Cravatta

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Manichini adornati con moderne cravatte
Vari tipi di cravatte utilizzate in passato.
Statua di Alessandro Volta con toga e cravatta al collo

La cravatta è un accessorio di abbigliamento occidentale che simboleggia l'eleganza maschile. Consiste di una striscia di tessuto che viene annodata attorno al colletto della camicia, lasciandone scendere l'estremità più lunga sul torace.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente la sua lunghezza si attesta intorno ai 150 cm, ma non sono rare delle cravatte denominate "XL" lunghe anche 165 cm. Tale lunghezza è strettamente legata a due fattori principali: l'altezza della persona che la indossa e il tipo di nodo utilizzato. La prima influisce abbastanza sulla lunghezza della cravatta, in quanto per uomini di altezza pari a 190 cm o superiore si consiglia una cravatta "XL", in modo che dopo averla annodata arrivi circa all'altezza dei pantaloni. Il secondo fattore influisce ancora di più, perché un nodo con più passaggi rispetto ad uno più semplice, "impegnerà" più parte della cravatta nel nodo, rendendola alla fine più corta.

La parola deriva dal francese cravate, derivante a sua volta dal termine croato hrvat, che vuol dire appunto "croato". Infatti i cavalieri croati, assoldati da Luigi XIV, portavano al collo una sciarpa. In origine era apostrofata come sciarpa croatta poi abbreviata in croatta e dunque in cravatta.

L'utilità estetica della cravatta consiste nel nascondere la striscia verticale di bottoni della camicia.

Tipi di cravatte[modifica | modifica wikitesto]

  • Tinta unita: sono caratterizzate da un unico colore. Un esempio è la classica cravatta nera.
  • Righe: spesso definita impropriamente Regimental (il nome Regimental è in realtà appannaggio solo delle cravatte caratteristiche di uno specifico reggimento o club, convenzione diffusa soprattutto nel mondo anglosassone), è caratterizzata da un colore predominante e strisce oblique di colore diverso.
  • A puntini: In questo tipo, su un colore di base, sono applicati vari puntini.
  • Fantasia: Possono riportare disegni vari, come luoghi o oggetti famosi, a discrezione dello stilista.
  • Trendy: Possono riportare colori in genere fluorescenti, come l'"arancione Fantini".

Nodi[modifica | modifica wikitesto]

Cravatta annodata con il nodo semplice ("four in hand").

Sono stati contati, e si possono realizzare effettivamente, fino a 85 nodi[1]. Ecco i principali:

  • Four-in-hand (tiro a quattro): quattro passaggi, il nome deriva dall'omonimo Club londinese del XIX secolo. È il più diffuso oggi.
  • Mezzo Windsor: sei passaggi: è una versione meno corposa del Windsor.
  • St. Andrew: sette passaggi, questo particolare nodo fa sporgere leggermente la cravatta dal collo prima di ricadere sul petto.
  • Windsor: otto passaggi, divenne popolare negli anni '30 quando il duca di Windsor cominciò a prediligere nodi piuttosto voluminosi.
  • Balthus: nove passaggi, un nodo veramente grande, ideato dall'omonimo pittore surrealista del Novecento.

Alla fine degli anni novanta, due ricercatori, Thomas Fink e Yong Mao del Laboratorio Cavendish dell'Università di Cambridge, hanno dimostrato attraverso modelli matematici che una cravatta convenzionale ha esattamente 85 nodi possibili. In questo modo sono anche stati scoperti dei nuovi nodi, uno dei quali è stato ribattezzato "nodo Fink".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Scriveva Piero Angela nel 1986:

« Nel vostro armadio avrete, probabilmente, una cravatta di seta regalata per qualche compleanno. Con ogni probabilità essa è stata fabbricata nella zona di Como. A Como infatti si fabbricano, secondo certe statistiche, più dei due terzi delle cravatte del mondo. Magari poi portano le etichette più diverse, degli stilisti più diversi, ma è a Como che vengono fabbricate. Un'attività industriale molto solida, con una grande tradizione alle spalle, un mercato mondiale, in apparenza difficilmente scalzabile dalla concorrenza. »
(da Quark Economia, cap. III)

ALL'ORIGINE DI UN CRAVATTA: operazioni necessarie al confezionamento di una cravatta.

  • IL TAGLIO: Il taglio necessita di grande perizia e precisione. In questa fase le pezze di tessuto sono stese, puntate e tagliate per ottenere i tre pezzi di cui si compone una cravatta: la pala, il codino e la giuntura, oltre al passantino.
  • L’INCAPPUCCIATURA: In questa fase sono applicate tramite cucitura le foderine interne (cappucci) alla pala e al codino, ed è inserita anche l’etichetta di composizione.
  • LA GIUNTATURA: È la fase in cui i tre pezzi sono uniti: questo processo si compone di delicate operazioni di stiratura, piegatura e cucitura, da realizzare manualmente.
  • LA CHIUSURA: In questa fase, detta anche “Liba”, in riferimento alla tecniche utilizzate, nella cravatta è inserito l’interno solitamente in misto cotone/lana. Dopo essere stata stirata, la cravatta è chiusa tramite cucitura.
  • IL ROVESCIO E LA FINITURA: Fino ad ora, la lavorazione avviene “a rovescio”. Per questo, in questa fase la cravatta è rovesciata per consentire le operazioni di puntatura e di finitura (cucitura passantino, etichettatura e stiratura). Da questo processo si ottiene finalmente una cravatta finita.
  • L'IMBUSTATURA: Al termine di una minuziosa fase di controllo, la cravatta ritenuta conforme all’attesa, è finalmente imbustata, in modo standard (buste in plastica) oppure con personalizzazioni a richiesta.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Segnale di divieto di indossare cravatte (DIN 4844-2).
  • Un senatore italiano non può entrare in Senato senza la cravatta. Per sfida a questa regola, il senatore Speroni indossava le cravatte più impensabili (con disegno di maiali, texana di cuoio e così via).
  • Verso la fine di luglio 2007, il ministro della Salute, Livia Turco, ha emanato una circolare con cui esonerava i dipendenti pubblici e privati dal mettere la cravatta, a causa del caldo eccessivo.
  • L'uso della cravatta, similmente a quello di altri indumenti ed accessori in grado di penzolare, è pericolosissimo durante l'uso di alcuni macchinari, quali, ad esempio, negli uffici, il distruggidocumenti, poiché questo indumento può facilmente impigliarsi negli organi rotanti trascinando il busto ed il volto dell'operatore contro la macchina stessa e le sue parti pericolose. Per questo può essere esplicitamente proibito indossare cravatte in alcuni ambienti, durante lo svolgimento di alcune mansioni oppure in prossimità di pericoli di questo genere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 85 modi di annodare la Cravatta, Scienza ed estetica del Nodo; Thomas Fink, Yong Mao; Casa editrice: Bompiani - Etas - Fabbri - Sonzogno
  • La cravatta, In 51 modi l'arte di annodarla; Villarosa R., Mosconi D.; Casa editrice: Idealibri; Collana: Varia illustrata
  • La cravatta. Storia, mito, moda; Chaille Francois; Casa editrice: Idealibri; Collana: Manuali dell'eleganza
  • Elogio della cravatta; Nuvoletti Giovanni; Casa editrice: Idealibri; Collana: Piccoli piaceri

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thomas Fink, Encyclopedia of tie knots, www.tcm.phy.cam.ac.uk.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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