Malta

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Malta
Malta – Bandiera Malta - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Malta - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Malta
Nome ufficiale Repubblika ta' Malta
Republic of Malta
Lingue ufficiali maltese, inglese[1]
Altre lingue italiano[2] (83% della popolazione parla italiano)

Siciliano, (anche la lingua Siciliana è conosciuta discretamente bene specie tra i maltesi più anziani)[3]

Capitale La Valletta  (6 966 ab. / 2011)
Politica
Forma di governo repubblica parlamentare
Presidente Marie Louise Coleiro Preca
Primo ministro Joseph Muscat
Indipendenza 21 settembre 1964
dal Regno Unito
Ingresso nell'ONU 1º dicembre 1964
Ingresso nell'UE 1º maggio 2004
Superficie
Totale 316[1] km² (186º)
 % delle acque 0,001 %
Popolazione
Totale 416 515 ab. (2012)
Densità 1 318 ab./km²
Tasso di crescita 0,359% (2012)[4]
Geografia
Continente Europa
Confini Nessuno
Fuso orario UTC+1
UTC+2 in ora legale
Economia
Valuta Euro
PIL (nominale) 8 750[5] milioni di $ (2012) (137º)
PIL pro capite (nominale) 20 998 $ (2012) (38º)
PIL (PPA) 11 191 milioni di $ (2012) (147º)
PIL pro capite (PPA) 26 857 $ (2012) (37º)
ISU (2011) 0,832 (molto alto) (36º)
Fecondità 1,4 (2010)[6]
Varie
Codici ISO 3166 MT, MLT, 470
TLD .mt, .eu
Prefisso tel. +356
Sigla autom. M
Inno nazionale L-Innu Malti
Festa nazionale 21 settembre
Malta - Mappa
 

Coordinate: 35°53′N 14°30′E / 35.883333°N 14.5°E35.883333; 14.5

Malta, ufficialmente Repubblica di Malta (in maltese Repubblika ta' Malta, in inglese Republic of Malta), è uno stato insulare dell'Europa meridionale, membro dell'Unione europea.

È un arcipelago situato nel Mediterraneo, nel canale di Malta, a 80 km dalla Sicilia, a 284 km dalla Tunisia e a 333 km dalla Libia, compreso nella regione fisica italiana. Con un'estensione di 316 k è uno degli stati più piccoli e densamente popolati al mondo. La sua capitale è La Valletta e la città più abitata è Birkirkara. L'isola principale è caratterizzata da un grande numero di città che, insieme alla capitale, formano una conurbazione di 368 250 abitanti.

Il Paese ha due lingue ufficiali, il maltese e l'inglese. L'italiano, lingua ufficiale fino al 1934, è molto diffuso, parlato correttamente da più del 66% dei maltesi[7] e in modo basilare dal 17%, insegnato in tutte le scuole di Malta e diffuso in campo commerciale, turistico e scolastico. La piccola nazione maltese è legata da sempre alla Sicilia. Anche linguisticamente vi è una discreta conoscenza della Lingua siciliana[8]. Specie i maltesi più anziani tramandano ancora oggi modi di dire, proverbi, e poesie provenienti dalla Trinacria. Tanti sono anche i cognomi portati dai maltesi che trovano origine nell'isola siciliana.

Durante il corso della storia, la posizione geografica di Malta ha dato grande importanza all'arcipelago, subendo l'avvicendarsi in sequenza di Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Aragonesi, Cavalieri di Malta, Francesi e Inglesi.

Malta è internazionalmente conosciuta come località turistica, per lo svago e soprattutto per la cultura, dato che nel Paese si trovano ben tre siti dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, essi sono: la città La Valletta, l'Ipogeo di Hal Saflieni e i templi megalitici. L'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º maggio 2004 e dal 1º gennaio 2008 è entrata a far parte dell'eurozona. Malta è inoltre membro del Commonwealth.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

I Greci la chiamarono Μελίτη (Melitē), che significa "dolce" nell'821 a.C.[senza fonte] e gli Arabi Malita. Venne così chiamata dai Greci per la sua quantità di api autoctone che producevano in abbondanza miele (μέλι è il termine greco che significa miele). Secondo un'altra ipotesi, la parola "Malta" potrebbe invece derivare dall'antica parola della lingua fenicia "malit", che letteralmente significa "montagna". Altri sono dell'opinione invece che l'isola venne così chiamata in onore della ninfa Melite, una delle Naiadi, figlia di Nereo e di Doride, anche se non se ne ravvede il nesso logico.

