Battaglia di Tannenberg (1914)

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Battaglia di Tannenberg
Bundesarchiv Bild 103-121-018, Tannenberg, Hindenburg auf Schlachtfeld.jpg
i generali Hindenburg e Ludendorff sul campo di battaglia di Tannenberg
Data 17 agosto - 2 settembre 1914
Luogo presso Olsztyn nell'attuale Polonia
Esito Vittoria tedesca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
150.000 uomini 180.000 uomini
Perdite
37.000 uomini[1] 30.000 morti e feriti[1]
90.000 prigionieri[1]
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La Battaglia di Tannenberg fu il primo grande scontro della Prima guerra mondiale sul Fronte orientale; svoltasi fra il 17 agosto ed il 2 settembre 1914, si concluse con una completa vittoria delle forze tedesche che, guidate dal generale Paul von Hindenburg e dal suo abile capo di Stato maggiore generale Erich Ludendorff, accerchiarono, dopo alcuni momenti di difficoltà, le truppe russe che erano avanzate in Prussia orientale.

La vittoria, pur non decisiva, permise all'esercito tedesco di fermare l'invasione russa e soprattutto diede grande fama in Germania al generale von Hindenburg che negli anni successivi avrebbe raggiunto, insieme al suo collaboratore Erich Ludendorff, una grande influenza sulla condotta militare e politica del Reich durante la guerra mondiale.

Il "rullo compressore" russo all'inizio della Grande Guerra[modifica | modifica sorgente]

« Il nostro obiettivo è la distruzione dell'esercito tedesco »
(Affermazione dello zar Nicola II dopo l'inizio della guerra mondiale[2])

Dopo l'inattesa sconfitta nella guerra contro il Giappone nel 1905, l'Impero russo aveva iniziato, in parte con l'aiuto finanziario della Francia, un grande programma di riforme militari allo scopo di migliorare in modo radicale l'efficienza dell'apparato bellico e raggiungere la superiorità militare su tutti i possibili nemici europei[3]. Nel 1914 l'esercito russo, forte di 1.500.000 soldati, era il più grande del mondo ed era previsto un ulteriore incremento numerico fino a raggiungere una forza effettiva entro il 1917 di 2 milioni di uomini[4]; i piani di sviluppo prevedevano inoltre di migliorare l'equipaggiamento delle truppe, potenziare il sistema delle comunicazioni ferroviarie e rafforzare l'artiglieria campale che già superava numericamente quella tedesca.

Un reggimento di fanteria russa in marcia.

Inoltre la dirigenza politico-militare dell'Impero aveva radicalmente modificato la pianificazione strategica passando da progetti difensivi ad ambiziosi piani offensivi; l'esercito imperiale russo entrò in guerra nel 1914 con un piano di schieramento che prevedeva che due armate avrebbero attaccato al più presto in Prussia orientale. Venne stabilito, in accordo con lo stato maggiore dell'alleato francese, che entro il quindicesimo giorno dalla mobilitazione i russi avrebbero attaccato la Prussia orientale in coordinamento con la prevista offensiva generale dell'esercito francese all'ovest. Il grosso delle forze terrestri russe, altre cinque armate raggruppate nel Fronte Sud-occidentale, avrebbe invece sferrato l'offensiva più importante contro l'Impero Austro-Ungarico[5].

Alla vigilia della guerra europea la potenza e la dimensione dell'esercito imperiale impressionavano e intimorivano le altre grandi potenze; in particolare in Germania era diffusa la sensazione di una minaccia crescente contro il territorio tedesco[6]. Tra gli alleati occidentali dell'Impero, sia nell'opinione pubblica sia tra i dirigenti politico-militari, era presente un grande ottimismo; si parlava del cosiddetto "rullo compressore russo", l'inarrestabile macchina bellica slava in grado di schiacciare con il peso dei suoi milioni di "mugiki-soldati" le potenze germaniche e marciare su Berlino[7].

La potenza militare dell'Impero russo in realtà era molto sopravvalutata; erano presenti ancora gravi debolezze organizzative e materiali; le armi e le munizioni disponibili non ero sufficienti, l'artiglieria era numerosa ma inferiore a quella tedesca, l'apparato logistico-organizzativo era molto inefficiente. Gli stati maggiori e l'alto comando erano carenti dal punto di vista tecnico e inoltre erano lacerati da discordie e rivalità[8]. I soldati russi, provenienti in gran parte dalla popolazione contadina, in generale erano coraggiosi, disciplinati e molto resistenti, ma le loro qualità positive vennero vanificate dall'inefficienza organizzativa e dalla impreparazione degli alti comandi[9].

