David Bowie

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David Bowie
David Bowie nel 2009
David Bowie nel 2009
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Glam rock[1]
Pop rock[1]
Hard rock[1]
Dance rock[1]
Rock sperimentale[1]
Art rock[1]
Soul bianco[1]
Proto-punk[1]
New wave[1]
Periodo di attività 1964 – in attività
Strumento Voce, chitarra, sassofono, pianoforte, basso elettrico
Album pubblicati 52
Studio 25
Live 7
Raccolte 20
Sito web
David Bowie (Logo).png

David Bowie ([ˈboʊi]; pseud. di David Robert Jones; Londra, 8 gennaio 1947) è un cantautore, polistrumentista, attore e compositore britannico.

Attivo dalla metà degli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni della musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack e The Thin White Duke (noto in Italia come il Duca Bianco). Dal folk acustico all'elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti.[1]

Come attore, dopo alcune piccole apparizioni ha avuto un buon successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L'uomo che cadde sulla Terra di Nicholas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 e Basquiat di Julian Schnabel del 1996 nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol.

David Bowie è sposato dal 1992 con la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid ed ha due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), oltre a Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman. Nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone[2], e tra le sue migliori "tracce vocali" ci sono Life on Mars?, Space Oddity, Starman ed Heroes[3]. Nel 2007 è secondo la rivista Forbes al quarto posto nell'elenco dei cantanti più ricchi del mondo[4].

Al ritmo di un disco all'anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un "marchio Bowie" uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all'electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta trilogia berlinese di Low, Heroes e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi.

Decisivo l'incontro con Brian Eno, altro reduce dal glam-rock dei primi '70 con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry. Altrettanto decisivo un successo ormai consolidato che permette all'artista di sperimentare soluzioni nuove senza inseguire il riscontro commerciale. Nel frattempo il personaggio non è più l'androgino Ziggy Stardust ma un thin white duke (sottile duca bianco) dalle inquietanti suggestioni androgine sotto uno stile musicale esteriormente sempre più virile, colto, e raffinato.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

1947-1961: L'infanzia, Terry e l'inizio di tutto[modifica | modifica sorgente]

David Bowie nasce a Brixton l'8 gennaio 1947 da Margaret Mary Burns, che lavora come cassiera presso un cinema, e Haywood Stenton Jones, da poco ritornato dal fronte.[5] All'età di sei anni si trasferisce con la famiglia dalla casa natale di Stansfield Road ad una nuova abitazione nel verde sobborgo di Plaistow Grove a Bromley, nel Kent.[6][7] In quel periodo dall'America stava arrivando una nuova cultura giovanile. «Quando ero molto piccolo vidi ballare una mia cugina», raccontò in seguito David, «ballava Hound Dog di Elvis e non l'avevo mai vista alzarsi e dimenarsi a quel modo per nessun'altra canzone. Il potere di quella musica mi colpì moltissimo»[senza fonte]. Comincia così ad ascoltare i dischi di Fats Domino e Little Richard e all'età di 11 anni inizia a frequentare la Bromley Technical High School (oggi Ravenswood School) dove coltiva un crescente interesse per il rhythm and blues, lo skiffle e il rock 'n' roll, oltre che per altre forme d'arte. La musica che stava arrivando dagli Stati Uniti deve comunque aver colpito davvero il giovane David a tal punto che, quando un insegnante gli chiese cosa avrebbe voluto fare da grande rispose: «diventare l'Elvis britannico».[8]

Il Cane Hill Hospital nel borgo di Croydon. Quella che è stata la residenza forzata del fratellastro Terry dal 1970 fino al giorno del suicidio, avvenuto nel 1985, verrà evocata nel brano All the Madmen, contenuto nell'album The Man Who Sold the World

Un ruolo fondamentale nell'educazione musicale di David lo svolge il fratellastro Terry Burns, nato nel 1937 da una precedente relazione della madre. «Terry è stato l'inizio di tutto, per me» raccontò Bowie molti anni dopo al suo primo biografo, George Tremlett. «Leggeva un sacco di scrittori beat e ascoltava jazzisti come John Coltrane e Eric Dolphy... mentre io frequentavo ancora la scuola, lui ogni sabato sera andava in centro a sentire il jazz in diversi locali... si faceva crescere i capelli e, a suo modo, era un ribelle... tutto questo ebbe una grossa influenza su di me». Affetto da schizofrenia e confinato nel reparto psichiatrico del Cane Hill Hospital di Londra dagli anni settanta al 1985, anno in cui si toglierà la vita gettandosi sotto un treno,[9] Terry continuerà ad esercitare una notevole influenza su David e la sua figura sarà di grande ispirazione per alcuni dei suoi lavori come l'album The Man Who Sold the World e, più o meno esplicitamente, brani come The Bewlay Brothers del 1971 e Jump They Say del 1993.

In questo periodo David diventa l'orgoglioso proprietario di un sassofono di plastica bianca col quale cerca di imparare le canzoni di Little Richard e comincia anche a strimpellare l'ukulele e un basso casalingo fabbricato con un manico di scopa e una cassetta da tè di compensato. Nel 1958 canta come corista nella chiesa di St. Mary a Bromley, insieme a George Underwood e Geoffrey MacCormack, che rimarranno suoi amici e diventeranno in seguito suoi collaboratori.

Per il Natale del 1959, a pochi giorni dal suo tredicesimo compleanno, David riceve in regalo da sua madre il suo primo vero sax e poco dopo comincia a prendere lezioni dal sassofonista jazz Ronnie Ross, che vive poco lontano, a Orpington.[7] «Il mio idolo al sassofono è sempre stato Ronnie Ross», ha dichiarato anni dopo, «così cercai il suo numero sull'elenco e gli chiesi se avesse potuto darmi delle lezioni». Ross accettò ma dopo le prime note suonate da David il suo commento fu «Bisogna cominciare subito a lavorarci sopra, è una cosa maledettamente terribile!»[10] In seguito Ross avrebbe eseguito il celebre assolo di sax in Walk on the Wild Side di Lou Reed. «Per me il sassofono rappresentava la Beat Generation della West Coast», confessò Bowie molti anni dopo. «Quel periodo della cultura statunitense mi affascinava molto. Quello strumento divenne per me un emblema, un simbolo di libertà»[senza fonte]. Un'altra esperienza formativa nell'educazione musicale di David è rappresentata da un breve impiego nel negozio di dischi di Vic Furlong a Bromley, durante il quale resta affascinato dalla musica di James Brown, Ray Charles e Jackie Wilson, musicisti che all'epoca sul mercato inglese erano ancora marginali.

Nel 1960, all'inizio del suo terzo anno alla Bromley Technical High School, David entra a far parte di un gruppo di studenti interessati all'arte e le sue preferenze creative vengono incoraggiate da un insegnante, il progressista Owen Frampton (padre di Peter Frampton, che collaborerà con Bowie in futuro). In questo periodo David e George Underwood, il cui gruppo, George and the Dragons, si stava sciogliendo proprio in quel periodo, discutono con un'altra band scolastica la possibilità di unire le forze. Inizia così l'avventura di David nel mondo della musica.

1962-1966: Gli anni pre-Deram[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biografia di David Bowie, 1962-1966.
« Volevo vedere e capire quello che capitava. La mia paura era di passare di fianco ad una nuova moda che stava per arrivare. Non desideravo nient'altro che locali. Ci andavo sia per l'esperienza sia per riempirmi le orecchie. Per il volume alto, per ascoltare Georgie Fame, per scoprire il jazz. »
(David Bowie, intervista su Les Inrockuptibles, 1993[11])

Nel 1962, David e George Underwood si uniscono ad altri studenti che suonano in un trio chiamato The Kon-rads. Il gruppo esegue prevalentemente cover di canzoni da classifica e alla lunga questo diviene limitante per la fantasia musicale di David che comincia a comporre brani originali. È in questo periodo che, durante un litigio a causa di una ragazza, Underwood colpisce David con un pugno all'occhio sinistro causandogli una dilatazione permanente della pupilla, che rimane affetta da midriasi cronica, non risponde più cioè agli stimoli di dilatazione e contrazione causati dalla variazione di luce. A causa di questo problema, il cantante ha una percezione alterata della profondità e della luce dall'occhio sinistro e viene erroneamente creduto affetto da eterocromia, quando le iridi sono in realtà del medesimo colore. Nonostante questo incidente, Bowie è rimasto amico con Underwood, il quale realizzò le cover art dei suoi primi album.[12] Nel 1963 David forma gli Hooker Brothers, altro gruppo che ha vita breve. Dopo alcuni concerti infatti nascono i King Bees, con cui il cantante (che usa ancora il suo vero nome) incide il suo primo disco in assoluto, Liza Jane. Tuttavia, lo scarso successo del singolo decreta la fine della sua militanza nel gruppo e nell'agosto del 1964 Bowie si unisce ai Manish Boys.

Durante il 1964 Bowie concede la sua prima intervista televisiva e all'inizio del 1965 i Manish Boys incidono il 45 giri I Pity the Fool. Il disco non riceve beneficio dall'apparizione televisiva né dalla pubblicità che ne era derivata e David si separa dal gruppo. Ad aprile è già alla guida dei Lower Third coi quali pubblica You've Got a Habit of Leaving e Can't Help Thinking About Me. Nel frattempo, il 17 settembre il cantante aveva adottato definitivamente il nome d'arte David Bowie, per evitare di essere confuso con Davy Jones dei Monkees. I problemi all'interno del gruppo, relativi soprattutto al trattamento preferenziale riservato a David durante la campagna pubblicitaria per il singolo, determinano una frattura tra lui e i Lower Third. All'inizio del 1966, dopo alcune audizioni nascono The Buzz con i quali Bowie incide Do Anything You Say e I Dig Everything. Questa volta i 45 giri vengono distribuiti semplicemente a nome David Bowie, evitando così gli equivoci passati a proposito del ruolo degli altri musicisti. Sempre nel 1966, il nuovo manager di David Bowie, Kenneth Pitt, ottiene un contratto con la Deram Records ma nei Buzz le cose non vanno bene a causa della nuova direzione narrativa delle canzoni di Bowie e il gruppo si scioglie alla fine dell'anno (lo stesso giorno della pubblicazione di Rubber Band).

1967-1969: «Ground Control to Major Tom...»[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi David Bowie (album) e Space Oddity.

Nel 1967 Bowie entra in un periodo privo della continuità di rapporto che aveva avuto con i gruppi precedenti. La prima di molte formazioni sporadiche è quella dei Riot Squad, con i quali il 5 aprile incide Little Toy Soldier (comparso poi su alcuni bootleg), mentre a giugno esce l'album di debutto, intitolato semplicemente David Bowie. Nel frattempo vengono registrate altre tracce per la Deram, tutte respinte sistematicamente dall'etichetta con l'eccezione di The Laughing Gnome e Love You Till Tuesday. Durante l'estate scrive e produce una canzone per l'attore e cantante inglese Paul Nicholas, alla quale contribuisce anche con i cori.[13][14] Quello che sarebbe stato il terzo singolo di Oscar (il nuovo nome d'arte usato da Nicholas, dopo Paul Dean e prima di tornare al suo vero nome) si intitola Over the Wall We Go e parla con tono scherzoso di detenuti evasi e poliziotti incapaci.

David Bowie nel 1967

A settembre vengono registrate Let Me Sleep Beside You e Karma Man e anche se la casa discografica respinge di nuovo l'idea di inciderle, la prima delle due rappresenta l'inizio di una delle collaborazioni fondamentali di Bowie, quella con il produttore Tony Visconti. Il cantante era entrato in contatto col giovane newyorchese quando Kenneth Pitt, dopo il fallimento dei dischi prodotti da Mike Vernon, aveva proposto di cambiare produttore. In seguito Visconti avrebbe continuato a collaborare con Bowie, risultando anche a distanza di molti anni uno dei colleghi più preziosi, e avrebbe ottenuto significativi riconoscimenti anche per la produzione dei brani glam di maggior successo di Marc Bolan.

Sempre nel settembre 1967 comincia la carriera cinematografica di David Bowie con il cortometraggio di Michael Armstrong The Image. Riparlandone nel 1983, Bowie lo ha descritto come «roba d'avanguardia underground, in bianco e nero, fatta da un certo tizio. Voleva fare un film su un pittore che fa un ritratto ad un teenager, ma il ritratto prende vita e, in pratica, si scopre che è il cadavere di qualcuno. Non ricordo bene la trama... era terribile».

