Sommergibile
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Il sommergibile, è per definizione un'imbarcazione atta alla navigazione in superficie e che, all'occorrenza, può immergersi perdendo però manovrabilità e velocità. Caratteristiche distintive di alcuni sommergibili sono il sistema di propulsione Diesel elettrico e la presenza di un doppio scafo leggero che circonda parzialmente o totalmente quello resistente, necessario per creare ampi doppi fondi che, riempiti d’acqua, appesantiscono questo battello dal peso molto limitato.
Le strutture di sostegno del fasciame dello scafo leggero, poggiano sulle costole di quello resistente che, allo scopo, sono esterne. Esiste un doppio fondo tra i due scafi il cui fasciame è sorretto da paramezzali e madieri, nel quale si trovano, oltre alle casse di zavorra, anche i serbatoi del carburante e dell’olio lubrificante. La vela (cioè la torretta), di solito posta in posizione centrale, è, come la prora (a forma di testa di capodoglio e talvolta a goccia) e la poppa, quasi sempre a struttura non resistente. Le appendici di carena sono ridotte al minimo.
L’apparato motore è costituito da gruppi diesel (da uno a quattro, raramente di più) generatori che alimentano uno o più motore elettrico di potenza massima fino a 5000 CV, che aziona un’elica, oggi di norma del tipo a sette pale uncinate. Due o più batterie di accumulatori ricaricabili tramite i generatori consentono la navigazione in profondità con il solo motore elettrico.
Per navigare sott’acqua a una profondità superiore rispetto a quella periscopica (4-6 metri dal bordo della vela) viene utilizzato lo speciale dispositivo per l’aspirazione dell’aria e l’espulsione dei gas di scarico. Le velocità massime raggiungibili sono: 25 nodi in immersione con le batterie (autonomia di 15 miglia), 10-12 nodi navigando in superficie, condizione che permette di superare autonomie di 8000 miglia. Le dimensioni variano da 60 a 90 metri di lunghezza con diametro di 7-8 metri. La quota massima di profondità raggiungibile si aggira sui 300 metri. Il dislocamento varia di solito tra le 1000 e le 2000 tonnellate, ma non mancano esempi di unità con dislocamenti anche assai maggiori. L’equipaggio non supera di solito le 50 unità.
L’armamento è costituito da più tubi lanciasiluri allagabili, per siluri convenzionali dei tipi propulsi a elica inerziali o ad autoguida acustica oppure filoguidati, nonché da mitragliere antiaeree e spesso da un cannone di medio calibro installato nella vela e, in alcuni tipi, anche da una rampa per missili mare-aria.
I sommergibili sono idonei per il pattugliamento e la difesa subacquei, per l’attacco alle navi di superficie e anche per la posa di mine. Tuttavia, la notevole manovrabilità in emersione e le ridotte dimensioni li rendono mezzi temibili anche per azioni di commando lungo le coste.
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[modifica] Storia
Bisogna aspettare la guerra civile americana per vedere realizzato il primo sommergibile della storia, in realtà assai semplice e di portata limitata anche perché a propulsione umana. Per ottenere in immersione (ovvero con scarsità di ossigeno) l'energia necessaria a muoversi si adottarono i motori diesel (da usare in superficie) abbinati a generatori elettrici e batterie da usare durante l'immersione.
Durante la seconda guerra mondiale il fronte dove i sommergibili furono maggiormente usati fu la battaglia dell'Atlantico, durante la quale i tedeschi cercarono di impedire i rifornimenti alla Gran Bretagna provenienti dalle colonie britanniche e dagli Stati Uniti ed anche gli aiuti che angloamericani inviavano in Unione Sovietica.
L'introduzione della propulsione nucleare, nel secondo dopoguerra, ha permesso tempi di permanenza sott'acqua di settimane o mesi. Il primo sottomarino nucleare ad effettuare la traversata polare fu l'USS Nautilus, che fu anche il primo battello al mondo con questo tipo di propulsione; dopo di lui abbiamo il Seawolf e le classi Skate, Skipjack e Permit, ma si continuarono a costruire anche unità non nucleari e a modificare quelle diesel-elettriche esistenti. Un esempio di queste modifiche è rappresentato dai battelli del tipo Guppy (da Great underwater propulsion power), con propulsione diesel-elettrica potenziata per raggiungere velocità più elevate e maggiore autonomia in immersione. Dopodiché iniziò la sperimentazione, agli inizi degli anni '70, dei sottomarini nucleari della classe Los Angeles. Oggi i sottomarini nucleari più moderni sono quelli statunitensi della classe Seawolf e Virginia, ritenuti i più avanzati e veloci del mondo. Gli ultimi usciti dai cantieri di Groton in Connecticut sono l'USS Jimmy Carter, terzo e ultimo della classe Seawolf, e l'USS Texas della classe Virginia.
[modifica] Armamenti
L'arma principale di cui sono dotati i sommergibili è il siluro. La potenza di fuoco è data dal numero di tubi lanciasiluri approntati. I tubi possono essere prodieri o poppieri, ma non tutti i modelli di sommergibile dispongono di tubi poppieri. In alcuni modelli sono presenti un cannoncino leggero o una mitragliatrice brandeggiabile, sistemati a prua, che devono essere bloccate e protette prima dell'immersione e riallestite prima di poter essere utilizzate, rendendone così l'uso non immediato.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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