Chitarra

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Chitarra
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Diversi tipi di chitarre (da sinistra: resofonica, classica, elettrica, acustica). Ci sono anche: al centro un dulcimer e, poggiati in orizzontale, una Keytar ed un mandolino.
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione XIII secolo
Classificazione 321.322
Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, a pizzico
Famiglia Liuti a manico lungo
Utilizzo
Musica medievale
Musica rinascimentale
Musica barocca
Musica galante e classica
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Musica pop e rock
Musica folk

La chitarra è uno strumento musicale cordofono, che viene suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro.

Il suono è generato dalla vibrazione delle corde, che sono tese al di sopra del piano armonico che, a sua volta, poggia sulla cassa armonica che amplifica il suono. Le corde sono tese tra il tiracorde, fissato sul ponticello, ed il capotasto, essendo fissate tra il ponticello e le meccaniche poste sulla paletta. Sul manico, la tastiera consente di accorciare la lunghezza della parte di corda vibrante e di suonare la nota o le note desiderate premendo la corda stessa appena dietro il rispettivo tasto.

La chitarra ha origine non dal liuto, al contrario di quanto alcuni suppongono erroneamente, ma dalla chitarra barocca.

La chitarra di tipo spagnolo o andaluso ha sei corde, ma spesso esistono delle variazioni, ad esempio in Brasile è in uso un tipo di chitarra a 7 corde. Un'altra variazione comune è la chitarra a dodici corde, che però porta la medesima accordatura replicata in ottava da corde accoppiate più sottili. L'accordatura più comune, nota come accordatura spagnola, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi, dalla corda più acuta alla più grave; nell'uso anglosassone, invece, solitamente la si indica come accordatura EADGBE, dalla corda più grave alla più acuta[1]. Questa accordatura, in cui l'intervallo tra due corde adiacenti è di una quarta giusta (tranne che tra seconda e terza corda, che distano di una terza maggiore), si è imposta per ragioni storiche e per la sua praticità nel formare accordi mediante posizioni della mano sinistra non complicatissime. Esistono anche accordature aperte, ad esempio l'accordatura sarda, in cui le corde a vuoto suonano un Do maggiore, e le accordature alternative. Queste accordature vengono usate in alcuni particolari generi musicali. Inoltre molti compositori prescrivono particolari accordature per l'esecuzione di singoli brani.

Di solito la mano sinistra preme le corde sul manico, mentre la destra pizzica le corde facendole vibrare. Esistono tuttavia esempi di chitarristi che tengono il manico con la mano destra; alcuni di questi scelgono di non invertire nemmeno l'ordine delle corde.

Tipi di chitarre[modifica | modifica sorgente]

Una chitarra classica

Una prima divisione tra le chitarre riguarda il diapason[2], cioè la distanza tra capotasto[3] e ponticello[4]; vi sono infatti tipi di chitarre dette 3/4, 1/2, baritono, tenore, ecc.
Va, in ogni caso, tenuto presente che anche tra le chitarre di taglia normale (4/4) il diapason presenta una certa variabilità: ad esempio, nell'ambito delle chitarre classiche di attuale produzione il diapason standard misura 650 mm, ma spesso i modelli di livello medio-alto od alto si possono ottenere, in alternativa, con diapason più lungo o più corto: 664 mm[5]; 660, 640, 630 mm[6]; 660 o 640[7]; 655 mm; ecc.

Le chitarre possono essere suddivise innanzitutto in due categorie, a seconda del modo in cui viene amplificato il suono delle corde in vibrazione:

  • acustiche, con un corpo vuoto a formare la cassa armonica, quando è principalmente prevista un'amplificazione che sfrutti le naturali proprietà della fisica del suono, secondo un tipo di amplificazione che potremmo definire meccanico;
  • elettriche, con un corpo pieno e solido, e manico rinforzato da un'anima (in genere d'acciaio, chiamata truss rod), poiché sono munite di corde metalliche; è necessario l'ausilio di un'amplificazione elettrica, tramite collegamento a una cassa acustica o a un amplificatore che funzionano a corrente elettrica; il suono acustico di una chitarra elettrica a corpo solido è molto debole e poco percepibile, data l'assenza di cassa di risonanza; è usata massicciamente nel blues, nel rock and roll, nel country, nel jazz, nel jazz-rock, nella fusion, e nel metal.

