The Moody Blues
| Moody Blues | ||
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| Paese d'origine | ||
| Genere | Rock progressivo Rock psichedelico Art rock Pop rock British invasion Rock sinfonico Synth pop Rhythm and blues Beat |
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| Periodo di attività | 1964–in attività | |
| Album pubblicati | 42 | |
| Studio | 17 | |
| Live | 6 | |
| Raccolte | 20 | |
| Sito web | moodyblues.co.uk | |
The Moody Blues sono un gruppo rock inglese. Inizialmente hanno radici nel rhythm and blues, poi giungono successivamente al " rock - psichedelico " e a quello " progressivo ", grazie al sound caratterizzato dall'uso del mellotron, strumento in grado di riprodurre il suono di un'intera orchestra. Fu questo il loro marchio di fabbrica, nel periodo aureo, dal 1967 al 1974. Rispetto ad altri gruppi definiti " progressivi ", i Moody Blues prediligono però la forma " canzone ", con melodie ad ampio respiro. Esempio calzante è il loro più grande successo, " Nights In White Satin " del 1967. A tutt'oggi è la band inglese più longeva, con quasi 50 anni di attività live, e 70 milioni di dischi venduti.
Indice
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[modifica] Storia
I Moody Blues hanno origine a Birmingham, Inghilterra, nei primi anni Sessanta. A quel tempo Ray Thomas, John Lodge, e Michael Pinder erano membri del gruppo El Riot & the Rebels, una band molto popolare a livello regionale. Quando gli El Riot & the Rebels si sciolsero, John Lodge si trasferì in un istituto tecnico e Michael Pinder si arruolò nell'esercito. Michael Pinder si riunì poi a Ray Thomas per formare il gruppo Krew Catse, con il quale i due ottennero un moderato successo. Il duo arruolò quindi il chitarrista Denny Laine, il batterista Graeme Edge e il bassista Clint Warwick, apparendo con il nome di The Moody Blues per la prima volta a Birmingham nel 1964. Si era di fatto formato, come affermò Thomas in seguito, una sorta di supergruppo locale.
[modifica] Gli Inizi (1964-1966)
[modifica] The Magnificent Moodies (1965)
Nel 1964 la band firma un contratto con la Decca Records e lancia il singolo Steal Your Heart Away, che però non ha grande successo. Il singolo Go Now, realizzato più tardi nello stesso anno, diviene invece un successo mondiale (#1 UK, #10 USA), superando il milione di copie vendute. Nel 1965 i Moody Blues pubblicano quindi il loro primo album dal titolo The Magnificent Moodies, disco in cui si riconosce uno certo stile Beatlesiano, con forti accenti R&B. Le canzoni sono per lo più cover, che spaziano da James Brown, a Gershwin. Il gruppo vive un momento di grande popolarita', esibendosi come gruppo spalla di artisti del calibro dei Kinks e dei Beatles. Ma i Moodies non riescono a bissare il successo di "Go Now". I successivi singoli fanno timide apparizioni nelle classifiche inglesi e vengono del tutto ignorati negli States.
Denny Laine e Mike Pinder diventano gli autori delle canzoni, e nonostante un cambiamento di stile (merita menzione il singolo di quel periodo "Boulevard De La Madelaine", ispirato ad un quartiere a luci rosse, un pastiche di chitarre spagnole e fisarmoniche in stile francese), il gruppo sembra in parabola discendente, fino a ridursi a fare concerti in piccoli club. Nell'ottobre 1966 Clint Warwick e Denny Laine lasciano la band. Il primo, sostituito prima da Rodney Clark, poi da un ex componente degli El Riot & the Rebels, il bassista John Lodge. Il secondo, dal chitarrista Justin Hayward, precedentemente nel gruppo Wilde Three di Marty Wilde, e successivamente autore di 2 singoli a proprio nome, di scarso successo. Quest'ultimo era stato consigliato a Mike Pinder da Eric Burdon, leader degli Animals, che lo aveva scartato dopo un'audizione, non ritenendolo idoneo al sound della sua band.
La nuova formazione comprende presto che lo stile rhythm and blues non rende molto e decide quindi di svilupparne uno proprio, diverso, rappresentato dai suoni sinfonici del mellotron di Mike Pinder, dal flauto di Ray Thomas, e dal caratteristico impasto vocale dei 4 cantanti. Tutto questo si concretizza nei 2 singoli della primavera del 1967: la psichedelica "Fly me high" di Hayward, e la ballata "Love and Beauty" di Pinder, ma soprattutto in quello che da molti è considerato il primo vero album dei Moody Blues: Days of Future Passed (1967), un concept album basato sull'argomento "un giorno nella vita dell'uomo qualunque, dall'alba alla notte". La formula vincente, e unica nella musica rock, fino ad allora, è che ogni membro del gruppo è autore e interprete delle proprie canzoni. Questo fattore determina una varietà di stili differenti all'interno di ogni album, e un genere musicale di difficile definizione.
[modifica] Progressive Rock (1967-1972)
[modifica] Days of Future Passed (1967)
Nel 1967 la Deram Records (un'etichetta discografica sperimentale del gruppo London/Decca) commissiona al gruppo una versione rock della Sinfonia n.9 Dal nuovo mondo di Antonín Dvořák. I Moody Blues inizialmente siglano l'accordo, ma poi insistono affinché abbiano libertà artistica, senza nessuna supervisione. Nasce cosi nell'autunno del 1967, Days of Future Passed, album composto da canzoni dei Moody Blues, da interludi orchestrali della London Festival Orchestra, arrangiati e condotti dal direttore Peter Knight, e da brevi poemi narrati. Questi ultimi saranno un altro marchio di fabbrica che li renderà unici nel panorama rock. Terminato il disco, i dirigenti della Deram Records sono inizialmente scettici circa il successo commerciale del concept album, e del singolo "Nights In White Satin", considerato troppo lento per le classifiche (come ricorderà Hayward qualche anno più tardi). Ma dovranno ricredersi. L’album diventa uno dei maggiori successi commerciali di tutti i tempi, sostando 103 settimane consecutive nelle charts americane. Days of Future Passed (#27 UK, #3 USA), e i suoi due singoli, Nights in White Satin (#19 UK) e Tuesday Afternoon (#24 USA), entrambe di Hayward, spopolano in tutto il mondo. Alcuni indicano l'uscita di Days of Future Passed come la data di nascita del progressive rock (anche se sono ancora evidenti influenze del tardo beat). Altri, come il primo concept album della storia, seppure in modo un po' generico. Il singolo "Nights in White Satin" diventerà il loro brano più rappresentativo, entrando in classica dal 1968 al 1979 nella top 20 in 3 diverse occasioni. Tradotto in italiano col titolo di "Ho Difeso Il Mio Amore", viene inciso nel 1968 dai Nomadi e dai Profeti, con discreto successo.
