Elia

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Profeta Elia
Il profeta Elia, di José de Ribera
Il profeta Elia, di José de Ribera
Profeta
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 20 luglio
Attributi Rotolo della profezia; su un carro di fuoco; sul Monte Carmelo; nella trasfigurazione di Cristo
Patrono di Ordine dei Carmelitani

Il profeta Elia (il cui nome significa "il mio Dio è Il Signore"), della città di Tishbà nel paese di Galaad e perciò detto anche il Tishbita[1], è una delle figure più rilevanti dell'Antico Testamento; le sue gesta sono narrate nei due "libri dei Re" della Bibbia.

Racconto biblico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elementi (filosofia)#Cristianesimo.

Secondo quanto si legge nei libri dei Re[2], Elia fu un grande profeta. Egli svolse la propria missione sotto il re Acab. Risuscitò il figlio della vedova di Sarepta che lo ospitava durante una carestia; ultimo fedele al Dio di Abramo, sfidò e vinse i profeti del dio Baal sul monte Carmelo: qui, dopo che essi furono svenuti, dimostrò la potenza di Dio accendendo, con la preghiera, una pira di legna verde e bagnata. Dopodiché, presso il torrente Kison, scannò tutti i 450 sacerdoti di Baal[3]. Fuggì sul monte Oreb[4], presso il quale gli porgeva cibo un angelo, e dove parlò con Dio. Chiamò Eliseo a seguirlo ed a essere il suo successore. Infine venne rapito in cielo con «un carro di fuoco e cavalli di fuoco» (2Re 2, 11). Egli dunque non avrebbe conosciuto la morte così come già il patriarca Enoch, ed entrambi sono stati interpretati come figure simboliche di un'antica divinità solare[5][6].

Nell'Ebraismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Angelo, Havdalah, Messia, Qedushah, Shekhinah e Zohar.

Il profeta Elia proviene dalla tribù di Beniamino. Egli ha una grande importanza nel sentimento religioso ebraico in quanto si ritiene che, come narra la Bibbia, non morto sia stato assunto in Cielo anima e corpo e di tanto in tanto ricompaia sulla terra "sotto mentite spoglie" per aiutare il popolo ebraico in difficoltà. Il profeta Malachia profetizzò che Elia tornerà prima del giorno del Signore dell'Era messianica:

« Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore »   (Malachia 4,5)

Nel giorno di Pasqua ebraica (cfr Haggadah di Pesach e Seder), alcuni ebrei lasciano una coppa di vino dinanzi all'uscio o ad una finestra aperta, in attesa che Elia torni e festeggi con loro la liberazione. Molti i racconti Talmudici e Chassidici che narrano la rivelazione del profeta Elia nel corso della storia, manifestatosi a Maestri ebrei e ad appartenenti al popolo ebraico.

Durante la propria vita il profeta Elia si recò nella grotta dove già Mosè era stato (Talmud, Meghillah 19b).

Elia ascese al Cielo e venne poi trasformato in un essere angelico, ricevendo anche il compito di assistere al Brit milah degli appartenenti alla Religione ebraica. Nella Jewish Encyclopedia viene riferito che Moses Cordovero identificò quest'angelo con l'Arcangelo Sandalphon.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Avraham, Fineas e Ghilgul.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Icona moderna del santo

Altro punto d'importante indagine e riflessione teologiche, pure per il Cristianesimo, è la particolare esperienza vissuta da Elia sull'Oreb.

Secondo la religione cristiana, la profezia di Malachia si è adempiuta in Giovanni il Battista[7]. Inoltre Elia apparve con Mosè durante la trasfigurazione di Gesù, a rappresentare la continuità di Cristo con i patriarchi (Mosè) ed i profeti (Elia, appunto).

Statua di Elia nella grotta sul Monte Carmelo in cui secondo la tradizione visse

Secondo i Vangeli, alcuni pensavano che Gesù fosse Elia ritornato (anche Gesù chiede agli apostoli: «La gente chi crede che io sia?» «La gente dice che tu sei Elia») o che lo chiamasse sulla Croce (mentre Egli, invece, invoca Dio: equivoco derivante dall'etimologia del nome stesso di Elia, che in ebraico significa "il Signore è il mio unico Signore").

