Storia della Germania
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Preistoria ed età antica Medioevo Età moderna Età contemporanea
Il dopoguerra |
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La storia della Germania è caratterizzata da una grande complessità, ed è strettamente dipendente dalla definizione che si assume come corretta per collocare politico-geograficamente la "Germania" stessa.
Come stato nazionale, la Germania non esiste fino al 1871. In precedenza, la Germania poteva essere vista unicamente come una regione culturale con molti territori, ognuno con il suo grado di indipendenza, e i suoi eventi storici.
Questo articolo delinea velocemente ogni periodo della storia tedesca; i dettagli sono presentati in articoli separati (vedi sommario a fianco e i rimandi qui di seguito).
[modifica] Tribù germaniche
| Per approfondire, vedi le voci Germani e Germania Magna. |
[modifica] Lotta contro Roma
| Per approfondire, vedi la voce Guerre romano-germaniche. |
[modifica] Il Regno dei Franchi
| Per approfondire, vedi la voce Franchi. |
Facendo seguito ad un secolo e mezzo di crescente pressione sulla frontiera Romana, le tribù di (Vandali, Burgundi, Alani e Svevi), stazionate lungo il Reno, attraversarono il fiume nel 407, stabilendo successivamente dei Regni Germanici di breve durata in parti delle moderne Francia e Spagna.
Il Regno dei Franchi comunque sarebbe durato, in varie forme, per diversi secoli, sotto le dinastie Merovingia e Carolingia. Sotto Carlo Magno, che soggiogò la Baviera nel 788 e la Bassa Sassonia nell'804 e venne incoronato imperatore nell'800, il regno si estendeva sopra quasi tutta la Francia e la Germania odierne, formando il nucleo di entrambe le future nazioni..
[modifica] Il Sacro Romano Impero
[modifica] Il Medioevo
| Per approfondire, vedi la voce Medioevo tedesco. |
[modifica] La Riforma e la Guerra dei Trent'anni
| Per approfondire, vedi le voci Riforma protestante e Guerra dei trent'anni. |
[modifica] Dalle paci di Westfalia alla dissoluzione dell'Impero
| Per approfondire, vedi le voci La Germania nel XVII secolo e La Germania nel XVIII secolo. |
[modifica] Unificazione, l'ascesa della Prussia, e la Confederazione Tedesca (1806-1866)
| Per approfondire, vedi le voci Prussia e Confederazione Tedesca. |
Dopo il collasso dell'Impero nel 1806 e la sconfitta finale di Napoleone a Waterloo, il Congresso di Vienna del 1815 ridisegna la mappa dell'Europa. Uno stato unitario tedesco non venne formato; al suo posto i diversi stati sovrani della Germania formarono semplicemente una blanda confederazione, la Confederazione Tedesca, nella quale due componenti dominanti erano in competizione: Austria e Prussia.
Nei decenni successivi, le monarchie dei vari stati si concentrarono sul tenere a bada le forze liberali, temendo che la Rivoluzione Francese si ripetesse in Germania. Durante quel periodo, il liberalismo (ovvero la richiesta di riforme politiche in senso democratico) venne legata strettamente al nazionalismo (la richiesta di una Germania unita). Dopo una lunga contesa, nel 1848, la rivolta scoppiò a Berlino, e il re Federico Guglielmo IV di Prussia fu costretto a promettere ai dimostranti una monarchia costituzionale. Un'Assemblea Nazionale venne eletta per tutti gli Stati Tedeschi, che convennero a Francoforte per stilare la nuova costituzione. Per il momento in cui questo fu fatto, comunque, il movimento si era ritirato, e re Federico Guglielmo si rifiutò di prendere la corona di tale stato. La rivoluzione era fallita.
Dopo di che, la Germania si sarebbe unificata solo sotto la pressione della leadership militare prussiana, in uno stato comparabilmente autoritario.
[modifica] L'Impero Tedesco (1871-1918)
| Per approfondire, vedi la voce Impero tedesco. |
I successi militari prussiani, particolarmente nella Battaglia di Königgrätz del 1866 contro l'Austria e nella Guerra franco-prussiana (1870-1871), portarono alla formazione della Germania come stato nazionale dominato dall'influenza della Prussia, con l'Austria che venne lasciata fuori dalla porta.
Il nuovo stato era retto da una monarchia costituzionale: il parlamento (Reichstag) veniva eletto a livello nazionale e aveva il potere legislativo. Era invece nominato dall'Imperatore (Kaiser) il Cancelliere del Reich, che rappresentava l'esecutivo. Questi non aveva però alcun potere di legiferare, a differenza dei colleghi degli stati democratici parlamentari, ed era quindi dipendente dal Reichstag, che poteva in qualsiasi momento mettere in crisi il governo e costringerlo alle dimissioni.
L'impero ebbe tre sovrani: Guglielmo I (già re di Prussia, fu proclamato imperatore a Versailles nel 1871), Federico III (1888, l'Anno dei tre imperatori), e Guglielmo II, dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale, abdicò nel 1918, pur continuando a mantenere il titolo di Re di Prussia: ciò fu inutile, dato che poco dopo fu proclamata la repubblica in tutta la Germania.
Quello dell'Impero fu un periodo di grande crescita economica ottenuta con l'industrializzazione, che arrivò relativamente tardi in Germania, ma anche di nazionalismo e militarismo, che è evidente nell'idea del Drang nach Osten. Il Trattato di Versailles del 1919, che mise fine alla prima guerra mondiale, ritenne la Germania responsabile dello scoppio della guerra, e trasferì grosse fette di territorio tedesco ai suoi vicini ad est e ovest. Questa volta le rivolte rivoluzionarie avrebbero portato la Germania al suo primo tentativo di stabilire una repubblica democratica.