[modifica] In Search of the Lost Chord (1968)
Il successo rimane immutato anche per il disco successivo dal titolo In Search of the Lost Chord del 1968 (#5 UK, #23 USA). Parafrasando nel titolo il romanzo di Proust, in questo album i Moodies rinunciano all'orchestra sinfonica, e si avvalgono sempre più del lavoro del produttore Tony Clarke (soprannominato il sesto " Moody ") e dell'ingegnere del suono Derek Varnals. Fa il suo esordio come illustratore di copertine Philip Travels, che collaborerà agli altri 5 album della band fino al primo scioglimento. Il suo apporto si rivelerà decisivo. "In Search Of the Lost Chord" risente delle atmosfere hippy tipiche del 1968. Nell'uso di strumenti come tabla e sitar ("Om" di Pinder, "Visions Of Paradise" di Hayward - Thomas), nell'uso "pan pottato" dei canali della stereofonia ("Best Way To Travel" di Pinder), e negli effetti psichedelici del mellotron e del flauto che echeggiano un po' ovunque. Tra i brani più rappresentativi, "Legend Of A Mind" del flautista Thomas (tributo a T. Leary), che suoneranno dal vivo per quasi 35 anni, "House Of 4 Doors", mini-suite di Lodge. A questi si aggiungono i singoli di successo Ride my See-Saw di Lodge (#42 UK, #63 USA, grande successo anche in Europa, e ancora oggi brano di chiusura dei concerti), che tra l'altro ha la particolarità di essere la prima canzone ad essere incisa usando una tecnologia di registrazione su otto piste, e Voices in the Sky di Hayward (#23 UK). L'album fu accolto molto bene dalla critica e divenne disco d'oro. Dopo la pubblicazione, i Moody Blues partono per la prima tourneé americana.
[modifica] On the Threshold of a Dream (1969)
La musica dei Moody Blues progredisce in maniera sempre più complessa e sinfonica. Questo album venne considerato un punto di riferimento per gruppi come Genesis e King Crimson, che evolveranno negli anni a venire il concetto di musica progressiva. La parte trainante del disco è la suite finale composta da un poema e da 4 brani, molto innovativa per l'epoca. Il tema ricorrente del disco è incentrato sull'"esplorazione dei sogni". Confezione molto accurata, completa di libretto interno. Questo creò tensioni con la Deram per problemi di budget. Problemi superati però con il piazzamento in classifica (#1 UK, #20 USA), e conseguente disco d'oro. I Moodies diventano un nuovo fenomeno anche in America. Nella sola zona di Hollywood il disco in pochi giorni vende 30.000 copie. Oltre a "Have You Heard" - "The Voyage" (suite finale scritta da Pinder), i punti salienti del disco sono il pop psichedelico di "Lovely to see You" di Hayward (ancora oggi, brano di apertura dei concerti), la caustica "Dear Diary" di Thomas, oltre al singolo "Never Comes The Day" (#UK 91) del chitarrista Hayward, una ballata di stampo folk, che fu il primo flop nelle classifiche a 45 giri. Lodge dichiarò nel 1991 che I Moody Blues dopo questo disco ebbero la sensazione di aver fatto qualcosa di innovativo. Ottime le recensioni dell'epoca.
[modifica] To Our Children's Children's Children (1969)
Stabilitisi in pianta stabile a Cobham, nel Surrey, i Moodies pubblicano To Our Children's Children's Children, uscito a 7 mesi di distanza dal precedente album. Viene sancita la nascita della nuova etichetta discografica di loro proprieta', la Threshold (nome ispirato dal titolo del loro disco precedente), che consente al gruppo da ora in avanti, di avere il totale controllo sul lavoro e di produrre altri artisti (la leggenda dice che Hayward e Edge fecero un'audizione ai neonati King Crimson, decidedo poi di non scritturarli. Il primo gruppo a incidere realmente su Threshold, fu The Trapeze di Glenn Hughes, futuro Deep Purple, che pubblicò 4 album per l'etichetta, di cui i primi 2 prodotti da Lodge). " To Our Children's Children's Children " e 'un album di matrice folk, che abbandona a sorpresa il filone progressive, per rituffarsi in una tarda - psichedelia (lontana però dalle atmosfere Flower-Power di " In Search Of The Last Chord "). Diventa disco d'oro in poche settimane (#2 UK, #14 USA), ma nonostante la fluidità nell'ascolto, è considerato un disco di transizione, che secondo la critica inglese non aggiunge nulla di nuovo da un punto di vista musicale. È un concept album basato sulle celebrazioni del primo sbarco dell'uomo sulla luna. Spiccano le ballate del bassista Lodge (" Eyes Of The Child " e " Candle of Life "), il rock evocativo di " Gypsy " di Hayward, e una sensazione diffusa di solitudine nel cosmo (" Eternity Road " di Thomas, " Beyond " di Edge, " Out And In " di Pinder). Unico singolo estratto, la meditativa " Watching And Waiting " di Hayward - Thomas, che però fallisce l'ingresso nelle charts, causando molta sfiducia in Hayward. Qualche anno dopo, egli dichiarò che nel 1969, dopo l'insuccesso degli ultimi 2 singoli, pensava che non sarebbe più stato in grado di replicare il successo di " Nights In White Satin ". Ma i fatti avrebbero dimostrato il contrario.
