Battaglia di Tannenberg (1914)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Battaglia di Tannenberg
i generali Hindenburg e Ludendorff sul campo di battaglia di Tannenberg
i generali Hindenburg e Ludendorff sul campo di battaglia di Tannenberg
Data 17 agosto - 2 settembre 1914
Luogo presso Olsztyn nell'attuale Polonia
Esito Vittoria tedesca
Schieramenti
Comandanti
Paul von Hindenburg (comandante VIII armata)
Erich Ludendorff (capo di stato maggiore VIII armata)
Paul von Rennenkampf (comandante I armata)
Aleksandr Samsonov (comandante II armata)
Effettivi
150.000 uomini 180.000 uomini
Perdite
20.000 uomini 30.000 morti e feriti
95.000 prigionieri
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La Battaglia di Tannenberg fu il primo grande scontro della Prima guerra mondiale sul Fronte orientale; svoltasi fra il 17 agosto ed il 2 settembre 1914, si concluse con una completa vittoria delle forze tedesche che, guidate dal generale Paul von Hindenburg e dal suo abile capo di Stato maggiore generale Erich Ludendorff, accerchiarono, dopo alcuni momenti di difficoltà, le truppe russe che erano avanzate in Prussia orientale. La vittoria, pur non decisiva, permise all'esercito tedesco di fermare l'invasione russa e soprattutto diede grande fama in Germania al generale von Hindenburg che negli anni successivi avrebbe raggiunto, insieme al suo collaboratore Erich Ludendorff, una grande influenza sulla condotta militare e politica del Reich durante la guerra mondiale.

Forze in campo[modifica | modifica sorgente]

L'VIII armata tedesca, comandata dal generale Hindenburg, col generale Ludendorff come capo di stato maggiore e il colonnello Max Hoffmann come capo delle operazioni, schierava circa 150.000 uomini, divisi in 6 divisioni di fanteria di linea, 3 divisioni di fanteria della riserva, 3 divisioni di territoriali (Landwehr), una divisione di cavalleria e 774 cannoni.

La II armata russa (Armata del Narew), comandata dal generale Samsonov, schierava circa 180.000 uomini, divisi in 9 divisioni e mezza di fanteria, 3 divisioni di cavalleria e 738 cannoni.

Premesse[modifica | modifica sorgente]

Dopo la vittoria russa di Gumbinnen, l'esercito russo avanzava nella Prussia orientale, per accerchiare le forze tedesche presso Königsberg, diviso in due armate: la I, più a nord, al comando del generale Rennenkampf, la II, a sud-est, al comando del generale Samsonov. Tuttavia i cattivi rapporti tra i due comandanti russi portavano le due armate ad agire senza una buona coordinazione, mentre il terreno difficile rendeva arduo il loro rifornimento, e la trasmissione in chiaro (non cifrata) dei loro messaggi radio permetteva ai tedeschi di conoscere in anticipo le loro mosse.

Il comando tedesco, spaventato dal rischio di una sconfitta sul fronte orientale prima del conseguimento della vittoria decisiva contro Francia e Regno Unito sul fronte occidentale, inviò rinforzi (tre corpi d'armata) dal fronte occidentale (indebolendo così le proprie forze prima della battaglia decisiva della Marna).

Il generale Aleksandr Vasil'evič Samsonov, comandante della 2ª Armata russa

Il 20 agosto il generale von Prittwitz apprendeva da un dispaccio del quartier generale di essere stato esonerato dal comando che passava all'anziano e poco conosciuto generale Paul von Beneckendorf von Hindenburg con capo di stato maggiore il generale Erich Ludendorff, già famoso tra i militari tedeschi e protagonista della recente vittoria di Liegi. Il generale Helmuth von Moltke inviò un importante lettera al generale Ludendorff, che si trovava ancora in Belgio, in cui sottolineava la gravità della situazione in Prussia orientale e la piena fiducia riposta nella sua energia e nelle sue qualità di capo militare[1].

Il 22 agosto il generale Ludendorff arrivò a Coblenza dove il capo di stato maggiore von Moltke e il Kaiser lo accolsero cordialmente e confermarono l'importanza dell'incarico affidatogli; dal quartier generale tedesco il generale, dopo aver appreso che l'armata si stava ritirando lentamente verso ovest, inviò subito un telegramma ai comandanti dei corpi d'armata con le prime direttive operative. Questi ordini stabilivano che, mentre il 17º corpo d'armata del generale August von Mackensen e il 1º corpo d'armata di riserva del generale Otto von Below sarebbero rimasti fermi sulle posizioni in attesa di nuove disposizioni, il 1º corpo d'armata del generale Hermann von François si sarebbe portato subito verso sud per ferrovia e avrebbe appoggiato il 20º corpo del generale Friedrich von Scholtz che stava rallentando l'avanzata principale dei russi[2].

Il nuovo comando dell'VIII armata tedesca sviluppò un ambizioso e pericoloso piano per sconfiggere rapidamente e separatamente le forze russe, prima ancora di ricevere i rinforzi: sfruttando la migliore rete ferroviaria e viaria, l'armata lasciò solo una piccola parte delle proprie truppe a fronteggiare l'armata di Rennenkampf a est, che peraltro aveva sospeso l'avanzata per riorganizzarsi, mentre il grosso delle forze tedesche fu concentrato più a sud, contro l'armata di Samsonov.

Svolgimento[modifica | modifica sorgente]

Movimenti sul fronte est 30 agosto 1914

Dal 22 agosto, l'armata di Samsonov aveva ripreso l'avanzata, ma la sua ala sinistra fu bloccata davanti a Tannenberg dalle trincee tedesche.

