Balthus

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Balthus fotografato nel 1996 durante la lavorazione del documentario Balthus Through the Looking Glass
Premio Premio Imperiale 1991

Balthus, pseudonimo di Balthasar Kłossowski de Rola (Parigi, 29 febbraio 1908Rossinière, 18 febbraio 2001), è stato un pittore francese di origine polacca.

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Stile e tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile di Balthus parte da una base classica ed accademica; tuttavia, anche se la sua tecnica e il suo stile compositivo sono ispirati da quelli dei pittori pre-rinascimentali nelle sue opere sono presenti evidenti riferimenti allo stile di surrealisti come Giorgio de Chirico. Ha dipinto soprattutto figure umane in un'epoca in cui l'arte figurativa è stata sostanzialmente ignorata e trascurata. Attualmente è diffusamente riconosciuto come uno dei più importanti artisti del XX secolo.

Nel suo lavoro possono essere rintracciati i segni di numerose influenze, tra cui gli scritti di Emily Brontë (nel 1934 ha illustrato con disegni a penna su carta il romanzo Cime Tempestose), gli scritti e le fotografie di Lewis Carroll, i dipinti di Masaccio, Piero della Francesca, Simone Martini, Poussin, Jean Etienne Liotard, Joseph Reinhardt, Géricault, Ingres, Goya, Jean-Baptiste Camille Corot, Courbet, Edgar Degas, Félix Vallotton e Paul Cézanne. In ambito musicale il suo compositore preferito fu Wolfgang Amadeus Mozart.

Molti suoi dipinti mostrano giovani fanciulle ritratte in un contesto erotico. Balthus sostenne ripetutamente che il suo lavoro non aveva alcun intento di tipo pornografico, ma che si limitava a mostrare l'esistenza della sessualità infantile, una realtà difficile da accettare e capace di mettere a disagio.

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni della sua formazione il suo talento artistico fu sostenuto da Rainer Maria Rilke, Maurice Denis, Pierre Bonnard e Henri Matisse. Suo padre, Erich Klossowski, un celebre storico dell'arte (scrisse una monografia su Daumier), e sua madre Elisabeth Dorothea Spiro (nota come Baladine Klossowska) facevano parte dell'élite culturale parigina frequentando la cerchia di artisti e intellettuali presenti in quel periodo nella Ville lumière. Suo fratello maggiore, Pierre Klossowski, fu un filosofo che si occupò tra le altre cose del pensiero teologico e delle opere del Marchese de Sade. Tra gli amici e conoscenti della famiglia Klossowski vi furono scrittori come André Gide e Jean Cocteau, che dalla frequentazione della famiglia trasse ispirazione per il suo romanzo I Ragazzi Terribili.

Nel 1914 la famiglia Klossowski di origine tedesca viene sottosposta a un grande cambiamento quando con l'inizio della guerra è costretta a lasciare Parigi e si trasferisce a Berlino. In seguito alla separazione dei coniugi Klossowski, nel 1917 la madre e i due figli Balthazar e Pierre si stabiliscono in Svizzera, prima a Berna e poi a Ginevra. È nel 1919 che la madre, Baladine, incontra il poeta austriaco Rainer Maria Rilke, al quale si lega profondamente. La presenza di Rilke sarà di notevole importanza nel destino dei giovani fratelli Klossowski. Il periodo ginevrino segna una certa stabilità nella vita di Balthus, che inizia ad avvicinarsi all'arte con una serie di disegni a inchiostro nei quali illustra una storia che ritrae il suo gatto Mitsou.

Illustrazione che nel 1921 vengono pubblicate. Mitsou, con una prefazione scritta dal mentore dell'artista, Rilke. Racconta la storia di un ragazzo e del suo gatto. Sulla copertina del libro appare per la prima volta il soprannome dell'artista col quale Balthazar firmava i suoi lavori da bambino. La trama del libro prefigura la sua passione per i gatti, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita e che sarebbe riemersa nel suo Autoritratto. Il re dei gatti del 1935. È nel 1921 che la famiglia è costretta a lasciare Ginevra, per ingenti problemi finanziari e si trasferisce nuovamente a Berlino. È un periodo travagliato per il giovane Balthus che troverà rallegramento solo nei suoi soggiorni montani a Beatenberg dove si intrattiene nella casa della scultrice Magrit Bay, la quale lo introduce alla dottrina teosofica e dove inizia a partecipare alle attività teatrali della scultrice.