[modifica] A Question of Balance (1970)
Dopo la pubblicazione di "To Our Children's", il gruppo trova qualche difficoltà nell'eseguire dal vivo i brani dell'album, e così decide per il successivo LP di comporre canzoni più semplici da eseguire in concerto. Nell'incisione di "A Question Of Balance" vengono limitati al minimo effetti altisonanti, a favore di un suono più immediato, di matrice folk-rock, supportato sempre dal flauto di Thomas e dal mellotron di Pinder. Il disco nasce da un ritiro di 3 settimane nelle campagne del Surrey. Grande successo di vendite (#1 UK, #3 USA), divenne a breve disco di platino. È anche l'album dei Moodies più venduto in Italia, arrivando terzo nelle classifiche della hit parade. Indicativo anche del crescente successo della band in America, il singolo estratto, "Question" di Hayward, sfata il tabù del mancato hit a 45 giri, sfiorando il primo posto in Inghilterra (#2 UK, #21 USA), primo posto occupato al momento dall'inno della nazionale di calcio inglese campione del mondo, in partenza per i Mondiali in Messico, cantato dagli stessi giocatori. Sulla scia del successo, viene pubblicato in Europa, in S. America e in Medio Oriente un secondo singolo di successo, "Melancholy Man", di Pinder, che ottenne risultati lusinghieri. Entrambi i brani divennero dei classici nelle scalette dei concerti. "Question" in particolare, viene eseguita ininterrottamente da più di 40 anni (entrambe vennero tradotte in italiano e registrate da complessi nostrani. " Melancholy Man " divenne " Un Uomo Qualunque " nella versione dei Camaleonti, " Question " invece, fu tradotta in "Milioni Di Domande", in una versione meno riuscita del gruppo La Verde stagione). Da " Question Of Balance " emergono inoltre le ballate " Dawning Is The Day " di Hayward, " And The Tide Rushes In " di Thomas, e la potente " Tortoise And the Hare " di Lodge, che nei cori e nei falsetti fa il verso alla celebre " Ride My See-Saw ". La critica inglese è divisa, quella americana, invece sembra spalancare le porte del mercato al gruppo di Birmingham. In concomitanza con la pubblicazione dell'album, i Moody Blues si esibiscono al festival dell'isola di Wight davanti ad una folla di 600.000 persone, toccando così il loro apice in patria. Durante lo svolgimento del tour, Edge dichiara che è in preparazione un album di musica elettronica in coppia con Pinder. Voci non confermate girano a proposito di un album a 4 mani di Thomas e Hayward, in stile folk. Entrambi i progetti, purtroppo non vedranno mai luce. Nel dicembre dello stesso anno fu fissata a Torino l'unica data italiana del gruppo, data annullata per un attacco di appendicite che colpì il tastierista Pinder.
[modifica] Every Good Boy Deserves Favour (1971)
Nel loro successivo album, Every Good Boy Deserves Favour (1971), il gruppo sta attraversando una crisi interna e a dispetto di un successo americano di proporzioni evangeliche, parte della stampa inglese è diventata ormai ostile. L'accusa è quella di produrre dischi in modo impeccabile, seguendo però un cliché troppo consolidato. I testi vengono tacciati di autoindulgenza, e di una ingenua filosofia. È il 1971, e la scena rock inglese sta cambiando rapidamente con la nascita del movimento Glam. In questo contesto, I Moodies decidono di cambiare studio di registrazione, e di modificare leggermente il suono, mettendo in minoranza il mellotron, privilegiando il synth, il piano e l'organo hammond. Edge sperimenta (tra i primissimi nella scena rock) il suo set di batterie elettroniche. L'album (le cui iniziali EGBDF, non sono altro che l'accordo di mi minore 7/9 dim, in lingua inglese), risulta uno dei più cupi, ma anche dei piuì amati del catalogo Moody Blues. Disco di platino (#1 Uk, #2 USA), rimane in classifica inglese per 21 settimane, in quella americana per 43. Arriva anche nella top - ten italiana, riscontrando buone vendite. Produce un hit mondiale con " The Story In Your eyes " di Hayward (#23 USA), divenuto anch'esso un classico nel repertorio live della band fino ai nostri giorni. L'album parte con " Procession ", firmata dal gruppo al completo (una introduzione dalle atmosfere più disparate: dai suoni tribali, ad accenni barocchi di clavicembalo, passando per atmosfere bucoliche, giungendo alla " Toccata e Fuga " di Bach) e si conclude con " My Song " di Pinder, una breve suite di stampo progressivo, che ricalca la parte finale di " On The Threshold... " con il mellotron in bella evidenza. Ma è il canto del cigno di un " progressive " che di lì a poco verrà abbanonato dal gruppo. Altro pezzo cardine dell'album è " One More Time To Live " di Lodge, una ballata sul tema dell'evoluzione, che riprende il tema musicale di " Procession ". È il primo album dei Moodies a non contenere poemi narrati. Copertine tra le migliori della loro discografia. Nuova partenza in tourneé per gli States, in Arene da 10.000 posti in su'. Sul finire dell'anno, Pinder collabora con gli Asgaerd, gruppo progressive scritturato dalla Threshold, all'omonimo primo e unico album, che avrà scarsi riscontri di vendita.
[modifica] Seventh Sojourn (1972)
Seventh Sojourn (1972) è l'ultimo lavoro del periodo d'oro, l'ultimo album della serie " Classic Seven ", come viene definita dai fans americani ". Il disco esce alla fine del 1972 e viene postipato di 6 mesi, perché le vendite del lavoro precedente non accennano a diminuire. Rientra in classifica anche " Days Of Future Passed " e arriva a toccare il secondo posto, a 5 anni dalla sua uscita. Il gruppo, nonostante il successo planetario, sembra non uscire dalla crisi profonda. Come racconterà Hayward 30 anni dopo: " Più la fama diventava grande, più il gruppo si sentiva spaesato. Fino a decidere di registrare il nuovo album nel garage di Mike Pinder ! " Lo stesso Pinder mette in disparte il mellotron a favore di una tastiera dal nome Chamberlain, qualitativamente superiore. 8 mesi prima dell'uscita dell'album, viene pubblicato il singolo di successo " Isn' t Life strange " di Lodge (#13 UK, #29 USA). Giudicato troppo commerciale, viene stroncato dalla critica inglese. Al momento dell'uscita di " Seventh Sojourn ", i Moody Blues sono di nuovo in tourneé negli States. L'album esce a dicembre (#5 UK, #1 USA), e da al gruppo il primo numero uno americano. Se il disco da una parte segna una crescita naturale nell'evoluzione del gruppo, dall'altra si discosta sempre più da quelle atmosfere che avevano reso celebri i Moodies fin dagli albori. Risultava quindi più fruibile al grande pubblico, ammiccando al pop, con ballate melodiche e brani rock dal gusto radiofonico. Il secondo singolo estratto fu " I ' M Just A Singer.. " sempre di Lodge (#36 UK, #12 USA), a tutt'oggi pezzo di punta nelle esibizioni live. Altri brani dell'album che meritano menzione sono le ballate " New Horizons " e " Land of Make - Believe " di Hayward, e la sofferta " When You' re a Free Man " di Pinder. Il tour promozionale del disco batte nuovi record, come quello della vendita dei biglietti del Madison Square Garden di New York in un solo giorno. L'accoglienza di critica e pubblico è trionfale. Dennis Hunt, dalle colonne del " Los Angeles Time " definirà le loro canzoni " Rapsodie enigmatiche altamente ritmiche " e la loro musica " misteriosa e spaziale, che crea un'atmosfera di nervosismo e di desolazione pur con rispetto della melodia, perché le loro canzoni sono tra le più melodiche di tutto il rock ". Le date vanno avanti fino al 4 febbraio del 1974, ultimo concerto con Pinder in formazione. Nel frattempo il gruppo era rientrato in sala per il disco successivo, ma decise di interrompere le registrazioni dopo un solo brano (la splendida " Island ", che vide luce 30 anni più tardi, in una eizione in cd). Era tempo di una pausa. Era il 1973 e altri gruppi stavano emergendo. " The Dark Side Of The Moon " era alle porte, per un simbolico passaggio di consegne...
