Eric Clapton
| Eric Clapton | ||
|---|---|---|
Eric Clapton nel 1975 |
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| Nazionalità | ||
| Genere | Blues rock[1] British blues[1] Hard rock[1] Rock psichedelico Pop rock[1] |
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| Periodo di attività | 1962 – in attività | |
| Gruppi | Yardbirds Cream Blind Faith Derek & The Dominos |
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| Album pubblicati | 67 | |
| Studio | 31 | |
| Live | 16 | |
| Raccolte | 20 | |
| Sito web | www.ericclapton.com | |
Eric Patrick Clapton (Ripley, 30 marzo 1945) è un cantautore, chitarrista e compositore britannico.
Soprannominato Slowhand (Mano lenta) e God (Dio), da Chuck Berry definito The Man of the Blues (L'uomo del Blues), Eric Clapton è uno dei più famosi e influenti chitarristi blues. Plurivincitore di Grammy Award, è l'unico musicista che vanta 3 inserimenti nella Rock'n'Roll Hall of Fame (The Yardbirds, Cream, solista). La rivista Rolling Stone lo ha inserito al secondo posto dietro solo a Jimi Hendrix nella lista Rolling Stone's 100 Greatest Guitarists of All Time, che annovera i migliori chitarristi di tutti i tempi, eleggendolo quindi migliore chitarrista vivente.
Indice |
Biografia[modifica]
Infanzia e adolescenza (1945 - 1964)[modifica]
Eric Clapton è nato il 30 marzo 1945 a Ripley (Inghilterra). Era un bambino calmo, timido, solitario e, per sua stessa definizione, "cattivo", molto determinato nel perseguire i suoi obiettivi nell'apprendimento musicale, ma anche dotato di grande senso dell'umorismo.
Trascorse gli anni della scuola media alla Hollyfield School di Surbiton e per il suo tredicesimo compleanno ricevette in regalo una chitarra spagnola Hoya. Imparare la chitarra si rivelò per Eric tanto difficile che fu sul punto di abbandonarla. Sin da ragazzino fu influenzato dal blues e si allenava molte ore per imparare gli accordi e riprodurre la musica di artisti blues, che ascoltava con il suo registratore.
Clapton inizia la sua carriera come solista esibendosi nelle strade. Entra giovanissimo negli Yardbirds per poi passare con i Bluesbreakers di John Mayall, col quale nel 1966 incide il celebre disco Bluesbreakers with Eric Clapton. In questo periodo conosce il batterista Ginger Baker e il pianista, compositore e bassista Jack Bruce. Con loro fonda il gruppo rock-blues dei Cream. Inoltre suona nei primi album di Frank Zappa, incidendo parti vocali e di chitarra.
Gli anni dei supergruppi (1965 - 1969)[modifica]
L'assetto dei Cream, un supergruppo di virtuosi, consente a ciascuno dei componenti di liberare le proprie capacità senza essere costretto nei limiti delle canzonette pop. Sunshine of Your Love, White Room – scritta dal bassista dei Cream Jack Bruce – e Badge (scritta con l'amico George Harrison) sono le gemme più luminose della prima parte della carriera di Clapton. All'apice del successo, alla fine dei sessanta, i Cream si sciolgono.
Per gli anni immediatamente successivi la carriera di Clapton assume un carattere un po' nomade e irregolare. Insieme a Ginger Baker e all'amico Steve Winwood, Eric fonda i Blind Faith. Presence of the Lord è un classico che ancora oggi Eric suona a volte in concerto. Anche i Blind Faith hanno vita assai breve e, dopo il solo disco d'esordio, la loro esperienza si chiude: del resto la vita dei cosiddetti "supergruppi", quali erano sia i Cream che i Blind Faith, non è mai stata facile, soprattutto per le pressioni delle major.
Trova quindi rifugio nella band Delaney & Bonnie, in cui per un periodo brevissimo milita e va in tour. Ne scaturiscono due dischi: Delaney & Bonnie & Friends e On Tour with Eric Clapton.
Nel 1970 esce il primo album solista di Clapton. Rara la prima versione (CTH in trail-off per i cultori del vinile) uscita per sbaglio con versioni inedite di After Midnight e Blues Power. Subito dopo, Eric forma i Derek & The Dominos. In realtà il gruppo doveva chiamarsi 'Derek & The Dynamos' ma fu cambiato per un errore di trascrizione. Arrivato agli studi appositamente per conoscere Clapton, entra a far parte del gruppo un altro grande chitarrista elettrico, Duane Allman, noto per la militanza negli Allman Brothers.
