Buckingham Palace

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Buckingham Palace
Residenza ufficiale del
Sovrano del Regno Unito
Buckingham Palace from gardens, London, UK - Diliff.jpg
Buckingham Palace e il Victoria Memorial. La facciata est di Edward Blore, risalente al 1850, fu risistemata nel 1913 da Sir Aston Webb
Ubicazione
Stato Regno Unito Regno Unito
Località Londra
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1703-1913
Stile Neoclassico
Uso Residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito
Realizzazione
Architetto John Nash
Costruttore Guglielmo IV del Regno Unito
Proprietario Corona britannica
 

Buckingham Palace, a Londra, è la residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito.[modifica | modifica wikitesto]

= L'espressione Buckingham Palace o semplicemente The Palace è diventata comune per esprimere tutto quanto ciò che riguarda gli ambienti della Corte e della famiglia reale. Oltre ad essere la residenza ufficiale della Regina, Buckingham Palace è il luogo in cui si svolgono numerose cerimonie pubbliche (dai ricevimenti dei reali alle visite dei vari capi di Stato) ed è anche una notevole attrazione turistica (famoso in tutto il mondo è il cambio della Guardia). Da un punto di vista più profondo, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i sudditi, nei momenti gioiosi e tristi della storia del Regno. Il palazzo si estende su una superficie di 77.000 m².[1] =

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo edificio di cui si abbia notizia, noto come Goring House, era stato fatto costruire da George Goring, conte di Norwich, nel 1633 circa.[2] L'edificio che forma il centro dell'attuale palazzo venne invece costruito come grande residenza di campagna per John Sheffield, duca di Buckingham e Normandy, nel 1703. Buckingham fece ricostruire l'abitazione dall'architetto William Winde.[3][4] Lo stile scelto fu quello di un grande blocco centrale a tre piani, con due ali di servizio più piccole ai fianchi. Nel 1762,[5][6][7] Buckingham House venne venduta da un discendente del duca, Sir Charles Sheffield, a re Giorgio III. La nuova residenza venne destinata a residenza privata per la famiglia reale, in particolare per la Regina Carlotta, consorte di Giorgio III, piuttosto che al ruolo di palazzo reale ufficiale, che rimase a St. James's Palace.
Ancora oggi, gli ambasciatori stranieri sono accreditati alla Corte di St. James, anche se è a Buckingham Palace che presentano alla regina le loro credenziali e il proprio staff, all'atto della nomina.[5]

Da residenza a palazzo[modifica | modifica wikitesto]

George IV of the United Kingdom.jpg Queen Victoria 1887.jpg
Re Giorgio IV La regina Vittoria fu la prima sovrana a risiedere a Buckingham Palace.

La regina Carlotta morì nel 1818 e poco dopo, nel 1820, morì anche suo marito, Giorgio III. Il loro figlio, Giorgio IV, dapprima decise di ampliare Buckingham House per usarla insieme al St. James's Palace, così come aveva fatto il padre, ma nel 1826 pensò di trasformarla in un palazzo reale a tutti gli effetti, dando l'incarico a John Nash di realizzare l'opera. Il palazzo che venne edificato formava un grande cortile d'onore quadrato, con Buckingham House al centro. La facciata del nuovo edificio fu costruita in pietra di Bath, con squisiti dettagli in stile neoclassico francese. Questo palazzo è molto simile a quello odierno, ma senza la grande ala est di fronte al Mall, che ora chiude il quadrilatero.

Dove ora sorge l'ala est, tra le due ali esterne vi era invece un arco trionfale in marmo di Ravaccione, modellato sullo stile dell'Arco di Costantino a Roma. Quest'arco, per la cui costruzione erano state spese 34 450 sterline, serviva da entrata di rappresentanza. Secondo l'intenzione di Giorgio IV, doveva avere alla sua sommità una statua equestre in bronzo che lo rappresentava, ma alla sua morte la statua non era ancora stata terminata e quando il Parlamento, seppure riluttante, dovette saldare il conto, decise di trasferirla a Trafalgar Square.[8]

Gli interni del palazzo avrebbero dovuto essere di uno splendore incomparabile. Sir Charles Long raccomandò al re di far eseguire decorazioni interne in scagliola a colori vivaci, in lapislazzuli blu e rosa e di far decorare il soffitto con pannelli in gesso scolpiti. Giorgio IV morì nel 1830. Le stanze di rappresentanza e di semi-rappresentanza furono completate sotto il regno di Guglielmo IV, uomo di gusti più semplici e di sua moglie, la Regina Adelaide.

Alla morte di Giorgio IV, il costo crescente del palazzo non ancora terminato creava un crescente sgomento al Parlamento e alla stampa dell'epoca. Guglielmo IV licenziò Nash e assunse al suo posto Edward Blore, un architetto meno idealista di Nash ma più dotato negli affari che conservò ciò che Nash aveva completato e terminò il palazzo in uno stile simile, sebbene più uniforme e meno bizzarro. Anche se i nuovi re e regina tenevano corte e ricevevano nelle stanze di rappresentanza, non vissero mai a palazzo, ma preferirono restare a Clarence House, la residenza londinese che avevano fatto costruire prima di salire al trono. Il costo finale della ricostruzione di Buckingham Palace fu di 719.000 sterline.
È interessante notare che quando il palazzo del Parlamento venne distrutto da un incendio, nel 1834, il re offrì l'allora incompleto palazzo come sede del governo, un'offerta che suggerisce come egli fosse meno interessato al palazzo rispetto a suo fratello.[8] Il Parlamento però declinò l'offerta e il palazzo venne ricostruito.

