Antoine de Saint-Exupéry

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(FR)
« On ne voit bien qu'avec le coeur. L'essentiel est invisible pour les yeux »
(IT)
« Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi »
(Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, capitolo XXI)
Antoine de Saint-Exupéry, ripreso su una barca assieme all'editore canadese Bernard Valiquette e amici, oltre alla moglie Consuelo, in gita presso un lago vicino a Montreal nel maggio 1942. L'immagine è un frame di una pellicola in 16mm Kodachrome della durata di circa due minuti effettuata dal proprietario della barca.

Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, meglio conosciuto semplicemente come Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900mar Tirreno, 31 luglio 1944), è stato uno scrittore e aviatore francese.

È conosciuto nel mondo per essere stato l'autore del famoso romanzo Il piccolo principe, tradotto in duecentocinquanta lingue ma anche per i suoi racconti sul mondo dei primi voli aerei, tra i quali Volo di notte, Terra degli uomini e L'aviatore. Scrittore riconosciuto, vinse vari premi letterari durante la sua vita, in Francia come all'estero.

Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell'aeronautica militare francese e dopo l'armistizio nelle Forces aériennes françaises libres, dalla parte degli Alleati. La sua morte in volo, avvenuta sul finire della guerra, restò per molti anni misteriosa, finché nel 2004 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo, colpito da un caccia tedesco nel mare antistante la costa marsigliese. Fu un pilota della Luftwaffe ad abbattere l'aereo. Il 29 giugno 2000, nel centenario della nascita, gli è stato intitolato l'aeroporto di Lione, fino a quel momento chiamato Lyon Satolas.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Casa natale di Antoine de Saint-Exupéry nella Presqu'île di Lione

Nato a Lione (lo ricorda una targa al n. 8 di rue Saint-Exupéry) da una famiglia di nobili origini, terzo di cinque figli del visconte Jean de Saint-Exupéry e di Marie Boyer de Fonscolombe, rimane a quattro anni orfano di padre, ma la sua infanzia è comunque felice. Allevato dalla madre - ottima pittrice - la famiglia si trasferisce a Le Mans, ove cresce con i quattro fratelli nel castello di Saint-Maurice-de-Rémens che ora si sta trasformando nella Maison du Petit Prince.

Frequenta il collegio gesuita di Notre-Dame- de-Sainte-Croix, dove i compagni lo soprannominano "Pique la lune" a causa della forma del suo naso malato. È il più fantasioso ma anche il più prepotente. Solo, malinconico afferma: C'è una cosa che mi rattristerà sempre, ed è di essere diventato grande.

Nel 1912 all'aeroporto di Ambérieu, sale per la prima volta su un aereo, un Berthaud-Wroblewski[1].

Proprio la guerra accentuò la solitudine del futuro scrittore: prima la separazione dalla madre (infermiera all'ospedale di Ambérieu), poi il soggiorno - con il fratello François - al Collegio di Montgré a Villefranche-sur-Saône e quindi a Friburgo (Svizzera) in un collegio di padri maristi. Nel 1917 il reumatismo articolare del fratello, che non sopravvisse, li riportò in Francia. Nello stesso anno si iscrisse prima al liceo Bossuet, poi al liceo Saint-Louis di Parigi.

Dopo una breve e sfortunata esperienza alla Scuola navale (fu respinto all'esame di ingresso), nel 1921 si arruola nel II reggimento di aviazione di Strasburgo e ottenne il brevetto di pilota dapprima civile, poi militare. Per un breve periodo si fermò a Parigi dedicandosi a un lavoro sedentario e si legò alla futura scrittrice Louise Lévèque de Vilmorin. Nel frattempo scrisse, e nel 1926 pubblicò, il suo primo racconto, L'aviatore, sulla rivista "Le Navire d'Argent".

Aéropostale[modifica | modifica wikitesto]

Un monumento a Saint-Exupéry all'aeroporto di Bastia, in Corsica.

Il 12 ottobre 1926 venne assunto come pilota dalla Compagnia Generale di Imprese Aeronautiche Latécoère (poi Aéropostale): cinquemila chilometri per trasportare la posta, da Tolosa a Dakar. Nel 1929 pubblica il suo primo libro, Corriere del sud (Courrier Sud), seguito due anni dopo da Vol de nuit (premio Femina 1931).