Verso la fine del 1922 Balthus rientra a Berlino con la speranza d'iscriversi alla Scuola di Belle Arti, a causa dell'instabilità familiare, invece, passa l'inverno nello studio dello zio pittore Eugen Spiro dipingendo ed elaborando bozzetti teatrali ispirati alle opere cinesi. Nel 1924 Balthus allora sedicenne, seguendo il fratello maggiore Pierre, torna anch'egli a Parigi. Grazie alle numerose conoscenze avviate dalla famiglia negli anni anteguerra, e alla sua innata passione per il teatro egli segue l'allestimento di una serie di spettacoli d'avanguardia realizzati dal conte Etienne de Beaumont al Theatre de la Cigale. In concomitanza inizia a frequentare anche le lezioni di disegno dal vero con modelle che tiene Pierre Bonnard alla Libera Accademia in rue de la Grande Chaumière. Bonnard influisce molto nel percorso e nella crescita del giovane artista, che andava sviluppandosi in un interscambio tra poesia e pittura. Dall'incontro creato da Bonnard viene suggerito a Balthus di studiare e riprodurre le opere seicentesche di Nicolas Poussin presenti al Louvre. Balthus sceglie il dipinto che ritrae Eco e Narciso, probabilmente in risposta alla poesia Narcisse che Rilke aveva composto in francese per il suo beniamino. Il giovane pittore e il poeta proseguono e approfondiscono il loro rapporto attraverso la corrispondenza che si scambiano periodicamente e dalla quale possiamo chiaramente percepire l'incantamento di Rilke per il fascino del giovane Balthus.

Tra il 1924 e il 1925 i lavori di Balthus effigiano il morbido corpo di un'esile modella, parallelamente a questi nudi ad olio, esegue scene ambientate nei giardini del Luxembourg dove trascorre quotidianamente ore con il suo quaderno per schizzi. Durante la primavera del 1925 Balthus si reca in Provenza con la madre, dove nei suoi lavori durante il soggiorno palesa l'influenza di Cèzanne. L'incontro spirituale tra la pittura del maestro e il giovane artista era stato probabilmente indotto dal proprio mentore, Rilke, che ammirava la pittura di Cèzanne assiduamente. L'8 luglio 1926 Balthus si trova in Svizzera presso l'ultima residenza di Rilke, prima tappa di un viaggio che lo porterà in Italia. Il poeta (ormai ammalato) riesce a far finanziare un viaggio di studio per Balthus, da tempo affascinato dalle opere di Piero della Francesca. Balthus si reca in Italia dove si reca per prima a Firenze poi ad Arezzo. Visita gli Uffizi, la chiesa di Santa Maria del Carmine dove studia gli affreschi di Masolino e Masaccio nella cappella Brancacci.

I capolavori del quattrocento fiorentino si svelano ai suoi occhi mentre effettua delle copie e degli studi di alcuni affreschi del ciclo della Storia della vera croce di Piero della Francesca ad Arezzo. Questi lavori gli ispirano poi un'altra delle sue prime opere di un certo rilievo: i dipinti murali a tempera della chiesa Protestante del villaggio svizzero di Beatenberg (1927). Nel 1927 vede la scomparsa di Rilke, al quale l'artista era profondamente legato. Forse attratto dalle atmosfere dell'infanzia che il poeta stesso aveva eletto come uno dei temi principali da cui trarre ispirazione, Balthus si concentra sull'esplorazione di quel periodo della vita attraverso la pittura, come epoca mitica nella quale tutto è divenire, il sogno e la fantasia. Nel 1928-29 si reca in Svizzera a Zurigo e a Berlino dove tiene la sua prima esposizione.

Dal 1930 al 1932 vive in Marocco dove presta il servizio militare nel reparto di fanteria a Kenitra e a Fes, lavora come segretario e abbozza il dipinto La Caserma (1933). Fa quindi ritorno in Svizzera nel 1932 e conosce alcuni surrealisti: Breton, Eluard, Giacometti. La conoscenza di questo nuovo movimento nato a Parigi nell'immediato dopoguerra si era sviluppato attraverso i manifesti concepiti da Andrè Breton tra il 1925 e il 1930. Alcuni aspetti della coscienza surrealista coincidono con lo sviluppo della ricerca di Balthus che risaltano attraverso l'attività fondamentale del bambino. Nell'opera di Balthus, la sospensione del tempo e del sogno si riscontrano nei lavori che l'artista esegue nella prima metà degli anni Trenta.

