Leggenda della morte di Paul McCartney

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1leftarrow.pngVoce principale: Paul McCartney.

Paul McCartney

La leggenda della morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock. La leggenda metropolitana iniziò a circolare dal 1969; la tesi era che il bassista dei Beatles fosse deceduto nel 1966 per un incidente stradale, e fosse stato sostituito da un sosia. La leggenda, priva di riscontri oggettivi, secondo i suoi sostenitori troverebbe conferme in presunti messaggi in codice nascosti nel corso degli anni dagli stessi Beatles nelle loro opere.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Una Aston Martin DB5, il modello di auto coinvolto nel presunto incidente del 1966, all'origine alla leggenda sulla sua morte.

La notte del 9 novembre 1966 Paul McCartney uscì dalla sala prove dopo un violento litigio con gli altri tre Beatles (secondo un'altra versione[1] Paul era uscito frastornato da una festa all'inizio di dicembre del 1965). Salì sulla sua auto per tornare a casa e lungo una strada raccolse una ragazza che faceva l'autostop. La ragazza si chiamava Rita e gli raccontò che stava scappando di casa perché era incinta e, contro il parere del suo ragazzo, aveva deciso di abortire. Solo lungo una stradina di campagna Rita comprese che la persona al volante era Paul dei Beatles; la sua reazione esagitata spaventò e distrasse McCartney, che non vide che il semaforo diventava rosso (oltretutto Paul era anche stanco). Pur riuscendo a evitare l'urto con un altro veicolo, l'auto del Beatle uscì di strada e si schiantò contro un albero, prendendo fuoco. Paul, sbalzato fuori dall'abitacolo, sbatté la testa contro l'albero. Sia Paul che Rita persero la vita (secondo una variante della teoria dell'incidente stradale, Paul rimase decapitato nello schianto contro un camion).

Ricevuta la notizia, gli altri tre Beatles dovettero decidere cosa fare. Il loro manager Brian Epstein e John Lennon insistettero per adottare la linea del silenzio: avrebbero seppellito Paul senza far sapere niente a nessuno, per non sconvolgere il mondo o il futuro del gruppo che, nel 1966, era all'apice del suo successo. Si misero quindi alla ricerca di un sosia. Dopo settimane di ricerche, scelsero William Stuart Campbell, un attore di origini scozzesi che assomigliava a Paul e che acconsentì a sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia plastica per rendere ancor più netta la somiglianza.[2] Secondo altre versioni della leggenda il nome del sostituto sarebbe William Sheppard, un ex poliziotto canadese.[3]

Da quel momento, i Beatles non si esibirono più dal vivo, sia perché Campbell era più alto di Paul, sia perché occorreva del tempo per insegnargli a imitare i movimenti e la voce di Paul.

Stando a questa storia, la persona che suona e canta sugli album dei Beatles dopo il 1966, che ha composto canzoni di straordinario successo come Back in the U.S.S.R., Lady Madonna, She's Leaving Home, Get Back, Penny Lane, Hey Jude, Helter Skelter, Let It Be e The Long and Winding Road, che appare nei film Magical Mystery Tour e Let It Be, nonché l'autore dell'imponente discografia solista di McCartney, sarebbe un impostore, scelto sulla base di una spiccata somiglianza fisica con l'originale.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente la leggenda trae le sue origini da un reale incidente stradale accaduto a McCartney il 26 dicembre 1965, quando cadde dal motorino rompendosi un dente e ferendosi a un labbro. Le conseguenze dell'incidente sono ben visibili infatti nei videoclip delle canzoni Rain e Paperback Writer trasmessi in TV nel giugno '66.[4] Altre fonti collocano l'incidente al 9 novembre 1966 (data classica del PID) quando Paul sarebbe caduto dal motorino, ferendosi lievemente, mentre stava andando da sua cugina in compagnia dell'amico Tara Browne, guidando sotto l'effetto di marijuana. Infine, anche il 7 gennaio 1967 si diffuse la notizia di un altro incidente stradale occorso a McCartney, questa volta in auto, e dall'esito però mortale, ma ben presto il tutto venne smentito sia dall'ufficio stampa dei Beatles sia da un articolo intitolato "False Rumour" apparso sul nº 43 della fanzine The Beatles Book.[5] La sovrapposizione dei diversi incidenti, presunti o reali, sarebbe stata la fonte dalla quale iniziò a germogliare l'intera teoria PID.

Inizio e diffusione della storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 1966, Tony Barrow, capo ufficio stampa dei Beatles, cominciò a ricevere sempre più insistentemente telefonate – alcune allusive, altre più esplicite – provenienti da ambienti di Fleet Street (la sede londinese dei più importanti quotidiani inglesi) che indagavano sullo stato di salute di Paul McCartney. Esponenti della stampa britannica chiedevano conto di una strana voce in circolazione secondo cui il Beatle era morto. Barrow si assicurò che Paul fosse vivo e vegeto, richiamò i giornali garantendo le perfette condizioni di salute del musicista e tutto finì lì, almeno per i successivi tre anni.[6]

La sera del 12 ottobre 1969 il disc jockey Russell Gibb, durante una trasmissione radiofonica sulla rete WKNR di Detroit, raccontò che la sera precedente aveva ricevuto una telefonata nella quale un ascoltatore che si era presentato come "Tom"[7][8] gli aveva confessato di essere a conoscenza di un clamoroso segreto: Paul McCartney era morto in un incidente stradale alle 5 del mattino di mercoledì 9 novembre 1966. A riprova delle sue affermazioni, il misterioso individuo indicava numerosi indizi presenti nei dischi dei Beatles.[9] Due giorni dopo la trasmissione radiofonica di Gibb, il 14 ottobre 1969, un giornale locale di Detroit pubblicò un articolo a firma del giornalista Fred Labour intitolato McCartney Dead: New Evidence Brought to Light. Nel suo pezzo Labour introdusse per la prima volta l'ipotesi che il nome del fantomatico sostituto di McCartney fosse tale William Campbell.[10][11] Nelle prime ore del mattino del 21 ottobre 1969, anche Roby Yonge, un disc jockey della stazione radio WABC di New York, discusse e commentò in diretta le voci sulla morte del Beatle per più di un'ora prima di venire interrotto per limiti di tempo. Circa nello stesso periodo, apparve nelle edicole una rivista dal titolo Paul McCartney Dead: The Great Hoax che apparentemente pareva rinforzare e dare credito ai molti strani elementi che circondavano la faccenda. Pubblicata sull'onda emotiva e sul clamore che la storia aveva suscitato presso il grande pubblico, presentava con dovizia di particolari la presunta storia della morte di Paul.

Presto la notizia fece il giro del mondo e i fan, specialmente gli studenti delle università statunitensi, iniziarono a fare a gara fra di loro nello scovare i messaggi nascosti. Tutto il catalogo passato dei dischi del gruppo ricominciò a vendere moltissimo, compresi gli album precedenti il 1966, l'anno della presunta morte di Paul. Particolarmente curioso fu il fatto che anche nei dischi antecedenti la data del presunto decesso, i fan rintracciassero molti indizi e criptici messaggi.

Gli ipotetici indizi[modifica | modifica wikitesto]

I sostenitori della teoria adducono come prove numerosi indizi che i tre Beatles superstiti avrebbero disseminato nelle loro opere successive alla tragedia. Anche il motivo per cui questi indizi sarebbero stati forniti è controverso: secondo alcuni lo scopo sarebbe stato quello di far conoscere la verità indirettamente, poco alla volta; secondo altri, si tratta di indizi quasi involontari e forniti in modo inconscio; secondo altri i Beatles avrebbero giocato sulla popolarità del mito, introducendo volontariamente riferimenti allusivi e falsi indizi.

Help![modifica | modifica wikitesto]

Nella copertina, Paul è l'unico senza cappello, come per simboleggiare un estraneo al gruppo (alcuni hanno addirittura ipotizzato che possa essere una metafora della presunta decapitazione avvenuta nell'incidente). Se si ascolta al contrario la canzone Help!, si udirebbe secondo alcuni la frase: «Now we need a member» ("Ora ci serve un membro"). Viene fatto riferimento anche alla celebre Yesterday, a causa del passo: «I'm not half the man I used to be, there' s a shadow hanging over me» ("Non sono neanche metà dell'uomo che ero, c'è un'ombra che incombe su di me"). Comunque, questi indizi possono non essere considerati validi, poiché risalgono al 1965, e, secondo la leggenda (almeno nella versione "classica"), il bassista sarebbe deceduto nel 1966.

Rubber Soul[modifica | modifica wikitesto]

Nella copertina di Rubber Soul, la scritta del titolo sembrerebbe un cuore rovesciato e decisamente spezzato. La prospettiva della foto è dal basso: secondo i sostenitori della teoria della morte di Paul, il gruppo sarebbe infatti ripreso dalla prospettiva della tomba di Paul McCartney. Nel brano Nowhere Man Lennon canta: «Nowhere man, can you see me at all?» ("uomo invisibile, puoi vedermi?"), letto dai sostenitori della teoria come: "Paul è morto e sepolto, e non può vedere più nulla".

Anche circa questo indizio è facile osservare una fondamentale incongruenza: l'album fu pubblicato nel 1965, l'anno precedente la presunta morte.

We Can Work It Out[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo We Can Work It Out, uscito proprio in coincidenza della presunta prima data del decesso (dicembre 1965: data alternativa a quella classica, il novembre 1966), già nel titolo contiene un rebus, in quanto significa "Noi ce la possiamo fare" (a continuare senza Paul?). In realtà la canzone sarebbe ispirata alla relazione turbolenta fra McCartney e l'attrice britannica Jane Asher, infatti i due, nel 1965, stavano attraversando un momento di tensione.

The Butcher Cover[modifica | modifica wikitesto]

Butcher Cover ("copertina del macellaio") è il nome che fu dato alla prima versione della copertina dell'album Yesterday and Today, uscito nel mercato americano nel 1966: in questa copertina si vedono i Beatles con camici da macellaio sporchi di sangue, parecchie bambole fatte a pezzi e carne cruda. L'idea della "Butcher Cover" era venuta in mente proprio allo stesso McCartney e secondo quest'ultimo aveva la finalità di mostrare il punto di vista dei Beatles sulla guerra del Vietnam, anche se i sostenitori del PID affermano tutt'altro.