Dichiara: L'aereo strappa l'uomo dal mondo abituale, lo costringe a misurarsi col pericolo - tipico atteggiamento nietzschiano - l'azione libera dalla morte.

Dopo l'avventura africana, Saint-Exupéry nel 1930 approda a Buenos Aires come direttore dell'aereo postale Argentina-Francia. Il lavoro che fa è ottimo ed il servizio è molto elogiato. Questo periodo della sua vita diventerà il soggetto di un breve film, girato in 3D da Jean-Jacques Annaud e intitolato Les ailes du courage. È ormai divenuto una leggenda. Il filosofo svizzero-torinese Vittorio Mathieu dice: Sono proprio immagini colte a volo d'uccello e sentimenti che nascono dal rapporto tra il pilota e l'apparecchio, ciò che rende Vol de nuit indimenticabile: orizzonti che si inclinano, [...] montagne che ballano, [...] o le stelle con cui si è assolutamente soli, [...] una coltre di nubi cancella perfino l'esistenza della terra. L'uomo che vola è fermo, e si muove l'universo intorno a lui.[2]

Nella metropoli incontra l'amore della sua vita, Consuelo Suncín-Sandoval Zeceña de Gómez, scrittrice, pittrice e artista salvadoregna, che sposò nel 1931[3]. Consuelo diverrà la musa ispiratrice di Saint-Exupéry, ma il matrimonio sarà abbastanza turbolento: i lunghi periodi di assenza e le relazioni extraconiugali di lui, il sodalizio artistico di lei con il gruppo dei surrealisti (André Breton, Marcel Duchamp, Balthus ai quali sarà ispirata la sua pittura) saranno narrati in un'autobiografia che verrà ritrovata dopo la sua morte (avvenuta nel 1979) e pubblicata vent'anni più tardi, divenendo in Francia un best seller.

Nel 1932 la compagnia Aéropostale è minata dalla politica: è destinata a essere assorbita da Air France. Antoine mal sopporta la situazione e torna in Francia, cercando di dedicarsi alla scrittura e al giornalismo. Tra varie vicissitudini brevetta la sua prima invenzione, un dispositivo per l'atterraggio di aerei. A questo brevetto seguiranno numerosi altri, sempre riguardanti dettagli tecnici di velivoli.

Si giunge al maggio 1933 e nasce la compagnia di bandiera francese Air France. L'Aéropostale è ormai storia passata. Nel 1935 tenterà il raid aereo Parigi-Saigon. L'avventura si tramuterà in una sciagura nel deserto libico, dove verrà prima aiutato da un beduino poi tratto in salvo dagli aerei della Regia Aeronautica di Derna. Nel 1936 fu invece inviato dell'"Intransigeant" in Catalogna durante la Guerra civile spagnola.

Nel 1939 pubblica Terra degli uomini. Il libro diventa un best seller e riceve un premio anche dall'Accademia Francese. Prima dell'inizio della Seconda guerra mondiale scrive per Paris-Soir.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 settembre 1939, il capitano di complemento Saint-Exupéry si arruola nell'aeronautica militare di Francia chiedendo il comando di una squadriglia di caccia, ma la sua età e le sue condizioni fisiche glielo vietano. Lo accetteranno in una squadriglia di ricognizione aerea.

Il 22 maggio 1940 effettua una missione di ricognizione su Arras che gli ispirerà Pilota di guerra (Pilote de guerre), e sarà citato per la croce di guerra.

Un grave incidente lo costringe a riparare a New York, ponendosi come obiettivo quello di far entrare in guerra gli Stati Uniti; di qui passerà nel Québec nel 1942. Considerato gaullista dagli americani e pétainista dai canadesi, fatica a farsi ascoltare, ma quando gli alleati sbarcheranno in Africa del Nord, Antoine chiederà di essere arruolato nell'aviazione americana, per tornare in Francia volando.

In piena seconda guerra mondiale (1943) saranno proprio gli americani a pubblicare, per primi e in inglese, Il piccolo principe, oggi uno dei libri più venduti. Romanzo in forma di favola sulla educazione sentimentale divenuto poi un best-seller, Il piccolo principe ha avuto una notorietà internazionale (è stato tradotto in duecentocinquanta lingue e stampato anche in caratteri arabi e cirillici). È il terzo libro più letto al mondo dopo Il Capitale e la Bibbia.