Forze in campo[modifica | modifica sorgente]

Il Granduca Nicola, comandante in capo dell'esercito russo Il Granduca Nicola, comandante in capo dell'esercito russo
Il Granduca Nicola, comandante in capo dell'esercito russo
Il generale Yakov Žilinskij, comandante in capo del Fronte Nord-occidentale

L'VIII armata tedesca, comandata dal generale Hindenburg, col generale Ludendorff come capo di stato maggiore e il colonnello Max Hoffmann come capo delle operazioni, schierava circa 150.000 uomini, divisi in 6 divisioni di fanteria di linea, 3 divisioni di fanteria della riserva, 3 divisioni di territoriali (Landwehr), una divisione di cavalleria e 774 cannoni.

La II armata russa (Armata del Narew), comandata dal generale Samsonov, schierava circa 180.000 uomini, divisi in 9 divisioni e mezza di fanteria, 3 divisioni di cavalleria e 738 cannoni.

Invasione russa della Prussia orientale[modifica | modifica sorgente]

« Tutti i successi sul fronte occidentale saranno vani se i russi giungono a Berlino »
(Affermazione del generale Helmuth von Moltke, capo di stato maggiore dell'esercito tedesco, prima dell'inizio della guerra[10])

Successi iniziali russi[modifica | modifica sorgente]

Dopo la vittoria russa di Gumbinnen, l'esercito russo avanzava nella Prussia orientale, per accerchiare le forze tedesche presso Königsberg, diviso in due armate: la I, più a nord, al comando del generale Rennenkampf, la II, a sud-est, al comando del generale Samsonov. Tuttavia i cattivi rapporti tra i due comandanti russi portavano le due armate ad agire senza una buona coordinazione, mentre il terreno difficile rendeva arduo il loro rifornimento, e la trasmissione in chiaro (non cifrata) dei loro messaggi radio permetteva ai tedeschi di conoscere in anticipo le loro mosse.

Il comando tedesco, spaventato dal rischio di una sconfitta sul fronte orientale prima del conseguimento della vittoria decisiva contro Francia e Regno Unito sul fronte occidentale, inviò rinforzi (tre corpi d'armata) dal fronte occidentale (indebolendo così le proprie forze prima della battaglia decisiva della Marna).

Il generale Aleksandr Vasil'evič Samsonov, comandante della 2ª Armata russa
Il generale Paul von Hindenburg, nuovo comandante in capo dell'8ª Armata tedesca Il generale Paul von Hindenburg, nuovo comandante in capo dell'8ª Armata tedesca
Il generale Paul von Hindenburg, nuovo comandante in capo dell'8ª Armata tedesca
Il generale Erich Ludendorff, capo di stato maggiore dell'8ª Armata

Cambio di comando nell'8ª Armata tedesca[modifica | modifica sorgente]

Il 20 agosto il generale von Prittwitz apprendeva da un dispaccio del quartier generale di essere stato esonerato dal comando che passava all'anziano e poco conosciuto generale Paul von Beneckendorf von Hindenburg con capo di stato maggiore il generale Erich Ludendorff, già famoso tra i militari tedeschi e protagonista della recente vittoria di Liegi. Il generale Helmuth von Moltke inviò un importante lettera al generale Ludendorff, che si trovava ancora in Belgio, in cui sottolineava la gravità della situazione in Prussia orientale e la piena fiducia riposta nella sua energia e nelle sue qualità di capo militare[11].

Il 22 agosto il generale Ludendorff arrivò a Coblenza dove il capo di stato maggiore von Moltke e il Kaiser lo accolsero cordialmente e confermarono l'importanza dell'incarico affidatogli; dal quartier generale tedesco il generale, dopo aver appreso che l'armata si stava ritirando lentamente verso ovest, inviò subito un telegramma ai comandanti dei corpi d'armata con le prime direttive operative. Questi ordini stabilivano che, mentre il XVII corpo d'armata del generale August von Mackensen e il I corpo d'armata di riserva del generale Otto von Below sarebbero rimasti fermi sulle posizioni in attesa di nuove disposizioni, il I corpo d'armata del generale Hermann von François si sarebbe portato subito verso sud per ferrovia e avrebbe appoggiato il XX corpo del generale Friedrich von Scholtz che stava rallentando l'avanzata principale dei russi[12].

