Camaleonti

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I Camaleonti
I Camaleonti nel 1968; da sinistra a destra Paolo de Ceglie, Gerry Manzoli, Tonino Cripezzi e Livio Macchia
I Camaleonti nel 1968; da sinistra a destra Paolo de Ceglie, Gerry Manzoli, Tonino Cripezzi e Livio Macchia
Paese d'origine Italia Italia
Genere Beat
Pop
Pop rock
Periodo di attività 1963 – in attività
Etichetta Kansas; CGD; CBS; Camaleo; Durium
Album pubblicati 12
Studio 10
Live 1
Raccolte 1
Sito web

I Camaleonti sono un gruppo musicale italiano nato negli anni sessanta.

I componenti[modifica | modifica sorgente]

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

Fondati nel 1963 a Milano, nel 1965 vengono notati da Miki Del Prete, collaboratore e paroliere di Adriano Celentano, che propone loro un contratto con la casa discografica Kansas, che gravita intorno al Clan Celentano e che è stata fondata dallo stesso Del Prete e da Domenico Serengay. Il successo arriva quasi subito, cavalcando il fenomeno beat con Chiedi Chiedi e Sha la la la la che nel 1966 vende 40.000 copie, presto bissato dal successo di Portami tante rose, rifacimento della celebre canzone di epoca fascista, che arriva all'11º posto in hit parade.

Dopo la defezione di Riki Maiocchi, che si dedica alla carriera solista, l'anno d'oro è il 1968, in cui raggiungono la vetta delle classifiche di vendita con L'ora dell'amore (versione italiana di Homburg dei Procol Harum), uscito alla fine del 1967 e che raggiunge la prima posizione il 16 dicembre. Questo brano diventa un inno dei giovani di allora e rimane al 1º posto delle hit parade per 10 settimane vendendo 1.600.000 copie, successo bissato da Io per lei che arriva al 9º posto in hit parade e di Applausi, nuovo primo posto con 900.000 copie vendute, che rimane in classifica per dodici settimane, restando al primo posto per le tre settimane dal 29 novembre al 13 dicembre e ritornandoci per altre due dal 3 al 10 gennaio[1].

Con Mamma mia (scritta da Mogol e Lucio Battisti), con Viso d'angelo (scritta da Pace e Panzeri) e poi con Eternità, presentata al Festival di Sanremo (presentata in coppia con Ornella Vanoni, che nella versione del gruppo milanese arriva fino al secondo posto in hit parade e resta in classifica per tredici settimane[2]), si affacciano agli anni settanta al massimo della loro popolarità e sono anche gli anni dei dischi d'oro, delle Maschere d'Argento e attestazioni varie.

Ritornano ufficialmente un quintetto con l'ingresso di Dave Sumner, già facente parte dei Primitives di Mal e dei Cyan Three di Patty Pravo, anche perché in via ufficiosa aveva partecipato ad alcune incisioni degli anni precedenti, portando una ventata di "internazionalità" alla band.

Nel 1972 partecipano a Un disco per l'estate, ma vengono esclusi dalle finali forse per un titolo fuori stagione (il loro pezzo si chiama infatti Tempo d'inverno). Partecipano al Festival di Sanremo con Come sei bella nel 1973 e nell'estate dello stesso anno vincono "Un disco per l'estate" con la canzone Perché ti amo, altro primo posto in classifica per settimane. Seguono nuovi successi a Canzonissima con Amicizia e amore, a Un disco per l'estate 1975 con Piccola Venere e due partecipazioni al Festival di Sanremo, con Cuore di vetro (1976) e Quell'attimo in più (1979) con la quale arrivano terzi.

Dave Sumner decide di lasciare il gruppo nel 1981, sostituito da Vincenzo Mancuso, presto anche Jerry decide di abbandonare i vecchi compagni ed i Camaleonti continuano la loro strada in quattro; realizzano Cuore neroazzurro (1984) che diventa l'inno ufficiale dell'Inter. Nel 1985, Vincenzo Mancuso si separa dal gruppo, avendo intrapreso un'impegnativa collaborazione (come musicista e poi anche come produttore) con Francesco De Gregori, e permette l'ingresso al giovane (all'epoca ventisettenne) Valerio Veronese, valente e preparatissimo chitarrista, tutt'oggi in formazione. Nel 1990, i Camaleonti ritornano a essere in 5 con l'ingresso del tastierista Massimo Brunetti. Nel 1993 tornano al Festival di Sanremo cantando (insieme ai Dik Dik e Maurizio Vandelli) la canzone nostalgica Come passa il tempo che, anche se viene eliminata, riscuote un discreto successo.