Esce il disco Layla and Other Assorted Love Songs. Layla, con il micidiale riff di apertura, è una delle canzoni più celebri di Clapton insieme alla successiva Cocaine (1977) scritta da J.J. Cale. Sebbene il disco contenga anche altri ottimi brani (Bell Bottom Blues, I Am Yours, Key to the Highway), è in generale il lirico dialogo tra la chitarra di Clapton e quella di Duane a dominare il disco. Clapton soffre molto per la morte improvvisa di Jimi Hendrix, cui era legato da grande stima ma anche da competizione. Per un lungo periodo i concerti di Clapton con Derek and the Dominos del 1970 si aprono con Little Wing di Jimi Hendrix in omaggio al grande chitarrista.
Al successo statunitense dell'album segue una tournée e un disco dal vivo. Un secondo progetto di disco abortisce prima di essere pubblicato, Duane muore in un incidente stradale e per Clapton si aprono definitivamente le porte dell'inferno della droga. Nell'agosto 1971, un Clapton visibilmente provato partecipa al Concert for BanglaDesh dell'amico George Harrison, riprendendo tra l'altro il famoso assolo di While My Guitar Gently Weeps, da lui già eseguito nella versione del White Album dei Beatles.
Gli anni della crisi e la carriera solista (1969 - 1979)[modifica]
Ci vorranno mesi e mesi e l'aiuto di amici come Pete Townshend a risollevarlo dall'abisso, almeno parzialmente. Tanto affetto quasi costringe Clapton a fare una rentrée live al Rainbow da cui viene tratto un live, non del tutto riuscito, a detta di molti critici (anche perché sull'LP non vengono inseriti i brani migliori, poi pubblicati su bootlegs giapponesi di alto livello). Ma è abbastanza perché Clapton si rimetta in pista, e con 461 Ocean Boulevard torna a ruggire nelle radio e sui giradischi di tutti i fans. La canzone pilota è I Shot the Sheriff, già di Bob Marley (all'epoca ancora misconosciuto autore jamaicano). Del resto Clapton è noto per il suo gusto nello scegliere nel repertorio di altri artisti canzoni da lanciare a nuova vita.
Si nota nel disco anche Let It Grow, dall'incedere lento ed ammaliante, ma con una chiusura solenne e bellissima, harrisoniana, precedente al giro di accordi di Stairway to Heaven. Se Eric Clapton (1970), come detto attribuibile in larga parte a Delaney & Bonnie, per quanto di ottimo livello, è un po' una falsa partenza, 461 Ocean Boulevard (1974) segna l'avvio effettivo della carriera solista di Clapton divenendo inoltre l'archetipo di quasi tutti i suoi album: tanti altri ne seguiranno nei trent'anni successivi ma ricalcheranno tutti, con maggiore o minore successo, la formula vincente di questo, blues, ballads e laid-back, con elegantissimi interventi di chitarra.
In ogni caso l'attività di studio è funzionale a quella dal vivo, dove Clapton tira sempre fuori il meglio di sé, a parte quando torna ad essere preda di demoni e dipendenze varie. Tra i dischi dal vivo degli anni settanta si ricorda E. C. Was Here con grandi assoli blues e Just One Night, in cui Eric riesce a rendere brillanti e fiammeggianti anche composizioni che in studio erano risultate deboli.
Gli anni ottanta e la rinascita del Blues (1980 - 1998)[modifica]
Gli anni ottanta vedono un Clapton modaiolo e alle prese più con il gossip ed il jet set che non con il blues. Nel 1988 partecipa con i Dire Straits ad un concerto in onore di Nelson Mandela. È una tappa del tour dello stesso anno che coinvolge gli amici Mark Knopfler ed Elton John. La super session di amici avrà il suo culmine nel concerto benefico di Knebworth del 30 giugno 1990.
Ma la vita chiede a Clapton il più alto prezzo che un padre possa mai pagare: il 20 marzo 1991, a causa di una finestra lasciata aperta da una domestica, il figlioletto Conor, nato il 21 agosto 1986 dalla relazione con l'attrice italiana Lory Del Santo, a soli 4 anni muore cadendo dal 53º piano di un grattacielo a New York, dove si trovava con la madre. Clapton è spezzato dalla tragedia, ma il dolore gli dà una scossa totale. Al di là della canzone dedicata al figlioletto morto (Tears in Heaven), dal lutto sofferto Clapton riapre le porte della sua musica al blues. La prima pubblicazione di Tears in Heaven avviene in occasione della realizzazione della colonna sonora del film Rush (1992) dove la canzone, a differenza della versione acustica che poi comparirà in "unplugged", è realizzata con la chitarra elettrica. È, infatti, il film Rush che dà ad Eric l'occasione di esprimere, come richiestogli dal regista, una musica che dia l'emozione a chi ascolta della perdita di una persona amata. Altre canzoni composte sull'onda emotiva della morte di Conor sono: My father's eyes e Circus has left town canzoni dove Clapton esprime il suo dolore sia per la morte del figlio che per non aver mai conosciuto il suo vero padre.