[modifica] Pausa di riflessione (1973-1977)
[modifica] Album solisti
Il tour si rivela massacrante, come dichiarerà il batterista Edge in più occasioni. Testimonianza di questo periodo sono le numerose registrazioni dei concerti, dove il gruppo appare spesso sottotono. I membri si guardano intorno per cercare nuovi stimoli, ma non viene annunciato nessuno scioglimento ufficiale. Nel 1974 il chitarrista Hayward, riceve in premio un prestigioso Ivor Novello, per la categoria "cantautori". Come ricorderà lo stesso Hayward, era in cantiere un album a 4 mani con Pinder, ma tutto si risolse con un nulla di fatto per via delle distanze (Hayward viveva in Inghilterra, Pinder si era trasferito in America). Il chitarrista si ritrovò con una manciata di nuove composizioni, e insieme al bassista Lodge, diede vita al progetto "Blue Jays", dapprima titolo dell'album, successivamente nome del duo. Edge incontrò Adrian e Paul Gurvitz (già membri fondatori del trio Gun, Three Man Army, e insieme all'ex - Cream, Ginger Baker, dei Baker - Gurvitz Army) e con loro formò la Graeme Edge Band. Il flautista Thomas creò invece un team di lavoro col cantautore Nicky James, (già scritturato per l'etichetta Threshold che ne pubblicò 2 album, e artista - spalla durante il tour di "Seventh Sojourn"). Pinder, acquistato un ranch a Malibu, in California, lavorò all'album del cantautore Stephen Freelight, e registrò canzoni per il suo album solista. Alla fine dell'anno, la Decca immette sul mercato un doppio antologico, dal titolo "This Is The Moody Blues" (#14 UK, #11 USA), che raccoglieva il meglio dei 7 album pubblicati.
Prodotto dal fido Tony Clark, con lo storico team al completo (Vanals - Travels), " Blue Jays " è il primo album solista dei Moodies (seppur in duo) ed è l'esperienza di maggior successo (#4 UK, #16 USA). Ne viene estratto un singolo " Remember me, My friend " che vende discretamente in Europa, ma manca le classifiche inglesi e americane. Il disco vede la collaborazione dei musicisti del gruppo folk dei Provvidence (che 2 anni prima avevano pubblicato un apprezzatissimo album per l'etichetta Threshold), più alcuni session - men inglesi. Il disco, sebbene accolto positivamente da critica e pubblico, evidenzia il filone pop dei Moody Blues, soprattutto nelle composizioni di Lodge. Dall'album emergono comunque " This Morning " di Hayward (brano di apertura, dalle tinte folk - psichedeliche, con archi e chitarre in bella evidenza), " Saved By The Music " di Lodge (un brano diviso in 2 parti, una veloce e l'altra dimezzata, fomula già usata in " Question " qualche anno prima), il folk sognante di " Who Are You Now ", e l'epica " Nights, Winters, Years " che vede la collaborazione dopo 8 anni di Peter Knight, il direttore d'orchestra del multi - platino " Days Of Future Passed " del 1967. I Blue Jays, visto il successo, sul finire del 1975, partono per un tour inglese di poche date e pubblicano a sorpresa un singolo " Blue Guitar " (prodotto dal gruppo inglese 10CC), con un lungo intro di chitarra in puro stile Pink Floyd: il brano avrà grande successo in patria (#8 UK, #94 USA). Il progetto " Blue Jays " sarà rivelatore di quella che sarà l'anima dei Moody Blues a partire dagli anni '80 in poi, quando Lodge e Hayward prenderanno in mano le redini del gruppo, con quest'ultimo sempre più leader e front-man.
Justin Hayward: Songwriter (1977)
Uscito agli inizi del 1977, rappresenta il vero esordio discografico del chitarrista dei Moody Blues. Non ebbe il successo del predecessore " Blue Jays ", ma vendette discretamente nel mondo (#28 UK, #37 USA). L'album vede la partecipazione del trio base del gruppo dei Trapeze, di Knight alle orchestrazioni, e del duo Clarke - Varnals. Lo studio Hipgnosis sostituisce Travers alla copertina, e dopo quasi 10 anni di collaborazione si chiude un'era. Le atmosfere cupe di alcuni brani, e quelle più dure di altri, portano Songwriter a essere accostato al periodo aureo di Hayward, anche se l'impronta è più rilassata e manca la tensione degli esordi. I tre singoli estratti, la bizzarra " Country Girl", la ballad " One Lonely Room " e la "tiratissima" " Lay It On Me, non si affacciano alle classifiche, ma conribuiscono qualitativamente all'album. Il finale " Nostradamus ", arrangiato per quartetto d'archi, riporta inevitabilmente al biennio d'oro '69 - '71. Hayward in questo periodo è molto attivo in studio e aperto a varie collaborazioni. Partecipa nel 1975 come chitarrista al progetto " Flash Fearless.. " con Jim Dandy (B.O.A.), John Entwistle (Who) ed Alice Cooper. Si aggrega nel 1976 al supergruppo Mandalaband di David Rohl, insieme a Barclay James Harvest, 10CC e Maddy Prior (Steeleye Span), cantando nel brano " Dawn Of A New Day ", che venne inizialmente scelto per un possibile singolo. Presta la voce infine, nel 1978 al fortunato hit " Forever Autumn " (#UK 5), che spopola in mezzo mondo e costituisce il suo più grande successo personale a 45 giri. La canzone faceva parte del progetto " War Of The Worlds " di Jeff Wayne (con cui collaborerà ancora), una rilettura de " La Guerra Dei Mondi ", celebre scherzo radiofonico ad opera di Orson Wells prima (1938), e film di grande successo poi (1952). Al disco partecipano Richard Burton in veste di narratore, Phil Lynott (Thin Lizzy) e David Essex, tra gli altri. Le doti vocali di Hayward, oltre quelle di compositore e di chitarrista, lasciarono intravedere una reale possibilità di una carriera solista. Cosa che non avvenne mai del tutto, in parte per l'attaccamento ai Moody Blues, ma anche per la sua personalità molto riservata.
