Ugarit

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Coordinate: 35°36′06″N 35°47′00″E / 35.601667°N 35.783333°E35.601667; 35.783333

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Ugarit
Ras Shamra
Mappa dei principali siti della Siria nel II millennio a.C.
Mappa dei principali siti della Siria nel II millennio a.C.
Civiltà Canaanita
Epoca Neolitico - Collasso dell'età del bronzo
Localizzazione
Stato Siria Siria
Governatorato Laodicea
Scavi
Data scoperta 1928
Organizzazione Museo archeologico di Strasburgo
Archeologo Claude Schaeffer
Amministrazione
Ente Mission archéologique syro-française de Ras Shamra - Ougarit
Responsabile Valérie Matoan, Jamal Haydar
Visitabile Si
sito web

Ugarit è un'antica città del Vicino Oriente, attuale Ras Shamra (رأس شمره in arabo, o promontorio del finocchio; 35°35´ N; 35°45´E), pochi chilometri a nord della città moderna di Latakia in Siria.

Fu la capitale dell'antico regno di Ugarit, ed era situata allo sbocco sul Mar Mediterraneo di un'antica via proveniente dalla Mesopotamia, in corrispondenza dei confini tra la potenza ittita a nord e la sfera d'influenza egiziana, a cui appartenne, a sud.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

La porta principale

Ugarit prende posto accanto ad Ur e ad Eridu come una delle più antiche città del mondo, con antecedenti preistorici che risalgono al VI millennio a.C.: sebbene esistano tracce di insediamento ancora precedenti, fu in questo periodo che iniziò ad acquisire una vera e propria forma urbana, con la costruzione di un muro di cinta fortificato, in epoca ancora neolitica.

Appartenne più tardi alla sfera di influenza del regno egiziano: sono stati rinvenuti piccoli oggetti di origine egizia, dell'epoca dei faraoni Sesostris I (1971-1926 a.C.), Sesostris II e Amenemhet III e la cultura artistica mostra forti caratteri egiziani. La più antica attestazione scritta del nome della città proviene invece dalla vicina città di Ebla e risale intorno al 1800 a.C. Successivamente cadde sotto il controllo degli Hyksos (probabilmente urriti o mitanni). Durante il periodo della sua massima fioritura, tra il XVI e il XIII secolo a.C., la città ebbe contatti costanti con l'Egitto e con Cipro.

L'ultimo re di Ugarit dell'età del bronzo, Hammurapi o Amurapi, fu un contemporaneo del re ittita Suppiluliuma II, ma la data esatta del suo regno è ignota. In quest'epoca la città venne distrutta, forse in seguito all'invasione dei popoli del mare: in base ad una spada con il nome del faraone Merneptah trovata negli strati di distruzione, la data di questo evento fu fissata intorno al 1230 a.C., ma una tavoletta cuneiforme rinvenuta nel 1986 mostra che dovette avvenire piuttosto intorno al 1185 a.C., in corrispondenza dell'ottavo anno di regno del faraone Ramses III. In base ai frammenti di ceramica micenea rinvenuti sempre negli strati di distruzione tale data sembra corrispondere anche al passaggio dal periodo tardo-elladico IIIB a quello IIIC, che corrisponde ugualmente alla fine dei regni micenei. È discusso se Ugarit sia stata distrutta prima o dopo la capitale ittita Hattusa.

Gli scavi[modifica | modifica wikitesto]

La collocazione di Ugarit fu dimenticata fino al 1928, quando un contadino scoprì accidentalmente un'antica sepoltura, appartenente all'antica necropoli della città. I successivi scavi furono condotti, in condizioni politiche spesso difficili, prevalentemente dall'archeologo Claude Schaeffer, del Museo preistorico e gallo-romano di Strasburgo.

Gli scavi scoprirono un palazzo reale di ben 90 vani, che si articolavano intorno ad 8 cortili, e diverse residenze private di pregio, due delle quali includevano archivi di documenti (uno dei quali appartenente ad un diplomatico di nome "Rapanu").

Palazzo Reale[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Reale di Ugarit fu costruito nel XIV secolo a.C. ed era una struttura di circa 6500 m2, disposti su due piani e, cosa curiosa per l'epoca, si trovava nel centro cittadino, circondato dalle case. La sua struttura è particolarmente complessa, perché al nucleo originario si sono via via aggiunti numerosi altri ambienti. Un efficiente sistema di condotte portava l'acqua nelle varie sezioni del palazzo, dove poteva anche essere scaldata.

Il Palazzo aveva numerose entrate: quella più imponente consisteva in un atrio dal quale si accedeva ad un portico colonnato in legno e da lì ad una grande corte con fontana. Sono stati trovati ben cinque archivi con tavolette d'argilla in lingua babilonese, hurrita e ugaritica. La tavoletta più famosa è senz'altro quella esposta al Museo Nazionale di Damasco con l'alfabeto elaborato nel XIII secolo a.C. per ridurre la scrittura sumerica a 30 consonanti.

Nelle numerose necropoli sono stati ritrovati doni rituali: ceramiche, gioielli in oro ed argento, armi, incisioni in avorio, vasi in alabastro. Le singole camere funerarie potevano contenere fino a 40 defunti.

