Negazionismo
Il negazionismo di un evento storico come un genocidio o una pulizia etnica o un crimine contro l'umanità è un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso.
Spesso i negazionisti non accettano tale etichetta, così ad esempio chi nega l'Olocausto cerca di essere accreditato come revisionista, mentre al contrario chi nega (o minimizza) i massacri delle foibe sostiene di combattere il revisionismo.[1] [2]
Il termine è entrato nell'uso comune anche in senso lato, in riferimento alla negazione della fondatezza di teorie scientifiche o convinzioni comuni (es.: il negazionismo riferito al riscaldamento globale, il fumo come causa del cancro ecc..) nonostante la prova dei fatti o l'assenza di prove solide riconosciute a sostegno della tesi contraria. In tale ambito il negazionismo si autoalimenta in maniera autoreferenziale negando validità ai processi stessi di revisione paritaria che hanno permesso l'affermarsi della teoria o convinzione ovvero la costruzione del consenso nel tempo.
Secondo Bernard-Henri Lévy «Si crede che i negazionisti esprimano un'opinione: essi perpetuano il crimine. E pretendono d'essere liberi pensatori, apostoli del dubbio e del sospetto, completano l'opera di morte. Occorre una legge contro il negazionismo, perché esso è, nel senso stretto, lo stadio supremo del genocidio»[3]
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[modifica] Regolamentazione giuridica
La frequenza delle prese di posizione negazionistiche ha indotto vari paesi a sanzionare penalmente tale atteggiamento. In alcuni paesi (Austria, Belgio, Francia, Germania) è reato la negazione del genocidio del popolo ebreo, mentre in altri (Israele, Portogallo e Spagna) coerentemente viene punita la negazione di qualsiasi genocidio. Norme antinegazioniste sono state introdotte anche nella legislazione di Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Lituania, Polonia Repubblica Ceca, Slovacchia, e Romania[4]. In genere è prevista come pena la reclusione, che in alcuni paesi può arrivare fino a dieci anni.
I negazionisti considerano le leggi che puniscono la negazione di un genocidio-olocausto come un mezzo di limitare la libertà di parola, e propugnano l'idea per la quale esista un enorme complotto per il quale gli storici siano succubi del "credo olocaustico", difeso in molti paesi con la forza della legge, eterodiretta dai poteri forti.
Nel 2007 le Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione degli Stati Uniti che "condanna senza riserve qualsiasi diniego dell'Olocausto e sollecita tutti i membri a respingerlo, che sia parziale o totale, e a respingere iniziative in senso contrario".
[modifica] Esempi di negazionismo
[modifica] Il negazionismo dei Gulag
Sin dalla morte di Stalin e dalla denuncia dei crimini staliniani nei paesi occidentali, specie in Italia, è nato un fronte negazionista sugli eccidi sovietici. Veniva totalmente taciuta la sorte dei kulaki e degli oppositori politici e al momento della caduta dell'URSS nacque un moto di negazione dei crimini del comunismo liquidandoli a sommarie esecuzioni di nazifascisti. Stessa cosa per i crimini commessi in Cina da Mao, da Fidel Castro a Cuba e nel resto della Penisola Indocinese.
[modifica] Il negazionismo dell'Olocausto
| Per approfondire, vedi la voce negazionismo dell'Olocausto. |
Uno dei più diffusi negazionismi è quello relativo ai crimini nazisti ed all'Olocausto. È il caso, ad esempio, dello scrittore filonazista e razzista David Irving, che perse una causa per diffamazione contro Deborah Lipstadt che lo definiva un "falsificatore della storia", nonostante il relativo successo di pubblico dei suoi libri[5].
Un altro esempio è quello dell'ex professore di critica letteraria all'Università di Lione Robert Faurisson, che si è prodigato per consolidare una delle colonne portanti della negazione dell'Olocausto: le camere a gas non sarebbero mai esistite, e se c'erano non avevano la funzione di sterminare le persone, ma solo quella di uccidere i pidocchi.
[modifica] Genocidi nel vicino Oriente
| Per approfondire, vedi le voci negazionismo del genocidio armeno e negazionismo del genocidio assiro. |
Attualmente l'azione più consistente volta a permettere che determinati fatti storici nel vicino Oriente vengano alla luce superando il negazionismo viene dalla Francia, particolarmente in riferimento ai genocidi avvenuti nel medio Oriente. In occasione della domanda di ingresso della Turchia nell'Unione Europea vari paesi dell'UE hanno posto condizioni volte a indurre il governo turco a seguire l'esempio della Germania ammettendo gli antichi massacri, dei quali gli attuali governi turchi non hanno alcuna colpa. Si chiede anche di togliere alcune limitazioni attuali ai diritti dei superstiti, fra le quali il divieto del ricordo.
L'Argentina ha approvato una legge che istituisce il 24 aprile di ogni anno la "Giornata per la tolleranza e il rispetto tra i popoli"; in questo giorno vengono commemorate le vittime del genocidio armeno. La legge è stata approvata dalla camera dei deputati il 29 novembre 2006 e dal senato il 13 dicembre 2006 e promulgata il 12 gennaio 2007[6][7].
[modifica] Note
- ^ Revisionismo o negazionismo? Intervista a Robert Faurisson, Giovanna Canzano
- ^ La Nuova Alabarda - Leggi Articolo - negazionista!
- ^ Bernard-Henri Lévy, Genocidio Armeno. Difendo la Memoria contro i Negazionisti, Corriere della Sera, 29 gennaio 2007
- ^ A. Di Giovine, "Il passato che non passa: "Eichmann di carta" e repressione penale" ((PDF)), in Diritto pubblico comparato ed europeo, Giappichelli, Torino, 2006, fasc. 1, pp. XIV-XXVIII.
- ^ *(EN)Jon Silverman How "Holocaust denier" fought and lost sito BBC 18 novembre 2005
- (DE) Malte Herwig "Holocaust denaial on trial. The Swastika Wielding Provocateur", Der Spiegel 16 gennaio 2006
- ^ http://www.thearmeniablog.com/2007/01/argentina-officially-recognized.html
- ^ L'Olocausto Armeno | Breve storia di un massacro dimenticato | di Alberto Rosselli | Recensione di Ninni Radicini
[modifica] Bibliografia
- Francesco Germinario, Estranei alla democrazia: negazionismo e antisemitismo nella destra radicale italiana, Pisa, BFS, 2001
- Michael Shafir, Between denial and "comparative trivialization": Holocaust negationism in post-Communist East Central Europe, Jerusalem, Hebrew University of Jerusalem, 2002
- Francesco Rotondi, Luna di miele ed Auschwitz: riflessioni sul negazionismo della shoah, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2005
- Antonella Merli, Democrazia e diritto penale: note a margine del dibattito sul cosiddetto negazionismo, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2008
- Juan Ramón Resina, Negationism and Freedom of Speech, University of Minnesota-University of Iowa, 2009