- John Lodge: Natural Avenue (1977)
Alla meravigliosa copertina firmata Roger Dean, non corrisponde un altrettando valido lavoro a livello musicale. Si avverte molto la mancanza degli altri Moodies, e le canzoni soffrono di poca dinamicita'. " Natural Avenue " (#38 UK) esce in contemporanea con " Songwriter " nel 1977, ed è anch'esso prodotto da Tony Clarke. Nell'album pervade una soffusa sensazione favolistica, che dopo alcune tracce si tramuta in una sorta di staticita', fino ad un progressivo calo di intensita'. Il disco vede la partecipazione, di Chris Spedding, noto chitarrista inglese, e di Kenney Jones, futuro batterista degli Who. I singoli estratti sono " Children Of R&R ", " Say You Love Me " e " Summer Breeze "; quest'ultimo, uno dei brani migliori del disco, insieme a " Broken Dreams, Hard Road ", dove riaffiorno atmosfere vicine ai Moody Blues. Nessuno dei singoli entra in classifica. Cantato impeccabilmente, il disco riserva arrangiamenti orchestrali in grande quantità.
Nella primavera del 1976 esce lo sforzo solista di Pinder, " The Promise " (#133 USA). Disco dal suono molto americano, fu registrato nel suo studio personale con musicisti di alto livello. Venne estratto come singolo il brano " Carry On ", che non ebbe riscontri di classifica. Nel disco pervade una sensazione di gioia, che rende Pinder quasi irriconoscibile alle orecchie dei fans storici, mentre i testi sono ancora impregnati di quella cosmicita', che caratterizzò il personaggio durante la sua permanenza con i Moody Blues. Strumentalmente, grande uso di arpa e di chitarra, ma del celebre mellotron non c'è quasi traccia. Spiccano tra i brani " Someone to Believe In ", brano con cadenze swingate e largo uso di flauto, la strumentale " Air " e la parte finale del disco, formata da 2 brani intervallati da un poema narrato', tipica dei Moodies primo periodo. Tiepidi consensi di critica e pubblico.
Pubblicato nella primavera del 1975, il primo lavoro di Thomas riceve un lusinghiero successo (#23 UK, #68 USA), trainato dal singolo " High Above My Head " / " Love Is The Key ". Il disco viene scritto in tandem col cantautore Nicky James, amico di vecchia data, anche lui nativo di Birmingham. Sorprende la svolta pop, dove l'orchestra sostituisce i tipici tappeti di flauto e le atmosfere soffuse, tanto care alla band nei suoi anni d'oro. Alla produzione esordisce il tecnico del suono Varnals in collaborazione con lo stesso Thomas, mentre tra i musicisti si segnalano i fratelli Jones, già membri dei Jonesy, gruppo di progressive inglese di alto livello. Thomas esalta le sue qualità vocali, con il suo timbro baritonale, e come spiegherà all'epoca, fece poco uso del flauto, prevedendo, di lì a breve, un tour come front-man e voce solista. Tra i brani, oltre a quelli già citati, spiccano " Hey mama Life " e " Adam And I ", dedicata a suo figlio e vicina alle atmosfere folk del quintetto di Birmingham. Copertina di Travels, in pieno stile Moodies.
Hopes, Wishes and Dreams (1976)
A meno di un anno di distanza, esce il secondo album di Thomas. Stessa produzione, stessi musicisti e stessa grafica di copertina. Preceduto dall'ottimo singolo " Carousel ", " Hope, Wishes & Dreams " non bissa il successo del precedente (#147 USA), ma non per questo ne è inferiore. A differenza del primo, pervaso da una atmosfera simile in tutti i brani, quest'album è meno coeso stilisticamente, ma vanta canzoni, tra le migliori scritte da Thomas. Oltre alla già citata " Carousel ", " Within Your Eyes ", " Migration " e il brano di chiusura " The Last Dream ", rinverdiscono gli antichi fasti. In altri, purtroppo, il musicista si perde nelle atmosfere pop, fino a sfiorare ritmi della nascente discomusic. Vista la battuta d'arresto in termini di vendite, Thomas rinunciò alla tanto agognata tournee'. Tuttavia, meno di un anno dopo si sarebbe ritrovato con i suoi vecchi compagni.
Inizialmente accreditato come il membro col minor talento compositivo del quintetto, il primo album di Edge risulta essere un episodio tra i più riusciti dell'intera carriera solista del gruppo. Forte è la mano del chitarrista Adrian Gurvitz nell'arrangiamento, nella scrittura, nella produzione, e alla voce solista, così come quella del fratello Paul alle armonie e al basso (entrambi membri dei Gun, Three Man Army e Baker - Gurvitz army). Tra gli altri, collaborano Thomas, coadiuvato dal fido Nicky James ai cori, e il batterista Ginger baker (ex - Cream, Airforce, e Baker - Gurvitz Army), in un gustoso duetto batteristico. Per certi versi " Kick off Your Muddy Boots ", è l'unico album di un " Moodie ", a continuare un discorso progressivo, che si era interrotto con " Every Good boy.." del 1971. I primi tre brani dell'album, sono un tutt'uno, arricchiti da virtuosismi chitarristici e intermezzi orchestrali. Ottimi gli spunti di slide - guitar e di Wah Wah, così come il drumming nervoso e massiccio dello stesso Edge. Antipato dal singolo " We LIke To Do It " - " Shotgun ", uscito a luglio del 1974, e prodotto dall'onnipresente Clarke, l'album esce nel settembre 1975, a più di un anno di distanza, vendendo discretamente (#107 USA), merito anche della superba copertina e della ricca produzione, in pieno stile rock - sinfonico. Due mesi dopo, in America venne estratto un secondo singolo, " The Tunnel ", mentre in alcuni paesi europei venne scelto " Have You Ever Wondered ", tra i brani più convincenti dell'album, insieme a "Bareback Rider " (dai forti riferimenti beatlesiani) e a " In Dreams ".
