Maurizio Blondet

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Maurizio Luigi Blondet (Milano, 22 febbraio 1944) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Autore e conferenziere di ispirazione cattolica tradizionalista, è stato inviato speciale per Oggi, il Giornale, Avvenire, e ha scritto successivamente anche su La Padania.[1] Ha diretto, insieme a Siro Mazza, la rivista trimestrale di studi cattolici Certamen[2]. Blondet dirige dal 2003 la testata giornalistica online Effedieffe.com, edita da Effedieffe Edizioni, fondata da Fabio De Fina.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte dei suoi scritti tratta diffusamente di presunti poteri occulti e oligarchici.

  • Nel suo testo più conosciuto, Gli Adelphi della dissoluzione, pubblicato nel 1994, ritiene di identificare la casa editrice Adelphi come «la punta emergente di un iceberg iniziatico che oggi riproporrebbe la gnosi pagana dei secoli antichi».
  • Nei suoi libri ed articoli Blondet insiste sul coinvolgimento occulto di lobby militari-industriali, petrolifere, politiche ed ebraiche (neoconservatrici) nell'organizzazione di cospirazioni ed attentati, come quello dell'11 settembre, a cui ha dedicato diversi libri: "11 settembre colpo di stato in USA", "Chi comanda in America", "Osama Bin Mossad", "Israele, USA, il terrorismo islamico". Nel primo di questi, pubblicato pochi mesi dopo gli attentati, Blondet sostiene la tesi dell'autoaggressione degli USA e del coinvolgimento dei servizi israeliani.
  • In altre pubblicazioni Blondet tenta di ricostruire cospirazioni e trame di rapporti occulte a suo giudizio esistenti ed ignorate dalla grande stampa ("La strage dei genetisti", "Complotti vecchi e nuovi", "I fanatici dell'apocalisse", ecc.).
  • Blondet ha pubblicato anche suoi saggi di analisi politica e sociale ("Selvaggi con telefonino", "Elogio di Catilina e Berlusconi", "La nazione invertebrata", "Stare con Putin?", ecc.). In "Stare con Putin?" Blondet sostiene la necessità, per l'Unione Europea, di stringere rapporti economici con la Russia di Vladimir Putin, allo scopo di evitare le drammatiche conseguenze della crisi del liberismo globale e della crisi energetica.
  • Nel 2002, sotto il titolo "Complotti vecchi e nuovi", ripubblica la trilogia "Complotti" che aveva dato alle stampe molti anni prima, che contiene anche riferimenti all'incontro, sul Panfilo Britannia, fra Carlo Azeglio Ciampi, Mario Draghi, e altri finanzieri, allo scopo, argomenta Blondet, di influire sulle privatizzazioni in Italia.

Critiche e aspetti controversi[modifica | modifica sorgente]

In merito agli scritti e alle idee di Blondet sono state sollevati rilievi di antisemitismo e razzismo.[3]

Blondet, tra gli altri argomenti, ha formulato la tesi di una presunta ascendenza ebraica di papa Wojtyła, che Blondet ha commentato ricavando la notizia da uno studioso di genealogie ebraiche di Manchester[4] e che aveva già anticipato nel libro Cronache dell'anticristo alcuni anni prima.

Nel 1993 l'Anti-Defamation League includeva il suo nome in una lista di giornalisti antisemiti, a causa di un articolo pubblicato da Blondet sul settimanale Il Sabato[5]; in altre occasioni, è stato accusato di antisemitismo per aver «evidenziato nei suoi libri l'ebraicità di alcuni cospiratori... e l'apporto dell'ebraismo internazionale»[6]. Blondet si difende da queste accuse dichiarando di non essere antisemita[7] ma solo contrario alla politica di Israele[8].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Libri in cui compaiono interventi di Maurizio Blondet:

  • Mario Di Giovanni, Fabio Pedretti, Agricoltura e mondialismo. Con intervista a Maurizio Blondet (Effedieffe, 1998) ISBN 88-85223-15-X
  • Roberto Pinotti, Maurizio Blondet, Oltre. Dal Seti agli UFO. Viaggio fra i fenomeni non classificati alla ricerca del pensiero alieno (Olimpia, 2002) ISBN 88-253-0013-1

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L’America condanna i Laogai, i lager cinesi
  2. ^ [1].
  3. ^ Antisemitismo e razzismo
  4. ^ Confermato: Woytyla era ebreo, forse anche frankista. Cfr. anche il seguito dell'inchiesta, Ipotesi su Woytyla.
  5. ^ Cfr. il suo articolo Sono più schedato della Nirenstein
  6. ^ Cfr. ad esempio Antisemitismo e razzismo, rapporto annuale Italia 2003-2004 sul sito dell'Università di Tel Aviv.
  7. ^ Cfr. ad esempio Non sono antisemita, pubblicato il 22 agosto 2005.
  8. ^ Testimone di verità, in cui chiarisce di non opporsi agli ebrei, ma solo alla politica israeliana.

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