Jacques Chirac
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Jacques Chirac
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| Durata mandato 17 maggio 1995 – 16 maggio 2007 |
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| Predecessore | François Mitterrand |
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| Successore | Nicolas Sarkozy |
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| Durata mandato 28 maggio 1974 – 25 agosto 1976 |
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| Presidente | Valéry Giscard d'Estaing |
| Predecessore | Pierre Messmer |
| Successore | Raymond Barre |
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| Partito politico | Rassemblement pour la République poi divenuto UMP |
Jacques Chirac (Parigi, 29 novembre 1932) è un politico francese. Nel 1995 e nel 2002 è stato eletto presidente della Repubblica Francese, mandato che, dopo la riduzione a cinque anni, è terminato il 16 maggio 2007.
[modifica] Esordio in politica
Formatosi all'Institut d'études politiques (Sciences-po)di Parigi e all'Ecole Nationale d'Administration (ENA), entra a far parte della Corte dei conti. Dopo aver simpatizzato in gioventù per il Parti Communiste Français (PCF), aderisce al gollismo. Eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1967 e in seguito costantemente rieletto, dal 1968 al 1971 è segretario di Stato (Lavoro, Economia e Finanze) e dal 1971 al 1974 ministro (Rapporti con il parlamento, Agricoltura, Interno). È anche presidente del consiglio generale della Corrrèze dal 1970 al 1979. Fedelissimo di Georges Pompidou, dopo la sua morte nel 1974 si avvale dei consigli di Marie-France Garaud e Pierre Juillet, membri influenti dell'entourage dello scomparso presidente della Repubblica e accaniti avversari del gollismo riformista di Jacques Chaban-Delmas.
[modifica] Primo ministro di Giscard
Alle elezioni presidenziali del 1974 volta le spalle al candidato ufficiale del movimento gollista Jacques Chaban-Delmas, e si schiera apertamente con quello liberale Valéry Giscard d'Estaing. Una volta eletto battendo François Mitterrand al secondo turno, Giscard si sdebita nominando Chirac Primo ministro.
[modifica] Fondatore del RPR
Dimessosi da Primo ministro nell'agosto 1976 per dissensi con il capo dello Stato, scatena una guerra senza quartiere contro Giscard e il Primo ministro Raymond Barre e rifonda il partito gollista emarginando i capi storici del movimento e costituendo il Raggruppamento per la Repubblica (RPR), di cui sarà presidente fino al 1994.
[modifica] Sindaco di Parigi
Nel 1977, essendo stata ripristinata dopo un secolo di amministrazione prefettizia la carica di sindaco di Parigi, Chirac decide di presentarsi contro il candidato di Giscard Michel d'Ornano, ed è eletto. E' riconfermato sindaco di Parigi nel 1983 e 1989, rimanendo in carica fino al 1995. Visti i poteri e i mezzi economici sterminati di cui gode il primo cittadino della capitale - funzione ulteriormente rafforzata dalle leggi Defferre del 1982 e 1983 sul decentramento amministrativo - Jacques Chirac dispone di una potente macchina da guerra che gli sarà utilissima nella sua lenta ma fortunata scalata all'Eliseo.
Appena insediatosi all'Hôtel de Ville, Chirac mette a segno due operazioni destinate a lasciare una traccia indelebile sul volto della città: la sistemazione della vasta area delle Halles e il primo piano regolatore di Parigi. Se il primo progetto è incontestabilmente un errore urbanistico e uno scivolone estetico,[1] il secondo ribadisce la politica smaccatamente in favore dell'auto privata perseguita durante la gestione prefettizia della città. Tra gli interventi pianificati o realizzati nel corso degli ultimi anni del suo mandato spiccano Paris Seine Gauche, il nuovo quartiere direzionale a Tobiac, e la risistemazione dell'Avenue des Champs-Élysées. Chirac dà il via anche a una serie di importanti inizative volte ad incrementare l'attività culturale della città come, ad esempio, grandi mostre, spettacoli, concerti, eccetera.
