Pierre Bonnard

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pierre Bonnard

Pierre Bonnard (Fontenay-aux-Roses, 3 ottobre 1867Le Cannet, 23 gennaio 1947) è stato un pittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Pierre Bonnard nasce il 3 ottobre 1867 a Fontenay-aux-Roses, figlio di un funzionario ministeriale.

Dopo il diploma in legge decide di dedicarsi alla pittura: a Parigi, nel 1888 segue i corsi dell’Accademia Julian e dell’Ecole des Beaux-Arts.

È in questo periodo che conosce artisti come Paul Sérusier, Maurice Denis, Paul Ranson, Édouard Vuillard e Ker-Xavier Roussel, con i quali forma il gruppo dei Nabis (dall’ebraico nabiim, che significa profeti, ispirati) e con i quali esporrà al Salon des Indépendants a partire dal 1891.

Il gruppo degli artisti Nabis nasce ufficialmente nell’ottobre del 1888, quando Paul Sérusier mostra loro un piccolo olio, un paesaggio dipinto a Pont-Aven sul coperchio di una scatola di sigari (conservato oggi al Musée d'Orsay di Parigi), eseguito secondo i consigli di Paul Gauguin: viene considerato il “talismano” e diventa il simbolo del gruppo.

Al pari degli altri artisti Nabis, Bonnard, che all'interno del gruppo conservò il titolo di Nabi japonard, trae costante ispirazione dalle scienze occulte e dalla magia: le ricerche esoteriche lo allontanano progressivamente dal realismo e dal naturalismo impressionista e lo avvicinano ad una pittura simbolista, destando l’ammirazione del poeta Guillaume Apollinaire.

I suoi modelli stilistici sono le opere del periodo bretone di Paul Gauguin e le stampe giapponesi, da cui assimila il tentativo di deformare la realtà enfatizzando gli elementi suggestivi e carichi di significati simbolici; la sua reazione all’impressionismo si basa su una pittura più meditata ma con un uso più incisivo del colore.

Pierre Bonnard

Un volta terminato il servizio militare, riprende la sua attività parigina a Montmartre, in un atelier condiviso con Denis e Vuillard, esponendo per gli Indépendants, centrando il successo con il cartellone pubblicitario per France-Champagne, ed eseguendo bozzetti di costumi, decorazioni.

Negli ultimi anni del diciannovesimo secolo, Bonnard si dedica anche alle arti applicate: le scenografie teatrali, le litografie e le illustrazioni del periodo sono caratterizzate da figure con ritmi sinuosi che si rifanno ai modelli giapponesi, all’art nouveau e alla traduzione dei nuovi lirismi di Mallarmé e Verlaine; il suo stile suscita ammirazione e colpisce molto Henri de Toulouse-Lautrec, che vi trova motivi di ispirazione per i suoi manifesti.

Appartengono alla fine del secolo una maggiore attenzione alla manifestazione degli affetti intimi dei personaggi, come nella Madre e figlio, le visioni di squarci parigini impreziosite da presenze umane vitali, come nel Les grands boulevards, i ritratti femminili come l'Alexandre Natanson che rivelano una immediatezza e leggerezza di pennellata, una geniale intuizione per i soggetti scelti e una capacità di costruzione narrativa autonoma e personale.[1]

Dal 1900 in poi Bonnard continua a esporre con crescente successo e compie numerosi viaggi alla ricerca di nuovi soggetti.

In questo periodo l’artista attraversa un nuovo ripensamento dell’Impressionismo: alla presa diretta della realtà si affianca un’atmosfera di malinconica lontananza.

Si intensifica il suo interesse per le ambientazioni intimistiche, per le scene di toilette, per i nudi femminili assieme agli altri temi centrali della sua arte che continuano ad essere paesaggi, nature morte, ma che ora si fanno più gioiosi e al contempo strazianti. I suoi lavori si caratterizzano, in questo periodo, di preminenti rapporti di luce fra figure e oggetti, di colori estremamente variegati attorno al madreperla.

Nella fase di fusione tra tracce di luminescenza impressionistica e temi elaborati e studiati emerge la chiave di lettura e di riuscita delle sue opere, ossia la simbiosi tra narrazione figurativa e ritmo vitale.

Dopo la guerra soggiorna abitualmente in Costa Azzurra.

Muore a Le Cannet, nelle Alpi Marittime, il 23 gennaio 1947 3 mesi e 20 giorni dopo aver tagliato il traguardo dei 79 anni.

Attività artistica[modifica | modifica sorgente]

Bonnard ha anche illustrato dei libri : La 628-E8 (1908) e Dingo (1924), di Octave Mirbeau, e Histoires Naturelles (1945), di Jules Renard.

Le opere[modifica | modifica sorgente]

Sala da pranzo in campagna, 1913

Musei[modifica | modifica sorgente]

Elenco che dei musei che espongono opere dell'artista:

Pierre Bonnard
Ritratto di József Rippl-Rónai

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.346

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T.Natanson, Le Bonnard que je propose, Ginevra, 1951
  • C.Roger-Marx, Bonnard lithographe, Montecarlo, 1952

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 66499977 LCCN: n79040127