[modifica] La Repubblica di Weimar (1919-1933)
| Per approfondire, vedi la voce Repubblica di Weimar. |
La Repubblica di Weimar del primo dopoguerra (1919-1933) fu un tentativo di stabilire un regime pacifico liberale e democratico in Germania. Ad ogni modo, il governo fu severamente limitato e afflitto da problemi economici e dalla debolezza inerente della costituzione di Weimar.
Nei primi anni continue rivolte, sia da destra che da sinistra (1919-1923), e l'iperinflazione del 1923 dovettero essere sconfitte. Negli anni seguenti le condizioni migliorarono, grazie al rilassamento nei pagamenti delle riparazioni di guerra e al miglioramento delle relazioni con gli ex-nemici. Una successione di governi di coalizione riportò un certo livello di ordine e prosperità fino all'arrivo della Grande depressione del 1930.
Il nuovo declino economico, combinato con i ricordi dell'iperinflazione del 1923 e l'opposizione nazionalista derivante dalle condizioni draconiane del Trattato di Versailles, minarono il governo di Weimar da dentro e da fuori. Adolf Hitler e il suo "Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi" (NSDAP, o Partito Nazista) capitalizzò la situazione e la crescente disoccupazione. Facendo leva sui temi razziali e sulla promessa di ridare un lavoro ai disoccupati i Nazisti diedero la colpa dei mali tedeschi a una cospirazione ebraica, sostenendo che la prima guerra mondiale era stata persa a causa del tradimento interno (la cosiddetta Dolchstosslegende).
[modifica] Ascesa e sconfitta del Nazismo (1933-1945)
| Per approfondire, vedi la voce Germania Nazista. |
Dopo che l'NSDAP ebbe guadagnato la maggioranza relativa del voto popolare nelle due elezioni generali del 1932, Hitler venne nominato Reichskanzler (Cancelliere) dal Presidente Paul von Hindenburg il 30 gennaio 1933, con l'aiuto di monarchici, magnati dell'industria e conservatori come quelli del Partito Nazionalista (DNVP). Dopo la morte di Hindenburg (agosto 1934), Hitler combinò presidenza e cancellierato nel titolo di Führer (capo) della Germania Nazista. Una volta al potere, Hitler e il suo partito, prima minarono e poi abolirono le istituzioni democratiche e i partiti di opposizione , per arrivare a fondare il "Terzo Reich"; vedi Gleichschaltung per i dettagli.
In sei anni, il regime nazista preparò la nazione alla seconda guerra mondiale e attuò le leggi discriminatorie contro gli ebrei e altri gruppi di presunta origine non-germanica. La leadership nazista tentò di rimuovere o soggiogare la popolazione ebraica della Germania Nazista, e in seguito quella delle nazioni occupate, attraverso la deportazione forzata e, da ultimo, con il genocidio conosciuto come Olocausto. Una politica simile venne attuata nei confronti delle popolazioni Rom e Sinti, dei Gay, degli obbiettori di coscienza e dei Testimoni di Geova.
Dopo essersi annessa, prima l'Austria (marzo 1938) e quindi la regione dei Sudeti, in Cecoslovacchia (ottobre 1938), ed essersi presa il resto delle terre Ceche come "Protettorato del Reich") (marzo 1939), la Germania Nazista, nel settembre 1939 invase la Polonia, rompendo il patto di non aggressione e dando il via alla seconda guerra mondiale. La parte occupata della Polonia venne convertita in un laboratorio per le politiche demografiche naziste, chiamato Governatorato Generale.
Per il 1945,la Germania Nazista e i suoi alleati dell'Asse (Italia fascista e Impero giapponese) vennero sconfitti – principalmente dalle forze di USA, URSS e Regno Unito. gran parte dell'Europa giaceva in rovine, decine di milioni di persone erano state uccise, molte di queste erano civili, così come i sei milioni di ebrei uccisi nell'olocausto. La seconda guerra mondiale risultò nella distruzione delle infrastrutture politiche ed economiche della Germania, portando alla sua divisione, a una notevole perdita di territorio ad Est e al peso di un'eredità umiliante.
[modifica] La Germania dal 1945
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Germania dal 1945. |
I tedeschi si riferiscono spesso al 1945 come alla Stunde Null (ora zero) per descrivere il collasso quasi totale della loro nazione. Alla Conferenza di Potsdam, la Germania venne divisa in quattro zone di occupazione dagli Alleati; le tre zone occidentali avrebbero formato la Repubblica Federale Tedesca, mentre la zona Sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca, entrambe fondate nel 1949.
Negli anni sessanta venne in essere il desiderio di confrontarsi con il passato nazista. Manifestazioni di massa acclamarono la nuova Germania. Era nata la generazione del dopoguerra. Femminismo, ambientalismo e antinazionalismo divennero parti fondamentali dell'identità tedesca. Willy Brandt divenne cancelliere. Egli diede un importante contributo alla riconciliazione tra est e ovest. Attiva fin dal 1968, la Rote Armee Fraktion porto avanti una serie di attacchi terroristici, nella Germania Ovest, che si protrassero fino agli anni novanta.
La separazione delle due Germanie durò fino alla fine della Guerra Fredda, quando nel 1989 cadde il Muro di Berlino e la Repubblica federale di Germania assorbì i territori della Repubblica democratica sancendone la fine: tale evento è ricordato come la Riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990.
[modifica] Voci correlate
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