Beelzebub

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Un'illustrazione dell'edizione di Henry Altemus del The Pilgrim's Progress di John Bunyan, pubblicato nel 1678

Beelzebub (adattato in italiano come Belzebù) è il nome che la versione latina della Bibbia, detta Vulgata, assegna sia alla divinità filistea, altrimenti conosciuta come Baʿal zĕbūb, o Baʿal zĕbūl, e riportata, ad esempio, nel Secondo libro dei Re I,2[1]:

(LA)
« ceciditque Ohozias per cancellos cenaculi sui quod habebat in samaria et aegrotavit misitque nuntios dicens ad eos ite consulite Beelzebub deum Accaron utrum vivere queam de infirmitate mea hac »
(IT)
« Acazia cadde dalla finestra del piano di sopra in Samaria e rimase ferito. Allora inviò messaggeri con quest'ordine: "Andate e interrogate Baal-Zebub, dio di Ekròn, per sapere se guarirò da questa infermità »
(Secondo libro dei Re, I,2)

sia al "principe" dei demòni citato nei vangeli[2], ad esempio nel Vangelo secondo Matteo XII,24, sempre nella versione latina:

(LA)
« Pharisaei autem audientes dixerunt hic non eicit daemones nisi in Beelzebub principe daemoniorum »
(IT)
« Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: "Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni »
(Vangelo secondo Matteo, XII, 24)

Nella versione greca dell'Antico Testamento, detta Septuaginta, il nome ebraico del dio di Ekron, בבעל זבוב (Baʿal zĕbūb, "Baal di ciò che vola") è reso come βααλ μυιαν (Baal muian, "Baal delle mosche").

Mentre nella versione greca dei vangeli il nome del principe dei demòni è βεελζεβοὺλ (Beelzeboul).[3]

L'origine del nome Beelzebub non è chiara:

  • Potrebbe essere direttamente collegato al nome della divinità fenicia di Ekron riportata in ebraico in modo distorto e denigrativo come Ba'al zĕbūb (בבעל זבוב), con il significato di "Signore/Dio di ciò che vola" ovvero come "Signore/Dio delle mosche",[4] le quali sono definite nella prima cultura ebraica (Isa 7:18; Qoh 10:1) come qualcosa di fastidioso[3], al posto del nome autentico di Baʿal zĕbūl, bʿl zbl, ossia 'Baal il principe' (signore/principe Baal, dall'accadico zbl, "principe")[5] dio ctonio in grado di aiutare in casi di malattie:[3]
« Nell'ebraico dell'AT compare l'espressione Baʿal zĕbūb ("signore delle mosche"), probabilmente come trasformazione spregiativa di Baʿal zĕbūl ("principe Baal") »
(Frederick Fyvie Bruce. Baal-Zebul, Beelzebul, in Da Grosse Bibellexikon (a cura di H. Burkhardt, F. Grünzweig, F. Laubach e G. Maier). Wuppertal e Zurigo, R. Brockhaus Verlag, 1989. Trad. it. Nuovo dizionario illustrato della Bibbia. Casale Monferrato, Piemme, 2005, pag. 121)
  • Altra ipotesi è che Baʿal zĕbūb, il nome del dio filisteo riportato nell'Antico testamento a cui potrebbe essere collegato il nome Beelzebub, sia il nome autentico del dio. Friedrich W. A. Baethgen, in Beiträge zur semitischen Religionsgeschichte (Contributi alla storia della religione semitica), ipotizzò che le mosche - che si manifestano nella stagione estiva - fossero simboli del calore solare col quale Baal (dio della fecondità) è in stretta relazione, fossero da ritenere animali sacri[6]. Karl Arvid Tångberg[7] ipotizzò che il nome Baʿal Zebub potesse avere il significato di "[Statua] di Ba'al con [ornamenti] di mosche", «alla stessa stregua quindi della creatura mesopotamica 'Nintu con le mosche'» chiosava Wolfgang Herrmann, dell'Università di Stoccarda.[8]
Ciò viene comparato in Dictionary of Deities and Demons in the Bible (DDD) coll'epiteto attribuito dai greci a Zeus (oltre che ad Eracle[9]), in quanto guaritore ossia ὰπόμυιος (àpómuios; Pausania, Graeciae Descriptio V 14,1[10]) «che caccia (ὰπό, àpó allontana da, separa da) le mosche»;[3][9] oltre che la conoscenza in Arcadia ed Elide d'un ἤρως μυιαγρος (heros muiagros; Pausania VIII 26,7: concernente principalmente l'allontanamento delle mosche tramite sacrifici,[11] e Plinio[12][13]), divinità[14] che distruggeva le mosche.[9]
  • Un'ipotesi ulteriore collega il termine Beelzebub a quello di Satana e di diavolo, nella loro accezione di "avversario"[15].