Non manca infine chi sostiene che il toponimo possa derivare dall'ebraico Malet, il cui significato è rifugio, ricovero, asilo, cosa possibile, vista la posizione geografica dell'isola,[9] ma - al di là del sospetto che ci si trovi di fronte a una pura e semplice paraetimologia, mancando qualsiasi documento in proposito che suffraghi l'ipotesi - non è poco significativo il fatto che gli antichi Romani assunsero il nome greco per riferirsi all'isola, chiamandola anch'essi Melita.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Malta è un arcipelago nel cuore del mar Mediterraneo. Solo le tre maggiori isole, ovvero Malta, Gozo e Comino sono abitate. Il territorio di Malta emerge dalla piattaforma continentale sottomarina sicula, facente parte della placca africana. La porzione sommitale è costituita da rocce sedimentarie. Nella parte occidentale e meridionale dell'isola di Malta le coste sono alte e accidentate (le scogliere di Dingli s'innalzano a più di 240 m sul livello del mare). Nella parte orientale e settentrionale la costa è accessibile: si aprono ampie spiagge sabbiose o rocciose e numerose sono le insenature, solchi vallivi simili a rías. A est le baie più ampie e profonde sono quelle di Mellieħa, Saint Paul's, Saint Julian's, Marsamxett e Grand Harbour (tra queste ultime due, separate dal promontorio di Ġebel Xiberras, sorge il porto della Valletta), a sud vi è la baia di Marsaxlokk.

Il suolo è roccioso, anche se coltivato, grazie al sistema dei terrazzamenti con muretti a secco (ħitan tas-sejjieħ). Il rilievo, costituito da altipiani calcarei, è poco elevato (Ta' Dmejrek, 258 m), ed è caratterizzato da formazioni di origine carsica, come campi carreggiati, caverne e grotte. Tra queste ultime, le più note nell'isola di Malta sono la Grotta Azzurra, il Għar Dalam (Caverna Oscura) ― in cui furono rinvenuti resti di specie risalenti a 170 000 anni fa e ormai estinte, come elefanti e ippopotami nani ― e nell'isola di Gozo la grotta di Calipso.

Non vi sono laghi e fiumi permanenti, anche se nei pressi dei villaggi rurali di San Martin, Mtaħleb e Baħrija (Malta) e in Wied Lunzjata (Gozo) scorrono dei corsi d'acqua tutto l'anno.

Le isole minori che fanno parte dell'arcipelago sono disabitate e sono:

  • Barbaġanni Rock;
  • Cominotto, (Kemmunett);
  • Delimara Island;
  • Filfla;
  • Fessej Rock;
  • Fungus Rock, (Il-Ġebla tal-Ġeneral);
  • Għallis Rock;
  • Ħalfa Rock;
  • Large Blue Lagoon Rocks;
  • Islands of San Paul/Selmunett Island;
  • Manoel Island, connessa alla cittadina di Gżira tramite un ponte;
  • Large Blue Lagoon Rocks (Comino);
  • Islands of St. Paul/Selmunett Island;
  • Mistra Rocks;
  • Taċ-Ċawl Rock;
  • Qawra Point/Ta` Fraben Island;
  • Small Blue Lagoon Rocks;
  • Sala Rock;
  • Xrobb l-Għaġin Rock;
  • Ta' taħt il-Mazz Rock.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima maltese è di tipo mediterraneo-subtropicale (Köppen climate classification Csa), con inverni molto miti e piovosi ed estati calde e secche, mitigate dalla brezza marina in prossimità della costa. A Malta sono rare grandi oscillazioni di temperatura. La temperatura media annua è di 19 °C, tra le più alte in Europa. Tra tutte le capitali europee, La Valletta ha gli inverni più miti, con massime che si attestano a 15–16 °C e minime che quasi mai scendono sotto i 10 °C. La temperatura minima mai registrata fu di 1,2 °C nel 1895, e la temperatura più elevata fu di 43,8 °C registrata nel 1999.

Le precipitazioni medie annue non raggiungono i 600 mm, rendendo l'approvvigionamento idrico un problema per le isole. Le precipitazioni nevose sono nulle, ad eccezione di qualche fenomeno senza accumulo nel 1895, nel 1905 e nel 1962[10].

La temperatura media annua del mare è di 20 °C, che oscilla dai 16 °C di gennaio ai 26 °C del mese di agosto.

Malta gode di 3 000 ore di sole l'anno, rendendo l'arcipelago uno tra i luoghi più assolati d'Europa.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione nel 2012 ha raggiunto i 416 515 abitanti; tuttavia l'esiguità del territorio è tale che la densità demografica è di ben 1 318 abitanti per km², una delle più alte d'Europa. I maltesi formano la maggioranza della popolazione, con il 95%, ma sono presenti alcune minoranze, di cui la maggiore è quella inglese.

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Mosta, "Ir-Rotunda"
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica a Malta.

I maltesi sono per la maggioranza cattolici e l'influenza della Chiesa è forte: l'eutanasia e l'aborto sono proibiti. Per quanto riguarda il divorzio, invece, da ottobre 2011 è entrata in vigore la legge che recepisce quanto sancito dal referendum consultivo del 29 maggio 2011, nel quale il 53% dei maltesi si è espresso favorevolmente all'introduzione del divorzio.[11][12] Il Cattolicesimo è la religione di Stato, ma viene comunque lasciata libertà di culto; si stima che la popolazione sia cattolica al 98%, facendone una delle nazioni a più alta percentuale di Cattolici del mondo.

Vi sono più di 360 chiese a Malta, Gozo e Comino. La chiesa parrocchiale è il centro architettonico e geografico di ogni città e villaggio maltese. Spettacolari sono le tipiche feste in onore del santo patrono, caratterizzate da bande musicali, processioni religiose, fuochi pirotecnici e altro ancora.

