Charles Aznavour

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Charles Aznavour
Charles Aznavour nel 2014 a Varsavia
Charles Aznavour nel 2014 a Varsavia
Nazionalità Francia Francia
Genere Pop
Chanson
Jazz
Cabaret
Periodo di attività 1933 – in attività
Etichetta Barclay, SIF, Philips
Album pubblicati 43
Studio 39
Live 3
Raccolte 1
« Perdonatemi se con nessuno di voi / non ho niente in comune: / io sono un istrione a cui la scena dà / la giusta dimensione. »
(Charles Aznavour, L'istrione)

Charles Aznavour, nome d'arte di Chahnourh Varinag Aznavourian (armeno: Շահնուր Վաղինակ Ազնավուրեան; Parigi, 22 maggio 1924), è un cantautore, attore e diplomatico francese di origine armena.

Noto con il soprannome di Charles Aznavoice, è anche detto il "Frank Sinatra della Francia". Insignito della Legion d'Onore per il lustro dato alla Francia, è ambasciatore dell'Armenia in Svizzera dal 12 febbraio 2009.

Canta in sette lingue e ha venduto oltre 300 milioni di dischi nel mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento del cantante a Erevan, Armenia

Nasce a Parigi il 22 maggio 1924 da Micha Aznavourian, un immigrato armeno originario di Akhaltsikhe (in Georgia), figlio del cuoco del governatore d'Armenia[1], e da Knar Baghdassarian, un'immigrata armena originaria di Smirne (nell'odierna Turchia), figlia di benestanti commercianti, sopravvissuta al genocidio armeno[2].

Fin dalla giovanissima età è inserito dai genitori nel mondo teatrale parigino. Inizia infatti l'attività artistica all'età di nove anni già con il nome d'arte di Aznavour. Il suo colpo di fortuna giunge nel 1946, quando viene scoperto da Édith Piaf, che lo porta in tournée in Francia, negli Stati Uniti e in Canada. Se nel 1950 raggiunge la notorietà sul mercato francofono, sei anni dopo diventa una vera e propria star grazie alle esibizioni all'Olympia e alla canzone Sur ma vie, che arriva in prima posizione per quattro settimane.

Negli anni sessanta Aznavour rafforza la sua fama con una serie di successi, a partire da Tu t'laisses aller (1960), prima in classifica in Francia per tre settimane, Il Faut Savoir (1961), prima per 15 settimane, proseguendo con La mamma (1963), che nel febbraio 1964 arriva al primo posto, Et Pourtant, prima per cinque settimane, For Me Formidable (1964) e Que c'est triste Venise (1964), La Bohème (1965), che nel 1966 arriva prima per tre settimane, per finire con Désormais (1969).

Gli anni settanta si aprirono con una polemica sul suo esilio fiscale in Svizzera. In questo periodo l'artista intensificò le sue apparizioni sul mercato italiano, riproponendo in versione italiana anche alcuni suoi vecchi "cavalli di battaglia".

La maggior parte delle sue canzoni parlano d'amore e nella sua lunga carriera ne ha scritte oltre 1000. Il fatto che canti in sette lingue (francese, inglese, italiano, napoletano[3], spagnolo, tedesco e russo) gli ha consentito di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque famosissimo. Ha cantato alla Carnegie Hall ed in tutti i maggiori teatri del mondo, duettando con star internazionali come Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini e Laura Pausini.

In Italia ha collaborato con Giorgio Calabrese per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni, e in parte con Sergio Bardotti, fino alla metà degli anni settanta; in seguito ha collaborato con Lorenzo Raggi e nel 1989 con Sergio Bardotti e Nini Giacomelli per l'intero album e CD Momenti sì, momenti no. Ha partecipato al Festivalbar 1972 con Quel che non si fa più (canzone poi divenuta colonna sonora di uno spot della Mulino Bianco); inoltre ha partecipato come ospite fuori gara al Festival di Sanremo 1981, presentando il brano Poi passa, ed al Festival di Sanremo 1989 con la canzone Momenti sì, momenti no.