L'occasione per aprire il suo cuore al pubblico e mostrare insieme le sue ferite, la sua forza ed il suo amore per il blues viene nel 1992 in occasione della registrazione del MTV Unplugged. Come richiesto dalla trasmissione televisiva, nessuno strumento elettrico è consentito, solo chitarra acustica. Ne esce un recital maestoso, dove anche numeri a prima vista improponibili in versioni acustiche, escono rivitalizzati e vestiti a nuovo, uno per tutti Layla: famosissima per molti anni nella sua prima versione, Layla diventa altrettanto famosa nella versione acustica, uno swing dolente e felpato per nulla simile alla frustata rock dal finale struggente e malinconico di trent'anni prima.
Il disco tratto dalla trasmissione diventa un best e un long seller e ristablisce il valore di Clapton. Colpito egli stesso dall'inatteso trionfo mondiale, decide di proseguire nella ricerca del blues ed esce From the Cradle (1994), album rigorosamente elettrico e blues.
Tempi Recenti (1999 - Oggi)[modifica]
Gli ultimi anni di Clapton lo hanno visto altalenare tra produzioni mainstream e dischi dichiaratamente blues (gli ultimi in questa serie sono Me & Mr. Johnson e Session for Robert J., tributi a Robert Johnson).
Nel frattempo, Clapton ha avuto anche modo di creare una fondazione per la cura e la riabilitazione degli alcolisti (Fondazione Crossroads con sede ad Antigua); nel 1999 ha organizzato un concerto al Madison Square Garden di New York di cui è stato pubblicato un DVD dal nome Eric Clapton & Friends In Concert A Benefit For The Crossroads Centre At Antigua, mentre nel 2004 e nel 2007 ha organizzato un grande festival della chitarra blues, il Crossroads Guitar Festival, di cui sono stati pubblicati due DVD doppi.
Nell'agosto del 2005, l'album Back Home è stato sostanzialmente ed unanimemente stroncato dalla critica: troppo orientato al mainstream, prevale un tono abbastanza tiepido, privo di sussulti, in cui la mitica Stratocaster non "ruggisce" più. Retrospettivamente, e in modo alquanto malizioso, qualcuno ha fatto trapelare che in realtà le canzoni di Back Home fossero state registrate prima del disco-omaggio a Robert Johnson, ma che la casa discografica, ritenendole meno interessanti delle cover stesse, ha preferito ritardare l'uscita del materiale originale preferendogli il tributo al vecchio bluesman.
Nel 2006 esce The Road to Escondido, album in cui finalmente realizza la collaborazione tanto desiderata con J. J. Cale, l'autore di Cocaine. Nella band è presente anche Billy Preston nella sua ultima session in studio, pochi mesi prima della sua scomparsa. Dal 2006 si esibisce anche in Italia in una serie di date che lo vedono protagonista al Lucca Summer Festival il 7 luglio assieme alla Robert Cray Band, a Umbria Jazz l'8 luglio, e all'Arena di Verona, ancora una volta con Robert Cray davanti a un foltissimo pubblico: insieme hanno concluso il concerto duettando in Crossroads. Il tour ha visto superbi concerti sold out insieme all'amico Steve Winwood e al monumento Jeff Beck.
Nel settembre del 2010 è uscito il suo nuovo disco, contenente due inediti, intitolato semplicemente Clapton. Definito dal cantante come un album "venuto da sé", un tributo alle grandi melodie blues e jazz ascoltate fin da bambino.
Il 24 giugno 2011 si è esibito in un concerto di beneficenza insieme a Pino Daniele nello stadio di Cava de' Tirreni di fronte a circa 17000 spettatori.
Il 13 settembre 2011 è stato pubblicato l'album live (CD e DVD) Wynton Marsalis & Eric Clapton Play the Blues[2], registrazione di un concerto tenutosi nell'aprile dello stesso anno al Rose Theatre di New York, frutto di una felice collaborazione con il virtuoso trombettista Wynton Marsalis. Con l'accompagnamento di una vera e propria big band jazz, i due musicisti esplorano le radici del blues, interpretando soprattutto brani tradizionali, come Just a Closer Walk with Thee, ma anche il classico di Clapton, Layla, presentato in un'ancora nuova versione.