Malta è una sede apostolica; gli Atti degli Apostoli raccontano di come san Paolo, durante il viaggio che da Creta lo portava a Roma, naufragò all'isola di "Melite", probabilmente nei pressi di San Pawl il-Baħar, nel 60 d.C. Dal 17 al 18 aprile 2010, si è recato in Visita Apostolica a Malta Papa Benedetto XVI, il quale ha celebrato la Santa Messa nel Piazzale dei Granai – Floriana, in occasione del 1950º anniversario del naufragio di San Paolo.

Tra le altre religioni di Malta si registra particolarmente una presenza significativa della comunità Ahmadiyya con la sede principale a Ta' Xbiex.[13] seguita dalla comunità ebraica con la sede principale a Birkirkara[14] e dalla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, anch'essa con la sede principale a Birkirkara[15].

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingue di Malta e Lingua italiana a Malta.

Il maltese (Il-malti) è una lingua semitica, derivante dalla lingua siculo-araba.
L'alfabeto maltese conta 30 lettere ed è basato su quello latino con l'aggiunta delle lettere ċ, ġ, ħ, għ, ie e ż. Anche se la maggior parte dei vocaboli è di origine semitica, più del 40% delle parole Maltesi hanno origine latina; risultato, questo, delle forti influenze siciliane. Durante l'occupazione inglese, soprattutto dal 1880 (Keenan Report), si tentò di epurare il maltese dell'abbondante lessico italiano e siculo, in favore di quello arabo, per rompere i forti legami tra i maltesi e quella che all'epoca consideravano la loro Madrepatria.

Il maltese, secondo l'articolo 5 della Costituzione, è la lingua ufficiale della Repubblica di Malta e dal 2004 una delle lingue ufficiali dell'Unione europea. La legge può disporre che maltese, inglese e altra lingua siano ufficiali e possano essere utilizzati da e nei confronti dell'amministrazione. Nei processi la lingua è il maltese, ma è possibile prevedere in alcuni casi l'uso dell'inglese. Tocca poi alla Camera dei Deputati determinare quale sia la lingua da utilizzare nei lavori parlamentari. La legge sulle lingue approvata nel 2005 ribadisce, infine, che il maltese è un fondamentale elemento di identità nazionale.

Nel 1934 i britannici decisero di abolire l'italiano come lingua ufficiale. Tuttavia, l'italiano è attualmente diffuso in campo commerciale, turistico e scolastico, e compreso dalla grande maggioranza degli abitanti: infatti più del 66% della popolazione lo parla correntemente, e un altro 17% lo conosce in modo basilare (totale 83%). Invece nel 1934, dato l'alto analfabetismo dell'epoca, l'italiano era diffuso solo fra i ricchi ed era parlato solo dal 14% della popolazione.[16] Inoltre l'italiano è insegnato in tutte le scuole di Malta.

Grazie alla televisione, i maltesi ricevono praticamente tutti i canali tv italiani e siciliani e soprattutto tra i giovani si sta riscoprendo l'uso della lingua italiana; oggi è utilizzata come prima lingua da circa il 2% dei maltesi.[17]

È poi presente sull'isola una tendenza all'italianizzazione data la stretta vicinanza dell'isola alla Repubblica Italiana, come dimostrano i numerosi rapporti commerciali tra l'Italia e la repubblica maltese.

La maggior parte delle destinazioni dell'Aeroporto di Malta sono poi verso l'Italia. Infine, la Repubblica Italiana garantisce, in caso di conflitto armato la protezione militare della Repubblica Maltese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Templi megalitici di Menaidra

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Il primo approdo degli esseri umani sull'isola risale, probabilmente, al momento immediatamente successivo all'estinzione degli ippopotami nani e degli elefanti nani[18]. Tracce di insediamenti del neolitico antico (6000-4000 a.C.), sono state rinvenute sia in aree aperte che all’interno di grotte, come Għar Dalam; questi primi stanziamenti erano costituiti da coloni provenienti dalla Sicilia, per le analogie del materiale ceramico ivi ritrovato (ceramica impressa Ghar Dalam) con quello coevo di Stentinello, villaggio presso Siracusa. I coloni conservarono i rapporti con la Sicilia, continuando a fabbricare ceramica impressa dello stile di Stentinello e iniziando, solo al termine di questa fase (4500 a.C.), un modesto sviluppo tipologico locale.[19]

Anche la ceramica di Skorba (4500-4100 a.C.), villaggio presso Mgarr, somiglia molto a quella ritrovata in Sicilia e comprova quanto siano stati continui i rapporti tra Malta e la sorella maggiore. Questa fase è caratterizzata dalle prime evidenze di attività rituali, di cui, il piccolo tempio di Skorba, può considerarsi il precursore delle costruzioni megalitiche successive.[20]

A partire dal 3500 a.C. si assiste a un fiorire di templi megalitici, primo fra tutti a Ggantija, sull'isoletta di Gozo;[21] altre imponenti strutture sono presenti a Hagar Qim, Mnajdra, Ta Hagrat, Tarxien.[22][23][24] A questo periodo temporale (3600-2500 a.C.) si lega un'interessante caratteristica archeologica, rinvenuta in diverse località dell’isola e consistente in scanalature uniformi ed equidistanti tra di loro soprannominate "cart ruts" o "cart racks": la più notevole è quella conosciuta col nome "Clapham Junction". Probabilmente, i solchi potrebbero essere stati causati dal continuo passaggio delle ruote dei carrelli adibiti al trasporto della pietra, che, a lungo andare, finirono per intaccare il tenero calcare di cui è costituita l'isola.[25][26]

Il "popolo dei templi" scomparve intorno al 2500 a.C., si pensa a causa di una grave epidemia.