Lindsay Kemp. A proposito dell'artista britannico Bowie ha detto: «Da lui ho appreso il linguaggio del corpo, ho imparato a controllare ogni gesto, a caricare di intensità drammatica ogni movimento, ho imparato insomma a stare su un palco».[15]

In questo periodo, inoltre, rimane affascinato dalle performance dell'attore e mimo britannico Lindsay Kemp, tanto che comincia a frequentare i suoi corsi di danza e movimento al Dance Centre di Floral Street ed ottiene una parte nello spettacolo di mimo Pierrot in Turquoise, imperniato sul triangolo tra Pierrot, Colombina e Arlecchino. Secondo la definizione del regista, il ruolo di Cloud, interpretato da Bowie, era quello di «una sorta di proteiforme personaggio-narratore», i cui continui mutamenti illudono e ingannano lo sfortunato protagonista. Durante lo spettacolo Bowie interpreta When I Live My Dream e Sell Me a Coat, insieme a tre composizioni scritte appositamente per l'occasione, Threepenny Pierrot, Columbine e The Mirror, tutte accompagnate al piano da Michael Garrett.

Il 18 dicembre è il giorno della prima sessione BBC per il programma Top Gear di John Peel, nella quale Bowie è accompagnato dai sedici elementi della Arthur Greenslade Orchestra. Pierrot in Turquoise debutta il 28 dicembre 1967 con una rappresentazione unica alla Playhouse di Oxford. L'Oxford Mail scrisse: «David Bowie ha composto alcune affascinanti canzoni, che canta con una splendida voce da sogno», pur trovando che lo spettacolo nel suo insieme «riesce solamente ad accennare alle verità universali che Marcel Marceau riesce ad esprimere».[16] L'anno si conclude con l'esecuzione di Love You Till Tuesday nel programma televisivo olandese Fanclub e con l'esibizione allo Stage Ball di Londra, ballo di beneficenza per la British Heart Foundation dove canta accompagnato dalla Bill Saville Orchestra.

Dopo una fugace apparizione all'inizio dell'anno in The Pistol Shot, sceneggiato della BBC2 basato sulla vita di Aleksandr Puskin, il 27 febbraio 1968 Bowie si reca ad Amburgo per registrare tre canzoni per il programma 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute della rete ZDF, dopodiché torna ai Decca Studios con Tony Visconti per cominciare a registrare In the Heat of the Morning e London By Ta Ta. Le registrazioni vengono completate in aprile, ma l'ennesimo rifiuto della Decca spinge il cantante a lasciare definitivamente la casa discografica. Il 13 maggio registra la sua seconda sessione per la BBC, seguita da due apparizioni, la prima in un concerto al Middle Earth Club di Covent Garden (dove fa da supporto ai T. Rex) e la seconda, il 3 giugno, alla Royal Festival Hall. Queste brevi apparizioni consistevano in un brano di mimo intitolato Yet-San e l'aquila e recitato con un sottofondo musicale preparato appositamente che includeva anche il brano Silly Boy Blue. Lo stesso Bowie spiegò che era «la storia di un ragazzo che cerca di trovare la sua strada in Tibet e all'interno di se stesso, sotto il giogo della dittatura comunista cinese... andò molto bene».

David Bowie e il buddhismo

Alla fine del 1967 l’interesse del cantante per il buddhismo raggiunge il suo apice, incoraggiato da Tony Visconti e dall'amicizia col rifugiato tibetano Chimi Youngdong Rimpoche, tant'è che trascorre alcune settimane d'isolamento monastico con quattro Lama tibetani in Scozia, insieme alla compagna Hermione Farthingale.[17] Bowie continuerà ad essere attratto dalle filosofie orientali anche in seguito e nel 1996 dichiarerà a Mick Brown del Daily Telegraph: «Molto di quello che all'inizio mi aveva attratto del buddhismo è rimasto con me, l'idea della transitorietà e che non c'è niente cui aggrapparsi pragmaticamente, che ad un certo punto dobbiamo lasciare andare ciò che consideriamo a noi più caro, perché la vita è molto breve. La lezione che ho probabilmente imparato più di qualsiasi altra cosa è che la mia soddisfazione viene da quel tipo di investigazione spirituale. E questo non significa che voglio trovare una religione a cui aggrapparmi, significa cercare di trovare la vita interiore delle cose che mi interessano».[18]

David continua a fare audizioni per diversi ruoli cinematografici e comincia a progettare un one man show pensato apposta per il circuito dei cabaret. Ha messo insieme un repertorio che alterna le sue canzoni (When I'm Five, Love You Till Tuesday, The Laughing Gnome, When I Live My Dream, Even a Fool Learns to Love) a cover dei Beatles come Yellow Submarine e All You Need Is Love. Ad agosto tiene due audizioni per lo spettacolo ma nessuna delle due ha successo. Bowie passa oltre e va a vivere con Hermione a South Kensington. I "cento giorni" trascorsi con la sua compagna nella nuova residenza londinese sono quelli che David avrebbe poi rimpianto nella canzone An Occasional Dream. A settembre, insieme all'ex chitarrista dei Misunderstood Tony Hill, la coppia mette in piedi il trio acustico Turquoise, con un repertorio che include alcune delle composizioni più bizzarre (tra cui un inedito, Ching-a-Ling) e una selezione di cover che rappresentano la prima sortita di Bowie nell'opera di Jacques Brel. Il primo concerto si tiene alla Round House di Londra il 14 settembre, ma dopo poche date Tony Hill se ne va per entrare a far parte degli High Tide. Viene sostituito da un ex collega dei Buzz, John "Hutch" Hutchinson, e il gruppo è ribattezzato Feathers. Oltre alle canzoni, i componenti del trio si alternano nel recitare poesie mentre David interpreta il suo brano di mimo The Mask (la breve pièce eseguita anche nel video Love You Till Tuesday). Gli ultimi impegni dell'anno sono entrambi per la televisione tedesca: la seconda apparizione in 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute e l'esibizione a Für Jeden Etwas Musik, dove recita un pezzo per mimo e canta una canzone.

Alla fine del 1968, la diciannovenne statunitense Mary Angela Barnett frequentava il capo della Mercury Records a Londra, Lou Reizner, grazie al quale incontra il direttore per l'Europa della divisione A&R della compagnia, Calvin Mark Lee. Stando a quanto dichiarato ai biografi Peter e Leni Gillman sembra che Lee, che aveva incontrato Bowie nel 1967, fosse coinvolto con il cantante ad un livello che andava al di là della semplice amicizia. Il 4 gennaio 1969, Lee presenta Angela a Bowie, anche se la loro relazione inizierà solo quattro mesi più tardi. In ogni caso, era questo il "rapporto a tre" a cui si riferiva David molti anni più tardi quando disse ad un intervistatore di aver conosciuto la futura moglie quando "entrambi uscivamo con lo stesso uomo". Grazie alla frequentazione di Lee e all'incontro con Simon Hayes, direttore della Mercury di New York, Bowie ha inoltre l'opportunità di stabilire dei contatti con una nuova casa discografica.

Il 22 gennaio registra uno spot pubblicitario per il gelato "Luv" della Lyons Maid diretto da Ridley Scott[19] e quattro giorni dopo comincia le riprese del video Love You Till Tuesday. Alla fine delle riprese la sua relazione con Hermione è ormai finita e a marzo i Feathers rimangono in due. David e Hutchinson abbandonano mimo e poesia e si concentrano su un suono folk più sofisticato basato su due chitarre acustiche gemelle e sulle armonie vocali. Alla fine anche Hutchinson lascia, non prima però di aver registrato con Bowie un demo acustico che sarebbe stata la base per il nuovo album. A maggio, il cantante e la sua amica Mary Finnegan fondano un club folk a Beckenham, aiutati anche dalla sua nuova compagna Angela Barnett e da Calvin Mark Lee. Cominciano a organizzare riunioni settimanali al Three Tune alle quali partecipano sempre più persone tra poeti, studenti di cinema e altri creativi. Il club diviene quello che poi sarà poi definito un "laboratorio artistico", una Factory come quelle che stava creando Andy Warhol a New York, e viene ribattezzato Growth (crescita).

Il lancio dell'Apollo 11, 16 luglio 1969. Space Oddity venne trasmessa dalla BBC durante i suoi servizi dedicati all'evento e da allora la canzone è spesso presente nei documentari sulle esplorazioni spaziali.

Nello stesso mese David e Tony Visconti registrano un'apparizione con gli Strawbs per il programma Colour Me Pop della BBC dopodiché il cantante e il suo manager Kenneth Pitt si recano a La Valletta, per il festival della canzone di Malta, e a Monsummano Terme per il Premio Internazionale del Disco (dove vince il suo primo riconoscimento per When I Live my Dream). Contemporaneamente comincia la promozione del nuovo singolo Space Oddity. Il successo del viaggio spaziale di Major Tom dà a Bowie la possibilità di numerose apparizioni pubbliche e, nel frattempo, Kenneth Pitt riesce a stipulare un contratto con la Mercury per un nuovo disco che verrebbe distribuito nel Regno Unito dall'affiliata Philips. La scelta del produttore cade inizialmente sul "quinto Beatle" George Martin ma i tentativi di coinvolgerlo falliscono e Pitt si rivolge così a Tony Visconti, che aveva già prodotto le ultime registrazioni di Bowie per la Deram.

Il 16 agosto si tiene il festival gratuito organizzato dal Growth Art Lab al Beckenham Recreation Ground, proprio mentre, sull'altra sponda dell'Atlantico, migliaia di persone si stanno raccogliendo per la seconda giornata dell'evento fondamentale della generazione del libero amore, il Festival di Woodstock. Il più modesto contributo britannico (nel quale si esibirono anche gli Strawbs) viene immortalato nel brano Memory of a Free Festival, anche se pare che quel giorno l'umore di David fosse in contrasto con i sentimenti nostalgici espressi nella canzone, forse per il fatto che suo padre era deceduto solo cinque giorni prima.

Il 25 agosto Bowie registra un'esecuzione di Space Oddity per il programma televisivo olandese Doebidoe e ad ottobre registra la sua prima partecipazione al programma della BBC Top of the Pops e una sessione BBC per il Dave Lee Travis Show. Sempre in ottobre, David e Angela si trasferiscono nello spazioso edificio edoardiano di Haddon Hall, a Beckenham, che negli anni successivi sarebbe diventato studio di registrazione non ufficiale, studio fotografico, ufficio e area comune per l'entourage di Bowie. Alla fine del mese il cantante esegue Space Oddity per il programma televisivo 4-3-2-1 Musik für Junge Leute della ZDF e qualche giorno dopo ripete la performance per Hits a Go Go della televisione svizzera. Il 7 novembre inizia un breve tour scozzese che coincide con l'uscita del suo secondo album Space Oddity. Ogni concerto inizia con l'esibizione del gruppo di supporto, i Junior's Eyes (che avevano anche contribuito all'album), dopodiché Bowie interpreta una serie di brani estratti dal nuovo disco alternati ad alcune cover. Il cantante, le cui precedenti esperienze dal vivo si limitavano soprattutto al rhythm and blues amplificato, non è pronto all'accoglienza riservata a quel suo nuovo stile acustico: «...non mi ero reso conto di com'era il pubblico a quei tempi. C'era un revival mod che poi si era trasformato nel movimento skinhead. Mi trovavano insopportabile». Se lo stile di Bowie sta cambiando, lo stesso accade per il suo aspetto e il suo atteggiamento. I capelli in stile militare che aveva dovuto tagliare qualche mese prima, per la partecipazione al film The Virgin Soldiers, sono ricresciuti e il cantante si presenta con una disordinata permanente riccia, che avrebbe continuato a sfoggiare fino agli anni settanta. Con l'avvento del nuovo look, David stava coltivando il personaggio stranito, dolce ed effeminato che avrebbe costituito la sua immagine pubblica negli anni a venire.

Alla fine del mese David partecipa ad un concerto alla Royal Festival Hall e l'evento si rivela un grande successo, anche se i giornalisti sono così pochi che manca il suo scopo principale, quello di far arrivare il nome del cantante sulla stampa nazionale. Tra i pochi che recensiscono il concerto c'è Tony Palmer dell'Observer che lo definsce "rovente" e dice che Space Oddity era stata "spettacolarmente bella", anche se altre performance come An Occasional Dream vengono definite "cupe", "monotone" e "piene di autocommiserazione".[20] L'anno si chiude con l'esibizione al concerto di beneficenza Save Rave '69. Nonostante l'album Space Oddity si sia rivelato un fallimento commerciale, il 1969 si chiude con qualche consolazione. Bowie viene votato come miglior artista emergente in un sondaggio fra i lettori di Music Now! e Penny Valentine di Disc & Music Echo nomina l'album disco dell'anno.

1970-1971: Dal folk acustico all'hard rock e ritorno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Man Who Sold the World e Hunky Dory.

