Pittura

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Monna Lisa, o Gioconda, uno dei più famosi quadri al mondo

La pittura è l'arte che consiste nell'applicare dei pigmenti a un supporto come la carta, la tela, la seta, la ceramica, il legno, il vetro o un muro. Essendo i pigmenti essenzialmente solidi, è necessario utilizzare un diluente, che li porti a uno stadio liquido, più fluido o più denso, e un legante, che permetta l'adesione duratura al supporto. Chi dipinge è detto pittore o pittrice.

Il risultato è un'immagine che, a seconda delle intenzioni dell'autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme o un qualsiasi altro significato, a seconda della sua creatività, del suo gusto estetico e di quello della società di cui fa parte.

La questione pittorica[modifica | modifica sorgente]

La scuola di Atene, Raffaello Sanzio, 1509-1511, Città del Vaticano, Musei Vaticani

La pittura intesa come forma artistica[1] non è una meccanica apposizione di colore a un disegno, ma è un'arte che pone dei problemi più complessi: la resa del colore, le variazioni di tono, lo studio di luci ed ombre, l'illusione di spazi naturalistici, la ricchezza della tecnica (con smalti, impasti, velature ). Nelle civiltà più antiche non esisteva ancora l'accento su tali questioni, per cui si ebbero produzioni anche di grande raffinatezza, ma definibili solo come "disegno colorato" (si pensi ad esempio all'arte egiziana)[2]. Questi problemi poterono dirsi risolti solo dall'arte greca in poi, a partire dal V secolo a.C. con pieno sviluppo documentabile in tutto il IV secolo a.C. e da allora entrarono a far parte della cultura mediterranea e europea con alterne vicende.

Pittura come arte maggiore[modifica | modifica sorgente]

La pittura gode un posto di primo piano su tutte le arti. Basti pensare a come il concetto stesso di "opera d'arte" (visiva) sia più spontaneamente associato a dipinti piuttosto che a sculture o opere di architettura, per non parlare poi delle cosiddette "arti minori". Oltre ai fattori storici che hanno determinato la divisione tra arti "maggiori" e "minori" (Leon Battista Alberti distingueva gli aspetti intellettuali rispetto a quelli manuali, secondo una definizione fatta propria poi dalle Accademie nel XVII secolo e da esse canonizzate), la pittura ha un'innegabile facilità di fruizione rispetto alle altre forme artistiche.

Quale opera bidimensionale non necessita di particolari sforzi per essere percepita: basta guardarla frontalmente, a differenza di una scultura che si esprime su tre dimensioni, per non parlare della maggiore complessità delle architetture. Ciò significa anche una immensamente maggiore fruibilità, si pensi alla semplice economicità delle riproduzioni fotografiche di pittura, che possono circolare con estrema facilità, impossibile per le opere d'arte tridimensionali.

Witelo, un matematico e fisico del XIII secolo originario della Slesia, scriveva che "L'occhio non può comprendere la forma vera delle cose con il semplice sguardo (aspectus), ma sì con l'intuizione diligente (obtudus)". Mentre l'aspectus, semplice visione esteriore, è sufficiente per la pittura e gran parte della scultura, l'obtudus, inteso come sguardo penetrante, raziocinante, è necessario ad esempio per comprendere un'opera architettonica.

Tecniche pittoriche[modifica | modifica sorgente]

Esistono molti tipi di tecniche pittoriche, che si differenziano sia per i materiali e gli strumenti usati sia per le superfici sulle quali è eseguita l'opera.

Le prime superfici sulle quali l'uomo realizzò primitive forme d'arte pittorica, geometrica e figurativa, furono le pareti di una caverna oppure di una casa o di un tempio.

Nel Medioevo il supporto preferito dai pittori era la tavola di legno, per poi passare con il tempo alla tela, con la quale si ovviò al problema del peso e della relativa instabilità del pannello ligneo.

