Jacques Chirac

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Jacques Chirac
President Chirac (cropped).jpg

Presidente della Repubblica Francese
Durata mandato 17 maggio 1995 –
16 maggio 2007
Primo Ministro Alain Juppé
Lionel Jospin
Jean-Pierre Raffarin
Dominique de Villepin
Predecessore François Mitterrand
Successore Nicolas Sarkozy

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 17 maggio 1995 –
30 giugno 1995
Predecessore François Mitterrand
Successore Felipe González

Durata mandato 1 luglio 2000 –
31 dicembre 2000
Predecessore António Guterres
Successore Göran Persson

Primo Ministro della Francia
Durata mandato 27 maggio 1974 –
26 agosto 1976
Presidente Valéry Giscard d'Estaing
Predecessore Pierre Messmer
Successore Raymond Barre

Durata mandato 20 marzo 1986 –
10 maggio 1988
Presidente François Mitterrand
Predecessore Laurent Fabius
Successore Michel Rocard

Sindaco di Parigi
Durata mandato 20 marzo 1977 –
16 maggio 1995
Predecessore carica inesistente
Successore Jean Tiberi

Dati generali
Partito politico UMP (dal 2002)
Jacques Chirac d'Andorra
S.A. Coprincipe ex officio del
Principato di Andorra
In carica 17 maggio 1995 - 16 maggio 2007
Incoronazione 17 maggio 1995
Predecessore François Mitterrand d'Andorra
Successore Nicolas Sarkozy d'Andorra
Nome completo Jacques Réné Chirac
Altri titoli ex-presidente della Repubblica francese
Nascita Parigi, Template:1932
Religione Cattolicesimo

Jacques René Chirac (Parigi, 29 novembre 1932) è un politico e funzionario francese. Nel 1995 e nel 2002 è stato eletto presidente della Repubblica Francese e coprincipe di Andorra. Il secondo mandato ha avuto una durata di cinque anni, a seguito di una modifica alla costituzione, ed è terminato il 16 maggio 2007.

Indice

[modifica] Esordio in politica

Formatosi all'Institut d'études politiques (Sciences-po) di Parigi e all'École Nationale d'Administration (ENA), entra a far parte della Corte dei conti. Dopo aver simpatizzato in gioventù per il Parti Communiste Français (PCF), aderisce al gollismo. Eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1967 e in seguito costantemente rieletto, dal 1968 al 1971 è segretario di Stato (Lavoro, Economia e Finanze) e dal 1971 al 1974 ministro (Rapporti con il parlamento, Agricoltura, Interno). È anche presidente del consiglio generale della Corrèze dal 1970 al 1979. Fedelissimo di Georges Pompidou, dopo la sua morte nel 1974 si avvale dei consigli di Marie-France Garaud e Pierre Juillet, membri influenti dell'entourage dello scomparso presidente della Repubblica e accaniti avversari del gollismo riformista di Jacques Chaban-Delmas.

[modifica] Primo ministro di Giscard

Alle elezioni presidenziali del 1974 volta le spalle al candidato ufficiale del movimento gollista Jacques Chaban-Delmas, e si schiera apertamente con quello liberale Valéry Giscard d'Estaing. Una volta eletto battendo François Mitterrand al secondo turno, Giscard si sdebita nominando Chirac Primo ministro.

[modifica] Fondatore del RPR

Dimessosi da Primo ministro nell'agosto 1976 per dissensi con il capo dello Stato, scatena una guerra senza quartiere contro Giscard e il Primo ministro Raymond Barre e rifonda il partito gollista emarginando i capi storici del movimento e costituendo il Raggruppamento per la Repubblica (RPR), di cui sarà presidente fino al 1994.

[modifica] Sindaco di Parigi

Nel 1977, essendo stata ripristinata dopo un secolo di amministrazione prefettizia la carica di sindaco di Parigi, Chirac decide di presentarsi contro il candidato di Giscard Michel d'Ornano, ed è eletto. È riconfermato sindaco di Parigi nel 1983 e 1989, rimanendo in carica fino al 1995. Visti i poteri e i mezzi economici sterminati di cui gode il primo cittadino della capitale - funzione ulteriormente rafforzata dalle leggi Defferre del 1982 e 1983 sul decentramento amministrativo - Jacques Chirac dispone di una potente macchina da guerra che gli sarà utilissima nella sua lenta ma fortunata scalata all'Eliseo.

