Ringo Starr

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Ringo Starr
Ringo Starr nel 2013
Ringo Starr nel 2013
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Beat
Rock and roll
Pop rock
World music
Rock psichedelico
Periodo di attività 1957 – in attività
Strumento Voce, batteria, percussioni, pianoforte
Gruppo attuale Ringo Starr & His All-Starr Band
Gruppi precedenti The Beatles
Album pubblicati 25
Studio 13
Live 8
Colonne sonore 1
Raccolte 3
Sito web

Ringo Starr, pseudonimo di Richard Parkin Starkey (Liverpool, 7 luglio 1940), è un batterista, cantautore, compositore, attore, pittore e doppiatore britannico.

Dal 1962 al 1970 è stato il batterista e talvolta cantante principale o corista del complesso musicale dei Beatles, per i quali ha anche composto due canzoni (Don't Pass Me By e Octopus's Garden). Dopo lo scioglimento del gruppo ha intrapreso una carriera individuale sia come musicista sia come attore cinematografico. È anche un appassionato di pittura: dipinge e sovvenziona molti premi nazionali inglesi di pittura.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica sorgente]

La casa di nascita di Ringo

Richard Starkey nacque nell'ambiente degradato di Dingle, zona operaia di Liverpool. Aveva tre anni quando i suoi genitori si separarono, e così la madre Elsie si spostò insieme al figlioletto dall'abitazione di Madryn Street – dove Richard era nato – a una casa più piccola e modesta con due sole stanze da letto situata nella non lontana Admiral Grove[1].

Da piccolo, Ritchie fu perseguitato dalle malattie che danneggiarono la sua formazione scolastica. A sei anni fu operato di appendicite acuta, rimanendo per due mesi in stato di coma, dal quale riemerse dopo altri interventi che lo costrinsero a stare in ospedale per diversi mesi. A tredici anni, in seguito a complicazioni polmonari, il ragazzo fu ricoverato all'Heswall Children's Hospital nel Wirral in cui restò fino al 1955[2]. Harry Graves, l'uomo che nel 1953 aveva sposato Elsie, contribuì a stimolare l'interesse del futuro Beatle per la musica comprandogli una batteria, strumento che il ragazzo imparò a padroneggiare proprio durante la permanenza nel sanatorio in cui era ricoverato[3].

Gli inizi e la carriera coi Beatles (1957-1970)[modifica | modifica sorgente]

Starr (ultimo a sinistra) negli anni sessanta

Esordì nel 1957 con l’Eddie Clayton Skiffle Group, un gruppo formato da cinque ragazzi che lavoravano nella stessa ditta. Successivamente, nel marzo 1959, si unì al Darktown Skiffle Group e infine fu reclutato dagli Al Caldwell’s Texans, che sarebbero in seguito diventati Rory Storm and the Hurricanes[4]. Fu proprio Rory Storm che lo convinse ad adottare il soprannome di Ringo Starr[5]. Gli Hurricanes divennero all’inizio degli anni sessanta il gruppo più popolare di Liverpool, e musicalmente Ringo ebbe modo di incrociare i Beatles in diverse occasioni. Una delle prime ebbe luogo nel 1960 ad Amburgo, dove i due gruppi si alternarono sul palco del Kaiserkeller[6].

La svolta artistica per Ringo Starr avvenne nell’agosto del 1962. I Beatles erano reduci dal provino del 6 giugno a Abbey Road, nel quale il produttore George Martin aveva obiettato sulle qualità del batterista Pete Best[7]. Così per il manager Brian Epstein si rese necessario trovare un sostituto, che venne individuato in Ringo Starr. Il batterista, in quel periodo impegnato con Rory Storm al campo di Pwllheli, venne contattato da John Lennon e Paul McCartney, e fu convinto a entrare nei Beatles[8]. Come fu presto chiaro, lo stile e la personalità di Ringo si adattarono in breve tempo al nuovo gruppo e lo resero più coeso[9]. Tuttavia l’esordio in studio fu deludente: ascoltando la registrazione del 4 settembre 1962, George Martin considerò la prova di Ringo Starr poco soddisfacente e perciò per la sessione in studio della settimana successiva provvide a sostituirlo con il sessionman Andy White, che suonò la batteria in Love Me Do e in P.S. I Love You.