Molte delle stanze di rappresentanza più piccole vennero arredate in quest'epoca, nello stile cinese della reggenza, e molti mobili, suppellettili e caminetti furono fatti trasportare dal Padiglione Reale di Brighton e da Carlton House, i palazzi di Giorgio IV, dopo la morte di quest'ultimo.

La Regina Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Buckingham Palace nel 1842, prima che l'edificio costruito da Edward Blore nel 1847 chiudesse completamente il quadrilatero.
Buckingham Palace nel 1842, prima che l'edificio costruito da Edward Blore nel 1847 chiudesse completamente il quadrilatero.
Buckingham Palace nel 1837.
Buckingham Palace nel 1837.

Nel 1837, con l'ascesa al trono della regina Vittoria Buckingham Palace divenne la residenza reale ufficiale.[9] Mentre le stanze di rappresentanza erano una festa di oro e di colori, le altre stanze erano meno lussuose. I caminetti facevano tanto fumo che occorreva lasciar spegnere il fuoco e la corte tremava di freddo. La ventilazione delle stanze era insufficiente e vi era sempre cattivo odore. Quando venne deciso di installare delle lampade a gas ci si preoccupò per l'eccessivo accumulo di gas ai piani inferiori. Le cronache del tempo riferiscono inoltre che il personale di servizio era negligente e pigro e che il palazzo era sporco. Dopo il matrimonio della regina con il Principe Alberto nel 1840, quest'ultimo si preoccupò di riorganizzare il personale di servizio e di far correggere gli errori di costruzione. Nel 1840 finalmente tutto venne sistemato e i costruttori poterono lasciare il palazzo.

La grande ala est verso il The Mall (che oggi costituisce la 'facciata pubblica' di Buckingham Palace) venne costruita dopo il matrimonio della regina Vittoria. Nel 1847, però, la coppia iniziò a pensare che il palazzo era troppo piccolo per la famiglia che stava crescendo e per la vita di corte, così fece costruire una nuova ala che racchiudeva il quadrilatero al centro del palazzo dallo stesso architetto che già aveva lavorato per Guglielmo IV, Edward Blore. Su questa nuova ala si trova il balcone da cui si affaccia la famiglia reale nelle occasioni importanti. Anche la sala da ballo e altre stanze di rappresentanza vennero costruite in questo periodo, su disegno di Sir James Pennethorne, un allievo di Nash. Prima della morte del principe Alberto la regina Vittoria amava molto la musica e il ballo, e grandi musicisti dell'epoca vennero più volte invitati a suonare a Buckingham Palace. Tra questi si ricordano Felix Mendelssohn e Johann Strauss jr con la sua orchestra, che nel 1849 compose la Alice Polka in onore della principessa Alice.[10] Durante questo periodo Buckingham Palace divenne spesso lo scenario di balli sontuosi, di cerimonie reali, di investiture e di rappresentazioni teatrali. La regina Vittoria decise di spostare l'arco che costituiva un tempo l'entrata di rappresentanza al palazzo nella sua posizione attuale vicino allo Speakers' Corner di Hyde Park. Dopo la morte del Principe Alberto nel 1861, la regina si ritirò dalla vita pubblica e abbandonò Buckingham Palace per andare a vivere al castello di Windsor, a Balmoral Castle e a Osborne House,[11] mentre Buckingham Palace venne usato raramente e cadde in declino. Malgrado la regina fosse in seguito costretta a tornare a vivere a Londra a causa dell'opinione pubblica, le cerimonie di corte continuarono a svolgersi al castello di Windsor, presiedute dalla malinconica regina vestita sempre a lutto.

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

La facciata est di Buckingham Palace venne completata nel 1850. Qui è vista com'era nel 1910; venne rimodellata nella forma attuale nel 1913.

Nel 1901, con l'ascesa al trono di Edoardo VII il palazzo ritornò a nuova vita. Il nuovo re e sua moglie, la regina Alessandra avevano frequentato a lungo l'alta società di Londra, e i loro amici, conosciuti come la società di Marlborough House, venivano considerati come le persone più importanti ed eleganti dell'epoca. Buckingham Palace - la Sala da Ballo, la Grand Entrance, la Marble Hall, lo scalone, i vestiboli e le gallerie ridecorati nello stile Belle époque color crema e oro che hanno ancora oggi, divennero nuovamente il punto focale dell'impero inglese e lo scenario di intrattenimenti su scala grandiosa. Molte persone pensavano che la pesante nuova decorazione fatta fare da re Edoardo mal si accordasse con il lavoro originale di Nash. Tuttavia, è stata conservata per cento anni.