Esistono inoltre vari ibridi:

  • chitarre acustiche elettrificate (fatte per suonare anche acusticamente, ma che montano sistemi elettronici per riprodurre il suono acustico anche attraverso un amplificatore e consentire quindi di rendere il suono chiaro e udibile anche in grandi ambienti occupati da molte persone);
  • chitarre elettriche a "piezo" (il sistema di amplificazione utilizzato per riprodurre un suono che assuma certe caratteristiche tipiche della chitarra folk):
  • chitarre elettroacustiche a "magnete" (il sistema di amplificazione tipico delle chitarre elettriche);
  • chitarre "semiacustiche", con cassa di risonanza, amplificate tramite magnete, e con due "f", come il violoncello, al posto della buca: il suono è principalmente elettrico, ma con delle dinamiche che ricordano quelle di una chitarra acustica; storicamente il primo tipo di chitarra elettrica, derivata dalle archtop acustiche degli anni venti; è il tipo di chitarra elettrica di solito preferito nel jazz.

Chitarre acustiche[modifica | modifica sorgente]

Le chitarre acustiche hanno sei corde. A volte sono "a spalla mancante", cioè è presente una rientranza sul margine inferiore della cassa armonica, per consentire di raggiungere i tasti più alti. Possono essere amplificate o elettrificate, ovvero munite di un sistema per amplificarne fedelmente il suono che comprende generalmente pickup solitamente piezoelettrici o magnetici ed eventualmente microfoni, con attacco jack per collegare direttamente lo strumento a un impianto PA o a un amplificatore.

Chitarra classica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chitarra classica.

Le tre corde più sottili sono di nylon; le tre più grosse sono di nylon rivestito di metallo, o talvolta di seta rivestita di metallo. In passato, le corde erano di budello di agnello. L'amplificazione è ottenuta per risonanza dal corpo vuoto a forma di otto (la cassa armonica), mentre la tavola superiore è responsabile dello spostamento d'aria. Il cavigliere (o paletta) è leggermente inclinato all'indietro. La chitarra classica si suona da seduti, poggiando lo strumento sulla gamba sinistra, leggermente rialzata tramite un apposito poggiapiede.
Si possono anche trovare chitarre classiche a spalla mancante (cosiddetto cutaway) per facilitare lo spostamento nelle zone più alte della tastiera, ed amplificate. Le chitarre flamenco sono molto simili per costruzione, hanno una protezione di plastica trasparente sopra e sotto la buca (detta golpero) per garantire l'integrità del sottile legno della tavola armonica dai colpi con le dita caratteristici di questo stile (vedi golpe e rasgueados).

Chitarra acustica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chitarra folk.

La chitarra acustica ha una cassa più grande della classica, ed un manico rinforzato con un'asta di ferro all'interno (detta truss rod) per resistere alla maggiore tensione dovuta alle corde metalliche. Può essere impiegata in tutti i generi moderni, come il folk, il blues, il rock, la fusion, nei balli tradizionali (es.: country), eccetera. Le corde metalliche conferiscono un suono brillante e pulito. Esistono versioni con spalla mancante (cutaway) per consentire un migliore accesso ai tasti delle note più alte, e versioni elettrificate per amplificare il suono direttamente senza l'ausilio di microfono esterno.
Appartiene a questo tipo la chitarra battente (o chitarra italiana).

Chitarre multicorde[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chitarra multicorde.

Fra le possibili variazioni vi è il violão brasiliano, dove la settima corda, più grave del mi basso, si accorda Si. Esistono le chitarre a otto corde utilizzate negli anni quaranta, usate in ambito jazz e che stanno avendo una "seconda giovinezza" negli ultimi anni, grazie al massiccio utilizzo da parte dei chitarristi di generi più aggressivi come l'hard rock ed il metal. Vi sono chitarre classiche a dieci, undici, dodici o quattordici corde (corde non doppie).

Chitarra a 12 corde[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chitarra a 12 corde.

La chitarra a dodici corde (da non confondersi con la chitarra multicorde a dodici corde singole), ha sei "coppie di corde" (sono montate a due a due, e le corde di ogni coppia sono molto vicine), e viene usata molto nel folk (es. nel fado), nel rock and roll, nella fusion, ma anche in tutti gli altri generi moderni, poiché il suo suono è molto intenso. Le due coppie di corde più acute vengono accordate all'unisono, le restanti con un'ottava di intervallo. Si suona come una normalissima chitarra a sei corde (con la differenza che si premono due corde alla volta con un dito) e data l'intensità del suono si presta molto bene alle note piene, mentre è un po' scarsa per gli assoli, salvo diversi casi.
Può essere di tipo folk o elettrico, esclusivamente a corde metalliche; come nelle chitarre folk ed elettriche è provvista di truss-rod, spesso doppio per sopportare la doppia tensione delle corde.

