Rock progressivo

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Rock progressivo
Origini stilistiche Rock psichedelico
Hard rock
Jazz
Blues
Musica classica[1]
Origini culturali fine anni sessanta nel Regno Unito
Strumenti tipici Voce
Chitarra
Basso
Batteria
Sintetizzatore
Organo Hammond
Mellotron
Violino
Flauto traverso
Popolarità Nato in Inghilterra alla fine degli anni sessanta e sviluppatosi principalmente nella prima metà degli anni settanta.
Sottogeneri
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Generi derivati
Neoprogressive, Progressive metal, Progressive folk
Generi correlati
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Scene regionali
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Categorie correlate

Gruppi musicali rock progressivo · Album rock progressivo · EP rock progressivo · Singoli rock progressivo · Video e DVD rock progressivo

Il rock progressivo (progressive rock, talvolta abbreviato semplicemente in prog) è un genere e una corrente della musica rock, nato in Inghilterra alla fine degli anni sessanta e sviluppatosi principalmente nella prima metà degli anni settanta[2][3][4].

Il nome, considerato da alcuni inadeguato[1], descrive il fatto che questo genere rappresenta la progressione del rock dalle sue radici blues, di matrice americana, ad un livello maggiore di complessità e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica[5], anche mediante l'utilizzo di elementi provenienti da altre tradizioni musicali.

Il progressive ha come obiettivo dare alla musica una finalità estetica, renderla un'opera d'arte. È per questo che si tratta di un genere colto, che richiama continuamente la musica classica, pur essendo suonato con gli strumenti tipici del rock. Con il termine art rock si definisce la tendenza, sviluppata dal prog e da altre correnti, a trasformare il rock da musica di divertimento e svago in musica da ascoltare, conferendone un valore artistico[6].

Nel corso del tempo, da questo genere sono stati talvolta ripresi lo stile o l'approccio, consentendo alle sue diramazioni, il neo-prog, il progressive metal ed il progressive folk, di arrivare fino ai giorni nostri.

Indice

[modifica] Definizione ed elementi caratteristici

La corrente progressive è una tendenza geograficamente e temporalmente limitata, che ha riguardato principalmente l'Europa e in particolare paesi come Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda negli anni 1967-1975[2]. Essa è stata l'iniziale e, sostanzialmente, unico punto di reale convergenza tra gli aspetti stilistici e di approccio del genere[5]. Il termine "rock progressivo" si identifica con essa: tutto il "progressive" che è stato prodotto dopo il 1977 non riguarda questa corrente, anche se ne verranno richiamati gli aspetti caratteristici.

Nonostante la precisa collocazione temporale e geografica, è difficile definire esattamente i confini del genere, e la stessa accezione del termine ha subito dei mutamenti nel tempo: ad esempio, negli anni Settanta la critica musicale etichettava con questo nome anche alcuni gruppi e solisti, come i Led Zeppelin, che attualmente non vengono considerati parte del genere, ma al più influenzati dallo spirito generale di sperimentazione del rock progressivo. Tuttavia vi sono alcuni elementi caratteristici che permettono di delineare uno stile progressive: esso presenta infatti numerosi aspetti peculiari che ne rendono possibile l'identificazione. Tale stile è nato grazie all'attitudine progressive di molti gruppi post-psichedelici, che si basa sull'innovazione e sulla sperimentazione di nuove frontiere. Essa discende direttamente dal rock psichedelico, al quale si fa risalire l'origine del progressive.

[modifica] Lo stile progressive

Di seguito si riportano i connotati principali del genere, correlati da titoli di brani e album esemplificativi. Si è appositamente voluto ricorrere a formazioni inequivocabilmente progressive, evitando di includere artisti solo marginalmente legati al genere o cronologicamente successivi al periodo indicato.

[modifica] Elementi provenienti da altre tradizioni musicali

I Genesis in un'esibizione del 1982
Gli Yes dal vivo
Robert Fripp, fondatore e chitarrista dei King Crimson

L'influenza di altri generi musicali riguarda specialmente la musica classica[3], il jazz ed il folk; ma anche la musica sperimentale, la musica indiana e la musica elettronica. Tra i primi artisti a sperimentare nuovi influssi musicali i più significativi sono i Beatles, che creano uno stile unico, caratterizzato dalle geniali melodie e dai complessi arrangiamenti del periodo Sgt. Pepper[2][3]. I gruppi progressive hanno continuato la strada iniziata dai fab four: la contaminazione classica si evince infatti in opere come A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum[7], ispirata alla celebre Aria sulla quarta corda dalla Suite n° 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach; la Toccata per pianoforte di Alberto Ginastera eseguita degli Emerson, Lake & Palmer[8], che peraltro nel 1971 registreranno l'album Pictures at an Exhibition, lavoro quasi totalmente ispirato all'opera omonima di Musorgskij; o The Thoughts of Emerlist Davjack, eseguita nel 1967 dai The Nice[9] di Keith Emerson. Seguono nel 1968 l'omonimo disco degli Arzachel[10] e The Aerosol Grey Machine dei Van der Graaf Generator[11], Horizons dei Genesis[12], ispirata chiaramente dalla Suite per violoncello BWV 1007 di J.S. Bach, o ancora una Bourrée di J.S. Bach riproposta dai Jethro Tull[13] nell'album Stand Up. Anche i Renaissance rappresentano l'esempio emblematico di un tentativo di manipolazione di materiale preso dalla tradizione della musica classica occidentale[14]. Per quanto riguarda la commistione col jazz, è emblematico il jazz-rock dei Soft Machine[15], Hatfield and the North[16] e Nucleus[17]; ma anche in questo caso andrebbero segnalate molte altre formazioni, tra cui i King Crimson[18] (21st Century Schizoid Man) e i Caravan (Nine Feet Underground)[19]. Per quanto riguarda il folk, infine, basta ricordare i Jethro Tull[20], che con album quali Aqualung e Thick as a Brick rappresentano uno dei più importanti esempi di fusione tra la musica popolare e il progressive.

Queste influenze si manifestano nelle seguenti caratteristiche:

[modifica] Tempi inconsueti

La maggior parte dei brani prog[2] è caratterizzata dall'utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo, e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. Ad esempio, Tarkus degli Emerson, Lake & Palmer esordisce in 5/4, Supper's Ready dei Genesis contiene una parte chiamata Apocalypse in 9/8 (dove il 9/8 è un tempo misto suddiviso in modo inconsueto), mentre Riding the Scree in The Lamb Lies Down on Broadway raggiunge il massimo della complessità dinamica, in Firth of Fifth troviamo un'alternanza di 13/16 e 15/16 e altri tempi ancora, The Sleepwalkers dei Van der Graaf Generator è in 17/8, Starless dei King Crimson ha un lungo bridge strumentale in 13/8. Money dei Pink Floyd è caratterizzata da un riff di basso in 7/8. Curiosa è anche la gestione degli accenti ritmici in Drip drip dei Comus. Tra i gruppi più notevoli nel gestire i cambi vanno segnalati gli Yes, i Caravan (Can't Be Long Now...), i Camel (Lady Fantasy), i Rush (La Villa Strangiato) e gli Hatfield and the North (The Yes No Interlude).

Keith Emerson, uno dei più importanti tastieristi progressive e leader degli Emerson, Lake & Palmer.

