Musica leggera
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| Musica leggera | |
|---|---|
| Origini stilistiche | popular music |
| Origini culturali | nacque in seguito allo sviluppo e all'organizzazione del mercato discografico |
| Strumenti tipici | la strumentazione varia a seconda dei numerosi sottogeneri |
| Popolarità | destinata al vasto pubblico e commerciale |
| Generi correlati | |
| musica popolare contemporanea | |
| Categorie correlate | |
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Gruppi musicali pop · Album pop · EP pop · Singoli pop · Video e DVD pop |
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Viene abitualmente definita con il termine musica leggera o pop la musica mainstream contemporanea, destinata ad un pubblico vasto quanto più è possibile. L'espressione traduce in modo non letterale il termine inglese easy listening, in quanto definisce un tipo di musica di facile ascolto e poco elaborata, spesso ridotta a semplice intrattenimento. In effetti, la musica leggera raggruppa in sé un insieme di tendenze musicali affermatesi a partire dal XX secolo, caratterizzate da un linguaggio relativamente semplice e in alcuni casi schematico. La musica leggera è strettamente inserita nel circuito di diffusione commerciale mondiale con incisioni discografiche, video, festival, concerti-spettacolo, trasmissioni e reti televisive e radiofoniche. Se la semplicità del linguaggio musicale distingue la musica leggera dalla cosiddetta "musica colta", la presenza di una vera e propria industria la differenzia dalla musica popolare.
Indice |
[modifica] Caratteristiche
Le caratteristiche principali della musica leggera sono:
- spiccata orecchiabilità;
- utilizzo abbondante della melodia;
- uso di tempi musicali pari (primo tra tutti il 4/4);
- testi di facile comprensione;
- sottofondo musicale per lo più scarno o poco elaborato
- utilizzo del cosiddetto formato canzone (strofe alternate al ritornello).
[modifica] La musica leggera come fenomeno obliquo
Data la sua natura, non è facile delineare un quadro definito della musica leggera come "genere". In un certo senso è il più "convenzionale", a volte appare poco originale, ma per i suoi tramiti è stata espressa una parte abbondante della cultura popolare. Cambiando i canali espressivi di quest'ultima, sono cambiati anche i connotati di un'arte che, attraverso i secoli, ha sempre voluto essere "diretta", espressiva e coinvolgente. Con l'avvento della televisione, i riferimenti culturali hanno subito un'omogeneizzazione, che è, dopotutto, una caratteristica non per forza deteriore del fenomeno della cultura popolare, che è, in qualche modo, trasmissione di pensieri largamente condivisi in forme facilmente percepibili. Né ciò deve escludere momenti di arte sublime: piuttosto, si tratta sempre di un'arte carica del portato popolare (talvolta nazionale), un'arte cioè che vede il proprio fulcro nel fruitore - inteso come massa ben strutturata - piuttosto che nella creazione individuale ed eventualmente ermetica dell'artista. Nel caso dell'Italia, Mina è stata ambasciatrice assai rappresentativa della musica leggera e tanto e tale è stato il suo ruolo innervante della cultura italiana del boom economico, che Antonioni ha inserito un suo twist (volutamente fatuo) all'inizio del film L'eclisse (l'Eclisse twist, appunto).
Come si è detto, la musica leggera non è un vero e proprio genere musicale, bensì un tipo di musica che deve essere accessibile e fruibile da tutti seguendo quindi una logica di mercato in contrasto con i generi musicali ben definiti o la cosidetta musica alternativa o underground.
Quest'ultima si contrappone alla musica leggera per ragioni diverse: per i suoi contenuti impegnati o comunque legati ad una sensibilità inconsueta (quest'ultima caratteristica si può ritrovare però anche in alcuni frangenti della musica leggera); per la modalità commerciale con cui si accosta ai suoi fruitori, privilegiando in sostanza il passaparola che si può avere tra gli appassionati del genere, in opposizione al bombardamento pubblicitario; per una ricerca musicale sia in campo stilistico che sonoro (distogliendosi dalla logica secondo cui grandi investimenti devono portare a guadagni sicuri). Esse, in ogni caso, sono destinate, nelle intenzioni di chi la produce, a raggiungere il più ampio numero di persone, a prescindere dal fatto che a monte vi siano o meno fini meramente commerciali. I margini sono talmente nebbiosi che si dà anche il caso di Beck Hansen, artista venuto fuori dall'esplosione di un brano e che ha poi saputo - almeno per un certo periodo - impiegarsi in una doppia carriera, una legata alla major di riferimento, un'altra indipendente.
Per le ragioni sopra descritte la musica leggera viene spesso messa in contrapposizione anche alla musica classica o all'opera lirica in quanto generi musicali più impegnativi ed elitari.
[modifica] Musica leggera e pop
Nello specifico il termine musica leggera nacque in Italia per definire la musica mainstream italiana. Nella penisola prima dell'invasione anglosassone dei primi anni '60 il termine inglese pop per definire questo tipo di musica era sconosciuto, fu assorbito in seguito alla fama conquistata dai gruppi d'oltremanica. Di fatto oggi viene più facile utilizzare il termine pop per definire la musica commerciale moderna e allo stesso modo è più facile definire con musica leggera la musica melodica italiana, ma dal punto di vista concettuale e strutturale i due termini coincidono.
[modifica] Definizioni improprie di musica leggera
| Per approfondire, vedi la voce Popular music. |
È ormai normale considerare la musica leggera (o musica pop) come sinonimo di musica popular, anche se oggi si tratta di una similitudine non del tutto propria. In effetti, l'aggettivo "leggero" implica da un lato un certo disimpegno politico-sociale: il popolo, che tutto assorbe in sé (giustizie e ingiustizie, squilibri sociali, aspirazioni e delusioni), va inteso, in questo contesto, come un organismo privo di contraddizioni insanabili e per questo capace di esprimere i propri contenuti - per il tramite degli artisti deputati - senza caratterizzare la propria arte di aspetti "impegnati". D'altra parte, "leggero" è legato a una generica sensazione di gradevolezza della forma, musicalmente poco corposa e fruibile anche dall'ascoltatore distratto cosa non sempre riscontrabile nel popular, fatta com'è quest'ultima anche di sonorità aspre, graffianti, ricercate e di contenuti talvolta disturbanti. In qualche modo, tutta la musica pop è musica popular, ma non è vero il contrario. Esiste, in ogni caso, una grande difficoltà a relazionare tali concetti, soprattutto a motivo di un continuo slittamento di senso che essi manifestano nella sensibilità e nel dire comune.
[modifica] Bibliografia
- Chiara Santoianni, Popular music e comunicazioni di massa. Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla musica 'dei giovani'[1], Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 1993
- Lucio Spaziante, Sociosemiotica del pop, Carocci editore, 2007.
- Nicholas Cook, Music. A Very Short Introduction, Oxford Univerty Press Inc, New York, 1998
- Jean-Jacques Nattiez, Enciclopedia della musica - Volume I: il Novecento, Einaudi editore, 2001.