Nel 2004 incidono 40 anni di musica e applausi e in concomitanza con questo disco viene a mancare lo storico batterista del gruppo Paolo de Ceglie. A seguito della scomparsa dello storico batterista, nel 2006 pubblicano la raccolta "Storia", una rivisitazione dei loro più grandi successi, acquistabile solo online o ai concerti del gruppo.

Nel 2009 i Camaleonti partecipano alla trasmissione di Raiuno "I Migliori Anni" condotta da Carlo Conti e intraprendono un tour invernale in Canada, riscuotendo un grandissimo successo. Nel 2010 il gruppo ritorna ad esibirsi all'estero in occasione del world tour che li vede protagonisti negli USA, e sempre nello stesso anno partecipano alla trasmissione di Raiuno "Ciak si canta". Nonostante il passare del tempo il gruppo continua a fare musica, riproponendo i loro più grandi successi e nuovi brani.

Nel 2010 è prevista l'uscita di un CD che racchiude gran parte delle esecuzioni dal vivo del 2009, ed il tour estivo già tutto esaurito.

Il 25 settembre 2013 partecipano al concerto per festeggiare i cinquant'anni di carriera di Gian Pieretti, che si tiene all'Auditorium di Mortara (dove il cantautore risiede) un concerto a cui partecipano molti musicisti tra cui Viola Valentino, Ivan Cattaneo, Marco Bonino, Mario Tessuto, Paky Canzi, Donatello, Ricky Gianco ed Elisabetta Viviani, oltre allo stesso Pieretti[3].

Il 16 maggio 2014 ritirano a Genova presso il FIM, la Fiera Internazionale della Musica, il FIM Award Premio Italia alla Carriera assegnato da CAPAM, Commissione Artistica per la Promozione dell'Arte e della Musica. Per l'occasione il gruppo si esibisce di fronte ad un folto pubblico che li acclama. Il premio viene consegnato a loro da Verdiano Vera, patron della manifestazione.[4]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

Antologie[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

Compilation con altri artisti[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

Discografia estera[modifica | modifica sorgente]

CD

33 giri[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

Premi[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Fece parte della prima formazione dei Camaleonti (senza mai arrivare al grande pubblico, ma esibendosi come voce solista del complesso durante le prime uscite poco più che amatoriali) un giovanissimo Teo Teocoli.
  • "Applausi", uno dei grandi successi della band italiana, ha una somiglianza evidente con "Epitaph" dei King Crimson; Il brano del gruppo inglese però fu pubblicato l'anno dopo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I dati sulle posizioni in classifica sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, alla voce "Camaleonti", pag. 97, alla voce "Numero uno settimana per settimana" degli anni 1968, pag. 27, e 1969, pag. 28; integrato dalle classifiche settimanali di Sorrisi e canzoni e Giovani e da quelle mensili di Musica e dischi
  2. ^ I dati sulle posizioni in classifica sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, alla voce "Camaleonti", pag. 97, integrato dalle classifiche settimanali di Sorrisi e canzoni e Giovani e da quelle mensili di Musica e dischi
  3. ^ Gian Pieretti: «Io, quel ribelle che tirava pietre a Sanremo» - Cronaca - La Provincia Pavese
  4. ^ FIM Award 2014.

3^ La storia del gruppo dei Camaleonti a partire dagli anni 2000 a cura di Iacomino Igor

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Camaleonti di Andrea Terrinoni, pagg. 253-254
  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce Camaleonti
  • Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce Camaleonti
  • Tiziano Tarli, Beat italiano. Dai capelloni a Bandiera gialla, edizioni Castelvecchi, Roma 2005; alla voce Camaleonti
  • Autori vari (a cura di Cesare Rizzi, Giordano Casiraghi e Federico Guglielmi), Enciclopedia del rock italiano, Arcana Editore, Milano, 1993; alla voce Camaleonti
  • Marino Alessio - "BEATi VOI! - Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60", edizione: I libri della BEAT BOUTIQUE 67 - vol.1, 2007, pag. 160
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