Per il 12 marzo 2013 è prevista l'uscita di "Old Sock", nuovo album sulla scia del precedente Clapton. "L'album comprende due canzoni inedite ed una collezione di alcuni tra i brani preferiti da Clapton, che ne mostrano la cultura musicale. Da Leadbelly a J.J. Cale; Peter Tosh a George Gershwin; Hank Snow a Gary Moore and Taj Mahal, questo lavoro è una celebrazione dei così tanti che hanno ispirato la ricca vita musicale di Clapton. L'album esplora standard romantici degli anni trenta, reggae, soul, rock e comprende una distinta collaborazione con Paul McCartney, per creare un'esperienza che è la quintessenza di Clapton."
Discografia[modifica]
| Per approfondire, vedi Discografia di Eric Clapton. |
Album studio[modifica]
- 1970 - Eric Clapton US #13, UK #17
- 1974 - 461 Ocean Boulevard US #1 (RIAA: Gold)
- 1975 - There's One in Every Crowd US #21, UK #15
- 1976 - No Reason to Cry US #15, UK #8
- 1977 - Slowhand US #2 (RIAA: 3x Multi-Platinum)
- 1978 - Backless US #8 (RIAA: Platinum)
- 1980 - Just one night
- 1981 - Another Ticket US #7, UK #18 (RIAA: Gold)
- 1983 - Money and Cigarettes US #16, UK #13
- 1985 - Behind the Sun US #34, UK #8 (RIAA: Platinum)
- 1986 - August #37, UK #3 (RIAA: Gold)
- 1989 - Journeyman US #16, UK #2 (RIAA:2x Multi-Platinum)
- 1992 - Unplugged
- 1994 - From the Cradle US #1, UK #1 (RIAA: 3x Multi-Platinum)
- 1998 - Pilgrim US #4, UK #6 (RIAA: Platinum)
- 2000 - Riding with the King con B.B. King (RIAA: 2x Multi-Platinum)
- 2001 - Reptile US #5 (RIAA: Gold)
- 2004 - Me and Mr. Johnson US #6 (RIAA: Gold)
- 2004 - Sessions for Robert J (CD e DVD) US #172
- 2005 - Back Home US #13 (RIAA: Gold)
- 2006 - The Road to Escondido con J.J. Cale (RIAA: Gold)
- 2010 - Clapton
- 2013 - Old Sock[3]
Contando anche i live, Clapton ha registrato in totale più di 300 album fra cassette, LP e CD.
Band[modifica]
Clapton, al di là dei concerti con i supergruppi nei primi anni della sua carriera, è spesso stato accompagnato nei suoi tour da numerosi artisti di grande fama, non solo come "ospiti" per alcuni concerti ma come membri fissi della sua band. Tra essi vanno ricordati i bassisti Pino Palladino (Who, Paul Simon) e Donald Dunn (The Blues Brothers), i tastieristi Steve Winwood (Traffic, Spencer Davis Group) e Greg Phillinganes (Toto), i batteristi Phil Collins (che ha suonato negli album Behind the Sun, August e Journeyman) e Andy Newmark (Sly & The Family Stone).
Nei concerti del 2009, la band, ad eccezione delle coriste, del bassista e del tastierista, è cambiata tra le date asiatiche/oceaniche, europee e americane e ha visto coinvolti:
- Doyle Bramhall II - chitarra, cori
- Andy Fairweather-Low - chitarra, cori
- Chris Stainton - tastiere
- Tim Carmon - tastiere
- Willie Weeks - basso
- Abe Laboriel Jr. - batteria
- Steve Gadd - batteria
- Sharon White - cori
- Michelle John - cori
Curiosità[modifica]
- Nel periodo in cui Clapton suonava negli Yardbirds, a metà degli anni '60, sui muri di Londra apparvero delle scritte che recitavano Clapton is God.
- Appare nei dischi di Bob Dylan, George Harrison, Richie Sambora, Jackye Lomax, Billy Preston, Martha Velez, John Dickinson, Doris Troy, con Roger Waters dei Pink Floyd, Aretha Franklin, Leon Russell, Gary Brooker, Sting, Arthur Louis, Joe Cocker, Beatles, Rolling Stones, John Astley, Santana, Zucchero.
