King Crimson

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King Crimson
I King Crimson al Dour Festival nel 2003
I King Crimson al Dour Festival nel 2003
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Rock progressivo[1]
Rock sinfonico[2]
Art rock[1]
Album-oriented rock[1]
Fusion
Musica sperimentale
Hard rock
Periodo di attività 1969-1974
1981-1984
1994-2009
2013-in attività
Album pubblicati 63
Studio 13
Live 25
Raccolte 8
Sito web

I King Crimson sono un gruppo musicale rock britannico, fondato nel 1969 a Londra. Spesso classificata come un gruppo prettamente progressive,[3] essa ha subito le influenze di diversi generi musicali durante il corso della sua esistenza, tra i quali: jazz, folk, musica classica, musica sperimentale, rock psichedelico, hard rock, heavy metal,[4] new wave, gamelan, musica elettronica, e drum and bass. Per contro, i King Crimson hanno influenzato molti artisti contemporanei, creando una sorta di culto attorno al loro nome.

Anche se nati in Inghilterra, i King Crimson hanno visto tra le loro fila anche musicisti americani, a partire dal 1981. La formazione si è continuamente modificata e, negli oltre quarant'anni di attività del gruppo, si sono avvicendati al suo interno ben diciotto musicisti, più due parolieri. Unica costante la presenza del chitarrista Robert Fripp, membro fondatore e indubbio cardine di tutta la storia del gruppo.

La prima formazione del gruppo, quella del 1969, è stata determinante nella sua storia, nonostante la breve durata. Già nel 1970, infatti, i King Crimson divennero un gruppo piuttosto instabile, e pertanto non ebbero modo di promuovere in concerto i due album registrati in quell'anno; torneranno sul palco, dopo nuovi avvicendamenti, nel 1971. I lavori di questo primo corso sono caratterizzati da una profonda esplorazione e fusione di generi, quali il jazz, il funk e la musica da camera. Dal 1972, a seguito di un nuovo radicale cambiamento di organico, il gruppo divenne più stabile, e cominciò a prevalere l'aspetto dell'improvvisazione, che mescolava hard-rock, musica classica, free jazz, e jazz fusion, almeno sino al 1974, anno che segna l'inizio di un lungo periodo di pausa. Nel 1981, dopo sette anni di inattività, il gruppo si riunì nuovamente, con una nuova formazione: questo periodo, che si concluse circa tre anni dopo, fu caratterizzato da una forte influenza della nascente new wave. In successive reunion i King Crimson hanno radicalmente riveduto il loro sound, ora in tutto influenzato dai generi musicali di più recente nascita, come l'industrial rock e il grunge. Questo spirito di rinnovamento musicale non si è mai spento, ed è tutt'oggi una delle caratteristiche portanti del gruppo. La storia dei King Crimson è dunque segnata anche da ricorrenti periodi di stasi, sanciti quasi sempre dalle decisioni di Robert Fripp; tuttora il loro Stato di attività è ambiguo:[5] nonostante il diario on-line di Fripp suggerisca che egli sia ben poco intenzionato a lavorare nel contesto dei King Crimson,[6] il chitarrista ed i suoi colleghi riappaiono in varie combinazioni nell'ambito dei cosiddetti ProjeKCts, successione variabile di spin-off iniziata nel 1997, la cui ultima incarnazione ha visto collaborare Fripp e Mel Collins (entrambi membri "storici") con il chitarrista e autore Jakko Jakszyk, in un progetto che vede anche la partecipazione di Tony Levin e Gavin Harrison, entrambi "transitati" nei King Crimson nel corso degli anni.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto del 1967, i fratelli Michael Giles (batterista) e Peter Giles (bassista), già membri di diverse band del Dorset sin dalla loro prima adolescenza, cominciarono a cercare un organista-vocalista per dare inizio ad un loro personale progetto musicale.[7] Un loro giovane conterraneo, Robert Fripp - chitarrista - rispose all'annuncio, e i tre formarono così il trio Giles, Giles & Fripp.

Basato su un sorta di eccentrico pop affiancato a complessi brani strumentali, il gruppo registrò una serie di singoli di scarso successo, e un album, dal titolo The Cheerful Insanity of Giles, Giles & Fripp.[1] Il trio rimase a galla per un po', partecipando ad alcuni programmi televisivi e radiofonici, ma non raggiunse mai la vetta decisiva del successo commerciale. Peraltro, lo stesso album fu lapidariamente criticato dal batterista degli Who, Keith Moon, su di una rivista specializzata.[1] Nel tentativo di espandere il loro range sonoro, Giles, Giles & Fripp ingaggiarono il polistrumentista Ian McDonald, che portò con sé anche la fidanzata e cantante Judy Dyble, ex Fairport Convention - il cui rapporto con la band fu però breve, e si concluse contemporaneamente a quello sentimentale con McDonald[1][8] - e, soprattutto, l'artista Peter Sinfield, col quale già scriveva canzoni. Il loro rapporto nacque dalla spinta di McDonald, il quale, visto l'insuccesso della band in cui suonava, gli propose di scrivere assieme alcune canzoni, tra cui anche The Court of the Crimson King.[9]

Nel frattempo, Fripp già cominciava a fare nuove esperienze: in quel periodo vide al Marquee Club il gruppo dei Clouds, che più avanti influenzeranno molto lo stile dei King Crimson, specie per alcune melodie classicheggianti e jazz.[8] Poco dopo, tuttavia, proprio Pete Giles - che sin dagli inizi era stato una delle maggiori forze trainanti del trio[8] - cominciò a risentire sia degli scarsi risultati in termini di successo sia della forte spinta di Fripp verso sonorità meno pop, e decise perciò di abbandonare. A nulla valse che lo stesso Fripp si offrisse di andarsene al suo posto, con quella che più tardi Giles liquiderà come una "abile mossa politica".[8] Il chitarrista del resto non impiegò molto a chiamare, in sua sostituzione, il suo vecchio amico Greg Lake nel doppio ruolo di frontman e bassista. Era l'alba dei King Crimson.[1]

Greg Lake in concerto presso Llandano (Galles) nel 2005.

King Crimson I (1968-1969)[modifica | modifica sorgente]

La prima prova in assoluto di Fripp, McDonald e Mike Giles con Lake, più Sinfield, avviene a Londra nello scantinato di un caffè al 63 di Fulham Palace Road, il 13 gennaio 1969.[1][8][10] Il nome "King Crimson" fu coniato in quegli stessi giorni da Peter Sinfield a partire dal "Re Cremisi" ("Crimson King") del suo brano, neologismo anch'esso che il poeta adotta come sinonimo di Beelzebub, principe dei demoni.[8]

A questo punto, Ian McDonald era il principale compositore della band, pur col contributo significativo di Lake e Fripp; Sinfield, oltre che curare i testi, si occupava di disegnare e progettare i rivoluzionari impianti di illuminazione che avrebbero caratterizzato le performance live; fu pertanto accreditato come "ingegnere del suono e del video". McDonald suggerì che la band adottasse il mellotron, esempio di come fossero attenti alle nuove tecnologie musicali, così da creare un suono più orchestrale, ispirato a quello dei Moody Blues.[11]

I King Crimson debuttarono dal vivo con sette serate consecutive al Change Is di Newcastle dal 23 febbraio al 1º marzo 1969.[8] Seguirono una ventina di concerti, a Londra e dintorni, tra l'aprile ed il giugno dello stesso anno.[8] Il 5 luglio 1969 la band fa la sua prima apparizione su larga scala, allo storico concerto organizzato dai Rolling Stones in memoria di Brian Jones ad Hyde Park, Londra, suonando davanti a 650.000 persone.[8] Tre settimane dopo, il gruppo entra ai Wessex Studios di Islington, Londra, per incidere il primo album.[8]

In the Court of the Crimson King[modifica | modifica sorgente]

L'album di debutto della band fu In the Court of the Crimson King, uscito nell'ottobre del 1969 per la Island Records. L'album fu un successo: il chitarrista dei Who, Pete Townshend, lo definì "un capolavoro assoluto".[12] Le sonorità di questo nuovo album (nello specifico la traccia 21st Century Schizoid Man) sono considerate come le antesignane dell'alternative rock e del grunge, mentre alle tracce più delicate è stata attribuita un'aria "eterea" e "sacrale"[senza fonte].[13] In contrasto con le sonorità hard rock e blues della scena musicale inglese e americana di allora, i King Crimson si presentarono con un approccio molto più "continentale", che univa elementi antichi ad elementi moderni. La musica dei King Crimson era gravida di influenze provenienti dalle varie esperienze dei cinque membri, tra cui la musica classica dell'epoca romantica e modernista, il rock psichedelico di Jimi Hendrix, il folk, il jazz, i ritmi della musica militare (McDonald aveva suonato in una banda militare), la musica di epoca vittoriana, e infine il british pop.