[modifica] Candidato alle presidenziali del 1981
Nel dicembre 1978, poco prima delle elezioni europee, lancia un appello (il cosiddetto "appello di Cochin" dal nome dell'ospedale parigino in cui è ricoverato per i postumi di un incidente stradale). Si tratta di un virulento attacco alle istituzioni europee che, oltre a chiamare in causa indirettamente Giscard, rappresenta una notevole involuzione in senso conservatore e nazionalista della sua linea politica. Gli ispiratori sono Garaud e Juillet, che tramano nell'ombra ai danni del presidente della Repubblica.[2] Ma questa presa di posizione, troppo radicale, ha solo l'effetto di disorientare gli elettori (alle europee del 1979 il RPR avrà solo il 16 per cento dei voti) e di creare malcontento nel partito neo-gollista. Decide quindi di disfarsi della coppia Garaud-Juillet, e la sua linea politica inizia a prendere una piega meno conservatrice e nazionalista. Prosegue, tuttavia, la sua lotta senza quartiere contro Giscard. Alla fine del 1980 incontra segretamente François Mitterrand per concordare una strategia comune ai danni del presidente uscente. Si candida quindi alle presidenziali del 1981, arrivando terzo al primo turno con il 17,9 dei voti. Escuso dal ballottaggio, fa in televisione una dichiarazione di voto a favore di Giscard, ma il tono è di una tale freddezza da indurre nell'entourage del presidente della Repubblica uscente la certezza che Chirac si sta adoperando sottobanco per far eleggere il socialista François Mitterrand.
[modifica] Primo ministro di Mitterrand
Eletto Mitterrand presidente della Repubblica, dal 1981 Chirac diventa il capofila naturale dell'opposizione di centrodestra, che alle elezioni legislative del 1986 riconquisterà la maggioranza all'Assemblée Nationale. È così di nuovo Primo ministro dal 1986 al 1988, in un governo di coabitazione con il presidente della Repubblica François Mitterrand (socialista). I rapporti fra i due saranno spesso sull'orlo della rottura e, come prevedibile, alle elezioni presidenziali del 1988 Chirac si presenta candidato contro Mitterrand. Stavolta riesce a entrare nel ballottaggio, ma al secondo turno ha il 46% ed è quindi battuto dal presidente della Repubblica uscente.
[modifica] Candidato alle presidenziali del 1995
Torna a essere la guida dell'opposizione di centrodestra, che alle elezioni del 1993 esce vittoriosa aggiudicandosi l'80% dei seggi dell'Assemblée Nationale. Lascia che a guidare un governo di coalizione sia il collega di partito Edouard Balladur, e alle presidenziali del 1995 è candidato per la terza volta. Ma deve vedersela con un avversario del suo partito: lo stesso Balladur, che voltando le spalle a Chirac e volendo monetizzare la popolarità conquistata in due anni di governo annuncia la sua candidatura. Il primo ministro non riesce a entrare nel ballottaggio, e sconta la decisione di presentarsi con l'emarginazione politica per sé e (anche se di breve durata) per i suoi sostenitori all'interno del RPR, fra cui Nicolas Sarkozy. Al secondo turno, con il 52,6% Chirac batte il candidato socialista Lionel Jospin ed è eletto presidente della Repubblica.
[modifica] I primi atti
Una volta insediato all'Eliseo, Chirac nomina Primo ministro il fedelissimo Alain Juppé. Questi forma un governo che è un po' una resa dei conti, poiché sono esclusi tutti gli esponenti del RPR che si erano schierati con Edouard Balladur, fra cui Nicolas Sarkozy. Il primo settenato di Chirac si apre con una dichiarazione dirompente: il 17 luglio 1995, nel commemorare il cinquantatreesimo anniversario dell'internamento in massa al Velòdrome d'Hiver di migliaia di ebrei parigini destinati alla deportazione, il presidente della Repubblica riconosce le reponsabilità dello Stato francese nell'attuazione della politica antisemita imposta dall'occupante nazista. Le parole di Chirac sono accolte positivamente dagli esponenti della comunità ebraica e da personalità della Resistenza, studiosi e intellettuali, e anche dai partiti di sinistra. [3] Un'altra dichiarazione che gli vale una notevole popolarità è l'annuncio dell'abolizione del servizio militare obbligatorio. Meno apprezzata la decisione di riprendere gli esperimenti nucleari che erano stati sospesi dal suo predecessore Mitterrand. Sul piano sociale, Chirac esordisce con uno smacco epocale, perché nel novembre 1995 la revisione del regime pensionistico messa a punto dal governo Juppé scatena uno sciopero a oltranza dei trasporti pubblici che paralizza la Francia fino a dicembre inoltrato, tanto che il Primo ministro dovrà fare marcia indietro.
