Stuart Sutcliffe

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Stuart Fergusson Victor Sutcliffe, detto Stu (Edimburgo, 23 giugno 1940Amburgo, 10 aprile 1962), è stato un pittore e bassista britannico.

È stato dal 1960 al 1961 il bassista dei Beatles. Voluto da John Lennon per la sua aria da bel tenebroso che secondo lui avrebbe giovato alla popolarità del gruppo. Stuart era un bravissimo pittore e con la vendita di un suo dipinto comprò un basso elettrico, strumento che in realtà non seppe mai suonare bene, incappava spesso in grossolani errori che in molte occasioni lo portavano a suonare spalle al pubblico per concentrarsi meglio.

Indice

[modifica] L'infanzia

Il padre di Stuart, Charles Sutcliffe, fu un ufficiale navale, che spesso si assentò durante i primi anni di vita del figlio, a causa del lavoro in mare; la madre fu una insegnante e diede alla luce altre due figle: Pauline e Joyce. Stuart si iscrisse al Liverpool College of Art e durante il primo anno di frequenza incontrò Lennon e divennero amici. Stuart con il suo fascino e il suo ottimo talento per la pittura, divenne, in breve tempo, una star della scuola. Lo stesso McCartney disse che fu molto geloso dello stretto rapporto di amicizia di Stuart e Lennon.[1] Stuart non era totalmente a digiuno di musica, dato che cantò, da piccolo, nel coro della chiesa in Hyton e sua madre insistette affinché seguisse lezioni di pianoforte, dall'età di nove anni ebbe occasione di suonare a lungo anche la chitarra. Bill Harry, un amico di Stuart e dei Beatles, fondatore della testata "Mersey Beat", affermò che Stuart era presumibilmente concentrato sulle arti figurative e un po' meno sulla musica, e lo definì un bassista competente ma non brillante.[2]

[modifica] Con i Beatles ad Amburgo

Durante la tournee ad Amburgo Stu conobbe e si innamorò della fotografa Astrid Kirchherr e ritrovò così l'amore per l'arte. La stessa Astrid intanto induce Stuart a vestire con giubbotti di pelle, stivaletti a punta e capelli all'indietro, look presto adottato da tutti gli altri. Scoraggiato dal suo scarso talento musicale e punzecchiato continuamente da Paul McCartney Stu lasciò il gruppo per continuare i suoi studi ad Amburgo e per restare con la fidanzata Astrid. Stuart morì nell'aprile 1962 per emorragia cerebrale, dopo una serie di fortissimi mal di testa. Sembra che durante una rissa a cui partecipò anche Lennon, Stuart subì un violento colpo alla testa, che fu, secondo la madre di Stu, la causa dell'inizio del suo disturbo. Ironia della sorte i suoi amici sarebbero giunti il giorno dopo per la terza tournee ad Amburgo. Sei mesi dopo firmeranno il contratto con la EMI. Recentemente la sorella Pauline ha organizzato una mostra dei dipinti del fratello.

[modifica] Le sue opere

Quando abbandonò i Beatles si iscrisse all'Hamburg College of Art, sotto la direzione di Eduardo Paolozzi, noto artista pop. Durante questo corso, nonostante qualche assenza, Stuart venne considerato uno tra i migliori allievi.[3][4][5] Il percorso artistico di Stuart fu sicuramente influenzato sia dagli artisti espressionisti europei sia da quelli statunitensi, con una predilezione per la pittura surreale, astratta. La Walker Art Gallery di Liverpool possiede attualmente alcune opere di Stuart: "The Crucifixion", "Self-portrait", "Hamburg Painting no.2". Lennon, in seguito conservò alcuni dipinti di Stuart, mentre McCartney tenne con sé una scultura di Paolozzi.

La figura di Sutcliffe, è stata riportata in vita grazie al film Backbeat - tutti hanno bisogno d'amore. La pellicola uscita nel 1993, che racconta la storia degli ex 5 Beatles, fino alla morte del bassista, vede nei panni di Astrid Kirchherr Sheryl Lee, e nel ruolo di Stuart Sutcliffe Stephen Dorff. La pellicola è stata diretta da Iain Softley. Va inoltre menzionato che neanche i Beatles si dimenticarono di lui: sulla copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band in mezzo a tutti quei personaggi al centro a sinistra è presente anche Stu.

[modifica] Film

La vita di Stuart Sutcliffe è stata raccontata in diversi film. Di seguito elencate le opere più importanti e i nomi degli attori che hanno prestato il volto al noto bassista.

[modifica] Note

  1. ^ ”The Beatles Anthology” DVD 2003 (Episode 1 - 0:27:24) McCartney talking about being jealous of Sutcliffe’s friendship with Lennon.
  2. ^ Spitz 2005. pp173-174
  3. ^ Miles 1997 p65
  4. ^ Hamburg identity card, 1961 liverpoolmuseums.org.uk - Retrieved: 13 May 2007
  5. ^ Eduardo Paolozzi’s Report liverpoolmuseums.org.uk - Retrieved: 13 May 2007
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