Re Lear

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Re Lear
Tragedia in cinque atti
"Re Lear e il Buffone nel mezzo del temporale" di William Dyce (1806-1864)
"Re Lear e il Buffone nel mezzo del temporale"

di William Dyce (1806-1864)

Autore William Shakespeare
Titolo originale True Chronicle History of the Life and Death of King Lear anf His Three Daughters (Quarto) - The Tragedy of King Lear (First Folio)
Lingua originale Inglese
Genere Tragedia
Composto nel 1605-1606
Personaggi
  • Lear re di Britannia
  • Goneril figlia di Lear
  • Regan figlia di Lear
  • Cordelia figlia di Lear
  • Duca di Albany marito di Goneril
  • Duca di Cornovaglia marito di Regan
  • Conte di Gloucester padre di Edgar e di Edmund
  • Conte di Kent nobile fedele a Lear
  • Edmund figlio illegittimo del Conte di Gloucester
  • Edgar figlio legittimo del Conte di Gloucester
  • Oswald servo di Goneril
  • Fool (Buffone)
 

Re Lear (King Lear) è una tragedia in cinque atti, in versi e prosa, scritta nel 1605-1606 da William Shakespeare.

La storia che ne fornisce l'intreccio principale affonda le radici nell'antica mitologia britannica. È un dramma a doppio intreccio (schema presente in molte opere dello stesso autore), nel quale la trama secondaria contribuisce a far risaltare e a commentare i vari momenti dell'azione principale.

Trama[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« Blow, winds, and crack your cheeks! rage! blow!
You cataracts and hurricanoes, spout
Till you have drenched our steeples, drowned the cocks!
You sulphurous and thought-executing fires,
Vaunt-couriers to oak-cleaving thunderbolts,
Singe my white head! And thou, all-shaking thunder,
Strike flat the thick rotundity o' the world!
Crack nature's molds, all germens spill at once
That make ingrateful man! »
(IT)
« Soffiate, venti, da scoppiarvi le gote, infuriate, soffiate!
Turbini e cateratte del cielo, diluviate,
Ad affogare i galli giravento in cima ai campanili.
E voi, sulfurei lampi, rapidi più del pensiero,
precursori del fulmine schiantaroveri,
Strinatemi questa testa canuta. Tu, tuono scotitore del mondo,
Spianala d'un colpo al suolo questa compatta sfera del globo,
Rompi gli stampi di natura;
Disperdi tutto e tutti insieme ai germi onde si genera,
Mostro d'ingratitudine, l'uomo »
(Re Lear; Atto III scena II)

Il dramma comincia con la decisione di re Lear di abdicare e dividere il suo regno fra le tre figlie Goneril, Regan e Cordelia. Le prime due sono già sposate, mentre Cordelia ha molti pretendenti, in parte perché è la figlia preferita dal padre. In un eccesso di vanità senile, il re propone una gara: ogni figlia riceverà dei territori in proporzione all'amore verso il padre che saprà dimostrare con le sue parole. Ma il piano fallisce. Cordelia si rifiuta di gareggiare con l'adulazione delle sorelle maggiori, poiché è convinta che i suoi veri sentimenti sarebbero immiseriti dall'adulazione rivolta al proprio vantaggio. Lear, per ripicca, divide la quota del regno che le spetterebbe fra Goneril e Regan, e mette al bando Cordelia. Tuttavia il re di Francia la sposa, benché diseredata, poiché apprezza la sua sincerità, o forse perché vuole un casus belli per una successiva invasione dell'Inghilterra.

Poco dopo aver abdicato, Lear scopre che i sentimenti di Goneril e Regan verso di lui si sono raffreddati; ne nascono discussioni. Il conte di Kent, che ha preso le difese di Cordelia ed è stato messo al bando, ritorna travestito da Caio, un servo che "non vuole mangiare pesce" (da bravo cristiano forse), per proteggere il re al quale resta fedele. Nel frattempo, Goneril e Regan litigano a causa della loro attrazione per Edmund, figlio illegittimo del conte di Gloucester, e sono costrette ad affrontare un esercito francese, guidato da Cordelia, mandato a ricollocare sul trono Lear. Si combatte una guerra devastante.

