Defenestrazione di Praga (1618)
La terza defenestrazione di Praga, avvenuta il 23 maggio 1618, fu l'evento scatenante della guerra dei Trent'Anni.
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Antefatto [modifica]
Il Regno di Boemia era governato fin dal 1526 dagli Asburgo che non avevano mai imposto il principio di cuius regio, eius religio sulla popolazione, largamente protestante.
L'imperatore Rodolfo II, fiaccato dai rovesci nella guerra coi turchi e dall'aggravarsi della propria malattia mentale, stava venendo rimpiazzato alla guida del Sacro Romano Impero dal fratello minore Mattia. Per aumentare la propria influenza in Boemia, Rodolfo promulgò la Lettera di Maestà che garantiva libertà di culto ed il diritto di costruire chiese e scuole confessionali ai sudditi boemi.
Dopo la morte di Rodolfo, avvenuta nel 1612, Mattia divenne imperatore e nel 1617 elesse suo cugino Ferdinando II re di Boemia. Quest'ultimo era un fervente sostenitore della controriforma e poco bendisposto nei confronti della maggioranza protestante e dei diritti ed essa concessi.
Lo scontro si ebbe quando Ferdinando impedì la costruzione di alcune cappelle protestanti, la quale stava avvenendo su terreni appartenenti alla chiesa cattolica che i riformati, dal canto loro, sostenevano essere di proprietà del re e denunciarono la violazione della lettera di maestà.
La defenestrazione [modifica]
Al castello di Hradčany, noto anche come Pražský hrad (ovvero "Castello di Praga"), il 23 maggio 1618 alcuni rappresentanti dell'aristocrazia, galvanizzati dal Conte Thurn, catturarono due governatori imperiali, Jaroslav Martinitz e Wilhelm Slavata, e li lanciarono fuori dalle finestre del castello insieme a un loro segretario Philip Fabricius.
Questi caddero morbidamente sui detriti del fossato del castello, Slavata svenne, ma nessuno di loro si ferì gravemente [1]. Fabricius poco dopo fu nominato nobile dall'imperatore con il titolo di von Hohenfall (letteralmente caduto dall'alto).
La sopravvivenza dei tre delegati imperiali fu vista, in ambienti cattolici, come una grazia divina e il segno che la lotta cattolica era più che approvata da Dio.
Conseguenze [modifica]
Alla defenestrazione di Praga seguì la rivolta degli abitanti della Boemia e dei possedimenti asburgici circostanti; i ribelli elessero loro re Federico V del Palatinato, invocando l'aiuto dell'Unione Evangelica. Dopo alcuni successi limitati dei boemi, le forze imperiali procedettero all'invasione e pacificazione dei territori ribelli, culminata nella netta vittoria della battaglia della Montagna Bianca.
Note [modifica]
- ^ Cicely Veronica Wedgwood, La guerra dei trent'anni, Milano, Enrico Dall'Oglio editore, 1964, pag. 76 e 77 (nell'edizione originale: The Thirthy Years War, London, Jonathan Cape, traduzione dall'inglese di Antonio Cettuzzi)