Nel 1989, scrive il testo di Pour toi Armenie, (musica di Georges Garvarentz), (For you Armenia versione americana), canzone incisa in 45 giri, a scopo umanitario per i bambini Armeni. Per la versione italiana, Per te Armenia, (testo di Andrea Lo Vecchio), collaborano molteplici artisti: Aida, Alberto Radius, Alberto Solfrini, Alessandra Mussolini, Angelo Giordano, Antonella Bucci, Antonella Ruggiero, Bernardo Lanzetti, Bravo, Cristiano Malgioglio, Christian, Daiano, Dario Baldan Bembo, Decibel, Dori Ghezzi, Enrico Musiani, Enzo Jannacci, Eugenio Finardi, Fabioelisa, Francesco Baccini, Franco Simone, Franz Di Cioccio, Gazebo, Gepy, Gianfranco Manfredi, Gianni Bella, Gianni Dei, Gigliola Cinquetti, Gilda Giuliani, Gino De Stefani, Gino Paoli, Camaleonti, Iva Zanicchi, Strana Società, Lara St. Paul, Lorella Cuccarini, Luciano Rossi, Manuel De Peppe, Maria Pia Fanfani, Maria Scicolone, Marina Barone, Mario Castelnuovo, Mark Fontaine, Massimo Boldi, Mauro Lusini, Meccano, Memo Remigi, Mia Martini, Michele Pecora, Mietta, Milva, Mimmo Cavallo, Mino Reitano, Nilla Pizzi, Orietta Berti, Pierangelo Bertoli, Pino D'Angiò, Ricky Gianco, Rodolfo Grieco, Sabrina, Scarlet, Scialpi, Sergio Conte, Sergio Endrigo, Stefano Rosso, Tony Dallara, Tullio De Piscopo, Vivien Vee, Vittorio Gassman (lato B 45 giri voce narrante di "Sono caduti")[4].

Molti interpreti della musica leggera italiana hanno inciso alcune sue canzoni; i primi furono Gino Paoli (Devi sapere, versione italiana di Il faut savoir) e Domenico Modugno (La mamma, inserita dal cantautore pugliese nel suo sedicesimo album Modugno, del 1964). Successivamente Ornella Vanoni (La boheme, incisa nel 1968 nell'album Ai miei amici cantautori, Après l'amour, L'amore è come un giorno, incisa nel 1970 nel suo LP Ah! L'amore l'amore, quante cose fa fare l'amore!), Iva Zanicchi (che all'Artista ha dedicato nel 1971 un intero album, Caro Aznavour), Mina (Ed io tra di voi, incisa nel 1970 in Quando tu mi spiavi in cima a un batticuore), Gigliola Cinquetti (La boheme), Gipo Farassino (Porta Pila, versione di La boheme con testo in piemontese), Mia Martini, Enrico Ruggeri (A mia moglie), Renato Zero (L'istrione, incisa nel 2000 nel suo album Tutti gli Zeri del mondo), Franco Battiato (Ed io tra di voi, incisa nel 1999 in Fleurs), Massimo Ranieri (L'istrione, incisa nel 2006 in Canto perché non so nuotare... da 40 anni e Gilda Giuliani (Quel che non si fa più, incisa nel 1996 nel suo album Serena).

Nella saga "Mobile Suit Gundam" il nome del personaggio Char Aznable è chiaramente ispirato a quello di Charles Aznavour.

Carriera cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

All'attività di cantautore, Aznavour ha affiancato una notevole carriera di attore, che lo ha portato a partecipare a oltre 60 film, esordendo come protagonista nel 1960 in Tirate sul pianista di François Truffaut. Altre partecipazioni da ricordare sono state nei film ...e poi, non ne rimase nessuno (1974) e Ararat (2002).