Appena insediatosi all'Hôtel de Ville, Chirac mette a segno due operazioni destinate a lasciare una traccia indelebile sul volto della città: la sistemazione della vasta area delle Halles e il primo piano regolatore di Parigi. Se il primo progetto è incontestabilmente un errore urbanistico e uno scivolone estetico,[1] il secondo ribadisce la politica smaccatamente in favore dell'auto privata perseguita durante la precedente gestione prefettizia della città. Tra gli interventi pianificati o realizzati nel corso degli ultimi anni del suo mandato spiccano Paris Seine Gauche, il nuovo quartiere direzionale a Tobiac, e la risistemazione dell'Avenue des Champs-Élysées. Chirac dà il via anche a una serie di importanti iniziative volte ad incrementare l'attività culturale della città come, ad esempio, grandi mostre, spettacoli, concerti, eccetera. Durante il suo mandato, la stagione del Théâtre du Châtelet è portata al livello di quella di un vero e proprio teatro dell'opera, entrando in concorrenza con l'Opéra National de Paris che dipende dal ministero della Cultura retto dal 1981 al 1986 e dal 1988 al 1993 dal socialista Jack Lang. Il dirimpettaio Théâtre de la Ville, opportunatamente ristrutturato, diventa il tempio della danza contemporanea. Il Palais de Tokio è adibito a sede di mostre di arte moderna, in competizione con il Centre Pompidou. Sono inaugurate numerose biblioteche comunali e una grande mediateca alle Halles.

[modifica] Candidato alle presidenziali del 1981

Nel dicembre 1978, poco prima delle elezioni europee, lancia un appello (il cosiddetto "appello di Cochin" dal nome dell'ospedale parigino in cui è ricoverato per i postumi di un incidente stradale). Si tratta di un virulento attacco alle istituzioni europee che, oltre a chiamare in causa indirettamente Giscard, rappresenta una notevole involuzione in senso conservatore e nazionalista della sua linea politica. Gli ispiratori sono Garaud e Juillet, che tramano nell'ombra ai danni del presidente della Repubblica.[2] Ma questa presa di posizione, troppo radicale, ha solo l'effetto di disorientare gli elettori (alle europee del 1979 il RPR avrà solo il 16 per cento dei voti) e di creare malcontento nel partito neo-gollista. Decide quindi di disfarsi della coppia Garaud-Juillet, e la sua linea politica vira dalla destra al centro dello scacchiere politico.[3] Prosegue, intanto, la sua lotta senza quartiere contro Giscard. Alla fine del 1980 incontra segretamente François Mitterrand per concordare una strategia comune ai danni del presidente uscente. Si candida quindi alle presidenziali del 1981, arrivando terzo al primo turno con il 17,9 dei voti. Escluso dal ballottaggio, fa in televisione una dichiarazione di voto a favore di Giscard, ma il tono è di una tale freddezza da indurre nell'entourage del presidente della Repubblica uscente la convinzione che Chirac si sta adoperando sottobanco per far eleggere il socialista François Mitterrand.

[modifica] Primo ministro di Mitterrand

Eletto Mitterrand presidente della Repubblica, dal 1981 Chirac diventa il capofila naturale dell'opposizione di centrodestra, che alle elezioni legislative del 1986 riconquisterà la maggioranza all'Assemblée Nationale. È così di nuovo Primo ministro dal 1986 al 1988, in un governo di coabitazione con il presidente della Repubblica François Mitterrand (socialista). I rapporti fra i due saranno spesso sull'orlo della rottura e, come prevedibile, alle elezioni presidenziali del 1988 Chirac si presenta candidato contro Mitterrand.

Al primo turno, il 24 aprile, ottiene il 19,94 % dei voti, ed entra nel ballottaggio con François Mitterrand che ha il 34,1 %. Il secondo candidato del centrodestra Raymond Barre ha il 16,6 %, e invita i suoi lettori a votare al ballottaggio per Chirac. Questi al secondo turno, il 6 maggio, ha il 45,98%, ed è quindi battuto dal presidente della Repubblica uscente.