Un giovane artista a Parigi[modifica | modifica wikitesto]

Trasferitosi nel 1933 nel suo primo studio parigino in Rue de Furstemberg dove progetta una serie di tele che presentano degli elementi surrealisti. L'atelier di via Furstenberg vede il pittore venticinquenne ospitare e ricevere visita di intellettuali e artisti, curiosi di vedere i lavori di questo giovane decantato da personaggi come Andrè Derain, che in quel periodo aiutava e consigliava Balthus. Anche Andrè Breton e Paul Éluard visitarono l'atelier come delegazione surrealista e rimasero delusi nel scoprire i quadri di Balthus che ritenevano balamente realisti. Nel gruppo surrealista c'era anche lo scultore Alberto Giacometti, che negli anni successivi divenne uno degli interlocutori privilegiati di Balthus.

Nella primavera del 1934, Pierre Loeb organizza la prima mostra personale di Balthus a Parigi, in occasione della quale viene esposto 'La Rue' (1933) una tela di grandi dimensioni alla quale Balthus lavora per un anno. L'opera presenta un paesaggio dove i personaggi si muovono in modo ipnotico e fisso, la composizione realizzata su base matematica derivante dalle proporzioni Rinascimentali. Vengono esposte anche 'La Toilette de Cathy, 'La fenetre', 'Alice e La lecon de guitare'. Artaud, noto scrittore di matrice surrealista, recensisce la mostra, che provoca anche un certo scandalo per il dipinto considerato scabroso 'Lezione di Chitarra' in cui appare una donna che sottopone una bambina a molestie sessuali. Nei lavori presentati in quegli anni Balthus non mostra alcun interesse verso gli stili modernisti come il cubismo, ma dimostra un'indipendenza che lo contrapporrà anche sempre più al surrealismo. Risolutamente figurativi, i suoi dipinti inglobano scene intime e insolite nei quali i personaggi sembrano ripiegati e sospesi in un'atmosfera di sogno.

Nel 1937 sposa Antoinette de Watteville, un'amica d'infanzia proveniente da un'antica ed influente famiglia aristocratica di Berna. L'aveva incontrata nel 1924 ed aveva posato per lui come modella per il già menzionato La Toilette e per una serie di altri ritratti. Dal matrimonio nascono due figli, Thaddeus e Stanislas (Stash) Klossowski, che recentemente hanno pubblicato alcuni libri su loro padre che includono anche le lettere ricevute dai loro genitori. La storia d'amore con Antoinette è burrascosa e lo porta, dopo un'ennesima rottura, a tentare il suicidio, che ricorderà Antonin Artaud nel brano dal titolo La misère peintre in cui raccontà di aver trovato Balthus disteso inerme.

Artaud chiede a Balthus di progettare le scene e i costumi dei Cenci, nel 1935. Nel 1935 Balthus si trasferisce in un altro atelier in Cour de Rohan dove dipingerà soprattutto ritratti su commissione. Balthus ottiene in quegli anni pre guerra un grande successo che gli vale una serie di riconoscimenti nell'ambito artistico. Ben presto il suo lavoro suscita l'ammirazione di pittori e letterati, specialmente quella di André Breton e Pablo Picasso, che acquisterà il suo dipinto Les enfans Blanchard (1937). La sua cerchia di amicizie parigina comprende i romanzieri Pierre Jean Jouve, Antoine de Saint-Exupéry, Joseph Breitbach, Pierre Leyris, Henri Michaux, Michel Leiris e René Char, il fotografo Man Ray, il drammaturgo ed attore Antonin Artaud e i pittori André Derain, Joan Miró e Alberto Giacometti (quest'ultimo uno degli amici più intimi e fedeli).