Dopo diverse esibizioni in Inghilterra, la band si imbarcò per un tour negli Stati Uniti, suonando a fianco di molti altri gruppi coevi. Il loro primo show americano fu quello al Goddard College, a Plainfield, nel Vermont. Nel frattempo che le loro sonorità innovative facevano molto discutere la critica e il pubblico, emergevano delle tensioni creative tra i membri del gruppo. Michael Giles e Ian McDonald, ancora sbigottiti per il rapido successo dei King Crimson e frustrati per la vita "on the road" della loro esperienza americana, cominciarono a non convergere più con la strada in cui si stava infilando il gruppo. Inoltre, pian piano, Robert Fripp stava assumendo la leadership artistica del gruppo, guidando i King Crimson verso sonorità più cupe e più intense. McDonald e Giles, così, più protesi verso la musica melodica, abbandonarono il gruppo durante la tappa californiana del tour. Nel tentativo di recuperare quelli che erano stati gli elementi fino ad allora più importanti per i King Crimson, Fripp si offrì di andarsene al posto loro, ma la scelta dei due era ormai definitiva, in quanto, stando a quanto dichiararono, la band era "più di Fripp che loro", e che era più giusto fossero loro i primi ad andarsene.[8] Legati, però, da obblighi contrattuali, la formazione suonò insieme fino all'ultimo show a San Francisco, al Fillmore West, il 16 dicembre 1969. Finito il tour, Giles e McDonald si dedicarono alla carriera da solisti, registrando insieme soltanto un album, "McDonald and Giles", nel 1970.

Dall'inizio del 1970 alla metà del 1971 i King Crimson alternarono una serie di inconcludenti e insoddisfacenti formazioni (questo periodo è stato ironicamente definito, come altri che seguiranno, come un "interregno",[8] ovvero un periodo di vuoto di potere, conseguente alla morte o alla deposizione di un re - il "Re Cremisi", in questo caso -, a cui segue il ripristino della precedente monarchia, o di una nuova). Anche Greg Lake, nel 1970, lasciò il gruppo, allettato da una maggiore prospettiva di successo con il trio Emerson, Lake & Palmer. Fripp era rimasto, così, solo, e fu costretto per un periodo anche a fare da tastierista, oltre che chitarrista. Per compensare la mancanza di musicisti, Sinfield cominciò a interessarsi all'uso del sintetizzatore.

In the Wake of Poseidon[modifica | modifica sorgente]

Il secondo album del gruppo, In the Wake of Poseidon, venne registrato dai membri rimasti, Fripp e Sinfield, insieme ad alcuni musicisti messi insieme per l'occasione. Michael Giles tornò a suonare la batteria soltanto per una sola sessione, accanto al fratello Peter al basso. Ad un certo punto si prese anche in considerazione di chiamare l'allora semisconosciuto cantante Elton John, ma l'idea non ebbe un seguito.[14] La voce fu affidata invece a Lake, che accettò in cambio dell'attrezzatura dei King Crimson come pagamento:[8] Lake coprì tutte le tracce eccetto Cadence and Cascade, cantata dal vecchio amico di Fripp Gordon Haskell. Mel Collins (ufficialmente membro dei Cirkus) contribuì con il sassofono e il flauto. Altro elemento fondamentale fu il pianista Keith Tippett, che tornò anche per le successive incisioni sino al 1971. Nonostante Fripp gli abbia offerto di entrare a pieno titolo nel gruppo, Tippett ha sempre preferito rimanere un semplice collaboratore, suonando dal vivo soltanto una volta col gruppo.[8] In the Wake of Poseidon ricevette una critica buona, ma tiepida: furono molto criticate le sonorità, giudicate troppo simili come stile e contenuti all'album di debutto, tanto da sembrare di avere a che fare con una mera imitazione.[1]

Lizard[modifica | modifica sorgente]

Con l'uscita di In the Wake, Fripp e Sinfield avevano una buona quantità di materiale da pubblicare e promuovere, ma non un gruppo per dare forma a queste idee. Disperato, Fripp persuase Gordon Haskell ad entrare come bassista e cantante della band, e assoldò il batterista dei Manfred Mann's Earth Band Andy McCulloch (anch'esso proveniente dal Dorset, come Fripp). Anche Mel Collins entrò a pieno titolo a far parte del gruppo.[8] Sia Haskell che McCulloch si unirono ai King Crimson in tempo per partecipare alle sessioni di registrazione del terzo album del gruppo, Lizard,[1] ma non come autori, bensì come semplici esecutori di materiale già sviluppato da Fripp e Sinfield, in collaborazione con una "squadra" di musicisti jazz: Keith Tippett, il trombettista Mark Charig, il trombonista Nick Evans e l'oboista Robin Miller. Jon Anderson degli Yes fu anch'esso coinvolto come cantante nel brano Prince Rubert Awakes,[1] che Fripp e Sinfield consideravano non adatto alla voce di Haskell.[8] Lizard include molte più influenze avanguardiste, con frequenti spunti di musica classica e jazz, che lo diversificano notevolmente dai due precedenti album, anche grazie agli esperimenti di Sinfield con il sintetizzatore VCS3, e con i testi, ora molto più complessi e allusivi: un brano si riferisce, ad esempio, al recente scioglimento dei Beatles.

Lizard è stato descritto un "gusto acquisito",[1][15] definitivo, non condiviso però da Haskell e McCulloch, più orientati verso il rhythm and blues. Haskell cominciò a disilludersi riguardo ai King Crimson, e fece capire che non era sua intenzione cantare e suonare un genere con cui non aveva alcuna empatia. Poco prima della pubblicazione di Lizard, infatti, Haskell lasciò il gruppo in maniera piuttosto brusca.[1][8] dopo il rifiuto di cantare nei concerti con l'ausilio di un distorsore elettrico. McCulloch fu accolto prima dal gruppo di Arthur Brown e poi divenne batterista dei Greenslade nel 1972. Fripp e Sinfield, così, erano di nuovo di fronte ad una mancanza, che dovevano necessariamente colmare.