Le isole maltesi rimasero così spopolate per qualche centinaio di anni, fino a quando l'arrivo di un nuovo flusso migratorio introdusse nell’isola una nuova cultura: quella dei "costruttori dei dolmen".[27] Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole camere con la copertura costituita da una grande lastra posta sopra delle pietre verticali, riconducibili ad una popolazione del bronzo antico (2150 a.C.) diversa da quella che aveva edificato i precedenti templi megalitici. Ancora una volta si sarà trattato di gente proveniente dalla Sicilia, per la somiglianza dei dolmen maltesi con analoghe strutture da poco ritrovate anche nell’isola più grande del Mediterraneo.[28]

I Fenici colonizzarono Malta solo intorno al 1000 a.C., usandola come avamposto per la loro espansione e i loro commerci nel Mar Mediterraneo. In seguito, nel 736 a.C. venne occupata dai Greci che la chiamarono Melita.

Nel 400 a.C. finì sotto il controllo di Cartagine, e poi sotto il dominio Romano (218 a.C.), durante il quale venne assurta a Municipium. Nell'anno 60 d.C. l'isola fu visitata da San Paolo, che si dice abbia attraccato nella zona che oggi porta il nome di St. Paul Bay (nome originario italiano "Golfo di San Paolo")

Dopo un periodo di dominio bizantino, durato dal IV al IX secolo (durante il quale subì il saccheggio da parte dei Vandali), l'isola venne conquistata dagli Arabi nell'870.

Malta araba[modifica | modifica wikitesto]

Gli Arabi, che in generale tollerarono la parte cristiana della popolazione, introdussero la coltivazione del cedro e del cotone, costruirono un sistema di irrigazione e, in particolare, la lingua araba, che la maggior parte della popolazione adottò come lingua madre. La sua influenza nel maltese moderno è facilmente riscontrabile, così come anche la presenza di parole di origine latina e dell'alfabeto latino. La dominazione araba durò per circa due secoli, dall'870 al 1091.

Età medioevale e moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo di dominazione araba finì nel 1091 quando l'isola venne conquistata dai Normanni provenienti dal Regno di Sicilia. In seguito gli Hohenstaufen (Svevi), gli Angioini e gli Aragonesi (1287) si succedettero nel dominio dell'isola.
Furono Signori di Malta i Conti di Modica, Manfredi III Chiaramonte alla fine del Trecento, e Bernardo Cabrera nei primi decenni del Quattrocento. La nobiltà maltese venne istituita in quest'ultimo periodo; circa 32 titoli nobiliari permangono tuttora, il più vecchio dei quali è il Baronato di Djar il Bniet and Bucana.

Nel 1530 infatti Malta venne concessa in affitto perenne dal Regno di Sicilia ai Cavalieri Ospitalieri; il prezzo simbolico dell'affitto consisteva nella fornitura annuale di un falco da caccia ammaestrato (il Viceré di Sicilia mantenne tuttavia il titolo onorifico di conte di Malta). Questi cavalieri, un ordine monastico militare conosciuto come "Cavalieri di Malta", resistettero all'assedio di Malta nel 1565 da parte dei Turchi ma, dopo questo assedio, i Cavalieri decisero di fortificare l'isola e per la progettazione si affidarono all'architetto militare Evangelista Menga, mentre le fortificazioni della città di La Valletta furono opera di Francesco Laparelli. Ulteriori fortificazioni furono avviate a partire dal 1723, quando il Gran Maestro Antonio Manoel de Vilhena ne affidò la progettazione a Giuseppe Merenda.

Il dominio dei cavalieri finì quando Malta venne conquistata da Napoleone, che si stava dirigendo in Egitto per iniziare la sua campagna nel 1798. Napoleone, autorizzato in precedenza dal Direttorio ad occupare Malta, chiese un porto sicuro per rifornire le sue navi e, dopo il rifiuto da parte del governo locale a che più di quattro navi francesi contemporaneamente attraccassero allo scopo nel Porto Grande,[29] sbarcò il proprio esercito. Il Grande Maestro dei Cavalieri Ospitalieri Ferdinand von Hompesch zu Bolheim capitolò dopo un solo giorno di combattimenti intorno a La Valletta (i Cavalieri furono poco decisi nel condurre la difesa, non potendo per statuto prendere le armi contro altri cristiani e anche perché circa 200 di loro, su 300, erano francesi) e Napoleone si stabilì per pochi giorni sull'isola, saccheggiando i beni dell'Ordine e instaurando un'amministrazione a lui fedele. Infine partì alla volta dell'Egitto, lasciando una guarnigione sul posto, al comando del generale Vaubois. Gli occupanti francesi erano impopolari, soprattutto per la loro avversione alla religione ed i maltesi si ribellarono, costringendo i francesi a ritirarsi nelle loro fortificazioni; la Gran Bretagna e il Regno di Sicilia mandarono munizioni e aiuti ai ribelli, assieme alla Royal Navy, che istituì l'embargo dell'isola, facendo sì che nel 1800 i francesi si arrendessero. L'isola divenne così un possedimento inglese, nonostante le rimostranze dei Borbone che erano re di Sicilia e re di Napoli, che rivendicarono la sovranità sull'isola.

