Musica beat

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Musica beat
Origini stilistiche Rock'n'roll, Rockabilly
Origini culturali Inghilterra, primi anni '60, e Stati Uniti
Strumenti tipici voce, chitarra elettrica, basso, batteria
Popolarità negli anni '60, specialmente dal 1962 al 1967; in Italia fino al 1968
Sottogeneri
merseybeat
Generi derivati
musica pop
Generi correlati
rock psichedelico, Rhythm and blues, Black music
Scene regionali
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Categorie correlate

Gruppi musicali beat · Album beat · EP beat · Singoli beat · Video e DVD beat

La musica beat è un genere di musica pop che si sviluppa in Inghilterra all'inizio degli anni Sessanta. Il termine Merseybeat ha un'accezione più ristretta, ed indica gli artisti provenienti da Liverpool.

Il termine British Invasion, (letteralmente invasione britannica) indica quel fenomeno musicale, per cui alcuni musicisti beat originari del Regno Unito divennero famosissimi negli Stati Uniti e nel resto del mondo, con particolare riferimento al periodo che va dal 1964 al 1967,

I complessi beat sono caratterizzati da un abbondante uso della chitarra elettrica e di armonie vocali. I ritmi veloci rivelano un'evidente derivazione da quelli usati nella musica soul e R&B.

La musica beat ha un'attinenza piuttosto lontana con la beat generation, sviluppatasi a partire dagli anni Cinquanta negli Stati Uniti.[senza fonte]

Indice

[modifica] Alcuni gruppi beat


[modifica] Gruppi e solisti beat in Italia

Questo è un elenco non esaustivo dei gruppi e dei solisti beat italiani suddivisi per regione; in coda vengono citati i gruppi o i solisti stranieri che hanno lavorato in Italia.
Sono stati inseriti anche coloro che, nel proseguimento della carriera, hanno cambiato genere.

[modifica] Piemonte

[modifica] Lombardia

[modifica] Veneto

[modifica] Liguria

[modifica] Emilia-Romagna

[modifica] Toscana

[modifica] Marche

[modifica] Lazio

[modifica] Campania

[modifica] Puglia

[modifica] Calabria

[modifica] Sicilia

[modifica] Sardegna

[modifica] Gruppi formati con elementi di regioni diverse

[modifica] Stranieri

[modifica] Americani

[modifica] Francesi

[modifica] Inglesi

[modifica] Irlandesi

[modifica] Libanesi

[modifica] Il beat degli anni Ottanta

Molti gruppi musicali della cosiddetta New Wave, nati tra la fine degli anni Settanta e i primissimi anni del decennio successivo, subirono in misura diversa l'influenza della musica beat.
Nell'ambito della scena inglese vanno ricordati i Jam di Paul Weller, debitori non soltanto al movimento dei Mod (o Mods), ma anche di gruppi come Beatles, Kinks, Who. Molto evidente il riferimento anche nei primissimi dischi di Joe Jackson, caratterizzati da un beat essenziale ed elettrico basato su linee veloci di basso e chitarra elettrica. Gli XTC, originari della cittadina inglese di Swindon, rivelano, fin dai primissimi album, uno stretto legame con la musica beat e psichedelica degli anni Sessanta. Tale influsso, a metà fra sincera devozione e parodia, è ancor più evidente nell'esperienza parallela dei Dukes of Stratosphear, alla quale partecipano gli stessi componeneti degli XTC.

Per quanto riguarda l'Italia, vanno segnalate influenze soprattutto nell'ambito della scena musicale torinese degli anni Ottanta.

Nel 1983 nascono, nel capoluogo subalpino, gli Statuto, destinati a diventare il gruppo di punta del movimento mod nazionale. Sempre a Torino gravitano, nella prima metà del decennio, i Blind Alley, trio formato da Gigi Restagno, basso e voce, Marco Ciari, batteria e Luca Bertoglio, chitarra.
Pur avendo pubblicato soltanto il 45 giri Whistle March / I Was Dreaming, per la Shirak Records di Torino (SBD 83021), i Blind Alley e in particolare il leader Gigi Restagno, scomparso nel 1997, hanno avuto un ruolo determinante nel panorama musicale torinese e non solo.
Meno conosciute, ma comunque interessanti, le produzioni dei Nightdriving Gossip, autori di un interessante pop-beat e attivi nell'area torinese nella seconda metà degli anni Ottanta. In seguito, il gruppo cambiò il proprio nome in quello di Harp1.

Tra le case discografiche più attente alla rinascita del beat bisogna ricordare la Toast Records di Giulio Tedeschi, che ha pubblicato tra gli altri gli Avvoltoi ed i Barbieri.

[modifica] Bibliografia

  • Nicola Sisto - C'era una volta il beat. Gli anni sessanta della canzone italiana, edizioni Lato Side, 1982
  • Riccardo Bertoncelli - Enciclopedia del Bitt Italiano (appendice alla Enciclopedia del Rock Anni '60, Quarta edizione, Arcana editrice, 1989)
  • Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990
  • Claudio Pescetelli - Ciglia ribelli - Editrice I libri di Mondo Capellone, Arezzo, 2003
  • Tiziano Tarli - Beat Italiano. Dai capelloni a Bandiera Gialla, edizioni Castelvecchi, 2005
  • Claudio Pescetelli - Una generazione piena di complessi - Editrice Zona, Arezzo, 2006
  • Alberto Tonti - Ballarono una sola estate. 70 meteore della canzone italiana degli anni sessanta, edizioni Rizzoli, 2007
  • Enzo Mottola " Bang Bang! Il Beat Italiano a colpi di chitarra " Bastogi Editrice Italiana,2008

[modifica] Voci correlate

  • Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
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