Genocidio armeno

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« Ragazzo mio, qual è la causa ancora oggi di tutto questo dolore? Non è aver perso delle persone care, o la nostra terra... È la consapevolezza di poter essere odiati così tanto. Che razza di umanità è che ci odia fino a questo punto e con che coraggio insiste nel negare il suo odio, finendo così per farci ancora più male?  »
(Charles Aznavour, nella parte del regista Edward Saroyan nel film Ararat - Il monte dell'Arca di Atom Egoyan)

L'espressione Genocidio armeno - talvolta Olocausto degli Armeni o Massacro degli Armeni (in lingua armena Հայոց Ցեղասպանութիւն - Medz Yeghern - "Grande Male", in turco Ermeni Soykırımı "Genocidio armeno") - si riferisce a due eventi distinti ma legati fra loro: il primo è relativo alla campagna contro gli armeni condotta dal sultano ottomano Abdul-Hamid II negli anni 1894-1896; il secondo è collegato alla deportazione ed eliminazione di armeni negli anni 1915-1916. Il termine genocidio è associato soprattutto al secondo episodio, che viene commemorato dagli Armeni il 24 aprile.[1]

Va ricordato, per obiettività, che nel medesimo periodo storico l'Impero aveva condotto (o almeno tollerato) attacchi analoghi in danno di altre etnie (quanto meno gli assiri e i greci), ed in tale contegno taluni studiosi credono di ravvisare l'unicità di un progetto di sterminio.[2]

Sul piano internazionale, venti stati [3] hanno già ufficialmente riconosciuto un genocidio negli eventi descritti.[4] [5] [6] [7]

Indice

[modifica] Primo massacro armeno

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Massacri hamidiani.

Nel 1890 nell'Impero Ottomano si contavano circa 2 milioni di armeni, in maggioranza cristiani-ortodossi. Gli armeni erano sostenuti dalla Russia nella loro lotta per l'indipendenza, poiché la Russia aspirava ad indebolire l'Impero ottomano per annetterne dei territori ed eventualmente appropriarsi di Costantinopoli. Per reprimere il movimento autonomista armeno, il Governo ottomano incoraggiò fra i curdi, con i quali condivideva il territorio nell'Armenia storica, sentimenti di odio anti-armeno.

L'oppressione che dovettero subire dai curdi e l'aumento delle tasse imposto dal governo turco esasperò gli armeni fino alla rivolta, alla quale l'esercito ottomano, affiancato da milizie irregolari curde, rispose assassinando migliaia di armeni e bruciandone i villaggi (1894). Due anni dopo, probabilmente per ottenere visibilità internazionale, alcuni rivoluzionari armeni occuparono la banca ottomana a Istanbul.

La reazione fu un pogrom anti-armeno da parte di turchi islamici in cui persero la vita 50.000 armeni. Il grado di coinvolgimento del governo ottomano nel pogrom è oggetto di discussione.

[modifica] Secondo massacro armeno

Fossa comune di armeni durante il genocidio del 1915

Nel periodo precedente la prima guerra mondiale all'impero ottomano era succeduto il governo dei «Giovani Turchi». Costoro temevano che gli armeni potessero allearsi coi russi, di cui erano nemici. Il 1909 registrò un eccidio di almeno 30.000 persone nella regione della Cilicia. Successivamente nel 1915 alcuni battaglioni armeni dell'esercito russo cominciarono a reclutare fra le loro fila armeni che in precedenza avevano militato nell'esercito ottomano. Intanto l'esercito francese finanziava e armava a sua volta gli armeni, incitandoli alla rivolta contro il nascente potere repubblicano.[8] Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti tra l'Elite armena di Costantinopoli. L'operazione proseguì l'indomani e nei giorni seguenti. In un mese più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l'interno dell'Anatolia e massacrati per strada.
Arresti e deportazioni furono compiute in massima parte dai «Giovani Turchi». Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento.[9] [10] [11] Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco. Le fotografie di Armin T. Wegener sono la testimonianza di quei fatti.[12]

Malgrado le controversie storico-politiche di cui daremo conto anche nella sezione che segue, un ampio ventaglio di analisti concorda nel qualificare questo accadimento come il primo genocidio moderno,[13] [14] [15] e soprattutto molte fonti occidentali enfatizzano l'aspetto di "scientifica" programmazione delle uccisioni.[16]