Nel 1814 Malta divenne parte dell'Impero Britannico e venne utilizzata come base di scambio e come quartier generale per la flotta, soprattutto per via della sua posizione geografica a metà strada tra Gibilterra e l'Istmo di Suez sulla rotta per le Indie Orientali.

Campo profughi a Hal Far: a causa della sua vicinanza con la Tunisia e la Libia, Malta soffre in modo particolare a causa dell'immigrazione ed è meta di rifugiati dal continente africano.

A Malta si sviluppò agli inizi del Novecento un forte irredentismo maltese in favore dell'unione dell'isola al Regno d'Italia, che si intensificò nel 1919, quando le truppe britanniche spararono su un corteo di cittadini che manifestavano contro nuove tasse. L'avvenimento, noto come Sette Giugno (in italiano), è commemorato ogni anno come festa nazionale. Il sentimento filoitaliano fu ostacolato dagli inglesi specialmente durante il periodo del Fascismo in Italia, ma anche e soprattutto nel secondo dopoguerra. Nel 1930, per via della vicinanza culturale e geografica all'Italia la Flotta Mediterranea Inglese venne spostata ad Alessandria d'Egitto. Malta giocò un ruolo importante durante la seconda guerra mondiale per via della sua vicinanza all'Asse; grazie al coraggio dei suoi abitanti, Malta venne insignita della Croce di re Giorgio VI, sovrano del Regno Unito, ora visibile sulla Bandiera maltese.

Dal 1934, l'italiano non fu più la lingua ufficiale dello Stato, poco prima che sanzioni economiche venissero promosse dalla Gran Bretagna nei confronti dell'Italia (fine 1935). Fatto quest'ultimo che comportò un processo di deitalianizzazione da parte degli inglesi nell'intero arcipelago maltese e che culminò, durante la seconda guerra mondiale, con l'esecuzione dell'irredentista Carmelo Borg Pisani, da parte dei militari britannici.

Indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra, seguita da un breve periodo di instabilità politica, Malta ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna il 21 settembre 1964, divenendo membro del Commonwealth. Nella costituzione mantenne il monarca britannico come proprio capo dello Stato, con il titolo di Regina di Malta (Reġina ta' Malta), con un Governatore che deteneva i poteri esecutivi.

Il 13 dicembre 1974 divenne una repubblica, con il Presidente a capo dello Stato. Il 31 marzo 1979 ebbe termine anche l'accordo di difesa militare (rinnovato l'ultima volta nel 1972) tra la repubblica e il Regno Unito. Da allora la difesa di Malta, nell'improbabile caso di attacco, è garantita dalle Forze Armate Maltesi e dalla Repubblica Italiana.

L'8 marzo 2003 un referendum approvò, con il 53,65% dei consensi, l'adesione all'Unione Europea. È il più piccolo Stato dell'Unione Europea in termini di dimensioni. Nel gennaio 2008 ha adottato l'euro come moneta nazionale.

Relazioni con l'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Queste le tappe già percorse del processo di integrazione:

Data o periodo Evento
16 luglio 1990 Presenta la domanda di adesione.
10 dicembre 1999-13 dicembre 2002 Si tengono i negoziati di adesione.
8 marzo 2003 Mediante un referendum i maltesi approvano la ratifica del Trattato di adesione.
14 aprile 2003 Consiglio Europeo approva l'adesione di Malta.
16 aprile 2003 Ad Atene Malta firma il Trattato di adesione.
1º maggio 2004 Entra in vigore il Trattato di adesione.
27 febbraio 2007 Malta presenta richiesta di essere sottoposta all'esame sulla convergenza.
16 maggio 2007 La Banca centrale europea e la Commissione europea pubblicano le loro relazioni sul rispetto dei parametri di Maastricht da parte di Malta, nelle quali propongono l'adesione di Malta all'eurozona a partire dal 2008.
21 giugno 2007 Consiglio europeo autorizza l'adozione dell'euro per Malta.
10 luglio 2007 Dopo la decisione dei Capi di Stato o di Governo, i Ministri dell'Economia e delle Finanze (Ecofin) abrogano la deroga della quale Malta godeva per l'adozione della moneta fissando il seguente tasso irrevocabile di conversione: 1 euro = 0,4293 lire maltesi.
21 dicembre 2007 Malta aderisce agli Accordi di Schengen.
1º gennaio 2008 Adotta l'euro che sostituisce definitivamente la lira maltese il 31 gennaio.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Malta è una repubblica parlamentare fondata sulla democrazia rappresentativa, il cui sistema parlamentare e di amministrazione pubblica è modellato sulla base del sistema Westminster.