Ringo si adattò a suonare il tamburello come rinforzo al rullante in Love Me Do, mentre in P.S. I Love You era alle maracas[10]. Nonostante l’iniziale passo falso, Starr si amalgamò sempre più con gli altri tre componenti del gruppo[11], e assieme a loro attraversò tutti gli anni sessanta, coprotagonista dello straordinario percorso musicale e artistico della formazione. Si legò sentimentalmente a Maureen Cox, una sua perseverante ammiratrice della prima ora, che sposò l’11 febbraio 1965 e da cui ebbe tre figli[12].

Soprannominato per il suo carattere introverso il «Beatle Triste»[13], nella carriera con i Beatles compose soltanto due canzoni, ma a lui fu riservato in quasi tutti gli album del quartetto di Liverpool lo spazio per un’esibizione come vocalist nonostante le sue modeste qualità vocali. Doveva essere un brano melodicamente piuttosto elementare in quanto, secondo l’opinione di Paul, «Lui non aveva una gamma vocale molto ampia, ma era bravo nel con brio e spirito, se il motivo era semplice e orecchiabile»[14]. Si distinse inaspettatamente anche per le doti di attore che gli consentirono, soprattutto nei decenni successivi, di affiancare più volte la propria attività di batterista a quella di attore – seppure in parti secondarie – in svariati film[15].

L'esordio da solista (1970)[modifica | modifica sorgente]

The Empress, il pub immortalato nella copertina di Sentimental Journey

Sul fronte discografico, Ringo ha esordito come solista poco prima della separazione dei Beatles con l'album Sentimental Journey (1970), una collezione di rifacimenti di vecchi brani portati al successo tra gli anni trenta e gli anni cinquanta da vari artisti (fra cui Doris Day, Fred Astaire e Louis Armstrong). L'album fu accolto tiepidamente dai "fans" e fu sonoramente stroncato dai critici che lo definirono inutile, caramelloso, noioso; Ringo si giustificò pubblicamente dichiarando:

« L'ho fatto per mia madre. »

A breve distanza seguì Beaucoups of Blues (1970), un album notevolmente migliore del primo in tipico stile country and western, che confermava la sua predilezione per uno stile sostenuto e promosso già in alcune sue interpretazioni con i Beatles. Fu registrato a Nashville con i migliori turnisti locali disponibili e ricevette più consensi del precedente ed ebbe un buon riscontro di vendite.

Nello stesso periodo Starr, pur mentre il gruppo di Liverpool si avviava allo scioglimento, apparve in molti dischi di suoi colleghi (ad esempio in alcuni di John Lennon e George Harrison). La scalata al successo e alle classifiche di vendita iniziò però solo con i singoli It Don't Come Easy (1971), presentata anche al Concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison (da cui fu tratto l'album discografico triplo Concert for Bangla Desh) nell'agosto dello stesso anno e con Back Off Boogaloo (1972), entrambe sue composizioni.

L'attività cinematografica lo ha visto apparire nel film western Blindman (1971) ed impersonare Frank Zappa in 200 Motels (1971). Ha poi interpretato That'll Be the Day con David Essex (1973); ha diretto anche il lungometraggio Born to Boogie (1973), film biografico sulla vita di Marc Bolan.

Successi individuali (1973 - 1974)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ringo (album).

Alla fine del 1973 Starr arriva in testa alla classifica americana con l'album Ringo, forte di due primi posti a 45 giri con Photograph (Ringo Starr) (nella Billboard Hot 100) e nel gennaio 1974 con You're Sixteen e di un buon piazzamento nei Top 10 con Oh My My. L'album rappresenta il suo successo più importante sotto il profilo sia artistico sia commerciale. È stato registrato con la partecipazione, tra gli altri, di John Lennon, Paul McCartney e George Harrison che hanno composto rispettivamente le canzoni I'm the Greatest (nella quale suonarono tutti i Beatles tranne Paul), Six O' Clock e Sunshine Life for Me. Il prodotto finale piace ai fans e viene lodato dai critici che ne apprezzano la freschezza creativa, le sonorità pop e le canzoncine kitsch.

Sequenza di The Last Waltz. Il viso di Ringo è seminascosto da una delle bacchette

Il momento favorevole continua con l'album Goodnight Vienna (1974), che frutta a Starr due altri successi importanti: l'interpretazione di Only You (il "sempreverde" dei Platters) e No No Song. Goodnight Vienna venderà moltissimo anche se non conferma la qualità musicale del precedente. Dal grigiore artistico dell'album emerge la canzone omonima composta da John Lennon, Snookeroo scritta dalla coppia Elton John e Bernie Taupin, No No Song di Hoyt Axton.