[modifica] Riconoscimento di genocidio

La maggior parte degli storici tende a considerare le motivazioni addotte dai Giovani Turchi come propaganda, e a sottolinearne il progetto politico mirante alla creazione in Anatolia di uno Stato turco etnicamente omogeneo. Altri studiosi, sostenendo l'inesistenza di un progetto di genocidio, richiamano l'attenzione sul fatto che non tutti i numerosi armeni d'Istanbul furono coinvolti nel massacro e che non fu approntato un piano sistematico di eliminazione paragonabile a quello messo in pratica dai nazisti contro gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. [17]

Armeni impiccati ad Aleppo nel 1915

Il governo turco continua ancora oggi a rifiutare di riconoscere il genocidio ai danni degli armeni [18] ed è questa una delle cause di tensione tra Unione Europea e Turchia.[19] Una recente legge francese punisce con il carcere la negazione del genocidio armeno. Per converso, già da tempo la magistratura turca punisce con l'arresto e la reclusione fino a tre anni il nominare in pubblico l'esistenza del genocidio degli armeni in quanto gesto anti-patriottico. In tale denuncia, comunque ritirata, è incappato lo scrittore turco Orhan Pamuk, a seguito di un'intervista ad un giornale svizzero in cui accennava al fenomeno.[20] Il governo turco attuale sta favorendo l'apertura al riconoscimento di questa pagina di storia, ma i socialdemocratici del Partito Repubblicano e i nazionalisti si oppongono tenacemente. Va ricordato che l'apparente coerenza di tesi da parte della storiografia turca contro l'esistenza del genocidio è dovuta in buona parte al clima di repressione che si respira nel paese. Ad esempio, lo storico turco Taner Akçam, il primo a parlare apertamente di genocidio, viene arrestato nel 1976 e condannato a dieci anni di reclusione per i suoi scritti; l'anno successivo riesce a fuggire e a rifugiarsi in Germania; oggi insegna negli Stati Uniti alla University of Minnesota.

[modifica] Posizione della comunità internazionale

Questa è la lista dei paesi che ad oggi hanno ufficialmente riconosciuto il genocidio:

[modifica] Numero dei morti

Il numero di morti esatto è controverso. Le fonti turche tendono a minimizzare la cifra, le armene a gonfiarla.

Nel 1896 il governo ottomano registrava in 1.440.000 gli Armeni residenti in Anatolia. Secondo il Patriarcato armeno di Costantinopoli, nel 1914 gli Armeni anatolici andavano da un minimo di 1.845.000 ad un massimo di 2.100.000. Le stime variano da un minimo di 950.000 secondo le fonti scritte turche fino a 3.500.000 secondo le ipotesi degli Armeni.

Lo storico Arnold J. Toynbee, che fu ufficiale dell'intelligence britannica in Anatolia nella prima guerra mondiale, stima in 1.800.000 il numero complessivo degli Armeni di quel paese. L'Enciclopedia Britannica indica come probabile il numero di 1.750.000.[52] [53]

Il numero degli armeni morti nel secondo massacro è ancora più controverso. Fonti turche stimano il numero dei morti in 200.000, mentre quelle armene arrivano a 2.500.000. Talat Pasha, Gran Visir nel 1917-1918 e importante Giovane Turco, stima la cifra in 300.000 morti.

Toynbee ritiene che i morti furono 600.000, come pure McCarthy. Gli storici stimano che la cifra vari fra i 500.000 e 2.000.000 di morti, ma il totale di 1.200.000/1.300.000 è quello più diffuso e comunemente accettato.

[modifica] Negazionismo del genocidio armeno[54]

[modifica] Il punto di vista armeno

Il negazionismo del genocidio armeno indica un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico del genocidio del popolo armeno.

Il fatto è ritenuto storicamente accertato. Interessi ideologici-politici-storici tendono a renderne difficile la constatazione da parte di quanti in qualche modo si sentano vicini agli autori dell'olocausto degli armeni, o abbiano difficoltà culturali-storiche ad accettarlo, o per interessi geo-politici considerano dannoso ammetterlo.[55]

Il negazionismo è un atteggiamento storico culturale, che fa uso di una serie di strumenti dialettici per negare l'evidenza dei fatti. Le motivazioni per assumere un atteggiamento negazionista possono essere disparate, tuttavia nel caso del genocidio armeno gli interessi politici concreti prevalgono su quelli culturali, avendosi una utilizzazione del metodo negazionista in funzione di non fare concessioni politiche, necessarie in caso di ammissione del fatto.