La Camera dei deputati, assemblea legislativa monocamerale composta da 65 membri, conosciuta come Kamra tad-Deputati, viene eletta a suffragio universale tramite voto singolo trasferibile ogni 5 anni. Può essere sciolta prima della scadenza della legislatura solo dal Presidente, su consiglio del Primo Ministro. Se il partito che ha la maggioranza dei voti non ottiene anche la maggioranza assoluta dei seggi, riceve seggi aggiuntivi attribuiti ai migliori perdenti. Il partito che conquista la maggioranza forma il governo.

Secondo la Costituzione maltese il Presidente nomina il Primo Ministro, che è in genere il leader del partito, che forma il gabinetto.

Il Presidente della Repubblica viene eletto ogni 5 anni dalla Camera dei Deputati.

La magistratura è indipendente, secondo il modello anglosassone.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni di Malta.

Dalla riforma del 30 giugno 1993, Malta è stata suddivisa in 68 "Consigli locali" (in maltese: Kunsilli Lokali), raggruppati in tre regioni.

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Demograficamente l'isola si presenta divisa tra un unico grande agglomerato urbano nella zona costiera orientale e una zona più disabitata nella parte interna e occidentale. In realtà, nonostante la limitata popolazione, l'ordinamento amministrativo risulta suddiviso in 91 città. Le più notevoli sono:

La Valletta fondata nel 1566 è la capitale di Malta sebbene abbia solo 6 315 abitanti. Ha il titolo di "Città Umilissima". Questa città può essere chiamata semplicemente Valletta o anche "Il-Belt" (La Città). La nuova capitale barocca di Malta, considerata patrimonio Unesco, è il centro nevralgico delle attività commerciali e amministrative dell'isola. La città-fortezza nasce sulla roccia della penisola del Monte Sceberras, a picco sul mare, con due profondi porti naturali, Marsamxett e Grand Harbour. Il nome lo deve al Gran Maestro dell'Ordine di San Giovanni, Jean Parisot de la Valette.

Medina, conosciuta anche come "Città Silenziosa" fu l'antica capitale. Si tratta di un fortino dalle mura arabe e dall'architettura medievale che abbraccia palazzi in stile barocco. Oggi vi abitano solo 258 persone, per lo più nobili ed ecclesiastici. Ha il titolo di "Città Notabile"; infatti può essere chiamata anche semplicemente "Notabile" o "L-Imdina".

Cottonera (Kottonera) è in realtà l'unione di Tre città (Tliet Ibliet): Vittoriosa anche detta "Birgu" (2 691 abitanti); Cospicua anche detta Bormla (5 642 abitanti); Senglea anche detta "Invicta" o "Isla" (3 500 abitanti). Tutte e tre si possono visitare via mare su piccoli barchette (Luzzi e Dghajsa).

Birkirkara con 21 258 abitanti è la città più popolosa di Malta.

Da Rabat, situata accanto a Medina, è possibile entrare nelle catacombe di San Paolo.

Sliema zona dello shopping.

Victoria e la Cittadella a Gozo. Anche queste sono esempi di costruzioni medievali.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema politico di Malta, Presidenti della Repubblica di Malta e Primi ministri di Malta.
Edward Fenech Adami, Presidente di Malta tra il 2004 e il 2009.

I principali partiti politici sono il Partito Nazionalista (Partit Nazzjonalista, di ispirazione democristiana e pro-europea) e il Partito Laburista (Partit Laburista, d'ispirazione socialista e neutralista).

Elezioni del 9 marzo 2013[modifica | modifica wikitesto]

Partito Voti  % Seggi
Partito Laburista 161.479 55,1 38
Partito Nazionalista 131.004 43,1 29
Alternativa Democratica 5.471 1,8 -
Indipendenti 22 0,0 -
Schede bianche/nulle 3.415 - -
Totale 298.000   67

Elezioni dell'8 marzo 2008[modifica | modifica wikitesto]

votanti 93,3%

  • partito % voti seggi
  • PN 49,34 35
  • PL 48,79 34
  • AD 1,31 0
  • AN 0,50 0

Elezioni del 12 aprile 2003[modifica | modifica wikitesto]

votanti 96,0%

  • partito % voti seggi
  • PN 51,8 35
  • PL 47,5 30
  • AD 0,7 0

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia di Malta.
Il turismo è una delle maggiori fonti di guadagno per Malta. Nell'immagine St. Peter's Pool, nei pressi di Marsaxlokk.

Le maggiori risorse di Malta sono il calcare, una posizione geografica favorevole e una forza lavoro molto produttiva. Malta produce circa il 20% del proprio fabbisogno, ha risorse idriche d'acqua potabile limitate e nessuna fonte di energia domestica. L'economia dipende degli scambi con l'estero, dal settore manifatturiero (in particolare tessile ed elettronico) e dal turismo. Quest'ultimo è aumentato in maniera vertiginosa negli anni e ha portato alla costruzione di numerose strutture turistiche sull'isola.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forze armate maltesi.