Uno dei primi impegni del 1970 è l'apparizione nel programma Cairngorm Ski Night della scozzese Grampian TV, il 29 gennaio. Accompagnato da una grande orchestra televisiva, Bowie suona London By Ta Ta (programmata come 45 giri ma rimasta inedita) e si esibisce in un numero di danza con Angela e Lindsay Kemp.[21] Ma i primi giorni dell'anno vedono soprattutto la prima collaborazione di Bowie con Marc Bolan, durante la registrazione ai Trident Studios del 45 giri The Prettiest Star in cui il leader dei T. Rex suona la chitarra solista. Le due future star si conoscevano in realtà fin dal 1964 e il loro legame era stato rafforzato dal fatto che Tony Visconti lavorava come produttore per entrambi. Il mese successivo torna in Scozia, su invito dello stesso Kemp, per partecipare a The Looking Glass Murders, adattamento televisivo di Pierrot in Turquoise le cui registrazioni si tengono al Gateway Theatre di Edimburgo.[22] Nel frattempo, durante un concerto al Marquee Club di Londra avviene un nuovo incontro con Mick Ronson che nel giro di due giorni diventa il suo chitarrista a tempo pieno, gettando le basi per una delle sue collaborazioni fondamentali degli anni settanta. Ronson va ad aggiungersi a Tony Visconti e al chitarrista dei Junior's Eyes, John Cambridge, e il nuovo gruppo di Bowie decide di chiamarsi Hype. «Ho scelto deliberatamente quel nome perché volevo qualcosa che apparisse un po' forte, così ora nessuno può dire di essere stato truffato», racconterà il cantante a Melody Maker ("hype" significa montatura, imbroglio).[23] Il quartetto riceve il battesimo del fuoco il 5 febbraio nella sessione radiofonica per il Sunday Show di John Peel, anche se nella documentazione della BBC vengono indicati come Tony Visconti Trio.[24][25] Curiosamente, il 23 e il 28 febbraio i componenti del gruppo suonano a Streatham e a Basildon con gli pseudonimi, rispettivamente, Harry The Butcher e David Bowie's New Electric Band.[26]

David e Angela

Parlando con un giornalista di Rolling Stone nel 1993, David Bowie ha concesso uno dei suoi rari commenti riguardo al suo rapporto con la ex moglie Mary Angela Barnett, sposata il 20 marzo 1970: «Ci sposammo perché lei voleva un permesso di lavoro in Inghilterra, il che non è certo una buona base per un matrimonio. Infatti è durato molto poco. Voglio dire, nel ’74 già non ci vedevamo quasi più. In seguito lei si faceva vedere ogni tanto, ma facevamo vite separate. Non siamo mai stati veramente insieme». Nonostante questa dichiarazione, l’inizio della relazione era stato promettente dato che The Prettiest Star, uscita come 45 giri lo stesso mese del matrimonio, rappresentava una vera e propria dichiarazione d’amore. Secondo quanto dichiarato da Angela nell'autobiografia Backstage Passes, il manager Tony Defries, che prese il posto di Kenneth Pitt poco dopo il matrimonio di David, avrebbe avuto un ruolo non secondario: «Tony cercava di persuardere David a divorziare da me, mi dipingeva come una stravagante spendacciona, una potenziale succhia-soldi. Gli spiegava quanto sarebbe stato meglio senza di me, e so David non credeva a queste scuse».[27] La loro storia finirà col divorzio nel 1980.

Il 20 marzo 1970, il giorno dopo un concerto al Three Tunes di Beckenham, David e Angela Barnett si sposano nel municipio di Bromley, con una cerimonia informale a cui partecipano pochi amici oltre alla madre di Bowie. Cinque giorni dopo gli Hype registrano un’altra sessione alla BBC per lo show di Andy Ferris, dopodiché il gruppo tiene l’ultimo concerto.[28] Bowie continua ad esibirsi dal vivo come solista e il 18 aprile iniziano le sessioni di registrazione del nuovo album, The Man Who Sold the World, che termineranno il 22 maggio. In questo periodo registra anche il brano rimasto inedito Tired of My Life, secondo alcune fonti la prima canzone in assoluto scritta da Bowie.[29] Nel frattempo John Cambridge viene licenziato e rimpiazzato da Mick "Woody" Woodmansey, altro membro dei Rats (il precedente gruppo di Ronson), mentre Tony Visconti trascorre la maggior parte delle sessioni cercando di scuotere il novello sposo dalla sua apparente apatia per il progetto.[30] Gli elementi del gruppo diventano cinque con l'arrivo del tastierista Ralph Mace, un dirigente della Philips Records diventato il riferimento di Bowie all'interno dell'etichetta all’inizio dell’anno, durante la registrazione del singolo The Prettiest Star. Finite le registrazioni del nuovo album, l’attività di Bowie dal vivo e in studio comincia a rallentare. Scontento della direzione che Kenneth Pitt tenta di imprimere al suo lavoro, il cantante si presenta a casa di Pitt con un giovane avvocato chiamato Tony Defries e il manager acconsente a sciogliere ogni obbligo professionale. I due si separano (mantenendo comunque la loro amicizia) e Defries diventa il manager di Bowie a tempo pieno. Kenneth Pitt rimane in ogni caso uno dei personaggi più influenti nella storia del cantante inglese, sul quale aveva fatto notevoli investimenti personali ma con somme trascurabili in confronto ai fondi resi disponibili da un collega di Defries, Laurence Myers, che aveva appena creato la Gem Production. L'ultimo impegno con Pitt è rappresentato dalla cerimonia degli Ivor Novello Awards, il 10 maggio al Talk Of the Town di Londra. Space Oddity vince un premio e Bowie canta con un ampio arrangiamento orchestrale organizzato da Paul Buckmaster e diretto da Les Reed, esibizione che viene trasmessa via satellite in Europa e negli Stati Uniti (in Inghilterra viene diffusa solo in radio).[31]

Il 5 luglio, alla Roundhouse di Londra, i nuovi Hype partecipano ad un evento intitolato Implosion.[31] Come riportato in The Complete David Bowie di Nicholas Pegg, dopo anni di esperimenti personali con i costumi e il trucco Bowie costringe tutto il gruppo a indossare abiti stravaganti cuciti da sua moglie Angela e dalla fidanzata di Visconti. Ogni componente assume l’identità di un personaggio da fumetti: Bowie, in calze di lurex multicolore, stivali alti e mantello azzurro, diventa "Rainbowman".[32] Anche se il concerto diventerà celebre come l’atto di nascita del Glam rock, quella sera l’accoglienza del pubblico lascia parecchio a desiderare.[33] I tempi non sono ancora maturi e alcuni membri degli stessi Hype appaiono scettici, ma Bowie sembra non avere dubbi: «Dopo quel concerto mi fermai, perché sapevo che andava bene», raccontò a New Musical Express alcuni anni dopo. «Sapevo che cosa volevo fare e sapevo che l’avrebbero fatto anche altri». Nel frattempo l’attenzione ottenuta l’anno prima grazie al successo di Space Oddity si sta esaurendo, anche perché i singoli successivi si sono rivelati degli insuccessi. Gli Hype si sono praticamente trasferiti a Haddon Hall, dove Bowie vive dall'anno precedente e dove hanno costruito uno studio di registrazione sotto la tromba delle scale. Il gruppo realizza in questa sede buona parte del materiale di questo periodo, durante il quale sono frequenti anche le visite di Terry Burns, il fratellastro di David. Sebbene residente volontario al Cane Hill Hospital di Londra, durante il 1970 si trattiene a Haddon Hall per lunghi periodi. Ad ottobre Defries tratta un’offerta con la Chrysalis e riesce ad ottenere un accordo ed un anticipo di 5.000 sterline, mentre Bowie canalizza le sue energie in un periodo di scrittura intensiva. Il 4 novembre 1970 The Man Who Sold the World esce negli Stati Uniti dove riceve una buona accoglienza da parte della critica nonostante le scarse vendite. Sospeso tra un vigoroso hard rock ed ambigui riferimenti più sfuggenti, l’album è fortemente caratterizzato dalla chitarra elettrica tagliente di Mick Ronson e rappresenta una deviazione dalle atmosfere prevalentemente folk e acustiche del precedente Space Oddity. I testi sono più complessi e meno lineari rispetto al passato e i temi affrontati sono i più profondi e ricorrenti dell'opera di Bowie: ambiguità sessuale, sdoppiamento di personalità, isolamento, pazzia, falsi guru, totalitarismi. Desta scalpore anche la copertina della versione britannica dell'album, che ritrae un Bowie dalla lunga chioma vestito da donna languidamente disteso su una chaise longue, che viene censurata in America. Ma Bowie sta già pensando all'album successivo. Bob Grace, general manager e co-fondatore della Chrysalis, ha affittato gli studi londinesi di Radio Luxembourg dove il cantante inizia a registrare alcuni demo e a provare molto del materiale che convoglierà sul nuovo album Hunky Dory, tra cui Oh! You Pretty Things.

Il 1971, che comincia con un’apparizione alla Granada TV per promuovere il nuovo singolo Holy Holy, rappresenta un anno cruciale per la carriera di David Bowie. Tony Visconti, al quale non piace Defries e che ne ha abbastanza anche del «meschino atteggiamento e dell’assoluto disprezzo verso la propria musica» mostrato secondo lui da David, decide di andarsene e di trasferire le sue energie nella produzione dei primi successi di Marc Bolan.[34] Inoltre, mantenendo il nome Hype il bassista ingaggia il cantante dei Rats, Benny Marshall, che va ad aggiungersi a Ronson e Woodmansey. Rinominata Ronno, la formazione pubblica il singolo Fourth Hour of My Sleep per l’etichetta Vertigo ma gli impegni di Visconti con Bolan lo costringono ad abbandonare e viene sostituto al basso da Trevor Bolder, altra conoscenza di Ronson proveniente da Hull.

Il progetto Arnold Corns

Dopo il tour promozionale in America del febbraio 1971, oltre a lavorare al nuovo album David Bowie registra le prime versioni di Moonage Daydream e Hang Onto Yourself, che verranno poi rielaborate per Ziggy Stardust, con Ronson, Bolder e Woodmansey e con il chitarrista Mark Carr Prichard, uno studente di Dulwich. Il general manager della Chrysalis, Bob Grace, propone di pubblicarle come 45 giri per recuperare le spese di registrazione e, per aggirare il contratto con la Mercury viene deciso di farlo sotto falso nome. Nascono così gli Arnold Corns (sembra da Arnold Layne, la canzone dei Pink Floyd preferita da Bowie) e il singolo viene pubblicato a maggio dalla B&C Records. Anche se il progetto non ha un impatto commerciale, dà modo a Bowie di indulgere in un episodio "warholiano". Freddie Burretti (vero nome Frederick Barrett) è un diciannovenne disegnatore di moda, dichiaratamente omosessuale, che David ha incontrato al Sombrero, il locale gay più alla moda di Londra. Burretti, che fornisce a David e Angela alcuni dei loro vestiti, viene rinominato "Rudi Valentin" e presentato come voce solista del gruppo, sebbene non avesse mai partecipato alle incisioni. Di fatto il progetto Arnold Corns non va più in là di altri due pezzi registrati a giugno ma rimasti inediti, Looking for a Friend e Man in the Middle, nei quali Burretti canta con membri del gruppo di Hunky Dory.

A febbraio il cantante affronta il suo primo viaggio negli Stati Uniti per il breve tour promozionale di The Man Who Sold the World. Nonostante il matrimonio con Angela gli avesse permesso di ottenere una carta verde, Bowie non può esibirsi a causa degli accordi sindacali dell’American Federation of Musicians, e la promozione del disco si limita ad apparizioni personali a Washington, New York, Chicago, Filadelfia, San Francisco, Los Angeles e a qualche intervista. In una di queste annuncia a John Mendelsohn di Rolling Stone di voler «introdurre il mimo in un tradizionale ambiente occidentale, per attirare l’attenzione del pubblico con una serie di movimenti molto stilizzati, molto giapponesi». Nella stessa occasione dichiara che la musica rock «dovrebbe essere agghindata come una prostituta, come una parodia di se stessa, Dovrebbe essere una specie di clown, di Pierrot. La musica è la maschera che nasconde il messaggio. La musica è il Pierrot e io, l’artista, sono il messaggio». Dopo questa breve parentesi Bowie torna in studio e si rimette al lavoro per completare Hunky Dory. Tra gli strumentisti impiegati inizialmente ci sono alcuni studenti di Dulwich che si sono dati il nome Runk, tra cui il chitarrista Mark Carr Pritchard (che partecipa anche al progetto Arnold Corns), il bassista Polak de Somogyl e il batterista Ralph St. Laurent Broadbent. Per le successive sessioni di registrazione vengono presi in considerazione anche altri musicisti con cui aveva collaborato nei mesi precedenti tra cui Terry Cox, il batterista di Space Oddity, e Tony Hill che con Bowie aveva fatto parte dei Turquoise nel 1967.