Nella tradizione cattolica è il modello dei contemplativi e dei monaci. L'ordine del Carmelo, sorto nei luoghi in cui Elia visse e svolse la sua missione, lo considera proprio padre e ispiratore.

Elia è il protettore contro i fulmini e i temporali, poiché nella Bibbia si dice di lui che era in grado di far discendere "il fuoco dal cielo". Inoltre, proprio per essere stato assunto in Cielo, è patrono degli aviatori. È poi patrono di Sant'Elia a Pianisi, Buonabitacolo in provincia di Salerno, di Maschito in provincia di Potenza, di Sperone in provincia di Avellino e di Peschici in provincia di Foggia.

A Gesualdo (AV), Sant' Elia viene festeggiato nell'omonima contrada nel mese di luglio in occasione della tradizionale sfilata dei trattori.

A Palmi (RC), sorge la chiesetta di Sant' Elia sull'omonimo Monte, edificata nel 1804.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo ricorda il 20 luglio.

Nell'Islam[modifica | modifica sorgente]

Elia (in in arabo: إيليا, Īliyā o إلياس, Iliyās) viene talvolta associato a un personaggio di grande rilevanza per l'Islam, al-Khiḍr (o al-Khaḍir). Il più importante racconto coranico riguardante questa figura è contenuto nella sura XVIII (Sūrat al-Kaḥf, ovvero Sura della Caverna), vv. 59-81, che contiene anche altre due narrazioni di estrema rilevanza: quella riguardante i Sette Dormienti di Efeso e quella concernente Alessandro Magno (Dhu al-Qarnayn). Ilīyās compare in Corano, VI:85 e XXXVII:123-132. Essendo al-Khaḍir un semplice epiteto (“il Verdeggiante”), il nome proprio che gli è più frequentemente attribuito dalla tradizione musulmana è quello di Balīyā ibn Malkān. Talora si è letto in Balīyā il nome Īliyā; e poiché Ilīyā è la forma siriaca del nome del profeta Elia, la cui versione greca è Ilīyās, secondo alcuni l'identità primitiva tra Khaḍir ed Īliyā sarebbe stabilita. Questa identità è stata tuttavia messa in questione, tanto da alcuni musulmani (Ibn ʿArabī contro Muqātil; Daḥḥāk) quanto da vari orientalisti (Goldziher contro Clermont-Ganneau).
Presso i musulmani, la dicotomia deriva dal fatto che l'ĪIiyā coranico è un profeta e che non potrebbe essere collocato in una posizione più alta rispetto a un profeta legislatore come Mūsā. Si è obiettato che Khaḍir è preposto alle acque e Ilīyās alle terre. Ma è l'acqua che vivifica le terre (Corano, XI:31). Per queste notizie parafrasiamo parzialmente un testo di Louis Massignon (Élie et son rôle transhistorique: Khadiriya en Islam, in Opera Minora, t. I, 1955, pp. 142–61).

Composizioni su Elia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1846, su commissione del Festival di Birmingham che ne ospitò la prima esecuzione diretta dall'autore, Felix Mendelssohn Bartholdy compose Elias, oratorio sulla vita di Elia. Per il testo Mendelssohn si era servito di passi biblici scelti in collaborazione con l'amico pastore Julius Schubring.

Interessante è la descrizione della vita del profeta Elia nel libro Monte Cinque (1998) di Paulo Coelho. L'autore narra da un punto di vista introspettivo i tormenti e le lotte di uno dei più grandi profeti d'Israele, dall'esilio fino all'assunzione in cielo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 1Re 17,1
  2. ^ 1Re 17-21 e 2Re 1-2.
  3. ^ 1Re 18,17-40.
  4. ^ 1Re 19,5-10.
  5. ^ Francesco Rossi De Gasperis, p. 304 in Sentieri di vita. La dinamica degli esercizi ignaziani nell'itinerario delle Scritture, Volume 2, Milano, Paoline, 2007, p. 672. ISBN 88-315-3372-X; ISBN 978-88-3153-372-0.
  6. ^ Francesco Rossi De Gasperis, p. 282 in Sentieri di vita. La dinamica degli esercizi ignaziani nell'itinerario delle Scritture, Volume 1, Milano, Paoline, 2005, p. 504. ISBN 88-315-2902-1; ISBN 978-88-3152-902-0.
  7. ^ Matteo 17,10-13, Luca 1,17

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sant'Elia in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.