Il nuovo comando dell'VIII armata tedesca sviluppò un ambizioso e pericoloso piano per sconfiggere rapidamente e separatamente le forze russe, prima ancora di ricevere i rinforzi: sfruttando la migliore rete ferroviaria e viaria, l'armata lasciò solo una piccola parte delle proprie truppe a fronteggiare l'armata di Rennenkampf a est, che peraltro aveva sospeso l'avanzata per riorganizzarsi, mentre il grosso delle forze tedesche fu concentrato più a sud, contro l'armata di Samsonov.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

L'offensiva della 2ª Armata russa[modifica | modifica sorgente]

Situazione il 23 agosto 1914.

Il 22 agosto, i corpi d'armata centrali dell'armata del generale Samsonov attaccarono in forze il XX corpo d'armata del generale Scholtz; dopo aspri combattimenti i russi guadagnarono terreno e il XV corpo d'armata del generale Martos occupò le cittadine di Soldau e Neippenburg dove, dopo presunti episodi di resistenza armata da parte di civili, i russi bombardarono la piazza principale e occuparono le abitazioni. Il 23 agosto il generale Samsonov, sollecitato dal generale Žilinskij ad accelerare l'offensiva per tagliare la ritirata dei tedeschi che si presumeva fossero in ripiegamento completo sotto la pressione da est dell'armata del generale Rennenkampf[13], portò avanti sulla destra del XV corpo d'armata, anche il XIII corpo d'armata del generale Klujew e il VI corpo d'armata del generale Blagovečenskij, mentre la sera il generale Martos riprese l'avanzata da Neippenburg e si preparò ad attaccare la linea di resistenza principale del generale Scholtz posizionata tra i villaggi di Orlau e Frankenau[14].

Un gruppo di soldati tedeschi catturati dall'esercito russo.

Il generale Žilinskij continuava a mettere sotto pressione il generale Samsonov; egli riteneva che le forze tedesche fossero "insignificanti" e che fosse essenziale "lanciare un offensiva molto vigorosa"[15]; il comandante in capo del Fronte Nord-Occidentale era convinto che il generale Rennenkampf stesse continuando a tenere impegnato il grosso delle forze tedesche e che stesse avanzando secondo i piani. In realtà invece il comandante della 1ª Armata russa non era più in contatto con il nemico di cui ignorava la posizione precisa; egli inoltre il 23 agosto aveva deciso di riprendere l'offensiva ma non verso sud-ovest per avvicinarsi con il generale Samsonov ma verso ovest direttamente in direzione della piazzaforte di Königsberg dove temeva che i tedeschi avrebbero potuto mettere in pericolo il suo fianco destro. Il generale Žilinskij, apparentemente convinto che i tedeschi fossero ormai in fuga dietro la Vistola, non intervenne per modificare gli ordini del generale Rennenkampf[15].

Il 24 agosto il generale Samsonov, sotto la pressione degli ordini del generale Žilinskij, quindi riprese l'avanzata da Neidenburg e sferrò un attacco in forze contro la linea difensiva del generale Scholtz tra Orlau e Frankenau; il XV corpo d'armata del generale Martos aprì la sua azione con un potente sbarramento di artiglieria che colpì duramente le posizioni nemiche; i soldati russi mostrarono grande tenacia e progressivamente guadagnarono terreno pur subendo perdite elvatissime attaccando allo scoperto sotto il fuoco delle mitragliatrici tedesche[16]. Dopo essere giunti a 600 metri dalla posizione di resistenza principale nemica, i russi rimasero fermi su precarie trincee durante la notte e all'alba attaccarono le linee tedesche e sfondarono l'ala destra del XX corpo d'armata; i tedeschi si ritirarono dopo aver abbandonato le mitragliatrici e due cannoni[17]. Il XIII corpo del generale Klujew tuttavia non intervenne a sostegno delle truppe del generale Martos e il generale von Scholtz potè ripiegare con ordine su una posizione più arrestrata di circa quindici chilometri; le perdite erano state elevate da entrambe le parti, alcuni reparti russi furono decimati, in totale il XV corpo d'armata contò 4.000 morti e feriti; le perdite tedesche furono di circa 6.000 soldati[16]. Il generale von Scholtz completò con ordine il suo ripiegamento entro la notte del 25 agosto e posizionò il suo nuovo quartier generale nel villaggio di Tannenberg[17].