Gli ultimi lavori di costruzione del palazzo vennero attuati durante il regno di Giorgio V quando, nel 1916, Sir Aston Webb ridisegnò la facciata est per renderla simile in parte a quella disegnata da Giacomo Leoni per il Lyme Park dello Cheshire. La nuova facciata, in pietra di Portland doveva costituire lo sfondo del Victoria Memorial, una grande statua che rappresentava la regina Vittoria, posta fuori dai cancelli principali.

Vista a volo d'uccello del palazzo e dei giardini.

Giorgio V, che era succeduto ad Edoardo VII nel 1910, aveva una personalità più riflessiva rispetto al padre, che si rifletté nella vita di palazzo: venne posta maggiore enfasi sui ricevimenti ufficiali e sui doveri reali invece che sulle feste e sul divertimento. La moglie di Giorgio V, la regina Maria era un'intenditrice d'arte e si interessò alla reale collezione di arredamenti in parte facendola restaurare ed in parte ampliandola. Maria fece installare nuovi impianti e inserire complementi d'arredo, come i due camini in stile impero di Benjamin Vulliamy datati 1810, nella Bow Room a pianterreno, l'enorme stanza bassa al centro della facciata che dà sul giardino. La regina Maria fece inoltre decorare la Sala Blu. Questa stanza, lunga 21 m, precedentemente conosciuta come la Sala Sud, ha uno dei soffitti più belli di Nash, a cassettoni rivestiti di enormi pannelli dorati e viene definita dallo storico Olwen Hedley nel suo libro Buckingham Palace come la più bella del palazzo, più maestosa e superba perfino della sala del trono o del salone da ballo, costruito per subentrare alla funzione originale della Sala Blu.
Un altro cambiamento venne attuato nel 1938, quando il padiglione di nord-ovest, disegnato da Nash, venne trasformato in piscina.

Nel 1999 fu dichiarato che il palazzo conteneva 775 stanze, tra cui 19 stanze di rappresentanza, 52 camere da letto principali, 188 camere per la servitù, 92 uffici e 78 bagni. In totale misura 108 metri per 120 metri ed è alto 24 metri.
Se tutto ciò può sembrare enorme, è piccolo se paragonato al palazzo dello Zar a San Pietroburgo, a Tsarskoe Selo, ai Palazzi del Vaticano a Roma, al Palazzo Reale di Madrid o al Louvre, e minuscolo se paragonato alla Città Proibita di Pechino o a Potala Palace. La relativa piccolezza del palazzo può essere meglio apprezzata dall'interno, quando si guarda il cortile.

Guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima guerra mondiale il palazzo, all'epoca residenza di Re Giorgio V e della Regina Maria ne uscì senza danni. I suoi contenuti più preziosi vennero evacuati a Windsor ma la famiglia reale restò al suo posto. Il più grosso cambiamento dell'epoca alla vita di corte fu che il governo persuase il Re a chiudere a chiave, pubblicamente e con ostentazione, le cantine e ad astenersi dal consumo di alcolici per la durata della guerra, per dare il buon esempio alle classi più basse che si supponevano inebriate. Le classi povere continuarono a bere e il Re venne lasciato furioso per l'astinenza forzata. Edoardo VIII disse in seguito ad un biografo che suo padre si concesse un furtivo bicchiere di porto ogni sera, mentre la regina correggeva di nascosto la macedonia con lo champagne. I figli del re vennero fotografati in questo periodo mentre servivano agli ufficiali feriti nell'adiacente Royal Mews.

Durante la Seconda guerra mondiale le cose andarono peggio: il palazzo venne bombardato non meno di sette volte, e fu un obiettivo deliberato, dato che i nazisti ritenevano che la distruzione di Buckingham Palace avrebbe demoralizzato la nazione. Una bomba cadde nel quadrilatero del palazzo mentre Re Giorgio VI e la Regina Elisabetta erano nella residenza, ma anche se molte finestre esplosero, non si registrarono danni gravi. Il bombardamento più grave e pubblicizzato fu la distruzione della cappella del palazzo nel 1940, un evento trasmesso nei cinema di tutta Inghilterra per mostrare la sofferenza comune di ricchi e poveri. Il re e la regina vennero filmati mentre ispezionavano la loro casa bombardata, la regina sorridente con cappotto e cappello bianchi abbinati. Fu in quest'occasione che la regina esclamò: "Sono contenta che siamo stati bombardati. Ora posso guardare in faccia l'East End". Come riportò doverosamente il The Sunday Graphic:

« Il Re e la Regina hanno sopportato l'ordalia che li ha raggiunti. Per la seconda volta un bombardiere tedesco ha cercato di portare morte e distruzione nella casa delle Loro Maestà. Quando questa guerra sarà finita il pericolo comune che Re Giorgio e la Regina Elisabetta hanno condiviso con il loro popolo sarà una memoria preziosa e un'ispirazione negli anni. »

Il 15 settembre 1940 un pilota della RAF, Ray Holmes, centrò un aereo tedesco che stava cercando di bombardare il palazzo. Holmes aveva terminato le munizioni e prese rapidamente la decisione di speronarlo. Entrambi gli aerei si schiantarono al suolo ma i piloti sopravvissero. L'incidente venne filmato. Il motore dell'aereo inglese venne successivamente esibito al Museo Imperiale di Guerra a Londra. Dopo la guerra il pilota britannico venne nominato Messaggero del Re. Morì nel 2005 all'età di 90 anni.