Sul braccio di Paul nella Butcher Cover c'è una dentiera (a indicare i denti che Paul avrebbe perso nell'incidente). George tiene una testa di bambola vicino a Paul, simbolo delle ferite al capo riportate nello scontro. Sempre Paul porta al polso un orologio che, se guardato con una lente di ingrandimento, segnerebbe l'ora del fatale incidente, le 5 di mattina. Ma tutta la copertina simboleggerebbe la natura del terribile incidente. Quando la copertina fu rifatta perché ritenuta "troppo splatter", Paul venne ritratto all'interno di un baule molto simile a una cassa da morto. Sempre in questa foto, per la prima volta nelle foto ufficiali dei Beatles, si vede una cicatrice sul suo labbro superiore.

Revolver[modifica | modifica wikitesto]

Sulla copertina di Revolver, realizzata da Klaus Voorman, Paul è l'unico defilato, addirittura di profilo. In alto a sinistra compare il viso di Paul con un'espressione che potrebbe essere di sofferenza. Ma la maggior parte dei cosiddetti indizi di Revolver si troverebbero nei testi delle canzoni. Il tema della morte in Revolver compare nelle canzoni Taxman, Eleanor Rigby e She Said She Said, e, dato che l'album è proprio del periodo in cui, secondo le versioni più accreditate, Paul morì, potrebbe essere stato uno dei fattori scatenanti alla leggenda.

Nel brano d'apertura dell'album, Taxman (più precisamente, in due diverse strofe della canzone), Harrison canta: «If you drive a car» e «if you get too cold»; il primo verso significa certamente "Se guidi un'auto"; il secondo "Se hai troppo freddo", ma potrebbe anche esser letto, da chi fosse in cerca d'indizi di tragedie, come "Se diventi troppo freddo". In Tomorrow Never Knows (titolo tratto dal libro tibetano dei morti) Lennon canta: «Play the game of existence to the end» ("Gioca il gioco della vita sino alla fine").

Alcuni versi dei brani cantati da Paul (o Campbell secondo i sostenitori della leggenda) vengono interpretati come indizi ancor più espliciti, e addirittura rivelatori di nuovi elementi. In Got to Get You into My Life, Paul canta: «I took a ride, I didn't know what I would find there» ("Andai a farmi un giro, e non sapevo cos'avrei trovato"), e poco dopo: «Then I suddenly see you» ("Poi all'improvviso ti vedo"), entrambi versi che si riferirebbero al suo fatale giro in macchina e al suo incontro con Rita (o con la morte). Ma il verso più esplicito comparirebbe nel celebre brano Eleanor Rigby: «Father McKenzie, writing the words of a sermon that no one will hear [...] wiping the dirt from his hands as he walks from the grave» ("Padre McKenzie, che scrive le parole di un sermone che nessuno ascolterà [...], pulendosi le mani dalla terra mentre si allontana dalla tomba"). Entrambi i versi (che anche in questo caso non si susseguono immediatamente nel testo della canzone) si riferirebbero al funerale segreto di Paul (anziché a quello della povera Eleanor Rigby, sepolta realmente nel cimitero di St. Peter a Woolton (Liverpool), al quale "non venne nessuno", nobody came). Per alcuni sostenitori della teoria, la canzone avrebbe proprio lo scopo di rivelare che la cerimonia sarebbe stata veramente ufficiata da un certo "padre McKenzie"; per di più, nella versione originale del brano, il nome del prete era "Father McCartney",[12] il che renderebbe la cosa ancor più macabra (con Paul che celebra il proprio funerale).

Come nel caso di Help! e Rubber Soul, anche questi indizi sono molto poco attendibili, dal momento che la data del presunto incidente è il 9 novembre 1966 e Revolver fu pubblicato il 5 agosto 1966, con tutti i pezzi citati già depositati.

A Collection of Beatles Oldies (But Goldies!)[modifica | modifica wikitesto]

Anche sulla copertina della raccolta A Collection of Beatles' Oldies (But Goldies) si teorizzano messaggi subliminali. Il PID, infatti, afferma che la parola OLDIES, nella sua parte finale, contiene anche la parola DIES (muore). Inoltre, la O e la L sono le lettere che, nell'alfabeto inglese, precedono rispettivamente la P e la M, da cui P. M. DIES, ossia Paul McCartney muore. Nel centro dell'immagine c'è un'auto che si dirige verso la testa del personaggio (che può ricordare McCartney) in copertina: un altro riferimento all'incidente di Paul e alle sue ferite al capo. Cronologicamente questo sarebbe il primo indizio coerente con la leggenda, essendo l'album uscito il 9 dicembre 1966, un mese dopo la data classica della presunta morte di McCartney.

Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band[modifica | modifica wikitesto]

La copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, con la sua ricchezza di particolari, è stata oggetto di analisi approfondite da parte dei sostenitori della teoria, che vi hanno trovato, com'era lecito aspettarsi, decine d'indizi.

Sulla destra compare una bambola raffigurante l'attrice bambina Shirley Temple che ha sul grembo un modellino d'auto di marca Aston Martin (l'auto che Paul avrebbe guidato il giorno dell'incidente), di color bianco e con l'interno rosso sangue. La bambola indossa un maglione con la scritta: “WELCOME THE ROLLING STONES” (Benvenuti, Rolling Stones), che sarebbero stati a conoscenza del complotto essendo amici della band. Inoltre la figura di vecchietta che tiene la bambola sulle ginocchia indossa sulla mano sinistra un guanto da automobilista macchiato da un liquido rosso che sembrerebbe sangue. Il televisore spento in terra sulla destra suggerirebbe l'idea che la notizia della tragedia venne tenuta celata ai media.

Una composizione floreale gialla in basso a destra ha la forma di un basso Hofner mancino (lo strumento di Paul) con tre corde: la quarta corda (Paul, uno dei quattro Beatles) non c'è più. Essa è stata interpretata come una decorazione tombale. Sopra il basso, (ovviamente orientato con la tastiera verso destra - così suonano i mancini come Paul McCartney), la scritta BEATLES composta con fiori rossi. Accanto, una composizione di fiori rossi a forma circolare che per molti deve essere letta assieme al nome del gruppo a formare "BEATLESO". Per i sostenitori della tesi P.I.D. (Paul is dead) tale scritta deve essere divisa in "BE AT LESO" ad indicare dove, con molta probabilità è sepolto il vero Paul (in Lesotho). Gli stessi fiori, secondo alcuni, formerebbero la parola "Paul" con un punto interrogativo finale. Paul è anche l'unico a impugnare uno strumento nero (un corno inglese, della famiglia dei legni, a differenza di John, Ringo e George che hanno in mano degli ottoni[13]). Inoltre, gli strumenti che compaiono sulla scena non sono quattro, bensì cinque: il quinto strumento è ai piedi del Ringo "giovane", quello in cera, ed è un eufonio, o bombardino, questo davvero parte degli ottoni. Al centro dell'immagine, nella parte inferiore, compare una statuetta di Śiva ("il distruttore"), con due mani alzate che indicano entrambe Paul (secondo altre fonti la statuetta raffigurerebbe invece la divinità Lakshmi). Ancora, John, George e Ringo sono ripresi lateralmente e Paul frontalmente, cosa che contribuisce a far apparire la sua immagine come una sorta di sagomato rispetto alle immagini più tridimensionali dei suoi compagni. E ancora: Paul, che sulla copertina si trova in piedi tra Ringo Starr e George Harrison, sembra che venga sorretto da quest'ultimi, come a simboleggiare che lui, ormai, non è più in grado di reggersi in piedi. Compare poi una mano alzata sopra la testa di Paul (cosa che si ripeterà curiosamente in parecchie altre occasioni) ed è stato detto che ciò possa essere un simbolo di morte in alcune società orientali.[14] In più a sinistra si trovano quattro statue di cera raffiguranti i Beatles in abiti scuri, come se presenziassero a un funerale. Le quattro figure sembrano guardare verso il basso rivolti a una presunta "tomba" (cioè quella di Paul). Paul tiene la sua mano sulla spalla di Ringo, il quale appare particolarmente triste e affranto, come per consolarlo.

1 ONE IX HE <> DIE[modifica | modifica wikitesto]

Il "Drum Clue", presunto messaggio nascosto sulla copertina di Sgt. Pepper's.

Se si prende uno specchio (rivolto verso la parte alta dell'immagine), e lo si appoggia in modo tale che tagli a metà, orizzontalmente, la scritta "LONELY HEARTS" sulla grancassa della batteria in copertina, si formano le due frasi "1 One 1" e "He die" ("1 1 1" sarebbero i tre superstiti e "he die", seppure scorretto da un punto di vista grammaticale, significa qualcosa come "lui muore" ["he dies"] o "lui morì" ["he died"]). Un'altra possibile interpretazione potrebbe essere "1ONE IX HE <> DIE", in cui "11 IX" starebbe per 9 novembre, data della presunta morte, indicata però con la datazione all'americana, e cioè prima il mese e poi il giorno (altre versioni del PID indicano invece proprio la data 11/09, l'11 settembre 1966, come giorno nel quale McCartney morì, anche se questa datazione è in netto contrasto con l'esistenza di una fotografia scattata il 13 settembre 1966 che ritrae Paul e Ringo insieme a Tom Jones, durante una premiazione in TV).[15] La freccia che compare fra "he" e "die", ovviamente, punta proprio verso Paul. Questo è il famoso "Drum Clue" ("la prova della grancassa") uno degli indizi più complessi ed intriganti dell'intera leggenda PID. Risulta inoltre strano o quantomeno curioso che l'artista ideatore del disegno della grancassa indicato in copertina sia un certo "Joe Ephgrave", della cui reale esistenza non si hanno notizie certe. Quindi è stato ipotizzato che possa essere un nome fittizio, creato componendo le parole epitaph ("epitaffio") e grave ("tomba").[16]

«Wednesday morning at five o'clock...»[modifica | modifica wikitesto]

Nuovi presunti indizi vengono dal retro della copertina, in cui Paul è l'unico ripreso di spalle, ha tre bottoni neri sul retro della giubba, e appare troppo alto rispetto agli altri: qui compaiono i testi delle canzoni sovrapposti a una nuova immagine del quartetto. George punta il dito verso la scritta "at five o'clock" ("alle cinque", che sarebbe l'ora dell'incidente) presente nel testo della canzone She's Leaving Home. Nell'album si trova anche un altro riferimento all'orario presunto dell'incidente, nel brano Good Morning Good Morning (anche se in questo caso sono le 5 di pomeriggio). Inoltre la testa del McCartney di spalle è proprio accanto al verso "Without you" ("senza di te") tratto dalla canzone di Harrison Within You Without You. Ancora un altro indizio: le quattro sagome sul retro starebbero a simboleggiare anche la scritta "LOVE" ("amore") con le mani: infatti Lennon, Harrison e Starr sono ripresi di fronte, mentre l'unico a esser di spalle è proprio Paul. Ora, tornando alla parola "LOVE", il primo (George) rappresenterebbe una "L", John Lennon e Ringo Starr comporrebbero la lettera "V" e rispettivamente la lettera "E"; Paul dovrebbe perciò formare una "O". Ma, di fatto, questo va interpretato come un elemento mancante, giacché Paul non mima nessuna lettera, come se fosse stato cancellato. "Love", "amore", o "affetto", che i tre superstiti avrebbero perso, per la scomparsa di una persona cara.