Sviluppo successivo[modifica | modifica wikitesto]

Tenendo presente che Beelzebub/Beelzebul inteso come "demonio" è, fin dalle origini, esclusivo della letteratura cristiana, la sua presenza, in questa qualità, la si riscontra anche nella successiva cultura religiosa ebraica askhenazita tardo medievale ma sempre come frutto di una influenza della demonologia cristiana[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tale divinità filistea compare per sole altre tre volte (I,3,6,16) e sempre nel medesimo racconto riguardante l'infermità di Acazia.
  2. ^ Sempre come principe dei demòni Beelzebub compare nella versione latina dei vangeli di Matteo, XII, 24.27; Marco III,22; Luca, XI, 18-19. Beelzebub, inoltre, compare con appellativi analoghi in Matteo, X, 25 ("padrone di casa") e in Luca XI, 15 ("capo dei demoni").
  3. ^ a b c d da Baʿal Zebub in Karel van der Toorn, Bob Becking, Pieter Willem van der Horst, Dictionary of Deities and Demons in the Bible (DDD), Wm. B. Eerdmans Publishing, 1999
  4. ^ Cfr. la versione greca detta la Septuaginta dove il nome di Ba'al zĕbūb è reso direttamente come βααλ μυιαν, "Baal delle mosche".
  5. ^ Cfr. anche e ad esempio:
    « The latter title has a biblical echo in the corrupted form Baal-Zebub (II Kings 1:2ff.), from an original Baal-Zebul, which is preserved in this form in the New Testament (Matt. 10:25, 12:24; Mark 3:22; Luke 11:15, 18). »
    (Marvin H. Pope. Baal Worship, vol. 3. pag. 10)
    Ma anche
    « La derivazione da Baal-Zebub il "signore delle mosche", non è sicura; ed è più probabile che significhi "Baal il principe" (zebul significa principe, il che corrisponde all'idea di Dio fenicia »
    (Manfred Lurker. Lexicon der Götter un Däemonen. Stoccarda, Alfred Kröner Verlag, 1989. Trad. it. Dizionario di angeli, demòni e dèi. Casale Monferrato, Piemme, 2004, pag.79)
  6. ^ «Es ist der Baal, dem die Fliegen gehören oder heilig sind. Als Kinder des Sommers sind sie ein Symbol der Sonnenwärme, zu welcher, wie wir gleich sehen werden, Baal in nächster Beziehung steht.» (Beiträge zur semitischen Religionsgeschichte, 1888, p. 25; pdf da archive.org)
  7. ^ "A Note on Baʿal-Zĕbub in 2 Kgs 1,2,3,6,16", in: Scandinavian Journal of the Old Testament 6 (1992), pp. 293-6.
  8. ^ Lemma «Baal-Zebub», in Dictionary of Deities and Demons in the Bible, E. J. Brill, Leiden-New York-Köln 1996, pp. 293-6 (a p. 293).
  9. ^ a b c Dictionnaire étymologique de la langue grecque, Pierre Chantraine, Parigi, Klincksieck, 1968-80, 2 voll., p. 719 (pdf da archive.org p. 736).
  10. ^
    (EL)
    « Φασὶ δὲ Ἡρακλεῖ τῷ Ἀλκμήνης θύοντι ἐν Ὀλυμπίᾳ δι' ὄχλου μάλιστα γενέσθαι τὰς μυίας· ἐξευρόντα οὖν αὐτὸν ἢ καὶ ὑπ' ἄλλου διδαχθέντα Ἀπομυίῳ θῦσαι Διί, καὶ οὕτως ἀποτραπῆναι τὰς μυίας πέραν τοῦ Ἀλφειοῦ. Λέγονται δὲ κατὰ ταὐτὰ καὶ Ἠλεῖοι θύειν τῷ Ἀπομυίῳ Διί, ἐξελαύνοντες τῆς (Ἠλείας) Ὀλυμπίας τὰς μυίας. »
    (IT)
    « Si racconta anche che Eracle, figlio d'Alcmena, sacrificando un giorno a Zeus, in Olimpia, fu così incomodato dalle mosche, che sul posto, sia di sua propria iniziativa, sia per il consiglio di qualcuno degli assistenti, immolò una vittima a Zeus Apomyios; e il sacrificio non era ancora terminato, che videro tutte le mosche volare al di la dell'Alfeo »
    (Graeciae Descriptio V 14,1)
  11. ^
    (EL)