Ad Eleanor Roosevelt venne accordato lo status di capo di Stato in visita, durante il suo soggiorno nel corso della Seconda guerra mondiale. La stampa britannica del tempo di guerra, ansiosa di mostrare i monarchi che condividevano le ristrettezze dei loro sudditi, annunciò che siccome i contenuti del palazzo erano stati evacuati in campagna per la durata della guerra, la Signora Roosevelt, in quanto ospite onorevole venne "accomodata" nell'unica camera confortevole rimasta, quella della Regina Elisabetta. È comunque possibile che questa storia sia apocrifa: si sa oggi che per la durata della Seconda guerra mondiale la famiglia reale spese molte notti dormendo nel Castello di Windsor per motivi di sicurezza. È improbabile che avrebbero lasciato la Signora Roosevelt da sola in un palazzo vuoto, in balia delle incursioni notturne.[11]

Nel giorno della vittoria (8 maggio 1945), il Palazzo fu al centro dei festeggiamenti britannici, con il Re, la Regina, la Principessa (e futura regina) Elisabetta e la Principessa Margaret che apparvero sulla balconata, con alle spalle le finestre del palazzo oscurate, a raccogliere i saluti di una vasta folla raccoltasi sul Mall.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il palazzo misura 108 metri per 120 metri ed è alto 24 metri; contiene 775 stanze, tra cui 19 stanze di rappresentanza, 52 camere da letto principali, 188 camere per la servitù, 92 uffici e 78 bagni.
L'edificio si sviluppa su un'area di 77.000 metri quadri.
La stanza più grande è la sala da ballo, che misura 36,6 metri per 18 metri, ed è alta 13,5 metri.
I giardini si estendono per 42 acri (170.000 - 17 ha) e ospitano circa 30 specie differenti di uccelli e più di 350 tipologie di fiori selvaggi differenti, alcuni estremamente rari.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Piano nobile di Buckingham Palace.
A: Sala da pranzo di rappresentanza;
B: Salotto blu;
C: sala da musica;
D: Salotto bianco;
E: gabinetto reale;
F: sala del trono;
G: Salotto verde;
H: galleria;
J: sala da ballo;
K: galleria est;
L: Salotto giallo;
M: sala centrale/sala del balcone;
N: sala da pranzo cinese;
O: corridoio principale;
P: appartamenti privati;
Q: stanze di servizio;
W: scalone principale.
A pianterreno:
R: Entrata degli ambasciatori;
T: Entrata principale.
Le altre aree rappresentano ali minori del palazzo

Le stanze principali del palazzo sono contenute nel piano nobile dietro la facciata sul giardino rivolta a ovest sul retro del palazzo. Il centro di questo ornato insieme di Saloni di Stato è il Salone Musicale, il cui ampio arco è la caratteristica dominante della facciata. Ai fianchi del Salone Musicale si trovano la Sala Blu e la Sala Bianca. Al centro della serie di stanze si trova la galleria dei dipinti, che serve da corridoio per collegare i Saloni di Stato. Lungo i suoi 50 metri la galleria ospita, tra le altre, opere di Rembrandt, van Dyck, Rubens, e Vermeer. Altre stanze che partono dalla galleria sono la Sala del trono e la Sala Verde. Quest'ultima serve da vasta anticamera alla Sala del Trono, ed è parte del percorso cerimoniale verso il trono dalla Sala della Guardia in cima alla Grande Scalinata. La Sala della Guardia contiene una statua in marmo bianco del Principe Alberto in costume romano, collocato in una tribuna con arazzi. Queste sale molto formali vengono usate solo per eventi cerimoniali e ufficiali.[12]

Direttamente sotto gli Appartamenti di Stato si trova un insieme di stanze leggermente meno grandi, note come Appartamenti semi statali. Affacciate sulla sala dei marmi, queste stanze sono usate per occasioni meno formali, come banchetti e udienze private. Alcune delle sale sono intitolate e decorate in onore di particolari visitatori, come la Sala del 1844, che venne decorata in quell'anno per la visita di stato dello Zar Nicola I di Russia. Al centro di questo insieme di stanze si trova la Bow Room, attraverso la quale passano annualmente migliaia di ospiti dei party nei Giardini della Regina. La Regina usa in privato un insieme più piccolo di stanze dell'ala nord.

