Operazioni navali nel mare Adriatico (1914-1918)

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Operazioni navali nel Mar Adriatico (1914-1918)
Data agosto 1914 - ottobre 1918
Luogo Mar Adriatico
Esito Inconclusivo
Schieramenti
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Le operazioni navali nel Mar Adriatico durante la prima guerra mondiale si svolsero tra la Marina austriaca e le varie unità della Regia Marina italiana, la Marina britannica e quella francese.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tali operazioni consistono principalmente in bombardamenti della costa adriatica della penisola italiana da parte della Marina austriaca e nelle operazioni dei sommergibili austro-tedeschi nel Mediterraneo.

L'Intesa cercò in tutti i modi di bloccare le navi austriache all'interno dell'Adriatico, fallendo però per quanto riguarda gli U-Boot. La campagna navale nel Mar Adriatico fu molto importante anche perché per la prima volta vennero usate due nuove armi: la mignatta di Raffaele Rossetti e il Motoscafo Armato Silurante di Luigi Rizzo. Queste due piccole armi italiane affondarono due navi da guerra austriache, la Viribus Unitis e la Szent István, nel 1918.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1914[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Una dreadnought austriaca a Pola

Il 6 agosto 1914 un patto anglo-francese diede alla Francia la leadership delle operazioni navali nel Mar Mediterraneo. In questo modo la flotta inglese nel Mediterraneo passò sotto il comando della Francia mentre Gibilterra e Malta divennero basi anche per i francesi.

In seguito alla dichiarazione di guerra all'Impero Austro-Ungarico venne ordinato alla flotta anglo-francese di dirigersi nel Mar Adriatico per creare un blocco navale sul Montenegro. Le forze dell'Intesa erano composte dalle navi da battaglia Courbet e Jean Bart, dall'incrociatore Julien de la Graviere, due squadroni di navi da battaglia pre-dreadnought, due squadroni di incrociatori e cinque squadroni di cacciatorpediniere di supporto. Gli inglesi fornirono due incrociatori pesanti e tre divisioni di cacciatorpediniere. Il 16 agosto venne affondato l'incrociatore leggero austriaco Zenta, poco distante da Antivari in Montenegro.

Per tutto il mese di agosto le operazioni navali austriache nell'Adriatico non furono altro che semplici bombardamenti navali della Serbia e del Montenegro. Il 9 agosto la pre-dreadnought britannica Monarch[senza fonte] colpì una stazione radio austro-ungarica a Budva mentre il cacciatorpediniere Panther bombardò il Monte Lovćen. Il 17 agosto sempre la Monarch bombardò una stazione radio montenegrina poco fuori Antivari e un'altra a Volovica Point, il 19 agosto. Nel frattempo uno squadrone francese bombardava le truppe nemiche lungo la penisola di Prevlaka.

Sia i francesi che gli austriaci spesero molto tempo e molte risorse per stendere estesi "campi" minati sott'acqua, in modo da colpire le navi nemiche che li attraversavano ignare di tutto.

La Goeben e la Breslau[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inseguimento della Goeben e della Breslau.

In luglio l'incrociatore da battaglia tedesco Goeben salpò da Trieste per Pola dove rimase ancorata assieme all'incrociatore Breslau. Il 1º agosto le due navi vennero inviato a Brindisi, poi a Messina per prelevare del carbone. Partirono per Istanbul il 6 agosto, nascondendosi dall'incrociatore britannico Gloucester.

Il 7 agosto la Flotta austriaca, composta da 6 corazzate, 2 incrociatori, 19 tra cacciatorpediniere e navi siluranti, salpò da Pola per scortare la Goeben e la Breslau attraverso le acque territoriali austriache, ritornando alla base il giorno seguente senza avvistare il nemico. Queste due poi ingaggiarono la Gloucester ma raggiunsero la Turchia senza danni il 10 agosto.