[modifica] Presidente della Repubblica

Jacques Chirac

Presidente della Repubblica Francese
Durata mandato dal 17/05/'95 al 17/05/'02
dal 17/05/'02 al 16/05/'07
Predecessore François Mitterrand
Successore Nicolas Sarkozy

Dati generali
Partito politico UNR (1968)
UDR (1971)
RPR (1976)
UMP (2002)
Professione funzionario, politico, statista

[modifica] Candidato alle presidenziali del 1995

Torna a essere la guida dell'opposizione di centrodestra, che alle elezioni del 1993 esce vittoriosa aggiudicandosi l'80% dei seggi dell'Assemblée Nationale. Lascia che a guidare un governo di coalizione sia il collega di partito Edouard Balladur, e alle presidenziali del 1995 è candidato per la terza volta. Ma deve vedersela anche con un avversario del suo partito: lo stesso Balladur, che volendo monetizzare la popolarità conquistata in due anni di governo presenta la sua candidatura. La connotazione nettamente conservatrice della candidatura di Balladur induce Chirac a impostare la sua campagna puntando sul sociale (la lotta alla fracture sociale), fortemente ispirata da Philippe Séguin. Il Primo ministro in carica non riesce a entrare nel ballottaggio, e al ballottaggio invita i suoi elettori a votare Chirac. [4] Al secondo turno, con il 52,6% Chirac riesce a battere il candidato socialista Lionel Jospin, ed è eletto presidente della Repubblica.

[modifica] I primi atti

Una volta insediato all'Eliseo, Chirac nomina Primo ministro il fedelissimo Alain Juppé. Questi forma un governo composto da personalità secondarie, anche a causa della decisione di escludere gli esponenti del RPR che si erano schierati con Edouard Balladur, fra cui Nicolas Sarkozy. Il primo settenato di Chirac si apre con una dichiarazione dirompente: il 17 luglio 1995, nel commemorare il cinquantatreesimo anniversario dell'internamento in massa al Velòdrome d'Hiver di migliaia di ebrei parigini destinati alla deportazione, il presidente della Repubblica riconosce le responsabilità dello Stato francese nell'attuazione della politica antisemita imposta dall'occupante nazista. Le parole di Chirac sono accolte positivamente dagli esponenti della comunità ebraica e da personalità della Resistenza, studiosi e intellettuali, e anche dai partiti di sinistra.[5] Un'altra dichiarazione che gli vale una notevole popolarità è l'annuncio dell'abolizione del servizio militare obbligatorio. Meno apprezzata la decisione di riprendere gli esperimenti nucleari che erano stati sospesi dal suo predecessore Mitterrand. Sul piano sociale, Chirac esordisce con uno smacco epocale, perché nel novembre 1995 la revisione del regime pensionistico messa a punto dal governo Juppé scatena uno sciopero a oltranza dei trasporti pubblici che paralizza la Francia fino a dicembre inoltrato, tanto che il Primo ministro dovrà fare marcia indietro.

[modifica] La "coabitazione" con Lionel Jospin e gli "affaires"

Bill Clinton e Jacques Chirac, 17 giugno 1999

Nella primavera 1997, fiutando il malcontento dell'elettorato francese dopo un periodo sindacalmente "caldo", decide di sciogliere l'Assemblée Nationale con un anno di anticipo. Ma l'espediente non gli servirà a molto, perché ad affermarsi è una coalizione di partiti di sinistra. E così è costretto a piegarsi a sua volta alle regole della coabitazione, nominando primo ministro il segretario del Parti Socialiste (PS) Lionel Jospin, che resta ininterrottamente in carica fino al 2002. La convivenza sarà a volte burrascosa, ma non ci saranno mai punti di non ritorno. Tra i tanti bocconi amari, Jospin riesce a imporre a Chirac la riduzione, tramite referendum, da sette a cinque anni della durata del mandato presidenziale,[6] una proposta caldeggiata da tempo dall'ex Presidente Valéry Giscard d'Estaing (e anche da non pochi esponenti del centrodestra che ormai incominciano a considerare Chirac un uomo del passato). Durante la coabitazione, la giustizia incomincia a indagare sui finanziamenti occulti del RPR e sulle false assunzioni del Comune di Parigi nel periodo in cui Chirac era sindaco. Molti dei suoi uomini di fiducia - fra cui Alain Juppé - subiscono delle condanne. Il Consiglio costituzionale nel 1999 e la Cassazione a sezioni unite nel 2000 attribuiscono a Jacques Chirac un'immunità penale di tipo esteso, ossia comprensiva degli atti compiuti prima dell'elezione a presidente della Repubblica. Di conseguenza, fino alla scadenza del suo mandato, egli non può essere oggetto di una procedura penale (e quindi nemmeno essere sentito in qualità di testimone). Tale immunità è scaduta il 16 giugno 2007, ossia un mese dalla cessazione in carica.