In realtà furono utilizzati vari espedienti per mantenere il silenzio, dalla minimizzazione del numero degli uccisi, dalle presentazione delle circostanze come necessità di difesa, dalla scissione dei massacri in singole azioni di dimensione inferiore al complesso.[56]

Il governo turco continua ancora oggi a rifiutare di riconoscere il genocidio ai danni degli armeni ed è questa una delle cause di tensione tra Unione Europea e Turchia. Una recente legge francese punisce con il carcere la negazione del genocidio armeno. Per converso, già da tempo la magistratura turca punisce con l'arresto e la reclusione fino a tre anni il nominare in pubblico l'esistenza del genocidio degli armeni in quanto gesto anti-patriottico. In tale denuncia, comunque ritirata, è incappato lo scrittore turco Orhan Pamuk, a seguito di un'intervista ad un giornale svizzero in cui accennava al fenomeno. Il governo turco attuale sta favorendo l'apertura al riconoscimento di questa pagina di storia, ma i socialdemocratici del Partito Repubblicano e i nazionalisti si oppongono tenacemente.

Va ricordato che l'apparente coerenza di tesi da parte della storiografia turca contro l'esistenza del genocidio è dovuta in buona parte al clima di repressione che si respira nel paese. Ad esempio, lo storico turco Taner Akçam, il primo a parlare apertamente di genocidio, viene arrestato nel 1976 e condannato a dieci anni di reclusione per i suoi scritti; l'anno successivo riesce a fuggire e a rifugiarsi in Germania; oggi lavora negli Stati Uniti, presso lo Strassler Family Center for Holocaust and Genocide Studies della Clark University, dopo essere stato Visiting Associate Professor of History alla University of Minnesota.[57]

[modifica] Il punto di vista turco

L'impostazione ufficiale del governo turco è che le morti degli armeni durante il "trasferimento" o "deportazione" non possono essere semplicemente considerate "genocidio", una posizione che è stata appoggiata da una miriade di giustificazioni divergenti: che le uccisioni non erano deliberate o non erano orchestrate dal governo, che le uccisioni erano giustificate dalla minaccia filorussa costituita dagli armeni [58] come gruppo culturale, il fatto che gli armeni siano meramente morti di fame, o qualcuna delle varie caratterizzazioni che richiamano le fameliche "bande armene".[59][60][61] Alcune argomentazioni tentano di screditare l'ipotesi del genocidio sul piano semantico o mettendone in risalto lo specifico anacronismo (la parola genocidio non sarebbe stata neppure coniata prima del 1943).[62]

Anche i dati delle perdite turche nella Prima guerra mondiale sono spesso invocati per ridimensionare il numero dei morti armeni.[63] Fonti ufficiali turche hanno affermato che la stessa "tolleranza del popolo turco" [64] rende impossibile il genocidio turco. Un documento militare fa leva su un episodio storico dell'XI secolo per confutare il genocidio armeno: "Furono i selgiuchidi che salvarono gli armeni caduti in loro dominio nel 1071 dalla persecuzione bizantina ed assicurarono loro il diritto di vivere come spetta ad un uomo."[64] [65]

Nel 2005, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan invitò gli storici turchi, armeni ed internazionali a rivalutare i "fatti del 1915" (la sua locuzione preferita in proposito)[66] usando gli archivi reperibili in Turchia, Armenia ed altri paesi.[67] Il presidente armeno Ṙobert K'očaryan rifiutò l'offerta dicendo:

È responsabilità dei governi sviluppare relazioni bilaterali e noi non abbiamo il diritto di delegare tale responsabilità agli storici. Ecco perché abbiamo proposto ed ancora proponiamo che, senza pre-condizioni, stabiliamo normali relazioni tra i nostri due paesi.[68]

Inoltre, il ministro degli esteri turco dell'epoca, Abdullah Gül, invitò gli Stati Uniti ed altri paesi a contribuire a quella commissione incaricando degli studiosi di "investigare su questa tragedia ed aprire strade a turchi ed armeni per riunirsi."[69]

Il governo turco continua a contrastare il riconoscimento formale del genocidio da parte i altri paesi, ed a mettere in discussione che un genocidio sia mai accaduto.