Ad aprile The Man Who Sold the World vede la luce anche in Gran Bretagna, quasi un anno dopo la fine delle registrazioni. Nonostante le critiche favorevoli (così come era accaduto oltreoceano), le vendite sono disastrose anche in patria. Oltretutto il contratto che lega David Bowie alla Mercury sta per scadere ma la compagnia è comunque intenzionata ad avvalersi dell’opzione di rinnovo per un altro album. Il mese successivo, il rappresentante della compagnia Robin McBride arriva a Londra da Chicago appositamente per offrirgli un nuovo contratto di tre anni. Secondo quanto riportato da Peter e Leni Gillman in David Robert Jones Alias David Bowie, Defries risponde che se la Mercury si fosse avvalsa dell’opzione di rinnovo per avere un nuovo disco, gli avrebbero consegnato «la più grande schifezza che abbiate mai avuto», informandolo che in nessun caso Bowie avrebbe registrato un’altra nota con la Mercury. Si tratta di un bluff, ciò nonostante la casa discografica acconsente a rescindere il contratto. Il 7 maggio esce l’unico singolo degli Arnold Corns, le prime versioni di Moonage Daydream e Hang Onto Yourself (che verranno nuovamente registrate per Ziggy Stardust), David Bowie sta preparando nuovo materiale a un ritmo forsennato e decide di telefonare a Mick Ronson.

Mick Ronson, uno dei futuri Spiders from Mars. Dopo alcune collaborazioni occasionali, a partire dal 1971 il chitarrista diventa una figura chiave del successo di David Bowie.

I Ronno si sono ormai sciolti e Bowie chiede al chitarrista di tornare a Londra per partecipare alle sessioni di registrazione del nuovo album e di portare con sé un batterista e un bassista. Le prime scelte di Ronson per la nuova sezione ritmica sono i suoi precedenti colleghi Ritchie Dharma e Rick Kemp (che si unirà invece agli Steeleye Span) ma il proposito non dura a lungo. La scelta finale cade nuovamente su Mick Woodmansey e Trevor Bolder: comincia a delinearsi la band che sarebbe stata conosciuta l'anno successivo col nome di Spiders from Mars. I tre musicisti si trasferiscono a Haddon Hall per provare le nuove composizioni e il cantante decide di sfruttare l’imminente sessione BBC del 3 giugno come vetrina per la sua crescente cerchia di musicisti (tra cui gli amici Dana Gillespie, George Underwood e Geoffrey Alexander) e per un pugno di nuove canzoni tra cui Kooks, composta per commemorare la nascita del figlio Duncan Jones avvenuta il 30 maggio. Il 23 giugno Bowie partecipa al Glastonbury Fayre durante il quale si esibiscono anche, tra gli altri, Hawkwind, Traffic, Joan Baez e Pink Floyd. La scaletta della sera precedente era stata allungata a dismisura e il concerto di David era stato cancellato perché le autorità avevano insistito per un coprifuoco alle 22:30. Imperterrito, David comincia a suonare all’alba con qualche inconveniente che interrompe Oh! You Pretty Things e prosegue con altri 6 brani tra cui Memory of a Free Festival. Ad agosto Tony Defries vola a New York con 500 copie promozionali di un vinile chiamato BOWPROMO 1A1/1B1, con canzoni di Dana Gillespie da un lato e alcune nuove registrazioni di Bowie dall'altro, tra cui Oh! You Pretty Things, Andy Warhol, Queen Bitch e l’inedita Bombers. Dopo pochi giorni si assicura un contratto con la RCA.

Durante l'ultima fase di lavorazione di Hunky Dory compare un altro elemento cruciale per la futura carriera di Bowie. A partire dal 2 agosto, alla Roundhouse di Londra va in scena la produzione statunitense intitolata Pork, adattamento compiuto da Andy Warhol di una raccolta di conversazioni registrate negli ambienti equivoci di New York. Lo spettacolo mette insieme un "bestiario" Warholiano di prim'ordine tra cui il travestito Wayne County, le super-maggiorate Geri Miller e Cherry Vanilla, e Tony "Zee" Zanetta nella parte dello stesso Warhol. Per il teatro britannico la parata di masturbazione, omosessualità, droga e aborto di Pork rappresenta uno spaventoso assalto di cattivo gusto. Com’era prevedibile, a Warhol e al suo spettacolo viene assicurata una immensa pubblicità gratuita dai commenti scandalizzati della stampa. Per Bowie, venire a contatto con la bizzarria di Andy Warhol durante le rappresentazioni di Pork rappresenta un punto di svolta. Da questo momento, e dall'incontro vero e proprio con l'artista americano che avverrà il mese successivo, nasce in lui il gusto della fusione tra musica e messa in scena, inizia a personalizzare il look e a capire l'importanza dei media, sfruttandoli per creare di sé l'immagine di una star. Il suo ruolo sulla scena non si limita più ad essere quello di cantante-musicista che fa buon uso delle movenze del corpo, ma quello di attore-musicista. Attratto dalla loro sfacciataggine, dalla torbida sessualità, dal loro stile da strada di New York e dai legami con Warhol, Bowie si affretta a presentare i componenti del cast a Tony Defries al suo ritorno dall'America.

A settembre, finito di incidere Hunky Dory, Bowie torna negli Stati Uniti con Angela, Defries e Mick Ronson per firmare il nuovo contratto con la RCA. Come nel suo viaggio precedente non riesce a suonare ma il soggiorno gli permette di entrare in contatto con la factory del Greenwich Village dove conosce Andy Warhol, al quale fa ascoltare l’acetato del suo tributo al maestro. Come ha rivelato il cantante nel 1997, Warhol reagì uscendo dalla stanza: «Credo che pensasse di essere stato umiliato nella canzone o qualcosa del genere e davvero non era questa l'intenzione, era un ironico omaggio. La prese molto male ma gli piacevano le mie scarpe... ne indossavo un paio che mi aveva dato Marc Bolan, di un brillante giallo canarino, tacco e punta arrotondata... Comunque aveva l'abitudine di progettare scarpe, così abbiamo avuto qualcosa di cui parlare».[35] Negli stessi giorni avvengono altri due importanti incontri. Dennis Katz della RCA gli presenta Lou Reed in un ristorante e la stessa sera, ad una festa al Max’s Kansas City incontra Iggy Pop, un’altra figura fondamentale per la sua carriera. Dopo un breve tour promozionale in Belgio e in Olanda, la fine dell’estate 1971 vede Bowie impegnato sia in studio che dal vivo. Ai Trident registra diversi brani rimasti inediti tra cui Shadowman, Something Happens, It’s gonna Rain Again e Only One Paper Left. Il 25 settembre si esibisce al Friars club di Aylesbury, con Ronson, Woodmansey, Bolder (la prima esibizione con i futuri Spiders from Mars) e Tom Parker al pianoforte mentre il 4 ottobre c’è una nuova sessione BBC, stavolta per Sounds of the 70s con "Whispering" Bob Harris. Accompagnandosi con le chitarre, Bowie e il solo Mick Ronson eseguono tra l’altro la reinterpretazione di Dans le port de Amsterdam di Jacques Brel. Hunky Dory viene pubblicato il 17 dicembre 1971, quando Bowie è già a metà strada nella registrazione dell'album successivo e sta programmando un ulteriore cambio sia d'immagine che di stile. Nonostante le brillanti recensioni della stampa specializzata ottenute sia in patria sia oltreoceano, e nonostante il supporto dato dal singolo Changes che sarà pubblicato circa un mese dopo, le vendite sono scarse. Negli Stati Uniti Hunky Dory riesce a fare il suo ingresso solo nella Billboard 200, raggiungendo appena la posizione n. 93, mentre nel Regno Unito si dovrà addirittura aspettare l’uscita dell'album successivo per vederlo in classifica. Inserito cronologicamente tra l'hard rock occultista di The Man Who Sold the World e la fantascienza glam di Ziggy Stardust, Hunky Dory sarà comunque considerato con gli anni il suo primo autentico "album classico". La nuova opera di Bowie vede il ritorno a sonorità più folk e soprattutto mette in luce l'abilità acquisita dall'artista inglese come autore di canzoni. Sotto la tutela del piano di Rick Wakeman, Bowie e Mick Ronson trasformano la natura pianistica delle composizioni in una serie di arrangiamenti acustici, con le uniche eccezioni costituite dal tributo a Lou Reed e ai Velvet Underground di Queen Bitch e l'assolo di chitarra in Song for Bob Dylan.

1972-1973: L'era di Ziggy Stardust[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, Aladdin Sane e Pin Ups.
Come rivelerà Bowie nel 1974, Ziggy Stardust non è l'uomo delle stelle ma solo il suo messaggero terreno, contrariamente all'opinione secondo cui spesso si dipinge Ziggy come un extraterrestre.[36] Nonostante le molte interpretazioni che il brano ha generato, stando alle parole di Bowie l'idea di base era che «le creature dello spazio sono abbastanza reali e umane, e che la prospettiva di incontrare altri esseri dovrebbe renderci felici».[37]
L'origine "extraterrestre" di Ziggy

Nell'intervista comparsa su Rolling Stone nel 1973, Bowie raccontava a William Burroughs che, contrariamente all'opinione comune, Ziggy Stardust non è un extraterrestre ma un umano che casualmente entra in contatto con forze da un'altra dimensione attraverso la sua radio e che, scambiando i loro messaggi per rivelazioni spirituali, adotta sulla Terra un ruolo messianico, mentre gli "infinti", creature aliene prive di passioni, lo utilizzano come tramite per una invasione che distruggerà il mondo.[38] «La fine arriva quando arrivano gli "infiniti". Ziggy è consigliato in un sogno dagli "infiniti" di scrivere la venuta di un uomo delle stelle, così scrive Starman, che è la prima notizia di speranza che le persone ricevono... Nello spettacolo teatrale, uno di loro assomiglia a Brando, un altro è un newyorchese di colore».[38] Ancora, «quando gli infiniti arrivano, prendono pezzi di Ziggy per renderli reali, perché nel loro stato originale sono anti-materia e non possono esistere nel nostro mondo. E lo fanno a pezzi sul palco durante Rock 'n' Roll Suicide. Appena Ziggy muore sul palco, gli infiniti prendono i suoi elementi e diventano visibili».[38] Se poco di questa storia risulta chiaro sull'album, c’è da considerare che, lungo la sua carriera, Bowie ha spesso reinterpretato il proprio lavoro per adattarlo alla tendenza del momento, come suggeriva nella stessa intervista: «...quando un artista ha completato la sua opera essa non gli appartiene più... guardo semplicemente ciò che ne fa la gente».[38]

La vera esplosione di David Bowie avviene con l'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1972), in cui è accompagnato dal gruppo musicale eponimo The Spiders from Mars, che contiene una enorme fetta dei suoi classici, ripetuti in qualunque concerto anche a trent'anni di distanza, da Starman a Moonage Daydream, da Rock 'n' Roll Suicide a Ziggy Stardust. Fra il 1972 e il 1973, nei panni di Ziggy Stardust porta in giro uno show dalle mille meraviglie dove il vero Bowie e la figura teatrale si confondono tanto da rendere sottilissimo il confine tra realtà e finzione scenica. Vestito in attillate calzamaglie colorate e costumi sgargianti, i capelli tinti rosso fuoco, Bowie dà il via allo show di Ziggy nell'ambiente raccolto del Toby Jug Pub di Tolworth il 10 febbraio 1972.[39] Lo spettacolo, passato in seguito a platee più numerose, catapulta definitivamente Bowie sotto la luce dei riflettori dei media britannici nel corso dei successivi 6 mesi di tour, facendogli conquistare enorme popolarità ed un crescente successo di pubblico e critica. È in questo periodo che l'artista passa da una sostanzialmente mediocre notorietà non particolarmente baciata dal successo, ad un vero e proprio status di idolo dei teenagers inglesi. Frotte di ragazzini e ragazzine si affollano ai suoi concerti colpiti, in egual misura, dallo sferzante e melodico glam rock e dall'atteggiamento di libertà sessuale a 360 gradi che traspare dall'efebo Ziggy. The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, combinando gli elementi hard rock di The Man Who Sold the World con l'approccio maggiormente pop e sperimentale di Hunky Dory, viene pubblicato nel giugno '72. L'album, rimasto in classifica per due anni, fu presto raggiunto dal precedente Hunky Dory, ormai vecchio di sei mesi, anch'esso rientrato in classifica trainato dal successo di Ziggy Stardust. Allo stesso tempo il singolo John, I'm Only Dancing, non contenuto nell'album, e All the Young Dudes, canzone scritta e prodotta per i Mott the Hoople, divennero entrambi due successi in Gran Bretagna. Lo Ziggy Stardust Tour proseguì poi negli Stati Uniti d'America.[40]

La scandalosa intervista al Melody Maker

Sul numero del 22 gennaio 1972 della rivista musicale britannica Melody Maker compare un'intervista a David Bowie destinata a creare scandalo. L'articolo, intitolato "Oh! You Pretty Thing", descrive il nuovo look di Bowie e riporta il suo ultimo exploit: «Sono gay, lo sono sempre stato», rivela al giornalista Michael Watts, «anche quando ero David Jones».[41] L’intervista creò un certo clamore in un'epoca nella quale affermare la propria omosessualità non era cosa abituale. In pochi allora pensarono a una tattica sensazionalistica pianificata dal cantante alle porte del lancio di Ziggy Stardust, tranne forse lo stesso Watts che notò «una maliziosa allegria in quello che dice, un sorriso segreto agli angoli della bocca... se non è di sfida, è quantomeno divertito».[41] Del resto era lo stesso Bowie che, nella stessa intervista, provava a confondere le acque: «La mia natura sessuale è irrilevante. Sono un attore, recito una parte, frammenti di me stesso».[42] Tuttavia il tempismo era perfetto: il movimento gay britannico elesse David a suo simbolo mentre i benpensanti accolsero scandalizzati la dichiarazione.

