King Crimson

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King Crimson
Robert Fripp, in un'immagine del 3 novembre 2007
Robert Fripp, in un'immagine del 3 novembre 2007
Nazionalità Regno Unito
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Genere Hard Rock
Progressive rock
Symphonic rock
Art rock
Periodo attività 1969 - 1974
1981 - 1984
1994 - in attività
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Album pubblicati 32
Studio 13
Live 13
Raccolte 6
Gruppi e artisti correlati {{{Correlati}}}
Sito ufficiale
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I King Crimson sono un gruppo progressive rock inglese, nato nel 1969 e ancora attivo, anche se con una formazione completamente diversa, eccettuata la presenza di uno dei fondatori della band, Robert Fripp, considerato da sempre anima del gruppo.

In tutta la storia della band, Fripp è stato sempre presente, anche se ha dichiarato che non si considera affatto il leader del gruppo. Per lui i King Crimson sono "un modo di fare le cose", e la coerenza musicale che si è mantenuta in tutta la storia del gruppo, nonostante i frequenti cambiamenti dei membri, riflette questo punto di vista.

Il nome King Crimson ("Re Cremisi") venne coniato da Peter Sinfield (membro della prima formazione) come sinonimo di Beelzebub, principe dei demoni; secondo Fripp, Beelzebub sarebbe una forma anglicizzata dell'espressione araba B'il Sabab, che significa "l'uomo con uno scopo", nonostante l'etimologia generalmente accettata sia che il termine provenga dall'ebraico Ba'al-z'bub, che significa "il signore delle mosche".

Nonostante i King Crimson abbiano avuto poco successo dal punto di vista della presenza sulle radio o in televisione, hanno una vastissima discografia, suonano spesso dal vivo e vantano un seguito di appassionati molto vasto. Inoltre, fin dagli esordi l'influenza della loro musica è stata incalcolabile.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Origini

Una prima "prova" di band la si può intravedere sotto il nome di Giles, Giles & Fripp: Robert Fripp, chitarra e mellotron, i fratelli Mike e Peter Giles, rispettivamente batteria e basso elettrico. Il successo del primo e unico disco pubblicato non è esaltante. Fripp non demorde, e dà origine a un quintetto denominato King Crimson: si allontana Peter Giles, arriva Ian McDonald che suona fiati (non solo sassofono e flauto traverso, ma anche clarinetto e fagotto) e tastiere, al quale presto si aggiungono Greg Lake (in sostituzione di Peter Giles), basso elettrico, chitarra folk e voce e Peter Sinfield ai testi e tecnico da palco.

La formazione, dopo un buon periodo di estenuanti prove nel magazzino di un pub, esordisce partecipando al famoso concerto dei Rolling Stones in onore di Brian Jones, il 5 luglio del 1969 a Hyde Park, Londra. Le sonorità proposte e i testi di Sinfield creano subito molto clamore. La critica classificherà subito il gruppo come l'ennesimo della corrente "progressive", ma, vedremo, i King Crimson avranno pochissimi punti in comune con nomi quali ELP, Genesis o Yes, a parte il mellotron o i rimandi nei testi a certe simbologie esoteriche e fiabesche.

Greg Lake in esibizione a Llandano, Galles (2005)

Già dal primo LP, In the Court of the Crimson King, realizzato nell'ottobre 1969, si percepisce che il Re Cremisi è un'entità ben diversa dalle allora mode "romantiche". Pete Townshend degli Who avrà modo di dichiararlo "un disco incredibile". Sicuramente è un esordio di quelli che lasciano il segno, e tutt'oggi, dopo quasi 40 anni, mantiene intatte tutte le sue peculiarità e innovazioni.

Lo squarcio di 21st Century Schizoid Man, con la voce distorta di Lake, e i vari solos di Fripp e McDonald, la geniale poesia di I talk to the wind, il lirismo di Epitaph: siamo già dinanzi ad un gruppo estremamente maturo, non assimilato ad alcun stilema del momento, capace di creare qualsiasi sorta di emozione musicale con una capacità tecnica ed una personalità, per quei tempi, assolutamente di spicco.