Le Forze armate maltesi hanno la struttura e le dimensioni di una piccola brigata interforze, con un comando centrale al quale fanno capo tre reggimenti della componente terrestre, uno Air Wing ed il Maritime Squadron.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Malta, Grimaldi Lines, Virtu Ferries Limited e Eliporto di Gozo.
Un autobus di La Valletta (2006)

Per un periodo piuttosto breve Malta ha avuto anche il trasporto ferroviario e tranviario, dismessi il primo nel 1931 e il secondo nel 1929. La circolazione stradale è a sinistra come nel Regno Unito. I caratteristici autobus di Malta sono stati sostituiti da autobus moderni, e rimangono in uso su servizi turistici non di linea.

L'Aeroporto Internazionale di Malta (IATA: MLA, ICAO: LMML) è l'unico aeroporto dell'arcipelago maltese, e serve perciò tutto il Paese. Trovandosi nel territorio di Luqa, è a volte chiamato Aeroporto di Luqa o anche Aeroporto della Valletta, dato che dista solo 8 km dalla capitale La Valletta. Dall'Italia l'arcipelago è raggiungibile grazie ai molti aeroporti che coprono la tratta Italia-Malta. I collegamenti marittimi sono operati dalla compagnia italiana Grimaldi Lines e dalla compagnia maltese Virtu Ferries Limited che collega al porto di Pozzallo in Sicilia. I trasporti tra Gozo e Malta sono assicurati dalla Gozo Channel Company Limited che opera un servizio traghetti tra le due isole mentre dall'eliporto di Gozo sono attivi voli charter in elicottero.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cultura di Malta.

La cultura di Malta rispecchia le influenze di culture differenti, tra cui l'Italia e il Regno Unito, che governò Malta fino al 1964. Dal 2012 è attiva a Malta la Mediterranean Academy of Culture, Tourism and Trade, una ONG impegnata nel valorizzare il dialogo tra i popoli del mediterraneo.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura di Malta.

Nonostante le piccole dimensioni, Malta ha una ricchissima scena letteraria. La prima opera risale al medioevo, ed e' una poesia in maltese medioevale scritta da Pietru Caxaro, Xideu ja gireni. Molti intellettuali hanno commentato la poesia tra i quali i Professor Arnold Cassola[30], il Professor Joseph M. Brincat[31] e il romanziere Frans Sammut[32].

Nell'Ottocento vi fu un vero e proprio "rinascimento" letterario con figure come Gian Anton Vassallo (1817-1868)[33] e altri.

Il poeta nazionale di Malta, Carmelo Psaila ("Dun Karm") (1871-1961), scrisse in maltese, inglese, italiano e esperanto. Un bellissimo studio sulla sua poesia e' stato scritto dal poeta e romanziere Oliver Friggieri[34] e un altro ancora dal poeta e regista teatrale Mario Azzopardi[35].

Il dopoguerra vide la comparsa del Movimento Risveglio Letterario, con personaggi come Oliver Friggieri (poi divenuto Professore di Maltese all'Università di Malta), Frans Sammut (1945-2011), il "romanziere nazionale", Alfred Sant (poi divenuto Primo Ministro di Malta, 1996-1998), Lino Spiteri (poi divenuto Ministro delle Finanze in due governi, 1981-1987, 1996-1997), e altri ancora.

Oggi la letteratura maltese e' dominata da opere in maltese (Alex Vella Gera[36] e Guze' Stagno ad esempio) e alcune in inglese (Francis Ebejer[37] ad esempio).E ci sono anche opere in italiano, come le poesie del Giudice J.J. Cremona[38] e l'ebook Il Sindaco di Racalmusci, di Albert Caruana[39].

Media[modifica | modifica wikitesto]

La televisione a Malta iniziò il servizio nel 1959. Le cinque maggiori emittenti sono: TVM, One Television, Net Television, Smash Television e Favourite Channel e trasmettono in free to air nella televisione analogica terrestre. È presente anche la televisione via cavo, gestita da Melita Group; la televisione satellitare è usata per vedere i canali in lingua inglese della BBC e in lingua italiana della Rai e della Mediaset.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato maltese di baseball.

Il baseball è particolarmente sviluppato, al massimo campionato partecipano 4 squadre e nel campionato di seconda divisione partecipano 3 squadre. Dal 2009 sono tutte incorporate nel campionato italiano di baseball. Oltre al baseball si possono praticare molti sport marittimi come il diving, il wind surf e la vela. Cambiando genere, ci sono percorsi per praticare bicycling o trekking e rock climbing accessibili a tutti i livelli. Questi sport sono praticabili sia da professionisti che da principianti per tutto l'anno.

Squadre iscritte nella massima serie[modifica | modifica wikitesto]

  • Mellieha Northenders
  • Gozo Tornadoes
  • Devils
  • Mustang

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato maltese di calcio.

A Malta il calcio è seguito con passione, sia quello locale, sia quelli internazionali (soprattutto inglese e italiano). Il campionato nazionale va da ottobre a maggio ed è composto da 10 squadre. La nazionale tiene i propri incontri in casa nello stadio nazionale ad Attard.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Isole da visitare[modifica | modifica wikitesto]

  • Malta (si divide in "Malta Xlokk" - "Malta dello Scirocco" e "Malta Majjistral" - "Malta del Maestrale")
  • Gozo (Għawdex)
  • Comino (Kemmuna)
  • Cominotto (Kemmunett)
  • Filfla (Filfola) - quest'isola è visitabile solo dal largo, non è possibile visitarla via terra

Città d'interesse culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato del pesce di Marsaxlokk.