Graeme Edge band Paradise Ballroom (1977)
Dopo l'uscita di " Kick Off.. ", Edge intraprende un viaggio di quasi un anno a bordo del suo Yacht, attraversando il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico. Frutto di questi viaggi sono le contaminazioni musicali e le acquisizioni ritmiche che nel maggio 1977 troviamo in " Paradise Ballroom " (#164 USA), suo secondo sforzo solista. Coadiuvato sempre dai fratelli Gurvitz, l'album appare molto diverso dal suo predecessore. Più cupo nelle atmosfere, sembra un ibrido tra hard rock e atmosfere funky, con interessanti spunti strumentali e, in un paio di occasioni, una strizzatina d'occhio ai ritmi della disco. Molto presenti le tastiere soprattutto nelle ballate, spiccano la lunga title - track " Paradise Ballroom ", le intense ballate " Human ", " Down Down Down ", e il singolo estratto " Everybody Needs Somebody ", giocoso riferimento al classico di Dean Martin. Questo album conclude la pausa di riflessione dei Moody Blues, che durava dal 1974. 5 mesi dopo il gruppo si ritrova a L. A. per pianificare il rientro sulle scene.
[modifica] Caught Live + 5 (1977)
Nel 1977 viene pubblicato postumo, il primo album dal vivo della band dal titolo Caught Live + 5, contenente un concerto tratto dal tour di To Our Children's Children's Children, registrato nel 1969 alla Royal Albert Hall di Londra. Il concerto, sebbene non approvato dai membri del gruppo, ritrae la band nel suo momento migliore. Registrato ottimamente per l'epoca, col mellotron in bella evidenza, il live non appare nella sua interezza, durando meno di 60 minuti, e fa spazio a cinque inediti di studio, tratti dalle session dei primi 3 album. Brillano tra questi, per intensita', " King And Queen " e " What Am I Doing Here ", che mettono in risalto il talento compositivo di Hayward. Tra le tracce live spiccano la suite finale di " On The Threshold Of A Dream ", più spoglia e più aggressiva dell'originale, e il primo brano " Gypsy ", dove nell'intro, la chitarra distorta, sostituisce quella acustica. La pubblicazione dell'album fu una mossa della London / Decca per rimettere in circolazione il nome Moody Blues in attesa del rientro programmato per il 1978. Ottimo il responso del pubblico (#37 USA).
[modifica] Ritorno al successo (1978-1990)
[modifica] Octave (1978)
Octave è l'album del ritorno. Un disco controverso, uscito dopo diverse sedute di incisione alquanto tempestose, fatte di ripensamenti, catastrofi e abbandoni. I 4/5 del gruppo, insieme a Clarke, partono per la California per raggiungere Pinder, stabilitovisi definitivamente. Dopo un breve periodo di prove, i " Moodies ", registrano al Record Plant, che verrà abbandonato, in seguito ad un incendio, a favore degli Indigo Studios di Pinder. Poco dopo, lo stesso Pinder lascia le registrazioni per problemi personali, seguito a ruota dal produttore Clarke, nel mezzo di una crisi coniugale. Hayward, Lodge, Edge e Thomas si ritrovano a completare l'album da soli, incidendo loro stessi le parti di tastiera lasciate in sospeso da Pinder. Nonostante tutto, l'album esce nel giugno 1978, e risulta un successo mondiale (#6 UK, #13 USA), diventando multi - platino, a dispetto della scena musicale radicalmente trasformata dal "Punk" e dalla "Discomusic". I 2 singoli estratti, " Steppin In A Slide Zone " (#39 USA) di Lodge, e " Driftwood " (#56 USA) di Hayward, risulteranno tra i pezzi migliori, divenendo degli evergreen in concerto. Risaltano anche la suggestiva " I'm Your Man " di Thomas, e le ballate " Had To Fall In Love " e " The Day We Meet Again ", entrambe di Hayward. Il disco non ottenne grandi consensi di critica, soprattutto in Inghilterra, dove ormai da tempo i " Moodies " ne avevano perso i favori. La cupezza derivata dalla tensione interna, ne fa un album sofferto, apprezzato da una parte dei fans, ma ritenuto deludente dall'altra, se si considera l'aspettativa dopo i 6 anni di pausa, e il paragone col precedente " Seventh Sojourn ". In particolare, i brani, sembrano uscire dal repertorio solista dei singoli componenti e assemblati insieme per l'occasione, più che risultare un lavoro d'insieme. Anche gli arrangiamenti risentono della superproduzione: quel sottile senso della misura, prerogativa dei primi album, lascia il posto ad un affollamento di tastiere e chitarre, come ad esempio su " I'll Be Level With You " di Edge, o sulla gia citata " The Day We Meet Again " (nonostante ci sia un'evoluzione del loro suono con l'uso del Synth polifonico, in sostituzione del Mellotron). Subito dopo l'uscita dell'album, Pinder rinuncia al tour mondiale, e sancisce di fatto la sua separazione dalla band dopo 14 anni, venendo rimpiazzato dall'ex-tastierista degli Yes, lo svizzero Patrick Moraz, per la tourneé 1978-1979, che avrà un enorme successo. Alla fine del 1979 esce " Out Of This World ", una nuova compilation che comprende materiale dal 1967 al 1978. Dello stesso anno è il singolo di Hayward " Marie " (brano registrato 7 anni prima e finito in un cassetto), che verrà quasi completamente ignorato dal pubblico.