Il gruppo è subito, comunque, un'emanazione della complessa e originale personalità musicale di Fripp, geniale chitarrista (mancino, che però suona da destro), a suo modo re-interprete di Jimi Hendrix e di Bela Bartok contemporaneamente, capace di coniugare le lancinazioni metal con i "modi" jazz.

Lo stesso Fripp si circonderà di volta in volta di musicisti in grado di condividere il suo progetto musicale, ma anche di contribuire con idee proprie, e della geniale creatività poetica di Peter Sinfield; nel corso dei primi quattro LP ci saranno continui mutamenti di formazione, ma sempre con Fripp e Sinfield a fungere da punti di riferimento.

La partenza di Greg Lake nel 1970, allettato dalle proposte e dalle maggiore prospettive di successo con Emerson e Palmer, scombussola immediatamente la band. Ne risente il secondo LP, In the Wake of Poseidon (1970) che propone agli ascoltatori materiali già registrati con la voce di Greg Lake sul lato A (proseguendo lo stile del primo LP), ma che nella seconda facciata vede Fripp lanciarsi in sperimentazioni con tastiere elettroniche che potrebbero essere anche legate ai contatti che andava allacciando con Brian Eno (col quale di lì a poco avrebbe inciso due album fondamentali, No Pussyfooting ed Evening Star). Si aggiunga la presenza del pianista jazz Keith Tippett, e si capirà che il gruppo era entrato in una fase di rapida metamorfosi.

[modifica] Trasformazione

Entrambi gli album successivi, Lizard (1970) e Islands (1971) sono da considerare veri e propri laboratori musicali nei quali Fripp e Sinfield sperimentano soluzioni diverse, e rimpiazzano McDonald e Giles, anche loro in fuga dal gruppo, con un'eterogenea combinazione di talenti (tra cui molti jazzisti del giro del Canterbury sound, e - nella seconda facciata di Lizard - il cantante degli Yes, Jon Anderson). Non bisogna dimenticare che in quegli stessi anni Robert Fripp, oltre a realizzare due album con Brian Eno, appariva sia nei dischi solisti dello stesso Eno (indimenticabile il suo assolo su Baby's On Fire, nell'eclettico LP Here Come the Warm Jets) che in album dei Van Der Graaf Generator. Era un momento di collaborazioni, scambi, intrecci attraverso i quali Fripp, sempre bisognoso di confrontarsi in una dimensione collettiva, cercava di meglio definire le sue idee musicali.

Islands vede l'arrivo del cantante Boz Burrell (cui Fripp insegna frettolosamente a suonare il basso) e del batterista Ian Wallace, che si aggiungono al sassofonista/flautista Mel Collins (nell'orbita dei King Crimson - in sostituzione di McDonald - già da In the Wake of Poseidon), e con questa formazione non perfettamente amalgamata la band parte per una tournée americana. Per anni si è creduto che il livello dei concerti, a giudicare dal grossolano e sconnesso album live ufficiale Earthbound, non fosse molto esaltante; ma la pubblicazione di numerosi bootleg ha dimostrato che la band era comunque capace di momenti musicali estremamente intensi e affascinanti anche sul palco, dove non soccorrevano le "magie" dello studio di registrazione.

Nel settembre 2006 e nel febbraio 2007, a pochi mesi l'uno dall'altro, sono scomparsi Burrell e Wallace.

[modifica] Morte e resurrezione: musica da camera elettrica

Al ritorno dalla tournée Fripp però scioglie il gruppo. Evidentemente non era del tutto soddisfatto dei risultati ottenuti: soprattutto mal sopportava lo stress e l'alienazione dei tour, dover suonare ogni sera in una città diversa e dare ogni sera il massimo. Segue un anno di silenzio (il 1972), ma nel 1973 c'è, oltre alla prima grande collaborazione con Eno, No Pussyfooting, album che anticipa la successiva ambient music, il ritorno del Re Cremisi, che stavolta si presenta senza Peter Sinfield, e con una formazione del tutto inedita: il violinista di formazione classica David Cross, ripescato da un improbabile giro "country", il batterista ex-Yes Bill Bruford (che diverrà uno dei fedelissimi di Fripp), il bassista/cantante John Wetton proveniente dai Family e Jamie Muir, percussionista di formazione del tutto eclettica.