- Anche se ha partecipato al Live Aid, Clapton ha sparato a zero contro i suoi organizzatori (Bono e Bob Geldof) affermando che «sono solo delle persone che si atteggiano a fare la morale, comportandosi più da politici che da artisti».[4]
- Nel 1976 è al centro di una polemica di stampo politico: Clapton si trova a Birmingham per un concerto e dal palco spende parole di approvazione per il deputato conservatore Enoch Powell, noto per le posizioni xenofobe che lo avevano allontanato persino dallo stesso Partito Conservatore Inglese. Clapton asserisce che la Gran Bretagna è diventata "sovraffollata" e correrebbe il rischio di diventare una "colonia dei neri". Probabilmente tali dichiarazioni vengono espresse sotto effetto di alcool, ma esse porteranno Clapton a non potersi più esibire a Birmingham fino alla fine degli anni ottanta, e provocheranno addirittura la reazione degli artisti pop britannici di sinistra, molti dei quali proprio in seguito a questa infelice uscita di Clapton appoggeranno la campagna "Rock Against Racism" ("rock contro il razzismo", contrapposta alla precedente iniziativa di destra Rock Against Communism). Ultimamente Clapton è tornato nell'occhio del ciclone da questo punto di vista a causa del suo appoggio alla campagna contro la legge promulgata dal Partito Laburista Inglese che restringe la pratica della caccia alla volpe.
- La canzone Heaven Is One Step Away compare nella colonna sonora di Ritorno al Futuro.
- È l'autore della colonna sonora del film Homeboy uscito in Italia nel 1989. Nel film il ruolo del protagonista è interpretato da Mickey Rourke.
- La Fender di Eric Clapton, soprannominata "blackie", è una Fender Stratocaster modificata secondo le indicazioni dell'artista: è stata venduta all'asta dallo stesso Clapton per circa 950.000 dollari. Con i proventi della vendita, Clapton ha finanziato il centro di recupero per alcolisti e tossicodipendenti da lui fondato diversi anni fa.
- Il 9 ottobre 2007 esce in USA e GB la sua biografia.[5]
- Nel loro album We Can't Dance del 1992, i Genesis, e in particolare il loro leader Phil Collins, hanno dedicato a Clapton il brano Since I Lost You per commemorare la morte del figlio del chitarrista, avvenuta poco tempo prima.
- La canzone Cocaine è stata utilizzata nei film Starsky & Hutch e Lord of War.
- È inoltre un grande ferrarista e tifoso accanito e amico di Felipe Massa[6]. Possiede, tra le altre, una rara 250 GT, una 612 Scaglietti e una 599 GTB Fiorano.
- Ha partecipato al film Blues Brothers - Il mito continua, interpretando se stesso in un cameo musicale nel finale del film.
- Nel 2012 la Ferrari ha omaggiato la carriera del chitarrista producendo un unico ed esclusivo modello di Ferrari SP12 EC.
- Eric Clapton è un noto ambasciatore del Rolex(in particolare il suo è un Milgauss 116400GV), che indossa spesso al polso durante i suoi concerti, tra cui quello a Londra il 28 giugno 2008.
Onorificenze[modifica]
| Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico | |
| — 2004 |
Note[modifica]
Voci correlate[modifica]
Bibliografia[modifica]
- Bob Brunning (1986) Blues: The British Connection, Londra 2002 - Helter Skelter ISBN 1-900924-41-2
- Peter Green : Peter Green - Founder of Fleetwood Mac Martin Celmins - Londra 1995 Prefazione di B.B.King
- Dick Heckstall-Smith (2004) The safest place in the world: A personal history of British Rhythm and blues, Clear Books ISBN 0-7043-2696-5
- Christopher Hjort (con prefazione di John Mayall) Strange brew: Eric Clapton and the British Blues Boom 1965-1970, Jawbone, 2007 ISBN 1-906002-00-2
- Paul Myers Long John Baldry and the birth of the British Blues Vancouver Canada 2007 - GreyStone Books
Altri progetti[modifica]
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Wikiquote contiene citazioni di o su Eric Clapton
Collegamenti esterni[modifica]
- Eric Clapton su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Eric Clapton")
- Sito ufficiale
- Eric Clapton Portal by Where's Eric! The Eric Clapton Fan Club Magazine
- Eric Clapton FAQ - Eric Clapton Frequently Asked Questions
- Eric Clapton Italia - fans club
- Le chitarre di Eric Clapton
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- Nati il 30 marzo
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- Vincitori di Grammy
- Decorati con l'Ordine dell'Impero Britannico