[modifica] La "coabitazione" con Lionel Jospin e gli "affaires"
Nella primavera 1997, fiutando il malcontento dell'elettorato francese dopo un periodo sindacalmente "caldo", decide di sciogliere l'Assemblée Nationale con un anno di anticipo. Ma l'espediente non gli servirà a molto, perché ad affermarsi è una coalizione di partiti di sinistra. E così è costretto a piegarsi a sua volta alle regole della coabitazione, nominando primo ministro il segretario del Parti Socialiste (PS) Lionel Jospin, che resta ininterrottamente in carica fino al 2002. La convivenza sarà a volte burrascosa, ma non ci saranno mai punti di non ritorno. Tra i tanti bocconi amari, Jospin riesce a imporre a Chirac la riduzione, tramite referendum, da sette a cinque anni della durata del mandato presidenziale,[4] una proposta caldeggiata da tempo da Valéry Giscard d'Estaing (e anche da non pochi esponenti del centrodestra che ormai incominciano a considerare Chirac un uomo del passato). Durante la coabitazione, la giustizia incomincia a indagare sui finanziamenti occulti del RPR e sulle false assunzioni del Comune di Parigi nel periodo in cui Chirac era sindaco. Molti dei suoi uomini di fiducia - fra cui Alain Juppé - subiscono delle condanne. Il Consiglio costituzionale nel 1999 e la Cassazione a sezioni unite nel 2000 attribuiscono a Jacques Chirac un'immunità penale di tipo esteso, ossia comprensiva degli atti compiuti prima dell'elezione a presidente della Repubblica. Di conseguenza, fino alla scadenza del suo mandato, egli non può essere oggetto di una procedura penale (e quindi nemmeno essere sentito in qualità di testimone). Tale immunità è scaduta il 16 giugno 2007, ossia un mese dalla cessazione in carica.
[modifica] Candidato alle presidenziali del 2002
Candidato alle elezioni presidenziali dell'aprile/maggio 2002, Chirac entra nel ballottaggio, ma contro tutte le previsioni non si trova come avversario il candidato socialista Lionel Jospin, che è eliminato al primo turno, ma il candidato dell'estrema destra, il presidente del Front National (FN) Jean-Marie Le Pen. Al secondo turno il presidente della Repubblica uscente non ha difficoltà a battere l'avversario, conquistando addirittura l'82% dei voti. In un "soprassalto repubblicano", sul suo nome finiscono per convergere le preferenze degli elettori di sinistra, invitati a votare Chirac da autorevoli esponenti del Parti Socialiste come il primo segretario François Hollande e l'ex ministro Dominique Strauss-Kahn. E il giornale di sinistra Libération, il giorno delle elezioni, ha in prima pagina il titolo "OUI" con una mano che nell'urna infila la scheda con scritto Chirac. Dimessosi Jospin, Chirac nomina il liberale Jean-Pierre Raffarin primo ministro, e alle successive elezioni legislative il centrodestra conquista la maggioranza dei seggi all'Assemblée Nationale.