A colloquio con Bush durante le sessioni del G8 il 21 luglio 2001

[modifica] Candidato alle presidenziali del 2002

Jacques Chirac, George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi durante il vertice del G8 del 2003

Candidato alle elezioni presidenziali del 2002, al primo turno, il 21 aprile, Chirac ha il 19,88 % ed entra nel ballottaggio, e contro tutte le previsioni non si trova come avversario il candidato socialista Lionel Jospin, che con il 16,18 % è eliminato al primo turno, ma il candidato dell'estrema destra, il presidente del Front National (FN) Jean-Marie Le Pen, che ha il 16,9 %. Al secondo turno, il 5 maggio, il presidente della Repubblica uscente non ha difficoltà a battere l'avversario, conquistando addirittura l'82,21 % dei voti. In un "soprassalto repubblicano", sul suo nome finiscono per convergere le preferenze degli elettori di sinistra, invitati a votare Chirac da autorevoli esponenti del Parti Socialiste come il primo segretario François Hollande e l'ex ministro Dominique Strauss-Kahn. E il giornale di sinistra Libération, il giorno delle elezioni, ha in prima pagina il titolo "OUI" con una mano che nell'urna infila la scheda con scritto Chirac. Dimessosi Jospin, il rieletto Chirac nomina il liberale Jean-Pierre Raffarin Primo ministro, e alle successive elezioni legislative il centrodestra conquista la maggioranza dei seggi all'Assemblée Nationale.

[modifica] Gli insuccessi e il ritiro

Incontro con Lula

Il secondo mandato di Chirac è caratterizzato da una serie di passi falsi e d'incidenti di percorso: la scelta dell'oscuro Jean-Pierre Raffarin come primo ministro, l'ascesa inarrestabile dell'inviso Nicolas Sarkozy, la rivolta delle periferie degradate, l'insuccesso elettorale dell'UMP alle elezioni regionali del 2004 (20 regioni su 21 sono in mano ai socialisti, solo l'Alsazia resta al centrodestra), il voto contrario del 54,87% dei francesi al referendum sulla Costituzione europea il 29 maggio 2005, eccetera. I risultati del referendum suonano come una campana a morto per il governo Raffarin e - indirettamente - per lo stesso Chirac. Dopo aver esitato tra Michèle Alliot-Marie e Nicolas Sarkozy, decide di nominare il fedelissimo Dominique de Villepin primo ministro. Ma il nuovo governo riesce solo a eguagliare il precedente in termini d'impopolarità. Il 2 settembre 2005, Chirac è colpito da un leggero ictus che lo costringe a una settimana di degenza in ospedale. Nel corso dei primi mesi del 2006, una legge per ridurre la disoccupazione attraverso una nuova formula contrattuale, il CPE (Contrat première embauche), scatena un'autentica rivolta di piazza. Il 20 giugno 2006 inaugura il Museo del quai Branly (o Musée des arts et civilisations d'Afrique, d'Asie, d'Océanie et des Amériques), progettato da Jean Nouvel e da lui fortemente voluto.[7]

L'11 marzo 2007 Chirac annuncia, in un messaggio alla nazione trasmesso in diretta televisiva, la sua intenzione di non candidarsi per un terzo mandato presidenziale alle elezioni dell 22 aprile 2007. E il 21 marzo, dichiara di sostenere la candidatura di Nicolas Sarkozy. Il 15 maggio, nel suo ultimo discorso da presidente alla tv, ha definitivamente salutato i francesi. Il passaggio delle consegne con il nuovo presidente Nicolas Sarkozy si svolge il 16 maggio, all'insegna del fair play.

[modifica] Dopo l'Eliseo: le vicende giudiziarie e la malattia

In quanto ex presidente della Repubblica, gli spetta l'incarico di membro di diritto del Consiglio costituzionale, funzione cui si è avvalso poco dopo aver lasciato l'Eliseo.[8]