Tra il 1847 e il 1850, quando Blore stava costruendo l'ala est, il Padiglione Reale di Brighto non fu ancora una volta privato dei suoi arredi. Come risultato molte stanze della nuova ala hanno un'atmosfera orientale. La sala da pranzo in stile cinese rosso e blu ha arredi che una volta erano nelle stanze da musica e da banchetto del Padiglione Reale e un caminetto, anch'esso del Padiglione Reale, in stile più indiano che cinese. Il salotto giallo ha una tapezzeria del XVIII secolo che era stata ordinata nel 1817 per il salone del Padiglione Reale, e sulle nicchie del caminetto trovano posto un mandarino e un dragone alato. Al centro di quest'ala c'è il famoso balcone della Centre Room, un salone in stile cinese voluto dalla regina Maria negli anni venti, sebbene le porte laccate appartengano al Brighton Pavilion, da cui furono trasportate nel 1873. Una lunga galleria, con porte a specchio che riflettono pagode di porcellana e altri pezzi di arredamento derivanti sempre dal Padiglione Reale, conosciuta come il Corridoio principale, corre lungo tutto il piano nobile dell'ala est. Alla sua estremità sono situate le sala da pranzo cinese e la Sala Gialla, mentre al centro è ovviamente situata la Sala Centrale.[13] I capi di Stato in visita al palazzo occupano oggi la Belgian suite, una serie di stanze al pianterreno dell'ala nord che si affacciano sul giardino. In queste stanze, progettate per lo zio del principe Alberto, Leopoldo del Belgio, visse durante il suo breve regno Edoardo VIII.

Cerimoniale di corte[modifica | modifica wikitesto]

La Sala da Ballo di Stato è la sala più grande di Buckingham Palace. Venne aggiunta dalla regina Vittoria ed è usata per le investiture e i pranzi di stato.

Durante il regno attuale il cerimoniale di corte ha subito un cambiamento radicale e non è più una prerogativa delle sole classi alte. L'abito formale di corte è stato abolito.[14] Durante il periodo precedente, gli uomini dovevano indossare la divisa militare oppure pantaloni al ginocchio alla moda del XVIII secolo. Alla sera le donne dovevano indossare vestiti con lo strascico, e avere tra i capelli una tiara o delle piume (o entrambe). Il codice di abbigliamento del palazzo era molto rigido. Dopo la prima guerra mondiale, la regina Maria, che desiderava seguire la moda sollevando le gonne di qualche centimetro da terra, domandò ad una sua dama di compagnia di accorciare la sua gonna e di presentarsi al re, così da vedere quale sarebbe stata la sua reazione. Re Giorgio trovò la cosa raccapricciante, e gli orli delle gonne rimasero bassi a dispetto della moda. Giorgio VI e la regina Elisabetta II seguirono un po' di più la moda e permisero che venissero indossati abiti da giorno con gonne leggermente più corte.

Nel 1924 il primo ministro laburista Ramsay MacDonald fu il primo uomo ad essere ricevuto a palazzo indossando un abito maschile da giorno; tuttavia questa concessione rimase un caso isolato, e gli abiti da sera prescritti rimasero obbligatori fino alla seconda guerra mondiale. Oggi molti uomini invitati a palazzo scelgono di indossare uniformi di servizio o soprabiti, e alla sera, a seconda della formalità dell'evento, smoking o frac. Quando è richiesto il frac, le donne indossano una tiara, anche se il codice di abbigliamento ufficialmente non è più in vigore. Uno dei cambiamenti maggiori avvenne nel 1958, quando la Regina abolì le feste delle debuttanti. Tali feste, in cui le ragazze di famiglia aristocratica venivano presentate al re, si svolgevano nella sala del trono. Le debuttanti dovevano indossare l'abito di corte e avere piume di struzzo tra i capelli. Esse entravano nella sala del trono, facevano la riverenza, camminavano coreograficamente all'indietro, quindi facevano un'altra riverenza mentre tenevano in mano lo strascico della lunghezza prescritta. La Regina, pensando che tale cerimonia fosse antiquata ed elitaria, sostituì la presentazione con delle feste nei giardini del palazzo, a cui partecipavano persone appartenenti a diverse classi sociali. Si dice che la Principessa Margaret abbia così commentato queste feste delle debuttanti:

« Abbiamo dovuto smetterla con queste cose a cui partecipava ogni puttana di Londra. »
(Thomas Blankey, You look awfully like the Queen: Wit and Wisdom from the House of Windsor.)
Disegno del 1870 che mostra gli ospiti che salgono lungo lo scalone principale.

Oggi la sala del trono è usata per i ricevimenti della regina il giorno del suo giubileo e per le fotografie dei matrimoni reali. Le investiture, che comprendono il conferimento del titolo di cavaliere, si tengono nella sala da Ballo Vittoriana, costruita nel 1854 e lunga 37 m per 20 metri, la più grande sala del palazzo, che ha rimpiazzato la sala del trono per uso e importanza. Durante le investiture la Regina non siede sul trono, ma sta in piedi sulla pedana sotto il baldacchino di velluto (shamiana) che venne usato per l'incoronazione a Delhi nel 1911. Mentre coloro che ricevono le onorificenze si accostano alla Regina, circondati da amici e parenti, la banda militare suona dalla soprastante galleria dei musicisti. Tra i primi artisti a ricevere un'onorificenza a palazzo vi furono i Beatles.