    « Τῆς δὲ Ἀθηνᾶς τὸ ἄγαλμα πεποίηται χαλκοῦ, Ὑπατοδώρου {τε} ἔργον, θέας ἄξιον μεγέθους τε ἕνεκα καὶ ἐς τὴν τέχνην. Ἄγουσι δὲ καὶ πανήγυριν ὅτῳ δὴ θεῶν, δοκῶ δὲ σφᾶς ἄγειν τῇ Ἀθηνᾷ· ἐν ταύτῃ τῇ πανηγύρει Μυάγρῳ προθύουσιν, ἐπευχόμενοί τε κατὰ τῶν ἱερείων τῷ ἥρωι καὶ ἐπικαλούμενοι τὸν Μύαγρον· καί σφισι ταῦτα δράσασιν οὐδὲν ἔτι ἀνιαρόν εἰσιν αἱ μυῖαι. »
    (IT)
    « La statua di Minerva in bronzo è l'opera d'Hypatodorus, essa merita d'essere vista sia a causa della grandezza che dell'esecuzione. Essi hanno anche una festa in onore di non so quale divinità, credo tuttavia che sia di Minerva; essi sacrificano da principio all'eroe Myiagrus; a cui indirizzano delle preghiere durante il sacrificio, chiamandolo per nome; fatto questo, le mosche non li infastidiscono più. »
    (ibid. VIII 26,7)
  12. ^
    (LA)
    « inuocant et Aegyptii ibis suas contra serpentium aduentum, et Elei Myacoren deum muscarum multitudine pestilentiam adferente, quae protinus intereunt quam litatum est ei deo. »
    (IT)
    « Gli egiziani invocano anche il loro ibis ('ibis religiosa') contro l'incursione dei serpenti, e gli Elleni il dio Myagros (scaccia-mosche) contro le mosche, che per loro moltitudine portano pestilenze, e che muoiono sacrificando a questo dio. »
    (Naturalis Historia X 40,1)
  13. ^
    (LA)
    « nullum animal minus docile existimatur minorisue intellectus; eo mirabilius est Olympiae sacro certamine nubes earum immolato tauro deo, quem Myioden uocant, extra territorium id abire. »
    (IT)
    « Si pensa che nessun animale non è meno docile e meno intelligente che la mosca, ciò deve farci maggiormente ammirare il prodigio degli sciami di mosche che, nei giochi sacri d'Olimpia, dopo l'immolazione del toro al dio nominato Myiodes, abbandonano tutto il territorio. »
    (ibid. XXIX 34)
  14. ^ per la significazione religiosa di ἤρως, oltre che eroe/i, come divinita, semio-dio, si veda voce corrispettiva in Dictionnaire étymologique de la langue grecque, Pierre Chantraine, p. 417 (pdf da archive.org p. 431).
  15. ^
    « Since both Satan in Hebrew (śātān) and devil in Greek (Διάβολος) have the meaning of adversary, accuser, and slanderer, the peculiar Gospel name for the same evil spirit may rightly be surmised to have the same meaning. The form Beelzebub cannot be disconnected from the Aramaic word beʿel-debābā, which has precisely the same meaning as the above-mentioned Hebrew and Greek words (i.e., adversary, accuser, Satan) and is itself a loanword from the Akkadian term bêl dabābi (literally ‘‘master of speech,’’ but in usage, ‘‘litigant, adversary in a lawsuit’’). »
    (M.R. Ray. Beelzebub in The New Catholic Encyclopedia, vol. 2., Gale, NY, 2006, pag. 200)
  16. ^
    « The Ma’aseh Bukh (in Yiddish; English translation by M. Gaster, 1934) lists numerous details about this Jewish-Ashkenazi demonology of the later Middle Ages. In addition to current popular beliefs, elements originating in scholarly magic literature as well as the names of demons whose origins were in Christian magic were introduced from Christian demonology. These spread, not later than the 15th century, among the Jews of Germany. Demons such as Astarot, Beelzebub (in many forms), and their like became fixtures in incantations and lists of demons. A detailed kabbalistic system of demonology is found at the time of the expulsion from Spain in the book Ha-Malakh ha-Meshiv. »
    (Gershom Scholem. Encyclopedia Judaica vol. 5., Gale, NY, 2006, pag. 577)

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