Pranoterapia

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Simbolo convenzionale di nocività

La pranoterapia è una terapia alternativa che fa parte delle cosiddette medicine alternative.


Indice

[modifica] Origine della parola

La pranoterapia è una pratica delle cosiddette medicine alternative, che consiste nell'imposizione delle mani a una determinata distanza o a contatto con il corpo della persona trattata. Il termine pranoterapia, entrato in uso in Italia dagli anni '80, deriva dal sanscrito Prana, che significa respiro vitale, energia vitale, e dal greco antico θεραπεία (therapeía), che significa cura, guarigione.

[modifica] Storia

[modifica] Epoche antiche

Non si conosce il periodo esatto di nascita della pratica della pranoterapia, né i luoghi in cui essa ha avuto inizio.

È citata da alcuni papiri egizi nei quali si accenna a guaritori in grado di arrestare le emorragie con la sola imposizione delle mani. Pratiche simili possono essere trovate in epoca romana e nella cultura giapponese.

[modifica] Epoca moderna

Lungo il corso della storia, la pranoterapia è stata messa in relazione con guaritori popolari ai quali si attribuivano facoltà curative. A partire dal XVII secolo la pranoterapia suscita maggior interesse negli studiosi dell'epoca, che per spiegare alcune guarigioni alle quali non riuscivano a dar motivazione formulano teorie in cui si postula l'esistenza di "flussi di energia" non meglio precisati, ma identificati come artefici delle guarigioni stesse.

Uno dei tentativi più noti in questo senso fu compiuto da Franz Anton Mesmer, le cui teorie sul magnetismo animale avrebbero avuto ampia eco in tutta Europa nel secolo successivo.

Laureatosi in medicina a Vienna nel 1776, Mesmer teorizzò che tutte le cose presenti nell'universo, e perciò anche l'uomo, fossero attraversate da un flusso invisibile di corrente magnetica. La buona salute dipenderebbe dall'equilibrio tra il fluido interno all'individuo e quello esterno, o dall'armonia tra la forza vitale individuale e quella universale. Tale forza - o fluido - a detta di Mesmer poteva esser manipolata attraverso l'uso di particolari magneti, si poteva quindi ristabilire l'equilibrio dei fluidi immergendo i pazienti in apposite tinozze magnetizzate con barre di ferro. Col tempo lo stesso Mesmer si rese conto che i propri successi come guaritore erano dovuti non tanto al benefico effetto delle sue terapie, quanto alle sue capacità di suggestione sulla mente dei pazienti.

Successivi studi medici e scientifici dimostrarono l'infondatezza delle teorie di Mesmer, e dunque le sue congetture furono accantonate.

Nonostante l'insuccesso su base scientifica, la dottrina e gli esperimenti di Mesmer agevolarono lo sviluppo di studi verso fenomeni quali l'ipnosi e il sonno magnetico indotto dal terapeuta.

Le convinzioni di Mesmer circa la presenza di flussi energetici all'interno del corpo umano sono rimaste alla base della pranoterapia: si suppone, cioè, che nel malato vi sia uno squilibrio di "fluido energetico" e che il guaritore possa, grazie alle sue facoltà di guaritore, riequilibrarlo, restituendo così la buona salute al paziente.

I pranoterapeuti avanzano alcune ipotesi per avvalorare il reale funzionamento della pranoterapia,[1] quelle tra loro più condivise, pur non essendo alcuna di esse scientificamente provata, sono le seguenti:

[modifica] Ipotesi psicosomatica

Secondo questa ipotesi, priva di riscontri oggettivi, ogni malattia sarebbe psicosomatica in quanto le costituzione psicofisica del malato potrebbe avere un peso nell'insorgenza e nel decorso delle affezioni, ogni patologia influenzerebbe poi anche la psiche.

Le affezioni psicosomatiche sarebbero perciò dovute ad uno squilibrio di quello che i pranoterapeuti chiamano sistema psico-neuro-endocrino-immunologico che, quando si protraesse nel tempo e superasse la soglia di tolleranza, diventerebbe la causa o la concausa del disturbo fisico. Su questa convinzione si basano molte ricerche volte a trovare il nesso causale fra stress e malattia. [2]

[modifica] Ipotesi energetica

Quest'ipotesi. anch'essa priva di riscontri oggettivi, si basa sull'assunto che ogni cosa nell'universo sia costituita da una particolare forma di energia e che quindi anche l'uomo sarebbe il prodotto di cosiddetti campi energetici..