King Crimson II (1971-1972)[modifica | modifica sorgente]

La nuova formazione dei King Crimson, formata ora da Fripp, Sinfield e il batterista Ian Wallace (un ex compagno di gruppo di Jon Anderson), vide anche l'ingresso, dopo estenuanti audizioni, del cantante Bryan Ferry - e del manager John Gaydon - subito sostituito da Raymond "Boz" Burrell.[1] Fripp, inoltre, avvicinò il bassista John Wetton nel 1971, allo scopo di completare la formazione, ma quegli accettò il ruolo nei Family. Fu così che Boz si trovò a dover suonare il basso, persa ogni speranza di riuscire a trovare un nuovo bassista.[16]

Nel 1971, i King Crimson intrapresero il loro primo tour dal 1969 con la nuova formazione. I concerti furono ben accolti dal pubblico, ma lo stile di vita spericolato di Burrell, Collins e Wallace non andava molto a genio a Fripp, che era del tutto contrario all'uso di droghe. Fripp, allora, cominciò a distanziarsi sempre più dai compagni, creando delle tensioni che non giovarono alla band, che, comunque, terminò il tour senza intoppi.[8]

Islands[modifica | modifica sorgente]

Più avanti i King Crimson registrarono e pubblicarono un nuovo album, Islands. Le sonorità, ora molto calme e melodiche, furono notevolmente influenzate da una collaborazione con Miles Davis di Gil Evans, e dalle tematiche che si rifanno in gran parte all'Odissea di Omero. Inoltre, questo lavoro portava i segni di una chiara divergenza stilistica tra Sinfield (che preferiva un approccio più "soft" di stampo jazz-folk) e Fripp (che propendeva più uno stile "duro", di un chiaro esempio ne è Sailor's Tale, caratterizzato da un uso più cupo del Mellotron e della chitarra). Islands comprende anche un piccolo esperimento - primo ed ultimo - con un ensemble di archi, presente nel pezzo Prelude: Song of the Gulls, ed un più ritmico Ladies of the Road, allegoria dello stile di vita del gruppo, e che probabilmente - caso raro - piacque a tutti i membri del gruppo all'unanimità. Ma una nuova crisi era vicina: nel successivo tour, Fripp costrinse Sinfield (col quale l'amicizia si era deteriorata) a lasciare il gruppo,[1] viste anche le numerose divergenze in campo artistico-musicale.[8] A questo punto, Fripp, deluso da quanto accaduto, mise per un periodo i King Crimson in un cassetto. Sinfield dal suo canto si dedicò ad un lavoro da solista, Still, e riallacciò i rapporti con Lake, divenendo autore principale dei testi degli Emerson, Lake and Palmer.[17] Quel che rimaneva del gruppo si sciolse bruscamente poco tempo dopo, anche a causa del rifiuto di Fripp di inserire nel repertorio del gruppo pezzi composti dagli altri membri (quel che Fripp più tardi definì come un "controllo di qualità" da lui operato, per assicurarsi che i King Crimson suonassero il "giusto genere" di musica").[8]

Così, dopo una revisione della formazione per il tour del 1972, il gruppo apparve sempre più intenzionato a sciogliersi.[1] Le registrazioni di questo tour sono state raccolte nell'album Earthbound,[1] molto criticato per la scarsa qualità del suono, e delle performance, caratterizzate da una frequente improvvisazione,[18][19] segno delle fratture tra Fripp e gli altri membri del gruppo, che propendevano sempre più, contro il volere di Fripp.[8] verso uno stile con molte più influenze dal rhythm and blues. Durante il tour, però, Collins, Burrell e Wallace, più per il bene dei King Crimson, avevano deciso di venire incontro a Fripp, ma inutilmente: quest'ultimo, infatti, era già fortemente intenzionato a "ristrutturare" interamente la formazione del gruppo, ed a intraprendere una nuova strada musicale.[8]

King Crimson III (1972-1974)[modifica | modifica sorgente]

Robert Fripp nel 1974.

La terza formazione dei King Crimson era nettamente diversa dalle due precedenti, essendo in queste l'improvvisazione l'elemento essenziale delle composizioni. Il primo nuovo elemento chiamato da Fripp fu il percussionista Jamie Muir,[1] che aveva già lavorato con i Sunship e Derek Bailey.[8] Questa formazione vide anche l'ingresso di due batteristi, tra cui l'ex Yes Bill Bruford,[1] che scelse di abbandonare il successo commerciale degli Yes, per i più instabili, ma affascinanti, King Crimson.[20] Infine, Fripp, riuscì ad assicurarsi John Wetton come cantante e bassista - già membro dei Family -, e il polistrumentista David Cross.

Senza più Sinfield, il gruppo assoldò un nuovo paroliere, Richard Palmer-James (ex chitarrista dei Supertramp), che a differenza di Sinfield, non si occupò mai delle illuminazioni e del suono, in quanto la sua collaborazione col gruppo era puramente "per corrispondenza".

Larks' Tongues in Aspic[modifica | modifica sorgente]

La nuova formazione e il tour che intrapresero nel 1972, fecero avere ai King Crimson una rinnovata attenzione da parte della stampa. Un nuovo album, Larks' Tongues in Aspic, fu pubblicato all'inizio del 1973.[1][21] Fu il primo lavoro dei King Crimson a testimoniare la predominanza artistica di Fripp, senza più l'influenza di Sinfield, e a fuggire all'ombra del debutto, in quanto i King Crimson erano ormai una band conosciuta e apprezzata dal pubblico.

Una svolta significativa dai precedenti lavori fu il pezzo Larks' Tongues in Aspic[1] diviso in due parti, l'una in apertura, l'altra in chiusura dell'album. Le sonorità di queste tracce erano fortemente influenzate dalla musica di Béla Bartók, Vaughan Williams, e dalle nascenti sonorità dell'heavy metal.[22] Ovviamente la cesura con il passato non era totale - il Mellotron, preferito di Sinfield, era ancora usato, così come la presenza di ballate - ma era chiaro che il gruppo avesse intrapreso una nuova direzione musicale. In particolare, le registrazioni erano permeate dell'impronta sonora di Muir, che per l'occasione fece ricorso ad una serie di oggetti del tutto comuni, trasformati in veri e propri strumenti musicali - quali: il campanello di una bicicletta, giocattoli vari, gong - e effetti sonori molto inusuali, come la risata che si può sentire alla fine del pezzo Easy Money. Lo stile aggressivo di Wetton recò un contributo essenziale ai King Crimson e influenzò lo stesso Fripp, la cui chitarra divenne sempre più distorta.

Nel 1973, dopo l'abbandono di Muir a seguito di una profonda crisi spirituale e personale,[8] il gruppo divenne un quartetto.

Starless and Bible Black[modifica | modifica sorgente]

Dopo il lunghissimo tour che seguì quel periodo, i membri restanti cominciarono a lavorare ad un nuovo album, Starless and Bible Black, pubblicato nel gennaio del 1974.[1][23] L'album, ben recensito anche dalla rivista Rolling Stone,[24] riuniva materiale sperimentale che ricordava molto il lavoro fatto con il White Album dai Beatles, caratterizzato da una frequente sperimentazione, e da elementi jazz fusion ricorrenti nella musica di Miles Davis e della Mahavishnu Orchestra.

Due terzi dell'album erano strumentali, incluso il pezzo Fracture, completamente composto da Fripp. Per il brano Trio - una improvvisazione che vedeva Wetton al basso, Cross al violino e Fripp al Mellotron - Bruford viene accreditato come autore "per difetto", cioè per aver "contribuito" al brano restando in silenzio con le bacchette incrociate sul petto.[8] Nonostante la maggior parte dei pezzi dell'album fossero registrazioni di esibizioni dal vivo, Fripp "pulì" il suono in maniera tale da farle sembrare registrazioni in studio.[22] La documentazione completa di questo estenuante lavoro fu pubblicata nel 1992 nel quadruplo album The Great Deceiver e ancora nel doppio-album live The Night Watch, in cui vi è gran parte del materiale originale usato per Starless and Bible Black.

Dopo l'uscita di questo nuovo album, nel gruppo cominciarono ad aprirsi nuove fratture: musicalmente, Fripp si trovava d'accordo con la posizione di Bruford e Wetton, la cui forza espressiva fu paragonata in un'occasione da Fripp ad un "muro volante di mattoni",[8] mentre il ruolo di Cross - soprattutto al violino - veniva sempre più messo in secondo piano, fino al punto in cui nel 1974, durante l'ultimo tour americano di questa formazione,[8] fu deliberata (con il voto contrario del solo Bruford)[8] la sua estromissione; la sua ultima apparizione dal vivo con i King Crimson coincide con l'ultimo concerto della formazione: al Central Park di New York il 1º luglio 1974.