Sul fronte cinematografico, invece, Starr ha proseguito la sua attività interpretando Son of Dracula (1974) con Harry Nilsson ed apparendo in un cameo in Lisztomania (1975), ancora al fianco di David Essex. Nel 1975 inaugura una propria etichetta discografica Ring-O-Records, per poi passare però alla statunitense Atlantic Records. Nel 1976 è tra gli ospiti del The Last Waltz (L'ultimo valzer), concerto d'addio del gruppo storico di Bob Dylan, The Band. Dall'evento venne poi ricavato due anni dopo un film con il medesimo titolo, frutto della registrazione integrale del concerto.

Gli anni Ottanta[modifica | modifica sorgente]

Gli anni ottanta per Ringo Starr non sono un momento di grande creatività artistica, ma piuttosto un periodo in cui il batterista gode dell'infinita rendita derivante dai profitti dei Beatles, nonostante le cronache riportino di suoi problemi finanziari. Nel 1980 ha recitato come protagonista nel film Caveman al fianco di Barbara Bach. I due si sono sposati nell'aprile del 1981. Sul fronte discografico, dopo alcuni album mediocri della seconda metà degli anni settanta, Starr pubblica Stop and Smell the Roses (1981), realizzato con diversi produttori ed inciso in vari studi di registrazione.

È il suo album migliore da anni e gli procura l'ultimo ingresso in classifica con la canzone Wrack My Brain, scritta e prodotta da George Harrison. Dal punto di vista musicale, il decennio degli Ottanta lo ha visto partecipare in più occasioni a dischi altrui e pubblicare un solo album passato pressoché inosservato, Old Wave (1983), fra l'altro neppure distribuito sui mercati inglese e americano. Si annovera anche qualche comparsa in progetti cinematografici e televisivi. Gravi problemi di alcolismo hanno segnato tutto il periodo motivando, in un certo qual senso, la scarsa attività artistica. Fra i pochi brani registrati nel periodo, figura You Know It Makes Sense, un brano contro l'eroina pubblicato sull'album Anti-Heroin Project - It's A Live In World.

Gli anni Novanta[modifica | modifica sorgente]

Il successivo decennio si è invece mostrato più stimolante, se non altro per la ritrovata voglia di esibirsi dal vivo, come hanno dimostrato All-Starr Band (1990) e Live from Montreux (1993), due album live in cui sono stati ospiti della All-Starr Band membri degli Eagles, dei The Band, Nils Lofgren, Dr. John e tanti altri. Il ritorno in studio si è avuto con Time Takes Time (1992), un buon lavoro prodotto da Don Was con special guest varie (le più sorprendenti sono state quelle dei Jellyfish e dei Posies).

Le luci della ribalta si sono poi riaccese su di lui in occasione del lancio del progetto Anthology dei Beatles tra il 1995 ed il 1996 che, nonostante le critiche controverse, ha consolidato ulteriormente il mito del più famoso gruppo musicale del Novecento. Anche Vertical Man (1998) si è segnalato per il buon repertorio di brani, una ritrovata freschezza interpretativa ed un nutrito gruppo di all-star a supporto, tra cui Scott Weiland, Tom Petty, Alanis Morissette, Paul McCartney e George Harrison. Nell'album Ringo Starr ha fatto i conti col passato incidendo una nuova versione di Love Me Do, unico brano dei Beatles (insieme ad alcuni famosi brani del celebre White album.

Ringo se ne andò a causa dei litigi e venne sostituito da Paul McCartney, ma dopo due settimane tornò.) in cui - nell'incisione originale - non compariva ufficialmente alla batteria. I Wanna Be Santa Claus, pubblicato nel 1999, è invece una raccolta di standard natalizi, in cui Starr ha riproposto la vecchia incisione dei Beatles Christmas Time Is Here Again ed altri classici. Due le canzoni nuove da lui composte, la title-track e Dear Santa.

Dopo il 2000[modifica | modifica sorgente]

Tra la fine del 2000 e l'inizio del 2001, l'antologia 1 dei Beatles, che raccoglie tutti i singoli "numero uno" ha raggiunto i primi posti delle classifiche di tutto il mondo, regalando anche a Ringo Starr un rinnovato momento di popolarità. Il batterista ha continuato, nel frattempo, ad esibirsi regolarmente dal vivo con la sua All-Starr Band, il cui organico si è rinnovato annualmente. I momenti migliori dei concerti sono stati poi raccolti nel cofanetto The Anthology... So Far (2001), uscito per celebrare il decimo anniversario della formazione.