O.P.D.[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immagine interna, sul braccio della divisa di Paul appare una toppa nera con una scritta che a prima vista sembrerebbe recare la scritta O.P.D., sulla quale si è speculato parecchio. Due interpretazioni possibili secondo i sostenitori della teoria sono: "Officially Pronounced Dead" ("ufficialmente dichiarato morto") e "Ontario Police Department" (il "dipartimento di polizia dell'Ontario", in cui avrebbe servito Sheppard).

Billy Shears[modifica | modifica wikitesto]

Anche i testi delle canzoni sono ricchi di spunti: non va dimenticato che con Sgt. Pepper i Beatles completano la transizione cominciata con Rubber Soul e Revolver, con la quale i loro testi diventano sempre più psichedelici, ricchi di nonsense, allusivi, immaginifici e via dicendo. Nel brano d'apertura Paul presenta un certo "Billy Shears": Billy è diminutivo di William (il nome attribuito al suo sosia) e "Billy Shears" può essere interpretato come una sorta di gioco di parole: "Billy's here" ("Billy è qui"). Il brano Lovely Rita (da cui i sostenitori della teoria hanno presumibilmente ricavato il nome dell'autostoppista) parla certamente di automobili e di uno sguardo scambiato con una certa Rita. Nella canzone Being for the Benefit of Mr. Kite!, il testo dice: «The band begins at ten to six» ("La banda comincia alle 6 meno 10"). Queste parole possono esser messe in rapporto con le canzoni presenti nel disco, che corrispondono a 10, Lovely Rita, e 6, She's Leaving Home. In Good Morning Good Morning è presente la strofa: «Nothing to do to save his life, call his wife in» ("Niente da fare per salvargli la vita, chiamate sua moglie"), parole interpretate come un altro riferimento all'incidente mortale che avrebbe coinvolto Paul.

«He blew his mind out in a car»[modifica | modifica wikitesto]

Il brano A Day in the Life conterrebbe parecchi indizi, tra cui i versi: «He didn't notice that the lights had changed» ("Non si accorse che il semaforo aveva cambiato colore"), «He blew his mind out in a car» ("S'è fatto saltare le cervella in macchina"), «They'd seen his face before» ("La gente aveva già visto il suo volto"). In realtà il riferimento del brano, scritto a quattro mani da Lennon e McCartney, è all'incidente automobilistico che nel 1966 costò la vita a Tara Browne, rampollo dei birrai irlandesi Guinness, un evento che sconvolse l'opinione pubblica britannica. La cosiddetta "The Inner Groove", famosa traccia fantasma, situata alla fine dell'album, ripete in continuazione qualcosa che assomiglia alla frase: «Never Could Be Any Other Way» ("Non c'era altra soluzione", forse riferendosi alla scelta di nascondere al mondo la verità), e, se sentita a rovescio, sembrerebbe dire «Will Paul Be Back as Heaven?» ("Tornerà Paul come in paradiso?"). Successivamente McCartney racconterà al suo biografo Barry Miles che nell'estate del 1967 un gruppo di ragazzi gli chiese spiegazioni circa il messaggio segreto nascosto nella traccia se ascoltata al contrario. Paul disse loro: «Vi sbagliate, dice solo 'It really couldn't be any other' ('Davvero non potrebbe essere nessun altro')». Li portò a casa sua, suonò il disco al rovescio insieme a loro, e si accorse stupito che la frase gli sembrava invece proprio dire: «We'll fuck you like Superman» ("Ti fotteremo come Superman").[17] McCartney riferì a Miles che: «Non fu nulla di intenzionale, ma probabilmente quando ascolti un disco al contrario suona come una roba del genere... se ci provi davvero, puoi tirare fuori di tutto da qualsiasi cosa».[17]

Magical Mystery Tour[modifica | modifica wikitesto]

Nella copertina di Magical Mystery Tour, disco pubblicato dai Beatles nel 1967 in due diversi formati: come doppio EP per il mercato europeo e come LP negli Stati Uniti, la parola stellata "Beatles", guardata allo specchio, sembra un numero di telefono, 5371438.[18] Pare che negli anni sessanta a Londra a quel numero rispondesse una voce registrata che diceva "ti stai avvicinando".[19]

The Walrus was Paul[modifica | modifica wikitesto]

Sempre su quest'album appare il tricheco di I Am the Walrus, anch'esso oggetto di numerose speculazioni. Per alcuni, sarebbe, secondo la mitologia eschimese, un simbolo di morte, mentre altri pensano che si riferisse alle condizioni della faccia e del corpo di Paul dopo l'incidente[20] È Lennon a cantare "io sono il tricheco", ma nel booklet dell'album a "Little Nicola" (la bambina che appare nel film) viene attribuita la risposta: "no, you're not" (no, non sei tu). Sempre nello stesso brano si sente una voce in sottofondo che, riprodotta al contrario, sembrerebbe dire: «Ha ha, Paul is dead». Fra i numerosi effetti sonori, inoltre, vi è il brano del Re Lear di Shakespeare ("rubato" alla maniera di John Cage da una trasmissione radio) che recita "oh, morte inopportuna". Precisamente, durante la coda strumentale finale della canzone, le drammatiche parole che si ascoltano, provengono da un frammento dell'edizione radiofonica del Re Lear (Atto IV, Scena VI), che fu aggiunto al brano direttamente registrando in diretta la messa in onda dell'opera sulla BBC (forse sul terzo canale BBC). Lo stralcio di dialogo che si sente alla fine della canzone, quindi, è la scena della morte del personaggio di Oswald («Oh untimely Death! Death! Bury my body, Bury me! ecc...»).[21] Nel White Album Lennon avrebbe gettato altra benzina sul fuoco cantando, nel brano Glass Onion (termine con cui secondo alcuni si indicherebbero le bare di vetro): «Here's another clue for you all, the walrus was Paul» ("ecco un altro indizio per voi tutti, il tricheco era Paul"), frase che, secondo interpretazioni più convenzionali, avrebbe proprio il senso di schernire i fan troppo accaniti nella ricerca di indizi nascosti e messaggi in codice nell'opera del quartetto di Liverpool.[22][23] Se la canzone viene ascoltata al contrario, secondo alcuni, si potrebbe sentire: «Paul took the wrong road» ("Paul prese la strada sbagliata"). A metà del video, in corrispondenza delle parole: «Sitting in an English garden» ("seduto in un giardino inglese", allusione ad un cimitero secondo i sostenitori della teoria PID) si vedono prima i quattro Beatles schierati che indicano qualcosa, scena seguita da un breve fotogramma di un primo piano di Paul con gli occhi chiusi e subito dopo, quando la scena si riallarga si vede sfrecciare sullo sfondo una macchina bianca in lontananza la cui traiettoria "attraversa" proprio la testa di Paul. Curiosamente lo stesso fenomeno accade anche nel videoclip della canzone Strawberry Fields Forever di poco precedente.

Altro brano del testo di I Am the Walrus che viene spesso preso in considerazione dai seguaci della teoria PID sono le parole cantate da Lennon: «stupid bloody tuesday» ("stupido maledetto martedì"), in quanto la sera prima della presunta data della "morte" di McCartney indicata dalla leggenda, 9 novembre 1966, e quindi la sera dell'8 novembre '66, che avrebbe preceduto la lite tra Paul e gli altri membri dei Beatles la quale portò all'uscita dallo studio di quest'ultimo a tarda notte con conseguente incidente mortale, era appunto un martedì.

Sulla copertina dell'album, i quattro Beatles indossano degli strani costumi da animali psichedelici, i sostenitori del PID dunque affermano anche che Paul, in qualche modo, sia il tricheco (tra l'altro l'unico personaggio che appare in nero sulla copertina dell'album). Ma anche sulla testa dell'ippopotamo (che dovrebbe essere Paul se non si tenesse conto delle teorie menzionate finora) appare una mano.

I Was[modifica | modifica wikitesto]

Nel libretto fotografico di Magical Mystery Tour presente nella versione in vinile dell'album pubblicato negli Stati Uniti, secondo i sostenitori della teoria PID sarebbero sparsi una moltitudine di indizi. Il risvolto di copertina presenta un disegno di quattro maghi; Paul ha il lato sinistro del viso nascosto e il suo è l'unico cappello decorato con fiori neri. La storia del libretto si apre con le parole: "Away in the sky, beyond the clouds, live four or five Magicians" ("Lontano nel cielo, dietro le nuvole, vivono quattro o cinque maghi"); il quinto mago sarebbe Campbell. A pagina 3 del libretto, Paul, in divisa da ufficiale dell'esercito inglese, appare seduto dietro a una scrivania con in bella mostra il cartello "I Was" ("io ero")[24]; dietro di lui, bandiere britanniche piegate a lutto. A pagina 4 appare vestito da mago insieme a Ringo, col cappello schiacciato; e a pagina 9 il disegno di Paul ha addirittura la testa fracassata. Alle pagine 5, 10 e 13 Paul non indossa le scarpe (presunta simbologia che ricorre anche nel successivo Abbey Road). A pagina 8 ci viene mostrata una scena non presente nel film, probabilmente tagliata in fase di montaggio. Si vedono il cast e la troupe del film prendere parte a un pranzo in un ristorante. Se l'immagine viene ruotata di 90 gradi in senso orario sarebbe possibile scorgere l'immagine di un teschio danneggiato sul lato sinistro.