Il ricevimento più formale e più importante si svolge a novembre, in occasione del ricevimento dei membri dei corpi diplomatici stranieri presenti a Londra. In tale occasione la famiglia reale attraversa tutte le stanze di rappresentanza, formando una processione che parte dalla galleria dei quadri nell'ala nord. Tutte le porte a specchi sono aperte e riflettono i candelabri di cristallo, creando in questo modo un'illusione ottica che raddoppia lo spazio e la luce, come Nash aveva desiderato. Il ricevimento dei nuovi ambasciatori si svolge nella sala 1884. Qui la Regina riceve anche il consiglio privato di Stato e tiene piccoli pranzi. I banchetti invece si svolgono nella Sala da musica o nelle sale da pranzo di rappresentanza. In tutte le occasioni formali sono presenti le guardie del corpo reale e altri ufficiali di corte come il Lord Ciambellano. Da quando la cappella reale venne bombardata durante la seconda guerra mondiale, i battesimi reali si svolgono nella Sala da musica, in un fonte battesimale dorato.[15] Qui è anche stato battezzato il Duca di Cambridge, mentre il principe Harry è stato battezzato nella cappella di San Giorgio a Windsor. Durante l'anno si svolgono anche feste in giardino a cui partecipano anche 9.000 invitati, alcuni dei quali sono poi invitati a prendere il con la regina nella sua tenda privata.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

La cerimonia del cambio della guardia

Il palazzo è stato più volte oggetto di intrusioni. Come misura di sicurezza, non esistono mappe dettagliate moderne degli interni, e le sentinelle armate di fronte al palazzo non hanno solo scopi cerimoniali, ma anche di proteggerlo da eventuali intrusioni. Il palazzo ha un suo ufficio di Polizia e i membri della famiglia reale hanno delle guardie del corpo. A circa 275 metri dal palazzo inoltre vi è la caserma delle guardie reali, e a circa un chilometro di distanza è situata la caserma delle unità di cavalleria e delle guardie di Hyde Park e di Chelsea. Durante la seconda guerra mondiale le camere della servitù furono trasformate in rifugio antiaereo; più recentemente è stato costruito un bunker contro la minaccia del terrorismo islamico. Si dice inoltre (ma non vi sono riscontri effettivi) che vi sia un passaggio segreto che collega il palazzo alla Victoria Line della metropolitana londinese per permettere l'evacuazione della famiglia reale in caso di attacco nucleare. L'intrusione più celebre fu quella di Michael Fagan, che nel 1982 entrò nella camera da letto della Regina mentre questa stava dormendo. Nel 2003 un giornalista del Daily Mirror, Ryan Parry, riuscì a lavorare per due mesi come cameriere nel palazzo dando referenze false.[16]

L'incidente coincise con la visita nel Regno Unito da parte di George W. Bush, permettendo così di realizzare fotografie della camera da letto di Bush e della prima colazione della Regina. Il Mirror venne citato in giudizio per lesione della privacy, dovette quindi consegnare il materiale e pagare una multa. Altre infrazioni alla sicurezza avvennero fuori dal palazzo. Nel 1974 Ian Ball tentò di rapire la principessa Anne mentre stava tornando a palazzo, ferì parecchie persone nel tentativo. Nel 1981, tre turisti tedeschi si accamparono nei giardini del palazzo dopo aver scalato il muro di cinta, credendo di essere ad Hyde Park. Nel 1993, la stessa cosa fu fatta dai manifestanti anti-nucleare. Nel 1945 un paracadutista nudo atterrò sul tetto dell'edificio. Nel 1995 uno studente, John Gillard, riuscì a scardinare uno dei cancelli, pesante una tonnellata e mezza. Infine, nel 1997, un ricoverato che soffriva di disturbi mentali fu trovato mentre passeggiava nel palazzo, il che provocò una revisione delle misure di sicurezza. Più di recente, nel 2004, un dimostrante per i diritti dei padri single, travestito da Batman, si arrampicò fino a una sporgenza vicino al balcone, mentre un secondo dimostrante, travestito da Robin, dava la scalata al palazzo; nello stesso anno, a novembre, lo stesso dimostrante si incatenò ad uno dei pilastri del cancello travestito da Babbo Natale.

Nella storia, però, altri avvenimenti hanno messo a repentaglio la sicurezza reale. Il più incredibile ma vero fu quando, nel 1837, un ragazzo di 12 anni riuscì a vivere per un anno all'interno del palazzo senza essere scoperto, nascondendosi nei caminetti. Theodore Bonnet trasse da questa storia un romanzo, "The Mudlark" (1949), da cui fu tratto un film con Irene Dunne, Alec Guinness e Anthony Steel. Degli otto tentativi di assassinio della Regina Vittoria, almeno tre avvennero in vicinanza dei cancelli del palazzo. In altre epoche altre persone si sono introdotte abusivamente a palazzo, compreso un giovane che intendeva chiedere alla principessa Anne di sposarlo, e che venne dichiarato insano di mente. Tuttavia, dal momento che la Regina è ufficialmente una figura che non riveste ruolo politico, le dimostrazioni di protesta e i cortei si dirigono di preferenza verso il palazzo del Parlamento o verso Trafalgar Square, più che verso Buckingham Palace.

Alla Guardia che assicura la sicurezza del Palazzo si è ispirato per il nome il gruppo musicale californiano attivo negli anni sessanta The Palace Guard.