La band, dopo una tournée trionfale, registrerà il primo disco del nuovo corso dei King Crimson (che alcuni definiscono King Crimson II), Larks' Tongues in Aspic (1973), incidendo brani al limite della pura improvvisazione. Alcuni fan dei King Crimson prima maniera resteranno delusi: la musica della band si è trasformata in un jazz rock sofisticato, complesso, eclettico, che alterna momenti di trasognata contemplazione a violente eruzioni strumentali. La band si è ormai distaccata da eventuali sonorità progressive (almeno nel senso più convenzionale del termine): Fripp dichiarò che Larks' Tongues in Aspic era un tentativo di suonare i quartetti d'archi di Bartok come li avrebbe suonati Hendrix. I nuovi volti della band apportano sicuramente sonorità differenti dal passato: il mellotron suonato da Fripp e Cross appare, questa volta in maniera molto discreta. Bruford scombina pattern su pattern, amplia il proprio set di batteria con percussioni inusitate, ed anticipa in un certo modo i clangori e le "africanità" che troveremo in Discipline. John Wetton è finalmente una voce giusta, potente e amara per i nuovi King Crimson, oltre ad essere un virtuoso del basso elettrico, mentre Jamie Muir apporta un contributo percussivo eccentrico e schizoide. Eppure la continuità c'è: ballate come Exiles proseguono il discorso di Epitaph e In the Wake of Poseidon, mentre le due Larks' Tongues in Aspic è l'erede di 21st Century Schizoid Man.

Sembra un ottimo periodo di forma per il Re Cremisi, anche se qualche crepa continua ancora a presentarsi: è quasi immediato l'abbandono da parte del geniale Jamie Muir, che godeva la stima incondizionata di Fripp, e che non gradiva molto lo stress dei tour.

Il successivo disco, Starless and Bible Black (1974) (che vuol dire in parole povere "buio pesto") è frutto di un vero e proprio esperimento: realizzare un disco da studio partendo da materiali registrati dal vivo (come nel concerto tenuto ad Amsterdam e poi pubblicato per intero su CD col titolo The Night Watch, allusione alla tela di Rembrandt La ronda di notte evocata in una delle canzoni dell'LP e non a caso conservata proprio nella città olandese), ma con una qualità che rivaleggi con le incisioni da studio. Alcuni brani di questo disco sono nient'altro che improvvisazioni dal vivo su cui sono state sovrincise piccole parti strumentali in studio (così è per il lungo strumentale che dà il titolo al LP, vera e propria musica da camera elettrica). Il breve brano Trio è nient'altro che un'improvvisazione live dal concerto di Amsterdam. We'll Let You Know, tratta da uno show all'Apollo di Glasgow è anch'essa totalmente improvvisata. Il pezzo che chiude il LP, Fracture è fondamentalmente un lungo brano per chitarra di Fripp, sul quale gli altri tre musicisti assemblarono i rispettivi arrangiamenti (ancora tutt'altro che definiti al momento della registrazione live) poco tempo prima della serata di Amsterdam da cui il brano è tratto.

