Der Spiegel

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Der Spiegel
Stato Germania
Lingua tedesco
Periodicità settimanale
Fondazione 4 gennaio 1947
Sede Amburgo
Tiratura 1.050.000
Redattore capo Mathias Müller von Blumencron e Georg Mascolo
ISSN 0038-7452
Sito web http://www.spiegel.de/
 

Der Spiegel (in italiano Lo Specchio) è la rivista settimanale tedesca con la maggior tiratura in Germania. Viene pubblicato ad Amburgo con una media di un milione di copie alla settimana. Uscì per la prima volta ad Hannover il 4 gennaio 1947.

Direttori[modifica | modifica sorgente]

Caporedattori storici:

La sede di Der Spiegel ad Amburgo

Collaboratori[modifica | modifica sorgente]

Dal 1969, per trent'anni, il giornalista italiano Tiziano Terzani è stato corrispondente estero in Asia per il settimanale tedesco. Durante la sua collaborazione ha documentato la guerra in Vietnam, la rivoluzione dei khmer rossi in Cambogia, la Cina ed il Putsch di Mosca in Unione Sovietica.[1]

Le accuse di anti-italianismo[modifica | modifica sorgente]

Lo Spiegel è stato accusato più volte di anti-italianismo. Nel 1977, durante gli anni di piombo, sulla copertina del giornale apparve un'immagine raffigurante una rivoltella sopra un piatto di spaghetti e la scritta "Urlaubsland Italien". Nel 2006, prima della partita Italia-Germania della semifinale dei Mondiali di Calcio, lo Spiegel offese pesantemente gli italiani definendoli parassiti, mammoni e viscidi.[2] Nel 2011, mentre l'Italia era governata da Silvio Berlusconi, la rivista pubblicò un numero con la copertina che raffigurava Berlusconi su una gondola sopra la Penisola italiana con a fianco due escort.[3] Nel 2012, dopo il naufragio della Costa Concordia, un articolo del giornalista Jan Fleischhauer sosteneva che la fuga di Schettino non doveva meravigliare, essendo il capitano italiano, e proseguiva asserendo che un tale comportamento invece non sarebbe mai stato messo in atto da un tedesco o un inglese.[4].

L'articolo sulla Costa Concordia è stato criticato dai quotidiani italiani La Repubblica, Libero e Il Giornale. Il direttore di quest'ultimo, Alessandro Sallusti, rispose all'offesa pubblicando un articolo in cui insultava i tedeschi parlando di Auschwitz.[5] L'ambasciatore italiano a Berlino, Michele Valensise, protestò inviando alla redazione dello Spiegel una lettera in cui accusava il settimanale di aver dato la colpa del naufragio a tutti gli italiani.[6] Beppe Grillo criticò lo Spiegel nel suo blog definendolo un settimanale che insulta il suo stesso popolo.[7]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Biografia di Tiziano Terzani, corrispondente del settimanale Der Spiegel, tizianoterzani.com. URL consultato il 1º maggio 2014.
  2. ^ "Italiani, i soliti parassiti", Spiegel prepara la semifinale, repubblica.it, 27 giugno 2006. URL consultato il 1º maggio 2014.
  3. ^ Ciao Bella, una copertina impietosa del tedesco "Der Spiegel", candidonews.wordpress.com, 17 agosto 2011. URL consultato il 1º maggio 2014.
  4. ^ S.P.O.N. - Der Schwarze Kanal: Italienische Fahrerflucht, spiegel.de, 23 gennaio 2012. URL consultato il 1º maggio 2014.
  5. ^ A noi Schiettino, a voi Auschwitz, ilgiornale.it, 27 gennaio 2012. URL consultato il 1º maggio 2014.
  6. ^ E il Der Spiegel fa infuriare l'ambasciatore a Berlino, ilgiornale.it, 27 gennaio 2012. URL consultato il 1º maggio 2014.
  7. ^ Der Stronzen, beppegrillo.it, 27 giugno 2006. URL consultato il 1º maggio 2014.