LOVE the 3 Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Sulla grancassa della batteria Ludwig di Ringo a pagina 13 si legge "LOVE the 3 Beatles" ("amate i 3 Beatles"), anche se è bene precisare che il supposto "3" potrebbe essere interpretato come un semplice scarabocchio. Sempre nella stessa immagine, Paul appare scalzo e vicino a lui ci sono le sue scarpe (visibili anche nel filmato della canzone I Am the Walrus nella parte 0.06 in basso a sinistra) che sembrano macchiate di rosso (che alcuni hanno voluto interpretare come sangue). A pagina 23 Paul è l'unico a indossare un fiore nero all'occhiello mentre gli altri tre Beatles ne hanno uno rosso; altre mani sulla testa di Paul alle pagine 18 e 24. A pagina 15 un Paul (disegnato) giocherella con una macchinina sulla scrivania, come a voler suggerire un macabro possibile riferimento all'incidente.

Osservando il retro di copertina, girato di lato, e lasciando che gli occhi vadano fuori fuoco, sembra apparire l'acronimo RIP (Requiescat In Pacem, in inglese Rest In Peace, in italiano Riposa In Pace).

I testi sono in questo caso meno ricchi di spunti; si è voluto leggere una sorta di sberleffo di Campbell a Paul nelle parole di Hello Goodbye: «you say goodbye, I say hello» ("tu dici addio, io dico ciao", come a dire: "esci tu, entro io"), e c'è chi sostiene che Lennon, alla fine di Strawberry Fields Forever, dica: «I buried Paul» ("ho sepolto Paul") anziché, come parrebbe, «cranberry sauce» ("salsa al mirtillo rosso"). Nel brano di George Harrison Blue Jay Way, le liriche del testo: «Please don't be long, Please don't you be very long», se ascoltate al contrario rivelerebbero il seguente messaggio: «Paul is bloody, Paul is very very bloody» ("Paul è sanguinante, Paul è molto molto sanguinante").[25]

Death Cab for Cutie[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Magical Mystery Tour, verso la fine è presente una scena nella quale John e George si recano in un night club per assistere a uno spogliarello. La band che suona nel locale è la Bonzo Dog Doo-Dah Band che esegue una strana canzone dal titolo Death Cab for Cutie nella quale viene narrata la storia di una ragazza che una notte prende un taxi e muore in un incidente stradale. Però il termine "cutie" ("persona carina") è un aggettivo valido sia per i maschi che per le femmine, e Paul durante l'apice della Beatlemania veniva definito dalla stampa proprio "Paul the cutie" ("Paul il bello"). Inoltre, in un'altra scena del film John chiama Paul con il nome "Bonzo", proprio come il gruppo che esegue il brano, e taluni hanno interpretato il fatto come se Lennon volesse porre l'attenzione proprio sul testo di Death Cab for Cutie. La canzone, un rock 'n' roll anni cinquanta, è diventata con il passare degli anni un piccolo classico underground nella zona di Liverpool e ha ispirato anche una band che ha deciso di chiamarsi come il titolo del brano.[26]

Sempre in una scena del film, Paul vaga solitario per una collina come uno spettro (un presunto riferimento a Edgar Lee Masters) per l'esecuzione del suo brano The Fool on the Hill.

Lady Madonna[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo dei Beatles intitolato Lady Madonna e pubblicato nel marzo 1968, contiene i versi: «Wednesday morning papers didn't come» ("i giornali di mercoledì mattina non arrivarono"); che i sostenitori della leggenda PID interpretano come un riferimento al fatto che la notizia del decesso di Paul fu occultata e tenuta segreta alla stampa.

White Album[modifica | modifica wikitesto]

Nel poster all'interno del White Album (a pag. 18 nel libretto del disco) compare un individuo che sarebbe Campbell prima della chirurgia plastica. In una foto di Paul che balla, due mani scheletriche sembrano volerlo afferrare dalla schiena. Nell'angolo in alto a sinistra del poster c'è una foto di Paul in una vasca da bagno (a pag. 3 del booklet del CD): la posizione della testa di Paul e la schiuma di sapone attorno suggeriscono la macabra scena del suo fatale incidente.

Turn Me On, Dead Man[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto concerne l'analisi dei testi dalla prospettiva del PID, si è già detto di Glass Onion (vedi Magical Mystery Tour). In Don't Pass Me By Ringo canta: «I'm sorry that I doubted you, I was so unfair, You were in a car crash and you lost your hair» ("Mi dispiace di aver dubitato di te, sono stato così scortese, sei rimasto coinvolto in un incidente d'auto e hai perso i capelli"), tale strofa viene indicata dai seguaci della teoria PID, come una prova a sostegno della morte di McCartney avvenuta in un incidente d'auto dove sarebbe rimasto decapitato, mentre tornava a casa dopo un litigio in studio con gli altri tre Beatles. Revolution 9 inizia con una voce che scandisce tre volte le parole: «Number nine», che se ascoltate al contrario suonerebbero come: «Turn me on, dead man» ("eccitami, uomo morto"); il numero 9 si riferirebbe sia alla somma delle lettere che compongono il nome McCartney (nove, appunto), sia al giorno della presunta morte (il 9 novembre). Fra i rumori che compongono questo brano (non propriamente musicale) c'è anche una frenata d'automobile e uno schianto, e ascoltando la traccia al contrario si sentirebbe una voce che grida: «Get Me Out! Get Me Out!» ("Tiratemi fuori! Tiratemi fuori!") presumibilmente dall'auto in fiamme, un coro che sembra ripetere: «Paul is dead, Paul is dead», ed una voce che grida velocemente: «I'm die!» ("Io sono morto!"), dopodiché si sentono delle urla, commenti su un chirurgo e un dentista che non avrebbero fatto bene il loro lavoro (su Campbell?) e altre amenità del genere. Infine ci sono anche delle voci (probabilmente quelle di Lennon e Harrison) che dicono: «Watusi... The twist... El dorado...» e che, se ascoltate al contrario, sembrano dire: «Paul is dead... since the... his suicide» ("Paul è morto... fin dal... suo suicidio").

Paul is a dead man. Miss him. Miss him. MISS HIM![modifica | modifica wikitesto]

Alla fine di I'm So Tired, uno strano mormorio di Lennon, se ascoltato al contrario, sembrerebbe dire: «Paul is dead, man: miss him, miss him, miss him!» ("Paul è morto, amico: mi manca, mi manca, mi manca!"). Ulteriore clamore tra i sostenitori della PID ha suscitato l'uscita di una versione primitiva della canzone con un mixaggio differente sul documentario Anthology nel 1996. L'esecuzione della canzone termina con la strofa: «I'd give you everything I've got for a little peace of mind» ripetuta per tre volte inframezzate da brevi colpi di batteria. Sopra l'ultimo colpo di grancassa, prima dell'ultima ripetizione della frase, si sente Lennon mormorare di nuovo qualcosa di incomprensibile. Questo nuovo borbottio, suonato al contrario, sembra la voce di John che dice: «Are you listening?» ("State ascoltando?"). Quindi, prima Lennon sembra chiedere l'attenzione del pubblico, per poi dire pochi secondi dopo, come già detto, «Paul is a dead man. Miss him. Miss him. MISS HIM!» ("Paul è morto. Mi manca. Mi manca. MI MANCA!"). Curioso è il fatto che questo nuovo mormorio compaia solo nel documentario video e sia stato eliminato nella versione del brano presente sul disco Anthology 3.

«Can you take me back?»[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del brano Cry Baby Cry, e appena prima della sinistra introduzione di Revolution 9, compare Paul in una ghost track non segnalata in alcun modo sul disco (originata da una take del brano I Will) che dice: «Can you take me back where are people? Can you take me back?» ("Puoi riportarmi dove sono le persone? Puoi riportarmi indietro?"), come a voler sottolineare un rimpianto del Paul ormai defunto che vorrebbe ritornare alla vita strappatagli troppo presto.

Yellow Submarine[modifica | modifica wikitesto]

Sulla copertina di Yellow Submarine ancora una volta compare una mano sopra la testa di Paul, anche se questa volta si tratta del segno molto italico delle "corna". Il sottomarino giallo sembra sepolto dentro una collina (e alcuni hanno fatto notare la similitudine con una bara gialla). In All You Need Is Love pare di sentire in sottofondo: «Yeah, he's dead, we loved you yeah, yeah, yeah» ("sì, è morto, ti abbiamo amato"; effettivamente, il brano ripropone il ritornello di She loves you nella forma We loved you). Secondo alcuni invece i Beatles stanno solo dicendo: «Yesterday» (che può sembrare un "Yes, he's dead") e «She loves you, yeah, yeah, yeah», che può sembrare un "we loved you, yeah, yeah, yeah", citando espressamente due dei loro più grandi successi del primo periodo della band.

In Only a Northern Song George canta: «If you think the harmony is a little dark and out of key, you're correct, there's nobody there» ("se pensi che l'armonia sia un po' tetra e stonata, hai ragione, non c'è nessuno là"; forse al posto di McCartney?). In Yellow Submarine, durante i rumori di metà canzone, al minuto 1:41 e al minuto 1:07, una voce sembra dire: «Paul is dead».

In una scena del lungometraggio Yellow Submarine appare brevemente una lapide mortuaria con la scritta "N° 49 Here Lie Buried William McMilley" ("Numero 49 - Giace qui sepolto William McMilley"), oltre al fatto che il nome ricorda sia William (Campbell), il supposto rimpiazzo, sia McCartney (McMilley) è stato fatto notare che 4 sono le lettere che compongono il nome "Paul" e 9 quelle che compongono il cognome "McCartney". Quindi "4-9 Here Lie Buried" starebbe a significare "Paul McCartney giace qui sepolto". Inoltre in un'altra scena del film appaiono sullo schermo per breve tempo due Paul McCartney in versione cartone animato, come per sottolineare che forse ne esiste più di uno (il sosia?).[27] E quando il personaggio di Paul fa la sua prima entrata in scena, viene accolto da un suono di applausi[28] e riceve un mazzo di fiori come un attore che interpreta con successo la sua parte.