Il 19 luglio 2007, ormai privo dall'immunità presidenziale, è interrogato per oltre 4 ore dai magistrati per accertamenti in merito a 21 presunte assunzioni fittizie commissionate nel periodo in cui era sindaco di Parigi. L'inchiesta è diretta a verificare le ragioni che hanno portato il Comune di Parigi ad assumere 21 funzionari del RPR, partito presieduto da Chirac fino al 1994. Il 28 settembre 2009, il procuratore della Repubblica di Parigi, Jean-Claude Marin, chiede al giudice istruttore il non luogo a procedere per l'ex presidente della Repubblica come per tutti gli altri indagati nell'ambito della medesima inchiesta. Il 29 ottobre 2009 il giudice istruttore Xavière Simeoni decide di accogliere la richiesta del procuratore solo per il reato di falso ideologico, chiedendo il rinvio a giudizio di Jacques Chirac per i reati di abuso di fiducia e appropriazione indebita. Il processo si dovrà tenere alla fine del 2010 o agli inizi del 2011. Nell'estate 2010, i rappresentanti dell'UMP hanno proposto al Comune di Parigi un accordo transattivo, che prevede il versamento della sonma di 2,2 milioni di euro (1,65 milioni a carico del partito e 550 000 a carico di Chirac), pari alla totalità degli stipendi corrisposti ai funzionari del RPR successivamente confluito nel nuovo partito, nonché comprensiva degli interessi e delle spese legali. Come contropartita, è richiesto il ritiro da parte del Comune di Parigi della costituzione di parte civile. L'accordo è stato approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 27 settembre, con 147 voti a favore e 13 contrari.

L'8 novembre 2010, il giudice istruttore presso il tribunale di Nanterre chiede il rinvio a giudizio di Chirac per "prise illégale d'intérêts" relativamente a un'altra inchiesta relativa a sette presunte assunzioni fittizie. Il 4 ottobre il procuratore della Repubblica Philippe Courroye aveva chiesto il non luogo a procedere. Il ritiro della costituzione del Comune di Parigi come parte civile spiega i suoi effetti relativamente a una delle assunzioni, mentre per le altre sette era già stato risarcito a seguito della sentenza definitiva della corte d'appello di Versailles pronunciata a definizione corso della procedura riguardante Alain Juppé.

Il 9 dicembre 2010, la sezione penale della Corte di cassazione statuisce per la riunione dei due giudizi dinanzi a un unico tribunale, quello di Parigi. Il processo davanti al tribunale penale di Parigi ha dunque inizio il 7 marzo 2011, in assenza di Jacques Chirac poiché in condizioni di salute non buone [9] , ma alla seconda udienza viene sospeso a seguito di una questione di legittimità costituzionale sollevata dalla difesa di un altro imputato, sulla cui ammissibilità la cassazione si esprime in senso negativo. La ripresa del processo ha inizio il 5 settembre.

Secondo un certificato medico prodotto il 2 settembre 2011 dai difensori di Jacques Chirac, l'ex presidente si trova « in condizioni di vulnerabilità che non gli consentono di rispondere alle domande sul suo passato ».[10] Nello stesso certificato, è menzionata l'anosognosia, uno dei sintomi della malattia di Alzheimer.[11] La corte ne quindi ha preso atto, e ha disposto la continuazione del processo in assenza di Chirac.

Il 15 dicembre 2011 il tribunale infligge a Chirac la pena di due anni di detenzione, con il beneficio della condizionale, per aver commesso i reati di « sviamento di fondi pubblici », « abuso di potere », « interesse privato in atti d'ufficio » e « delitto di ingerenza ». I rappresentanti del pubblico ministero avevano chiesto l'assoluzione di tutti gli imputati, compreso lo stesso Chirac. In un comunicato, l'ex presidente annuncia che non farà appello alla decisione dei giudici di primo grado. [12]

[modifica] Le memorie

Il 5 novembre 2009 esce nelle librerie il primo volume delle sue memorie, Chaque pas doit être un but (NiL Éditions). Il secondo volume, Le temps présidentiel, segue nel giugno 2011.

[modifica] Vita privata

Sposato con Bernadette Chodron de Courcel, ha due figlie: Claude - che è stata anche il suo consigliere per la comunicazione - e Laurence, da anni ricoverata in un istituto specialistico a seguito di una grave forma di anoressia nervosa.