Entro la mezzanotte del 25 agosto il generale Ludendorff diramò gli ordini finali per la controffensiva dell'VIII armata: l'ala destra russa sarebbe stata attaccata dal XVII corpo e dal I corpo di riserva; al centro le forze nemiche sarebbero state bloccate frontalmente dal XX corpo, infine sul fianco destro tedesco il generale von François, comandante del I corpo, avrebbe sferrato l'attacco per aggirare il fianco sinistro russo. Il generale Ludendorff era estremamente teso e preoccupato per la situazione generale, in particolare temeva il possibile intervento da nord della I armata russa[3].

Il generale Paul von Hindenburg, nuovo comandante in capo dell'8ª Armata tedesca Il generale Paul von Hindenburg, nuovo comandante in capo dell'8ª Armata tedesca
Il generale Paul von Hindenburg, nuovo comandante in capo dell'8ª Armata tedesca
Il generale Erich Ludendorff, capo di stato maggiore dell'8ª Armata

Il 26 agosto il VI corpo d'armata russo al comando del generale Blagovečenskij avrebbe dovuto effettuare la marcia di trasferimento verso il centro dello schieramento prevista dal generale Samsonov; il movimento ebbe inizio ma ben presto la notizia dell'avvistamento di ingenti forze tedesche individuate a nord provocò confusione tra le truppe russe. Una divisione del VI corpo ritornò indietro per affrontare le truppe tedesche, ritenute inizialmente reparti in ritirata di fronte alla I armata del generale Rennenkampf. Si trattava in realtà del XVII corpo d'armata del generale von Mackensen che era passato all'offensiva: la divisione russa fu attaccata e respinta; la seconda divisione del VI corpo russo interruppe a sua volta la marcia e cercò di venire in aiuto tornando indietro ma si disgregò lungo la strada dispendendosi nei boschi e incappando nelle truppe tedesche del I corpo di riserva del generale von Below passate a loro volta all'attacco[4].

Col fianco destro pericolosamente scoperto, solo il centro dello schieramento russo aveva ottenuto qualche successo con l'occupazione di Allenstein da parte del XIII Corpo d'armata.

Il 27 agosto anche l'ala destra tedesca, con alcuni giorni di ritardo dovuti al rifornimento di munizioni, passò all'offensiva nel settore di Tannenberg, ricacciando indietro il I Corpo d'armata russo. Samsonov, per stabilizzare il proprio fronte, ritirò dal Allenstein il XIII Corpo d'armata e concentrò le sue truppe verso Tannenberg.

Alla sera del 28 agosto la situazione russa era chiaramente insostenibile: con le ali della sua armata in ritirata, e il centro impossibilitato ad ottenere altri successi, Samsonov decise di ritirarsi e chiese aiuto alla 1ª Armata di Rennenkampf. Il piano di Hoffman prevedeva una rapida avanzata per tagliare la ritirata alla II armata, tuttavia Ludendorff colto dal panico aveva deciso di richiamare le truppe del generale François dall'inseguimento che disubbidendo all'ordine riuscì il 29 agosto a chiudere il grosso della II armata in una sacca ad est di Tannenberg, mentre la marcia di soccorso di Rennenkampf era disturbata dalla cavalleria tedesca.

Il 30 agosto, con la resa degli ultimi reparti russi, la battaglia fu pressoché conclusa.

Perdite[modifica | modifica sorgente]

95.000 russi furono catturati, altri 30.000 circa feriti o uccisi. Fra i morti russi il generale Samsonov, morto suicida (il corpo venne ritrovato in mezzo ad altri caduti russi con un foro di proiettile in testa ed in mano la rivoltella), che il 30 agosto aveva detto al proprio capo di stato maggiore: "Come comparire di nuovo al suo cospetto [al cospetto dello Zar] dopo un simile disastro?"[5]. Soltanto 10.000 uomini, prevalentemente appartenenti ai fianchi già in ritirata, riuscirono a sfuggire alla cattura. I tedeschi catturarono inoltre più di 500 cannoni e molto equipaggiamento, che richiese 60 treni per essere trasportato nelle retrovie. L'esercito tedesco perse meno di 20.000 uomini.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Annientata la II armata russa, l'armata di Hindenburg poté concentrare le sue forze contro la I armata di Rennenkampf, aprendo così la strada alla vittoria tedesca nella battaglia dei Laghi Masuri.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Ludendorff aveva datato il dispaccio della vittoria dalla località di Frogenau, il generale Hoffmann (la cui condotta durante la battaglia era stata fondamentale per la vittoria) gli consigliò di datarlo da Tannenberg, teatro nel 1410 della battaglia di Grunwald, in cui un antenato del generale Hindenburg era caduto combattendo coi cavalieri dell'Ordine Teutonico contro i lituani[6].

Pare che i russi trasmettessero i loro ordini e piani di battaglia via radio senza cifrarli (cosa talmente insensata che lasciò perplessi anche i tedeschi) perché non ritenevano i tedeschi capaci di tradurli, o forse perché temevano che i loro addetti alle comunicazioni non sarebbero stati in grado di decifrarli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R.Asprey, L'Alto comando tedesco, pp. 57 e 67.
  2. ^ R.Asprey, L'Alto comando tedesco, p. 67.
  3. ^ B.Tuchman, I cannoni di agosto, p. 343.
  4. ^ B.Tuchman, I cannoni di agosto, p. 351.
  5. ^ Martin Gilbert - La grande storia della prima guerra mondiale, vol. 1 pag. 69/70
  6. ^ Martin Gilbert - La grande storia della prima guerra mondiale, vol. 1 pag. 70

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]