Prima del terzo album di questa fase, esce di scena anche David Cross. Robert Fripp, da sempre affascinato da studi esoterici e filosofici, entra in un profondo stato di crisi personale. Lo show business, e tutto i meccanismi ad esso connessi lo hanno stancato. Rimangono comunque la voglia e la forza per una "chiamata alle armi" finale: rientrano Ian McDonald, il sassofonista delle origini, David Cross, "ripescato" grazie ad un brano registrato dal vivo, Mel Collins, ed un gruppo di jazzisti per dare vita al canto del cigno della band, Red (1974). L'album è allo stesso tempo l'epitaffio e l'apice della produzione del Re Cremisi: arte allo stato puro, sempre in bilico tra violenza sonora (Red, One more red nightmare) malinconica e struggente dolcezza (Fallen angel) e pura improvvisazione (Providence). Ma una menzione a parte merita Starless, uno dei momenti più importanti della storia del gruppo e della musica progressive nel suo complesso. Sembrerebbe l'inizio di un nuovo percorso, si prospetta l'ipotesi di partire in tour; ma Fripp, in profonda crisi esistenziale e sull'orlo di un esaurimento nervoso, scioglie il gruppo e si ritira per due anni in una comunità autosufficiente ispirata agli insegnamenti di Gurdjieff, stanco dell'ambiente del rock e dell'industria discografica, nonché dell'incomprensione di molti critici musicali (giustamente beffeggiati dal musicista nell'opuscolo accluso alla raccolta A Young Person's Guide to King Crimson del 1976).

Nel 1975, a gruppo già disciolto, la casa discografica pubblica l'album dal vivo USA tratto da due concerti registrati in America nel luglio del 1974 rispettivamente ad Asbury Park, New Jersey e a Providence, Rhode Island. Le parti di violino di David Cross vengono però sostituite da sovraincisioni in studio ad opera del violinista Eddie Jobson.

[modifica] La crisi del Re Cremisi

Nei sette anni che vanno dal 1974 al 1981 sembra che la vicenda dei King Crimson sia del tutto conclusa. Fripp fa capire in interviste e articoli che di riformare una band non ne vuole sapere, che il rock per lui è finito, che di salire su un palco a esibirsi non ne ha alcuna voglia. I fan che lo avevano seguito anche nella seconda avventura non possono far altro che collezionare le sue apparizioni fantasmatiche in coppia con Brian Eno (nell'album Evening Star, 1975), nei primi album solo di Peter Gabriel, in dischi di nuove band new wave come i Blondie, sui dischi della metamorfosi new wave di David Bowie ("Heroes" e Scary Monsters), e in tante altre incisioni.

Nel 1979 esce un album solo, Exposure, che mostra un Fripp trasformato, in giacca, cravatta e senza barba. Il disco è quanto mai eterogeneo, e in esso compaiono tanti vecchi e nuovi amici (da Peter Hammill a Peter Gabriel, alle sorelle Roche). In realtà si tratta dei residui di un progetto di album con il cantante americano Daryl Hall (che compare in un paio di canzoni), che però era naufragato causa veto della casa discografica di Hall.

Ma il disco fa intuire a molti che Fripp non è ancora stanco di lavorare insieme ad altri musicisti. E fa presagire una nuova avventura di gruppo.

[modifica] Il Ritorno del Re Cremisi

Nel 1981 il colpo di scena: tornano i King Crimson, con un nuovo album dal titolo Discipline.

Un concerto a New York (The Pier, agosto del 1982)

Per molti fan è uno shock. La musica su quei solchi (siamo negli ultimi anni dell'era del vinile) suona aliena, sconosciuta, del tutto diversa da quella cui li avevano abituati i King Crimson I e II. E qui si capisce fin dove arriva la rivoluzione di Fripp: abolire del tutto l'idea beatlesiana del gruppo o complesso o band come gruppetto d'amici "uno per tutti, tutti per uno", e sostituirla con un laboratorio musicale dove non ci sia una personalità dominante (quali potevano essere John Lennon e Paul McCartney nei Beatles), ma quattro o più musicisti che fanno musica insieme, contribuendo paritariamente, incontrandosi quando hanno qualcosa da dire, e poi facendo attività solistica quando li interessa altro. Indicativo di questa mentalità responsabile è il nome che all'inizio Fripp e compagni avevano pensato di usare per la nuova band: Discipline. Alla fine però i quattro optano per il più glorioso nome originario.

La nuova formazione è di super-professionisti: il veterano Bruford alla batteria, il virtuoso Tony Levin al basso, e l'enfant prodige Adrian Belew alla chitarra (scoperto pochi anni prima da Frank Zappa e da David Bowie per una tournée, e portato alla ribalta dall'album Remain in Light dei Talking Heads). Soprattutto la presenza di Belew è rivelatrice: per la prima volta nei King Crimson c'è una seconda chitarra, che in molti casi primeggia. In realtà Fripp è del tutto privo di smanie di protagonismo, e affiancarsi un altro virtuoso delle sei corde è (oltre a una manifestazione di stima per Belew) un modo per dire ai fan che King Crimson III non è la Robert Fripp Rock Band.