Uso e accesso al pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Vista del palazzo dal Mall con il Victoria Memorial durante la visita dei Reali di Norvegia.

Oltre ad essere la residenza della Regina Elisabetta II e del Principe Filippo, Duca di Edimburgo, il palazzo offre lavoro a 450 persone. Ogni anno circa 50.000 partecipano alle feste in giardino, ai ricevimenti, alle udienze a i banchetti. A Buckingham Palace si svolge inoltre ogni giorno la cerimonia del cambio della guardia, una delle maggiori attrazioni turistiche. Nel giugno 2002, in occasione del giubileo d'oro della Regina, migliaia di inglesi vennero invitati ad un concerto di musica pop e musica classica all'interno del palazzo. Questa è stata la prima occasione a cui ha potuto partecipare gente di tutte le estrazioni sociali; normalmente gli ospiti delle feste in giardino appartengono a posizioni sociali elevate o detengono cariche pubbliche. L'apertura, negli anni Novanta, delle stanze di rappresentanza al pubblico durante il periodo estivo rappresentò un enorme cambiamento rispetto alla tradizione. Il denaro ricavato venne dapprima usato per la ricostruzione del castello di Windsor dopo l'incendio che aveva distrutto molte delle sue stanze di rappresentanza. Ogni anno, nei mesi di agosto e settembre, viene aperta al pubblico l'ala ovest del palazzo. Per far ciò vengono impiegate circa 200 persone, in maggioranza studenti. Contrariamente a quanto si crede, il palazzo non è di proprietà privata della Regina: sia il castello di Windsor che Buckingham Palace sono beni statali.

L'Admiralty Arch, che separa il Mall da Trafalgar Square, venne disegnato da Sir Aston Webb e completato nel 1911 come parte del monumento commemorativo dedicato alla Regina Vittoria, che comprendeva una grande statua scolpita da Sir Thomas Brock posta di fronte alla facciata del palazzo. Oggi l'Admiralty Arch contiene appartamenti per i funzionari pubblici di alto rango ed è una sede distaccata del Governo del Regno Unito. Gli arredamenti preziosi, i dipinti, le suppellettili (molte delle quali dovute a Fabergé) di Buckingham Palace e del castello di Windsor rappresentano la Collezione Reale di proprietà dello stato e possono essere visitati dal pubblico. La Queen's Gallery (sorta sulla precedente cappella reale, gravemente danneggiata dalle bombe durante la seconda guerra mondiale), che racchiude una selezione di oggetti appartenenti alla collezione, può essere visitata tutto l'anno. The Mall, la via di accesso di rappresentanza al palazzo, si estende dall'Admiralty Arch fino alla piazza antistante il palazzo. Viene usata per le parate in occasione delle visite dei capi di Stato e dalla famiglia reale in occasione dell'apertura annuale del Parlamento. Dietro al palazzo vi è un grande parco, il Buckingham Palace Gardens, il più grande giardino privato di Londra.

Buckingham Palace nel 2005.

Il giardino, disegnato in origine da Capability Brown, venne ridisegnato all'epoca della ricostruzione del palazzo da William Townsend Ailton e John Nash. Il grande lago artificiale venne completato nel 1828 ed è alimentato dalle acque del Serpentine Lake di Hyde Park. Anche i giardini, come lo stesso palazzo, sono ricchi di opere d'arte. Una delle più celebri è il Waterloo Vase, una grande urna commissionata da Napoleone Bonaparte per festeggiare in anticipo la sua vittoria, che nel 1815 venne donata, incompiuta, a Giorgio IV da Ferdinando III, Granduca di Toscana. Il re incaricò lo scultore Richard Westmacott di completarla, con l'intento di renderla il punto focale della nuova sala Waterloo del castello di Windsor. Dal momento però che l'urna pesava ben 15 tonnellate ed era alta quasi 5 metri, e che nessun pavimento avrebbe potuto sopportarne il peso, venne donata alla National Gallery, che la restituì ai sovrani nel 1906. Re Edoardo VII risolse il problema mettendo l'urna nei giardini, dove è tuttora. Nei giardini vi è anche una piccola residenza estiva, attribuita a William Kent, datata circa 1740. Adiacenti al palazzo sono le scuderie reali, anch'esse progettate da Nash, che ospitano le carrozze reali, tra cui il Gold State Coach, una carrozza dorata in stile rococò disegnata da Sir William Chambers nel 1760, con pannelli dipinti da G. B. Cipriani. Questa carrozza venne usata per la prima volta per l'apertura ufficiale del Parlamento da parte di Giorgio III nel 1762 e viene ora usata dal re o dalla regina solo in occasione dell'incoronazione o del giubileo. Le scuderie reali ospitano anche i cavalli da tiro usati durante le sfilate cerimoniali che si tengono a Londra.

Bandiere a palazzo[modifica | modifica wikitesto]

La Union Flag sventola sul pennone del palazzo.