L'inverno[modifica | modifica wikitesto]

In novembre il sottomarino francese Cugnot tentò di penetrare nella baia di Cattaro ma venne scoperto dal cacciatorpediniere austriaco Blitz e dalla nave silurante Tb 57T. Lo stesso mese un altro sottomarino francese, il Curie attaccò il blocco protettivo della baia di Pola attendendo la possibilità di introdurvisi. Due giorni dopo, il 20 dicembre, il Curie finì in una trappola anti-sottomarini e fu costretto a tornare in superficie dove venne distrutto dal cacciatorpediniere austriaco Magnet e dal Tb 63T, con tre vittime. Gli austriaci recuperarono il relitto tra il dicembre 1915 e il febbraio 1915, riparandolo e rimettendolo in servizio in giugno come l'U-14.

Il 21 dicembre l'U-12 austro-ungarico silurò la corazzata francese Jean Bart presso l'isola di Saseno. La nave fu costretta a ritirarsi a Malta per le riparazioni.

1915[modifica | modifica wikitesto]

In febbraio il cacciatorpediniere francese Dague, mentre scortava la nave trasporto Whitehead ad Antivari, venne affondata da una mina. Nello stesso mese il sottomarino austriaco U-12 tentò invano di attaccare Capo Mendra e venne fermato da un sottomarino francese. Il cacciatorpediniere austriaco Csikós bombardò le posizioni montenegrine vicino ad Antivari.

In aprile l'U-5 austriaco fermò l'incrociatore francese Victor Hugo dall' Isola di Passo e silurò, dopo uno scontro durato due giorni, l'incrociatore Léon Gambetta, causando 684 morti francesi. Solo 137 marinai si salvarono. L'U-4 austriaco silurò, danneggiandolo, l'incrociatore leggero britannico Dublin. Nello stesso mese il cacciatorpediniere austriaco Warasdiner bombardò alcune postazioni nemiche ad Antivari.

Il bombardamento di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bombardamento navale di Ancona (1915).
La provincia di Ancona

Quando il 23 maggio l'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria, la flotta di quest'ultima agì rapidamente, attaccando la regione delle Marche.[1] Quel giorno il cacciatorpediniere Dinara e la lancia siluri Tb 53T bombardarono il porto di Ancona mentre il cacciatorpediniere Lika, in ricognizione tra Pelagosa e il Gargano, bombardò Vieste e sparò sul cacciatorpediniere italiano Turbine. Il 24 maggio l'intera flotta austriaca ancorata a Pola salpò per la costa adriatica della penisola italiana. La flotta includeva le corazzate Viribus Unitis, Tegetthoff e Prinz Eugen più otto pre-dreadnought. La flotta bombardò diverse città e altri obiettivi attorno e nella provincia di Ancona, specialmente il porto della città stessa.

I cannoni della SMS Tegetthoff (1912)

Il cacciatorpediniere Velebit bombardò l'aeroporto Città di Ferrara, fuori Ancona mentre la pre-dreadnought Radetzky e due navi siluranti, bombardarono Potenza Picena prima di rientrare a Pola. La corazzata Zrinyi, della stessa classe della Radetzky, con altre due navi siluranti, bombardò Senigallia, distruggendo un treno e danneggiando una ferrovia e un ponte. L'incrociatore leggero Admiral Spaun bombardò l'isola di Cretaccio, l'incrociatore corazzato Rimini, danneggiando un treno, il cacciatorpediniere Streiter colpì Torre Mileto, l'incrociatore leggero Novara attaccò una base navale e le batterie sue d'artiglieria costiera.