[modifica] Tastiere e sintetizzatori

È dovuto al progressive l'allargamento delle formazioni, che vanno oltre la triangolazione chitarra-basso-batteria. In particolare l'utilizzo massiccio di tastiere (in particolare l'organo Hammond), diventa il tratto distintivo di moltissimi gruppi[2][4]. Anche la diffusione di strumenti elettronici innovativi, sconosciuti alla maggior parte dei gruppi degli anni '60, come il sintetizzatore, il moog[4] ed il mellotron[24], è una peculiarità del genere. Si veda, per esempio, la mole di tastiere e sintetizzatori di vario genere di cui si circondano nei loro concerti Keith Emerson o Rick Wakeman (due tra i maggiori virtuosi e improvvisatori dell'intero panorama rock), per comprendere che la continua ricerca sonora di questi artisti si sviluppa anche verso le nuove frontiere dell'elettronica. Sono celebri i tappeti di organo e tastiere di Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd, su cui si sviluppavano gli assoli di chitarra di David Gilmour.

[modifica] Testi complessi

Un'altra innovazione del genere[2][4] è la presenza di testi di un certo spessore culturale, con riferimenti a figure o opere letterarie o teatrali, o allusioni a fatti storici, o con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili. La prosa è molto curata, ricca di figure retoriche e riferimenti alla fantascienza (Watcher of the Skies dei Genesis, A Plague of Lighthouse Keepers dei Van der Graaf Generator), al fantasy (Winter Wine dei Caravan), alla mitologia e alla religione (The Fountain of Salmacis dei Genesis, My God e Hymn 43 dei Jethro Tull, Close to the Edge degli Yes, le fiabe di Peter Sinfield, il poeta dei King Crimson) ed i testi filosofici e psicologici di Roger Waters.

[modifica] Assenza della politica

I musicisti prog, in generale, non parlano del contesto sociale e politico in cui vivono: essi hanno come obiettivo la ricerca della bellezza, e pertanto escludono dalla loro musica qualsiasi legame con la quotidianità, esplorando perlopiù mondi fantastici[2]. Il progressive non nasce, a differenza del blues o del punk, da un disagio sociale; ma si sviluppa nella borghesia, tra gente benestante che ha avuto la possibilità di studiare musica[1]. Non mancano tuttavia le eccezioni: una su tutte Animals dei Pink Floyd, partorito quasi eslusivamente dalla mente di Roger Waters, che in questo lavoro esplicita critiche alla società che verranno ribadite anche nei sucessivi The Wall e The Final Cut.

[modifica] Concept album

Per approfondire, vedi la voce Concept album.

Nel progressive, l'album è un'unità tematica e stilistica fondamentale[2]. Questo spiega la diffusione del concept album, nel quale vi è un'idea di fondo che viene esplorata durante tutto il disco. I contenuti sono, spesso, in stretta connessione con l'aspetto grafico[29][30], componente fondamentale del prodotto. Tra i più celebri, The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis, Tales from Topographic Oceans degli Yes, Darwin! del Banco del Mutuo Soccorso, Music Inspired by The Snow Goose dei Camel, The Six Wives of Henry VIII, Journey to the Centre of the Earth e The Myths and Legends of King Arthur and the Knights of the Round Table di Rick Wakeman, Three Friends dei Gentle Giant, The Dark Side of the Moon e The Wall dei Pink Floyd.

I Pink Floyd dal vivo

[modifica] Grafica

La ricerca estetica propria del progressive che riguarda l'aspetto musicale si riflette sulla confezione del prodotto musicale, all'epoca esclusivamente LP in vinile. In molti casi, l'aspetto grafico assume una rilevanza particolare[2][31]: sia per le illustrazioni (famose quelle di H.R. Giger per Emerson, Lake & Palmer e di Roger Dean per gli Yes), sia per particolari packaging del disco in vinile di prima edizione (si veda il primo disco del Banco del Mutuo Soccorso a forma di salvadanaio o L'isola di niente della Premiata Forneria Marconi con la copertina di cartone traforata). Celebri sono anche le copertine floydiane di Atom Heart Mother, rappresentante una mucca che pascola (ed all'interno del vinile una "ricetta psichedelica", rimando all'ultimo brano del disco) e di The Dark Side Of The Moon, figurante un raggio di luce rifratto in un prisma.

[modifica] L'attitudine progressive

L'attitudine progressive costituisce un aspetto fondamentale per inquadrare il progressive. Il movimento, infatti, propone una musica profondamente innovativa e inaudita, cercando di sondare e superare i limiti di quello che al tempo era il rock[32][4]. È dunque evidente che qualunque cosa si voglia definire a pieno titolo "progressive" dovrebbe condividere questo spirito di ricerca[5], che tuttavia non può più manifestarsi tramite le stesse scelte stilistiche di un tempo, per il fatto che quel che era nuovo allora, oggi non lo è più. Ecco dunque che molti altri artisti, che solitamente non vengono considerati progressive, sono accomunati al movimento proprio da questo atteggiamento.

Una nota a parte merita il filone più intellettuale e rivoluzionario del progressive, quello avant-prog, sviluppatosi a partire dal movimento Rock In Opposition. Proseguendo lungo il solco dell'innovazione, esso ha prodotto lavori di attitudine indubbiamente progressive, incorporando tuttavia elementi anche estremamente lontani da quelli caratteristici del movimento iniziale[33].

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Cronologia del progressive rock.

[modifica] Anni '60

Fino agli inizi degli anni anni '60, il cuore della musica rock sono gli Stati Uniti, dove le classifiche sono dominate da personaggi come Frank Sinatra ed Elvis Presley, ed il rock ha a che fare con il disimpegno, con il divertimento e con lo svago[4][34]. Dopo il periodo del beat e con l'avvento della musica psichedelica, a partire dal 1965, il genere rock comincia ad esplorare nuovi orizzonti. In America emergono gruppi come Jefferson Airplane, Grateful Dead, The Doors e Velvet Underground, che, anche grazie all'uso di sostanze allucinogene, sperimentano nuove sonorità, nuovi colori prima di allora inesplorati. Furono questi artisti ad ispirare i Beatles[3]: questi ultimi avevano infatti già tracciato colori e suoni psichedelici nel 1966 con Revolver, ma è nel giugno del 1967 che esce il secondo concept album (il primo fu Freak Out! di Frank Zappa) della storia della musica rock: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Il disco è la risposta britannica a Pet Sounds dei Beach Boys e sviluppa intuizioni già avute da Donovan, The Yardbirds, Animals, The Who, portando il clamore mediatico che fino ad allora aveva circondato l'acid rock made in USA sull'altra sponda dell'Atlantico, e alimentando il potenziale commerciale di quel movimento sperimentale europeo in musica "leggera" che diventerà il progressive[1]. Non è infatti un caso che numerosi nomi del progressive abbiano esordito proprio nell'ambito della psichedelia, a cominciare dai Pink Floyd, con The Piper At The Gates Of Dawn, uscito lo stesso anno.

I Jethro Tull, formatisi nel 1967

Tra il 1967 e il 1969, non solo i Pink Floyd, ma anche gruppi come The Nice, Procol Harum, Aphrodite's Child e Moody Blues[35] mischiarono al rock tradizionale elementi tipici della musica classica con, in alcuni casi, l'incorporazione dell'organico di intere orchestre. È in questo momento che si rintracciano i primi album propriamente prog: molti fanno infatti risalire la vera data di nascita del genere all'uscita del disco Days of Future Passed (1967) dei Moody Blues[36], per l'esteso utilizzo dell'orchestra. Altri citano invece l'uscita di In the Court of the Crimson King dei King Crimson nel gennaio del 1969, e in particolare la traccia d'apertura 21st Century Schizoid Man, brano divenuto vero simbolo del progressive. In entrambi i casi si tratta di gruppi inglesi: è infatti in Europa, e in particolare in Inghilterra, che si diffonde il nuovo genere, mentre oltreoceano il rock rimane più legato alle radici blues.