Altri supporti possono essere: la carta, il metallo, il vetro, la seta, una parete e qualunque altra superficie in grado di mantenere in modo permanente il colore; infatti una eventuale degradazione del dipinto in un lasso di tempo breve costituirebbe, più che un'opera pittorica, una performance artistica.

Classificazione delle tecniche pittoriche in base al loro impiego[modifica | modifica sorgente]

Apelle o la Pittura, formella del Campanile di Giotto, Nino Pisano, 1334-1336, Firenze

Altre tecniche figurative sono: la miniatura, l'acquaforte, l'acquatinta e, in generale, tutte le tecniche grafiche in grado di produrre opere uniche (ad esempio il disegno) o multiple (stampa da matrice, ma anche digitale).

Nell'esecuzione di opere pittoriche, poi, oltre ad una vasta gamma di superfici e di colori che possono presentarsi puri - pigmenti - o più normalmente già uniti al cosiddetto medium - paste, resine, oli, emulsioni -, si aggiunge la possibilità di utilizzare vari strumenti: pennelli, spatole, aerografo, spray, punte ed anche attrezzi che non nascono per uso artistico ma che vi sono adattati dalla perizia o dalla fantasia dell'artista.

L'elenco non può considerarsi né esauriente, né tassativo, in quanto possono essere utilizzate, oltre alle superfici più varie, anche tecniche e materiali eterogenei, realizzandosi così opere a tecnica mista (ad esempio il collage con la pittura) o opere polimateriche (ad esempio colori uniti od abbinati a tessuti, carte, materiali inerti, oggetti).

Altre forme particolari di arti figurative possono essere mosaico, l'arazzo o il ricamo.

l'olio come pittura

Antoine-Jean Gros, Bonaparte al Ponte di Arcole (1801 circa), Museo del Louvre, Parigi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pittura a olio.

La pittura ad olio fa la sua comparsa solo verso la metà del secolo XV, nella regione delle Fiandre. Gradatamente sostituisce la tecnica pittorica dominante fino a quel momento, la tempera (su tavola o su tela). In realtà sembra che già nell'antica Grecia esistesse qualcosa di simile all'olio, come si evince anche da alcuni passi della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Tuttavia la sua invenzione storica va attribuita a Jan ed Hubert van Eyck, fratelli pittori di Bruges, tanto che Giorgio Vasari, nella sua Introduzione alle "Vite de' più celebri pittori, scultori e architettori" scrive che «fu una bellissima invenzione e di gran comodità all'arte della pittura, il trovare il colorito ad olio; di che fu primo inventore in Fiandra Giovanni da Bruggia, il quale mandò la tavola a Napoli al re Alfonso [...]».

In realtà sono note opere di artisti fiamminghi di datazione antecedente a quelle dei dipinti del primo periodo di Jan van Eyck, eseguite ugualmente con la tecnica in questione, come per esempio la tavola raffigurante Il buon ladrone crocifisso attribuita ad un pittore noto come Maestro di Flémalle (Robert Campin), risalente al 1410 circa.

Storia della pittura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della pittura.

I dipinti più antichi sono stati rinvenuti nella Grotta Chauvet in Francia: la loro realizzazione è databile a circa 32.000 anni fa. Sono realizzati con ocra rossa e pigmento nero, e mostrano cavalli, rinoceronti, leoni, bufali e mammut. Ci sono esempi di pittura rupestre praticamente in tutto il mondo.

Il mito greco indica la nascita della pittura nella città di Delfi.

Movimenti artistici[modifica | modifica sorgente]

Ogni pittore ha il proprio stile personale, ma a volte si possono riunire più pittori sotto una corrente artistica.

I principali movimenti artistici sono (in ordine alfabetico):

Soggetti pittorici[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Escludendo il caso delle avanguardie novecentesche, dove sono entrati in gioco tutt'altri valori.
  2. ^ Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Torelli, L'arte dell'antichità classica, Etruria-Roma, Utet, Torino 1976, pag. 81.

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