I movimenti dei corpi d'armata tedeschi per attaccare la 2ª Armata russa a Tannenberg.

Il generale Samsonov aveva ottenuto alcuni successi iniziali e l'offensiva sembrava procedere regolarmente; egli riteneva decisivo muovere con la sua armata verso ovest invece che verso nord come previsto dai piani iniziali; in questo modo la 2ª Armata non si avvicinava all'armata del generale Rennenkampf ma Samsonov credeva che i tedeschi fossero in ritirata generale e considerava essenziale intercettare la linea della Vistola e soprattutto la ferrovia strategica Allenstein-Osterode. Il generale comunicò ottimisticamente al generale Žilinskij che, raggiunte quelle posizioni, sarebbe stato possibile marciare "verso il cuore della Germania"[18]. In realtà la situazione della 2ª Armata, nonostante l'avanzata in Prussia orientale, stava diventando pericolosa; le condizioni delle truppe erano critiche a causa delle gravi carenze di vettovagliamento dovute all'inefficienza dei servizi di retrovia e alla mancanza di vie di comunicazione attraverso il difficile territorio boscoso e paludoso. Le truppe russe erano indebolite e stanche; i villaggi erano stati abbandonati dalla popolazione e non fornivano risorse per i soldati. Il generale Žilinskij venne informato delle difficoltà di rifornimento delle sue armate ma egli, isolato nel suo quartier generale arretrato di Volkovysk, non diede peso a queste notizie e invece sollecitò il generale Samsonov ad accelerare l'avanzata verso la Vistola[19].

Contemporaneamente anche i nuovi comandanti dell'8ª Armata tedesca si trovavano di fronte a scelte strategiche decisive; il 24 agosto i generali von Hindenburg e Ludendorff arrivarono al quartier generale del generale Scholtz a Tannenberg per valutare la situzione: il comandante del XX corpo descrisse le condizioni delle sue forze e apparve relativamente ottimista[20]. I due comandanti tedeschi non avevano ancora preso la decisione più importante riguardo l'impiego del XVII corpo d'armata e del I corpo d'armata di riserva che erano stati ritirati dalla prima linea contro il generale Rennenkampf ma erano rimasti fermi in posizione arretrata in attesa di ulteriori disposizioni strategiche; nel frattempo il generale von François era ancora impegnato nella difficile missione di trasferimento ferroviario del suo I corpo d'armata a sud[21]. In questa fase i tedeschi furono aiutati dall'intercettazione di messaggi radio non codificati inviati dal generale Samsonov ai suoi comandati subordinati in cui venivano descritte le missioni tattiche previste per il 25 agosto. Dopo aver appreso queste importanti informazioni, il generale Ludendorff e il generale von Hindenburg, coadiuvati dal tenente colonnello Hoffmann, la sera del 24 agosto decisero infine di concentrare tutte le forze contro la 2ª Armata e quindi venne ordinato al generale von Mackensen e al generale von Below di muovere con la massima velocità verso sud per attaccare il fianco destro del generale Samsonov[20][22].

La manovra d'accerchiamento tedesca[modifica | modifica sorgente]

Fanteria tedesca in marcia durante la battaglia.

Il generale Ludendorff era deciso ad accelerare i tempi e iniziare al più presto la battaglia decisiva contro l'armata del generale Samsonov; egli non aveva ancora informazioni precise sui movimenti dell'armata del generale Rennenkampf e quindi comprendeva il grande rischio che stava correndo trasferendo l'intera massa dell'8ª Armata verso sud. Al mattino del 25 agosto il generale diede precisi ordini al generale von François di sferrare subito l'attacco sull'ala sinistra russa in direzione di Usdau con il I corpo d'armata. Il comandante del I corpo d'armata tuttavia non aveva ancora completato il trasferimento ferroviario delle sue forze; in particolare non erano ancora arrivate le essenziali batterie dell'artiglieria pesante e mancavano le riserve di munizioni. Di conseguenza il generale von François rifiutò, dopo essersi consultato con il tenente colonnello Hoffmann e il generale von Scholtz, di eseguire l'ordine e chiese un rinvio[23].

Il quartier generale dell'8ª Armata tedesca osserva il campo di battaglia.