[modifica] Le tensioni tra Unione Europea e Turchia

In vista dell'ingresso della Turchia nell'Unione Europea il negazionismo del governo turco ha creato difficoltà al negoziato. La Turchia continua tuttora a negare il genocidio ai danni degli armeni.
La Francia considera invece reato negarlo,[70] ed è il paese che generalmente si pone come erede della tradizione Occidentale in Medio Oriente.
Il Parlamento Italiano si occupò del problema nel 1998 con una mozione presentata da Giancarlo Pagliarini per il riconoscimento dell'Olocausto armeno, firmata da 165 parlamentari di diversi partiti. Il 17 novembre del 2000 la camera dei deputati italiana, sulla scia del Parlamento Europeo e dello Stato Vaticano, ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e invita la Turchia a fare i conti con la propria storia.

[modifica] Bibliografia sul negazionismo

[modifica] Collegamenti esterni sul negazionismo

[modifica] Filmografia

[modifica] Note

  1. ^ United Nations Sub-Commission on Prevention of Discrimination and Protection of Minorities, July 2, 1985
  2. ^ Schaller, Dominik J. and Zimmerer, Jürgen (2008) Late Ottoman genocides: the dissolution of the Ottoman Empire and Young Turkish population and extermination policies – introduction, Journal of Genocide Research, 10(1):7–14
  3. ^ Recognition of the Armenian Genocide: List of countries
  4. ^ Kamiya, Gary. Genocide: An inconvenient truth salon.com. October 16, 2007.
  5. ^ Letter from the International Association of Genocide Scholars to Prime Minister Recep Tayyip Erdoğan, June 13, 2005
  6. ^ Jaschik, Scott. Genocide Deniers. History News Network. October 10, 2007.
  7. ^ Kifner, John. Armenian Genocide of 1915: An Overview. The New York Times.
  8. ^ Che sorgerà ufficialmente nel 1923 dopo la lotta anti-imperialista di liberazione nazionale e la vittoria di Mustafa Kemal Atatürk.
  9. ^ Samuel Totten, Paul Robert Bartrop, Steven L. Jacobs (eds.) Dictionary of Genocide. Greenwood Publishing Group, 2008, ISBN 0313346429, p. 19
  10. ^ Noël, Lise. Intolerance: A General Survey. Arnold Bennett, 1994, ISBN 0773511873, p. 101
  11. ^ Encyclopedia of Race, Ethnicity, and Society, by Richard T. Schaefer, 2008, p. 90
  12. ^ Collegamenti esterni sulla figura e sull'opera di Wegener:
  13. ^ Council of Europe Parliamentary Assembly Resolution, April 24, 1998
  14. ^ Ferguson, Niall. The War of the World: Twentieth-Century Conflict and the Descent of the West. New York: Penguin Press, 2006, p. 177. ISBN 1-5942-0100-5
  15. ^ A Letter from The International Association of Genocide Scholars
  16. ^ Senate Resolution 106 — Calling on the President to ensure that the foreign policy of the United States reflects appropriate understanding and sensitivity concerning issues related to Human Rights, Ethnic Cleansing, and Genocide Documented in the United States Record relating to the Armenian Genocide. Library of Congress
  17. ^ Questa la tesi sostenuta, tra gli altri, da Guenter Lewy A questo proposito lo studioso armeno Boghos Levon Zekiyan spiega che la persecuzione degli armeni di Istanbul fu solo il punto di partenza delle milizie turche, destinato a colpire esclusivamente gli intellettuali, le menti pensanti: l'obiettivo della deportazione riguardava non tanto gli Armeni in quanto componente etnica, ma piuttosto gli Armeni come componente territoriale dell'Anatolia, nel quadro del progetto detto della Grande Turchia (o del panturchismo). Boghos Levon Zekiyan sottolinea che "gli armeni residenti nella capitale erano estranei alla legge di deportazione, ovviamente per un riguardo alle missioni diplomatiche straniere" mentre in Anatolia "un'operazione così ampia era facilitata nell'esecuzione dallo stato di guerra in cui si trovava impegnata tutta l'Europa" ('L'Armenia e gli armeni', Ed. Guerini, 2000, pp. 53-54).
  18. ^ BBC News Europe. «Q&A: Armenian 'genocide'», BBC News, 2006-10-12. URL consultato in data 2006-12-29.
  19. ^ Armenian genocide denial: The case against Turkey, By Alan S. Rosenbaum, Jewish News, 2007
  20. ^ Daren Butler and Ercan Ersoy, "Kerinçsiz puts patriotism before free speech, EU". Reuters via Turkish Daily News, 21 July 2006.
  21. ^ Argentina Law, March 18, 2004, Armenian National Institute, Inc.
  22. ^ Argentina Law, January 15, 2007
  23. ^ Argentina Senate Resolution, May 5, 1993, Armenian National Institute, Inc.
  24. ^ Argentina Senate Resolution, April 20, 2005, Armenian National Institute, Inc.