L'incrociatore leggero Helgoland, supportato da quattro cacciatorpediniere, dopo aver cannoneggiato il castello di Barletta, affondò il cacciatorpediniere italiano Turbine ( sacrificatosi per evitare maggiori danni alla città ), a Sud di Pelagosa[2]; il Turbine, in pattugliamento insieme al gemello Aquilone, intercettò l'incrociatore austro-ungarico il quale si gettò all'inseguimento; l'Aquilone fece rotta a sud mentre il Turbine si diresse a nord scambiando colpi con gli avversari ed allontanandoli dalla città ma lo Helgoland chiamò a raccolta i suoi cacciatorpediniere di scorta che serrarono le distanze con la nave italiana, la quale scambiati vari colpi con i caccia avversari e colpita due volte nei locali caldaie si arrese prima di affondare per permettere il trasbordo dei superstiti[2]. Nella stessa notte, i cacciatorpediniere austriaci Tatra e Csepel bombardarono il porto e le strutture ferroviarie di Manfredonia.

Infine gli idrovolanti bombardarono Venezia e gli hangar dell'aeroporto di Chiaravalle.

I raid dell'Intesa[modifica | modifica wikitesto]

Come risposta, il 5 giugno, quattro task force appartenenti a diversi paesi della Triplice Intesa attaccarono la costa adriatica dell'Impero Austro-Ungarico. Quattro incrociatori corazzati italiani, scortati da quattro cacciatorpediniere francesi, bombardarono Ragusavecchia; l'incrociatore britannico Dublin, scortato da cinque cacciatorpediniere italiani attaccò Donzella; l'incrociatore leggero Quarto, scortato da quattro cacciatorpediniere colpì Lagosta mentre l'incrociatore leggero Nino Bixio, assieme a due cacciatorpediniere italiani e due francesi bombardò l'isola di Lissa. Il 9 giugno, un forza congiunta di cacciatorpediniere italiani, inglesi e francesi attaccarono Capo Rondini, in Albania.

L'estate[modifica | modifica wikitesto]

L'incrociatore corazzato Sankt Georg e uno squadrone di navi siluranti bombardarono Rimini il 16 giugno, causando lievi danni. Il giorno seguente l'incrociatore Novara e l'incrociatore leggero Admiral Spaun affondarono il battello italiano Maria Grazia fuori Giulianova. Il 18 agosto bombardarono Rimini e Fano.

L'estate del 1915 fu un periodo positivo per i sottomarini austriaci. Il 10 giugno l'U-11 affondò il sottomarino italiano Medusa e la nave silurante Serpente. L'U-10 affondò la nave silurante PN 5 fuori Venezia il 16 giugno mentre, il 18 luglio l'U-4 affondò l'incrociatore corazzato Giuseppe Garibaldi e l'U-5 catturò il battello greco Cefalonia, vicino a Durazzo, il 29 agosto. Tutto ciò però non senza subire perdite: il 13 agosto l'U-3 venne affondato a Brindisi dal cacciatorpediniere francese Bisson, dopo che il sottomarino era stato danneggiato dall'incrociatore ausiliario italiano Città di Catania il giorno precedente.

In giugno gli aerei della k.u.k. Kriegsmarine bombardarono ripetutamente Bari e Brindisi, danneggiando lievemente con le mitragliatrici l'incrociatore britannico Amethyst mentre il peschereccio Schiehallion venne affondato da una mina. Il 2 luglio l'incrociatore corazzato Amalfi fu affondato fuori Venezia dal sottomarino tedesco UB-14. Il 18 luglio mentre l'incrociatore veloce Marsala bombardava la stazione di Gravosa, l'incrociatore Quarto e tre cacciatorpediniere italiani attaccarono le installazioni nemiche a Guiparra.

Il 28 luglio l'incrociatore leggero Helgoland, sette cacciatorpediniere e quattro torpediniere supportarono lo sbarco di truppe austriache a Pelagosa, respinte dal presidio italiano che vi si era installato lo 11 luglio. La cisterna d'acqua di Pelagosa venne danneggiata il 17 agosto quando una forza navale austriaca composta dagli incrociatori leggeri Helgoland, Saida e da quattro cacciatorpediniere bombardarono nuovamente l'isola e il giorno seguente gli italiani cominciarono l'evacuazione. Il 17 settembre l'incrociatore Helgoland fu silurato inefficacemente da un sottomarino italiano mentre rientrava alla base. L'ultimo atto in estate fu l'affondamento, il 26 settembre, della nave da battaglia italiana Benedetto Brin nella baia di Brindisi, da parte di un sabotatore austriaco che parlava italiano. Più di 450 uomini persero la vita.