[modifica] Gli insuccessi e il ritiro
Il secondo mandato di Chirac è caratterizzato da una serie di passi falsi e d'incidenti di percorso: la scelta dell'oscuro Jean-Pierre Raffarin come primo ministro, l'ascesa inarrestabile dell'inviso Nicolas Sarkozy, la rivolta delle periferie degradate, l'insuccesso elettorale dell'UMP alle elezioni regionali del 2004 (20 regioni su 21 sono in mano ai socialisti, solo l'Alsazia resta al centrodestra), il voto contrario del 54,87% dei francesi al referendum sulla Costituzione europea il 29 maggio 2005, eccetera. I risultati del referendum suonano come una campana a morto per il governo Raffarin e - indirettamente - per lo stesso Chirac. Dopo aver esitato tra Michèle Alliot-Marie e Nicolas Sarkozy, decide di nominare il fedelissimo Dominique de Villepin primo ministro. Ma il nuovo governo riesce solo a eguagliare il precedente in termini d'impopolarità. Il 2 settembre 2005, Chirac è colpito da un leggero ictus che lo costringe a una settimana di degenza in ospedale. Nel corso dei primi mesi del 2006, una legge per ridurre la disoccupazione attraverso una nuova formula contrattuale, il CPE (Contrat première embauche), scatena un'autentica rivolta di piazza. Il 20 giugno 2006 inaugura il Museo del quai Branly (o Musée des arts et civilisations d'Afrique, d'Asie, d'Océanie et des Amériques), progettato da Jean Nouvel e da lui fortemente voluto. [5]
L'11 marzo 2007 Chirac annuncia, in un messaggio alla nazione trasmesso in diretta televisiva, la sua intenzione di non candidarsi per un terzo mandato presidenziale alle elezioni dell 22 aprile 2007. E il 21 marzo, dichiara di sostenere la candidatura di Nicolas Sarkozy. Il 15 maggio, nel suo ultimo discorso da presidente alla tv, ha definitivamente salutato i francesi. Il passaggio delle consegne con il nuovo presidente Nicolas Sarkozy si svolge il 16 maggio, all'insegna del fair play.
In quanto ex presidente della Repubblica, gli spetta l'incarico di membro di diritto del Consiglio costituzionale, funzione cui si è avvalso poco dopo aver lasciato l'Eliseo. [6]
Il 19 luglio 2007, ormai privo dall'immunità presidenziale, è interrogato per oltre 4 ore dai magistrati per accertamenti in merito alle assunzioni fittizie commissionate nel periodo in cui era sindaco di Parigi. L'inchiesta è diretta a verificare le ragioni che hanno portato il Comune di Parigi ad assumere dei funzionari del RPR, partito presieduto da Chirac fino al 1994.
[modifica] Vita privata
Sposato con Bernadette Chodron de Courcel, ha due figlie: Claude - che è stata anche il suo consigliere per la comunicazione - e Laurence.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Note
- ^ Il centro commerciale sotterraneo (il Forum des Halles) con i manufatti in vetro-cemento eretti al di sopra della piastra che lo ricopre sono destinati a scomparire in base al piano messo a punto nel 2008 su iniziativa del sindaco Bertrand Delanoë.
- ^ In seguito, Chirac sosterrà di essere stato indotto a firmare il proclama quando era ancora sotto l'effetto dell'anestesia.
- ^ Fino a quella data i'impostazione tradizionale, seguita anche da François Mitterrand, voleva che le responsabilità fossero da ascriversi al regime di Vichy, in quanto entità non rappresantativa dello Stato francese.
- ^ Una norma transitoria permetterà a Chirac di portare a termine il primo mandato nei sette anni previsti dal testo originale della Costituzione.
- ^ Chirac è sempre stato appassionato di antropologia.
- ^ Si è insediato ufficialmente al Consiglio costituzionale il 15 novembre 2007. Dei suoi predecessori, solo Valéry Giscard d'Estaing ha accettato di entrarvi a far parte, e solo dopo aver abbandonato tutti i mandati elettivi nel 2004.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- (FR) Biografia ufficiale sul sito dell'Eliseo
- Jacques Chirac e Bernadette Chirac: Attualità
- Chirac e Sarkozy: Notizie su Chirac e Sarkozy
| Predecessore: | Presidente del Consiglio dell'Unione europea | Successore: | |
|---|---|---|---|
| François Mitterrand | maggio - giugno 1995 | Felipe González | I |
| António Guterres | luglio - dicembre 2000 | Göran Persson | II |
| Predecessore: | Primo Ministro della Repubblica Francese | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Pierre Messmer | 1974 - 1976 | Raymond Barre | I |
| Laurent Fabius | 1986 - 1988 | Michel Rocard | II |
| Predecessore: | Presidente della Repubblica Francese | Successore: |
|---|---|---|
| François Mitterrand | 1995 - 2007 | Nicolas Sarkozy |