  25. ^ Argentina Senate Resolution, August 20, 2003, Armenian National Institute, Inc.
  26. ^ [Закон Армянской Советской Социалистической Республики "Об осуждении геноцида армян 1915 года в Османской Турции", Ведомости Верховного Совета Армянской ССР, 1988, 30 ноября, № 22, с. 312]
  27. ^ Belgium Senate Resolution, March 26, 1998, Armenian National Institute, Inc.
  28. ^ Canada House of Commons Resolution, April 23, 1996, Armenian National Institute, Inc.
  29. ^ Canada Senate Resolution, June 13, 2002, Armenian National Institute, Inc.
  30. ^ Canada House of Commons Resolution, April 21, 2004
  31. ^ Chile Senate Resolution, June 5, 2007, Armenian National Institute, Inc.
  32. ^ Cyprus House of Representatives Resolution, April 29, 1982
  33. ^ Bill adopted by the French National Assembly, May 28, 1998, Armenian National Institute, Inc.
  34. ^ Bill adopted by the French Senate, November 7, 2000, Armenian National Institute, Inc.
  35. ^ French Law no. 2001-70 of January 29, 2001, relating to the recognition of the Armenian Genocide of 1915, Armenian National Institute, Inc.
  36. ^ Template:Fr icon Legislative file, French National Assembly
  37. ^ Legislative file, French Senate
  38. ^ Template:Fr icon Official text of Law no. 2001-70 of January 29, 2001
  39. ^ Greece (Hellenic Republic) Parliament Resolution, April 25, 1996, Armenian National Institute, Inc.
  40. ^ Italy Chamber of Deputies Resolution, November 16, 2000, Armenian National Institute, Inc.
  41. ^ Lithuania Assembly Resolution, December 15, 2005, Armenian National Institute, Inc.
  42. ^ Lebanon Chamber of Deputies Resolution, April 3, 1997, Armenian National Institute, Inc.
  43. ^ Netherlands Parliament Resolution, December 21, 2004, Armenian National Institute, Inc.
  44. ^ Poland Parliament Resolution, April 19, 2006, Armenian National Institute, Inc.
  45. ^ Russia Duma Resolution, april 14, 1995, Armenian National Institute, Inc.
  46. ^ Slovakia Resolution, November 30, 2004
  47. ^ Switzerland (Helvetic Confederation) National Council Resolution, December 16, 2003, Armenian National Institute, Inc.
  48. ^ Uruguay Senate and House of Representatives Resolution, April 20, 1965, Armenian National Institute, Inc.
  49. ^ Uruguay Law, March 26, 2004, Armenian National Institute, Inc.
  50. ^ Vatican City Communiqué, November 10, 2000, Armenian National Institute, Inc.
  51. ^ Venezuela National Assembly Resolution, July 14, 2005, Armenian National Institute, Inc.
  52. ^ Encyclopædia Britannica: Death toll of the Armenian Massacres
  53. ^ The Treatment of Armenians in the Ottoman Empire 1915-16: Documents presented to Viscount Grey of Fallodon, Secretary of State for Foreign Affairs By Viscount Bryce. (New York and London: G.P. Putnam's Sons, for His Majesty's Stationary Office, London, 1916), pp. 637–653.
  54. ^ Lettera del Consiglio per la Comunità armena di Roma al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano', lettera aperta della comunità armena di Roma sul tema del negazionismo, 31 gennatio 2007
  55. ^ Marco Tosatti, Il genocidio armeno e il negazionismo, Quaderni Radicali, 17 luglio 2008
  56. ^ Gli allievi turchi al servizio del negazionismo di stato, comunicato dell'Associazione Svizzera-Armenia, in Presseportal.ch, 25 maggio 2003
  57. ^ Clark University has appointed prominent historian Taner Akçam to occupy the Robert Aram and Marianne Kaloosdian and Stephen and Marion Mugar Professorship in Armenian Genocide Studies
  58. ^ The Armenian Review — Pag. 92,
  59. ^ TURKSES Voice of Turks - The So-Called Armenian Genocide
  60. ^ Assembly of Turkish American Associations
  61. ^ An Armenian Myth
  62. ^ Il Dizionario Merriam-Webster effettivamente fa nascere genocide nel 1944.
  63. ^ Turkish Embassy.org - Republic of Turkey
  64. ^ a b Turkish General Staff
  65. ^ "Turkey's Memory Lapse: Armenian Genocide Plagues Ankara 90 Years On - International - SPIEGEL ONLINE - News."
  66. ^ Template:Turkish «1915 yılı olayları». Sabah, 2007-07-27. URL consultato in data 2008-09-03.
  67. ^ Template:Cite press release
  68. ^ Minister Oskanian Comments on Turkish Foreign Minister Abdullah Gul's Recent Remarks. Armenian Ministry of Foreign Affairs, November 4, 2006. URL consultato il 2007-04-23.
  69. ^ http://www.washington.emb.mfa.gov.tr/ShowInfoNotes.aspx?ID=221
  70. ^ Perché una legge contro i negazionisti Corriere della Sera del 30.11.2008, pag. 28.