Il generale Ludendorff si recò subito al posto di comando del I corpo d'armata in compagnia del generale von Hindenburg e del tenente colonnello Hoffmann; egli ebbe un violento scontro verbale con il generale von François e ribadì brutalmente che l'ordine d'attacco andava eseguito[23]. L'atmosfera si rilassò più tardi grazie alle notizie ricevute attraverso due nuovi messaggi non codificati russi intercettati che davano precise indicazioni sui movimenti del generale Rennenkampf e del generale Samsonov; da questi messaggi risultava che il generale Rennenkampf stava avanzando lentamente verso ovest e non sembrava in grado di accorrere in aiuto della 2ª Armata russa. I generali Ludendorff e von Hindenburg e il tenente colonnello Hoffmann appresero con sollievo queste notizie che sembravano confermare la possibilità di effettuare con successo la manovra progettata di concentrazione di tutte le forze tedesche contro il generale Samsonov[24].

Entro la mezzanotte del 25 agosto il generale Ludendorff diramò quindi gli ordini finali per la controffensiva dell'8ª Armata: l'ala destra della 2ª Armata russa sarebbe stata attaccata dal XVII corpo del generale von Mackensen e dal I corpo di riserva del generale von Below; al centro le forze nemiche sarebbero state bloccate frontalmente dal XX corpo del generale von Scholtz, infine sul fianco destro tedesco il generale von François, comandante del I corpo, avrebbe finalmente sferrato l'attacco per aggirare il fianco sinistro russo. Il generale Ludendorff in realtà era estremamente teso e preoccupato per la situazione generale, in particolare continuava a temere il possibile intervento da nord della 1ª Armata russa[25]. Al mattino del 26 agosto giunsero effettivamente al quartier generale tedesco informazioni provenienti dalla ricognizione aerea che sembravano indicare che il generale Rennenkampf aveva messo in movimento verso sud la sua armata; il generale Ludendorff mostrò di nuovo forte nervosismo e apparentemente furono il tenente colonnello Hoffmann e il generale von Hindenburg che sostennero il morale del capo di stato maggiore dell'armata e superarono i suoi dubbi invitandolo a proseguire la manovra secondo i piani[26]. Un nuovo contrasto sorse quando al quartier generale giunse notizia che il generale von François aveva nuovamente rinviato, in contrasto con gli ordini, l'attacco del suo I corpo d'armata contro il fianco sinistro russo; il generale Ludendorff espresse estrema irritazione per il ritardo e reiterò i suoi ordini d'attacco, ma il generale von François, che era ancora in attesa dell'arrivo di tutta la sua artiglieria pesante, decise ugualmente di rinviare ancora l'offensiva al 27 agosto[27].

Il generale Friedrich von Scholtz, comandante del XX corpo d'armata Il generale Friedrich von Scholtz, comandante del XX corpo d'armata
Il generale Friedrich von Scholtz, comandante del XX corpo d'armata
Il generale Hermann von François, comandante del I corpo d'armata

Mentre al quartier generale tedesco infuriavano accesi contrasti, il generale Samsonov la sera del 25 agosto diramò a sua volta gli ordini ai suoi corpi d'armata; secondo le direttive del generale Žilinskij, la 2ª Armata avrebbe continuato l'offensiva in direzione della ferrovia strategica Allenstein-Osterode per minacciare la linea della Vistola; in questo settore avrebbero attaccato le forze del centro russo, costituite dal XV corpo del generale Martos, dal XIII corpo del generale Krujew e dal XXIII corpo del generale Kondratevič[28]. Il fianco sinistro, dove il generale Samsonov temeva un'attacco tedesco, sarebbe stato coperto dal I corpo d'armata del generale Artomonov; infine sull'ala destra era schierato in posizione isolata il VI corpo d'armata. In un primo tempo il generale Samsonov aveva deciso di tenere fermo sulle posizioni raggiunte il VI corpo, ma in un secondo momento egli decise invece di far affluire anche queste forze verso ovest per rafforzare il centro; il generale era apparentemente ignaro della presenza di grandi forze tedesche in movimento da nord che avrebbero potuto mettere in pericolo il suo fianco destro[29].