[modifica] Dal '70 al '77

Nella prima metà degli anni '70 si ha il periodo di massimo splendore del rock progressivo[2]. Band come Genesis, Yes, King Crimson, Emerson, Lake & Palmer, Gentle Giant, Van der Graaf Generator, Jethro Tull, Camel, Renaissance consegnano il movimento alla storia della musica[3]. In questi anni è notevole la popolarità del rock progressivo, che vede molti artisti raccogliere la maggior parte dei consensi tra i lettori delle riviste musicali e riempire le arene, a dispetto della complessità della loro musica e degli standard commerciali.

La musica che li rende protagonisti fu definita allora come "rock sinfonico"[4] o "rock romantico" a causa della contaminazione classica, che all'epoca era un'innovazione. Inoltre, a fianco del prog si sviluppa anche un nuovo genere, il progressive folk, che prenderà spunto dai gruppi sopra citati per unire alla loro musica gli elementi tipici della musica popolare.

La critica riconosce diverse diramazioni nel genere, che appare ben lontano dall'essere un movimento unitario e omogeneo, essendo caratterizzato da un complesso intreccio di scene locali e correnti interne, scambi di elementi fra gruppi, collaborazioni. La diversità tra queste formazioni ne permette una categorizzazione, che identifica vari sottogeneri del prog e permette una più semplice analisi del proliferare dei gruppi che caratterizzarono il decennio. Di seguito si descrive dunque tale divisione.

[modifica] Progressive sinfonico e romantico

Per approfondire, vedi le voci Symphonic progressive rock e Progressive romantico.

Entrambi sviluppatisi nella prima metà degli anni '70, "progressive sinfonico" e "progressive romantico" non sono sinonimi, ma sono strettamente legati. Il primo è caratterizzato dall'essere la corrente prog che più fa affidamento alla musica classica, il secondo dall'avere delle sonorità particolarmente dolci, che non necessariamente sono raggiunte tramite un approccio classico. Basti confrontare Tubular Bells di Mike Oldfield e Rain Dances dei Camel[27] per rendersi conto dell'enorme differenza.

I Genesis in concerto alla Mellon Arena di Pittsburgh

Il motivo per cui queste correnti sono trattate insieme è il fatto che sono state sviluppate principalmente dai medesimi gruppi, che in maniera differente hanno attinto dalla tradizione classica, riprendendone intere opere o le strutture compositive. Queste formazioni sono inoltre tra le più importanti nel panorama progressive, e le uniche ad aver riscosso un notevole successo commerciale[37].

In questo contesto, la tastiera è l'elemento fondamentale: virtuosi come Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks, Rick Van Der Linden, Kerry Minnear o Vittorio Nocenzi diventano figure fondamentali nelle rispettive band. Essi, come già detto, fanno largo uso di moog, minimoog, sintetizzatori, piani elettrici e soprattutto del Mellotron, strumento capace di ricreare sonorità preregistrate di archi, fiati e cori. In realtà molte formazioni non si fanno mancare strumenti classici veri e propri, se non addirittura intere orchestre. Suite come Supper's Ready dei Genesis, Tarkus e Karn Evil 9 di ELP, Journey to the Centre of the Earth e The Myths and Legends of King Arthur di Rick Wakeman, Lizard dei King Crimson, A plague of Lighthouse Keepers dei Van der Graaf Generator, The Snow Goose dei Camel, Close to the Edge e Awaken degli Yes, o Il Giardino del Mago del Banco del Mutuo Soccorso sono capolavori esemplificativi di quanto detto[5].

Tra i principali artefici di questa corrente vi sono i Genesis[12], che realizzano un rock suonato secondo partitura, battuta per battuta, allo stesso modo della musica classica. I testi sono fantastici e surreali, e le loro esibizioni sono degli autentici spettacoli teatrali, con Peter Gabriel che tramite maschere e travestimenti recita album come Nursery Cryme, Foxtrot, Selling England by the Pound.

I Camel in concerto

Anche gli Emerson, Lake & Palmer[8] sono tra i principali esponenti del progressive sinfonico: Keith Emerson, con il suo bagaglio di studi classici, ripropone in chiave rock opere come Pictures at an Exhibition, rivisitazione dei celebri Quadri da un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij, alternate alle romantiche ballate di Greg Lake; il tutto sostenuto dall'eccezionale batteria di Carl Palmer.

Altra pietra miliare sono gli Yes[22]: essi propongono un mix di tecnica, creatività compositiva e citazioni classiche che sintetizzano la maggior parte degli elementi caratteristici del prog, portato a livelli di eccellenza. La formazione classica a cinque, che comprende la particolarissima voce di Jon Anderson, la chitarra di Steve Howe, le tastiere di Rick Wakeman, l'innovativo basso di Chris Squire e la batteria di Bill Bruford o Alan White, produce capolavori come Close to the Edge, Fragile, Going for the One, Relayer o The Yes Album[37] (questi ultimi due, rispettivamente, con i tastieristi Patrick Moraz e Tony Kaye).

Anche i King Crimson[18] rappresentano un punto di riferimento in questo ambito: grazie soprattutto al chitarrista Robert Fripp, la band realizza In the Court of the Crimson King, uno degli album più rappresentativi dell'intero panorama progressive[3].

Vi sono inoltre i Gentle Giant[21] ed i Van der Graaf Generator[11]: essi propongono molti passaggi in stile barocco e fanno uso di un'ampia gamma di strumenti. In particolare i secondi si distinguono per le ardite e drammatiche esecuzioni all'organo e al sax. Ma è il cantante Peter Hammill la figura più importante dei VdGG, che con una voce straordinaria e testi ricercati si dimostra una delle figure più importanti del genere. Tra le grandi voci del prog vi è anche Annie Haslam dei Renaissance[14], gruppo che similmente agli ELP rispolvera in chiave moderna brani classici.

A seguire i Camel, che propongono un progressive romantico di altissimo livello, grazie anche alla chitarra di Andrew Latimer.

Gilli Smyth e Daevid Allen in concerto all'Hyde Park il 29 giugno del 1974

Si rimanda alla sezione dedicata al progressive italiano per approfondire la corrente sinfonica della penisola.

È da ricordare la suite Atom Heart Mother (1970), dei Pink Floyd, scritta in collaborazione con il compositore sperimentale Ron Geesin, dove il gruppo è affiancato da cori, archi e soprattutto da un'imponente orchestra di fiati, che esegue il tema principale del brano (lungo quasi 24 minuti) all'inizio e alla fine.

Per concludere è da citare Elton John. Nonostante all'apice della sua carriera abbia maturato un'attitudine più pop, grazie ai suoi primi lavori, influenzati dell'educazione classica ricevuta alla Royal Academy of Music di Londra[38], rappresenta un significativo esempio di symphonic progressive: in essi l'orchestra ha un ruolo centrale e la presenza del grande arrangiatore Paul Buckmaster (oltre che di altri validi session men quali il già citato Rick Wakeman e Mick Ronson) si rivela fondamentale. Album come Elton John e Madman Across the Water, portano a livelli elevati il barocco folk-rock sinfonico, con pezzi come I Need You to Turn To, Take Me To The Pilot, First Episode At Hienton, Sixty Years On, The Greatest Discovery, The King Must Die, Levon, Madman Across the Water e Indian Sunset. Funeral for a Friend/Love Lies Bleeding rappresenta infine un notevole esempio di suite progressive recante tracce wagneriane; e la sua importanza è stata riconosciuta da autorevoli riviste[39].

