Lingua slovena

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Sloveno (Slovenščina)
Parlato in Slovenia, Italia, Austria, Croazia, Stati Uniti ed altrove.
Persone 2 milioni
Classifica non nelle prime 100
Tipo SVO (ordine libero), tonica
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue slave
  Meridionali
   Occidentali
    Sloveno
Statuto ufficiale
Nazioni Flag of Europe.svg Unione Europea

Slovenia Slovenia
regionale o locale in Austria, Italia e Ungheria
Regolato da Accademia Slovena di Arti e Scienze
Codici di classificazione
ISO 639-1 sl
ISO 639-2 slv
ISO 639-3 slv  (EN)
SIL SLV  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Vsi ljudje se rodijo svobodni in imajo enako dostojanstvo in enake pravice. Obdarjeni so z razumom in vestjo in bi morali ravnati drug z drugim kakor bratje.

Lo sloveno è una lingua slava meridionale ed è parlato da poco più di 2 milioni di persone. È la lingua ufficiale della Slovenia ed è diffuso, come idioma autoctono, in alcune zone d'Italia, d'Austria, di Ungheria e Croazia. È parlato anche in altri Paesi europei ed extraeuropei dove sono presenti colonie di immigrati sloveni di una certa consistenza (le più numerose sono quelle residenti in Germania e negli Stati Uniti d'America).

Indice

Classificazione [modifica]

La lingua slovena è classificata come una delle lingue slave meridionali, ma ha qualche caratteristica delle lingue slave occidentali, perciò costituisce un punto di transizione tra questi due gruppi. Le lingue più simili allo sloveno sono il serbocroato e lo slovacco. Nel vocabolario e nella fraseologia c'è un grande influsso della lingua tedesca. Anche la lingua italiana ha esercitato un influsso importante sullo sloveno. Il verbo manjkati (mancare) ne è un esempio, anche se potrebbe derivare dalla parola "manj" che significa "meno".

Diffusione dello sloveno [modifica]

Lo sloveno è la lingua nazionale ed ufficiale della Slovenia, dov'è parlato da circa 1,9 milioni di persone, ed è considerato lingua autoctona in alcune zone di frontiera d' Italia dove gode di un regime di particolare tutela (circa 61.000 parlanti nella zona orientale del Friuli e in gran parte della Venezia Giulia, secondo alcune stime non ufficiali[1]), d'Austria (fra i 20.000 i 50.000 parlanti, concentrati soprattutto in Carinzia) e d'Ungheria (3.000-5.000 parlanti, per la maggior parte residenti nella provincia di Vas). Anche in Croazia lo sloveno è presente storicamente in una zona molto circoscritta a ridosso della frontiera nord-occidentale con la Slovenia.

Altre presenze esterne ai paesi summenzionati, sono, come abbiamo già indicato, quelle relative alle colonie di immigrati sloveni sparse per il mondo, e in particolare in molti paesi d'Europa, America ed Oceania: Germania, Croazia (13.000-20.000 parlanti, comprendenti anche la minoranza autoctona), Stati Uniti d'America (soprattutto nella città di Cleveland, in Ohio)[2], Canada, Argentina, Australia, ecc..

Area di diffusione della lingua slovena e delle sue varietà dialettali

Lo sloveno in Italia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diffusione dello sloveno in Italia.

I sistemi [modifica]

Lo sloveno [3] appartiene al gruppo delle lingue slave la cui distinzione dall'antica parlata slava comune risale alla seconda metà del X secolo[senza fonte][4][5]. I primi documenti scritti in sloveno sono contenuti nei Manoscritti di Frisinga[6][7] (in lingua slovena: Brižinski spomeniki [8]), risalenti alla seconda metà del X secolo e scoperti nel XIX secolo. Essi contengono frasi rituali di confessioni, annotazioni su prediche riguardanti il peccato e la penitenza e formule di abiura (... Etjè bi det naš ne səgréšil, tè u weki jèmu bè žíti,...)[9]. Tranne rare eccezioni la lingua slovena venne tramandata solo oralmente fino al secolo XVI. Allora, in seno ad un più vasto movimento europeo, anche gli Sloveni iniziarono ad usare la propria lingua, inizialmente solo in testi religiosi. Furono infatti i protestanti a fissare alcune delle regole fondamentali della lingua che rimangono valide ancora oggi. Si formò così, grazie agli scrittori della riforma (Primož Trubar, Adam Bohorič, Jurij Dalmatin) la lingua letteraria che costituisce il sistema linguistico ufficiale degli Sloveni[10].

Oltre ad esso, la lingua slovena comprende sette gruppi di dialetti molto diversi: il carinzio, il litoraneo, l'interno, il meridionale, il centrale, lo stiriano ed il pannonico. La notevole diversità tra i dialetti si deve innanzitutto al carattere montuoso della regione e alla diversa provenienza delle antiche tribù protoslave che si insediarono in questi luoghi. In tempi più recenti è poi da considerare l'influenza che ha avuto sulla lingua la vicinanza di popoli di diversa origine linguistica che circondano l'odierna Slovenia: italiani, friulani, tedeschi, ungheresi, croati.

