Geoff Emerick

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Geoffrey Emerick (Londra, 1946) è un tecnico del suono noto principalmente per avere lavorato con i Beatles negli anni sessanta.

I primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua autobiografia Here, there and everywhere racconta che sin da bambino voleva esercitare nel mondo della musica, ma più che un musicista voleva darsi da fare in uno studio di registrazione per aiutare gli artisti ad incidere i dischi.

Quando lo riferì al preside della sua scuola, questi tentò di dissuaderlo dicendogli che non era un lavoro proper (appropriato) ma l'adolescente Geoff fu talmente risoluto che il preside telefonò alla EMI, a cui il giovane aveva del resto già spedito delle lettere, e ottenne per lui un colloquio di assunzione.

Dato che un tecnico se ne era appena andato, Geoff fu assunto alla giovane età di 15 anni. Proprio il giorno dopo la sua assunzione, i Beatles erano entrati negli studi della EMI per la loro prima seduta di registrazione.

Con i Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Emerick però dovette aspettare sino al 1965 per lavorare con loro. Fu infatti allora che Norman Smith, l’assistente del produttore George Martin, se ne andò per iniziare una carriera di produttore: George Martin insistette allora con i vertici EMI per avere l'allora diciottenne Emerick con sé. La scelta si rivelò azzeccata e Geoff collaborò fruttuosamente sia con lui che con il gruppo.

Geoff Emerick (a sinistra), nel 2003

Emerick collaborò dal 1966 con Martin e con i Beatles in tutti i loro album (con l'eccezione di Let It Be), da Revolver ad Abbey Road, passando per il White Album e soprattutto l'acclamatissimo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, escogitando varie soluzioni tecniche per i tempi molto innovative e sfruttando al massimo la tecnologia esistente.

All'epoca la EMI aveva infatti regole interne molto severe da rispettare: bisognava posizionare i microfoni ad una certa distanza e gli strumenti in una certa maniera, altrimenti si poteva essere licenziati. Geoff contribuì ad infrangere poco alla volta queste regole, posizionando per esempio la batteria leggermente più vicina ai microfoni e riempendo la cassa con degli stracci, per ottenere un suono più potente. Se si ascoltano gli album pre-Revolver con attenzione si noterà l'enorme differenza nella resa sonora degli strumenti.

Fu per esempio lui a trovare subito la soluzione definitiva per la voce di Lennon, che considerava personalmente la sua voce troppo straight (normale, diretta). Emerick, che all’epoca indossava come tutti i tecnici un camice bianco, nella prima sessione di registrazione con i Beatles, per Tomorrow Never Knows, inserì la voce di Lennon in un altoparlante Leslie per fornirgli quel suono più etereo che il cantante voleva, e che diventerà da allora uno dei suoi marchi di fabbrica[1].

L‘amicizia con Paul McCartney[modifica | modifica wikitesto]

Geoff divenne con gli anni molto amico di Paul McCartney, che del resto era l'unico dei quattro interessato agli aspetti tecnici delle registrazioni. Passarono innumerevoli notti insieme loro due, soprattutto ai tempi di Sgt Pepper’s, a raffinare l’album nei suoi vari aspetti. Spesso Paul, che voleva sempre registrare la sua linea di basso per ultima «così gli veniva meglio», rimaneva con Geoff mentre gli altri erano già andati a casa.

Nella sua biografia scritta con Barry Miles, Many years from now, Paul McCartney rivela che Geoff fu il maggiore non accreditato ispiratore per le canzoni dei Beatles, più di chiunque altro. L'amicizia tra Paul e Geoff continuò anche dopo la separazione dei Beatles, tanto è vero che i due collaborarono per i lavori solisti di Paul: Band on the Run (che fruttò ad Emerick il secondo Grammy della carriera, dopo il primo vinto per Sgt. Pepper’s), London Town e Flaming Pie.

Furono disgraziatamente uniti anche nelle avversità: sua moglie Mary, conosciuta nei corridoi della Chrisalis Record, morì dopo una battaglia con il cancro poco prima che anche la moglie di Paul morisse.

Le relazioni con gli altri Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Ringo Starr secondo Geoff Emerick era sempre tranquillo, quasi un filo depresso, era evidente che George Harrison era invece frustrato per non ricevere la dovuta considerazione musicale dagli altri due, anche se si sarebbe poi rifatto con una eccellente carriera solista.

Geoff poi, dal carattere riservato e schivo, tipicamente inglese, era invece spesso vittima del sarcasmo di Lennon, noto per essere una persona sin troppo schietta. Quando poi entrò l'eroina nella sua vita Lennon divenne lunatico e scontroso, e a volte decisamente antipatico.

I contrasti raggiunsero il loro culmine nel 1968 con il cosiddetto White Album, tanto che sia Ringo che George che Geoff lasciarono per qualche tempo gli studi di registrazione. «Non era più divertente». In particolare Geoff ricorda che Lennon volle incidere Revolution moltissime volte, e McCartney per non essere da meno obbligò tutti a risuonare «Ob-la-dì ob-la-da» per due settimane di fila.

Ad aggravare la tensione, ci si metteva Yoko Ono, con i suoi consigli non richiesti. La ciliegina sulla torta per Emerick però fu Alexis Mardas, il "Magico Alex", un nuovo amico di Lennon che ficcava il naso ovunque, anche sotto la console, esprimendo continue denigrazioni per le attrezzature EMI.

Geoff Emerick ritornò solo un anno dopo, nell’estate del 1969, a lavorare con i Beatles per il progetto di Abbey Road (saltò quindi tutta la fase di Let It Be), a quello che sarebbe stato l’ultimo album inciso dai Beatles.

Dopo lo scioglimento dei Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Geoff fu subito richiamato da Paul McCartney per essere il tecnico del suono della Apple Records, ed ebbe modo negli anni, anche dopo il fallimento della società, di registrare con moltissimi altri artisti: Judy Garland, Elvis Costello (per cui produsse Imperial Bedroom e All This Useless Beauty), Art Garfunkel, America, Supertramp, Cheap Trick, Nazareth, Split Enz, Mahavishnu Orchestra, Ultravox, Matthew Fisher, Jeff Beck, Nellie McKay, Robin Trower...

Senza ovviamente dimenticare gli ex Beatles: del sodalizio con Paul McCartney si è già parlato, ma a lui ricorse anche Ringo Starr per il suo Sentimental Journey.

Nel 2003 ha ricevuto il suo quarto Grammy, questa volta per la carriera, e nel 2006 Emerick ha pubblicato la sua autobiografia, Here, There, and Everywhere: My Life Recording the Music of The Beatles (Gotham Books, ISBN 1-59240-179-1), aiutato dal giornalista musicale Howard Massey.

Vive e lavora a Los Angeles, USA.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 141.

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