Abbey Road[modifica | modifica wikitesto]

La copertina di Abbey Road è forse quella le cui interpretazioni a sostegno della morte di Paul sono più note. Il gruppo attraversa la strada in fila, e gli abiti indossati dai quattro suggerirebbero secondo alcuni una processione funebre: apre John completamente vestito di bianco (sacerdote o forse angelo), Ringo con un sobrio completo nero che potrebbe far pensare al portatore della bara, Paul a piedi scalzi, con gli occhi chiusi, tiene la sigaretta con la destra pur essendo mancino (c'è però da dire che anche in una foto scattata nel 1964, perciò prima della presunta morte, e pubblicata nell'album Beatles for Sale, Paul tiene una sigaretta con la mano destra); e infine George in jeans e clarks potrebbe far pensare al becchino in abiti da lavoro per scavare la fossa. Paul, inoltre, è l'unico dei Beatles fuori passo rispetto agli altri, forse a simboleggiare la sua estraneità al vero gruppo.

LMW 28IF[modifica | modifica wikitesto]

Sulla targa del Volkswagen Maggiolino bianco parcheggiato a sinistra, si legge "28IF" - "28 SE", interpretato come "28 anni SE fosse ancora vivo" (secondo alcune persone sulla targa dell'automobile c'è invece scritto "281F"). Questo indizio non è esatto: la foto venne scattata l'8 agosto del 1969 e Paul, nato il 18 giugno 1942, a quell'epoca aveva quindi 27 anni. Tuttavia, se si considera che alcune dottrine calcolano l'età non a partire dalla nascita bensì dal concepimento, allora tutto quadra. Anche alla luce di questo il resto della targa, "LMW", è stato letto come "Lie 'Mongst the Wadding", poemetto dello scrittore americano Stephen Crane, anch'egli morto a 28 anni (il suo viso appare seminascosto da una mano sopra la testa di Paul nel famoso collage di Sergeant Pepper's)[29]. Altri hanno letto "LMW" come "Linda McCartney Widowed" (vedova) o come "Linda McCartney Weeps" (piange), ma anche questo indizio sembra inesatto, infatti se Paul fosse deceduto nel 1966 come da leggenda, dovrebbe essere la sua fidanzata dell'epoca, cioè Jane Asher, a piangere, e non Linda che all'epoca della presunta morte non lo conosceva nemmeno. Altra voce parrebbe attribuire alla targa dell'auto LMW 28 IF la seguente dicitura: Living Mccartney Was 28 If. Tale teoria, nel suo inglese sgrammaticato (e non senza forzature) vuole riallacciarsi al discorso dell'età che il musicista avrebbe avuto fosse stato ancora in vita. Traducendo a senso (e rimettendo le parole nella loro posizione corretta) si potrebbe tradurre: "Se fosse in vita Paul Mccartney, questi avrebbe 28 anni". Dall'altra parte della strada c'è un camioncino della polizia, simile a un carro funebre, che i fautori della teoria del PID sostengono essere l'automezzo che all'epoca accorreva in soccorso negli incidenti stradali. Mossa sullo sfondo, si vede un'automobile che si allontana, esattamente in linea con Paul. L'unico numero civico che appare sembrerebbe un 3, corrispondente al numero dei Beatles superstiti; sul retro copertina, la "S" di Beatles è spezzata e, subito accanto, un riflesso sul muro sembra comporre un teschio. Infine, davanti alla parola "Beatles" si vedono dei fori sul muretto, che, se uniti fra di loro, formerebbero ancora un 3.

«One and one and one is three»[modifica | modifica wikitesto]

Nel testo di She Came In Through the Bathroom Window alcuni versi sono stati interpretati come indizi sulla vita di William prima di prendere il posto di McCartney nei Beatles: «So I quit the police department and got myself a steady job» ("così lasciai il dipartimento di polizia e mi trovai un lavoro fisso"). E in Come Together John canta: «one and one and one is three» ("uno più uno più uno fa tre"), per la leggenda, un'osservazione sul numero effettivo dei veri Beatles rimasti. Nel verso successivo, sempre John dice: «Got to be good-looking 'cause he's so hard to see», e cioè "ci vuole un buon occhio perché lui è molto difficile da vedere": si riferisce forse a Paul? Secondo la leggenda, probabilmente sì, visto che lui dovrebbe essere morto e quindi "invisibile", oppure interpretabile come "ci vuole buon occhio per accorgersi che non si tratta del vero Paul". È anche interpretabile come "Deve essere di bell'aspetto perché è molto difficile da vedere" e Paul è sempre stato il Beatles dal bell'aspetto. Altro indizio?

Let It Be[modifica | modifica wikitesto]

Sulla copertina di Let It Be, Paul guarda in direzione diversa dagli altri ed è l'unico ad apparire su sfondo rosso (ancora interpretato come un riferimento al sangue). In più, se si ascolta al contrario il ritornello dell'omonimo brano, sembrerebbe possibile percepire la frase: «He's been dead» ("lui è morto"); e se il ritornello di Get Back viene fatto scorrere al rovescio, si potrebbe altresì sentire: «I need some wheels! Help me! Help me!» ("aiuto, aiuto, ho bisogno di copertoni!"), un supposto riferimento all'incidente stradale.

Free as a Bird[modifica | modifica wikitesto]

Nel video della canzone Free as a Bird (inedito originariamente di Lennon, riarrangiato dai Beatles superstiti nel 1994 e reso pubblico nel novembre 1995) che mostra alcune scene di vita inglese e dei Beatles riprese dal punto di vista di un volatile, al minuto 1.24 inizia una scena di una manciata di secondi in cui tre Beatles attraversano una strada di corsa affiancando una macchina nera identificabile come un carro funebre con le porte posteriori aperte. Al minuto 1.57 si vedono i tre Beatles vestiti di nero e Paul vestito di rosso, scena derivata dal video di Penny Lane (ancora un altro riferimento al sangue) e dal minuto 2.20 (in un fotogramma al minuto 2.21, nel vetro della camionetta della polizia appare un riflesso delle fronde di un albero, in cui i sostenitori della leggenda hanno voluto scorgere un'immagine simile al volto di Paul cadavere) al minuto 2:28 è rappresentata la scena di un violento incidente stradale di una vettura sportiva targata YFE. Ovviamente la sequenza è riferita all'incidente di Paul McCartney. Al termine del video, dopo una sequenza in un cimitero (dove si vede il cane di Paul, Martha, correre come se cercasse il suo padrone e dove, in una cappelletta, si vede il cartello di Sgt. Pepper), prima che la scena si sposti passando per la sagoma di Paul McCartney saltellante sul celebre attraversamento pedonale di Abbey Road (una delle copertine che nasconderebbe numerosi indizi della morte di McCartney), la ripresa passa davanti ad una tomba con scritto il nome di Eleanor Rigby, già titolo dell'omonimo brano presente nell'album Revolver del 1966, che si riferirebbe, come già detto, al funerale segreto di Paul. Inoltre, sulla lapide sembra sia stata aggiunta una foto di Paul in trasparenza. Infine, al termine del video e della canzone si sente un ennesimo borbottio da parte di Lennon dal significato indecifrabile, che, se mandato al contrario rivelerebbe la frase: "Hear that noise again, guess who's dead", ovvero "Senti il rumore ancora, indovina chi è morto".

Anthology 3[modifica | modifica wikitesto]

La copertina del terzo volume dell'Anthology mostra i visi dei Beatles presi dalla copertina di Let It Be, ma mentre le foto di Ringo, John e George sono esattamente quelle dell'album in questione, l'immagine di Paul è stata sostituita da quella presente sull'album Rubber Soul. I sostenitori del PID affermano quindi che sia stata volutamente inserita un'immagine del "vero" Paul precedente all'incidente mortale, invece che quella del suo rimpiazzo.

Let It Be... Naked[modifica | modifica wikitesto]

Nel booklet interno dell'album ci sono una serie di fotografie e uno script di un film. Una delle foto mostra Paul che tiene in mano una tazza nella mano destra vicino alla scritta "As Nature Intended" ("Come natura ha creato"). Dato che Paul McCartney è notoriamente mancino, si è voluto vedere un ironico riferimento al falso Paul che invece sarebbe destro.

Album solisti[modifica | modifica wikitesto]

Si noti come la maggior parte degli indizi successivi allo scioglimento del gruppo, siano stati riscontrati proprio nei dischi solisti di Paul McCartney, il presunto defunto.

McCartney[modifica | modifica wikitesto]

Sulla copertina del primo album solista di Paul dopo la fuoriuscita dai Beatles, intitolato semplicemente McCartney, è presente una tazza vuota, la quale reca esplicitamente traccia di aver contenuto delle ciliegie, per via del succo rosso rimasto sul fondo e delle stesse sparse sul tavolo. Poiché esiste un vecchio detto inglese che dice: "La vita è come una tazza piena di ciliegie", una tazza vuota starebbe a simboleggiare che la vita non c'è più, è terminata.

All Things Must Pass[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo album da solista di George Harrison, All Things Must Pass pubblicato nel 1970, un nastro alla rovescia presente nel brano It's Johnny's Birthday sembrerebbe dire: «He never wore his shoes, We all know he was dead» ("Non portava mai le scarpe, tutti sappiamo che era morto") con evidente richiamo alla copertina di Abbey Road dove McCartney appare scalzo.[30]

Ram[modifica | modifica wikitesto]

Sulla copertina dell'album Ram di McCartney uscito nel 1971, compare sul lato destro una piccola scritta che recita "L.I.L.Y." La spiegazione ufficiale è che sia un acronimo per "Linda I Love You", un messaggio d'amore inserito da Paul per la moglie. I sostenitori PID invece sostengono che specchiando a metà la scritta, come nel caso delle parole "Lonely Hearts" su Sgt. Pepper's, riappaia il messaggio "I I I X" del Drum Clue, e cioè, a seconda di come si voglia interpretarlo: Tre vivi uno morto, 11 settembre, o 9 novembre, le date ipotetiche della presunta morte del vero Paul McCartney.