Il mistero della morte[modifica | modifica wikitesto]

« Ho detto ieri al tenente Gavoille: "Ne riparleremo dopo la guerra". E il tenente Gavoille mi ha risposto: "Non pretenderà di essere ancora vivo dopo la guerra, capitano!". »
(Antoine de Saint-Exupéry, Pilota di guerra, 1942)

Ripresa nello stesso anno l'attività aviatoria e tornato in Europa, gli viene affidata una serie di cinque missioni di ricognizione fra la Sardegna e la Corsica. Dall'ultima non torna più, precipitando, in circostanze non chiarite con assoluta certezza, nel Mar Tirreno dopo essere decollato con un F-5 (una versione da ricognizione del Lockheed P-38 Lightning) dalla base militare di Borgo in Corsica in direzione di Lione (molti hanno parlato di incidente o suicidio). Era il 31 luglio 1944.

Dopo la sua morte, nel 1948 esce Cittadella, raccolta di note e pensieri. Nel 1982 verrà invece pubblicata un'altra raccolta di appunti, intitolata Ecrits de guerre. Nel novembre 2007, durante un'asta pubblica, compaiono alcune sue lettere inedite che vengono acquistate da un collezionista che le dona al Museo delle lettere e dei manoscritti di Parigi. L'editore Gallimard le pubblica nel 2008 con il titolo "Lettres à l'inconnue". Nel 1943 ad Algeri, per caso, conosce la "petite fille" che sarebbe l'inconnue. Ne nasce un amore romantico, lui è per lei il piccolo principe. Nelle "Lettres" lo scrittore disegna per il suo eroe una " piccola principessa" [...] che " è ben più gentile di voi" scrive all'"inconnue". Questa breve corrispondenza ci svela molti aspetti intimi dell'autore, e l'ultima lettera è tanto enigmatica da fare rafforzare i dubbi che la sua insistenza a voler volare nelle forze francesi libere e la sua morte in volo non siano altro che un suicidio "mascherato" e premeditato.

Il ritrovamento dell'aereo[modifica | modifica wikitesto]

Targa sulla casa di Saint-Exupéry a Ville de Québec in Canada

La stampa francese ha riportato con grande evidenza, il 7 aprile 2004, la notizia del ritrovamento, a sessanta metri di profondità, al largo dell'Île de Riou (nella zona di mare dove avvenne la tragedia), dei rottami dell'aereo su cui si trovava Saint-Exupéry quando scomparve durante la missione ricognitiva del 31 luglio 1944.

Un primo ritrovamento di parte dei rottami si era avuto due anni prima grazie a un sub di Marsiglia. Successive indagini hanno permesso di accertare scientificamente che si trattava realmente dell'aereo con il quale era decollato lo scrittore, un Lockheed P-38 Lightning di produzione statunitense.

Molti, invece, visto che su quell'aereo erano piazzate delle mitragliatrici, anziché una cinepresa e una macchina fotografica per la ricognizione (Antoine de Saint-Exupéry non voleva armi sul suo aereo, in quanto era esclusivamente un pilota ricognitore), continuarono a pensare che quello non fosse il suo aereo (anche perché non fu mai trovata traccia del corpo dello scrittore). La morte in volo di Saint-Exupéry, fino alle dichiarazioni del pilota tedesco che lo abbatté, non fu mai accertata. Ciò, data la fama "leggendaria" e romantica del personaggio fece nascere "miti", come quello secondo cui l'aereo che fu visto precipitare al largo dell'Île sarebbe un altro aereo francese abbattuto dalla contraerea e il P-38 guidato il 31 luglio da Antoine de Saint-Exupéry sarebbe scomparso portando con sé il mistero della fine del pilota e scrittore francese.