Un graffito raffigurante "Aladdin Sane".

In questo periodo, Bowie contribuì in veste di produttore e musicista (insieme a Mick Ronson) al più grande successo commerciale della carriera di Lou Reed, l'album Transformer.[43] Il successivo lavoro in studio di Bowie fu l'album Aladdin Sane (1973) che balzò in vetta alla classifica britannica, primo LP numero uno per l'artista. Descritto da Bowie stesso come "Ziggy va in America" (per sottolineare l'americanizzazione del sound glam dell'anno precedente), il disco contiene brani scritti dal musicista mentre era in viaggio attraverso gli Stati Uniti durante le prime date dello Ziggy Tour, che proseguì poi in Giappone. Da Aladdin Sane furono estratti due singoli di successo, che raggiunsero i primi posti della classifica inglese: The Jean Genie e Drive-In Saturday.[44][45] Da segnalare anche l'iconica immagine di copertina del disco, una foto mezzo busto di Bowie truccato da Aladdin con un fulmine rosso che gli attraversa il viso, che diventerà una delle raffigurazioni più celebri e riconoscibili dell'artista nel corso dei decenni.

Per il personaggio di Ziggy, androgino alieno venuto dallo spazio, l'amore di Bowie per la recitazione e la teatralità lo portarono ad una immersione totale nel suo alter-ego musicale. A posteriori il musicista affermò: «Sul palco ero un robot. Fuori dal palco provavo emozioni. È probabilmente per questo che preferivo vestirmi come Ziggy piuttosto che essere David». Con il successo arrivarono però anche svariate difficoltà personali: recitare lo stesso ruolo ancora ed ancora sera dopo sera, rese impossibile a Bowie lo scindere suoi personaggi come Ziggy Stardust, Aladdin Sane, e, successivamente, il "Duca Bianco", dalla sua vera personalità di uomo. «Ziggy», disse Bowie, «non mi avrebbe abbandonato per anni. Quello fu il punto in cui tutto si spinse troppo in là... La mia intera personalità ne risentì. Divenne molto pericoloso. Iniziai a dubitare seriamente della mia sanità mentale».[46] Gli ultimi concerti di Ziggy, che includevano canzoni sia da Ziggy Stardust che da Aladdin Sane, furono di una teatralità assoluta e comprendevano momenti studiati di pathos sul palco, con Bowie che simulava un "rapporto orale" con Mick Ronson mentre questi suonava la chitarra.[47] L'artista diede fine al periodo di Ziggy con un drammatico annuncio di "ritiro dalle scene" durante un concerto all'Hammersmith Odeon di Londra il 3 luglio 1973, proprio all'apice del successo.[48]

Dopo aver sciolto gli Spiders from Mars, Bowie cercò di allontanarsi dal personaggio di Ziggy. Ora tutti i dischi del suo catalogo passato vendevano bene: The Man Who Sold the World venne ristampato nel 1972 insieme a Space Oddity. Il brano Life on Mars?, tratto da Hunky Dory, venne pubblicato su singolo nel giugno 1973 e raggiunse la terza posizione in classifica nel Regno Unito.[49] Pin Ups, album compilation di cover di brani degli anni sessanta amati da Bowie, venne pubblicato in ottobre, raggiungendo il primo posto della classifica britannica. Nel 1973, il numero di album di David Bowie presenti nella classifica inglese ammontava ad un totale di 6.[50] Il successo commerciale, almeno in patria, era ampiamente raggiunto.

1974-1975: Diamond Dogs, soul, funk, & "Plastic Soul"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diamond Dogs, David Live e Young Americans (album).
Bowie nelle vesti di "Halloween Jack" nel 1974.
Bowie a Top of the Pops nel 1974 durante il periodo di Diamond Dogs

Bowie si trasferì negli Stati Uniti nel 1974, inizialmente stabilendosi a New York prima di prendere residenza a Los Angeles sulla costa occidentale.[51] L'album Diamond Dogs (1974), fu il risultato di due differenti idee: un abortito musical basato sul futuro apocalittico descritto nel romanzo di George Orwell 1984, e le prime influenze soul e funk che iniziarono ad insinuarsi nella musica di Bowie.[52] Il disco diventò numero uno in Gran Bretagna, contenendo brani di successo come Rebel Rebel e Diamond Dogs, e numero cinque negli Stati Uniti. Per promuoverlo, Bowie diede il via allo spettacolare Diamond Dogs Tour, visitando città del Nord America tra giugno e dicembre del 1974. Il tour, fortemente scenografico e teatrale, coincise con l'aumento della dipendenza da cocaina del cantante, che gli causò svariati problemi fisici dovuti alla debilitazione, paranoia, e crisi psicologiche varie.[53] Bowie stesso, dato il suo cattivo stato di salute, commentò il successivo album dal vivo, David Live, dicendo ironicamente che avrebbe dovuto intitolarsi "David Bowie Is Alive and Well and Living Only In Theory" ("David Bowie è vivo e vegeto ed esiste solo in teoria").[54] Comunque, David Live solidificò lo status di Bowie come superstar, raggiungendo la seconda posizione in Inghilterra e la numero otto negli Stati Uniti. Dopo una pausa a Filadelfia, dove Bowie incise nuovo materiale, il tour proseguì con maggior enfasi sulla musica soul, ultima grande passione del cantante.[55] Per questo cambiamento di rotta stilistico, Bowie volle eliminare gli orpelli scenografici futuristi della prima fase del tour, per adottare costumi ed ambientazioni più sobrie e finì per ribattezzare il tour "Philly Dogs Tour".

La "nuova" immagine di David Bowie nel 1975 durante una partecipazione allo show televisivo della cantante Cher.

Il frutto delle sessioni a Filadelfia, fu l'album Young Americans (1975), nel quale l'artista, smessi definitivamente i panni dell'eroe glam rock, si gettò a capofitto nella black music americana. Il biografo Christopher Sandford scrisse che "nel corso degli anni, molti musicisti britannici avevano cercato, in un modo o in un altro, di diventare "neri" scimmiottando la musica nera statunitense, ma che pochi ci erano riusciti con successo come Bowie".[56] Il particolare ed artificioso sound dell'album, che il musicista descrisse come "plastic soul" ("anima di plastica"), costituì una radicale svolta nel suo stile musicale, e gli causò inizialmente l'alienazione di molti dei fan di vecchia data.[57] Young Americans produsse anche il primo singolo da numero 1 in classifica in America per Bowie, la canzone Fame, composta insieme a John Lennon e Carlos Alomar.[58] Infine, il disco segnò una fase importante nell'evoluzione musicale dell'artista. Fu il primo dei suoi album ad abbandonare quasi del tutto il rock in favore di sonorità più funky e soul dando vita ad una sorta di "R&B bianco". La pubblicazione del disco venne ritardata a causa della decisione da parte del musicista, a fine gennaio, di licenziare il suo manager Tony DeFries. La motivazione principale era l'insoddisfazione per le condizioni del contratto firmato con la MainMan nel '72, secondo le quali Bowie percepiva solo un piccolo acconto sui guadagni dei suoi dischi. Dopo tre mesi di trattative estenuanti, David e DeFries raggiunsero un accordo in base al quale in cambio della rescissione del contratto stesso, Bowie fu costretto a pagare al suo ex manager metà dei proventi degli album Hunky Dory, Ziggy Stradust, Aladdin Sane, Pin Ups, Diamond Dogs e David Live, più il 16% dei suoi guadagni futuri fino al 1982. Il nuovo manager di Bowie, anche suo avvocato, fu per breve tempo Michael Lippman.

1976-1979: Dal "Duca Bianco" alla trilogia di Berlino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Station to Station, Low (David Bowie), "Heroes", Stage (David Bowie) e Lodger (album).
Il "Duca Bianco" (1976)

Alla pubblicazione del successivo album Station to Station nel gennaio 1976, fece seguito in febbraio una tournée di tre mesi e mezzo in Europa e Stati Uniti. Il tour comprendeva l'esecuzione delle nuove canzoni dell'album, includendo anche drammatiche performance del nuovo personaggio di Bowie, il "sottile Duca Bianco", un aristocratico e distante cantante "alla Sinatra" con simpatie destrorse e una forte infatuazione per l'occultismo. I brani più significativi di questo periodo furono la title track del disco, influenzata dal sound motorik dei gruppi tedeschi Krautrock, le ballate Wild Is the Wind (cover di un brano reso famoso da Nina Simone) e Word on a Wing, e i brani funky TVC 15 e Stay. La band che accompagnava Bowie sul palco comprendeva, tra gli altri, il chitarrista Carlos Alomar, il bassista George Murray, e il batterista Dennis Davis, che sarebbero tutti rimasti suoi collaboratori fino alla fine del decennio. Il tour riscosse grande successo ma generò polemiche di natura politica. Durante una data a Stoccolma, a Bowie venne imputato di aver rilasciato la seguente dichiarazione: «La Gran Bretagna trarrebbe beneficio dall'avvento di un leader fascista», ed inoltre la polizia di frontiera sul confine russo-polacco lo fermò per possesso di cimeli nazisti.[59] La controversa vicenda culminò a Londra nel maggio seguente in quello che divenne noto come "l'incidente della Victoria Station". Nel pomeriggio del 2 maggio 1976, David Bowie tornò in Gran Bretagna per la prima volta in due anni, con un hovercraft proveniente da Ostenda. Lasciando la stazione su una Mercedes-Benz decappottabile, il musicista salutò la folla di fan adoranti che lo aspettavano con un gesto del braccio che venne scambiato per un saluto nazista, episodio che venne fotografato e pubblicato su NME. Bowie disse che il fotografo lo aveva semplicemente "congelato" a mezz'aria nel corso di un normale saluto.[60] La maggior parte della stampa britannica ignorò l'incidente, ma i vari tabloid scandalistici specularono a non finire sulle presunte tendenze naziste del cantante, alimentando il tutto con citazioni riciclate dagli anni precedenti, come quella rilasciata da Bowie in un'intervista a Cameron Crowe dove affermava che "Adolf Hitler era stato una delle prime vere rockstar" e che la canzone Somebody Up There Likes Me contenuta nell'album Young Americans parlava del ritorno di Hitler.[61] Successivamente Bowie si scusò per questi suoi atteggiamenti e commenti fascisti, imputandoli alla sua dipendenza dalla cocaina dell'epoca e all'immedesimazione eccessiva nel personaggio del "Duca Bianco".[62] «Ero fuori di testa, totalmente impazzito. Ero interessato principalmente alla mitologia; ...l'intera faccenda su Hitler e il totalitarismo; ...Avevo scoperto Re Artù».[63]

La fascinazione del Duca Bianco per l'occulto
Il leggendario soggiorno a Los Angeles del 1975-76

Nell'aprile 1975, David Bowie si trasferì a Los Angeles in una casa presa in affitto a Doheny Drive. All'epoca assumeva quantità smodate di cocaina e si sosteneva con una dieta esclusivamente a base di latte e peperoni verdi e gialli, trascorrendo la maggior parte del periodo "in uno stato di costante terrore psichico" e debilitazione psicofisica arrivando a pesare solo una quarantina di chili.[64] Alcuni resoconti dell'epoca, principalmente derivanti da un'intervista al cantante opera di Cameron Crowe, raccontavano di un Bowie che viveva in un appartamento pieno di antichi manufatti egizi, candele nere sempre accese, circondato da varia iconografia nazista ed intento a studiare trattati di magia nera e a conservare in frigorifero la propria urina imbottigliata,[65] terrorizzato dal fatto che un gruppo di streghe volesse rubare il suo sperma per qualche rito oscuro, ricevendo infine messaggi segreti da parte dei Rolling Stones sulle copertine dei loro dischi e minacce da Jimmy Page dei Led Zeppelin (notoriamente adepto di Aleister Crowley).[66] Questa ossessione per la magia, l'occulto e le teorie superomistiche del filosofo Friedrich Nietzsche, non era nuova per Bowie che già ne aveva dato traccia in due canzoni presenti in Hunky Dory (1971), Oh! You Pretty Things e Quicksand, e in altri brani ancora precedenti come Cygnet Committee del '69 e The Supermen del 1972. Ma la scintilla di questo rinnovato interesse sembrò essere un incontro avvenuto a New York con il "regista maledetto" Kenneth Anger, autore del film satanista Lucifer Rising.