Questa versione dei King Crimson ha qualche somiglianza con certa musica new wave, probabilmente come risultato dei rapporti di Belew con i Talking Heads, spesso considerati, a torto o a ragione, progenitori di quel genere musicale. Nelle intenzioni di Fripp, preoccupato di armonizzare per la prima volta due chitarre nel gruppo, quello che si doveva ottenere era un "rock gamelan", con un intreccio ritmico delle due chitarre che lui trovava simile a quello ottenuto dai gruppi gamelan indonesiani.

A questo disco ne seguono altri due: Beat (1982, dedicato ai poeti e scrittori della beat generation) e Three of A Perfect Pair (1984), dopodiché Fripp scioglie nuovamente la band, non tanto perché insoddisfatto della musica che sta suonando, quanto della propria situazione contrattuale con la EG Records, con la quale entra in un contenzioso dal quale uscirà solo nel 1997 fondando una sua casa discografica, la Discipline Global Mobile, un'etichetta che ha curato non solo la musica dei King Crimson, ma anche vari progetti personali di Robert Fripp e di altri artisti.

[modifica] King Crimson IV: da quartetto a sestetto

Nei primi anni '90 Fripp invita il cantante David Sylvian (ex-Japan) a partecipare a una nuova formazione dei King Crimson. Sylvian rifiuta, ma i due realizzano insieme un LP e partono in un tour cui partecipa anche il batterista Pat Mastelotto (già con i Mr Mister), che viene preferito addirittura al primo batterista della band, Michael Giles, desideroso di tornare a lavorare con Fripp, e a Jerry Marotta che aveva suonato nel disco in studio.

Mentre è ancora impegnato nel tour con Sylvian, Fripp comincia a organizzare la riunione dei King Crimson, inattivi da otto anni. Tony Levin e Adrian Belew lo convincono a contattare anche Bill Bruford, nonostante Fripp e Trey Gunn, allievo di Fripp e virtuoso dello stick insistano per Mastelotto. Di qui nasce una delle più originali formazioni della band, quella come sestetto, o meglio, per metterla nelle parole di Fripp, "doppio trio" (due chitarre, due bassi, due batterie).

I King Crimson (IV) si riformano come sestetto nel 1994, dopo dieci anni di assenza dalle scene musicali. La formazione "double trio" incide alcuni album: VROOOM (1994), THRAK (1995) e THRaKaTTaK (1996). Il nuovo sound dei King Crimson è qualcosa che sta tra l'intreccio di chitarre dell'era Discipline e il gusto quasi-heavy metal di Red. Il sestetto però, anche a causa della difficoltà di conciliare gli impegni dei sei componenti, si scioglie dopo il terzo LP.

[modifica] Oggi

La storia della band è tutt'altro che conclusa. Dopo alcuni progetti temporanei denominati ProjeKcts, Bruford e Levin lasciano la band, lasciando la formazione Belew-Fripp-Gunn-Mastelotto (che si potrebbe definire King Crimson V). Il loro primo lavoro in studio è l'album The ConstruKction of Light (2000), accompagnato da un altro album di sole improvvisazioni in studio: Heaven and Earth, realizzato sotto il nome ProjeKct X.

Pat Mastelotto agli One World Studios (19 gennaio 2003)

Nel 2001, la DGM, la casa discografica di Fripp chiude i battenti come etichetta generale e si concentra sui soli King Crimson. Un lungo tour porta in concerto la musica di The ConstruKction of Light, seguito da un altro tour mirato a scrivere, provare e sviluppare nuovi brani per l'album successivo: quest'ultimo esce nel 2003, col titolo The Power to Believe.