Acropoli[modifica | modifica wikitesto]

Nel punto più alto del sito, sull'acropoli, si trovavano i due templi di Baal e Dagat (o forse Anat, sorella ed amante di Baal), che rappresentavano il centro spirituale della città. Entrambi si componevano di un atrio quadrato e di una cella trasversale. Presso i templi si trovavano le abitazioni dei sacerdoti e le biblioteche, che svolgevano anche la funzione di scuole di scrittura. Qui sono stati scoperti testi mitologici, due bacinelle d'oro (una conservata al Louvre di Parigi, l'altra al Museo Archeologico di Aleppo), vari doni votivi, tra cui anche tre ancore di pietra.

In cima alla collina su cui la città venne edificata sorgevano due templi principali, uno dedicato a Baal, re figlio di El, e uno a Dagon, un dio ctonio della fertilità e della ricchezza.

Ras Ibn Hani[modifica | modifica wikitesto]

Situata pochi chilometri da Ugarit e a circa 5 chilometri dal centro di Latakia, la località di Ras Ibn Hani si trova presso la zona turistica della città, la cosiddetta Costa Azzurra della Siria. La zona è stata interessata da scavi archeologici fin dal 1973 e vi sono state portate alla luce rovine di due palazzi, molto probabilmente anch'essi residenza dei sovrani di Ugarit. Il perché un nuovo nucleo urbano fosse stato realizzato a così breve distanza dalla capitale non è chiaro, ma si è formulata l'ipotesi che a quell'epoca la zona fosse una penisola, collegata alla terraferma da uno stretto istmo.

Gli archivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi di Ugarit misero in luce diversi archivi di tavolette di argilla (uno di palazzo, uno templare e due privati), con testi diplomatici, legali, economici, amministrativi, scolastici, letterari e religiosi e datati all'ultima fase di vita della città, intorno al 1200 a.C., quando venne distrutta dalle scorrerie dei popoli del mare.

Un altro archivio, in parte disperso sul mercato nero, fu rinvenuto nel 1958: le tavolette superstiti sono attualmente conservate a Claremont (California) negli Stati Uniti, presso l'Istituto di Antichità e Cristianesimo ("Institute for Antiquity and Christianity") della Scuola teologica di Claremont (Claremont School of Theology) e sono state pubblicate da Loren R. Fisher nel 1971.

Ancora altri archivi furono riportati alla luce nel 1973 nel corso di scavi di emergenza (120 tavolette) e nel 1994 (300 tavolette rinvenute in un vasto edificio che fu utilizzato negli ultimi anni della vita della città).

La maggior parte di queste tavolette sono scritte in quattro lingue: sumerico, accadico (il linguaggio della diplomazia nel Vicino Oriente antico), urrita e infine ugaritico (lingua, quest'ultima, del tutto sconosciuta fino al momento della scoperta degli archivi). Si sono rinvenute tavolette scritte in alfabeto geroglifico egiziano e ittita e in alfabeto cuneiforme cipriota, sumerico, accadico, urrita e ugaritico.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Un ruolo importante era svolto, nella società ugaritica, dalla famiglia, dalla classe dirigente e dai grandi proprietari latifondisti. Importante anche la gerarchia militare (i maryannu) e quelle filo egiziane e filo-hittitiche.

L'alfabeto ugaritico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alfabeto ugaritico.

Dall'alfabeto ugaritico, sviluppato dagli scribi intorno al XIV secolo a.C., derivano la maggior parte degli alfabeti moderni (greci, latini, etruschi, ebrei, arabi). Dopo la distruzione ad opera dei Popoli del mare, intorno al 1200 a.C., la scrittura ugaritica cessò di essere usata ma l'alfabeto trasformatosi in quello conosciuto come alfabeto fenicio si diffuse, col successo a tutti noto.

La letteratura ugaritica[modifica | modifica wikitesto]

I testi rinvenuti nelle tavolette degli archivi ugaritici comprendono oltre a lettere, documenti legali, come trasferimenti di proprietà di terreni, alcuni trattati internazionali e diverse liste amministrative, anche poemi narrativi di carattere mitologico: sono stati identificati frammenti di diverse opere poetiche, tra cui la "Leggenda di Keret", la "Leggenda di Dan-el", il "Mito di Baal-Aliyan", e la "Morte di Baal". I poemi ugaritici hanno diverse caratteristiche che si troveranno più tardi nei poemi ebraici, come il gusto per il parallelismo, i metri e i ritmi, e alcuni riferimenti a eventi storici e persino concetti mitologici che vi compaiono, si trovano successivamente anche nell'Antico Testamento.

Re di Ugarit[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le tavolette di argilla degli archivi, gli ultimi re di ugariti furono:

  • 'Ammittamru I (? - 1349 a.C.)
  • Niqmaddu II (1349-1315 a.C.)
  • Arhalba (1315-1313 a.C.)
  • Niqmepa (1313-1260 a.C.)
  • 'Ammittamru II (1260-1235 a.C.)
  • Ibiranu (1235-1220 a.C.)
  • Niqmaddu III (1220-1215 a.C.)
  • ‘Ammurapi (1215-1185 a.C.)

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Reading the Past, AA VV, articolo « The Early Alphabet » di John Healey, British Museum Press, 1990.
  • L'alba della civiltà (3 voll.) a cura di Sabatino Moscati, ed. UTET, 1976
  • Antichi imperi d'Oriente, di Sabatino Moscati, ed Newton & Compton, 1978, 1997.
  • "La scoperta di Ugarit" La città-stato ai primordi della Bibbia di [MASSIMO BALDACCI] ED PIEMME1996

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]