Il 26 agosto quindi il VI corpo d'armata russo al comando del generale Blagovečenskij diede inizio alla marcia di trasferimento verso il centro dello schieramento prevista dal generale Samsonov, ma ben presto la notizia dell'avvistamento di ingenti forze tedesche individuate a nord provocò confusione tra le truppe russe. Una divisione del VI corpo ritornò indietro per affrontare le truppe tedesche, ritenute inizialmente reparti in ritirata di fronte alla I armata del generale Rennenkampf. Si trattava in realtà del XVII corpo d'armata del generale von Mackensen che era passato all'offensiva secondo gli ordini del generale Ludendorff: la divisione russa fu attaccata e respinta; la seconda divisione del VI corpo russo interruppe a sua volta la marcia e cercò di venire in aiuto tornando indietro ma si disgregò lungo la strada dispendendosi nei boschi e incappando nelle truppe tedesche del I corpo di riserva del generale von Below passate a loro volta all'attacco[30]. Il generale Blagovečenskij non riuscì a controllare la situazione; il VI corpo d'armata aveva subito pesanti perdite ed era completamente disorganizzato; nella notte del 26-27 agosto il comandante del VI corpo diede l'ordine di ritirata generale; il movimento, effettuato nell'oscurita e malamente organizzato, si svolse nella confusione; una parte delle truppe russe venne respinta verso il lago di Bössau dove molti soldati annegarono[31]; l'ala destra dell'armata del generale Samsonov era ormai in completa ritirata e di conseguenza il centro dello schieramento russo si trovò con il fianco scoperto[32].

Situazione il 30 agosto 1914

Mentre il VI corpo d'armata russo subiva una dura sconfitta, il 26 agosto 1914 i corpi d'armata centrali del generale Samsonov avevano ripreso l'offensiva contro il XX corpo tedesco; il XV corpo del generale Martos sferrò l'attacco e raggiunse alcuni successi; il XIII corpo del generale Klujew occupò Allenstein. Sulla sinistra tuttavia una divisione del XXIII corpo fu messa in difficoltà da un contrattacco nemico e cedette terreno, intralciando l'avanzata del generale Martos; per sostenere il XV corpo anche il generale Klujew deviò verso sud-ovest, lasciando in parte scoperto il settore appena conquistato di Allenstein[33]. Il generale Samsonov si trovava il 26 agosto con il capo di stato maggiore generale Potovskij e gli altri ufficiali del quartier generale, tra cui era presente anche l'addetto militare britannico maggiore Knox, a Neidenburg dove venne raggiunto dalle allarmanti notizie delle difficoltà incontrate dal VI corpo d'armata e dal XXIII corpo d'armata; le truppe in confusa ritirata del XXIII corpo arrivarono a Neidenburg in un atmosfera di panico[33]. Il generale Samsonov divenne consapevole che la situazione della sua armata stava diventando difficile e che c'era il rischio di una doppia manovra di aggiramento da parte del nemico. Egli tuttavia non rinunciò a battersi; contando sull'imminente arrivo da nord dell'armata del generale Rennenkampf, decise di sferrare un nuovo attacco con i corpi d'armata di centro; il generale inoltre aveva piena fiducia nella capacità dell'eccellente I corpo d'armata del generale Artomonov di difendere il fianco sinistro dell'armata attestato a Usdau[33].

Al quartier generale del Fronte Nord-Occidentale il generale Žilinskij non sembrò comprendere il grave pericolo che stava correndo la 2ª Armata in mancanza di sostegno da parte delle forze della 1ª Armata; il 26 agosto il Granduca Nicola, comandante in capo dell'esercito russo su tutto il fronte orientale, arrivò a Volkovysk e sembrò preoccupato. Egli ordinò al generale Žilinskij di inviare subito in aiuto del generale Samsonov[34]. In un primo momento tuttavia il generale Žilinskij non modificò le sue disposizioni: il generale Rennenkampf ricevette l'ordine di inviare due corpi d'armata verso Königsberg, mentre gli altri due corpi d'armata avrebbero ripreso l'inseguimento del nemico. Il 27 agosto finalmente il generale Žilinskij sembrò allarmarsi per la situazione della 2ª Armata e sollecitò il generale Rennenkampf a muovere in avanti con urgenza la sua ala sinistra; questi ordini, inviati via radio senza codificazione, furono facilmente intercettati dal servizio informazioni dell'8ª Armata tedesca[35].

Il generale August von Mackensen, comandante del XVII corpo d'armata Il generale August von Mackensen, comandante del XVII corpo d'armata
Il generale August von Mackensen, comandante del XVII corpo d'armata
Il generale Otto von Below, comandante del I corpo d'armata di riserva

Il 27 agosto anche l'ala destra tedesca, con alcuni giorni di ritardo dovuti al rifornimento di munizioni, passò all'offensiva nel settore di Tannenberg, ricacciando indietro il I Corpo d'armata russo. Samsonov, per stabilizzare il proprio fronte, ritirò dal Allenstein il XIII Corpo d'armata e concentrò le sue truppe verso Tannenberg.