Chitarre elettriche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chitarra elettrica.

È un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile.

Le tecniche[modifica | modifica sorgente]

Esistono diversi modi o tecniche per suonare la chitarra. Un breve excursus fra le più famose ed utilizzate vede le seguenti. Per una trattazione più vasta ed approfondita si può consultare la categoria tecnica chitarristica.

Fingerstyle[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fingerstyle.

Il fingerstyle (letteralmente "stile del dito"), fingerpicking (lett. "pizzicare con le dita") o diteggiato è una tecnica usata per suonare, oltre alla chitarra, il basso e altri strumenti a corda. Viene eseguita usando le punte delle dita o le unghie al posto del plettro.

Ciò che nello specifico lo differenzia dallo stile classico è l'uso del pollice della mano destra che suona il "basso alternato". Il pollice marca cioè ogni quarto della battuta suonando una nota bassa sulle due/tre corde più gravi, mentre le altre dita (indice, eventualmente accompagnato dal medio e anche dall'anulare) suonano le altre corde e sviluppano quindi, a seconda dell'arrangiamento, sia l'armonia sia la melodia. È caratteristico dei generi folk, country-jazz e blues. Viene anche usato da esponenti noti del rock and roll, come Mark Knopfler e Jeff Beck, sebbene resti una pratica poco diffusa sulla chitarra elettrica. In Italia un esponente noto di questo stile è Alex Britti.

Flatpicking[modifica | modifica sorgente]

Flatpicking è semplicemente la tecnica di suonare la chitarra con l'utilizzo di una penna (o anche plettro). Questo è sicuramente il sistema più comunemente utilizzato da tutti, anche se comunque presenta una grande diversità di approcci.

Esistono tanti modelli di plettro, differenti principalmente per dimensioni e durezza. Comunemente si utilizzano plettri morbidi per la chitarra acustica e plettri duri per la chitarra elettrica, ma questa regola è naturalmente piena di eccezioni.

Fra le eccezioni più note si cita il chitarrista dei Queen, Brian May, che ha trovato il suo suono ideale suonando con l'ausilio di una monetina da sei pence britannici.

Slide[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Slide guitar.

Con "chitarra slide" si intende in primo luogo un modo di suonare la chitarra, vale a dire l'utilizzo di un pezzo di materiale sufficientemente pesante e liscio (ai tempi del blues delle origini, spesso un collo di bottiglia, in inglese bottleneck, o il manico di un coltello a serramanico) che viene fatto strisciare sulle corde senza premerle contro i tasti per ottenere un suono glissato. Il collo di bottiglia viene infilato su un dito della mano sinistra (anulare o mignolo) e fatto scorrere sulle corde, le dita rimaste libere suonano sui tasti nel modo usuale, anche se con minore libertà di movimento.

A causa di questo fatto, spesso per questa tecnica sono preferite le accordature aperte, che evitano corde vuote accordate su note non appartenenti all'accordo di tonica e facilitano il modo di suonare, specialmente se si tratta di musica modale come fondamentalmente è il blues stesso.

Un'altra tecnica consiste nell'appoggiare la chitarra in grembo (lap style), con la tavola armonica verso l'alto, e usare la mano sinistra unicamente con la tecnica slide: le dita afferrano l'oggetto liscio e pesante e non premono più sui tasti. In questo caso l'accordatura aperta è quasi obbligatoria. Sono quindi state realizzate chitarre apposite per essere suonate con questa tecnica: prive di tasti metallici e con le corde più rialzate rispetto ad una normale chitarra, usate ad esempio nel blues e nel country.

Un importante sviluppo di questo tipo di chitarra è la chitarra indiana, usata in India e ricavata da una chitarra occidentale suonata in lap style, ma con un diverso tipo di accordatura: le corde per la melodia (fondamentalmente non si usano accordi) sono tre o quattro (accordate su tonica-quinta-ottava o tonica-quinta-ottava-quarta), e vengono affiancate da una dozzina di sottili corde di risonanza accordate sulle note della scala usata. Ci sono poi due corde di bordone accordate sulla tonica, suonate spesso per ribadire il punto di riferimento fondamentale (la tonica stessa). Questa chitarra è usata esclusivamente per la musica modale.

Shred[modifica | modifica sorgente]

Lo shred è una tecnica mista che privilegia la velocità di esecuzione, in cui sono molto frequenti scale a plettraggio alternato e sweep picking. Tra i chitarristi che la utilizzano si possono citare John Petrucci, Yngwie Malmsteen, Steve Vai, Joe Satriani, Michael Angelo Batio, Kee Marcello

Tapping[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tapping.