[modifica] La scena di Canterbury

Per approfondire, vedi la voce Scena di Canterbury.

Uno dei filoni più prolifici del progressive inglese, collegato ai gruppi fioriti attorno alla cittadina di Canterbury, si sviluppa nella contea del Kent. Caratterizzata dalla contaminazione col jazz e da atmosfere più lisergiche e sobrie, la scena si sviluppa a partire dalla formazione embrionale dei Wilde Flowers, da cui provengono quasi tutti i suoi principali esponenti[3]. In essa figurano infatti Pye Hastings, Richard e Dave Sinclair, che formeranno i Caravan[19]; vi sono poi Kevin Ayers e Robert Wyatt, fondatori dei Soft Machine[15], nei quali figura anche Daevid Allen, chitarrista che sarà poi leader dei Gong[40][41].

I primi di questi ad avvicinarsi al progressive, nel 1968, sono i Soft Machine, con The Soft Machine; album contaminato ancora da beat e psichedelia, ma comunque significativo. Il sound canterburyano si comincia a palesare con Volume Two, del 1969, anche se le porte del progressive saranno varcate l'anno sucessivo con Third, il capolavoro del gruppo. Il disco contiene lunghe esecuzioni, perlopiù strumentali, caratterizzate da un sofisticato jazz-rock ad elevato contenuto tecnico, che spiana la strada ai sucessivi Fourth (1971), Fifth (1972), Six (1973) e Seven, dello stesso anno[37]. Il gruppo continuerà con altri lavori nello stesso stile, anche dopo l'abbandono di Robert Wyatt, il quale fonderà i Matching Mole. Questi ultimi producono Matching Mole e Little Red Record, emtrambi del '72. Dopo un incidente, che gli causerà la perdita dell'uso delle gambe, Wyatt realizzerà Rock Bottom, prodotto da Nick Mason, considerato il suo capolavoro.

Per quanto riguarda i Caravan, essi realizzano un prog più romantico e dolce rispetto ai Soft: se nel primo album il prog è quasi assente, con If i could do it all over again I'd do it all over you esso si delinea perfettamente. Ma è con In the Land of Grey & Pink (1971) che il gruppo entra nella storia[37]: questo lavoro raggiunge il culmine con Nine Feet Underground, una suite di oltre 22 minuti dai toni fantastici. L'album è seguito dall'ottimo Waterloo Lily ed un tour mondiale.

Oltre a queste formazioni, vi sono anche gli Hatfield and the North[16], che pubblicheranno due lavori di notevole interesse come l'omonimo album e The Rotters' Club. Nonostrante l'altissima qualità il loro successo comemrciale è scarso, ed il gruppo si scioglie nel 1977. La continuazione del gruppo da parte di alcuni suoi componenti prende il nome di National Health, formazione che produrrà ottimi album esclusivamente strumentali.

Per quanto riguarda i già citati Gong, sotto la guida di Allen e Gilli Smyth producono un'eccellente space rock, che si discosterà però dal progressive dopo i primi lavori.

Di Canterbury vi sono inoltre gli Henry Cow[28], ai quali si deve la nascita del movimento R.I.O. (Rock in Opposition). Essi non abbracciano il sound canterburiano, ma costruiranno le fondamenta dell'avant-prog.

Altri gruppi che caratterizzano la scena di Canterbury sono i Delivery[42], gli Arzachel[10], gli Egg[43] e i Khan[44].

[modifica] Progressive italiano

Per approfondire, vedi la voce Progressive italiano.

L'Italia vanta nel corso degli anni settanta una diffusione del progressive seconda solo a quella inglese[45]. Solo recentemente il filone del progressive italiano, anche noto come spaghetti prog[45], è stato rivalutato, addirittura con il riconoscimento della sua influenza da parte di artisti di livello internazionale più accreditati[35]: lo stesso Peter Gabriel ha dichiarato d'averne tratto ispirazione ai tempi in cui militava nei Genesis. In Italia sono nate alcune fra le formazioni più celebri del progressive a livello mondiale, come la Premiata Forneria Marconi[46] (che può vantare d'aver riempito stadi negli Stati Uniti, negli anni '70), il Banco del Mutuo Soccorso[47] e Le Orme[48].

Il progressive italiano è prevalentemente di stampo sinfonico-romantico, fortemente influenzato da King Crimson, Genesis ed Emerson, Lake & Palmer; è spesso caratterizzato da ricchi intrecci di tastiere e contaminazioni con la musica classica, uniti ad un cantato che si rifà in pari misura alla tradizione italiana e al beat[45]. Negli anni '70 si assiste ad un fiorire di schiere di nuovi gruppi, alcuni dei quali scompaiono dopo una prova discografica solitaria e a volte memorabile, come i Maxophone[49] e gli Alphataurus[50]. Fra i gruppi più celebri si possono elencare, oltre ai già citati PFM, Banco e Le Orme, anche New Trolls[51], Goblin[52], Area[53], Biglietto per l'Inferno[54], Museo Rosenbach[55], i Metamorfosi[56], i De De Lind[57] e il batterista Roberto Gatto. Diversi cantautori furono influenzati dalle sonorità progressive; per esempio Alan Sorrenti[58], Angelo Branduardi[59] e Franco Battiato[60]. Persino i Pooh compirono una blanda incursione all'interno di questo genere con l'album Parsifal, pubblicato nel 1973[61] in seguito all'ingresso del nuovo bassista Red Canzian, già noto per la sua militanza tra le fila dei Capsicum Red, e chiamato a sostituire Riccardo Fogli. Lucio Battisti si cimentò con questo genere musicale nell'album Anima latina del 1974, considerato un disco «senza il quale non si può dire di conoscere il progressive italiano»[62].

Anche in Italia il progressive concluse il suo periodo di massima popolarità verso la fine degli anni Settanta[63], e cadde per un pò nel dimenticatoio, per riemergere poi, dapprima come fenomeno più circoscritto ed elitario, nella forma del new progressive, con gruppi di eccellente levatura come Aton's[64], Nuova Era[65], Ezra Winston[66], Finisterre[67], Mary Newsletter[68], Il Castello di Atlante[69], Notturno Concertante[70], Hostsonaten[71] e altri[35]; poi con una forte rivalutazione del periodo d'oro, testimoniata sia da un accanito fenomeno di collezionismo, sia dalla popolarità del genere nei siti specialistici più noti.

[modifica] Avant-prog

Per approfondire, vedi le voci Avant-progressive rock e Rock In Opposition.

In questa categoria rientrano gruppi dallo stile anche molto eterogeneo, per la maggior parte dell'Europa continentale, la cui musica è solitamente più ostica, spigolosa e indirizzata alla sperimentazione rispetto a quella del resto del progressive[72].

Il 12 marzo 1978, a Londra, si tiene un festival dal nome R.I.O., acronimo di Rock In Opposition. Tale manifestazione è organizzata dagli inglesi Henry Cow[28], ed il suo obiettivo è spiegato da Chris Cutler, animatore dell'evento, che in un volantino distribuito durante l'esibizione scrive: "I discografici prendono le loro decisioni basandosi sul profitto ed il prestigio... essi hanno orecchie solo se si tratta di rubare denaro, cuori che pompano sangue di chi assassinano"[37]. Il testo si conclude con l'emblematica frase "L'indipendenza è un primo passo valido solo se seguirà una rivoluzione". L'obiettivo è quindi opporsi alla logica delle case discografiche creando una musica indipendente, lontana da obiettivi commerciali.