L'alfabeto [modifica]

L'alfabeto ha 25 lettere: a b c č d e f g h i j k l m n o p r s š t u v z ž.

Come in italiano, le vocali sono a e i o u, tutte le altre sono consonanti. Da notare che gli italiani molto spesso considerano vocale anche la "j", per cui la leggono come "i", ma è un'abitudine scorretta. Come riportato più sotto, la "j" è consonante e si legge sempre come la "i" nella parola aia.

È invece ritenuta "semivocale" la lettera "r" e questa particolarità si nota nelle molte parole slovene prive di vocale. Si tratta solitamente di monosillabi dove la "r" sostiene appunto il ruolo di vocale. Anche nella divisione in sillabe, peraltro molto simile a quella italiana, è prevista l'esistenza di sillabe prive di vocali se la "r" ne fa le veci. Esempio: trd (duro), dove la forma femminile trda (dura) si sillaba tr-da.

I suoni [modifica]

I suoni della lingua slovena non sono troppo differenti da quelli italiani. Tre consonanti slovene non esistono in italiano: la h aspirata, che va pronunciata come la h dell'inglese hit, e la ž, che va pronunciata come la j del francese je. La terza consonante invece ha un suono anche nella lingua italiana, ma come vocale: si tratta della j che si pronuncia come la i in aia, da non confondere con la i di vino. I suoni delle vocali sono come quelli in italiano; uno dei suoni della e si pronuncia come la o nella parola inglese nation e in sloveno si definisce semisuono.

Le consonanti doppie non esistono in sloveno.

Alcuni suoni vengono scritti in modo diverso dalla lingua italiana:

la c [ʦ] si legge sempre come la zz in pizza
la č [ʧ] si legge sempre come la c in cena
la s [s] si legge sempre come la s in sole
la š [ʃ] si legge sempre come la sci in sciabola
la z [z] si legge sempre come la s in rosa
la ž [ʒ] si legge sempre come la j del francese je
la g [ɡ] si legge sempre come la g in sega
la h [h] si legge sempre come la h dell'inglese hit, quindi con aspirazione (non presente nell'italiano)
la j [j] si legge sempre come la i in aia
la k [k] si legge sempre come la c in casa (ke si legge che)
per scrivere il suono c di cena scriviamo č
per scrivere il suono q di quadro scriviamo k[11]
per scrivere il suono s di rosa scriviamo z
per scrivere il suono sci di sciabola scriviamo š
per scrivere il suono z di razza scriviamo c (non doppia)
per scrivere il suono g di gente scriviamo
non è usata la lettera z di zàttera se non in rari casi[12]

Accenti [modifica]

L'accento non è legato a una determinata sillaba e può cadere su sillabe differenti in forme differenti della stessa parola. L'accento è dinamico, ma in alcuni dialetti sloveni esiste anche un accento musicale. Non si usano segni grafici per indicare la sillaba tonica.

Cenni di grammatica [modifica]

La lingua slovena distingue cinque parti del discorso flessibili e quattro non flessibili. Le parti flessibili sono: sostantivo, aggettivo, verbo, pronome e numerale. Le forme non flessibili sono: avverbio, preposizione, congiunzione ed interiezione.

Nella lingua slovena non ci sono articoli (roka può significare mano, una mano o la mano a seconda del contesto).

Sostantivo [modifica]

Il sostantivo segue la declinazione, cioè cambia forma a seconda del caso e del numero. Ci sono tre generi grammaticali (maschile, femminile, neutro) e tre numeri (singolare, duale, plurale). Il numero duale viene usato quando ci si riferisce a due oggetti o persone: ena riba, dve ribi, tri ribe (un pesce, due pesci, tre pesci). I casi sono sei: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, locativo, strumentale.

Analogamente al latino, i casi si formano con diversi suffissi. Questi suffissi variano non solo per ogni caso di ogni numero, ma sono anche diversi per ognuna delle quattro declinazioni. La prima declinazione comprende sostantivi che finiscono in –a, prevalentemente femminili. La seconda declina i sostantivi femminili senza desinenza, cioè terminanti in consonante. Nella terza sono inclusi tutti i sostantivi maschili (di norma finiscono in consonante). La quarta declinazione è riservata ai sostantivi neutri che possono avere desinenza –o oppure –e.

Aggettivo [modifica]

Viene definito aggettivo soltanto quello che in italiano chiamiamo aggettivo qualificativo. Segue le regole del sostantivo in tutte le forme, per cui tre generi, tre numeri, sei casi, ma solo tre declinazioni (terza, prima e quarta, cioè maschile, femminile, neutra). In più l'aggettivo ha due forme, determinata e indeterminata.