La tecnica del tapping prevede l'utilizzo di entrambe le mani sulla tastiera. Il suono viene quindi prodotto dalla corda percossa sulla tastiera, invece che dalla corda pizzicata. Il tapping permette di suonare note a notevole distanza fra di loro lungo la tastiera o di riuscire a suonare con una velocità altrimenti impossibile da raggiungere.Eddie Van Halen è considerato il maestro in questa tecnica.

Ruolo della chitarra in un gruppo musicale[modifica | modifica sorgente]

A seconda del ruolo che ha una chitarra in un gruppo musicale, si può distinguere tra chitarra ritmica e chitarra solista.

Chitarra ritmica[modifica | modifica sorgente]

La chitarra ritmica (o chitarra di accompagnamento), specialmente nel rock, è la chitarra che si suona per accompagnare armonicamente e dare ritmo a un brano: in questo senso il suono non risalta in maniera particolare.

Più in generale, la chitarra ritmica viene contrapposta alla chitarra solista, ma può indicare anche solo la funzione ricoperta da uno strumento: spesso infatti, in realtà, i due ruoli all'interno di un gruppo vengono ricoperti da una sola. Nel caso che nel gruppo ci siano invece due chitarre, di solito un chitarrista esegue solamente la sezione ritmica, mentre l'altro si concentra sia su quest'ultima sia sugli assoli.

Al contrario di quello che si può pensare, suonare la chitarra ritmica non è molto più facile che farlo con la chitarra solista, infatti questo strumento da un'impronta fondamentale al "sound" di una canzone.

Molte band presentano una sola chitarra, quali Led Zeppelin, Nirvana, U2, Bon Jovi, Queen, Pink Floyd, Red Hot Chili Peppers, Green Day, Blink-182 solo per citarne alcuni. Presentano (o presentavano) invece nella formazione più di una chitarra gruppi come Scorpions, Aerosmith, Beatles, AC/DC, Guns N' Roses, Linkin Park, Litfiba, Avenged Sevenfold, Kiss, Clash o Rolling Stones e gli Iron Maiden, che presentano addirittura tre chitarre simultanee.

Va inoltre sottolineato che, il più delle volte, il ritmo della chitarra differisce sia da quello della melodia sia da quello dato dalle percussioni.

Chitarra solista[modifica | modifica sorgente]

La chitarra solista è invece la chitarra che ha la funzione di sostituire, anziché accompagnare, la voce per la durata di una strofa (il cosiddetto assolo); potendo andare oltre l'estensione vocale viene utilizzata quindi per variarne e arricchirne la melodia.

È utilizzata in alcuni gruppi in aggiunta alla chitarra di accompagnamento: infatti se la chitarra d'accompagnamento dovesse interrompere un giro di accordi per iniziare un assolo, sarebbe difficile non notare un istante di stacco; tuttavia in alcuni gruppi con molta esperienza ciò non accade, ovvero il chitarrista di accompagnamento esegue anche assoli, lasciando temporaneamente la parte ritmica al basso e/o al pianoforte.

Capita sovente (soprattutto nell'hard rock e nell'heavy metal) che i chitarristi (quando ve ne sono più di uno) non abbiano un ruolo fisso e che si alternino suonando ciascuno le proprie parti ritmiche ed il proprio assolo durante l'esecuzione di un brano. In alcuni casi, entrambe le chitarre possono eseguire un assolo in contemporanea (suonando insieme le stesse note ed accordi simili), lasciando al solo basso la parte ritmica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dette note, nella loro denominazione completa (cioè con gli indici di ottava), sono: mi3, si2, sol2, re2, la1, mi1; e secondo il citato uso anglosassone: E2, A2, D3, G3, B3, E4.
  2. ^ In spagnolo: tiro o escala (e, commercialmente, perfino distancia entre huesos), in ingl.: scale. Va tenuto presente che il termine spagnolo diapasón designa, invece, la tastiera della chitarra.
  3. ^ In spagnolo: cejilla o cejuela o cejilla de arriba o hueso de diapasón, in ingl.: nut.
  4. ^ In spagnolo: puente, in ingl.: bridge. Più precisamente, il diapason è la distanza tra il capotasto e l'osso (del ponticello), detto anche ossicino o sella o selletta, in spagnolo: selleta o hueso de puente, in ingl.: saddle.
  5. ^ p. es.: José Ramírez; cosiddetto tiro largo, in opposizione a tiro corto che corrisponde al diapason standard di 650 mm.
  6. ^ p. es.: Manuel Contreras II.
  7. ^ p. es.: Kohno/Sakurai.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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