In questo periodo, Bowie ebbe la sua prima importante esperienza in campo cinematografico recitando come protagonista nel film di fantascienza L'uomo che cadde sulla Terra di Nicholas Roeg, regista che lo aveva scritturato dopo essere rimasto colpito dalla visione del documentario Cracked Actor inerente al Diamond Dogs Tour dell'anno precedente. Per la pellicola, David iniziò anche a comporre alcuni brani strumentali che avrebbero dovuto costituire la colonna sonora del film, ma che invece confluirono nei suoi successivi prodotti discografici.

Bowie durante l'Isolar Tour II (1978)

David si trasferì in Svizzera nel 1976, acquistando uno chalet sulle colline a Nord del Lago di Ginevra. Nel nuovo habitat, il suo consumo di cocaina incrementò ancora di più; causandogli seri problemi di salute. Per distrarsi dallo stress dell'ambiente musicale, Bowie iniziò a dipingere, producendo svariate opere post-moderniste. In tour, prese l'abitudine di portarsi un blocco degli schizzi per disegnare quando preso dall'ispirazione, e fotografare qualsiasi cosa colpisse la sua immaginazione. Visitando gallerie d'arte a Ginevra e il Brücke Museum di Berlino, Bowie divenne, nelle parole del biografo Christopher Sandford, "un prolifico produttore e collezionista d'arte contemporanea".[67]

Le controverse dichiarazioni sul Nazionalsocialismo
«Adolf Hitler è stato la prima vera rockstar!»[68]

Circa nello stesso periodo delle sessioni per l'album Station to Station, David Bowie si immerse in intense letture su Hitler e la storia del Terzo Reich. Iniziò quindi a definire il proprio nuovo personaggio, The Thin White Duke ("il sottile duca bianco"), come una sorta di "vero ariano fascista"; e a rilasciare dichiarazioni alla stampa in cui prevedeva l'imminente avvento di un nuovo regime fascista in Inghilterra. Questo controverso periodo culminò nel famigerato "incidente alla Victoria Station" del maggio '76 dove l’artista venne fotografato apparentemente nel gesto di fare un saluto nazista rivolto alla folla (circostanza decisamente smentita dall’interessato). A posteriori Bowie avrebbe commentato questo suo pericoloso flirtare con il nazismo affermando di essere stato affascinato dal lato puramente teatrale ed esoterico di tale ideologia, considerando il suo approccio politico dell’epoca "molto immaturo". A questo periodo Bowie farà riferimento con i versi: «Visons of swastikas in my head, Plans for everyone» ("Visioni di svastiche nella mia testa, piani per chiunque") in China Girl sull'album Let's Dance (1983) e, in riferimento a quanti lo avevano attaccato per le sue smentite in materia, scrisse: «To be insulted by these fascists, It’s so degrading» ("Essere insultato da questi fascisti, è così degradante") nel brano It's No Game presente in Scary Monsters (and Super Creeps) del 1980.

Prima della fine del 1976, l'interesse di Bowie per la scena artistica in Germania, lo portò a trasferirsi a Berlino ovest per ripulirsi dalle droghe e rivitalizzare la propria carriera. Collaborando con Brian Eno mentre condivideva un appartamento a Schöneberg con Iggy Pop, egli iniziò a focalizzarsi sul minimalismo e sulla tetra musica ambient che avrebbero caratterizzato i suoi successivi tre album, la cosiddetta "trilogia di Berlino".[69] Durante lo stesso periodo, David aiutò anche a risollevare le sorti della carriera di Iggy Pop, producendogli e scrivendo insieme a lui il suo primo album da solista intitolato The Idiot e il successivo Lust for Life, seguiti da un tour insieme in Inghilterra, Europa, e Stati Uniti nel marzo e aprile 1977, con Bowie nelle vesti di "anonimo" tastierista della band dell'iguana.[70] Low (1977), parzialmente influenzato dalla musica Krautrock di Kraftwerk e Neu!, evidenziò un passo avanti per Bowie come compositore ed artista concettuale, distanziandosi dal semplice pop e rock per produrre ambiziosa musica "astratta" dove le liriche erano sporadiche e non indispensabili. Inizialmente l'album ricevette critiche negative per la sua apparente difficoltà e la non commerciabilità del prodotto, ma nonostante le perplessità, Low arrivò fino alla seconda posizione in classifica in Gran Bretagna, producendo anche il singolo di successo Sound and Vision. A posteriori, Low si rivelerà un vero e proprio album di culto, che porterà compositori d'avanguardia come Philip Glass a descriverlo "un'opera geniale di incomparabile bellezza".[71][72][73] Lo stesso Glass arriverà a produrre un'intera sinfonia basata sulle musiche ed atmosfere dell'album, la Low Symphony del 1992.

Seguendo l'approccio minimalista di Low, il secondo capitolo della trilogia, "Heroes" (1977), incorporò il pop e il rock ampliandone i confini di genere, e vide Bowie collaborare ancora con Eno e con il chitarrista Robert Fripp. Come Low, "Heroes" è pervaso dallo zeitgeist della Guerra Fredda, simbolizzata dal muro che divideva in due la città di Berlino.[74] L'album fu un altro grande successo, raggiungendo la terza posizione in classifica nel Regno Unito. La title track, sebbene raggiunse all'epoca soltanto la posizione numero 24 nella classifica britannica dei singoli, divenne forse il brano più celebre di Bowie, capace di resistere nel corso degli anni come sua canzone simbolo.[75] Verso la fine dell'anno, Bowie eseguì il brano allo show televisivo di Marc Bolan, e ancora due giorni dopo in occasione dello speciale televisivo natalizio di Bing Crosby, dove si unì a Crosby in una versione di Peace on Earth/Little Drummer Boy. Cinque anni più tardi, il duetto si rivelò un successo mondiale, conquistando la terza posizione in Gran Bretagna nel 1982.[76]

Dopo aver completato Low e "Heroes", Bowie passò la maggior parte del 1978 in tournée, portando la musica dei primi due album della trilogia di Berlino a circa un milione di persone durante 70 concerti in 12 nazioni diverse. Dal tour venne ricavato l'album live Stage, pubblicato nel medesimo anno.[77] Sempre nel '78 uscì il film Just a Gigolò, con Bowie nella parte del protagonista. Il film riscosse un mediocre riscontro di pubblico e pessime recensioni da parte della critica.

Il Muro di Berlino nel 1986, dipinto sul lato occidentale.

Il capitolo finale della trilogia, Lodger (1979), mostra un approccio simile alla musica minimalista, ambient e complessa dei precedenti due dischi, ma con un parziale ritorno al rock convenzionale basato su percussioni e chitarre. Il risultato fu un complesso mix di elementi New Wave e World Music, con influenze multietniche. Alcune tracce furono composte utilizzando le carte delle Strategie Oblique di Eno e Peter Schmidt: Boys Keep Swinging nacque così incoraggiando i musicisti a "percuotere" i propri strumenti, Move On ricorrendo alla progressione di accordi di All the Young Dudes suonati al contrario, e Red Money utilizzando la traccia strumentale base di Sister Midnight, brano precedentemente composto insieme a Iggy Pop.[78] L'album venne registrato in Svizzera e sancì la fine del rapporto collaborativo tra Bowie e Brian Eno, che sarebbero tornati a lavorare insieme soltanto negli anni novanta. Lodger raggiunse la quarta posizione in Gran Bretagna e la numero 20 negli Stati Uniti, e dal disco furono estratti i singoli Boys Keep Swinging e DJ.[79][80] Anche se inizialmente recepito come una chiusura in tono minore della trilogia di Berlino, Lodger sarebbe stato rivalutato nel corso degli anni, anche in virtù del deludente risultato artistico dei successivi album degli anni ottanta di Bowie. Verso la fine del '79, il matrimonio fra Bowie ed Angela arrivò al capolinea e furono iniziate le pratiche di divorzio, che portarono alla separazione definitiva, non priva di strascichi legali ed accuse reciproche, all'inizio del 1980.[81]

Anni ottanta: Il successo commerciale di massa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scary Monsters (and Super Creeps), Let's Dance (album David Bowie), Tonight (album David Bowie) e Never Let Me Down.
Bowie nel 1983 nel corso del Serious Moonlight Tour

Con gli anni ottanta Bowie investe molto di più nella carriera di attore cinematografico e teatrale e incrementa, sia come numero che come grandiosità, i suoi tour, mentre la produzione discografica si basa per tutto il decennio su un raffinato quanto generico pop, con album che ruotano intorno alla title track strutturata come hit da massiccia trasmissione radiofonica. Ashes to Ashes, Let's Dance, China Girl, Loving the Alien sono solo alcuni dei successi alimentati dai suggestivi video che li accompagnano. Un fenomeno, quello dei video, che Bowie sfrutta nel modo migliore, da artista a tutto tondo quale si è sempre dimostrato.

Il nuovo decennio comincia bene con il successo di Scary Monsters (and Super Creeps) (1980), che produce la hit da primo posto in classifica Ashes to Ashes. Il brano dona grande visibilità internazionale al movimento underground dei New romantic quando Bowie visita il night club "Blitz" di Londra per reclutare diverse comparse da utilizzare nel celebre videoclip della canzone stessa (incluso Steve Strange dei Visage). Nel video David compare vestito da inquietante pierrot, in uno dei suoi travestimenti più famosi.[82] L'album contiene cospicui contributi chitarristici da parte di musicisti come Robert Fripp, Pete Townshend, Chuck Hammer e Tom Verlaine.[83] Mentre Ashes to Ashes raggiunge la vetta della classifica britannica dei singoli, Bowie inizia a recitare a Broadway in una pièce teatrale tratta dalla triste storia di John Merrick, il cosiddetto "Uomo elefante", interpretando proprio la parte del deforme Merrick senza l'ausilio di nessun make up e riscuotendo critiche lusinghiere.[84] Lo stesso anno, Bowie fa un'apparizione cameo nel film tedesco Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, basato sulle esperienze dei giovani tossicodipendenti berlinesi negli anni settanta. La colonna sonora del film, nella quale Bowie è l'unico artista presente con pezzi tratti dagli album Station to Station, Low, "Heroes", e Lodger, viene pubblicata pochi mesi dopo e riscuote un discreto successo.

Nel 1981 Bowie collabora con i Queen in occasione della pubblicazione del singolo congiunto Under Pressure. Il duetto si rivela un grosso successo, diventando il terzo singolo numero 1 di Bowie in Inghilterra. Sempre nel 1981 David ottiene il ruolo principale nell'adattamento televisivo della BBC dell'opera di Bertolt Brecht Baal. In contemporanea con la messa in onda del programma, viene pubblicato un EP a cinque tracce con brani tratti dal lavoro teatrale incisi a Berlino, intitolato David Bowie in Bertolt Brecht's Baal.

Il grande successo internazionale e la vera popolarità arrivano con l'album Let's Dance del 1983. Co-prodotto insieme al produttore degli Chic Nile Rodgers, l'LP diventa disco di platino su entrambe le sponde dell'Atlantico. Dall'album vengono estratti tre singoli che raggiungono i primi posti in classifica un po' in tutto il mondo: la title track Let's Dance, Modern Love, e China Girl, accompagnati da acclamati video promozionali. L'uscita di Let's Dance è seguita dal Serious Moonlight Tour, durante il quale Bowie viene accompagnato dal chitarrista Earl Slick e dai coristi Frank & George Simms. Il tour mondiale dura sei mesi e riscuote un enorme successo anche se alcuni critici sottolineano la troppa commercializzazione della nuova musica dell'artista.[85] Bowie si reinventa per l'ennesima volta, ora è il turno del cantante iper-ossigenato ed abbronzato, idolo delle folle, che propone al suo pubblico un accessibile dance-rock dagli accenti ballabili (anche se non scevro talvolta da tematiche disturbanti e testi impegnati).

Bowie durante il Glass Spider Tour del 1987.