Nella comparazione, il comparativo si forma con un suffisso, il superlativo assoluto aggiunge il prefisso naj- al comparativo. Sia il comparativo che il superlativo assoluto si flettono come normali aggettivi.

Verbo [modifica]

Per le forme personali del verbo si possono distinguere: persona, numero, genere, modo, tempo, aspetto e diatesi. Si definiscono forme impersonali l'infinito (senza alcuna flessione), il participio (flessibile per numero, genere, tempo e diatesi), e il nome verbale (flessibile come tutti i sostantivi).

Come in italiano, si distinguono tre persone (prima, seconda, terza). Il numero può essere singolare, duale, plurale, ed il genere maschile, femminile, neutro. I modi sono indicativo, condizionale ed imperativo. I tempi usati sono essenzialmente tre (presente, passato, futuro), ma si può esprimere anche il trapassato che però si usa raramente. Per diatesi il verbo può essere transitivo o intransitivo con forma attiva, passiva o riflessiva: la forma passiva è rara nello sloveno parlato. Come in tutte le lingue slave, il verbo ha una caratteristica fondamentale che si chiama aspetto e non esiste in italiano.

Pronome [modifica]

I pronomi, a differenza dall'italiano, includono anche tutti gli aggettivi non qualificativi, per cui anche i pronomi si declinano. Si dividono in personali (io), possessivi (mio), dimostrativi (questo), interrogativi (chi?), relativi (che) e indefiniti (qualche). Inoltre, i personali ed i possessivi conoscono anche la categoria dei riflessivi.

Numerale [modifica]

I numerali sono tutti degli aggettivi e si declinano con regole un po' particolari. I numerali si dividono in cardinali, ordinali, moltiplicativi (doppio nel senso di due volte tanto) e distintivi (doppio nel senso di duplicato).

Forme non flessibili [modifica]

Delle forme non flessibili, avverbio, congiunzione ed interiezione non differiscono dalla nostra concezione. Le preposizioni si distinguono in quanto richiedono l'uso dei casi il che costituisce certamente una notevole difficoltà per lo studente italiano. Bisogna infatti innanzi tutto distinguere se il verbo usato indica stato o moto; le due possibilità d'uso della stessa preposizione implicano l'abbinamento a un caso diverso. Esempio: Siamo in casa (stato) = Smo v hiši (preposizione v abbinata al quinto caso di hiša). Andiamo in casa (moto) = Gremo v hišo (preposizione v abbinata al quarto caso di hiša).

Note [modifica]

  1. ^ Cfr. Raoul Pupo, Il Lungo esodo, Rizzoli, Milano, 2005, pag. 304 ISBN 88-17-00562-2
  2. ^ Negli Stati Uniti d'America la colonia di origine slovena era formata, secondo i dati del censimento del 2000, da circa 175.000 unità, in gran parte residenti nello Stato dell'Ohio. Cfr. a tale proposito i dati ufficiali forniti dall'Ambasciata di Slovenia a Washington
  3. ^ http://sl.wikipedia.org/wiki/slovenski jezik
  4. ^ Bojan Brezigar: Tra le Alpi e l’Adriatico, Gli Sloveni nell’Unione Europea, pg.4 – 1996 Centro d’Informazione di Bruxelles, Ufficio Europeo per le Lingue Meno Diffuse - ISBN 90-74851-30-4
  5. ^ Janko Jež - Monumenta Frisingensia: la prima presentazione in Italia dei Monumenti letterari sloveni di Frisinga del X-XI secolo ...: con traduzione dei testi, cenni di storia del popolo sloveno e dati sugli Sloveni in Italia – Trieste: Mladika; Firenze: Vallecchi Editore, 1994 - ISBN 88-8252-024-2
  6. ^ http://sl.wikipedia.org/wiki/slovenski jezik
  7. ^ http://it.wikipedia.org/wiki/Manoscritto di Udine
  8. ^ http://sl.wikipedia.org/wiki/Brižinski spomeniki
  9. ^ http://sl.wikipedia.org/wiki/Brižinski spomeniki
  10. ^ http://sl.wikipedia/wiki/Slovenci
  11. ^ Lo sloveno, così come il tedesco ad esempio, trova inusuale l'uso italiano del fonema "qu" che è caratteristica peculiare dell'italiano per rappresentare in alcuni casi la c dura, per cui, erroneamente, viene pronunciato e interpretato come "kv". Va notato, quindi, che non è un problema di pronuncia, ma di interpretazione del fonema.
  12. ^ Lo sloveno per rappresentare il suono "z" utilizza la "c" per cui la lettera "z" non viene usata nell'alfabeto sloveno se non per parole straniere (come per l'italiano la lettera k). Il suono può essere pronunciato anche con il fonema "dz", ma si tratta di parole composte (es.: podzemlje=sottosuolo) per cui il dittongo dz si legge come due lettere distinte, cioè d+z e non come un unico suono.

Voci correlate [modifica]

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