La trama secondaria coinvolge il conte di Gloucester e i suoi due figli, Edgar e Edmund. Edmund inventa racconti calunniosi sul fratellastro legittimo; Edgar è costretto all'esilio e a fingersi Tom, il pazzo di Bedlam, proverbiale pazzo di quel tempo. Edmund corteggia Goneril e Regan. Il conte di Gloucester, che fa condurre Lear a Dover dalla sola figlia fedele, è catturato dagli scagnozzi del duca di Cornovaglia, marito di Regan, e da egli torturato ma è salvato da alcuni servi di quest'ultimo che accusano il duca di aver trattato ingiustamente Lear. Il duca, ferito da un servo (che viene ucciso da Regan), abbandona il conte di Gloucester nella tempesta dopo averlo accecato, affinché riesca solo a "fiutare la strada per Dover". Poco dopo il duca di Cornovaglia muore per la ferita riportata. Nella scena della tempesta Lear esclama che è "più un uomo contro il quale si pecca che un peccatore".

Edgar, ancora travestito da pazzo vagabondo, scopre il conte di Gloucester abbandonato nella tempesta. Il conte gli chiede la strada per Dover, e Edgar risponde che lo guiderà lui. Il conte non riconosce la voce del figlio, che è turbato dall'incontro col padre cieco.

A Dover, Lear si aggira farneticando. Il conte di Gloucester tenta di uccidersi gettandosi da una roccia, ma il figlio Edgar, con l'inganno, lo salva; poco dopo incontra il re. Lear e Cordelia si incontrano e rappacificano poco prima della battaglia tra Britannia e Francia. Dopo la sconfitta dei francesi, fatto prigioniero con la figlia, Lear pensa con gioia alla prospettiva di vivere in prigione insieme a lei, ma Edmund ordina che essi siano condannati a morte.

Il duca di Albany accusa Edmund di tradimento e lo arresta, insieme alla moglie Goneril, sfidandolo a duello. In quella, appare Edgar in armi - ma ancora travestito - che si scontra con Edmund e lo ferisce a morte. A questa vista, Goneril, che per gelosia ha già avvelenato Regan, si uccide. Edgar rivela a Edmund la propria identità e lo informa che il conte di Gloucester è appena deceduto. Nell'apprendere questo, e le morti di Goneril e Regan, Edmund riferisce di aver disposto l'uccisione di Lear e Cordelia, e dà ordine che l'esecuzione sia sospesa - forse il suo unico gesto di bontà in tutto il dramma.

Disgraziatamente, la sospensione arriva troppo tardi. Lear appare sulla scena portando fra le braccia il cadavere di Cordelia, dopo aver ucciso il servo che l'ha impiccata, poi muore anch'egli di dolore.

Oltre alla trama secondaria che riguarda il conte di Gloucester e i suoi figli, la principale innovazione introdotta da Shakespeare nella vicenda è la morte di Cordelia e di Lear nel finale. Nei secoli XVIII e XIX, questa conclusione tragica ricevette molte critiche, e furono scritte e rappresentate versioni alternative, in cui i personaggi principali si salvavano dalla morte e Cordelia sposava Edgar.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

« [...] un fatto di cronaca del 1603-04: il gentiluomo Brian Annesley, agiato proprietario terriero, con tre figlie, due delle quali sposate a nobiluomini, viveva, ormai vecchissimo e debole di mente, insieme alla figlia nubile, che si chiamava, guarda caso, Cordell (=Cordelia). Nel 1603 una delle figlie sposate e suo marito iniziarono la procedura per l'interdizione del vecchio, al fine di entrare immediatamente in possesso dei suoi beni. A ciò si oppose con tutte le sue forze Cordell, ricorrendo presso Lord Cecil, allora primo ministro, e la causa fu risolta l'anno successivo in suo favore. Poco dopo Annesley morì, lasciando la maggior parte dei suoi beni a Cordell; le sorelle sposate ne impugnarono il testamento, ma senza successo. Può ben darsi che questo fatto, con la straordinaria coincidenza del nome della figlia buona, indusse una compagnia intraprendente a riprendere un dramma pseudostorico che era stato rappresentato (ma non pubblicato) intorno al 1594, relativo alle vicende del mitico Re Leir, dal quale aveva preso il nome la città di Leicester (Leir-castrum). Sta di fatto che l'8 maggio 1605 veniva iscritto nello Stationers' Register e subito dopo pubblicato il dramma anonimo The True Chronicle History of King Leir and his three daughters (Cronaca autentica di Re Leir e delle sue tre figlie). Sia che Shakespeare fosse stato stimolato a riesumare la storia di Lear dalla vicenda di Cordell Annesley (conclusasi solo nel dicembre 1604) e scrivesse la sua tragedia agli inizi del 1605 (nel qual caso la pubblicazione dell'anonimo Leir sarebbe stato il tentativo di far passare per shakespeariana un'opera assai minore), sia che egli attingesse l'argomento alla recentissima pubblicazione di quel testo, il termine a quo per la composizione di King Lear non può precedere il 1605»
(Giorgio Melchiori, Il King Lear in Shakespeare, Re Lear, Mondadori 1989.)