[modifica] Onorificenze

[modifica] Onorificenze francesi

Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre national du mérite - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre national du mérite
Croix de la Valeur Militaire - nastrino per uniforme ordinaria Croix de la Valeur Militaire
Médaille de l'aéronautique - nastrino per uniforme ordinaria Médaille de l'aéronautique
Cavaliere dell'Ordre du Mérite agricole - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordre du Mérite agricole
Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres
Cavaliere dell'Ordine della Stella nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Stella nera
Cavaliere dell'Ordine al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito Sportivo

[modifica] Onorificenze straniere

Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Cavaliere dell'Ordine di Heydar Aliyev (Azerbaigian) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Heydar Aliyev (Azerbaigian)
Collare dell'ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 2001
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 1º ottobre 1973[13]
Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 21 ottobre 1999[14]
Comandante di Gran Croce dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante di Gran Croce dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)
Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania)
— 1997
Gran Croce dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania)
— 24 luglio 2001
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
— 2000
Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 8 luglio 1999
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'ordine del Leone Bianco (Repubblica Ceca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'ordine del Leone Bianco (Repubblica Ceca)
— 1997
Collare dell'ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'ordine della Stella di Romania (Romania)
— 1998
Collare dell'Ordine al merito per la Patria (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine al merito per la Patria (Russia)
«Per il suo grande contributo personale allo sviluppo della cooperazione e dell'amicizia tra il popoli di Russia e di Francia»
— 23 settembre 1997
Medaglia commemorativa del III centenario della fondazione di San Pietroburgo (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa del III centenario della fondazione di San Pietroburgo (Russia)
Ufficiale dell'ordine nazionale del Québec (Québec) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'ordine nazionale del Québec (Québec)
Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede)
— Città del Vaticano
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine pro merito Melitensi (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine pro merito Melitensi (SMOM)
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 10 aprile 2000
  • Premio di Stato della Federazione Russa

[modifica] Note

  1. ^ Il centro commerciale sotterraneo (il Forum des Halles) con i manufatti in vetro-cemento eretti al di sopra della piastra che lo ricopre sono destinati a scomparire in base al piano messo a punto nel 2008 su iniziativa del sindaco Bertrand Delanoë.
  2. ^ In seguito, Chirac sosterrà di essere stato indotto a firmare il proclama quando era ancora sotto l'effetto dell'anestesia.
  3. ^ In quegli anni, fra i suoi consiglieri incomincia ad assumere un ruolo sempre più rilevante Edouard Balladur.
  4. ^ Balladur sconterà la decisione di presentarsi con l'emarginazione politica per sé e (anche se di breve durata) per i suoi sostenitori all'interno del RPR, fra cui Nicolas Sarkozy.
  5. ^ Fino a quella data d'impostazione tradizionale, seguita anche da François Mitterrand, voleva che le responsabilità fossero da ascriversi al regime di Vichy, in quanto entità non rappresentativa dello Stato francese.
  6. ^ Una norma transitoria permetterà a Chirac di portare a termine il primo mandato nei sette anni previsti dal testo originale della Costituzione.
  7. ^ Chirac è sempre stato appassionato di antropologia.
  8. ^ Si è insediato ufficialmente al Consiglio costituzionale il 15 novembre 2007. Dei suoi predecessori, solo Valéry Giscard d'Estaing ha accettato di entrarvi a far parte, e solo dopo aver abbandonato tutti i mandati elettivi nel 2004. Dal 9 dicembre 2010 Chirac ha cessato di prendere parte alle riunioni del Consiglio costituzionale, e nel marzo 2011 ha chiesto formalmente al presidente Jean-Louis Debré di sospendergli la corresponsione degli emolumenti.
  9. ^ Poco prima dell'apertura del processo la stampa, compresa quella italiana, aveva dato delle notizie allarmanti sullo stato di salute dell'ex presidente della Repubblica; Tali indiscrezioni sono state immediatamente smentite dalla moglie, che ha tuttavia riconosciuto che il marito sia soggetto ad alcuni vuoti di memoria
  10. ^ « Selon un rapport médical, Jacques Chirac ne peut pas affronter son procès », Pascale Robert-Diard, Le Monde datato 3 settembre 2011
  11. ^ « Jacques Chirac souffre d'une sorte d'Alzheimer », Bruno Jeudy e Laurent Valdiguié, Le Journal du Dimanche, 3 settembre 2011
  12. ^ « Emplois fictifs : Chirac ne fera pas appel de sa condamnation », Le Figaro, 15 dicembre 2011
  13. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Presidente del Consiglio europeo Successore: Flag of Europe.svg
François Mitterrand maggio - giugno 1995 Felipe González I
António Guterres luglio - dicembre 2000 Göran Persson II
Predecessore: Primo ministro della Repubblica Francese Successore: Flag of France.svg
Pierre Messmer 1974 - 1976 Raymond Barre I
Laurent Fabius 1986 - 1988 Michel Rocard II
Predecessore: Presidente della Repubblica Francese Successore:
François Mitterrand 1995 - 2007 Nicolas Sarkozy
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