Da Champrovent a Chassy[modifica | modifica wikitesto]

Lo chalet di Balthus a Rossinière

Nel 1940 a causa dell'invasione della Francia da parte dell'esercito tedesco Balthus è costretto a unirsi alle truppe sul fronte alsaziano. La sua permanenza nell'esercito durerà pochi mesi: ferito gravemente verrà congedato e si rifugerà con la moglie in Savoia, in una fattoria di Champrovent, nei pressi di Aix-les-Bains; lì inizia a lavorare a due dei suoi dipinti più importanti, Paysage de Champrovent (1942-1945) e The Living Room (1942). Nel 1942 scappa dalla Francia, ormai in mano ai Nazisti, fuggendo in Svizzera prima a Berna e poi nel 1945 a Ginevra dove stringe amicizia con l'editore Albert Skira e con lo scrittore e membro della resistenza francese André Malraux. Ritorna in Francia nel 1946 e l'anno seguente si mette in viaggio verso il sud del paese insieme a André Masson, incontrando personaggi come Picasso e Jacques Lacan che finisce per diventare un collezionista delle sue opere.

Nel 1950, insieme a Cassandre, Balthus progetta le scenografie per un allestimento dell'opera Così fan tutte di Mozart ad Aix-en-Provence.Nel 1951 soggiorna in Italia, invitato dalla famiglia Caetani. Si reca a Roma e a Sermoneta splendida cittadina medioevale, qui incontra Elektra Prekas una giovane greca che frequenta segretamente durante la scoperta del paesaggio italiano. Dalla relazione nasce il figlio Andros. Tre anni dopo va a vivere nel Castello di Chassy sul Morvan, dove coabita con la nipote Frédérique Tison e dà gli ultimi tocchi ai suoi capolavori La Chambre (1952), probabilmente influenzato dai racconti del fratello Pierre) e Le Passage du Commerce Saint-André (1954).

La vecchiaia[modifica | modifica wikitesto]

Balthus con la moglie Setsuko nel loro giardino durante le riprese del documentario girato da Damian Pettigrew

Mentre la sua fama a livello internazionale cresce grazie anche alle mostre personali nella galleria di Pierre Matisse a New York (1938), Balthus fa in modo di diffondere un'immagine di sé stesso enigmatica e sfuggente. Nel 1964 si trasferisce a Roma dove lavora a Villa Medici come direttore dell'Accademia di Francia a Roma, nominatovi dal ministro francese della cultura André Malraux. Stringe amicizia con il regista Federico Fellini e con il pittore Renato Guttuso. Il fatto di aver sposato in seconde nozze nel 1967 la giapponese Setsuko Ideta, di 35 anni più giovane di lui (l'aveva incontrata in Giappone nel corso di una missione diplomatica organizzata da Malraux) aggiunge ulteriore mistero attorno alla sua figura. La coppia ha due figli, Fumio (nato nel 1968 ma morto solo due anni dopo) e Harumi (nata nel 1973).

Nel 1977 si sposta a Rossinière, in Svizzera. I fotografi e amici Henri Cartier-Bresson e Martine Franck (moglie di Cartier-Bresson) ritrassero entrambi l'artista con la moglie e la figlia nel loro chalet di Rossinière nel 1999. Nel 1980 vengono esposti 26 suoi dipinti alla Biennale di Venezia. Vengono organizzate sue retrospettive al Museè National D'Art Modern-Centre Georges Pompidou, a Parigi, al Metropolitan Museum di New York e al museo di Kyōto. Nel 1998 è proclamato "Dottore Honoris causa" all'Università di Wroclaw.

Balthus è l'unico artista ad aver visto, ancora vivente, alcune proprie opere inserite nella collezione del Louvre. Le tele provenivano dalla collezione privata di Picasso che venne appunto donata al museo. Nel 2001 Balthus termina l'ultimo quadro, intitolato L'attesa, e muore in Svizzera il 18 febbraio. Alle esequie di Balthus, parteciparono moltissimi volti noti della politica dell'arte e dello spettacolo. Durante il funerale Bono, il cantante degli U2 cantò per le centinaia di presenti, tra cui il Presidente della Francia Chirac. La sua vedova, la Contessa Setsuko Klossowska de Rola, dirige la Fondazione Balthus, creata nel 1998[1].

Il dibattito sulle sue origini[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Balthus, Erich, faceva parte di una famiglia nobile polacca (szlachta) della casata dei Rola, originaria della Prussia. Questa fu evidentemente la ragione per cui tempo dopo suo figlio Balthus aggiunse "de Rola" al proprio cognome, Klossowski, secondo la tradizione della szlachta; se fosse vissuto in Polonia la formulazione del suo cognome sarebbe stata Rola-Kłossowski o Kłossowski h. Rola. L'artista aveva una profonda consapevolezza delle proprie origini polacche e fece ricamare lo stemma dei Rola in molti dei suoi kimono.