Verso la fine di settembre l'Intesa creò il blocco del canale d'Otranto per impedire il passaggio di navi nemiche attraverso il canale stesso.

Dicembre[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi di dicembre il sottomarino francese Fresnel si arenò al largo dell'estuario del fiume Boiana per un errore di navigazione e fu affondato dal cacciatorpediniere austriaco Warasdiner. Il 5 dicembre l'Helgoland e tre cacciatorpediniere salparono verso il blocco del canale d'Otranto. Durante una ricognizione poco lontano dalla costa albanese e da San Giovanni di Medua, affondarono una nave sentinella italiana, tre motonavi cariche di munizioni e due golette armate.

Il 30 dicembre il sottomarino francese Monge venne speronato dall'incrociatore Helgoland e poi affondato definitivamente dal cacciatorpediniere Balaton.

1916[modifica | modifica wikitesto]

Durante il 1916 i sottomarini austriaci affondarono un buon numero di navi nemiche. L'U-11 catturò la nave ospedale italiana King Albert, il 18 gennaio a San Giovanni di Medua. L'U-6 affondò il cacciatorpediniere francese Renaudin il 16 marzo a Durazzo. L'8 giugno l'U-5 silurò e affondò la nave da trasporto truppe italiana Principe Umberto a Capo Linguetta. Sempre l'U-5 colpì un gruppo di cacciatorpediniere italo-francesi il 2 agosto e silurò la nave italiana Pantelleria a sud di Taranto il 14 agosto.

Il 15 settembre due idrovolanti austriaci, L.135 e L.132, bombardarono il sottomarino francese Foucault. L'L.135 riuscì ad affondare il sottomarino da cui riuscirono a salvarsi 27 marinai. Questo fu il primo caso nella storia dell'affondamento di un sottomarino da parte di un velivolo.

Lo stesso giorno il sottomarino francese Ampére colpì con due siluri la nave ospedale austriaca No. I. La nave dovette spiaggiare nella baia di Borovica per le riparazioni.

Nella notte tra il 22 e il 23 dicembre i cacciatorpediniere austriaci Scharfschuetze, Réka, Dinara e Velebit attaccarono una nave in pattuglia sul blocco del canale d'Otranto. Quest'ultimo chiedette aiuto ai cacciatorpediniere francesi Casque, Protet, Commandant-Rivière, Commandant-Bory, Dehorter e Boutefeu che stavano scortando un convoglio da Brindisi a Taranto. A causa di problemi nelle comunicazioni solamente il Casque e il Commandant-Rivière attaccarono, ma i locali caldaie del Casque furono colpite e la nave dovette ridurre la velocità a 23 nodi (43 km/h). Un ulteriore aiuto fu dato dagli italiani ABBA, Nievo e Pilo che salparono dal porto di Brindisi subito seguiti dall'incrociatore leggero inglese Gloucester, scortato dall'Impavido e dall'Irrequieto. Le navi italiane e quelle francesi si scontrarono nell'oscurità. L'ABBA speronò il Casque e pochi attimi dopo il Boutefeu speronò a sua volta l'ABBA. Mentre i vascelli danneggiati venivano rimorchiati in porto le navi austriache fuggirono nel buio della notte.

1917[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 1917, al ritorno dalla battaglia del canale d'Otranto, l'incrociatore inglese Dartmouth si trovò nel raggio d'azione del sottomarino tedesco UC 25, poco fuori Brindisi. Alle 13:30 l'UC 25 silurò la Dartmouth approssimativamente a cinquanta chilometri da Brindisi. La nave venne considerata perduta, ma venne recuperata e riportata in porto. Dopo aver saputo che la Dartmouth era stata colpita, la Boutefeu giunse in aiuto solamente per essere colpita da una mina depositata dall'UC 25.