Band on the Run[modifica | modifica wikitesto]

Il testo di Band on the Run, famoso brano e titolo dell'omonimo album di Paul McCartney & Wings del 1973, contiene le strofe: «Stuck inside these four walls, sent inside forever, never seeing no one nice again like you» ("Chiuso dentro queste quattro mura, per sempre, senza poter rivedere mai nessuno dolce come te"), «If I ever get out of here, thought of giving it all away, to a registered charity» ("Se mai uscirò di qui, ho pensato di donare tutto a qualche ente di beneficenza") che sono state interpretate dai sostenitori PID come il lamento del supposto "rimpiazzo" costretto a rinunciare alla sua vera vita per interpretare il ruolo di Paul per sempre.[31]

London Town[modifica | modifica wikitesto]

Le copie originali dell'LP London Town di Paul McCartney & Wings contenevano un poster nel quale si vede un'immagine di Paul e Linda a bordo di una barca con la parola "SUBSTITUTE" ("sostituto") scritta sopra di loro (è visibile nell'angolo in alto a destra).[32]

McCartney II[modifica | modifica wikitesto]

Qui l'indizio sarebbe tutto nel titolo e nell'immagine di copertina dell'album solista di Paul McCartney del 1980. Il titolo (McCartney due o McCartney secondo) può essere interpretato come un riferimento al doppio Paul, al fatto che ne esistano due (l'originale e il sostituto?) oltre al fatto che effettivamente sia il suo secondo album solista ad intitolarsi McCartney dopo quello del 1970. Inoltre, in copertina, un primo piano del volto di Paul ritratto in una espressione sbigottita, riflette singolarmente due ombre sul muro.

Give My Regards to Broad Street[modifica | modifica wikitesto]

Nel film del 1984 con protagonista Paul McCartney intitolato Give My Regards to Broad Street, c'è una scena in cui egli entra in una stanza dove si trovano due uomini, ne segue una presentazione in cui viene detto: "Conosci William?" Quindi, secondo i sostenitori PID, "Faul" verrebbe presentato con il suo vero nome.[33]

Chaos and Creation in the Backyard[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'album da solista di McCartney del 2005, Chaos and Creation in the Backyard, secondo i complottisti PID sarebbe l'anagramma (voluto intenzionalmente dall'artista) dell'inquietante He Died in a Car Crash on a Batty Conk[34][35] ("Morì in un incidente d'auto con un violento colpo alla testa").[36]

Memory Almost Full[modifica | modifica wikitesto]

Nell'album di Paul McCartney Memory Almost Full del 2007, ascoltando al contrario il brano Gratitude, si riuscirebbero a percepire queste parole: «Who is this now? Who is this now? I was... Willie Campbell!» ("Chi è questo, adesso? Chi è questo, adesso? Io ero... Willie Campbell!").[37]

Confutazioni[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda della morte di Paul presenta numerose incongruenze, a partire dal già menzionato problema di come un sosia avrebbe potuto sostituire e imitare così efficacemente un musicista e cantante del livello di McCartney, ed oltretutto essere (o fingersi) mancino come il vero Beatle. Ipotizzare che Yesterday e Penny Lane siano state scritte da due autori diversi non è certamente semplice.

Molte date non coincidono; Help!, Rubber Soul, Revolver e Yesterday and Today, per esempio, sono antecedenti alla presunta morte.

Distintivo della Ontario Provincial Police

Per fare un altro esempio, sul distintivo della giacca di Paul fra le fotografie interne di Sgt. Pepper le lettere sono O.P.P.[38] (e non O.P.D.), che stanno per Ontario Provincial Police, distintivo ricevuto da Paul quando i Beatles suonarono a Toronto nel 1965 e con la seconda "P" trasformata in "D" dalla piega della giacca.[39] Ancora, nella copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band la mano sulla testa di Paul è quella dell’attore Issy Bonn che saluta il pubblico, e la collocazione sul capo del musicista è secondo Peter Blake una pura coincidenza.[40] La foto tessera presente nel poster del White Album che rappresenterebbe Campbell prima della plastica facciale, non è altri che McCartney stesso camuffato con occhiali e baffi finti, cosa che abitualmente faceva durante gli anni della Beatlemania per sfuggire ai fan scalmanati. Alla fine di Strawberry Fields Forever, a un più accurato ascolto, Lennon dice "cranberry sauce" ("salsa di mirtillo") e non "I buried Paul" ("Ho sepolto Paul"), cosa che è stata confermata soprattutto dall’uscita sull’Anthology dei differenti provini della canzone, dove le parole di Lennon sono nettamente più comprensibili.[41] È ampiamente documentato che il 12 novembre 1966, tre giorni dopo la data classica della presunta tragedia, Paul McCartney e Mal Evans partirono per una vacanza-safari in Kenya.[42] Come è possibile, quindi, che i Beatles (o chi per loro) abbiano trovato un perfetto sosia di Paul in appena due giorni? Anche la targa "28IF" di Abbey Road è poco convincente perché Paul, nato il 18 giugno 1942, avrebbe avuto (o aveva) 27 anni e non 28 alla data in cui l'album fu pubblicato.[43] Quanto al riferimento alla "Vedova McCartney" riportato sulla targa stessa, la data della presunta morte implicherebbe che l'uomo che Linda incontrò per la prima volta ad un party nel 1967 (e che avrebbe poi sposato il 13 marzo 1969) fosse fin da allora l'"impostore" anziché il vero Paul. Per quel che riguarda i supposti messaggi nascosti ascoltando alla rovescia le canzoni, non sono mai attendibili al cento per cento poiché ad ognuno può sembrare di sentirci qualsiasi cosa, ed è quindi fin troppo semplice ridurre il tutto ad una tipica forma di suggestione.

Più in generale, nel valutare le singolari coincidenze citate nelle sezioni precedenti occorre ricordare che i dettagli della leggenda PID furono definiti gradualmente, in molti casi a posteriori rispetto alla comparsa degli "indizi" nella discografia dei Beatles (si veda per esempio il caso di "Padre McKenzie").

Non si può escludere, peraltro, che i Beatles abbiano volutamente "giocato" con la leggenda che stava nascendo, o che l'abbiano alimentata inconsapevolmente attraverso qualche scelta fatta con altri intenti (per esempio è vero che Paul è spesso "fuori schema" rispetto agli altri Beatles nelle copertine e nelle foto ufficiali: di spalle, di profilo ecc.). Lennon, in particolare, amava l'humor nero: una foto, tra quelle degli esordi al Cavern, mostra il chitarrista che si finge morto, mentre gli altri componenti della band lo vegliano. E il gioco venne ripetuto anche durante un'altra sessione fotografica svoltasi nel 1968 ai tempi dell'uscita del White Album, sempre con Lennon nella parte del morente. Con la leggenda PID sarebbe soltanto "cambiato" il Beatle morto. Molti indizi successivi, compresi tutti quelli presenti nei dischi solisti dei singoli Beatles, sono posteriori alla nascita e diffusione della leggenda (1969), e quindi potrebbero essere stati inseriti intenzionalmente come ironico commento alla storia (si veda per esempio l'indizio presente nell'album All Things Must Pass di Harrison), cosa che sarebbe stata in perfetta sintonia con il particolare senso dell'umorismo dei quattro.

A questo va inoltre aggiunto un dubbio fondamentale, ovvero come sia potuta pervenire fino a noi la conversazione tra Rita e Paul circa la gravidanza, la fuga da casa, eccetera dato che le uniche due persone presenti al dialogo (Rita e Paul appunto) erano chiuse in un'automobile in movimento (cosa che esclude la presenza di terzi o la possibilità che qualcuno abbia casualmente udito). Tra l'altro, secondo la dinamica dell'incidente, tra la summenzionata conversazione e la loro morte Rita e Paul non hanno avuto modo di parlare con terzi, quindi, i dettagli risultano pervenuti a noi in maniera inesplicabile.

Paul Is Live[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso Paul McCartney (vero o presunto che sia) prende parte, in modo assai ironico, alla diatriba avente ad oggetto il suo destino. Nell'album solista dal vivo Paul Is Live, pubblicato nel 1993, torna ad attraversare le strisce di Abbey Road, stavolta in compagnia di un cane, che nell'immagine di copertina, sembra trascinarlo, pur restando fermo. L'immagine vuole essere l'ideale continuazione della copertina del celeberrimo album Abbey Road dei Beatles, datato 1969. A ben vedere, il maggiolino Volkswagen sulla sinistra dell'osservatore è ancora ben visibile sullo sfondo; questa volta, però, la targa dell'auto, anziché recare la scritta 28 IF (28 SE - ovvero l'età di Paul se fosse stato ancora in vita), presenta la dicitura 51 IS (l'età effettiva del musicista) come a voler dire che Paul c'è (IS) e ha 51 anni.

Smentita ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 ottobre 1969, l'ufficio stampa ufficiale dei Beatles emise un comunicato stampa per smentire le dicerie crescenti circa la morte di McCartney, definendo l'intera faccenda "un cumulo di stupidaggini"[44] ed aggiungendo: «La storia circola già da circa due anni, riceviamo centinaia di lettere da sballati di ogni genere ma Paul è ancora tra noi».[45] Il clamore attorno alla faccenda iniziò a scemare quando,[46] il 7 novembre 1969, la rivista Life pubblicò un lungo articolo intitolato "Paul is still with us" ("Paul è ancora tra noi") contenente un'intervista a McCartney nella sua fattoria in Scozia, nella quale egli disse: «Forse la voce ha cominciato a diffondersi perché non sono apparso molto sui giornali ultimamente. Sono stato assediato dai giornalisti per una vita intera, e non ho niente da dire in questi giorni. Sono felice di stare insieme alla mia famiglia e lavorerò quando avrò voglia di lavorare. Sono stato sotto pressione per dieci anni e non ho mai staccato la spina un attimo. Adesso mi prendo una pausa ogni volta che posso. Preferirei essere un po' meno famoso di questi tempi».[47][48] Sempre nel corso dell'intervista, a proposito dei famigerati indizi aggiunse: «È tutto così dannatamente stupido. Presi quel distintivo OPD in Canada. Era un distintivo della polizia. Forse significa Ontario Police Department o qualcosa del genere. Avevo un fiore nero all'occhiello perché erano finiti quelli rossi. È John, non io, con il costume nero sulla copertina di Magical Mystery Tour. In Abbey Road indossavamo i nostri vestiti di tutti i giorni. Camminavo scalzo perché era una giornata molto calda. La Volkswagen era semplicemente parcheggiata là.»[49]

Riferimenti al PID[modifica | modifica wikitesto]

Già prima della fine dell'ottobre 1969, data della diffusione ufficiale della notizia, furono pubblicati svariati dischi a tema PID, come The Ballad of Paul del gruppo Mystery Tour, Brother Paul di Billy Shears & the All Americans, e So Long Paul di Werbley Finster, pseudonimo di Jose Feliciano.