Oltre agli Henry Cow, al sodalizio aderiscono gli Univers Zero[73] dal Belgio, gli italiani Stormy Six[74], i Samla Mammas Manna[75] dalla Svezia ed i francesi Etron Fou Leloublan[76]. Tutti questi artisti, nonostante la diversità della musica proposta, hanno in comune una continua ricerca musicale ed un'impostazione di stampo jazzistico[37].

I Magma in concerto

Nonostante l'evidenza dell'idea politica del contesto, i testi non ne vengono particolarmente influenzati, in linea con la caratteristica propria del prog di non "contaminare" la musica con la politica. Il movimento si ritrovò in varie occasioni nei cinque paesi dai quali venivano i gruppi, e svanì nei primi anni '80.

[modifica] Zeuhl

Per approfondire, vedi la voce Zeuhl.

In Francia si diffonde invece il cosiddetto Zeuhl (che significa "celestiale"), lo stile ideato dai Magma[77], che incorpora elementi propri del free jazz e della musica di Bartók, Stravinskij e Carl Orff in un impianto progressive e fusion, creando lunghe composizioni dall'atmosfera epica e misteriosa[78]. Il gruppo francese, guidato dal suo leader Christian Vander, oltre che per la musica, è innovativo anche sotto il profilo lunguistico: è loro l'invenzione del kobaiano, una nuova lingua usata nei testi delle loro canzoni[79].

Il primo album del genere è Kobaia (1970), in cui i Magma inseriscono tempi dispari, intervalli di quinta diminuita e sequenze armoniche reiterate prese in prestito dalla musica classica novecentesca. Il tutto suonato da un organico che si avvicina alla definizione di orchestra in un gruppo rock. La musica è difficile, complessa e piena di dissonanze; i testi sono fantastici ed immaginari. La strada aperta dal primo album caratterizza gran parte dei successivi, facendo dei Magma il capostipite di questa corrente.

I Kraftwerk in concerto a Stoccolma

Altri gruppi minori sono, tra i tanti, Zao[80], Offering[81], Weidorje[82], Eskaton[83], Potemkine[84].

[modifica] Krautrock

Per approfondire, vedi la voce Krautrock.

Il termine Krautrock è un termine coniato dal giornalista olandese Rolf-Ulrich Kaiser, uno dei personaggi chiave della corrente. In italiano si può tradurre con "corrieri cosmici", e la sua definizione comprende gruppi spesso diversissimi tra loro, che vanno dallo sperimentalismo dei Faust[85] alle derive cosmiche dei Tangerine Dream[86] e dei Cluster[87], dalle anticipazioni di musica New Age degli Ash Ra Tempel[88] e dei Popol Vuh[89] alla proto-new wave dei Can[90] e dei Neu![91], dalla nascita della techno tramite i Kraftwerk[92] al rock apocalittico degli Amon Düül I[93] e II[94]; fino alle improvvisazioni freak dei The Cosmic Jokers[95][96].

Il Krautrock nasce a Berlino grazie a tre musicisti: Edgar Froese[97], Klaus Schulze[98] e Conrad Schnitzler[99], che sotto il nome di Tangerine Dream producono Electronic Meditation (1970), album dai suoni abrasivi e sperimentali. Dopo questo lavoro i tre si dividono e nei Tangerine rimane solo Froese, che l'anno sucessivo, con una formazione rivisitata, produce Alpha Centauri: è questo il primo lavoro in cui la critica parla di Krautrock, definendolo "The first electronic space album in history" ("Il primo album di musica elettronica spaziale della storia")[37].

Nel 1972 arrivano i due album più significativi del genere: Irrlicht di Schulze e Zeit, sempre dei Tangerine, entrambi innovativi per l'epoca, caratterizzati dall'onnipresenza dell'elettronica e, nel primo caso, da un'orchestra "filtrata" in studio. La strada della formazione di Froese prosegue con il più melodico Phaedra, seguito da molti altri lavori di minor rilevanza. Del '73 è invece The faust tapes, dei Faust (di Amburgo), nati dalla mente di Uwe Nettelbeck, che con questo disco entrano tra i maggiori esponenti della corrente.

Altre importanti figure berlinesi, oltre ai complessi già citati, sono gli Agitation Free[100] e lo sperimentatore Dieter Moebius[101].

Vi sono anche altre due città importanti per quanto riguarda lo sviluppo del genere: si tratta di Dusseldorf e Monaco di Baviera. Nella prima si affermano gruppi come i già menzionati Kraftwerk e Neu!, mentre di Monaco sono invece i Popol Vuh, gli Amon Duul e gli Embryo[102].

[modifica] Heavy progressive

Per approfondire, vedi la voce Heavy progressive.

La musica riconducibile a questo ramo, chiamata anche "hard progressive", è caratterizzata da possenti riff di chitarra, basso e batteria incalzanti, un suono e un cantato più ruvido rispetto al resto del progressive e tastiere che contribuiscono a creare un'atmosfera tetra e inquietante (si parla in questo caso anche di dark prog)[103]. Alcuni nomi di spicco sono Atomic Rooster[104] dei primi 2 LP, High Tide[105], Black Widow[106] in Gran Bretagna; Nektar[107] e Amon Düül II[94] in Germania; Il Rovescio della Medaglia[108], Il Balletto di Bronzo[109], Jacula[110] e Devil Doll[111] in Italia.

I Faust nel 2007

Si possono un po' forzatamente includere in questo raggruppamento anche formazioni caratterizzate da un suono piuttosto duro, come i King Crimson[18] di Larks' Tongues in Aspic, Starless and Bible Black e Red; o gruppi dalla forte dominante blues come i Catapilla[112], i Jethro Tull[13] di Aqualung e A Passion Play o gli olandesi Focus[113].

[modifica] Space rock

Per approfondire, vedi la voce Space rock.

Lo space rock è definito da sonorità e testi che suggeriscono atmosfere fantascientifiche[114]. L'espressione venne coniata in origine per riferirsi a gruppi dei primi anni '70 come Pink Floyd[26], Hawkwind[115] e Gong[40], il cui sound era caratterizzato dall'uso sperimentale di suoni distorti di chitarra elettrica e di sintetizzatori, non raramente accompagnati da versi a tema fantascientifico. In molti casi questi primi esempi di space rock presentano molti elementi di contatto con il rock psichedelico, dal quale attingono molti gruppi fra i tardi anni '60 e i primi anni '70. Fra gli album nel complesso più rappresentativi del genere si deve citare Space Ritual degli Hawkwind. Sia i Pink Floyd che gli Hawkwind, negli spettacoli dal vivo, enfatizzavano le atmosfere fantascientifiche dei loro brani utilizzando scenografie suggestive, in cui comparivano luci laser e costumi di scena surreali[116].

[modifica] Queen

Per approfondire, vedi la voce Queen.

Tra i molti gruppi che popolano la scena londinese negli anni '70 vi sono i Queen: essi propongono un rock pomposo, elaborato ma anche molto orecchiabile e di grande successo commerciale. Anche se il loro stile viene incluso nel glam rock, essi non possono non essere citati quando si parla di progressive: la cultura musicale del leader Freddie Mercury, una delle voci più memorabili del rock, ed il livello tecnico dei quattro, infatti, hanno permesso alla formazione inglese di produrre, tra le tante hit da classifica, alcune perle che per la loro raffinatezza, genialità compositiva, citazione di elementi classici ed esecuzione barroccheggiante possono essere a pieno titolo considerate progressive[117][118].