Red[modifica | modifica sorgente]

Il restante trio cominciò a lavorare ad un nuovo disco, Red.[1] Per Fripp era un periodo molto travagliato: frustrato dallo show-business, aveva cominciato a seguire il mistico George Gurdjieff,[25] sull'onda di una grave crisi spirituale che lo aveva colto nel 1974. Successivamente, descriverà questo periodo come "l'apice del suo esaurimento nervoso".[8] Fu così che Bruford e Wetton, senza più il contributo di Fripp, si trovarono ad incidere da soli la maggior parte dei pezzi.

A dispetto di ciò, Red dà prova di essere uno degli album più duri e forti a livello di sonorità. È stato descritto come "l'impressionante successo di un gruppo ormai allo sbando",[26] caratterizzato da un "intenso dinamismo" musicale tra i membri del gruppo. Introdotto dall'aspro Red, l'album continua con altri due pezzi, in cui la predominanza del basso di Wetton è evidente, e un ultimo sguardo all'improvvisazione, con il pezzo dal vivo Providence registrato in concerto poche settimane prima. L'ultimo pezzo, Starless, è considerato una pietra miliare del gruppo, alterna geometricamente sonorità melodiche, improvvisazione, e i ritmi crudi dell'heavy metal. Oltre alla presenza "postuma" di Cross in Providence, all'album contribuiscono ospiti tutti già noti alla costellazione crimsoniana: Robin Miller e Marc Charig, già apparsi in Lizard e Islands, nonché il sax soprano di Mel Collins (Starless) e tenore di Ian McDonald (One More Red Nightmare e ancora Starless).

Con uno dei loro album più forti pronto per essere pubblicato, i King Crimson sembrano essersi ristabiliti, e le indiscrezioni riguardo ad un probabile rientro di Ian McDonald danno nuove speranze ai fan. Fripp, d'altro canto, era sempre più in crisi, e riteneva il rock e la musica in generale "finita", in virtù anche del suo avvicinamento a dottrine escatologiche.[25] Era, in più, scoraggiato e disilluso riguardo ai King Crimson e la loro esplosione di successo, tanto che, dopo due mesi dall'uscita del disco, Fripp annunciò che i King Crimson avevano "cessato di esistere per sempre".[12][27] Il gruppo si sciolse ufficialmente il 25 settembre del 1974.[1]

USA[modifica | modifica sorgente]

Un album live "postumo", Usa, che documentava il già citato ultimo tour dei King Crimson negli Stati Uniti, uscì nel 1975, e fu definito dalla critica come un "must"[18] e "una pazzia il non averlo".[28][29] Alcune parti al violino di Cross, registrate dal vivo, erano inaudibili; fu perciò contattato il musicista dei Roxy Music Eddie Jobson per risuonarle in studio. Nel 2005 l'album è stato rimasterizzato e ampliato con due tracce bonus, Fracture e Starless.

King Crimson IV (1981-1984)[modifica | modifica sorgente]

Discipline[modifica | modifica sorgente]

Dal 1981, Fripp aveva deciso di porre fine al progetto The League of Gentlemen, in favore di un altro, molto più ambizioso sia artisticamente che commercialmente. All'epoca, non aveva ancora nessuna intenzione di riformare i King Crimson.[25] Fu così che contattò Bill Bruford, che accettò di prender parte alla nuova iniziativa.[25] Poi chiamò con sé il cantante Adrian Belew, già collaboratore di David Bowie e Frank Zappa e ancora attivo con i Talking Heads, sia in studio che in tour.[30] La scelta di Fripp di aggiungere un altro chitarrista non aveva precedenti,[25] ed era indice di una ferrea volontà di voltare pagina rispetto al suo passato artistico.

Scartato il musicista Jeff Berlin (il cui stile fu giudicato "troppo impegnato"), Fripp e Bruford cominciarono la frenetica ricerca di un nuovo bassista, organizzando delle audizioni a New York. Al terzo giorno Fripp si assentò, e dopo alcune ore tornò in compagnia del bassista Tony Levin, che il chitarrista aveva conosciuto come turnista di Peter Gabriel e che aveva già suonato nel suo album solista Exposure l'anno prima. Fripp dichiarò in seguito che, se avesse saputo subito della piena disponibilità di Levin, lo avrebbe preso senza nemmeno indire delle audizioni. Levin fu essenziale per il nuovo gruppo, apportando il contributo del Chapman Stick, un innovativo strumento a dieci corde suonate percussivamente.

Questo nuovo quartetto prese il nome, scelto da Fripp, di Discipline, e volò in Inghilterra[31] per fare delle prove e scrivere dei nuovi pezzi. Il loro debutto fu al Moles Club a Bath, il 30 aprile del 1981, e successivamente si unirono al tour inglese dei The Lounge Lizards. Dall'ottobre del 1981, il quartetto prese la unanime decisione di cambiare il nome nel più glorioso King Crimson.

I nuovi King Crimson erano ora molto vicini alla New wave,[32] sicuramente anche a causa delle frequenti collaborazioni di Fripp e Belew coi Talking Heads e David Bowie, di Tony Levin con Peter Gabriel, e i lavori di Fripp Exposure e con i Gentlemen. Con questa nuova formazione, definita da J.D. Considine nel The New Rolling Stone Album Guide come avente una "tecnica variegata" di "intricate melodie", Fripp intendeva creare una sorta di "Gamelan rock", con quella qualità ritmica tipica del gamelan indonesiano.[25] Mentre Fripp si concentrava sulla esecuzione di complessi arpeggi, Belew fornì al gruppo un vero e proprio "arsenale" di suoni (tra cui rumori di insetti, sottofondi ambientali, textures industriali e altri) utilizzando i più svariati strumenti elettronici. Per quanto riguarda la ritmica Levin apportò i più moderni elementi della musica contemporanea, mentre Bruford si dedicava ad una profonda sperimentazione, assieme allo stesso Fripp. Nello spirito originario del rock progressivo, i King Crimson utilizzarono e sperimentarono tutte le nuove tecnologie che vi fossero in campo musicale - come, ad esempio, il sintetizzatore per chitarra Roland, il Chapman Stick di Levin, o il drumkit elettronico Simmons.
Il primo album di questa nuova formazione fu Discipline, in cui tutte queste novità sonore sono evidenti, e considerato tuttora come uno dei lavori più fini del gruppo. Le varie tracce sono caratterizzate da una certa brevità, contrariamente agli standard dei King Crimson, anche in forza dello stile molto più tendente alla "abbreviazione" di Belew, in contrasto con la grandeur dei primi King Crimson. Le sonorità di questo nuovo album incorporano elementi provenienti dai generi musicali più recenti, come il post-punk, il funk, il go-go e la musica africana.

Beat[modifica | modifica sorgente]

A Discipline seguì Beat, nel 1982, primo album nella storia dei King Crimson ad essere registrato con formazione identica a quella del precedente,[33] ed anche il primo con un produttore esterno al gruppo: Rhett Davis.[33]
Tema centrale dell'album è la Beat Generation e la cultura di quell'epoca,[34] che si ritrovano in pezzi come Neal and Jack and Me (ispirata a Neal Cassady e Jack Kerouac), The Howler (ispirata a "Howl" di Allen Ginsberg) e Sartori in Tangier (ispirata a Sartori in Paris di Paul Bowles). Era stato lo stesso Fripp a consigliare a Belew la lettura di On the road di Kerouac per trovarvi ispirazione;[35] nell'album ricorrono più in generale diversi riferimenti a quel filone letterario, come i temi del viaggio, del disorientamento e della solitudine.