Alla sera del 28 agosto la situazione russa era chiaramente insostenibile: con le ali della sua armata in ritirata, e il centro impossibilitato ad ottenere altri successi, Samsonov decise di ritirarsi e chiese aiuto alla 1ª Armata di Rennenkampf. Il piano di Hoffman prevedeva una rapida avanzata per tagliare la ritirata alla II armata.

Mentre il generale von Scholtz era ancora impegnato con il XX corpo in duri e incerti scontri con le forze russe del XV corpo d'armata del generale Martos, il generale von Below riuscì a rioccupare Allenstein il 29 agosto con il I corpo d'armata di riserva minacciando il fianco destro nemico; i tedeschi ricacciarono indietro il XIII corpo d'armata del generale Klujew che si trovò rinserrato a Hohenstein in uno ristretto spazio boscoso tra due laghi masuriani. In questo settore i combattimenti furono particolarmente accaniti e la fanteria russa, nonostante il coraggio e la resistenza, subì perdite elevatissime sotto il fuoco micidiale dell'artiglieria tedesca del generale von Below[36].

prigionieri russi catturati a Tannenberg.

In questa fase peraltro secondo lo storico militare britannico Basil Liddell Hart, la conduzione tattica della battaglia da parte del generale Ludendorff divenne più confusa e le sue istruzioni contraddittorie non facilitarono l'azione dei subordinati; inoltre i generali von Mackensen e von Below operarono con scarsa cooperazione[37]. Di conseguenza il I corpo d'armata del generale von Below, invece di muovere a sud con un movimento aggirante a vasto raggio che avrebbe permesso di chiudere rapidamente l'accerchiamento, diresse subito verso Allenstein dove erano in corso accesi combattimenti, per sostenere il XX corpo d'armata. Una parte del XIII corpo d'armata russo, dopo essere stato decimato dal fuoco tedesco a Hohenstein, riuscì quindi a sfuggire verso sud-est. La sacca venne chiusa infine dal XVII corpo d'armata del generale von Mackensen che diresse con le sue forze decisamente a sud[37].

Il generale Ludendorff effettivamente il 28 agosto incontrò il generale von Scholtz a Frögenau e apparve molto preoccupato per un eventuale intervento del generale Rennenkampf e per un possibile cedimento del XX corpo d'armata schierato al centro delle posizioni tedesche; il generale era inoltre irritato dalla mancanza di informazioni provenienti dai generali von Below e von Mackensen[38]. Egli giunse al punto di ordinare al generale von François di arrestare l'avanzata verso est e invece deviare verso nord in direzione di Lahna per sostenere direttamente il XX corpo d'armata[39]. Il generale von François tuttavia non eseguì subito questo ordine e continuò a spingere il I corpo d'armata verso Neidenburg; infine anche il generale Ludendorff si convinse che il centro dell'armata era in grado di resistere e che la situazione tattica sul campo favoriva una manovra di accerchiamento generale del nemico. Il generale von François ricevette quindi l'approvazione per la sua manovra; egli avrebbe dovuto proseguire energicamente verso est da Neidenburg a Willenberg mentre il generale von Mackensen sarebbe sceso da nord per chiudere l'accerchiamento[39].

L'ultima fase dell'avanzata tedesca non fu agevole e venne resa particolamente problematica dalle difficoltà di collegamento e di movimento di grandi masse di soldati attraverso un terreno fittamente boscoso e paludoso. Il 29 agosto finalmente la cavalleria del generale von François entrò in contatto con i reparti d'avanguardia del XVII corpo d'armata del generale von Mackensen e la sacca venne chiusa; gran parte di tre corpi d'armata russi (XV, XIII e XXIII) erano ormai completamente accerchiati[39].

Disfatta dei russi[modifica | modifica sorgente]

Il generale russo Klujew, il comandante del XIII corpo d'armata catturato durante la battaglia, incontra il generale Hermann von François.