I Queen nel 1984

Stiamo parlando, innanzitutto, di Bohemian Rhapsody, dall'album A Night at the Opera (1975). Cambi di tempo e tonalità, oltre 800 parti vocali, un centinaio di tracce di chitarra, convivenza di elementi classici e hard-rock: un'opera d'arte rimasta, nonostante la sua lunghezza (quasi sei minuti), 9 settimane consecutive al primo posto delle classifiche britanniche (record eguagliato ma tutt'ora imbattuto)[119][120]. Questo singolo ne è l'esempio più eclatante, ma album come Queen II, Sheer Heart Attack, A Night at the Opera o A Day at the Races, usciti tra il '74 ed il '76, contengono numerosi riferimenti al progressive[121].

[modifica] L'avvento del Punk

Con l'avvento del punk rock, nel 1977, i gusti del pubblico e della critica si spostarono bruscamente verso uno stile più semplice ed aggressivo[122], attribuendo al rock progressivo aggettivi come "pomposo" e "pretenzioso". Emblematica fu la maglietta indossata in un concerto da Johnny Rotten dei Sex Pistols, capostipite della rivoluzione punk, che recitava "I Hate Pink Floyd" ("Odio i Pink Floyd")[123]. Anche l'avvento della musica da discoteca, complice La febbre del sabato sera dei Bee Gees, contribuì a spostare l'attenzione del pubblico verso una musica più facile e grezza. Di fatto, nel '77 comincia il periodo più buio del prog, anche se non mancheranno le dovute eccezioni (si veda The Wall dei Pink Floyd, che nel 1979 riuscì a rimanere in testa alle classifiche inglesi per 15 settimane, o il live dei Genesis Seconds Out, caratterizzato da un'ottima qualità audio e arraggiamenti influenzati dal jazz-rock, che proprio nel '77 ottenne il disco d'oro nel Regno Unito e in Germania).

Solo la new wave che seguì recuperò alcuni aspetti del progressive meno noti al grande pubblico, ma alla lunga distanza più duraturi: i Public Image Ltd. e altri ripresero molto dal krautrock tedesco, ed il diffondersi dell'elettronica fece tesoro dell'opera pionieristica di personaggi come Brian Eno[124], Klaus Schulze e soprattutto i Kraftwerk. Alcuni brani di questi ultimi fornirono persino le basi per i primi successi di Afrika Bambaataa. In altri gruppi, come i Duran Duran, gli Ultravox e gli Spandau Ballet ed addirittura i Soft Cell (gruppo di dance-elettronica), invece, erano chiaramente avvertibili elementi melodici e uso di tastiere elettroniche proprie del progressive di alcuni anni prima.

Se questa crisi colpisce principlamente l'Europa, nel resto del mondo il prog si sta invece affermando: in Giappone come negli Stati Uniti il genere è una novità. In questo periodo sorgono moltisimi gruppi, che proliferanno soprattutto nel decennio seguente, che prendono spunto dalla scena europea per ottenere un notevole successo in patria. Esempio emblematico è quello dei canadesi Rush[125] che sfornano album pregiatissimi come 2112 o A Farewell to Kings.

[modifica] Anni '80

Gli anni '80 rappresentano il periodo più buio del prog, che si ritrova sopraffatto dalla dance e dal punk. Alcuni gruppi storici modificano la loro musica, semplificandola e introducendo elementi più elettronici: nel 1983 i Genesis conquistano il successo internazionale con la canzone Mama e la sua forte enfasi sul ritmo della batteria elettronica. Nel 1984 gli Yes ottengono a sorpresa una hit con la canzone Owner of a Lonely Heart, che pur contenendo moderni effetti elettronici è sufficientemente accessibile da poter essere suonata nelle discoteche. Anche Steve Hackett[126] e Anthony Phillips[127] proseguono sulla loro via, realizzando ottimi dischi. Si ha tuttavia una perdita di creatività generale, e la maggior parte dei gruppi che non si sciolgono cedono alle regole del mercato per sopravvivere: emblematici sono i Genesis di Phil Collins o la PFM, con Suonare suonare, lontani dai fasti del decennio precedente.[37].

Se il progressive vive un periodo di decadenza, si sviluppa in questo periodo, sempre in Inghilterra, il neoprogressive, un "revival" del genere[128][37], guidato da gruppi come i Marillion[129], iQ[130], Twelfth Night[131], Pallas[132] e Pendragon[133]. Essi, contro ogni logica commerciale, tentano di recuperare il discorso interrotto dal Punk, e sulla strada del prog sinfonico rispolverano le vie cominciate dai Crimson, dai Genesis, dagli Yes, mantenendo vivo il prog in un periodo di decadenza.

Steve Hackett in concerto

Come precedentemente anticipato, una scena particolarmente interessante si sviluppa in Giappone, dove ha luogo una vera e propria riscoperta degli anni '70 ed una rivalutazione del progressive, con una costellazione di gruppi che si avvicinano in particolare al symphonic prog, e che agitano un pubblico fin'ora profano, interessato tra l'altro anche al progressive italiano[128].

Anche in Svezia ci sono gruppi interessanti, come gli Isildurs Bane[134] e i Kultivator[135]. Dal Canada arrivano i Miriodor[136], dall'Ungheria i Solaris[137] e dall'Olanda i Flairck[138]. Un'altra importante formazione che dal 1987 popola la scena progressive, e che ne è tra i principali esponenti nel decennio successivo, è quella dei Porcupine Tree[139], guidati dal cantante e chitarrista Steven Wilson.

[modifica] Anni '90

Gli anni '90 vedono una rinascita dello stile progressive, che prende forma in un rock più spigoloso e duro rispetto a quello degli anni '70. La scena è variopinta: il prog viene ripreso in tutte le sue forme, viene mischiato con altri generi e si diffonde in tutto il globo. Nasce il progressive metal, che unisce il metal alle strutture del progressive, facendo largo uso di tastiere e sintetizzatori. Esso vede come capostipite i Dream Theater[140][141], affiancati da molte altre formazioni che proliferanno anche nel nuovo millennio. Vi è inoltre un rispolvero del neoprogressive del decennio precedente e la rinascita di alcuni protagonisti del prog anni '70, che si mostrano capaci di riproporre ottima musica dopo un lungo silenzio[1].

All'inizio del decennio molte nuove band cominciano a riproporre la ricetta del progressive, che appare lontano dal new prog e ricco di novità: tra il 1990 ed il 1993 vi sono gli italiani Ezra Winston[66], Nuova Era[65], Eris Pluvia[142], Asgard[143], Theatre, Malibran, Notturno Concertante; i francesi Halloween[144], Minimum Vital[145], Versailles[146], Jean Pascal Boffo[147], Edhels[148]; i brasiliani Quaterna Requiem[149] e Blezqi Zatsaz[150].

Tra il 1994 e il 1996 si osserva il momento di maggior splendore del decennio: Änglagård[151], Isildurs Bane[152], White Willow[153], Landberk[154], Anekdoten[155], Hoyry-Kone[156], Sinkadus[157], Finisterre[67], Quasar Lux Symphoniae[158], Germinale[159] e Deus ex Machina[160] e i già menzionati Porcupine Tree riportano il progressive a livelli di eccellenza. Da segnalare anche il ritorno in scena, dopo sette anni dall'ultimo disco, dei Pink Floyd, con The Division Bell, che raggiunge il primo posto nelle classifiche e vende oltre 10 milioni di copie. Il tour che segue è uno dei più maestosi e celebri della storia del rock, caratterizzato da spettacolari giochi di luce e dall'impressionante raffinatezza delle esecuzioni. Nel 1994 si assiste anche alla pubblicazione dell'album Talk degli Yes, che segue parzialmente i canoni del rock progressivo classico. Dal 1997 in poi si assiste invece ad un calo improvviso del genere, dovuto anche allo scioglimento di molte formazioni importanti, che durerà almeno fino al 2000[3].