Nel novembre del 2003, Trey Gunn annuncia il suo abbandono della band. Robert Fripp non si perde d'animo: annuncia, insieme a Tony Levin, che quest'ultimo tornerà a suonare con i King Crimson.[1] Nell'estate del 2008, ricorrenti 40 anni dalla nascita della band, Adrian Belew, Robert Fripp, Tony Levin, Pat Mastelotto e Gavin Harrison dei Porcupine Tree hanno realizzato una serie di concerti negli USA, eseguendo esclusivamente materiale già edito (a parte qualche duetto di batteria). A tutt'oggi (luglio 2009) né Fripp né gli altri hanno preannunciato ulteriori impegni per la band.

È evidente comunque che la serie interminabile di trasformazioni della band significa ormai che i King Crimson non sono un "complesso" nel senso tradizionale del termine, bensì una costellazione di musicisti che di tanto in tanto si riuniscono per suonare, comporre, ed eseguire la loro musica dal vivo. Al centro di questa costellazione, sta sempre il Re Cremisi in persona, Robert Fripp.

[modifica] Influenze

La musica dei King Crimson I era ovviamente radicata in qualche misura nel rock degli anni 1960, specialmente in quello acido e psichedelico. Oltre ai Moody Blues, gli artisti che possono aver influenzato la prima formazione sono quelli le cui canzoni erano suonate dalla band in concerto: si veda ad esempio la canzone di Donovan Get Thy Bearings. Fripp ha dichiarato in più di un'occasione che la sera in cui egli ascoltò il finale di A Day In The Life dei Beatles per la prima volta, alla radio - senza cioè sapere cosa fosse - segna l'esatto momento in cui egli decise che la musica sarebbe stata la sua vita.

Più in generale, i continui avvicendamenti di musicisti all'interno della formazione rendono perlomeno complesso individuare delle "influenze" ricorrenti sul sound dei King Crimson. Quanto alla musica classica ad esempio, due nomi sembrano aver avuto una forte influenza, divenuta più marcata nel corso degli anni: Gustav Holst è il più ovvio, almeno a livello superficiale. La prima formazione dei King Crimson suonava regolarmente dal vivo una versione elettrica della sezione intitolata Marte della suite di Gustav Holst The Planets (I pianeti). L'influenza di Béla Bartók è più sottile, ma il compositore ungherese (in particolare i suoi quartetti) è stato indicato più volte da Fripp come un punto di riferimento, che in effetti sembra ricorrere spesso nel repertorio dei King Crimson (decisamente influenzato da Bartok è per esempio il brano Larks' Tongues in Aspic).

La presenza di elementi classici nella musica dei primi King Crimson è anche una delle ragioni per cui il primo album della band viene frequentemente visto come punto d'inizio del rock sinfonico o progressive rock.

Quanto all'aspetto innovativo della loro musica, mentre gruppi come gli stessi Beatles e i Rolling Stones suonavano forme più sofisticate di rock degli Stati Uniti, i King Crimson hanno tentato di "europeizzare" quella che in precedenza era stata una forma di musica essenzialmente americana. In grandi linee, essi hanno eliminato il fondamento blues della musica rock (e certo lo stile chitarristico di Robert Fripp è tra i più distanti dalla tecnica blues) e l'hanno sostituito con una base derivata dalla moderna tradizione sinfonica europea. L'influenza americana, invece, pare derivare loro più che altro dal jazz, e comunque ha un peso fino alla seconda formazione.

[modifica] Formazione

[modifica] Live Lineup

[modifica] Discografia

[modifica] Album studio

[modifica] Album live

[modifica] Il «King Crimson Collectors' Club»