Nell'agosto 1917 l'U-14 aveva già affondato navi per un tonnellaggio pari a più di 24 000 tonnellate, incluso il battello italiano Milazzo di 11.500 tonnellate di carico. L'U-5 silurò l'incrociatore francese Italia a Taranto, il 30 maggio, e il 16 novembre ll'U-43 danneggiò gravemente il battello italiano Oriona tra Brindisi e Valona.

La notte del 9 dicembre 1917 una squadriglia di MAS al comando del tenente di vascello Luigi Rizzo (Mas 9 e 13) entrò nella rada di Trieste poco prima della mezzanotte e, tagliati i cavi di acciaio delle tre ostruzioni che proteggevano il porto militare, vi si insinuò silurando alle 2.32 la corazzata "Wien", che affondò rapidamente, e la gemella "Budapest" che riportò solo lievi danni.

1918[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 febbraio 1918 il sottomarino Bernoulli fu perso dopo aver colpito una mina al largo di Cattaro.

Il 22 e il 23 aprile 1918 i cacciatorpediniere austriaci Triglav, Uzsok, Dukla, Lika e Csepel incrociarono i cacciatorpediniere inglesi Jackal e Hornet, l'australiano Torrens e il francese Cimeterre. L'Hornet venne danneggiato nello scontro che seguì. Gli austriaci, essendo stati scoperti, si ritirarono ben presto, seguiti dal Jackal, nonostante avesse perso l'albero maestro.

Il 20 settembre 1918 il sottomarino francese Cirçé venne silurato dall'austriaco UB-47, affondando con tutto l'equipaggio.

L'attacco a Premuda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impresa di Premuda.

Alle 3:30 del mattino del 10 giugno 1918 la corazzata austriaca Szent István, assieme alla Tegetthoff ed altre sette navi in rotta per il blocco del canale d'Otranto, fu colpita da due siluri lanciati dalla MAS-15 sotto il comando del capitano di corvetta Luigi Rizzo, vicino all'isola di Premuda, vicino a Zara in Croazia. In quel momento 1087 membri dell'equipaggio stavano dormendo e vennero colti di sorpresa, finendo poi nel caos totale. Un altro MAS lanciò un siluro contro la Tegetthoff ma il colpo non esplose. Mentre gli austriaci tentavano invano di salvare la nave i due MAS fuggirono nella notte.

La Santo Stefano (Szent István) mentre affonda

In seguito la Tegetthoff, che si era allontanata per fuggire ai siluri, tornò indietro recuperando la compagna e rimorchiandola fino a Pola. Nonostante il tentativo, le pompe non furono abbastanza potenti e la corazzata affondo lentamente fino ad essere sommersa completamente alle 6:12 del mattino, quasi tre ore dopo essere stata colpita.[1]

Perirono soltanto 89 uomini, relativamente pochi, e questo è dovuto al fatto che tutti i marinai dovevano imparare a nuotare prima di entrare in servizio nella k.u.k. Kriegsmarine.[1] Conseguentemente all'affondamento della Szent István, l'attacco programmato per il blocco del canale d'Otranto venne annullato.[1]

L'affondamento della Viribus Unitis[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impresa di Pola.

Il 1º novembre l'ex nave ammiraglia austriaca, la corazzata Viribus Unitis, venne affondata assieme al mercantile Wien mentre era all'ancora a Pola. Il maggiore del Genio Navale Raffaele Rossetti, assieme al compagno tenente medico Raffaele Paolucci, si avvicinarono alla corazzata con la Mignatta, il precursore del Siluro a Lenta Corsa, agganciando una mina magnetica allo scafo della nave, senza essere individuati dal nemico. Pochi giorni dopo la guerra sarebbe terminata.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Dario Petković: Ratna mornarica austro-ugarske monarhije, Pula 2004, ISBN 953-6250-80-2
  2. ^ a b Cacciatorpediniere Turbine - Vieste - Italia Itinerari