Sempre nel 1983 Bowie partecipa in veste di attore protagonista al film Furyo (conosciuto anche con il titolo originale Merry Christmas Mr. Lawrence) diretto da Nagisa Oshima, basato sul romanzo The Seed and the Sower (1963) di Laurens van der Post. L'interpretazione data dal musicista viene ampiamente lodata dalla critica e il film riscuote un buon successo di pubblico, guadagnandosi la fama di cult movie. Tonight (1984), altro lavoro dall'impronta dance fortemente commerciale, vede Bowie collaborare con Tina Turner e, ancora una volta, con il vecchio amico Iggy Pop. Il disco include svariate cover, tra le quali anche una criticatissima versione del classico dei Beach Boys del 1966 God Only Knows. L'album lancia comunque la hit Blue Jean, che inoltre è alla base del cortometraggio musicale Jazzin' for Blue Jean per il quale Bowie si aggiudica il Grammy Award for Best Short Form Music Video. Nel 1985 il musicista si esibisce nel corso del Live Aid allo stadio di Wembley. Durante l'evento, viene proiettato un video realizzato appositamente dove Bowie duetta con il leader dei Rolling Stones Mick Jagger nel brano Dancing in the Street, che successivamente arriva al primo posto delle classifiche. Lo stesso anno, David collabora con Pat Metheny per l'incisione della canzone This Is Not America che, pubblicata su singolo, riscuote un buon successo sia in America che in Gran Bretagna.[86]

Nel 1986 Bowie recita nel film Absolute Beginners. La pellicola riceve critiche negative, ma il pezzo omonimo scritto da Bowie per la colonna sonora raggiunge la seconda posizione in Gran Bretagna. Altra partecipazione cinematografica dell'anno è quella nel film fantastico Labyrinth, dove Bowie interpreta il malvagio re dei goblin Jareth, e per il quale scrive ben cinque nuove canzoni.

Nel 1987 è la volta del nuovo album Never Let Me Down, che prosegue il discorso stilistico dei precedenti due dischi con marcate sonorità anni ottanta. L'LP riceve pessime critiche e un moderato riscontro da parte del pubblico (numero 6 in Gran Bretagna). A posteriori Bowie avrebbe descritto l'opera come "il suo peggior album in assoluto", definendolo "un disco orribile".[87] In promozione di Never Let Me Down, Bowie dà il via al mastodontico Glass Spider Tour il 30 maggio 1987. La tournée si protrae per 86 date in giro per il mondo.

1989–1991: Tin Machine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tin Machine (album), Tin Machine II e Tin Machine Live: Oy Vey, Baby.
David Bowie durante una data del Sound+Vision Tour (1990)

Nel 1989 Bowie scelse di dare una "scossa" alla sua carriera, rifugiandosi nel relativo anonimato di un gruppo rock in qualità di semplice membro dello stesso. La neonata band, battezzatasi Tin Machine, comprendeva tra i suoi membri (oltre a Bowie stesso) il chitarrista Reeves Gabrels, e i fratelli Tony e Hunt Sales, rispettivamente batterista e bassista, con i quali David aveva collaborato negli anni settanta per l'album di Iggy Pop Lust for Life.[88]

Sebbene l'idea di base all'interno dei Tin Machine fosse quella della democrazia assoluta, ben presto la natura da leader di Bowie iniziò a prevalere nelle dinamiche di gruppo, sia come compositore principale sia come guida carismatica.[89] L'album di debutto della band, Tin Machine (1989), venne inizialmente ben accolto da pubblico e critica, anche se l'eccessiva politicizzazione delle liriche provocò qualche perplessità.[90] Il disco raggiunse la terza posizione in classifica nel Regno Unito.[90] Il primo tour mondiale dei Tin Machine si rivelò un successo commerciale, anche se grandi erano i rimpianti da parte della critica per il periodo classico del Bowie solista anni settanta.[91] Dopo una serie di singoli fallimentari, Bowie, dopo un dissidio con la EMI, lasciò l'etichetta discografica.[92] L'avventura dei Tin Machine finì dopo la pubblicazione di un secondo album e di un live entrambi male accolti da pubblico e critica. Tornato artista solista, Bowie diede inizio al Sound+Vision Tour, che lo tenne impegnato per sette mesi a portare in giro per il mondo i suoi vecchi successi riscuotendo consensi e lauti guadagni.[93]

Anni novanta: Elettronica, nuove sperimentazioni e ritorno al passato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Black Tie White Noise, The Buddha of Suburbia (colonna sonora), 1.Outside, Earthling e 'hours...'.
Bowie in concerto nel 1997.

Tornerà la sperimentazione nei quattro diversissimi album degli anni novanta, col risultato di spicco di 1.Outside (e la creazione di un nuovo, sofisticato alter ego nella figura del detective Nathan Adler) a cui tornerà a collaborare Brian Eno, e un affascinante quanto artisticamente discutibile giocare con le tendenze musicali di fine secolo nella "jungle" di Earthling, e altri risultati meno brillanti.

Nell'aprile 1992 Bowie appare al Freddie Mercury Tribute Concert, concerto in memoria del defunto leader dei Queen morto l'anno precedente. Oltre ad eseguire "Heroes" e All the Young Dudes, egli viene raggiunto sul palco da Annie Lennox per l'esecuzione di Under Pressure.[94]

Il 6 giugno 1992 si sposa con la fotomodella Iman presso la chiesa di Saint James a Firenze.

Il 1993 vede la pubblicazione del primo album solista dopo la fine dell'avventura Tin Machine, il disco influenzato da soul, jazz e hip-hop, intitolato Black Tie White Noise. Ricorrendo ad un uso massiccio di strumenti elettronici, l'album, che riunisce Bowie con il produttore di Let's Dance Nile Rodgers, conferma il ritorno al successo del cantante, raggiungendo la vetta della classifica britannica e generando tre singoli da top 40, inclusa la traccia Jump They Say dedicata al fratello scomparso suicida anni addietro.[95] Bowie esplora poi nuove direzioni musicali ambient con The Buddha of Suburbia (1993), colonna sonora della miniserie televisiva adattamento del romanzo di Hanif Kureishi. L'album riceve buone critiche ma è un insuccesso commerciale fermandosi alla posizione numero 87 in classifica.[96]

Riunendosi con Brian Eno, Bowie produce poi il quasi-industrial 1.Outside (1995) sorta di bizzarro concept album sull'omicidio artistico rituale. Denigrato ed esaltato in egual misura, l'album riscuote consensi sia in America che in Europa, e produce alcuni dei singoli di maggior successo del Bowie anni novanta come la canzone Hallo Spaceboy, fortunata collaborazione con i Pet Shop Boys.[97]

Il 17 gennaio 1996 David Bowie viene introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame.[98] Incorporando sperimentazioni con la musica jungle e drum 'n' bass, il nuovo album, Earthling (1997), è un successo più di pubblico che di critica, e produce l'hit-single Little Wonder.

Nel dicembre 1996 Bowie diventa il primo musicista rock a "quotarsi in Borsa".[99] Per la prima volta nella storia della finanza internazionale, un personaggio di primo piano dello spettacolo offre agli investitori delle obbligazioni garantite sui suoi guadagni futuri, derivanti principalmente dalle royalties del suo catalogo discografico. Questa mossa finanziaria tramuta Bowie in uno dei musicisti più ricchi del mondo, ed il suo esempio viene presto seguito da Elton John.

L'album di fine millennio, 'hours...' (1999), in occasione del quale David rispolvera il look "capellone" di inizio anni settanta, contiene il singolo di successo Thursday's Child ed è un parziale ritorno alle atmosfere pop rock di album come Hunky Dory.

Anni duemila: Heathen, Reality e ritiro dalle scene[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Heathen (album) e Reality (David Bowie).
Bowie a Chicago nel 2002

Nel 2000 ebbero luogo alcune sessioni per il progettato album intitolato Toy, che avrebbe dovuto essere una compilation di nuove versioni di alcuni dei primi brani di Bowie con l'aggiunta di tre nuove canzoni, ma che rimase inaspettatamente inedito. Il 15 agosto dello stesso anno nacque Alexandria Zahra Jones, figlia di David e Imam.[100] Nell'ottobre 2001, Bowie aprì The Concert for New York City, un evento di beneficenza in favore delle vittime degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, con una performance minimalista del brano America di Simon & Garfunkel, seguita poi dalla classica Heroes.[101]

La collaborazione di Bowie e Visconti proseguì nel 2002 con la produzione di Heathen, un album di brani inediti. Il lungo tour americano ed europeo del 2002 per la promozione di Heathen prese il via dal Meltdown Festival di Londra, del quale Bowie fu quell'anno il curatore invitando grandi artisti come Philip Glass, i Television e The Dandy Warhols. L'album Reality fu pubblicato nel 2003,[102] il tour promozionale ottenne un grande successo di pubblico ma ebbe termine drammaticamente il 25 giugno del 2004 dopo il concerto all'Hurricane Festival di Scheeßel, in Germania. Da qualche giorno David avvertiva dei dolori al petto che al controllo medico risultarono essere i sintomi del grave blocco di un'arteria coronaria. Ricoverato di urgenza ad Amburgo, fu sottoposto ad un'operazione di angioplastica coronarica che ebbe esito positivo. Le 11 date finali del tour furono cancellate.[103][104]

Negli anni successivi rimase lontano dalle scene, se si eccettuano alcune isolate apparizioni. Registrò il suo vecchio successo Changes in duetto con Butterfly Boucher per il film animato Shrek 2 del 2004.[105] Nel 2005 incise il brano (She Can) Do That, scritto con Brian Transeau, per il film Stealth - Arma suprema.[106] Tornò ad esibirsi dal vivo l'8 settembre 2005 con gli Arcade Fire, per l'evento televisivo statunitense Fashion Rocks, e si unì nuovamente alla band canadese una settimana dopo per la CMJ Music Marathon.[107] Cantò in un brano dell'album Return to Cookie Mountain dei TV on the Radio,[108] Registrò uno spot pubblicitario con Snoop Dogg per la XM Satellite Radio,[109] e collaborò con Lou Reed nell'album No Balance Palace del gruppo rock danese Kashmir.[110]

L'8 febbraio 2006 gli fu assegnato il premio Grammy Award alla carriera.[111] Dopo aver annunciato in aprile che sarebbe rimasto lontano dalle scene per un anno,[112] il 29 maggio comparve a sorpresa al concerto di David Gilmour alla Royal Albert Hall di Londra. Alcune delle canzoni dell'evento furono incise per il DVD Remember That Night.[113] Il suo ultimo concerto dal vivo fu quello del novembre 2006 con Alicia Keys per uno spettacolo di beneficenza alla Black Ball di New York.[114][115] Nello stesso anno, partecipò come attore al film The Prestige di Christopher Nolan nel ruolo di Nikola Tesla.

Bowie fu scelto nel 2007 per curare l'High Line Festival di Manhattan,[116] e collaborò nell'album di Scarlett Johansson Anywhere I Lay My Head, che contiene cover di Tom Waits.[117] Nel 40º anniversario dell'allunaggio dell'Apollo 11, la EMI pubblicò nel 2009 le tracce della registrazione originale di Space Oddity in una competizione a cui fu invitato il pubblico per registrarne un remix.[118] Il doppio album A Reality Tour, contenente materiale registrato durante la tournée del 2003/2004, fu pubblicato nel gennaio 2010.[119]

Il 21 gennaio 2009, su alcuni blog si diffuse la notizia secondo la quale Bowie era a Berlino per la registrazione di un nuovo album, ma la notizia venne subito smentita dal sito ufficiale dell'artista.[120] Nel marzo 2011, fu possibile scaricare da internet l'album inedito Toy, la cui pubblicazione era stata annullata nel 2001, che contiene alcuni dei brani usati per Heathen e la maggior parte dei lati B dei singoli provenienti dallo stesso Heathen.[121][122]

2013 - L'album del ritorno: The Next Day[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Next Day.

A sorpresa l'8 gennaio 2013 David Bowie annuncia di aver composto quasi venti nuove canzoni che andranno a finire nel suo nuovo album intitolato The Next Day, pubblicato il 12 marzo 2013. Il primo singolo estratto dall'album è Where Are We Now? uscito proprio l'8 gennaio contemporaneamente al video promozionale, a cura di Tony Oursler, seguito da The Stars (Are Out Tonight), pubblicato il 25 febbraio. Si tratta del primo album di inediti dal 2003. L'album, che contiene 14 nuovi brani registrati dal cantante durante gli ultimi 2 anni,[123] riceve un'ottima accoglienza di critica e pubblico, piazzandosi in vetta alle classifiche di numerosi Paesi.[124] Il 5 novembre esce The Next Day Extra, un'edizione speciale dell'album con 4 canzoni inedite in aggiunta all'edizione standard.[125]

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle già citate collaborazioni con Lou Reed, Iggy Pop, e Brian Eno; David Bowie ha collaborato nel 1981 con Freddie Mercury ed i Queen per registrare una versione quasi sconosciuta e inedita del brano Cool Cat e per la creazione di Under Pressure nella quale duetta con il famoso gruppo rock inglese (canzone che canterà anche al Freddie Mercury Tribute Concert insieme ai Queen orfani di Mercury ed Annie Lennox). La canzone, che inizialmente venne chiamata People on Streets, fu quasi interamente composta dal bassista John Deacon (anche se accreditata ai Queen e Bowie) e verrà inserita nell'album Hot Space del 1982.