Secondo la maggior parte delle biografie Balthus negava che nelle sue vene scorresse anche parte di sangue di origine ebrea, affermando che i biografi si sbagliavano riguardo alle origini di sua madre. In Balthus: A Biography Nicholas Fox Weber, che è ebreo, tentò di trovare delle origini in comune mentre intervistava il pittore, basandosi su un appunto che affermava che la madre di Balthus era appunto ebrea. Balthus rispose: "No, signore, questo non è corretto," e spiegò: "Uno dei migliori amici di mio padre era un pittore chiamato Eugen Spiro, che era figlio di un cantore. Anche mia madre si chiamava Spiro, ma proveniva da una famiglia protestante del sud della Francia. Uno degli Spiro del Midi - un antenato - si trasferì in Russia. Erano probabilmente di origine greca. Noi chiamavamo Eugen Spiro "Zio" perché c'era una grande familiarità, ma non era il mio vero zio. Gli Spiro protestanti vivono tuttora nel sud della Francia."

Balthus continuò dicendo che pensava che comunque non fosse elegante correggere questi errori, dato che aveva molti amici di origine ebrea. Nicholas Fox Weber nella biografia conclude che riguardo a questo "errore biografico" Balthus stesse mentendo, anche se il motivo rimane ignoto. Weber afferma che il nome "Spiro" in greco è solo un nome di battesimo, ma questo non è corretto, in quanto i nomi propri possono fungere anche da cognome[2]. Balthus ripeté sempre che in effetti, se fosse stato ebreo, non avrebbe avuto alcun problema a dirlo. A sostegno della tesi di Weber c'è il fatto che l'artista in passato aveva fatto delle affermazioni molto dubbie riguardo alle proprie origini, sostenendo una volta di discendere da Lord Byron dal ramo paterno.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2014 una mostra in Germania di scatti personali dell'autore viene annullata dallo stesso museo che avrebbe dovuto tenerla, in seguito ad accuse da parte del settimanale Die Zeit, secondo cui tale mostra avrebbe avuto un contenuto pedofilo. Il museo dichiara di aver rinunciato alla mostra temendo ripercussioni di carattere legale.[3]

Documentari su Balthus[modifica | modifica wikitesto]

  • Balthus Through the Looking Glass di Damian Pettigrew (72', Super 16, PLANETE/CNC/PROCIREP, 1996) è un documentario su Balthus girato con la partecipazione dell'artista stesso, filmato mentre lavora nel suo studio e durante un'intervista-conversazione nello chalet di Rossinière. È stato girato in un periodo di 12 mesi in Svizzera, Italia, Francia e Inghilterra. Ha vinto il Grand Prize dell'UNESCO.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IUCN Nota biografica sulla Contessa Setsuko Klossowska de Rola, 2003. Verificato l'8 luglio 2008
  2. ^ Behind the Name: All Surnames Behind the Name: etimologia e storia dei cognomi
  3. ^ German museum cancels Balthus show after critics cry paedophilia German museum cancels Balthus show after critics cry paedophilia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aubert, Raphaël. Le Paradoxe Balthus. Parigi: Editions de la Différence, 2005.
  • Balthus. Correspondance amoureuse avec Antoinette de Watteville: 1928-1937. Parigi: Buchet/Chastel, 2001.
  • Clair, Jean and Monnier, Virginie. Balthus: Catalogue Raisonné of the Complete Works. New York: Harry N. Abrams, Inc., 2000.
  • Clair, Jean (a cura di), Balthus. Bompiani, 2001.
  • Davenport, Guy. A Balthus Notebook. New York: Ecco Press, 1989.
  • Neret, Gilles. Balthus. New York: Taschen, 2003.
  • Klossowski de Rola, Stanislas. Balthus. New York: Harry N. Abrams, Inc., 1996.
  • Roy, Claude. Balthus. Parigi: Gallimard, 1996.
  • Vircondelet, Alain. Mémoires de Balthus. Monaco: Editions du Rocher, 2001.
  • Von Boehm, Gero - Shinoyama, Kishin. The Painter's House. Monaco di Baviera: Schirmer/Mosel, 2007.
  • Weber, Nicholas Fox. Balthus, A Biography. (Alfred A. Knopf, 1999. ISBN 0-679-40737-5

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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