Nel maggio 1969, Terry Knight, un cantante sotto contratto con la Capitol Records, etichetta americana dei Beatles, pubblicò su singolo una canzone chiamata Saint Paul che parlava dell'imminente scioglimento dei Beatles. Il brano raggiunse la posizione numero 114 in classifica a fine giugno per poi ridiscendere verso il basso. Qualche mese dopo, il brano venne ritrasmesso dalle radio che iniziarono a trasmettere il pezzo ad alta rotazione come omaggio al "vero" Paul McCartney.[50]

Il brano How Do You Sleep? del celebre album Imagine di John Lennon (1971) è un feroce attacco a McCartney; con riferimento alla vicenda del PID, Lennon canta: «Those freaks was right when they said you was dead» ("quei matti avevano ragione quando dicevano che eri morto"). Il senso della frase ovviamente non va letto come una rivelazione della "veridicità" della teoria del PID, ma solo un'aperta critica alla carriera artistica di McCartney (come dire: "non hai fatto niente di importante"); altri versi dello stesso brano recitano per esempio «the only thing you done was Yesterday» ("l'unica cosa che hai fatto è Yesterday") e «the sound you make is muzak»[51] «...to my ears / you must have learned something in all those years» ("i suoni che fai sembrano musica da ascensore alle mie orecchie / dovresti aver imparato qualcosa in tutti quegli anni").

Nel novembre 1969, in Canada, proprio all'apice della diffusione della leggenda "Paul Is Dead", venne pubblicato dalla Polydor Records l'album compilation Very Together, contenente materiale dei primissimi Beatles risalente al 1961 quando suonavano insieme a Tony Sheridan. La copertina del disco mostra quattro candele inserite in un candelabro. Tre di queste sono accese mentre una è stata spenta da poco. Tale misteriosa copertina venne interpretata come un ennesimo indizio. In quest'ottica le quattro candele simbolizzerebbero i quattro Beatles, e la candela smorzata sarebbe il Beatle morto (Paul).

Nel giugno 1970, è stata pubblicata una storia di Batman (nº 222 versione USA) palesemente ispirata al PID, nella quale il cavaliere oscuro cerca di svelare il mistero della sparizione e sostituzione di un membro della band inglese "Oliver Twists".

Paul McCartney ha mantenuto un atteggiamento divertito rispetto a questa vicenda («Le voci sulla mia morte sono oltremodo esagerate. Comunque, se fossi morto, sarei stato sicuramente l'ultimo a saperlo»[52]). Nel 1993 ci ha scherzato persino sopra con il titolo del suo album dal vivo Paul Is Live, in cui ricompare il passaggio pedonale di Abbey Road con una targa di automobile che recita, questa volta, "51 Is" ("51 è"), infatti essendo nato nel 1942, nel '93 McCartney aveva effettivamente 51 anni. Inoltre Paul ha anche prestato la propria voce al personaggio di se stesso in una puntata dei Simpson, alla fine della quale ricorda: «Oh, by the way... I'm alive and I'm amazed» ("a proposito: sono vivo e sono sorpreso").[53]

Quando McCartney venne intervistato all'interno di uno sketch nel programma televisivo statunitense Saturday Night Live nel 1993, il comico Chris Farley gli chiese: «Ricordi quando eri nei Beatles e presumibilmente eri morto, e c'erano tutte quelle tracce e indizi, come la riproduzione di un brano all'indietro che dice 'Paul è morto, Paul è morto'... Quello era uno scherzo, vero?» McCartney rispose: «Sì. Non ero veramente morto.»

Nel 2000 la storia ha ispirato il film Paul Is Dead scritto e diretto da Hendrik Handloegten. La pellicola si è aggiudicata il Gran Premio della Giuria allo Slamdance Film Festival del 2001.

Andru J. Reeve ha scritto il saggio Turn Me On, Dead Man – The Beatles and the „Paul-Is-Dead“ Hoax nel quale analizza attentamente la leggenda PID.

Todd Loren ha scritto un'opera a fumetti intitolata Paul McCartney, Alive or Dead?, ambientata in un universo parallelo dove la leggenda PID è vera.

Ernst Schultze è l'autore del romanzo Carry That Weight: The Story of the Beatles. La trama del libro prende spunto dalla premessa che il rimpiazzo di Paul, William Campbell, dimostrò di avere maggiore talento del Paul McCartney originale.

Jerome Wallerstein ha scritto un romanzo di fantasia ispirato alla teoria PID il cui titolo è I Buried Paul.

Il duo italiano VI April Street prendendo ispirazione dalla leggenda sulla presunta morte di Paul McCartney, ha composto un brano intitolato Who is Paul?[54]

Nel 2013 la scrittrice Teresina Prugnettini al riguardo ha scritto un libro dal nome PID, la vera storia di William S. Campbell vagliando un'ipotetica pista milanese.

Analisi biometriche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, due periti italiani, l'informatico Francesco Gavazzeni e il medico legale Gabriella Carlesi, basandosi su avanzate tecniche medico-legali, hanno svolto un approfondito studio di antropometria e di craniometria su immagini di Paul McCartney, scattate prima e dopo la data del presunto incidente in cui l'artista avrebbe trovato la morte, allo scopo di confrontarne le caratteristiche biometriche e decidere così se si trattasse o meno della stessa persona. Sorprendentemente, lo studio ha portato a concludere che resta aperta la probabilità che non si tratti della stessa persona[55], in quanto il confronto dei dati biometrici (analisi della forma del cranio e della mascella, della curva mandibolare, dei padiglioni auricolari, del palato e della dentatura) indica che si potrebbe trattare di due differenti individui, sia pur in apparenza molto somiglianti.[56] Ulteriori analisi sono state effettuate nel 2013 dal perito antropometrico e biometrico Daniele Gullà per conto della trasmissione televisiva Mistero di Italia1, rivelando come sia le foto delle parti "immutabili" dei volti originali e del presunto sosia che le registrazioni audio della voce non presentino alcun elemento in comune.

Ipotesi sull'identità del presunto rimpiazzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, i sostenitori del complotto, hanno individuato alcuni possibili nomi per l'identità di chi avrebbe sostituito il vero Paul McCartney. Già si è detto del teatrante scozzese (o londinese secondo altre fonti) William Campbell, il nome più ricorrente, e di William "Billy" Sheppard, l'ex poliziotto canadese, ma ad aggiungersi a questi due, di volta in volta sono stati indicati anche Phil Ackrill, membro nei primi anni sessanta della band The Diplomats, Billy Shepherd, autore di un misconosciuto libro sui Beatles intitolato The True Story of the Beatles uscito nel 1964, addirittura Vivian Stanshall, il cantante della Bonzo Dog Doo-Dah Band,[57] e Tara Browne, il rampollo della famiglia Guinness amico dei Beatles e deceduto ufficialmente in un incidente d'auto nel '66, e infine, comicamente, anche Neil Aspinall, del quale una piccola foto da giovane presente sul poster accluso al White Album, è stata scambiata per quella di un "misterioso imitatore vocale" sfiorando così l'assurdo.[58]

Aggiornamenti[modifica | modifica wikitesto]

A fine 2010, i giornali hanno dato la notizia che l'Aston Martin DB5 "Saloon" effettivamente appartenuta a Paul McCartney nel 1966, e alla guida della quale, secondo i sostenitori del PID, avrebbe avuto il fatale incidente automobilistico, è stata rintracciata ed è in fase di restauro presso un'officina di Corsico nell'hinterland milanese, dietro ordine del nuovo proprietario. Sull'auto sono stati rinvenuti segni di un passato incidente che risalirebbero proprio al fatidico 1966. I segni dell'urto non sembrano comunque essere così evidenti da aver potuto causare la morte o il ferimento grave del guidatore al momento dello scontro.[59]

Internet[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento di Internet le voci sulla leggenda "Paul è morto" hanno trovato nuova linfa vitale. Diversi siti web hanno sostenuto (o sostengono tuttora) come le prove fotografiche dimostrino che il McCartney di prima e dopo la fine del 1966 non possa essere la stessa persona, anche se i due individui hanno caratteristiche molto simili tra loro. Alcune nuove teorie suggeriscono che McCartney, invece che perito in un incidente d'auto, sia stato rapito e successivamente ucciso (sempre nel 1966).[60] Nel 2001, si è sparsa persino la notizia dell'esistenza di presunte registrazioni vocali effettuate da George Harrison prima della sua morte,[61] illustrate nel corso di un servizio televisivo prodotto dalla società di produzione indipendente "Highway 61" e delle quali non è mai stata dimostrata l'autenticità, in cui viene "confermata" la leggenda PID (anche se con qualche variante significativa) indicando i motivi che hanno portato all'insabbiamento dell'intera faccenda: la necessità di evitare una possibile ondata di suicidi tra i fan di McCartney, nonché gli interessi economici e politici in ballo. Nella gigantesca operazione di copertura avrebbero avuto un ruolo attivo i servizi segreti britannici (MI5). L'incapacità di sostenere la menzogna sarebbe stata la causa primaria dello scioglimento dei Beatles. Secondo questa versione della leggenda, "Faul", non avrebbe rispettato l'accordo di ritirarsi dalla musica una volta scioltasi la band, sviluppando il proprio talento musicale, a scapito della figura del defunto Beatle. Anche l'omicidio di Lennon (avvenuto nel 1980) sarebbe in connessione con questo segreto: Lennon aveva minacciato di rivelare la verità, venendo così messo a tacere dai servizi segreti.