Fra le altre collaborazioni del Duca Bianco vi è anche quella col leader dei Rolling Stones, Mick Jagger. Insieme, nel 1985, a supporto del progetto Live Aid, hanno realizzato una versione della canzone di Martha & the Vandellas Dancing in the Street di cui si ricorda il curioso videoclip. Si dice anche che fra le due rockstar, il legame sia stato più che artistico, e che la celebre canzone Angie, che gli Stones realizzarono nel 1973 in controtendenza col loro stile di sempre, sia ispirata ad Angela Bowie, e indirettamente riferita a un'orgia a quattro fra lei, David, Mick e l'allora sua moglie Bianca Pérez Moreno de Macias. Incide insieme a Tina Turner il brano Tonight, title track dell'omonimo album del 1984. I due, inoltre, duetteranno insieme durante una data del tour di Tina Turner, il "Private Dancer Tour" del 1985. Altra notevole collaborazione è quella con i Pet Shop Boys nel 1996, per il brano Hallo Spaceboy: forte del successo del brano, che venne lanciato come singolo, Bowie si esibì con i Pet Shop Boys sia in programmi musicali come Top of the Pops che ai prestigiosi BRIT Awards del 1996.

La bisessualità di David Bowie, una leggenda metropolitana creata ad arte[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1964, quando Bowie cantava nei Manish Boys, il gruppo fece un'audizione alla BBC per una serie di concerti allo Star Club di Amburgo. Il cantante si assicurò l'ingaggio giurando all'organizzatore tedesco di essere gay: «All'epoca era una cosa piuttosto comune. Si diceva qualsiasi cosa, pur di avere successo.»[126] Tuttavia, già in quel periodo la supposta omosessualità del cantante sembrava quantomeno esagerata: durante un concerto incontrò la quattordicenne Dana Gillespie, che divenne la sua ragazza e che continuò a frequentare fino agli anni settanta.[127]

Nel gennaio 1972 uscì la "scandalosa" intervista per Melody Maker, in cui Bowie affermava: «Sono gay, lo sono sempre stato, anche quando ero David Jones».[41] L’intervista creò un certo clamore e in pochi pensarono a una tattica sensazionalistica alle porte di Ziggy Stardust, tuttavia il tempismo era perfetto: il movimento gay britannico elesse David a suo simbolo mentre i benpensanti accolsero scandalizzati la dichiarazione.

Del resto gli argomenti considerati tabù avevano sempre esercitato una forte attrazione su Bowie e la sua determinazione ad agire fuori dagli schemi tradizionali lo spinse in questo periodo verso la sottocultura omosessuale: «Mi piaceva l'idea di questi locali e di queste persone e il fatto che tutto ciò che li circondava fosse qualcosa di cui nessuno sapeva nulla...», spiegò in seguito, «...così mi attirava follemente. Era come un altro mondo in cui volevo realmente entrare».[128]

I commenti di David sull'argomento formulati negli anni successivi saranno tutt'altro che chiarificatori. «È vero, sono bisessuale»,[129] dirà alla rivista Playboy nel settembre 1976, tranne poi rispondere poco tempo dopo alla domanda di un altro intervistatore affermando il contrario: «Era solo una bugia. Mi appiccicarono quell'immagine e io mi ci adeguai piuttosto bene per alcuni anni».[130] Durante il tour in Nuova Zelanda del 1978 dichiarerà: «Sì, sono bisessuale, quella era un'affermazione vera»,[131] mentre in occasione del suo lancio sul mercato di massa, nel 1983, si affretterà a ritrattare le sue affermazioni precedenti, dicendo alla rivista Time che era stato "un grande equivoco" e su Rolling Stone lo definirà "il più grande errore che abbia mai fatto".[132] Nel 1987, incalzato sull'argomento da Smash Hits, Bowie sottolineava divertito l’intera faccenda, consentendo alla rivista di pubblicare: «Ha ha!, Non dovreste credere a tutto quello che leggete».[133] Nel 1993 sulla rivista Rolling Stone smentirà definitivamente la voce riguardante la sua bisessualità: «Non mi sono mai sentito un vero bisessuale ma ero magnetizzato dalla scena gay underground. Era come un altro mondo di cui volevo acquistare una quota. Questa fase durò solo fino al 1974, morì più o meno con Ziggy. Davvero, avevo solo fatto mia la condizione di bisessuale. L'ironia è che non ero gay».[19]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • David Bowie si occupa dagli anni novanta anche di pittura: i suoi quadri vengono esposti in molti musei, soprattutto britannici e statunitensi; è anche fondatore di un'associazione che intende favorire la visibilità di opere di giovani artisti.[134]
  • Negli anni settanta è stato amico intimo di Amanda Lear, con la quale ha collaborato a diversi progetti artistici. In un'intervista a Verissimo del 6 dicembre 2008 la Lear ha dichiarato che Bowie è stato l'unico uomo con cui fosse mai andata a letto che si truccava più di lei.
  • Nel 1997 il cantante è stato il primo artista a collocare delle obbligazioni: i Bowie Bonds, un'emissione di titoli decennali di 55 milioni di USD (interamente acquistata dalla Prudential Insurance Company) garantita dai diritti d'autore di 287 canzoni contenute in 25 album registrati prima del 1990. L'idea è stata seguita da altri artisti tra cui James Brown, Ashford & Simpson e The Isley Brothers.
  • Nel videogioco Little Big Planet una delle skin utilizzabili per modificare l'aspetto del proprio Sackboy richiama il classico trucco di Bowie con il fulmine rosso dipinto in faccia.
  • Nel maggio 2013 il comandante della stazione spaziale Iss Chris Hadfield lascia il comando e realizza un suggestivo video musicale sulla stazione, il primo video girato nello spazio: ha imbracciato la chitarra per cantare Space Oddity di David Bowie. Il titolo del brano è infatti un gioco di parole con Space Odyssey, il famoso film 2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Inoltre per questo pezzo David Bowie si sarebbe ispirato alla missione spaziale dell'Apollo 11, quella dello sbarco sulla Luna nel 1969.[135]
  • Nel 2013 viene ingaggiato come testimonial della nuova campagna di Louis Vuitton.[136]

Utilizzo delle canzoni, apparizioni occasionali e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di David Bowie.

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Tin Machine[modifica | modifica sorgente]

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Videografia di David Bowie.

David Bowie dal vivo[modifica | modifica sorgente]

I tour[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tour di David Bowie.

Anche se il primo tour ufficiale è lo Ziggy Stardust Tour del 1972, l'attività live di David Bowie comincia con i Kon-rads, nel 1962, e prosegue con i diversi gruppi che lo accompagnano fino al 1971. Dai King Bees ai Lower Third, fino a progetti più improvvisati come The Riot Squad, Turquoise e Feathers, i gruppi eseguono cover di brani rock e R&B ma anche le prime composizioni originali di Bowie e il cantante alterna i concerti alla sua attività di mimo. Dal 1972 al 2004, anno in cui è terminato il Reality Tour, David Bowie ha collezionato 16 tournée con le quali ha attraversato i cinque continenti.

Apparizioni fuori dai tour[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi David Bowie, apparizioni fuori dai tour.

Apparizioni radiofoniche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sessioni radiofoniche di David Bowie alla BBC.
Anno Programma Registrazione Produttore
1967 Top Gear Studio 1 - 201 Piccadilly, Londra (18 dicembre 1967) Bernie Andrews
1968
1969 The Dave Lee Travis Show Studio 2 - Aeolian Hall, Londra (20 ottobre 1969) Paul Williams
1970 The Sunday Show Paris Cinema Studios - Lower Regent Street, Londra (5 febbraio 1970) Jeff Griffin
Sounds of the 70s: Andy Ferris Show The Playhouse Theatre, Londra (25 marzo 1970) Bernie Andrews
1971 John Peel’s Sunday Concert Paris Cinema Studios - Lower Regent Street, Londra (3 giugno 1971) Jeff Griffin
Sounds of the 70s: Bob Harris Studio T1 - Kensington House, Londra (21 settembre 1971) John F. Muir
1972 Sounds of the 70s: John Peel
Sounds of the 70s: Bob Harris Studio 5 - Maida Vale, Londra (18 gennaio 1972) Jeff Griffin
Sounds of the 70s: John Peel Studio 4 - Maida Vale, Londra (16 maggio 1972)
The Johnnie Walker Lunchtime Show Studio 2 - Aeolian Hall, Londra (22 maggio 1972) Roger Pusey
Sounds Of The 70s: Bob Harris Studio 4 - Maida Vale, Londra (23 maggio 1972) Jeff Griffin
1991 The Evening Session Studio 5 - Maida Vale, Londra Jeff Smith
1997 ChangesNowBowie SIR Studios - New York (7 gennaio 1997) Mark Plati
1999 Mark and Lard Show Studio 4 - Maida Vale, Londra Will Saunders

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Voce narrante[modifica | modifica sorgente]

Attore televisivo[modifica | modifica sorgente]

Attore non accreditato[modifica | modifica sorgente]

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, David Bowie è stato doppiato da:

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di premi e riconoscimenti di David Bowie.
Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres
— 1999

A partire dal 1970, David Bowie ha collezionato 41 nomination e 16 premi (11 per l'attività musicale, 2 per quella cinematografica, 3 per l'attività multimediale). Tra i più importanti sono da ricordare 2 BRIT Awards, 2 Grammy, 3 MTV Europe Music Awards e 1 Saturn Award. L'artista è stato ammesso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1996[138] mentre l'anno successivo è stato premiato per il suo contributo all'industria dell'intrattenimento con una stella sulla Hollywood Walk of Fame, posizionata all'esterno dell'Hollywood Galaxy Theatre.[139] Da ricordare, inoltre, che nel 2000 Bowie ha rifiutato il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico e nel 2003 al titolo di Cavaliere dello stesso ordine.[140]

I premi vinti sono quelli indicati in grassetto.

Anno
Premi
Nomination
Categoria
Ivor Novello Awards Space Oddity Songwriters' Guild
Saturn Award L'uomo che cadde sulla Terra Best Actor
Golden Globes Theme from Cat People Best Original Song
American Music Awards David Bowie Favorite Pop/Rock Male Artist
BRIT Awards Best British Male Solo Artist
Grammy Awards Let's Dance Album of the Year
Cat People (Putting Out Fire) Best Rock Vocal Performance - Male
MTV Video Music Awards David Bowie Best British Male Solo Artist
China Girl Best Male Video
Best Overall Performance in a Video
Best Cinematography in a Video
Modern Love Best Stage Performance in a Video
Grammy Awards Jazzin' for Blue Jean Best Video, Short Form
Blue Jean Best Rock Vocal Performance - Male
MTV Video Music Awards Best Stage Performance in a Video
Dancing in the Street Best Overall Performance in a Video
Day In Day Out Best Male Video
BAFTA Television Awards The Buddha of Suburbia Best Original Television Music
Q Awards David Bowie Q Inspiration Award
BRIT Awards Outstanding Contribution
Grammy Awards Earthling Best Alternative Music Performance
Dead Man Walking Best Male Rock Vocal Performance
MTV Video Music Awards I'm Afraid of Americans Best Male Video
MuchMusic Video Awards EyePopper Award
WB Radio Music Award David Bowie Legend Award
BRIT Awards Best British Male Solo Artist
Yahoo! Internet Life Online Music Awards Online Pioneer Award
BowieNet Best Artist Site
Teenage Wildlife Best Fan Site
Grammy Awards Thursday's Child Best Male Rock Vocal Performance
Mercury Prize Heathen Best Album
MTV Movie Awards Zoolander Best Cameo
Q Awards David Bowie Best Producer
Daytime Emmy Awards Hollywood Rocks the Movies: The 1970s Outstanding Special Class Special
Grammy Awards New Killer Star Best Male Rock Vocal Performance
Mojo Awards David Bowie Inspiration Award
Icon Award
Q Awards Best Live Act
Mojo Awards Icon Award
Grammy Award Lifetime Achievement Award
Mojo Awards Icon Award
Webby Awards Webby Lifetime Achievement

Note[modifica | modifica sorgente]

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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