Nota: a partire dal 1992, con la creazione dell'etichetta discografica Discipline Global Mobile, Fripp ha dedicato molto lavoro alla masterizzazione in digitale di numerosissime registrazioni live inedite dei King Crimson dal 1969 ad oggi. Già dal '92 sono comparsi sul mercato lussuosi cofanetti antologici o semplici CD che documentavano più o meno tutta la carriera live del gruppo (vedi "Album live"). Nel 1998 nasce l'idea del "DGM Collectors' Club", poi ribattezzato "King Crimson Collectors' Club", ai cui iscritti venivano mensilmente spediti CD di concerti, in edizione limitata. In seguito alla grande richiesta per tale materiale, il "Collectors' Club" è poi divenuto un'edizione "per tutti", reperibile sia nei negozi di dischi che dal sito internet della DGM. La fonte delle registrazioni in questione è costituita, oltre che dall'archivio "ufficiale" del gruppo, anche da numerose registrazioni clandestine raccolte da Fripp nel corso degli anni, e per quanto possibile "ripulite" con l'ausilio della tecnica digitale. Il 22 novembre 2005, il sito internet della DGM è divenuto "DGM-Live" ed offre - oltre alle suddette edizioni in CD - la possibilità di scaricare a pagamento un gran numero di concerti dei King Crimson (e non solo) dal 1969 all'agosto 2008, molti dei quali corredati da copertina, con qualità audio generalmente buona. Queste iniziative, oltre a neutralizzare il mercato dei bootlegs offrendo edizioni più curate di quelle illegali e garantendo il pagamento del copyright agli artisti, ha fatto sì che la carriera concertistica dei King Crimson sia oggi fra le meglio documentate in assoluto in ambito rock, per qualità e quantità del materiale. Di seguito sono elencati i titoli pubblicati fino all'ottobre 2008; l'elenco comprende soltanto i CD e non i download:

  • 1 Live at The Marquee, July 6, 1969
  • 2 Live at Jacksonville, February 26, 1972
  • 3 The Beat Club, Bremen, 1972
  • 4 Live at Cap D'Agde, August 26, 1982
  • 5/6 Live on Broadway, 1995
  • 7 ProjeKct Four - Live in San Francisco, November 1, 1998
  • 8 The VROOOM Sessions, 1994
  • 9 Live at Summit Studios, March 12, 1972
  • 10 Live in Central Park, NYC, July 1, 1974
  • 11 Live at Moles Club, Bath, 1981
  • 12 Live in Hyde Park, 1969
  • 13 Nashville Rehearsals, 1997
  • 14 Live At Plymouth Guildhall, May 11, 1971
  • 15 Live in Mainz, Germany, March 30, 1974
  • 16 Live in Berkeley, CA, 1982
  • 17 ProjeKct Two - Live in Northampton, MA, July 1, 1998
  • 18 Live in Detroit, MI, November 1971
  • 19 Live in Nashville, TN, November 9 & 10, 2001
  • 20 Live at the Zoom Club, 1972
  • 21 The Champaign-Urbana Sessions, 1983
  • 22 ProjeKct One - Jazz Cafe Suite, December 1-4, 1997
  • 23 Live in Orlando, FL, February 27, 1972
  • 24 Live in Guildford, November 13, 1972
  • 25 Live at Fillmore East, November 21 & 22, 1969
  • 26 Live in Philadelphia, PA, July 30, 1982
  • 27 ProjeKct Three - Live in Austin, TX, March 25, 1999
  • 28 Live in Warsaw, June 11, 2000
  • 29 Live in Heidelberg, 1974
  • 30 Live in Brighton, October 16, 1971
  • 31 Live at the Wiltern, July 1, 1995
  • 32 Live in Munich, September 29, 1982
  • 33 ProjeKct Two - Live in Chicago, IL, June 4, 1998
  • 34 ProjeKct Three - Live in Alexandria, VA, March 3, 2003
  • 35 Live in Denver, March 13, 1972
  • 36 Live in Kassel, April 1, 1974

[modifica] Raccolte

[modifica] Video

  • 1984 The Noise - Frejus 1982
  • 1984 Three of a Perfect Pair - Live in Japan
  • 1996 Live In Japan - 1995
  • 1996 deja VROOOM DVD
  • 2003 Eyes Wide Open DVD
  • 2004 Neal and Jack and Me - Live 1982-1984 DVD

A questi si aggiungono decine di registrazioni scaricabili digitalmente da DGMlive.[2]

[modifica] Note

  1. ^ dgmlive.com
  2. ^ Il sito di DGMlive

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali