Filistei

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Mappa della Palestina nell'800 a.C. secondo la Bibbia

I Filistei (ebraico פְלִשְׁתִּים felištīm, arabo فلسنيون filastiyyūn) furono un antico popolo indoeuropeo del bacino del Mediterraneo che abitò la regione litorale della terra di Canaan, pressappoco fra l'attuale Striscia di Gaza e Tel Aviv (gli archeologi hanno messo in luce a nord di questa città, nel sobborgo di Tell Qasile, le rovine d'una città filistea).

Origini[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Bibbia i Filistei sono i popoli del mare che arrivano da Creta.

In rosso, le cinque città che, in epoca storica, costituivano la "pentapoli filistea".

I Filistei furono una popolazione molto antica di origine indoeuropea che si stanziò tra il 1200 e l'800 a.C. nell'attuale Palestina (Filastinia); dopo la repressione della rivolta giudaica guidata da Bar Kochava nel 135 l'Imperatore Adriano intese cancellare il nome di Judea sostituendolo con quello di Palestina.

L'origine dei Filistei è un problema molto dibattuto dagli studiosi. Sembra che fossero uno dei Popoli del Mare citati spesso dagli antichi Egizi, originari probabilmente dell'isola di Creta, o forse Creta era a sua volta una tappa intermedia dell'itinerario che li condusse in Medio Oriente (la Bibbia stessa indica esplicitamente Creta come patria d'origine dei Filistei, usando l'espressione "Cretei e Peletei" per definire i mercenari Filistei al servizio di Davide. L'identificazione è resa certa da Ezechia 25:16, che usa il termine "Cretei" nel corso d'un oracolo di maledizione contro i Filistei).[senza fonte]

I Filistei emigrarono nello stesso periodo degli altri popoli del mare ed attaccarono l'Egitto. Sconfitti, s'installarono (non è chiaro se spontaneamente o in qualità di deportati/mercenari del re egizio) sulla costa cananea, tra le attuali città di Gaza e Tel Aviv/Jaffa.

Sebbene i Filistei abbiano adottato molto rapidamente la cultura e la lingua dei Cananei, una loro origine indoeuropea è stata suggerita sulla base delle pochissime parole della lingua filistea originaria sopravvissute, che mostrano radici indoeuropee[1].

Anche l'archeologia moderna suggerisce l'esistenza di legami culturali con la Civiltà micenea della Grecia antica.

Dopo l'abbandono della loro lingua originaria i Filistei parlarono una lingua cananea (appartenente al gruppo delle lingue semitiche) molto affine al fenicio (come del resto l'ebraico); dopo la perdita dell'indipendenza adottarono, come tutte le popolazioni della Palestina antica, l'aramaico, non distinguendosi più dal resto dell'area nella successiva evoluzione linguistica.

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Strutture politiche[modifica | modifica sorgente]

Si usa parlare di "Pentapoli filistea" per indicare il gruppo di cinque città-stato filistee più importanti (almeno secondo il giudizio della Bibbia), situato lungo il litorale e nell'immediato entroterra. Queste città erano Ashdod, Ascalona, Gaza, Ekron (tuttora esistenti) oltre a Gath, che invece non è stata ancora esattamente localizzata dagli archeologi.

Benché la Bibbia collochi questa strutturazione politica all'epoca dei Giudici (XIII secolo a.C.), è più probabile che essa registri una situazione molto più recente, com'è dimostrato dal fatto che l'archeologia ha scoperto che il sito di Ekron si è sviluppato pienamente solo a partire dal VII secolo a.C.

Queste città non avevano un governo unitario, come nota il Libro di Giosuè, 13:3, ma erano governate da prìncipi che si confederavano in caso di pericolo.

Il termine filisteo per "re" preservatoci dalla Bibbia, seren (plurale seranim), è una delle poche parole filistee superstiti, ed è stato messo in collegamento etimologico col termine greco tyrannos ("re"): è uno degli indizi che sostengono l'origine indoeuropea dei Filistei.

Esercito[modifica | modifica sorgente]

Battaglia contro Pulasti (Filistei) e Sakkara, dal tempio egizio di Medinet Habu. Si noti il particolare copricapo piumato dei Filistei.

I Filistei riuscirono ad avere la meglio sulle popolazioni cananee ed israelite grazie all'adozione di armi in ferro, dato che i loro nemici erano ancora all'età del bronzo.

La Bibbia conserva una memoria di questo periodo di predominio politico ed economico, reso possibile dalla superiorità tecnologica, in 1 Samuele:19-21:

(19) Allora non si trovava un fabbro in tutto il paese d'Israele: "Perché - dicevano i Filistei - gli Ebrei non fabbrichino spade o lance".
(20) Così gli Israeliti dovevano sempre scendere dai Filistei per affilare chi il vomere, chi la zappa, chi la scure o la falce.
(21) L'affilatura costava due terzi di siclo per i vomeri e le zappe ed un terzo l'affilatura delle scuri e dei pungoli.

Nelle rappresentazioni egizie dei popoli del mare, i guerrieri filistei indossano elmi con cimieri piumati, possibili corazze di bronzo, o comunque rinforzate da elementi in bronzo, scudi tondi di stile Egeo, spade e lance di varie fattezze probabilmente anche in ferro.

Secondo la Bibbia, al termine di queste guerre il regno israelitico riuscì a sconfiggere i Filistei. Ma se fu vero che il neonato regno israelitico riuscì ad eliminare il dominio filisteo sull'entroterra, d'altro canto, come la stessa Bibbia attesta, le città-Stato filistee non persero né la loro indipendenza né il controllo sul territorio costiero fino all'epoca della conquista Assira.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia dei Filistei si basava sulla produzione di prodotti mediterranei, come grano, vino ed olio, (quest'ultimo attestato dal rinvenimento di stabilimenti di produzione dotati di macine in pietra) e sull'artigianato (tessile, metallurgico del ferro, ceramico).

Paradossalmente, nonostante la posizione affacciata sul mare, il commercio marittimo non sembra avere avuto un ruolo di rilievo, forse per la concorrenza meglio organizzata dei Fenici. Tuttavia, sotto gli Assiri, Gaza fiorì come porto terminale delle "carovane del deserto" provenienti dall'Assiria.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Quando i Filistei, fondendosi con la popolazione cananea preesistente, ne adottarono il pantheon, scelsero (come tutti i popoli loro vicini) una divinità in particolare quale loro "dio nazionale": Dagon, il padre di Baal. Questa divinità, denominata Ba' al Zəbûl, Il signore della Soglia (dell'Aldilà), è entrata a far parte della mitologia ebraica, cristiana ed islamica con il nome con cui la definisce la Bibbia, tramite uno sprezzante gioco di parole: Ba' al Zebub, "Il signore delle mosche". Da qui deriva il nome dell'entità diabolica suprema: Belzebù, uno dei "sette prìncipi dell'Inferno", identificato anche dalla tradizione cristiana come un demone.

La Bibbia parla di un tempio dedicato a Dagon ad Ekron (a soli 35 km da Gerusalemme), descrivendolo come un tempio cananeo puntellato da due pilastri centrali. La narrazione biblica descrive infatti l'atto di Sansone che, ottenuta da Yahweh una forza sovrumana, abbatte i due pilastri, provocando il crollo dell'intero tempio. Sansone muore schiacciato assieme ai filistei presenti nel tempio di Dagon. Da qui il celebre detto "Muoia Sansone con tutti i Filistei".

Arte[modifica | modifica sorgente]

In campo artistico, i filistei produssero ceramiche rosse e nere con decorazioni a carattere geometrico o stilizzate. Altri capolavori filistei sono statuette in terracotta raffiguranti Astarte conservate al museo di Gerusalemme.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età biblica[modifica | modifica sorgente]

Bassorilievo che rappresenta prigionieri filistei, sulla facciata del secondo pilone del tempio funebre di Ramesse III.

Secondo la narrazione della Bibbia, verso il 1150 a.C., gli Israeliti entrarono in conflitto con i Filistei dopo aver conquistato già la maggior parte del Paese di Canaan ma, non riuscendo a sconfiggerli, si stabilirono più a nord sulle terre dei Cananei.

Da indizi contenuti nella stessa narrazione biblica si evince come in realtà i Filistei, oltre a controllare saldamente il litorale da Gaza all'attuale Tel Aviv, abbiano esercitato una sorta di protettorato sull'altipiano e l'entroterra. L'archeologia conferma del resto che all'epoca in cui la Bibbia colloca il re Davide, il secolo X a.C., oggetti di produzione filistea erano sempre più diffusi sull'altipiano abitato dagli Israeliti.

La Bibbia stessa ammette che il futuro re Davide dovette cominciare la sua carriera servendo come mercenario nelle truppe di un sovrano filisteo Achish di Gath, né può tacere del tutto le sconfitte inflitte agli Israeliti dai Filistei, una delle quali - sempre secondo la narrazione biblica - li portò a catturare addirittura l'Arca dell'Alleanza e ad esporla come trofeo[2] nel tempio di Dagon.

Sempre secondo la narrazione della Bibbia dal 1080 a.C. al 931 a.C., sotto la guida del re Saul prima e del re Davide poi, gli Israeliti dapprima contennero e poi sconfissero i Filistei sull'altipiano. La storia di Davide che sconfigge il leader filisteo Golia simboleggia letterariamente la sconfitta finale dei Filistei, che però come detto nella realtà storica continuarono a mantenere la loro indipendenza ed esistenza autonoma fino alla sconfitta da parte degli Assiri di Tiglath-Pileser III, nel 732 a.C.

Da questo momento i Filistei condivisero il destino dei popoli sottoposti all'impero Assiro.

La Bibbia menziona ancora i Filistei in Ezechiele 25:16, Zaccaria 9:6, e 1 Maccabei 3, cosa che dimostra l'esistenza di un qualche tipo di loro identità ancora in epoca neo-babilonese. Comunque, entro la fine del V secolo a.C. la fusione dei Filistei con le popolazioni locali era ormai conclusa. Assieme a queste popolazioni i discendenti dei Filistei da un lato subirono il processo di ellenizzazione, e dall'altro furono in gran parte convertiti a forza all'ebraismo dagli Asmonei, scomparendo definitivamente dalla storia in questo duplice processo di assimilazione.

Età post-biblica[modifica | modifica sorgente]

Alcuni secoli dopo la scomparsa dei Filistei, l'imperatore romano Adriano ribattezzò la Giudea come Palestina (con il nome degli antichi nemici degli ebrei) per vendicarsi della rivolta giudaica (135 d.C.): "Palaestina" è la forma "romanizzata" dell'antica denominazione biblica "Filistia"; deriva dal termine Peleshet, che significa "terra dei Filistei". Il nome "Filistia" era tuttavia un toponimo già noto, introdotto da Erodoto e già utilizzato dai Greci.

Significato odierno[modifica | modifica sorgente]

In senso figurativo il termine filisteo sta ancora oggi, soprattutto nei Paesi di area anglosassone, ad indicare una persona meschina, conformista, gretta, dominata dall'interesse economico. In questo senso il termine fu adoperato la prima volta nel XVII secolo dagli studenti tedeschi per indicare il ceto borghese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dothan 1982 The Philistines op.cit.
  2. ^ La Sacra Bibbia: testo - IntraText CT

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Indice delle citazioni dei Filistei nella Bibbia. Nella traduzione italiana della Cei il termine ricorre, nelle sue varianti, 296 volte.
  • Trude Krakauer Dothan. 1982. The Philistines and Their Material Culture. Jerusalem: Israel Exploration Society
  • Trude Krakauer Dothan, e Moshe Dothan. 1992. People of the Sea: The Search for the Philistines. New York: Macmillan Publishing Company
  • Carl S. Ehrlich. 1996. The Philistines in Transition: A History from ca. 1000–730 B.C.E. Studies in the History and Culture of the Ancient Near East 10, ser. eds. Baruch Halpern, and Manfred Hermann Emil Weippert. Leiden: E. J. Brill
  • Seymour Gitin, Amihai Mazar ed Ephraim Stern (a cura di). 1998. Mediterranean Peoples in Transition: Thirteenth to Early Tenth Centuries BCE. Jerusalem: Israel Exploration Society
  • Aren Maeir. 2005. Philister-Keramik. Pp. 528–36 in "Reallexikon der Assyriologie und vorderasiatischen Archäologie", Band 14. Berlin: W. de Gruyter.
  • Eliezer D. Oren (a cura di). 2000. The Sea Peoples and Their World: A Reassessment. University Museum Monograph 108. Philadelphia: The University of Pennsylvania Museum of Archaeology and Anthropology
  • Donald Bruce Redford. 1992. Egypt, Canaan, and Israel in Ancient Times. Princeton: Princeton University Press
  • Claude Vandersleyen, "Keftiu: a cautionary note," Oxford Journal of Archaeology 22/21, 2003, 209-212.
  • George E. Mendenhall, The Tenth Generation: The Origins of the Biblical Tradition, The Johns Hopkins University Press, 1973.
  • Giovanni Garbini. 1997. I filistei: gli antagonisti di Israele; in appendice: I documenti filistei. Milano: Rusconi, ISBN 88-18-88046-2
  • Massimo Rassu, Shardana e filistei in Italia. Nuove architetture in Sardegna alla fine dell'Età del Bronzo finale (XII-XI secolo a.C.), Grafica del Parteolla, 2003, ISBN 88-88246-43-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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