Le registrazioni furono molto stressanti,[8] specialmente per Belew, che doveva sostenere il doppio incarico di front-man e principale autore dei testi. In una occasione, addirittura, durante un litigio con Fripp, gli ordinò a gran voce di uscire dalla sala di registrazione. Ma questi screzi non minarono la stabilità dei rinnovati King Crimson, che cominciarono un nuovo tour, che fu per il gruppo una sorta di "riabilitazione" dalla precedente stasi.

Three of a Perfect Pair[modifica | modifica sorgente]

Nel 1984, riunitosi di nuovo per registrare un nuovo album, Three of a Perfect Pair, il gruppo trovò molte difficoltà nel processo compositivo, in particolare per l'apparente impossibilità di conciliare le diverse idee dei quattro componenti. Alla fine, il gruppo trovò il compromesso: dividere l'album in due parti: il lato A (poi indicato come left side cioè "lato sinistro") avrebbe incluso quattro delle canzoni più pop e melodiche, mentre il lato B (right side, "lato destro" ma anche "lato giusto") conteneva il materiale più sperimentale, che spaziava dall'improvvisazione, tipica del primo periodo del gruppo, ad una terza, elaborata parte del brano Larks' Tongues in Aspic. I testi del lato A presentavano temi lirici relativamente semplici, come il funzionamento del cervello, le sue varie disfunzioni, e il suo impatto sulla nostra vita. Il lato B, invece, si occupava della società tecnologica, dalla strumentale Industry a Dig Me (cantata dal punto di vista di un'automobile in rottamazione), e vide un largo uso di suoni meccanici.
Illuminante la dichiarazione con cui Fripp, nella conferenza stampa per presentare il disco, ne motivò la bipartizione: «il primo lato è accessibile, il secondo è eccessivo».[8] L'edizione del 2001, rimasterizzata, include un CD aggiuntivo, contenente remix e improvvisazioni inedite, oltre ad una rara interpretazione vocale di Levin nel brano The King Crimson Barbershop.

L'ultimo concerto del tour promozionale di Three of a Perfect Pair, ultimo anche per i King Crimson IV, si tenne allo Spectrum Club di Montreal l'11 luglio 1984. Fu anche pubblicato nel 1998 nel CD Absent Lovers: Live in Montreal. La mattina dopo il concerto, Fripp incontrò gli altri a colazione nell'hotel di Montreal e comunicò loro la sua decisione di sciogliere per l'ennesima volta il gruppo.[8] A parte una comprensibile frustrazione da parte soprattutto di Belew e Bruford.[8] l'amicizia tra i membri del gruppo non si incrinò irreparabilmente, ma la band comunque non tornò a riunirsi per oltre dieci anni.

King Crimson V (1994-1997)[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni novanta, Adrian Belew fece visita a Fripp in Inghilterra, e gli espresse il suo grande interesse di suonare ancora coi King Crimson. Fripp si mostrò subito d'accordo con Belew, e finito il tour con David Sylvian, cominciò a riunire il gruppo, facendo anche qualche modifica: oltre a Belew e Levin, chiamò Trey Gunn alla Chapman Stick e Jerry Marotta alla batteria, subito sostituito da Pat Mastelotto. Bill Bruford rientrò come secondo batterista. Fripp spiegò questa insolita formazione a sei, come un suo personale tentativo di creare un "doppio trio" (composto da due chitarristi, due bassisti e due batteristi), allo scopo di esplorare tutte le diverse possibilità in cui potevano spaziare i King Crimson. Bruford, però, rivelò in seguito che Fripp chiarì subito a tutti che la leadership creativa del gruppo sarebbe stata indiscutibilmente sua, e che questa era una delle condizioni necessarie per entrare nella nuova formazione.[36]

Vrooom e B'Boom[modifica | modifica sorgente]

La nuova formazione, pronta già dal 1994, pubblicò, nello stesso anno, un EP, Vrooom, che rivelò un nuovo sound dei King Crimson, miscela unica tra Discipline e Red,[37] ed una propensione per l'uso di suoni elettronici derivanti dall'industrial music. Inoltre, molti pezzi mostravano chiari riferimenti al pop degli anni sessanta, in particolare a quello dei Beatles. Come la precedente formazione, si fece ampio ricorso alle nuove tecnologie, in particolare l'uso del MIDI, il cui principale sostenitore era Fripp, seguito da Belew e Gunn, a cui fu aggiunta la Warr Guitar, che sostituì la Chapman Stick.

L'apparente gemellaggio di strumenti fu, in realtà, usato meno di quanto dato ad intendere inizialmente. Attraverso l'uso di complessi Soundscapes, la chitarra di Fripp acquistò un ruolo sempre maggiore in molti pezzi. La Stick e la Warr di Gunn fecero da controcanto a Fripp, fungendo da ulteriore prima chitarra. Il duo predominante fu quello alla batteria: Bruford, inizialmente contrario alla condivisione del ruolo, si adattò ben presto a suonare insieme a Mastelotto, col quale esplorò diverse sonorità.

Il primo concerto di questa rinnovata formazione si tenne a Buenos Aires nel 1995, ed è stato pubblicato nell'album B'Boom: Live in Argentina, nell'agosto dello stesso anno.

Thrak e Thrakattak[modifica | modifica sorgente]

Il successivo album in studio dei King Crimson fu Thrak, pubblicato nell'aprile del 1995, e contenente molte rivisitazioni della maggior parte dei pezzi di Vrooom. Fu descritto dalla critica come avente "delle strutture jazz-rock, caratterizzate da forti, precisi e squisiti intermezzi di chitarra".[38] Dinosaur e Sex Sleep Eat Drink Dream sono due pezzi che maggiormente esprimono gli sforzi del gruppo a integrare la sua caratteristica doppia strumentazione. Strumentalmente, l'album presenta alcune peculiarità, come il chiaro riferimento a Red (specie in "VROOOM" e "VROOOM VROOOM"), il duetto alla batteria di B'Boom, la ritmica di THRAK, e una serie di tappeti sonori di Fripp. Una curiosità, è il ritorno del Mellotron, come accompagnamento in alcuni brani.

Tra il 1995 e il 1996 i King Crimson tennero un tour, e nel 1996 fu pubblicato l'album live Thrakattak, comprendente solo improvvisazioni di pezzi tratti dall'album THRAK, combinate digitalmente in una unica improvvisazione della durata di un'ora.[39] Una registrazione più convenzionale di quei concerti la si può ritrovare nel doppio CD del 2001 Vrooom Vrooom, e nel DVD Déja Vrooom del 2003.

Nonostante il successo riportato da questo "doppio trio", la complessità del suo lavoro lo rendeva molto difficile da mantenere attivo: nel 1997, durante una prova a Nashville, la band entrò in un'impasse che molto deluse Fripp, già in contrasto con Bruford, il quale, dopo poco, lasciò il gruppo.[36] Successivamente commenterà dicendo: "Io e Robert siamo arrivati al punto in cui non eravamo d'accordo neppure sul ristorante dove cenare, e se non puoi metterti d'accordo su questo, figuriamoci se puoi ancora suonare insieme...".[36] Nonostante la evidente crisi, anziché sciogliere il gruppo - per cui vi erano tutti i presupposti - i sei membri optarono per una soluzione più soft: i ProjeKcts.