Russell Allen, voce dei Symphony X, in un concerto in Puerto Rico

[modifica] Nuove frontiere

Il lavoro di artisti contemporanei come Radiohead, Sigur Rós e Godspeed You! Black Emperor, oltre che gli italiani J'accuse..![161], incorpora alcuni degli elementi più sperimentali del rock progressivo, soprattutto di matrice psichedelica e floydiana, talvolta combinati con la sensibilità estetica dell'hard rock per produrre una musica che molti trovano intrigante, innovativa e immaginifica. Altri interpreti rimangono più legati alla tradizione prog, come il gruppo olandese degli Ayreon[162], il cui leader Arjen Lucassen si adopera con grande successo alla realizzazione di opere rock con illustri partecipazioni esterne. Il rock progressivo del periodo classico gode di questa recente riscoperta e di una nuova attenzione, dovuta anche al ricambio generazionale e alle riedizioni in compact disc, a volte anche in edizioni speciali cartonate, di numerosi album fondamentali del genere, un tempo introvabili e adesso molto più diffusi. Per contro, quello più recente continua ad essere creato ed ammirato da un solido nucleo di entusiasti, ma sembra non ricevere alcuna attenzione dalla stampa più commerciale, e non riceve praticamente nessuno spazio sulle radio, che si dedicano, al più, al rispolverare i vecchi miti del genere[3].

Con il nuovo millennio, oltre ad alcuni superstiti dell'epoca d'oro, vi sono nuove band, come gli italiani Lethe[163] e Jet Lag[164], i norvegesi Mikromidas[165], Kvazar[166] e Circles End[167] e gli inglesi Magenta[168]. Si affermano inoltre gruppi come Moongarden[169], Germinale[170], Isildurs Bane[171], Diane and the shell, Haikara[172], D.F.A.[173] e After Crying[174].

In questi anni si assiste a due reunion importanti: quella dei Pink Floyd al Live 8 londinese nel 2005 e dei Genesis nel 2007, con un tour mondiale che si concluderà al Circo Massimo di Roma di fronte a 500.000 spettatori. Da ricordare anche il disco di David Gilmour (chitarrista dei Floyd) "On An Island" nel 2006, al quale segue un tour dove,con Richard Wright alle tastiere, Gilmour ripropone anche vecchi classici del gruppo londinese.

[modifica] Generi derivati

Lo stile progressive è stato ripreso negli anni sucessivi al 1975 da altri artisti: essi, non appartenenti alla corrente progressive in senso stretto, hanno incorporato nella loro musica la quasi totalità degli aspetti tipici dello stile, dando origine a tre movimenti: neoprogressive, progressive folk e progressive metal. Essi si distinguono dai sottogeneri sopracitati per il fatto di essere l'unione tra il prog ed altri generi musicali (prog-folk e prog-metal) o per esserne un esplicito revival (neoprogressive). Il progressive folk ha la peculiarità di esseresi sviluppato contemporaneamente al genere madre, e pertanto ne conserva quell'attitudine che caratterizzava il movimento progressive comunemente inteso; cosa che lo differenzia dagli altri due, per i quali la critica musicale è tuttora discorde sulla legittimità degli appellativi, così come lo sono gli appassionati del progressive storico: alcuni ritengono questi movimenti i naturali prosecutori del progressive originale, altri ritengono il neo-prog manieristico e poco innovativo, il progressive metal eccessivamente esibizionista e magniloquente.

Ian Anderson, leader polistrumentista dei Jethro Tull

[modifica] Progressive folk

Per approfondire, vedi la voce Progressive folk.

Il prog-folk è un genere che si sviluppa parallelamente al progressive inglese, al quale unisce la tradizione folk[175][176]. A differenza del neoprogressive e del progressive metal, esso condivide il momento di maggior prolificità con il prog, e l'influenza tra i due è reciproca[177].

[modifica] Definizione ed elementi caratteristici

La corrente è caratterizzata da una musica prevalentemente acustica, spesso con cantato femminile e profondi agganci, sia stilistici che tematici, con la tradizione popolare medievale[177]. A distinguere la corrente prog all'interno del folk sono essenzialmente la lunghezza e la complessità dei brani, che possono essere divisi in parti ed incorporare elementi jazz o indiani[175]. Dal punto di vista degli strumenti utilizzati, oltre ai classici strumenti rock compaiono il flauto traverso (si veda Ian Anderson dei Jethro Tull[13], capostipite del genere), mandolino, violino ed altri strumenti tipici del folk. Oltre ai Jethro Tull, vi sono i Renaissance[14], gli Steeleye Span[178], i Fairport Convention[179], i Pentangle[180], i Dando Shaft, la Incredible String Band[181] e gli Strawbs[182]. Altre band importanti sono collocate nel resto del mondo: in Germania gli Hoelderlin[183] (si veda in particolare il loro album di debutto), gli Emtidi[184] e gli Ougenweide[185]; in Cile i Los Jaivas[186] e gli El Congreso[187]; in Québec gli Harmonium[188]; in Francia i Tangerine[189] e in Spagna o Triana[190] e gli Itoiz[191]. Tutti questi gruppi si rifanno alle tradizioni dei rispettivi paesi d'origine.

[modifica] Storia

Negli anni '60, su entrambe le sponde dell'Atlantico, vi fu una riscoperta del folk: si pensi a Bob Dylan o Joan Baez in America, a Neil Young e Joni Mitchell in Inghilterra[175]. Negli States nacquero numerosi gruppi, primi fra tutti i Byrds, che univano il rock alla musica popolare, seguendo le orme di Dylan[177]. Nel Regno Unito questa tendenza venne influenzata dalla nascente corrente progressive: nel 1969, infatti, viene alla luce Liege & Lief dei Fairport Convention, album al quale si fa coincidere l'inizio del progressive folk. Dal 1972 comincia il momento di maggior popolarità della corrente, che si sviluppa durante la prima parte degli anni '70. A differenza del progressive rock, il progressive folk subisce in maniera lieve l'avvento del punk nel '77, ed album come Songs from the Wood e Heavy Horses dei Jethro Tull, rispettivamente del 1977 e 1978, ne sono la testimonianza. Inoltre, proprio in questo periodo, appaiono gruppi anche al di fuori dell'Inghilterra e dell'Europa, come quelli sopra citati.

Nick Barrett, leader dei Pendragon
I Marillion in concerto

[modifica] Neoprogressive

Per approfondire, vedi la voce Neoprogressive.

Il neoprogressive è un genere che nasce dalla nostalgia del progressive classico, in particolare quello sinfonico[192]: nonostante di esso ne vengano richiamati la maggior parte degli aspetti, il neo-prog ha la capacità di evolversi ed acquistare una fisionomia propria, che fa di esso un genere a parte. A differenza dei loro predecessori, i gruppi neoprogressive hanno tipicamente scarse velleità di successo commerciale, e mirano invece a conquistare l'apprezzamento del "sommerso" pubblico del progressive[128]. Dal 1985-86 fino alla fine degli anni '90 questo movimento di artisti di nuova generazione si mantiene molto prolifico, schierando gruppi come i Marillion[129], gli IQ[130], i Twelfth Night[131], i Pendragon[133] e i Pallas[132].