Un caso particolarmente curioso sono la sterminata serie di filmati della serie The Rotten Apple immessi in rete (principalmente su YouTube) a partire dalla fine del 2006 dall'internauta che si cela dietro lo pseudonimo "Iamaphoney".[62][63] Si tratta di un vero e proprio "compendio PID" che ripercorre tutti gli indizi noti e meno noti della leggenda con numerose aggiunte originali, il tutto visto sotto la luce della cosiddetta "pista satanica" che vorrebbe identificare nell'uomo che, secondo Iamaphoney, si fa passare attualmente come Paul McCartney, un adepto, il figlio, o addirittura la reincarnazione dell'occultista Aleister Crowley (che effettivamente appare tra il collage di personaggi famosi presente sulla copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band).[64] Nello specifico, oltre a decine di presunte prove, Iamaphoney mette in risalto il fatto che tra le opere di Crowley ci sia un trattato esoterico dal titolo The Winged Beetle,[65] e che, curiosamente, i due gruppi di cui Paul McCartney ha fatto parte in carriera si chiamano proprio Beatles e Wings.[66] I filmati vengono presentati con suggestivi montaggi audio/video in cui si trova veramente di tutto: frasi fuori contesto, situazioni disparate tratte da film, immagini di repertorio, interviste di epoche diverse, ecc. in cui praticamente ogni frase registrata dai Beatles viene ripassata alla rovescia, trovando messaggi nascosti e sinistri presagi. L'operazione non è esente da pesanti sospetti di manipolazioni ormai alla portata di tutti grazie alle moderne tecnologie digitali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gente, nº 33, 16 agosto 2009.
  2. ^ Secondo alcune fonti Campbell sarebbe stato il vincitore passato di un concorso per sosia di Paul McCartney tenutosi qualche mese prima.
  3. ^ Cartocci, p. 222
  4. ^ La notizia dell'incidente giunse anche in Italia riportata dal settimanale Ciao Amici nel maggio 1966, ma con una dinamica differente: si sarebbe trattato di una collisione tra l'Aston Martin di Paul e una Vespa.
  5. ^ (EN) False Rumor in The Beatles Book, nº 43, febbraio 1967.
  6. ^ Barrow, pp. 216-7
  7. ^ Il nome completo era Tom Zarski, uno studente dell'Università del Michigan, in Bramwell, p. 319
  8. ^ Secondo altre fonti il misterioso interlocutore telefonico si sarebbe presentato semplicemente come tale "H. Alfred".
  9. ^ Rock files: Paul McCartney morto e altre leggende, mentelocale.
  10. ^ Andriola, pp. 95-96.
  11. ^ A posteriori Labour ammetterà di essersi inventato il nome abbinando il nome della località di villeggiatura dove Paul McCartney stava soggiornando all'epoca, Campbeltown, nella penisola del Kintyre in Scozia, e il nome "Billy" (diminutivo di William) Shears che appare in un brano di Sgt. Pepper's.
  12. ^ Turner, p. 107.
  13. ^ AA.VV., p. 80.
  14. ^ Cartocci, p. 45
  15. ^ Cartocci, p. 49
  16. ^ Cartocci, p. 48
  17. ^ a b Miles, p. 260
  18. ^ AA.VV., p. 81.
  19. ^ Non essendo di chiara interpretazione, il presunto numero telefonico è stato indicato di volta in volta anche come 231-7438, 834-7135, 536-0195, 510-6643, 546-3663, o 624-7125.
  20. ^ Dal blog "Di tutto un po'" [non chiaro]
  21. ^ Lewisohn, p. 262
  22. ^ MacDonald, pp. 299-300
  23. ^ (EN) John T. Marck, I Am the Beatles: Glass Onion in iamthebeatles.com. URL consultato il 10 aprile 2014.
  24. ^ Precisamente tra le due parole c'è anche un disegno di propaganda bellica dove un uomo indica l'osservatore con la scritta "you". Quindi si leggerebbe "I you WAS" (io tu ero) ovvero "io ero te".
  25. ^ Cartocci, p. 73.
  26. ^ Cartocci, p. 178.
  27. ^ Cartocci
  28. ^ Alcuni sostengono si sentano anche i rumori di una brusca frenata e del conseguente impatto tra due veicoli.
  29. ^ AA.VV., p. 82.
  30. ^ Cartocci, p. 155.
  31. ^ Cartocci, p. 153.
  32. ^ (EN) Nothing is Real: Paul was Replaced in invanddis.proboards.com. URL consultato il 10 aprile 2014.[Da sostituire: i forum non sono fonte autorevole]
  33. ^ Cartocci, p. 193.
  34. ^  (EN) The rotten apple - 199. YouTube, 23 marzo 2008. URL consultato in data 10 aprile 2014.
  35. ^ (EN) The Winged Beatle: Paul Is Dead Weirdness in cookdandbombd.co.uk. URL consultato il 10 aprile 2014.[Da sostituire: i forum non sono fonte autorevole]
  36. ^ Andriola, p. 211
  37. ^ Andriola, p. 212
  38. ^  Foto del distintivo. L'immagine è stata tratta da: karinahunter.com
  39. ^ Harry, p. 665.
  40. ^ Badman, p. 273.
  41. ^ Lewisohn, p. 181.
  42. ^ Cartocci, p. 309.
  43. ^ Abbey Road uscì il 26 settembre 1969; i sostenitori della teoria ribattono che, dopo avere abbracciato le religioni orientali, i Beatles avrebbero iniziato a contare gli anni dal concepimento e non dalla nascita, il che farebbe quadrare i conti.
  44. ^ Beatle Spokesman Calls Rumor of McCartney's Death 'Rubbish' in The New York Times, 22 ottobre 1969, p. 8.
  45. ^ (EN) Phillips, B.J., McCartney 'Death' Rumors in The Washington Post, 22 ottobre 1969, p. B1.
  46. ^ (EN) The 'Paul Is Dead' Myth in beatlesbible.com. URL consultato il 10 aprile 2014.
  47. ^ (EN) John Neary, The Magical McCartney Mystery in Life, 7 novembre 1969, pp. 103–106.
  48. ^ In originale: «Perhaps the rumour started because I haven't been much in the press lately. I have done enough press for a lifetime, and I don't have anything to say these days. I am happy to be with my family and I will work when I work. I was switched on for ten years and I never switched off. Now I am switching off whenever I can. I would rather be a little less famous these days.»
  49. ^ (EN) McCartney Interview in Life, 11 luglio 1969. URL consultato il 10 aprile 2014.
  50. ^ (EN) Eric Olsen, Terry Knight Speaks in blogcritics.org, 2 marzo 2004. URL consultato l'11 ottobre 2011.
  51. ^ Muzak è un termine con il quale si identifica generalmente, nel linguaggio musicale, la musica di genere scadente o secondario, comunque easy listening, di facile ascolto; qui è stato tradotto con musica da ascensore; altre volte viene indicato come musica di sottofondo adatta ad essere diffusa nei supermercati o, genericamente, nei luoghi pubblici
  52. ^ Paul McCartney, da un'intervista a Life, 1969. [non chiaro]
  53. ^ Riferimento ironico ad una celebre canzone del McCartney solista: Maybe I'm Amazed.
  54. ^ (EN) VI April Street, MySpace. URL consultato il 10 aprile 2014.
  55. ^ McCartney è morto? Le analisi sul suo cranio non smontano la credenza in Corriere della Sera, 20-21 luglio 2009. URL consultato il 10 aprile 2014.
  56. ^ Gian Paolo Maserati, Chiedi chi era quel «Beatle», Wired Italia, 15 luglio 2009. URL consultato il 10 aprile 2014.
  57. ^ Cartocci, p. 146.
  58. ^  mastropierojs. (EN) Neil Aspinall como Faul. YouTube, 3 maggio 2008. URL consultato in data 10 aprile 2014.
  59. ^ Cartocci, p. 239.
  60. ^ Secondo questa variante della leggenda, il celebre indizio "LMW 28IF" della targa del maggiolino su Abbey Road starebbe per "28 Is Found" (il 28 (settembre) venne ritrovato), la data del rinvenimento del cadavere di Paul abbandonato dai rapitori.
  61. ^ Cartocci, pp. 128-138.
  62. ^ La traduzione in italiano sarebbe "Io sono un impostore" (I am a phoney), cosa che l'internauta vorrebbe costringere a far ammettere al McCartney post 1966.
  63. ^ Cartocci, p. 220.
  64. ^ Cartocci, p. 272.
  65. ^ Crowley
  66. ^ Cartocci, p. 275.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Beatles - Interviste, Storie e magie, discografia e videografia complete, Milano, Arcana Editrice, 1984, ISBN 88-85008-69-0.
  • Fabio Andriola, Alessandra Galante, Il codice McCartney, Rizzoli, 2011, ISBN 978-88-17-04751-7.
  • Emilio Aurilia, The Beatles. L'infinita storia di «Bill» McCartney, Aulla, Pilgrimedizioni, 2009, ISBN 978-88-95569-15-4.
  • (EN) Keith Badman, The Beatles Off the Record, London, Omnibus Press, 2007, ISBN 978-1-84772-101-3.
  • (EN) Tony Barrow, John, Paul, George, Ringo & Me, New York, Thunder’s Mouth Press, 2005, ISBN 1-56025-882-9.
  • (EN) Tony Bramwell, Magical Mystery Tours - My Life with the Beatles, New York, St. Martin’s Press, 2006, ISBN 978-0-312-33044-6.
  • Glauco Cartocci, Paul is dead? Il caso del doppio Beatle. Il più completo dossier sulla «morte» di Paul McCartney, Roma, Robin Editore, 2011, ISBN 978-88-7371-801-7.
  • Aleister Crowley, The Winged Beetle, Chicago, Teitan Press, 1992, ISBN 0-933429-06-1.
  • Bill Harry, Beatles - L'enciclopedia, Roma, Arcana, 2001, ISBN 978-88-7966-232-1.
  • Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Milano, Arcana Editrice, 1990, ISBN 978-88-85859-59-3.
  • Ian MacDonald, The Beatles. L’opera completa, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-38762-9. (Revolution in the Head, Fourth Estate, London, 1994)
  • Barry Miles, Paul McCartney: Many Years from Now, Holt Paperbacks, 1997, ISBN 978-0-8050-5249-7.
  • Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Firenze, Tarab, 1997, ISBN 978-88-86675-23-9.
  • Teresina Prugnettini, PID (La vera storia di William S.Campbell), Milano, Gruppo editoriale L'Espresso, 2013, ISBN 978-88-120010-27-0 .

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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