Una delle fonti di Shakespeare era un dramma precedente, King Leir. In questo dramma Cordelia e il Re di Francia servono Leir travestiti da contadini. Tuttavia, l'antica leggenda popolare di Lear era esistita in molte versioni precedenti a questa, ed è possibile che Shakespeare ne fosse a conoscenza.

Si ritiene che la fonte più importante di Shakespeare sia stata la seconda edizione di The Chronicles of England, Scotlande, and Irelande di Raphael Holinshed, pubblicata nel 1587. Lo stesso Holinshed trovò il racconto nella più antica Historia Regum Britanniae di Geoffrey of Monmouth, scritta nel secolo XII.

Il nome di Cordelia fu probabilmente tratto da The Faerie Queene di Edmund Spenser, pubblicata nel 1590. Anche la Cordelia di Spenser muore impiccata, come nel "Re Lear".

Altre fonti probabili sono:

Revisioni[modifica | modifica sorgente]

Il testo moderno del Re Lear deriva da tre fonti: due edizioni in quarto (Q) pubblicate rispettivamente nel 1608 e nel 1619 e la prima versione in folio (F) del 1623.
Vi sono differenze significative tra le due versioni, in quanto Q contiene 285 righe di testo che non sono presenti in F, mentre F contiene 100 righe di testo che non appaiono in Q.
I primi editori, ad iniziare da Alexander Pope, scelsero semplicemente di combinare i diversi testi, il che produsse un'opera teatrale piuttosto lunga per gli standard del tempo.
Nel 1931 Madeleine Doran suggerì tuttavia che i due testi provenissero da fonti diverse e che le differenze tra di loro non dovevano essere sottovalutate. Tale argomento, tuttavia, non divenne oggetto di discussione fino agli anni Settanta, quando Michael Warren e Gary Taylor sostennero la tesi che Q derivasse dagli scritti originali di Shakespeare, mentre F derivava da una versione per il palcoscenico preparata da Shakespeare o da qualcun altro.
In breve: Q sarebbe l'originale dell'autore, mentre F sarebbe una riduzione teatrale. Oggi sia il testo tradizionale sia i testi separati dell'in quarto e dell'in folio sono diventati oggetto di pubblicazione.

Commento[modifica | modifica sorgente]

La leggenda del re Lear[modifica | modifica sorgente]

Lear era un leggendario sovrano della Britannia, benché sia ovvio che la sua vicenda faccia parte del patrimonio folcloristico delle più svariate culture.
Il Lear "storico" sarebbe vissuto poco prima del tempo della fondazione di Roma, ossia nell'VIII secolo a.C.; secondo l'Historia regum Britanniae di Goffredo di Monmouth, Lear, approssimandosi la vecchiaia, aveva deciso di dividere la Britannia fra le sue tre figlie e i mariti che egli avrebbe loro assegnati, pur mantenendo l'autorità regale.

Quando chiede loro di dichiarare l'affetto che gli portano, Cordelia, la figlia minore, disgustata dalla sfacciata adulazione delle sorelle Goneril e Regan, risponde che il suo affetto è quello dovuto da ogni figlia a ogni padre. Lear adirato la disereda, mentre consegna a ciascuna delle sorelle di Cordelia ed ai rispettivi mariti (Duca di Albany e Duca di Cornovaglia), metà del suo regno.

Poco dopo il Re di Francia, e cioè di un terzo della Gallia, avendo notizia della bellezza di Cordelia, la sposa rinunciando alla dote e la porta con sé. Molto tempo dopo i due governatori insorgono contro Lear e lo depongono; egli si reca allora presso la figlia in Gallia, dove viene bene accolto.

Il Re di Francia raduna un esercito e conquista l'intera Britannia, restaurando Lear sul suo trono. Dopo altri tre anni, però, in seguito alla morte sia di Lear che del Re di Francia, Cordelia rimane sola regina di Britannia. Passano altri cinque anni di pacifico governo, allorché il figlio del Duca di Albany ed il figlio del Duca di Cornovaglia si ribellano a Cordelia e dopo una lunga guerra la fanno prigioniera. La regina viene impiccata in carcere per fare passare la sua morte come suicidio.

La tragedia di Shakespeare[modifica | modifica sorgente]

Re Lear è generalmente considerato una delle migliori tragedie di William Shakespeare. Si crede che sia stato scritto nel 1605[senza fonte] ed è basato sulla leggenda di Leir, un re della Britannia prima che questa diventasse parte dell’Impero Romano. La sua storia era già stata narrata in cronache, poemi e sermoni, così come sul palco, quando Shakespeare intraprese il compito di raccontarla di nuovo.