Malta

Gozo (Għawdex)

Alcuni luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I caratteristici "gallariji".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

George Cross - nastrino per uniforme ordinaria George Cross
«Per onorare questo popolo coraggioso, concedo la George Cross all'Isola di Malta per ricompensarla dell'eroismo e della devozione che l'ha resa famosa nella storia»
— 15 aprile 1942

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fonte: Globalgeografia.com.
  2. ^ L'italiano di malta: quale lingua? Bollettino Itals giugno 2009
  3. ^ http://www.linguasiciliana.org/2007/07/malta/
  4. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  5. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  6. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  7. ^ Eurobarometer - Europeans and their Languages, pag. 13 e tabella pag. 152
  8. ^ http://www.ragusanews.com/articolo/41233/se-la-crimea-e-russa-malta-e-siciliana
  9. ^ Vedi id=Bs0NAAAAQAAJ&printsec=titlepage&hl=it Notizie storiche sull'etimologia dei nomi appropriati a varie località dell'isola di Malta, Achille Ferris, 1862
  10. ^ Tra domani e lunedì potrebbe nevicare anche a Malta! Non succede dal 31 gennaio 1962 - Meteo Web
  11. ^ "Malta, sì al divorzio Ma la battaglia continua" articolo di Massimo Introvigne
  12. ^ Malta, vince referendum sul divorzio: “importante per separare Stato e Chiesa” uaar.it
  13. ^ Ahmadiyya Muslim Jamaat Malta[1]
  14. ^ The Jewish Community of Malta http://www.jewsofmalta.org/
  15. ^ Seventh-day Adventist Church in Malta http://www.adventist.org.mt/
  16. ^ Situazione dell'italiano a Malta.
  17. ^ (EN) The new member states of the European Union: linguistic demography and language policies, gencat.net. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  18. ^ Palaeolithic Man in the Maltese Islands, A. Mifsud, C. Savona-Ventura, S. Mifsud
  19. ^ Robin Skeates, An Archaeology of the Senses: Prehistoric Malta, Oxford University Press, 2010, pp. 124–132, ISBN 978-0-19-921660-4.
  20. ^ Mark Patton, Islands in time: Island sociogeography and Mediterranean Prehistory. London: Routledge, 2002
  21. ^ Old Temples Study Foundation, OTSF. URL consultato il 31 marzo 2009.
  22. ^ Daniel Cilia, Malta Before History (2004: Miranda Publishers) ISBN 99909-85-08-1
  23. ^ Sean Sheehan, Malta, Marshall Cavendish, 2000, ISBN 0-7614-0993-9.
  24. ^ Archaeology and prehistory, Aberystwyth, The University of Wales. URL consultato il 31 marzo 2009.
  25. ^ Ancient mystery solved by geographers, Port.ac.uk, 20 aprile 2009. URL consultato il 14 novembre 2010.
  26. ^ Mottershead, Derek; Alastair Pearson & Martin Schaefer, The cart ruts of Malta: an applied geomorphology approach in Antiquity, vol. 82, nº 318, 2008, pp. 1065–1079.
  27. ^ Daniel Cilia, "Malta Before Common Era", in The Megalithic Temples of Malta. Retrieved 28 January 2007.
  28. ^ Salvatore Piccolo, Antiche Pietre. La Cultura dei Dolmen nella Preistoria della Sicilia sud-orientale, Morrone ed., Siracusa 2007.
  29. ^ David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 1998, ISBN 88-17-11577-0, vol. I, p. 291
  30. ^ http://melitensiawth.com/incoming/Index/Peter%20Caxaro%27s%20Cantilena/04.pdf
  31. ^ http://melitensiawth.com/incoming/Index/Peter%20Caxaro%27s%20Cantilena/06.pdf
  32. ^ V. Azopardi: Il Piccolo Dizionario Ghaqda tal-Malti - Univerista', 2009
  33. ^ The Poems of Ġan Anton Vassallo collected for the first time by Oliver Friggieri - The Malta Independent
  34. ^ Dun Karm, the national poet of Malta - Springer
  35. ^ Dun Karm: Bejn il-Vatikan, id-Duce u l-kuruna : noti dwar l-attivita letterarja f'Malta fi zmien Mussolini: Amazon.co.uk: Mario Azzopardi: Books
  36. ^ Interview with Alex Vella Gera | The Sunday Circle Online Magazine
  37. ^ Francis Ebejer: Leap of Malta Dolphins (Slovene edition) | KUD AAC Zrakogled
  38. ^ President of Malta - Book Launch JJ Cremona
  39. ^ Il Sindaco di Racalmusci e altri racconti dall'introterra maltese eBook: Albert Caruana: Amazon.it: Kindle Store

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Del Vecchio, Per Malta, Volpe editore, Roma, 1967.
  • L. Mizzi, Il-Kaz, PEG Publications, Valletta, 2003.
  • A. Scicluna Sorge, Italianità di Malta, Soc. naz. Dante Alighieri, 1942.
  • G. Vignoli, I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana, Giuffrè, Milano, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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