ProjeKcts 1-X (1997-1999)[modifica | modifica sorgente]

Piuttosto che sciogliersi definitivamente, i sei componenti del "Double Trio" decisero all'unanimità di lavorare in piccoli "sottogruppi" - o "FraKctalisations", come furono definiti - in accordo con l'idea di Fripp. Questo permise al gruppo di continuare a lavorare su nuove idee musicali e cercare una nuova direzione per i King Crimson, senza le inevitabili difficoltà che comportava il confronto con gli altri cinque membri. Come per i precedenti lavori dei King Crimson, anche nei ProjeKcts si fece largo uso delle nuove tecnologie. Mastelotto, ad esempio, fece ricorso alla batteria elettronica, mentre Gunn adottò una nuova "talkbox" ed una nuovissima batteria elettrica Roland, la "V-Drums", suonata anche da Belew (Bruford si rifiutò di suonarla, nonostante le pressanti richieste di Fripp).

I primi quattro ProjeKcts furono suonati dal vivo negli USA, in Giappone e in Inghilterra, tra 1998 e 1999, e dimostrarono la mai spenta capacità del gruppo di gettarsi in argute improvvisazioni. I ProjeKcts sono stati collettivamente definiti dal critico musicale Considine come "frequentemente sorprendenti", ma mancanti di melodia, e troppo arguti per l'ascoltatore occasionale.[40]

Ecco una lista dei ProjeKcts pubblicati sino ad ora:

  • ProjeKct One (Fripp, Bruford, Gunn e Levin) - composto a Londra in quattro giorni, si tratta di un lavoro del tutto improvvisato, di spirito free-jazz,[40] soprattutto per l'influenza che questo genere ha avuto in particolare su Bruford e Levin (che hanno preferito la tradizionale batteria acustica a quella elettrica). Può essere considerato come l'ultimo lavoro di Bruford con i King Crimson.
  • ProjeKct Two (Fripp, Gunn e Belew) - si tratta di una esplorazione più "crimsonica" delle strutture strumentali, attraverso un prevalente ricorso al MIDI e alla strumentazione virtuale (come delle impossibili linee di piano suonato attraverso una chitarra in MIDI), insieme alla stimolante batteria elettrica di Belew.
  • ProjeKct Three (Fripp, Gunn e Mastelotto) - molto simile al precedente, anche se è caratterizzato da una sperimentazione guidata prevalentemente dall'approccio ai ritmi elettronici di Mastelotto (con un largo ricorso ai ritmi del drum and bass e la musica elettronica).
  • ProjeKct Four (Fripp, Gunn, Mastelotto e Levin) - anch'esso strettamente legato al precedente lavoro è caratterizzato dalla presenza di Levin al basso e alla Stick Guitar, con un approccio molto più avant-rock.
  • ProjeKct X - un riarrangiamento in studio della formazione del 2000, guidato più dal comparto ritmico, che da Fripp e Belew.

King Crimson VI (2000-2004)[modifica | modifica sorgente]

Pat Mastelotto presso gli One World Studios, nel 2003.

Dalla fine dei ProjeKcts, Bruford aveva ufficialmente lasciato la band, per dedicarsi al jazz con gli Earthworlds ed altri gruppi. Anche Levin, che aveva cominciato a collaborare con altri artisti fuori dalla cerchia dei King Crimson, come Peter Gabriel e Seal, non sembrava molto intenzionato a rientrare nel gruppo. Fortunatamente, la mancanza di Levin non costituì un problema per Belew, che si adattò a compensare anche le funzioni di quest'ultimo, il quale non fu mai escluso dalla band, ma semplicemente "sospeso" (successivamente Fripp commenterà che Levin è sempre stato considerato il "quinto membro" dei King Crimson, anche in quel periodo).

I restanti membri dei King Crimson - Belew, Fripp, Gunn e Mastelotto - così, continuarono con il gruppo, definendosi saltuariamente come "Double Duo", in ovvio riferimento alla precedente formazione. Nonostante essa comprendesse due terzi dei precedenti membri - e non avesse visto l'entrata di nuovi componenti - questa nuova formazione segnò un ulteriore cambiamento nelle sonorità dei King Crimson, anche in virtù delle esperienze dei ProjeKcts. Gunn, infatti, cominciò a concentrarsi sull'uso della Warr Guitar, e sulla chitarra baritona e il basso Ashbory con corde di silicone. Mastelotto sperimentava sempre più strumenti elettronici: ancora una volta vi fu un massiccio ricorso alla tecnologia.

The ConstruKction of Light[modifica | modifica sorgente]

I King Crimson, allora, pubblicarono un nuovo album, The ConstruKction of Light,[12] nel 2000, registrato nell'appartamento di Belew, vicino Nashville. Le sonorità di questo nuovo album sono decisamente più hard-rock dei precedenti album; tutti i pezzi sono caratterizzati da una impronta metallica, con delle sonorità dure, molto vicine ai lavori delle band alternative metal coeve, come i Tool, con, però, una texture elettronica differente, e un suono molto più incisivo sia della batteria, che della chitarra. A parte l'unica eccezione di un pezzo parodistico sul blues "industriale", cantato da Belew con uno strumento per alterare la voce, tutti i pezzi dell'album sono estremamente complessi per il pubblico, perché caratterizzati da frequenti gap ritmici, funzionali all'inserimento di textures molto più dure del solito. Il disco contiene, tra le altre, anche una quarta parte del pezzo "Larks' Tongues in Aspic", ed un riarrangiamento del pezzo del 1973 "Fracture", non a caso chiamato "FraKCtured". Secondo Fripp questa operazione è stata quasi necessaria, in quanto il pezzo risaliva a più di una generazione prima, e rispecchiava le idee e la mentalità di un'epoca e di artisti completamente diversi da quelli che adesso militavano nei King Crimson. Nonostante questa spiegazione, l'album non fu esente da pesanti critiche, che evidenziavano un'apparente scarsità di novità rispetto alle precedenti pubblicazioni.[41]

Nonostante il contributo di tutta la band, i pezzi di questo album furono quasi tutti composti da Belew, per i testi, e Fripp, per la parte strumentale. Per appianare queste frustrazioni artistiche, il gruppo registrò un album parallelo nello stesso periodo, sotto il nome di ProjeKct X, dal nome Heaven and Earth.[42] Questo album fu concepito totalmente da Mastelotto e Gunn, e vedeva affidati a Fripp e Belew ruoli estremamente marginali. Fu uno sviluppo dei temi già sviluppati nei precedenti ProjeKcts, ma anch'esso fu tacciato di "aridità" dalla critica.[42]

Alfine di promuovere questi due nuovi album, i King Crimson cominciarono un nuovo tour, pubblicando in seguito un triplo live dal titolo Heavy ConstruKction, che venne aperto, tra gli altri, anche dai Tool, dichiarati discepoli dei King Crimson. Il cantante dei Tool, Maynard Hames Keenan, dichiarò: "per me, suonare con i King Crimson, è come per Lenny Kravitz esibirsi con i Led Zeppelin, o per Britney Spears essere affiancata da Debbie Gibson".[43]

Level Five e Happy With What You Have To Be Happy With[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 fu pubblicato in edizione limitata l'EP Level Five, che comprendeva tre nuovi pezzi: una nuova versione di "The Deception of the Thrush", un pezzo risalente ai tempi dei ProjeKcts, più due pezzi del tutto nuovi, "Dangerous Curves" e "Virtuous Circle", testimoni del ritorno al dinamismo caratterizzante dei King Crimson. A questo EP ne seguì un altro, nel 2002, dal titolo Happy With What you Have to Be Happy With,[44] comprendente undici tracce, ennesima conferma di un rinnovato spirito artistico del gruppo. La metà delle canzoni presentano la voce distorta di Belew al cantato, e un pop di stile gamelan.

The Power to Believe[modifica | modifica sorgente]

Adrian Belew nel 2006.