In realtà nonostante gli errori tattici tedeschi, la ritirata del XIII corpo d'armata del generale Klujew e del XV corpo d'armata del generale Martos verso sud-est per sfuggire all'accerchiamento si tramutò il 29 e il 30 agosto in una catastrofe; le due formazioni erano costituite da unità efficienti che si erano battute coraggiosamente per giorni, ma il ripiegamento si effettuò in disordine attraverso un difficile terreno boscoso e paludoso dove i reparti russi si disgregarono. Privi per giorni di rifornimenti, senza cibo nè acqua, i soldati russi durante la confusa ritirata subirono il fuoco delle mitragliatrici tedesche posizionate agli incroci delle piste all'interno delle paludi[40]. Anche gli ufficiali superiori e gli stati maggiori si dispersero sul terreno.

Il 30 agosto, con la resa degli ultimi reparti russi, la battaglia fu pressoché conclusa.

Perdite[modifica | modifica sorgente]

90.000 russi furono catturati, altri 30.000 circa feriti o uccisi. Fra i morti russi il generale Samsonov, morto suicida (il corpo venne ritrovato in mezzo ad altri caduti russi con un foro di proiettile in testa ed in mano la rivoltella), che il 30 agosto aveva detto al proprio capo di stato maggiore: "Come comparire di nuovo al suo cospetto [al cospetto dello Zar] dopo un simile disastro?"[41]. Soltanto 10.000 uomini, prevalentemente appartenenti ai fianchi già in ritirata, riuscirono a sfuggire alla cattura. I tedeschi catturarono inoltre più di 500 cannoni e molto equipaggiamento, che richiese 60 treni per essere trasportato nelle retrovie. L'esercito tedesco perse meno di 37.000 uomini.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

« La battaglia di Tannenberg cancella per sempre col ferro e col sangue, l'onta di una lontana disfatta »
(Affermazione riportata sui giornali di Berlino dopo la battaglia[42])

Annientata la II armata russa, l'armata di Hindenburg poté concentrare le sue forze contro la I armata di Rennenkampf, aprendo così la strada alla vittoria tedesca nella battaglia dei Laghi Masuri.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Cerimonia di commemorazione del fledmaresciallo von Hindenburg, durante il Terzo Reich nel memoriale di Tannenberg.
« Il maresciallo von Hindenburg ha dormito nel quartier generale di Tannenberg prima, dopo e - detto tra noi - anche "durante" la battaglia... »
(Affermazione del tenente colonnello Max Hoffmann, capo ufficio operazioni dell'8ª Armata tedesca [43])

Ludendorff aveva datato il dispaccio della vittoria dalla località di Frogenau, il tenente colonnello Max Hoffmann (la cui condotta durante la battaglia era stata fondamentale per la vittoria) gli consigliò di datarlo da Tannenberg, teatro nel 1410 della battaglia di Grunwald, in cui un antenato del generale Hindenburg era caduto combattendo coi cavalieri dell'Ordine Teutonico contro i lituani[44].

Pare che i russi trasmettessero i loro ordini e piani di battaglia via radio senza cifrarli (cosa talmente insensata che lasciò perplessi anche i tedeschi) perché non ritenevano i tedeschi capaci di tradurli, o forse perché temevano che i loro addetti alle comunicazioni non sarebbero stati in grado di decifrarli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c R. Asprey, L'Alto comando tedesco, p. 77.
  2. ^ B. Tuchman, I cannoni d'agosto, p. 245.
  3. ^ R. Asprey, L'Alto comando tedesco, pp. 37-38.
  4. ^ F. Fischer, Assalto al potere mondiale, p. 36.
  5. ^ R. Asprey, L'Alto comando tedesco, pp. 38-40.
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  8. ^ I. Montanelli-M. Cervi, Due secoli di guerre, vol. 7, pp. 22-23.
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  10. ^ B. Tuchman, I cannoni d'agosto, p. 347.
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  12. ^ R.Asprey, L'Alto comando tedesco, p. 67.
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  41. ^ Martin Gilbert - La grande storia della prima guerra mondiale, vol. 1 pag. 69/70
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robert Asprey, L'Alto comando tedesco, Rizzoli, 1993
  • Francesco Fadini, Caporetto dalla parte del vincitore, Mursia, 1998
  • Fritz Fischer, Assalto al potere mondiale, Einaudi, 1965
  • Martin Gilbert, La grande storia della prima guerra mondiale, Mondadori, 2000
  • Basil Liddell Hart, La prima guerra mondiale, BUR, 2000
  • Indro Montanelli-Mario Cervi, Due secoli di guerra, Editoriale Nuova, 1982
  • Barbara Tuchman, I cannoni d'agosto, Bompiani, 1999

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