[modifica] Long Distance Voyager (1981)
Gli anni ottanta si aprono quindi all'insegna della novità e del successo. Nonostante lo scetticismo sulla tenuta della band, espresso dallo stesso Hayward qualche anno più tardi, i 4 " Moodies " si ritrovano in studio all'inizio del 1980, con il tastierista Moraz, ormai membro ufficiale del gruppo. La prima novità è il cambio di produttore: l'album viene affidato a Pip Williams, che sostituisce così Tony Clarke dopo 15 anni. I motivi del travolgente successo di LDV, sono da ricercare in una concomitanza di eventi. La qualità delle canzoni innanzi tutto. Il gruppo propone in una veste aggiornata lo stile che lo rese celebre, a partire dalla notevole copertina del disco. Al contrario di " Octave ", l'album risulta deciso e limpido negli arrangiamenti e nella produzione, e ripropone in veste anni '80, la sintesi delle atmosfere tipiche dei Moody Blues. Suoni maestosi, batteria potente, e vocalizzi che toccano livelli mai raggiunti prima. Trainato da 2 grandi hits, The Voice (#15 USA) di Hayward e Gemini Dream (#12 USA), scritta da quest'ultimo a 4 mani con Lodge (entrambi dischi d'oro, risulteranno i più venduti dai tempi di " Nights In White Satin "), l'album esce nel luglio 1981, e dopo poche settimane raggiunge la vetta in America (#1 USA), dove rimane per 5 settimane consecutive diventando subito disco di platino. Riconquistando il successo di pubblico a livello planetario, LDV vende soprattutto in Europa (#7 UK), e risulterà il più grande successo del gruppo insieme a " Seventh Sojourn ". Molto ispirate le ballate di Hayward, " In My World " e " Meanwhile ", così come " Talking Out Of Turn " (#65 USA) di Lodge, introdotta da un abile gioco di sequencer di Moraz, e la misteriosa " 22.000 Days " di Edge. Ma il momento culminante dell'album rimane la suite finale di Thomas, con tanto di poema narrato (l'ultimo esempio fu " The Balance " nel 1970), che si conclude con " Veteran Cosmic Rocker ", un R&B dove armonica a bocca, flauto in stile indiano, e un synth spaziale di Moraz, danno vita ad uno dei migliori momenti musicali della band. La canzone diviene manifesto del gruppo, vista la non più giovane età dei membri, ormai intorno ai 40. Parte la tourneé in America, in arene che toccano i 30.000 posti, sold out in Inghilterra e nel resto d'Europa, a coronamento di un anno solare eccezionale. Qualche mese più tardi, esce un singolo di Hayward in duetto con Marty Webb, dal titolo " Unexpected Song ", che sarà un buon successo in patria.
[modifica] The Present (1983)
La popolarità di Hayward & co. cala, però, con l'album successivo dal titolo The Present (UK #15, USA #26), uscito nell'autunno del 1983. Album di transizione, ricalca da vicino la formula del precedente, compresa la produzione di Pip Williams. Nonostante la buona qualità della prima parte del disco, The Present cala alla distanza, e non riesce così a raccogliere ampi consensi. Le leggendarie orchestrazioni del gruppo lasciano il posto all'elettronica, che invade in modo crescente anche le ritmiche di basso e batteria, in gran parte dei brani. Motivo, questo, di divisione tra il trio Hayward / Lodge / Moraz (a favore di arrangiamenti più al passo coi tempi) e il duo membro fondatore Edge / Thomas (più fedeli alle sonorità tipiche del gruppo). L'album è uno spartiacque tra le melodie ad ampio respiro e la svolta Synth - Pop anni 80'. La scelta dividerà i fans, creando pero nuovi proseliti, che permetteranno alla band di sopravvivere fino ai giorni nostri. Il disco presenta tre hit che godono di un moderato successo: l'intensa " Blue World " di Hayward (UK #35, USA #62), il R&R elettronico " Sitting At The Weel " di Lodge (USA #27) e la ballata " Running Water ", anch'essa firmata da Hayward. Meritano inoltre menzione i brani " Going Nowhere " di Edge, affidato alla voce di Thomas e guidato magistralmente dal synth di Moraz, e la mini - suite finale " I Am " - " Sorry ", firmata dallo stesso Thomas. Sarà l'ultimo vero contributo del flautista, ad un album dei Moody Blues. Sebbene rimarrà membro del gruppo per altri 20 anni, diraderà sempre più le sue apparizioni in sala di incisione. Dopo l'uscita del disco, il gruppo parte per l'ennesimo tour americano e inglese, con il solito successo di pubblico.
[modifica] The Other Side of Life (1986)
Trascorsi tre anni, i Moody Blues si ripresentano con un'immagine molto rinnovata. Lo stile musicale cambia radicalmente, tanto da farli risultare irriconoscibili ai piu'. L'impressione è che il gruppo punti molto al pubblico americano, che li vuole con un'immagine scattante e giovanile. In questo nuovo contesto, cambio di produzione, con Pip Williams sostituito dall'americano Tony Visconti (già produttore negli anni'70 dei T. Rex e di David Bowie, tra gli altri e dell'album " Movin' Mountains " di Hayward, pubblicato l'anno prima), un Ray Thomas molto defilato (praticamente inesistente il suo apporto all'album, dove per la prima volta dal 1967 non firma alcun brano) e soprattutto un cambio di sound, dove scompaiono il flauto dello stesso di Thomas, molte delle chitarre di Hayward, il basso di Lodge e quasi completamente la batteria di Edge, a favore di sequencers, batterie elettroniche, e suoni sintetizzati. Il pubblico sembra premiare questa scelta decretando all'album un notevole successo di vendite (UK #24, Usa #9), portandolo fino al disco di platino. I 2 singoli di Hayward " The Other Side Of Life " (USA #58) e " Your Wildest Dreams " (USA #9), sono delle hit di successo, con quest'ultima, che guadagna il premio MTV come miglior videoclip del 1986. Sembra un nuovo anno di grazia: Lodge afferma che con TOSOL è nata la terza generazione di fans dei Moody Blues. A parte i 2 brani citati, i momenti migliori dell'album sono " It May Be A Fire " di Lodge e il brano " The Spirit ", scritto a quattro mani da Edge e Moraz. In generale, la pesantezza delle testiere rende il disco molto legato al periodo Synth - pop '80, periodo che qualche anno dopo verrà ridimensionato da Hayward e addirittura sconfessato da Edge, in una intervista del 1999. Nuova tourneé con date sold out in USA e in Inghilterra, fino alla primavera del 1987. Qualche mese dopo esce l'interessante singolo " It Won't Be Easy ", di Hayward in collaborazione con Visconti, che sara un buon successo in patria.