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Discografia italiana[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Discografia francese[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

(da completare)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mon colonel (2006)
  • Ennemis publics (2005)
  • Le père Goriot (2004) (TV)
  • Passage du bac (2002) (TV)
  • Ararat - Il monte dell'Arca (2002)
  • Angelina (2002) (TV)
  • Laguna (2001)
  • Judicaël (2001) (TV)
  • Les mômes (1999) (TV)
  • Le comédien (1997)
  • Sans cérémonie (1997) (TV)
  • Pondichéry, dernier comptoir des Indes (1997)
  • Maximum Exposure (1995) (TV)
  • Un alibi en or (1994) (TV)
  • Les années campagne (1992)
  • Il ritorno di Ribot (1991) TV mini-series
  • Prigioniera di una vendetta (1990) TV mini-series
  • Il maestro (1989)
  • Mangeclous (1988)
  • Yiddish Connection (1986)
  • Le paria (1985) TV mini-series
  • Viva la vita (1984)
  • Die Fledermaus (1984) (TV)
  • Une jeunesse (1983)
  • I fantasmi del cappellaio (1982)
  • La montagna incantata (1982)
  • Ciao, les mecs (1979)
  • Il tamburo di latta (1979)
  • Pazzi borghesi (1976)
  • Gli uomini falco (1976)
  • ...e poi, non ne rimase nessuno (1974)
  • The Blockhouse (1973)
  • Les intrus (1972)
  • L'ultima rapina a Parigi (1971)
  • Il bel mostro (1971)
  • The Selfish Giant (1971)
  • I formidabili (1970)
  • The Adventurers (1970)
  • Tempo di violenza (1970)
  • Caroline chérie (1968)
  • Candy e il suo pazzo mondo (1968)
  • Le facteur s'en va-t-en guerre (1966)
  • Sotto il tallone (1965)
  • Un uomo e due donne (1966)
  • Le facteur s'en va-t-en guerre (1966)
  • Le faiseur de rires (1965)
  • Alta infedeltà (1964)
  • Les fables de La Fontaine" (1964) Serie TV
  • Thomas l'imposteur (1964)
  • Teuf-teuf (1963) (TV)
  • Il sentiero dei disperati (1963)
  • Les vierges (1963)
  • Esame di guida (Tempo di Roma) di Denys de La Patellière (1963)
  • Le quattro verità (1962)
  • Le tentazioni quotidiane (1962)
  • La terribile notte (1962)
  • I leoni scatenati (1961)
  • Gosse de Paris (1961)
  • Tirate sul pianista (1960)
  • Il passaggio del Reno (1960)
  • Un taxi per Tobruk (1960)
  • Le testament d'Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi! (1960)
  • Il giovane leone (1959)
  • Pourquoi viens-tu si tard? (1959)
  • Dragatori di donne (1959)
  • La fossa dei disperati (1959)
  • Paris Music Hall (1957)
  • Une gosse sensass' (1957)
  • Dans la vie tout s'arrange (1952)
  • Adieu chérie (1946)
  • Gli scomparsi di Saint Agil (1938)
  • La guerre des gosses (1937)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
— 1997
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— 2004

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Eroe Nazionale dell'Armenia (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe Nazionale dell'Armenia (Armenia)
— 2004
Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
— 2004
Ufficiale Onorario dell'Ordine del Canada (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Onorario dell'Ordine del Canada (Canada)
«Cantante, cantautore e attore, Charles Aznavour è una delle icone musicali più popolari della Francia. Negli ultimi 60 anni, ha cantato le nostre storie d'amore e la vita quotidiana in molte lingue. Versatile e passionale, questa leggenda duratura ha incantato il pubblico di tutto il mondo, ma prima di tutto, rimane un ambasciatore della lingua francese. Dal momento della prima venuta a Montréal, è rimasto profondamente legato al Canada, dove ha disegnato ammiratori da costa a costa. Dedicato a cause umanitarie, egli condivide il suo talento artistico a sostegno delle organizzazioni di beneficenza in Armenia, dove è stato nominato Ambasciatore permanente dell'UNESCO.»
— nominato il 10 aprile 2008, investito il 5 luglio 2008[5]
Ufficiale Onorario dell'Ordine Nazionale del Quebec (Quebec) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Onorario dell'Ordine Nazionale del Quebec (Quebec)
— 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Cicala, Charles Aznavour Non sono mai stato giovane. Per questo non sono vecchio... in Il Venerdì, n. 1176, 1º ottobre 2010, p. 60.
  2. ^ AZNAVOUR CHARLES (1924- ), Encyclopedia Universalis
  3. ^ Charles Aznavour canta in napoletano
  4. ^ PER TE ARMENIA 45 giri
  5. ^ (EN) Sito web del Governatore Generale del Canada: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 64001137 LCCN: n85094806