Nel novembre del 2002 partecipa da protagonista al "Concert for George" ad un anno esatto dalla scomparsa di Harrison. Nella primavera del 2003 Starr ha quindi pubblicato l'album Ringo Rama, a cui tra gli ospiti hanno partecipato Eric Clapton, David Gilmour e Willie Nelson, il singolo di successo e "Never Without You", dedicata a George Harrison. Più recentemente è uscito Choose Love (2005). Del 2010 è Y Not, nuovo album di inediti, pubblicato il 12 gennaio dall'etichetta discografica Universal. Il disco contiene una traccia in cui Starr collabora con Paul McCartney, la canzone Walk with You.

Il ritorno alla EMI[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 2007, tramite il suo sito ufficiale, Ringo ha annunciato il suo ritorno alla EMI, sua casa discografica dal 1962 al 1975. Primo segno tangibile di questa rinnovata intesa è stata la pubblicazione (il 28 agosto 2007) della raccolta Photograph: The Very Best of Ringo che, un po' a sorpresa, ha riportato il suo nome nei Top 30 britannici, cosa che non accadeva dal 1974 quando uscì l'album Goodnight Vienna. Da tempo i fan chiedevano a gran voce una compilation che coprisse la sua intera carriera solista: Photograph: The Very Best of Ringo soddisfa a tutti gli effetti questo bisogno, in quanto include una selezione di brani che va da Beaucoups of Blues del 1970 a Fading in Fading out del 2005. Contemporaneamente all'uscita della raccolta sono stati pubblicati su iTunes i quattro album di Ringo per la EMI: Sentimental Journey, Beaucoups of Blues, Ringo e Goodnight Vienna. Nel gennaio 2008 ha pubblicato, sempre con la EMI, l'album Liverpool 8.

Il ruolo nei Beatles[modifica | modifica sorgente]

Spesso considerato ultimo nella gerarchia e nella popolarità all'interno dei Beatles, Ringo Starr brillò quasi sempre di luce riflessa, assumendo negli anni un ruolo di comprimario, in contrasto con le personalità dei più illustri colleghi. Mitigò tuttavia spesso le tensioni e lo spirito competitivo che percorrevano il gruppo e ne avvelenavano il clima.

Stile batteristico[modifica | modifica sorgente]

Il suo stile batteristico, oggetto di critiche contrastanti, era molto preciso e confacente alle canzoni dei Beatles. È da sempre ritenuto non casuale che i due batteristi dei gruppi più famosi di quegli anni (lui per i Beatles e Charlie Watts per i Rolling Stones) avessero un definito senso del ritmo. Gli fu sempre rimproverata una scarsa tecnica, ma è ancora oggi ricercato come turnista. Per anni si limitò all'accompagnamento strumentale dei Beatles e solo occasionalmente gli furono affidate parti vocali (I Wanna Be Your Man, Act Naturally, Boys, Yellow Submarine, With a Little Help from My Friends le più famose).

In quel periodo Ringo non fu molto prolifico come compositore: per il quartetto scrisse soltanto Don't Pass Me By (The Beatles) e Octopus's Garden (Abbey Road). Nel film Let It Be si vede George Harrison che aiuta Ringo a comporre il ritornello. Starr risulta inoltre accreditato come co-autore assieme a Lennon e McCartney in What Goes On (Rubber Soul), e assieme a Lennon, McCartney e Harrison in Flying (Magical Mystery Tour) e Dig It (Let It Be).

Brani di sua composizione nei Beatles[modifica | modifica sorgente]

Ringo Starr è accreditato come autore o co-autore nei seguenti brani dei Beatles:

  1. What Goes On, (Rubber Soul, 1965) - accreditato a Lennon, McCartney, Starkey
  2. 12-Bar Original (registrato nel 1966, ma pubblicato in Anthology 2, 1996) - accreditato a Lennon, McCartney, Harrison, Starkey
  3. Flying (Magical Mystery Tour, 1967) - accreditata come composizione di gruppo
  4. Christmas Time (Is Here Again) (registrato nel 1967, ma pubblicato come lato B del singolo Free as a Bird, 1995) - accreditato come composizione di gruppo
  5. Don't Pass Me By (The Beatles, 1968) - autore unico
  6. Octopus's Garden (Abbey Road, 1969) - autore unico
  7. Dig It (Let It Be, 1970) - accreditato come composizione di gruppo
  8. Maggie Mae (Let It Be, 1970) - brano tradizionale di Liverpool, reinterpretato dal gruppo
  9. Free as a Bird (Anthology 1, 1995) - brano originale di Lennon; versione dei Beatles accreditata come composizione di gruppo