Il sergente della bandiera della regina è il solo responsabile di tutte le bandiere che sventolano dai pennoni di Buckingham Palace. Fino al 1997 l'unica bandiera a sventolare era il Royal Standard, lo stendardo ufficiale dei sovrani del Regno Unito ed era innalzato sul pennone solo quando i reali erano a palazzo. Lo stendardo reale non viene mai issato a mezz'asta, neanche in caso di lutto: persino quando muore il sovrano rimane in alto sul pennone, anche se è accompagnato dalla bandiera del Principe di Galles. Alla morte di re Giorgio VI la bandiera di accompagnamento issata sul pennone fu quella della Regina Madre, poiché la residenza ufficiale di Elisabetta era ancora Clarence House. La tradizione cambiò nel 1997 in seguito alla morte della principessa Diana, quando la monarchia venne investita da molte polemiche per la mancata esposizione a mezz'asta della bandiera. Poiché la famiglia reale si trovava al Castello di Balmoral, come consuetudine lo stendardo reale non era esposto a Buckingham Palace, ma vista l'insistenza della gente la regina ruppe il protocollo ordinando di innalzare a mezz'asta la Union Flag fino al funerale della principessa. Da quel momento quando la regina è a palazzo viene issato lo stendardo reale, quando non è a palazzo viene issata la Union Flag, che può essere innalzata a mezz'asta in caso di lutto reale o nazionale. In una particolare occasione è stata issata sul pennone la bandiera dell'Unione Europea.

Il palazzo oggi[modifica | modifica wikitesto]

La facciata di Buckingham Palace nel luglio 2012.

Oggi Buckingham Palace non è solo la residenza della Regina e del Principe Filippo, ma anche la residenza londinese del Duca di York e del Conte e della Contessa di Wessex. Il palazzo ospita inoltre l'ufficio della monarchia e le sue funzioni associate. In confronto ad altri palazzi reali e castelli britannici, Buckingham Palace è relativamente nuovo, eppure le parole "Buckingham Palace" sono giunte a simboleggiare la monarchia britannica. Alla fine di entrambe le guerre mondiali, vaste folle si radunarono spontaneamente al palazzo, così come avvenne alla fine della seconda guerra boera.

Una folla stimata in un milione di persone si riunì a Londra, molti davanti al palazzo, per vedere la regina in occasione del suo giubileo d'oro del giugno 2002. Al concerto del giubileo d'oro il chitarrista Brian May - già dei Queen - eseguì God Save the Queen dal tetto di Buckingham Palace.

Il 4 giugno 2012 i giardini interni di Buckingham Palace hanno ospitato il cosiddetto Picnic a palazzo per diverse migliaia di persone, le quali, avendo vinto i biglietti, hanno potuto anche assistere al grande concerto (svoltosi la sera stessa davanti al palazzo), organizzato nell'ambito delle celebrazioni del giubileo di diamante della regina Elisabetta II, in occasione del 60º anno di regno di Sua Maestà. Durante il concerto Renée Fleming e Alfie Boe hanno cantato insieme dal balcone destro del palazzo, mentre la band Madness ha suonato e cantato dal tetto, mentre venivano proiettate diverse immagini sulla facciata del palazzo.[17] Alla fine del concerto dal tetto del palazzo sono stati lanciati diversi fuochi d'artificio.[18]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Quirinale, la residenza più vasta del mondo, loveforitaly,it. URL consultato il 18 luglio 2013.
  2. ^ Wright, pagine 76-77-78.
  3. ^ Wright, pagina 83.
  4. ^ Wright, pagina 96.
  5. ^ a b Robinson, pagina 14.
  6. ^ Nash, pagina 18.
  7. ^ Wright, pagina 142.
  8. ^ a b Woodham-Smith, pagina 249.
  9. ^ Harris, pagina 33.
  10. ^ Hedley, pagina 19.
  11. ^ a b Robinson, pagina 9.
  12. ^ Harris, pagina 93.
  13. ^ Harris, pagina 91.
  14. ^ Hedley, pagine 16-17.
  15. ^ Robinson, pagina 49.
  16. ^ Robinson, pagina 11.
  17. ^ Diamond Jubilee Concert
  18. ^ Diamond Jubilee weekend - Concert

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Blankie, You look awfully like the Queen: Wit and Wisdom from the House of Windsor. Harper Collins, Londra, 2002. ISBN 0007148747
  • John Harris, Geoffrey de Bellaigue, Oliver Miller, Buckingham Palace. Nelson, Londra, 1968. ISBN 0-17-141011-4
  • Olwen Hedley, The Pictorial History of Buckingham Palace. Pitkin, 1971. ISBN 0-85372-086-X
  • Roy Nash, Buckingham Palace: The Place and the People. McDonald Futura, Londra, 1980. ISBN 0-354-04529-6
  • John Martin Robinson, Buckingham Palace. St. James' Palace, Londra, 1999. ISBN 1-902163-36-2
  • Neville Williams, Royal Homes. Lutterworth Press, 1971. ISBN 0-7188-0803-7
  • Patricia Wright, The Strange History of Buckingham Palace. Gloucs Stroud – Sutton Publishing, 1996 (seconda pubblicazione nel 1999). ISBN 0-7509-1283-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 51°30′03″N 0°08′31″W / 51.500833°N 0.141944°W51.500833; -0.141944