In realtà, questi due EP non erano altro che il trampolino di lancio per un nuovo disco, che uscì nel 2003, dal titolo The Power to Believe,[45] che Fripp descrisse come "il culmine di tre anni di Crimsoniamento", e che, probabilmente, è il più autoreferenziale del gruppo. L'album comprendeva una nuova versione di "The Deception of the Thrush", più un soundscape risalente al 1997, insieme ad altro materiale ripescato dal passato - come un cantato di Belew come ponte tematico tra quattro canzoni. Questo disco confermò il ritorno del gruppo a testi e sonorità molto più ricercate, che fondevano elementi caratterizzanti i King Crimson dagli anni settanta fino al 2000, compreso l'heavy metal. All'album seguì, ancora una volta, un tour, che vide la band sbarcare anche in Giappone per un concerto a Tokyo - da cui il disco live del 2003 EleKtrik: Live in Japan.

Alla fine del 2003 Trey Gunn annuncia di voler abbandonare i King Crimson, per dedicarsi alla sua sempre più frequente collaborazione con Mastelotto a progetti quali TU e KTU, e anche a progetti personali. Fu così che Levin divenne nuovamente il primo bassista del gruppo.

Dal 2004 i King Crimson rimasero in totale inattività, nonostante la band non si fosse formalmente sciolta. Durante questo periodo Fripp diede vita al ProjeKct Six, suonato dal vivo nel 2006, in apertura del tour dei Porcupine Tree,[46] col cui batterista Fripp cominciò una frequente collaborazione, che culminò con una nuova "rinascita" dei King Crimson nel 2007.

King Crimson VII (2007-2009)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007[47] i King Crimson annunciarono una nuova formazione, che comprendeva ora Fripp, Belew, Levin, Mastelotto, e un nuovo batterista in più, Gavin Harrison[48] - il primo inglese nella band dal 1972. Seppure fosse conosciuto principalmente per essere il batterista del gruppo inglese Porcupine Tree (ruolo che, finora, non hai mai abbandonato), Harrison ha sempre goduto di una ottima reputazione come session-man, ed ha collaborato con progetti come Level 42, The Lodge, Jakko Jakszyk, San Brown, Eugenio Finardi, e molti altri.

Il nuovo quintetto cominciò a provare nella primavera del 2008.[49] In agosto il gruppo cominciò a preparare un tour in quattro città selezionate, per celebrare i quarant'anni di attività dei King Crimson. In queste performance il gruppo rivela fin dall'inizio la sua direzione percussio-centrica, ma non propone né materiale nuovo, né nuovi arrangiamenti o improvvisazioni. Ad ogni modo, alcuni pezzi del repertorio precedente del gruppo, sono successivamente riarrangiati - pezzi quali "Neurotica", "Sleepless" e "Level Five" - dando un tono in più alle percussioni, la cui doppia valenza è ora molto più evidente di prima.

Dal 2009, però, i King Crimson sono inattivi, ed i concerti annunciati sono stati cancellati a causa di alcuni malintesi logistici tra i membri.

A Scarcity of Miracles[modifica | modifica sorgente]

Oltre che per i problemi logistici sorti poco prima dell'inizio di un nuovo tour, i King Crimson hanno passato un periodo di stallo anche a causa di difficoltà legali di Fripp, in causa con alcuni creditori, e personali.[50] Nel 2010 Belew e Fripp hanno più volte discusso riguardo ad una possibile rinascita dei King Crimson, ma Belew ha dichiarato in alcune interviste che "il gruppo non suonerà più per un periodo indeterminato di tempo...".[51] Nel giugno 2010 Belew propose ufficialmente di riunire i King Crimson, per celebrare il trentesimo anniversario[52] dal primo tour dopo il 1981, ma l'idea non fu ben accolta da Bruford e Fripp, che, pacificamente, rifiutarono; in una occasione Bruford dichiarò: "è proprio perché ho tanto amato la formazione degli anni Ottanta che non ho nessuna intenzione di riformarla: è senz'altro una missione destinata a fallire".[53] Il 5 dicembre del 2010, Fripp dichiarò sul suo diario on-line che non era assolutamente intenzionato a portare avanti il lavoro dei King Crimson, motivando questa scelta con un certo numero di ragioni. Tuttavia, nel 2011 è stato pubblicato A Scarcity of Miracles, una fatica discografica a opera di un prototipo dell'ottava incarnazione del gruppo (come si evince dal sottotitolo A King Crimson ProjeKct), con Robert Fripp, Mel Collins, e Jakko Jakszyk (che aveva ricoperto il ruolo dello stesso Fripp nei "21st Century Schizoid Band"), accompagnati da Tony Levin e Gavin Harrison.

King Crimson VIII (2013-2014)[modifica | modifica sorgente]

L'ottava incarnazione dei King Crimson è stata ufficializzata il 6 settembre 2013 da Robert Fripp, che ha annunciato "[...] una formazione molto differente da ciò che è stato prima: sette musicisti, quattro inglesi e tre americani, con tre batteristi. La bestia a sette teste dei Crim è in modalità Go!"[54] La formazione consiste nei batteristi Gavin Harrison, Bill Rieflin, e Pat Mastelotto, con Tony Levin bassista, Mel Collins al sax, e i chitarristi Jakko Jakszyk e Robert Fripp. Sul sito della Discipline Global Mobile (etichetta discografica fondata da Fripp), si cita una nota del 24 settembre 2013 sul diario di Fripp che anticipa gli equilibri della nuova formazione: "L'obiettivo della crim-visione è di una back line - Gavin Harrison, Bill Rieflin, Tony Levin e Pat Matstelotto - riconfigurata come front line, con Mel Collins, Jakko Jakszyk e me come back line." Le prime esibizioni e produzioni discografiche dei nuovi King Crimson si prevedono per settembre 2014.[54]

Crimson ProjeKCt (2014)[modifica | modifica sorgente]

A margine di questa nuova incarnazione, tre membri, tra attuali (Levin, Mastellotto) e storici (Belew), hanno creato i Crimson ProjeKCt. Voluta dal citato Belew, escluso senza troppe spiegazioni dalla recente riunione "ufficiale", questa formazione vede in organico anche Markus Reuter (che di Fripp fu allievo in occasione di uno dei suoi Guitar Craft), alla touch guitar, un secondo batterista, Tobias Ralph, la bassista Julie Slick. Il sestetto ha annunciato esibizioni ripartite in tre parti: la prima, di 30 minuti, vedrà protagonisti sul palco Levin, Mastelotto e Reuter, e sarà essenzialmente incentrata sul Chapman stick; la seconda, anch'essa di 30 minuti, sarà dedicata all'Adrian Belew Power Trio, progetto parallelo del chitarrista fondato nel 2006; la terza, infine, della durata di circa 90 minuti, sarà dedicata al repertorio dei King Crimson dal 1981 alla metà degli anni ’90.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Nota: a ciascun componente è attribuita la lista degli strumenti che egli ha suonato nell'arco di tutta la sua carriera nei King Crimson, a prescindere da quali di essi possa avere, negli anni, abbandonato.

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex-membri[modifica | modifica sorgente]

Formazioni del gruppo, in rapporto agli album[modifica | modifica sorgente]

Formazione I II III IV V P1 P2 P3 P4 PX VI P6 VII P7
Album Court Wake Lizard Islands Larks Starless Red Discipline Beat Pair THRAK   Space     Heaven ConstruKction Power     Scarcity
Chitarra Fripp                                        
Batteria/Percussioni         Muir           Mastelotto                    
Batteria/Percussioni M. Giles   McCullough Wallace Bruford                             Harrison  
Testo Sinfield       James     Belew                          
Chitarra               Belew                         Jakszyk
Voce Lake   Haskell Burrell Wetton     Belew                         Jakszyk
Basso Lake P. Giles Haskell Burrell Wetton     Levin                          
Warr Guitar                     Gunn                    
Strumenti a fiato McDonald Collins                                      
Tastiere/Mellotron McDonald Tippett     Cross                                
Violino         Cross                                

Dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei King Crimson.