Nella tradizione indiana quest'energia prende il nome di prâna da cui il nome di pranoterapia, ed è considerata l'elemento base delle diverse forme di vita.

Secondo questa ipotesi, esisterebbero dei micro campi magnetici causati dal flusso di entità chiamate biofotoni [3] , servendosi di una cosiddetta immunoneuromodulazione farebbe attivare le difese immunitarie dell'organismo mediante la stimolazione delle zone linfatiche e di riflessi nervosi e farebbe avvenire la liberazione di "endorfine". In base a ciò, l'azione riequilibratrice energetica, si servirebbe dei chakra, che sarebbero delle specie di centraline bioenergetiche del corpo umano.

In tutti gli studi scientifici volti a comprovare eventuali poteri pranoterapici, tuttavia, non si è mai assistito ad alcuna irradiazione di energia paranormale da parte dei pranoterapeuti, né è mai stata trovata alcuna prova che gli stessi fossero in grado di produrre effetti benefici sul corpo di persone malate.

[modifica] Tipi di terapie pranoterapeutiche

Secondo i pranoterapeuti la pranoterapia, e il trattamento aurico in particolare, comporterebbero non soltanto cambiamenti fisici ma anche psicologici, mentali ed emotivi, nel paziente. Il primo passo per raggiungere la buona salute consisterebbe nel non negare l'esistenza di un problema e nel non reprimere i sentimenti che questo suscita. La strada che conduce alla guarigione si articolerebbe poi in sette tappe, che ricalcano lo schema formulato da Elisabeth Kubler Ross sugli stadi della morte.

La Kubler Ross ha individuato cinque fasi di avvicinamento alla morte in malati terminali:

Nel percorso verso la salute vi sono altre due tappe successive:

  • la rinascita
  • la ristrutturazione

[modifica] Trattamento di base

Questo metodo si basa sulla teoria che tutto sarebbe costituito da energia e che toccando l'aura di una persona il terapeuta possa riequilibrare il bilancio energetico fornendo energia o sciogliendo eventuali "blocchi energetici" nel paziente. È un'operazione che consiste nel porre le condizioni affinché l'organismo reagisca alla disfunzione riportandosi in salute con i propri mezzi. In tale tipo di trattamento non è molto rilevante che il pranoterapeuta sappia con precisione di cosa soffre il malato, ma è rilevante solo il trasferimento energetico, in quanto sarebbe il corpo del paziente a sfruttarlo al meglio grazie alla sua capacità omeostatica.

Attraverso il guaritore l'energia universale si incanalerebbe, perciò, nel paziente.

[modifica] Trattamento naturale

Il concetto che sta alla base di questo trattamento è nuovamente l'energia vitale (prâna). Il prâna si troverebbe in tutte le cose animate, circondandole e penetrandole, per cui l'apparente mancanza di vita sarebbe dovuta a una minore manifestazione di questa energia.

Il prâna sarebbe presente in tutte le manifestazioni della natura. Analogamente all'assimilazione dell'ossigeno nel sangue, il prâna verrebbe concentrato nel sistema nervoso e scambiato con tutti i tessuti, donando loro forza e vitalità.

[modifica] Trattattamento aurico

In tale tipo di trattamento il pranoterapeuta dovrebbe essere in grado di individuare le disfunzioni nell'aura del paziente al fine di guarirlo tramite l'imposizione delle mani.

[modifica] Terapia con luce colorata

Questa terapia si basa su una teoria secondo la quale l'avere un certo colore di pelle corrisponderebbe con determinate caratteristiche psicologiche e con determinati sentimenti. Durante la pranoterapia si usano tutti i colori dello spettro visibile in quanto ognuno produrrebbe un effetto specifico sia sul corpo, sia sul campo energetico, inoltre i colori servirebbero a caricare i chakra di energia.

[modifica] Note

  1. ^ S. Locke - D. Calligan, Il guaritore interno, Giunti, Firenze 1990.
  2. ^ M. Papadia, Pranoterapia. Curare con l’imposizione delle mani, Mediterranee, Roma 2002 (2° ediz).
  3. ^ F. A. Popp, Nuovi orizzonti in medicina. La teoria dei biofontoni. Nuova IPSA, Palermo 2003.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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