[modifica] Sur la mer (1988)
Il successo viene confermato anche dal successivo disco, dal titolo Sur la mer del 1988 (UK #21, USA #38), che viene concepito sulla falsariga del precedente. Thomas e Edge finiscono sempre più ai margini del progetto, Visconti figura accreditato come membro del gruppo alla produzione e alla programmazione del computer, cosa che creò non pochi problemi a Moraz, determinando un certo distacco del tastierista svizzero dal resto della band, che si concretizzò 2 anni più tardi con la sua fuoriuscita. Il singolo estratto I Know You're Out There Somewhere di Hayward (UK #52, USA #30), seguito ideale di Your Wildest Dreams, ottenne un buon successo di classifica, e fu definita la migliore canzone scritta dai Moodies, dallo stesso Hayward. Col suo andamento easy listening, e una melodia molto evocativa, divenne da quel momento cavallo di battaglia durante i concerti dal vivo, e fu insieme a " Night in White Satin " l'unico brano ad essere inciso in lingua spagnola. Sullo stesso genere, viene pubblicato anche il successivo singolo " No More Lies " di Hayward, che però non entra in classifica. Il resto dell'album viaggia su un binario commerciale - elettronico, anche se questo filone sembra ormai giunto al capolinea. Meritano un discorso a parte la pinkfloydiana " Braking Point " di Lodge e Hayward e il brano di chiusura " Deep " dello stesso Hayward, dai toni epici, che anche grazie al lungo assolo di chitarra (che richiama " Blue Guitar "), ritorna alle atmosfere progressive degli anni '70. Entrambi i brani, con arrangiamenti meno elettronici, forse avrebbero ottenuto migliore fortuna. I Moody Blues fine anni '80 di fatto sono ridotti al duo Hayward e Lodge. Ovvero, ai Blue Jays...
[modifica] Verso il Nuovo Millennio (1991-1999)
[modifica] Keys of the Kingdom (1991)
Gli anni Novanta sono segnati dalla partenza di Patrick Moraz e dall'uscita dell'album Keys of the Kingdom (1991), album non di forte successo. Il fallimento di questo album nel non produrre alcun singolo di successo, marca l'inizio del declino della popolarità dei Moodies, dopo il successo ottenuto negli anni Ottanta con la generazione di MTV.
[modifica] A Night at Red Rocks with the Colorado Symphony Orchestra (1993)
Nonostante lo scarso successo commerciale di Keys of the Kingdom', viene organizzato un grande tour, di cui resta celebre il concerto tenuto alle Red Rocks in Colorado, accompagnati della Colorado Symphony Orchestra. Questo show, tenutosi il 9 settembre 1992, è stato immortalato in uno stupendo album/video dal titolo A Night at Red Rocks with the Colorado Symphony Orchestra (1993).
[modifica] Strange Times (1999)
Nel 1999, dopo ben otto anni dal lavoro precedente, viene pubblicato Strange Times. Questo disco, che presenta l'italiano Danilo Madonia alle tastiere, non genera molto interesse, se non nei fan più estremi. È l'ultimo album in studio che vede la partecipazione del membro fondatore Ray Thomas.
[modifica] Gli Anni Duemila (2000-2008)
[modifica] Hall of Fame (2000)
Tratto dal tour di Strange Times, nel 2000 viene pubblicato il CD/DVD Hall of Fame, concerto tenuto alla Royal Albert Hall di Londra, il 1º maggio del 2000, accompagnati dalla World Festival Orchestra, condotta da Larry Baird.
[modifica] Journey into Amazing Caves (2001)
Nel 2001 esce Journey into Amazing Caves, Orgininal Sound Track del film documentario omonimo Journey into Amazing Caves, diretto da Stephen Judson. La colonna sonora del film è composta da canzoni basate sulle musiche dei Moody Blues. Justin Hayward e Danilo Madonia sono tra i vari musicisti presenti nel disco.
[modifica] December (2003)
Gli anni duemila vedono i Moody Blues ridurre di molto i loro tour. Nel 2002, il membro fondatore Ray Thomas esce dal gruppo, lasciando come nucleo base della band i tre storici componenti Justin Hayward, John Lodge e Graeme Edge. I tre con Madonia alle tastiere e Norda Mullen al flauto pubblicano, nel 2003, un album dal tema natalizio dal titolo December. Le canzoni includono brani nuovi e cover, come Happy Xmas (War Is Over) di John Lennon.
[modifica] Lovely to See You: Live (2005)
L'11 giugno del 2005 Justin Hayward, John Lodge e Graeme Edge, accompagnati da Norda Mullen al flauto e chitarra, Paul Bliss e Bernie Barlow alle tastiere e Gordon Marshall alla batteria, si esibiscono dal vivo al Greek Theatre di Los Angeles. Dalla registrazione di questo concerto viene pubblicato il CD/DVD Lovely to See You: Live (2005).
[modifica] Live at the Isle of Wight Festival 1970 (2008)
Nel 2008 esce il disco Live at the Isle of Wight Festival 1970. L'album presenta l'esibizione che i Moody Blues, con la classica line-up, composta da Hayward, Lodge, Pinder, Thomas ed Edge, tennero nel 1970, accanto a molti altri gruppi rock, tra cui i Jethro Tull al Festival sull'isola di Wight. I brani fanno parte del tour dell'album A Question of Balance.
[modifica] Formazioni
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[modifica] Discografia
| Per approfondire, vedi la voce Discografia dei The Moody Blues. |
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Note
- ^ Il posto di Clint Warwick venne preso brevemente da Rod Clark, il quale può essere notato nel video di Bye Bye Bird e I Really Haven't Got the Time. R.C. giunse nel giugno del 1966, when Clint lasciò la band.
- ^ Barlow si è riunito al gruppo nel giugno 2009 sostituendo Ragins
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale dei Moody Blues
- Moody Blues Fan Website
- The Official Moody Blues Fan Community
- Sito ufficiale di Justin Hayward
- Sito ufficiale di John Lodge
- Sito ufficiale di Michael Pinder
- Sito ufficiale di Patrick Moraz
- Sito ufficiale di Danilo Madonia
- Tony Brown's Moody Blues Gallery
- Testi delle canzoni dei Moody Blues
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