Der Spiegel
| Der Spiegel | |
|---|---|
| Stato | Germania |
| Lingua | tedesco |
| Periodicità | settimanale |
| Fondazione | 4 gennaio 1947 |
| Sede | Amburgo |
| Tiratura | 1.050.000 |
| Redattore capo | Mathias Müller von Blumencron e Georg Mascolo |
| ISSN | 0038-7452 |
| Sito web | http://www.spiegel.de/ |
Der Spiegel (in italiano Lo Specchio) è la rivista settimanale tedesca con la maggior tiratura in Germania. Viene pubblicato ad Amburgo con una media di un milione di copie alla settimana. Uscì per la prima volta ad Hannover il 4 gennaio 1947.
Indice |
Direttori[modifica]
Formalmente caporedattori:
- 1962-1968: Claus Jacobi
- 1968-1973: Günter Gaus
- 1973-1986: Erich Böhme e Johannes K. Engel
- 1986-1989: Erich Böhme e Werner Funk
- 1989-1994: Hans Werner Kilz e Wolfgang Kaden
- 1994-2008: Stefan Aust
- 2008-2011: Mathias Müller von Blumencron e Georg Mascolo
- 2011- : Georg Mascolo
Collaboratori[modifica]
Dal 1969, per trent'anni, il giornalista italiano Tiziano Terzani è stato corrispondente estero in Asia per il settimanale tedesco. Durante la sua collaborazione ha documentato la guerra in Vietnam, la rivoluzione dei khmer rossi in Cambogia, la Cina ed il Putsch di Mosca in Unione Sovietica.[1]
Le accuse di anti-italianismo[modifica]
Il Der Spiegel è stato accusato più volte di anti-italianismo. Nel 1977, durante gli anni di piombo, sulla copertina del giornale appare una immagine che mostra una Rivoltella sopra un piatto di spaghetti con la scritta "Urlaubsland Italien". Nel 2006, prima della partita Italia-Germania della semifinale dei Mondiali di Calcio, lo Spiegel ha offeso pesantemente gli italiani definendoli parassiti, mammoni e viscidi. [2] Nel 2011, mentre l'Italia era governata da Silvio Berlusconi, la rivista pubblicò un numero con la copertina che raffigurava Berlusconi su una gondola sopra la Penisola italiana con a fianco due escort. [3] Nel 2012, dopo il naufragio della Costa Concordia, il giornalista Jan Fleischhauer pubblicò un articolo dove asseriva che non ci fosse da meravigliarsi che una fuga come quella di Schettino fosse stata messa in atto da un capitano italiano e non tedesco o inglese.[4].
Le reazioni italiane[modifica]
L'articolo sulla Costa Concordia è stato criticato dai quotidiani italiani La Repubblica, Libero e Il Giornale, il direttore di quest'ultimo, Alessandro Sallusti, risponde all'offesa pubblicando un articolo dove insulta i tedeschi parlando di Auschwitz.[5] L'ambasciatore italiano di Berlino, Michele Valensise, protesta inviando una lettera alla redazione dello Spiegel dove accusa il settimanale di aver dato la colpa del naufragio a tutti gli italiani.[6] Beppe Grillo critica lo Spiegel tramite il suo blog definendolo un settimanale che insulta il suo stesso popolo.[7]
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Der Spiegel
Collegamenti esterni[modifica]
- (DE) Spiegel.de, La versione di rete di Der Spiegel
- (EN) Spiegel International, edizione inglese
Note[modifica]
- ^ Tiziano Terzani corrispondente del settimanale Der Spiegel
- ^ "Italiani, i soliti parassiti" Spiegel prepara la semifinale
- ^ Ciao Bella, una copertina impietosa del tedesco ‘Der Spiegel’
- ^ Spiegel
- ^ A NOI SCHETTINO, A VOI AUSCHWITZ
- ^ E il Der Spiegel fa infuriare l'ambasciatore a Berlino
- ^ Der Stronzen