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

In contrapposizione alla personalità di musicista, Starr vanta invece una discreta carriera cinematografica, iniziata durante la carriera con i Beatles (Help! e A Hard Day's Night, entrambi di Richard Lester, in Italia noti rispettivamente come Aiuto! e Tutti per uno) e protrattasi durante tutti gli anni settanta. A parte quelli girati durante la parentesi beatlesiana, il primo film a cui prese parte fu Candy e il suo pazzo mondo (1968), nel quale ebbe una parte al fianco di Charles Aznavour, Marlon Brando ed Eva Aulin. Poi recitò in The Magic Christian (1969), con Peter Sellers e Raquel Welch.

Strumentazione[modifica | modifica sorgente]

Ringo nella sua carriera da Beatle usò una Ludwig Super Classic in Rifinitura Black Oyster Pearl chiamata da lui la "Perla Nera"; come rullante usò principalmente un "Jazz Festival" (Ludwig): raramente lo si vedeva utilizzare rullanti in alluminio. Oggi Ringo non utilizza più la sua storica Maple Classic, affidandosi però sempre al marchio Ludwig che sponsorizza in tutti i suoi Live. Nella sua band di supporto "Ringo Starr and His All-Starr Band", in caso di canzoni di cui si necessita la sua presenza a bordo palco, il famoso batterista Gregg Bissonette sostituisce la sezione ritmica utilizzando una batteria Mapex modello "Orion".

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Discografia solista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Ringo Starr.

Album studio

Raccolte

Partecipazioni

Ringo suona la batteria.
Ringo suona la batteria.
Ringo suona la batteria; canta in It Don't Come Easy
Ringo suona la batteria e le percussioni in ogni brano; compone insieme a Paul Really Love You

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1965

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Anche il figlio Zak è un batterista. Suona con gli Who e, in passato, con gli Oasis, sebbene fosse un membro semi-ufficiale di quest'ultimo gruppo.
  • È la voce narrante della versione inglese del programma per bambini Il trenino Thomas.
  • Ha doppiato i fratelli anatra nella versione inglese di Leone il cane fifone.
  • Viene citato dalla protagonista del film (500) giorni insieme (Zooey Deschanel) come suo musicista preferito, causando nel suo compagno una reazione stupita.
  • Viene citato nel film Sister Act dalla protagonista (Whoopi Goldberg) quando, ancora bambina, vuole prendere in giro l'insegnante, una suora, che le ha appena chiesto i nomi degli evangelisti.
  • È più volte citato nella serie animata de I Simpson nella quale si scopre essere la passione di Marge Simpson che lo immortala, inoltre, in numerosi dei suoi dipinti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Beatles Anthology, Rizzoli, Milano 2010, pag. 33.
  2. ^ Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pag. 701.
  3. ^ A. Marziano, M. Worden, Penny Lane - Guida ai luoghi leggendari dei Beatles, Giunti, Firenze 2010, pag. 57.
  4. ^ Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pagg. 701-2.
  5. ^ Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pag. 633.
  6. ^ Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano 2006, pag. 136.
  7. ^ Alistair Taylor, With the Beatles, John Blake Publishing Ltd, London 2011, pag. 59.
  8. ^ Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano 2006, pagg. 207-8.
  9. ^ Hunter Davies, The Beatles - The Classic Updated, W.W. Norton & Company, New York/London 2009, pag. 151.
  10. ^ Geoff Emerick, Here, There and Everywhere, Gotham Books, New York 2007, pagg. 46 e 49.
  11. ^ «Col passare del tempo Ringo si dimostrò perfetto per i Beatles e, per un certo periodo, fu il componente del gruppo che godeva di maggior fama tra i fan americani». Bill Harry, Beatles - L'enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pag. 703.
  12. ^ Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Arcana, Roma 2001, pag. 703.
  13. ^ June Skinner Sawyers (a cura di), Read the Beatles, Arcana Edizioni, Roma 2010, pag. 404.
  14. ^ Barry Miles, Paul McCartney - Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 122.
  15. ^ Hunter Davies, The Beatles - The Classic Updated, W.W. Norton & Company, New York/London 2009, pag. 355.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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