Dopo la Restaurazione inglese la tragedia fu spesso modificata da professionisti del teatro che non amavano il suo sapore nichilista, ma, dalla seconda guerra mondiale, ha cominciato ad essere considerato uno dei più grandi successi di Shakespeare. Il ruolo di Re Lear è stato recitato da molti grandi attori, ma generalmente è considerato una parte che può essere recitata solo da coloro che hanno raggiunto un'età avanzata.

All'interno dell'opera, Shakespeare intreccia due storie. La prima riguarda un fatto realmente accaduto;[senza fonte] le due figlie maggiori di Sir Brian Annesley tentarono di interdire il padre in modo da poter accedere ai suoi possedimenti e la sorella minore, Cordell, intervenne al fine di scongiurare il piano delle due donne. Per quanto riguarda la vicenda di Gloucester, Shakespeare attinge direttamente da "Arcadia", famosa opera di Sidney,[senza fonte] per sviluppare il tema dei due fratellastri.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Re Lear è il sovrano della Britannia. È una figura patriarcale che l'errato giudizio sulle figlie porta verso la caduta.
  • Gonerilla è la maggiore delle due figlie traditrici di Lear, sposa del Duca di Albany.
  • Regana è la minore delle due figlie traditrici di Lear, sposa del Duca di Cornovaglia.
  • Cordelia (poss. "cuor di leone"[1]) è la più giovane delle tre figlie di Lear.
  • Il Duca di Albany[2] è il marito di Gonerilla. Gonerilla lo dileggia per la sua "gentilezza lattiginosa". Si rivolta contro la moglie verso la fine della tragedia.
  • Il Duca di Cornovaglia[2] è il marito di Regana. Egli ha fatto mettere in ceppi il Conte di Kent, lascia Lear fuori nella brughiera durante una tempesta, e cava gli occhi di Gloucester. Dopo la sua aggressione a Gloucester, uno dei suoi servi lo assale e lo ferisce a morte.
  • Il Conte di Gloucester[2] è il padre di Edgardo e del figlio illegittimo Edmondo. Edmondo lo inganna a danno di Edgardo, e Edgardo fugge, assumendo la fittizia identità dello svampito Tom di Bedlam.
  • Il Conte di Kent[2] è sempre fedele a Lear ma viene esiliato dal re per le sue proteste contro il modo in cui Lear ha trattato Cordelia. Egli si traveste e si pone al servizio del re senza fargli conoscere la sua vera identità.
  • Edmondo è il figlio illegittimo di Gloucester. Egli si allea con Goneril e Regan per realizzare le sue ambizioni, e i tre formano un triangolo amoroso.
  • Edgardo è il figlio legittimo del Conte di Gloucester. Travestito da Tom di Bedlam, aiuta il proprio padre cieco. Alla fine del dramma, sale al trono.
  • Osvaldo è il servo di Goneril e viene descritto come "un cattivo servizievole". Prova a uccidere Gloucester, ma viene invece ucciso da Edgardo.
  • Il Matto è un giullare fedele a Lear e a Cordelia, anche se le sue relazioni con entrambi sono abbastanza complesse. Benché senta la mancanza di Cordelia, non li vediamo mai insieme. Ha un rapporto privilegiato con Lear: nessun altro potrebbe permettersi di trattare il Re come fa il Matto. Quando Lear comincia a riflettere sui sentimenti degli altri e gli effetti delle sue azioni, pensa prima di tutto di aiutare il Matto.

Rappresentazioni e adattamenti[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni Cinquanta, ci sono stati diversi adattamenti di Re Lear. In particolare:

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per il nome di "Cordelia" si è pensato ad una derivazione dal latino "cor" (cuore) seguito da "delia", che sarebbe l'anagramma della parola inglese "ideal" (ideale), oppure alla forma femminile di coeur de lion,, cioè "dal cuore di leone", o ancora ad una parola in gallese dal significato di "gioiello del mare" o di "signora del mare".
  2. ^ a b c d Il primo uso del titolo di Duca di Albany è attestato nel 1398. Il primo uso del titolo di Conte di Gloucester è attestato nel 1122. Il primo uso del titolo di Conte di Kent è attestato nel 1067.
  3. ^ Giuseppe Verdi | Vita e Opere | Re Lear

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

in inglese

in italiano

  • testo completo di Re Lear [1] scaricabile in formato .rtf o .txt