avvucatu)
  • ċirasa (cirasa)
  • frotta (frutta)
  • gravi (gravi)
  • kaċċa (caccia)
  • kriżi (crisi)
  • lixx (lisciu)
  • lvant (livanti)
  • natura (natura)
  • parti (parti)
  • sigurtà (sicurizza)
  • grazzi (grazzi)

Numerose frasi possono essere espresse enfatizzando il lessico di origine romanza oppure il lessico di origine semitica. La frase "il tempio è situato dall'altra parte della piazza del villaggio" può essere espressa come: It-tempju sitwat oppost il-pjazza tal-villaġġ oppure
Il-maqdes jinsab biswit il-misraħ tar-raħal.

La scelta della varietà lessicale può sottintendere una preferenza culturale e politica verso uno stile più "europeizzato" piuttosto che verso uno stile più autoctono.

Sistema di scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Il maltese è l'unica lingua semitica che si scrive normalmente con caratteri latini.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Italiano: Maltese:

Ciao
Come va?
Mi potresti aiutare, per favore?
Parli inglese/italiano?
Scusa
Buongiorno
Buonanotte
Arrivederci
Buon compleanno
Buon anno
Buon viaggio
Ciao
Va tutto bene?
Va Bene
Io sono di Malta
Piacere di conoscerti
No grazie
Per favore
Abbi cura di te / Salute
Grazie molte
Che fai?
Come ti chiami?
Da dove vieni?
Dove vai?
Sei il benvenuto

Hello (pron "hèllo", non "helòu")
Kif int?
Tista' tgħinni, jekk jogħġbok?
Titkellem bl-Ingliż/bit-Taljan?
Skużani
Bonġu (o) L-għodwa t-tajba
Bonswa (o) Il-lejl it-tajjeb
Ċaw (o) Saħħa
Għeluq sninek it-tajjeb
Is-sena t-tajba
Il-vjaġġ it-tajjeb
Bonġu (o) Ejj
Kollox sew? (o) Kollox owkej?
Jien orrajt (o) Jien owkej
Jien Malti (m) / Jien Maltija (f)
Għandi pjaċir
Le grazzi
Jekk jogħġbok
Ħu ħsieb (o) Saħħa
Grazzi ħafna
X'tagħmel?
X'jismek?
Minn fejn int?
Fejn sejjer?
Ta' xejn

Sistema di numerazione[modifica | modifica wikitesto]

Żero (zero), Wieħed (uno), Tnejn (due), Tlieta (tre), Erbgħa (quattro), Ħamsa (cinque), Sitta (sei), Sebgħa (sette), Tmienja (otto), Disgħa (nove), Għaxra (dieci).

Mija (cento), Elf (mille), Miljun (milione), Biljun (miliardo).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Evoluzione della lingua di Malta (in inglese)
  2. ^ (EN) "Maltese – an unusual formula" di Joseph M. Brincat MED Magazine

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michelantonio Vassalli, Grammatica della lingua Maltese, 1827
  • Hull, Geoffrey. The Malta Language Question: A Case Study in Cultural Imperialism. Said International, Valletta, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Status giuridico della lingua maltese nella Repubblica di Malta



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