[modifica] Definizione ed elementi caratteristici

Fra l'inizio e la metà degli anni '80 iniziano ad apparire sulla scena gruppi progressive di nuova generazione, tipicamente fondati da musicisti che erano stati fan dei grandi gruppi del decennio precedente, che cercano abbastanza esplicitamente di emularne lo stile. Inizialmente l'imitazione è spesso piuttosto esplicita, tuttavia è errato considerare il new progressive una mera imitazione e manierismo[128][192]: molti di questi gruppi, infatti, seppero realizzare opere che divennero veri e propri "classici" per i fautori del rock progressivo. La trilogia iniziale dei già citati Marillion, Script for a Jester's Tear, Fugazi e Misplaced Childhood, è per esempio, considerata di grandissimo valore artistico; lo stesso si può dire di album degli IQ come The Wake e Tales from the Lush Attic, o l'album dal vivo Live and Let Live dei Twelfth Night. Quest'ultimo gruppo è un'evidente testimonianza della capacità di innovazione del movimento neoprogressive: le loro esibizioni dal vivo (e i loro album in studio in misura minore) univano musicalità progressive ad elementi new wave o addirittura punk, all'impegno politico e ad una teatralità che potrebbe ricordare Frank Zappa.

[modifica] Storia

Il neoprogressive assume una propria identità verso la metà degli anni '80, periodo nel quale compare il primo ed unico gruppo capace di "sfondare" il muro fra il progressive ed il pop commerciale: i Marillion. Il loro singolo Kayleigh raggiunge la posizione #2 nelle classifiche inglesi (e vende bene in tutto il mondo), ed anche l'album si piazza nelle top ten di vari stati. Nel tour successivo i Marillion riescono a riempire grandi teatri e arene in gran parte d'Europa. Il fenomeno del successo di pubblico dei Marillion è però una parentesi piuttosto breve, ed in seguito il new progressive torna ad essere alimentato da un pubblico elitario, non numeroso ma fedele e molto attivo. Nonostante ciò i più importanti gruppi neoprogressive degli anni '80 riescono a trovare i mezzi per dare vita a discografie molto ricche, e la maggior parte di essi sono ancora attivi[128].

Il tardo neoprogressive (anni '90 ed il primo decennio del nuovo millennio) vede gli IQ produrre Ever, i Marillion confezionare Brave e i Pendragon sfornare The World[128]. Si assiste inoltre alla fine del predominio della scena della musica britannica e l'emergere di numerosissime realtà locali, fra cui molte italiane, come Aton's[64], Diane and the shell, Nuova Era[65], Ezra Winston[66], Eris Pluvia[142], Finisterre[67], Mary Newsletter[68], Il Castello di Atlante[69], Notturno Concertante[70]; e straniere, come i polacchi Quidam[193], Collage[194] e Albion[195], gli spagnoli Dracma[196] e Rivendel[197], i francesi Afterglow[198] e Drama[199], e i messicani Cast[200].

In questo periodo, infine, la diffusione di Internet e la possibilità di acquistare musica online hanno avuto l'effetto di consentire una notevole proliferazione di gruppi noti solo ai cultori del genere che, svincolati da qualsiasi velleità di tipo commerciale, si stanno rivelando, secondo alcuni critici, molto interessanti, e promettono di esplorare nuove vie del rock progressivo.

[modifica] Progressive metal

Per approfondire, vedi la voce Progressive metal.

Negli anni '90 il ritrovato splendore del prog suggerì ad alcuni artisti di coniugare le sue sonorità con quelle dell'heavy metal, ed il risultato è stato denominato progressive metal.

[modifica] Definizione ed elementi caratteristici

Con il progressive metal tutti gli elementi tipici del rock progressivo vengono reinterpretati ed uniti alla tradizione dell'heavy metal: dal progressive sono attinti il virtuosismo dei singoli strumentisti, in alcuni casi portato a livelli estremi; la durata dei brani, che va oltre la media dei 4-5 minuti; l'utilizzo molto frequente di tempi dispari e scale di derivazione classica, le dissonanze del jazz e i tempi sincopati della fusion. Dal metal vengono riprese le sonorotà dure, la rumorosità della batteria e lo stile chitarristico, affiancato da suoni molto distorti e freddi[140].

gli Opeth nel 2006

I Dream Theater[141], indipendentemente dalle preferenze musicali, vengono considerati il gruppo di punta di questo genere, ma sarebbe sbagliato considerarli come gli inventori del prog metal, in quanto non hanno fatto altro che recuperare le lezioni dei gruppi precedenti a loro e, a cominciare dal successo di Images and Words, porre i canoni di questo nuovo stile di musica, che verrà in seguito ripreso da molte altre formazioni[201]. Gli Opeth[202], invece, sono il gruppo più rappresentativo della corrente progressive death metal, il più importante sottogenere del progressive metal, al quale unisce le sonorità tipiche del death metal.

[modifica] Storia

Già negli anni '70 si assiste al tentativo di unire le peculiarità del prog al rock più duro: i Rush, gruppo da cui i Dream Theater hanno tratto gran parte del loro stile, hanno unito le tecniche del progressive rock al loro background, basato sull'hard rock dei Led Zeppelin, creando un nuovo stile che, rispetto al progressive rock inglese, era caratterizzato da suoni molto più duri. I King Crimson, poi, hanno trasformato il progressive sinfonico degli esordi in un genere molto più duro, in particolare con l'utilizzo di dissonanze e suoni più graffianti, che hanno reso la loro musica più aggressiva. Un'operazione contraria, che dall'hard rock conduce al progressive, viene svolta dai Deep Purple, che grazie allo stile di Blackmore e Lord hanno contribuito alla diffusione dell'utilizzo, da parte di gruppi rock, di sonorità vicine alla musica classica, che sarebbero state riprese dai Rainbow[203] e utilizzate da chitarristi come Yngwie Malmsteen e i gruppi di speed metal o metal sinfonico (genere che in alcuni casi, come Angra[204] o Symphony X[205] è difficile separare nettamente dal progressive metal).

Nonostante questi esperimenti, il primo embrione di progressive metal vede la luce solo agli inizi degli anni ottanta grazie ai Fates Warning[206] ed ai Queensrÿche[207], i quali propongono un heavy metal arricchito con elementi tipici del rock progressivo. Le influenze di queste due band contribuirono alla nascita di molte formazioni, tra cui i Dream Theater, ai quali si attribuisce il merito di aver definito i principali canoni dello stile grazie al loro album Images and Words. Altri gruppi significativi sono gli Shadow Gallery[208], i Threshold[209], i Vanden Plas[210] e i Royal Hunt[211]. Il genere subì modifiche nei paesi scandinavi, come Norvegia e soprattutto Svezia, grazie ai lavori di band come gli Evergrey[212], i Pain of Salvation[213] e gli Andromeda[214]. Anche in Italia il prog trovò solide basi in gruppi come DGM[215], Secret Sphere[216], Vision Divine[217], Labÿrinth[218], Eldritch[219], Time Machine[220].

Come già accennato, un'operazione più estrema viene compiuta dagli Atheist[221] con il loro Piece of Time[222], e dagli Opeth, qualche anno dopo, con Orchid. Essi creano il progressive death metal, del quale ne analizzano e sviluppano due lati differenti: gli Atheist quello maggiormente tecnico, dando vita, assieme ai connazionali Cynic[223], a quello che poi sarebbe stato chiamato technical death metal; gli Opeth quello maggiormente melodico ed atmosferico, infarcendo le loro produzioni musicali di espliciti riferimenti al rock progressivo e concentrando l'attenzione dell'ascoltatore sulla continua alternanza tra melodia e distorsione.

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[modifica] Bibliografia

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[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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