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Il King Crimson Collectors' Club e DGM-Live[modifica | modifica sorgente]

Nota: a partire dal 1992, con la creazione dell'etichetta discografica Discipline Global Mobile, Robert Fripp ed i suoi collaboratori hanno dedicato molto lavoro alla masterizzazione in digitale di numerosissime registrazioni live inedite dei King Crimson dal 1969 ad oggi. Già dal '92 hanno incominciato a comparire sul mercato lussuosi cofanetti antologici o semplici CD che documentavano più o meno tutto l'arco della carriera live del gruppo (vedi "Album live").

Nel 1998 nasce l'idea del "DGM Collectors' Club", poi ribattezzato "King Crimson Collectors' Club", ai cui iscritti venivano mensilmente spediti CD di concerti, in edizione limitata.
In seguito alla grande richiesta per tale materiale, il "Collectors' Club" è poi divenuto un'edizione "per tutti", reperibile anche nei negozi di dischi, oltre che dal sito internet della DGM.

Dal 22 novembre 2005, infine, il sito internet della DGM è divenuto "DGM-Live" ed offre - oltre alle suddette edizioni in CD - la possibilità di scaricare a pagamento un gran numero di concerti dei King Crimson (e non solo) dal 1969 ad oggi, molti dei quali corredati da copertina stampabile e con qualità audio generalmente buona. La fonte delle registrazioni in questione è costituita, oltre che dall'archivio "ufficiale" del gruppo, anche da numerose registrazioni clandestine raccolte da Fripp nel corso degli anni e, per quanto possibile, "ripulite" con l'ausilio della tecnica digitale.

Queste iniziative, oltre a neutralizzare il mercato dei bootlegs offrendo edizioni più curate di quelle illegali e garantendo il pagamento delle royalties agli artisti, hanno reso la carriera concertistica dei King Crimson fra le meglio documentate in assoluto in ambito rock, per qualità e quantità del materiale.

Il 2 maggio 2012 David Singleton della DGM ha annunciato, sul sito dell'etichetta, che il Collectors' Club chiuderà subito dopo l'uscita del titolo nº50 (DGM-Live continuerà ad offrire downloads a pagamento).

Di seguito sono elencati i titoli del Collector's Club pubblicati fino all'aprile 2012:

  • 1 Live at The Marquee, July 6, 1969
  • 2 Live at Jacksonville, February 26, 1972
  • 3 The Beat Club, Bremen, 1972
  • 4 Live at Cap D'Agde, August 26, 1982
  • 5/6 Live on Broadway, 1995
  • 7 ProjeKct Four - Live in San Francisco, November 1, 1998
  • 8 The VROOOM Sessions, 1994
  • 9 Live at Summit Studios, March 12, 1972
  • 10 Live in Central Park, NYC, July 1, 1974
  • 11 Live at Moles Club, Bath, 1981
  • 12 Live in Hyde Park, 1969
  • 13 Nashville Rehearsals, 1997
  • 14 Live At Plymouth Guildhall, May 11, 1971
  • 15 Live in Mainz, Germany, March 30, 1974
  • 16 Live in Berkeley, circa, 1982
  • 17 ProjeKct Two - Live in Northampton, MA, July 1, 1998
  • 18 Live in Detroit, MI, November 1971
  • 19 Live in Nashville, TN, November 9 & 10, 2001
  • 20 Live at the Zoom Club, 1972
  • 21 The Champaign-Urbana Sessions, 1983
  • 22 ProjeKct One - Jazz Cafe Suite, December 1-4, 1997
  • 23 Live in Orlando, FL, February 27, 1972
  • 24 Live in Guildford, November 13, 1972
  • 25 Live at Fillmore East, November 21 & 22, 1969
  • 26 Live in Philadelphia, PA, July 30, 1982
  • 27 ProjeKct Three - Live in Austin, TX, March 25, 1999
  • 28 Live in Warsaw, June 11, 2000
  • 29 Live in Heidelberg, 1974
  • 30 Live in Brighton, October 16, 1971
  • 31 Live at the Wiltern, July 1, 1995
  • 32 Live in Munich, September 29, 1982
  • 33 ProjeKct Two - Live in Chicago, IL, June 4, 1998
  • 34 ProjeKct Three - Live in Alexandria, VA, March 3, 2003
  • 35 Live in Denver, March 13, 1972
  • 36 Live in Kassel, April 1, 1974
  • 37 Live at the Pier, NYC 1982
  • 38 Live in Philadelphia, PA 1996
  • 39 Live in Milan, 2003
  • 40 Live in Boston, MA 1972
  • 41 Live in Zurich, 1973
  • 42 Studio Sessions 1983 (in sospeso)
  • 43 Live in Chicago, IL Nov. 29, 1995
  • 44 Live in New Haven, CT November 16, 2003
  • 45 Live in Toronto, June 24, 1974
  • 46 Live at the Marquee, August 10, 1971
  • 47 Live in Argentina, 1994 (2xDVD-A)

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]

  • 1984 The Noise - Frejus 1982
  • 1984 Three of a Perfect Pair - Live in Japan
  • 1996 Live In Japan - 1995
  • 1996 deja VROOOM DVD
  • 2003 Eyes Wide Open DVD
  • 2004 Neal and Jack and Me - Live 1982-1984 DVD

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x (EN) King Crimson in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 2 maggio 2014.
  2. ^ (EN) Iván Melgar Morey, Symphonic prog: a progressive rock sub-genre, progarchives.com, 2006.
  3. ^ In the Court of the Crimson King, ABC Gold & Tweed Coasts (abc.net.au). URL consultato il 29 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2006).
  4. ^ Buckley 2003, p. 477, "Opening with the cataclysmic heavy-metal of "21st Century Schizoid Man", and closing with the cathedral-sized title track,"
  5. ^ a b Burning, Burning Shed (burningshed.com). URL consultato il 6 aprile 2011.
  6. ^ Robert Fripp's Diary, Dgmlive.com, 5 dicembre 2010. URL consultato il 18 dicembre 2011.
  7. ^ (EN) Giles, Giles and Fripp in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 2 maggio 2014.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag Sid Smith, In The Court Of King Crimson, Helter Skelter Publishing, 2001.
  9. ^ Interview with Peter Sinfield, Modern Dance (archived page from elephant-talk.com). URL consultato il 26 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2005).
  10. ^ (1997) Album notes for Epitaph by King Crimson [CD]. Discipline Global Mobile.
  11. ^  Ian McDonald Conversation on Mellotrons: Pt. 1 of 8. YouTube, 24 agosto 2008. URL consultato in data 2 maggio 2014.
  12. ^ a b c King Crimson biography, Discipline Global Mobile (dgmlive.com). URL consultato il 29 agosto 2007.
  13. ^ (EN) In the Court of the Crimson King in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 2 maggio 2014.
  14. ^ King Crimson FAQ, Elephant Talk (archived page from elephant-talk.com). URL consultato il 29 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2005).
  15. ^ (EN) Lizard in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 2 maggio 2014.
  16. ^ Strange Band – Family history, Members.aol.com. URL consultato il 16 luglio 2011.
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  23. ^ (EN) Starless and Bible Black in Allmusic, All Media Network.
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  25. ^ a b c d e f Eric Tamm, Robert Fripp – From Crimson King to Crafty Master, Progressive Ears (progressiveears.com).
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  28. ^ Article, Acton Gazette, 17 luglio 1975.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cesare Brizzi, Progressive & Underground, Giunti, 2003
  • Sid Smith, In the Court of King Crimson, Helter Skelter, Regno Unito, 2001, ISBN 9781900924269
  • Alessandro Staiti, Robert Fripp & King Crimson, Lato Side Editori, 1982

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