[modifica] Bibliografia (generale)

  • Antonia Arslan, La masseria delle allodole, ed. BUR, 2007, ISBN 8817016330
  • Kemal Yalçin, Con te sorride il mio cuore, Edizioni Lavoro, 2006
  • Guenter Lewy, Il massacro degli armeni, Einaudi, 2006, ISBN 8806178415
  • Taner Akçam, Nazionalismo turco e genocidio armeno. Dall'Impero ottomano alla Repubblica, ed. Guerini e Associati, 2005, ISBN 8883357191
  • Marco Impagliazzo, Una finestra sul massacro. Documenti inediti sulla strage degli armeni (1915-1916), ed. Guerini e Associati, 2000, ISBN 8883351339
  • Marcello Flores, Il genocidio degli armeni, ed. Il Mulino, 2007 ISBN 8815118535
  • Alice Tachdjian Polgrossi, Pietre sul cuore. Diario di Varvar, una bambina scampata al genocidio degli armeni, ed. Sperling & Kupfer, 2006, ISBN 8882749754
  • E. Miller Donald e Lorna Touryan Miller, Survivors. Il genocidio degli armeni raccontato da chi allora era bambino, ed. Guerini e Associati, 2007, ISBN 8883358783
  • Diego Cimara, Il genocidio turco degli armeni, ed. Editing (Treviso), 2006, ISBN 8860940273
  • Alberto Rosselli, L' olocausto armeno, ed. Solfanelli, 2007, ISBN 8889756179
  • N. Dadrian Vahakn, Storia del genocidio armeno. Conflitti nazionali dai Balcani al Caucaso, ed. Guerini e Associati, 2003, ISBN 8883354621
  • Franz Werfel, I quaranta giorni del Mussa Dagh, ed. Corbaccio, 2003
  • Marco Impagliazzo, Una finestra sul massacro. Documenti inediti sulla strage degli armeni (1915-1916), ed. Guerini e Associati, 2000, ISBN 8883351339
  • (TR) 1915: Yüzleşme -- Gerçeği Unutan Yıl (1915: Confronto - l'anno che dimenticò la verità), Maggio 2004, Atlas Dergisi, İstanbul.
  • Paolo Cossi "Medz Yeghern, Il Grande Male".
  • Raphael Stainville, Grande male. Turchia 1909, ed.italiana, San Paolo Edizioni, 2008.
  • Cetin Fethije,"Heranush mia nonna",Alet ed.,2008
  • Ajemian Ahnert Margaret, "Le rose di Ester - Una madre racconta il genocidio armeno", ed. Rizzoli, 2008, ISBN 978-88-17-02484-6

[modifica] Il Genocidio nella musica

Il Genocidio Armeno, è stato soggetto anche a molti testi del gruppo alternative metal, System of a down, di cui i frontman Serj Tankian e Daron Malakian, sono originari dell' Armenia. Numerose sono le canzoni di denuncia dei System of a down, e in particolar modo sono quelle che riguardano il genocidio armeno.

[modifica] Voci correlate

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