Il mistero svelato?[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2008 Horst Rippert, un ottantottenne ex-pilota della Luftwaffe che durante la guerra ebbe al suo attivo 28 vittorie in scontri aerei e fratello maggiore del cantante popolare Ivan Rebroff, ha dichiarato che nella notte del 31 luglio 1944 stava sorvolando il Mediterraneo su un Messerschmitt Bf 109, quando vide più in basso un F-5, versione da ricognizione di un Lockheed P-38 Lightning e decise di abbatterlo, senza sapere chi fosse il pilota francese al quale stava sparando.
«Quando ho saputo di chi si trattava, — ha detto — ho a lungo sperato che non si trattasse di lui»; Saint-Exupéry era infatti all'epoca già conosciuto anche in Germania, non tanto per Il piccolo principe (scritto nel 1943), quanto per le precedenti pubblicazioni legate al mondo dell'aviazione. Per questo motivo Rippert avrebbe tenuto nascosta per quasi sessantaquattro anni la storia di quella notte, finché non sono arrivati a lui il sommozzatore Luc Varnell, il ricercatore di aerei caduti Lino von Gartzen e il giornalista Jacques Pradell, autori di un'approfondita indagine sulla scomparsa dello scrittore francese.[4][5]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il fumettista Hugo Pratt ha dedicato una storia, Saint-Exupéry - L'ultimo volo, alla vicenda della morte dello scrittore; il fumetto, in pieno stile prattiano, ripercorre gli ultimi istanti della vita del protagonista intrecciando al fatto i ricordi della sua vita vissuta.
  • Una delle frasi de Il piccolo principe "Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" è utilizzata come citazione da Daniel Goleman nel suo libro Intelligenza emotiva come apertura del primo capitolo. La frase è citata anche in Guarire, dello psichiatra David Servan-Schreiber.
  • Nel 1987 Francesco De Gregori pubblica un brano intitolato Pilota di guerra dedicato ad Antoine de Saint-Exupéry all'interno dell'album Terra di nessuno.[6]
  • Nel 1995 il regista Jean-Jacques Annaud gli dedica il film biografico Wings of Courage, cortometraggio di 45', che è anche il primo film 3-D non documentaristico presentato con il sistema IMAX 3D.
  • Nel 1996 viene realizzato il film biografico Saint-Ex, diretto da Anand Tucker, con Bruno Ganz nella parte dello scrittore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lettres de jeunesse à l'amie inconnue [1923-31] (1953), tr. Maria Cristina Marinelli, Lettere di giovinezza all'amica inventata, Passigli, Firenze, 1990
  • L'Aviateur (1926), tr. Francesco Saba Sardi, L'aviatore, in Opere I, a cura di Michel Autramd e Michel Quesnel, Bompiani, Milano, 1994, pp. 27–37
  • Textes de jeunesse, tr. Francesco Saba Sardi, Testi giovanili, in Opere I, cit., pp. 1–23
  • Courrier Sud (1929), tr. Cesare Giardini, Corriere del sud in Volo di notte - Corriere del sud, Mondadori, Milano, 1932
  • Vol de nuit (1931), tr. Cesare Giardini, Volo di notte in Volo di notte - Corriere del sud, cit.
  • Préfaces (1938), tr. Francesco Saba Sardi, Prefazioni, in Opere I, cit., pp. 513–530
  • Terre des hommes (1939), tr. Michele Saponaro, Terra degli uomini, Garzanti, Milano, 1942; tr. Renato Prinzhofer, introduzione di Renato Barilli, Mursia, Milano, 1988
  • Le pilote et les puissances naturelles (1940), tr. Francesco Saba Sardi, Il pilota e le potenze naturali, in Opere I, cit., pp. 353–366
  • Pilote de guerre (1942), tr. Maria Chiappelli, Pilota di guerra in Pilota di guerra - Lettera a un ostaggio - Taccuini, Bompiani, Milano, 1959
  • Le Petit Prince (1943), tr. Nini Bompiani Bregoli, Il piccolo principe, prefazione di Nico Orengo, Bompiani, Milano, 1984
  • Lettre à un otage (1944), tr. Maria Chiappelli, Lettera a un ostaggio in Pilota di guerra - Lettera a un ostaggio - Taccuini, cit.
  • Citadelle (1948), tr. Enzo L. Gaya, Cittadella [edizione ridotta], Borla, Roma, 1978
  • Carnets [1935-40] (1953 e 1975), tr. Fabrizio Ascari, Taccuini, in Opere I, cit., pp. 531–772
  • Lettres à sa mère [1910-44] (1955), tr. Giuliano Vigini, Lettere alla madre, Paoline, Cinisello Balsamo (Mi), 1989
  • Articles (1956), tr. Francesco Saba Sardi, Articoli, in Opere I, cit., pp. 369–442
  • Pages choisies, a cura di Claude Reynal, tr. Ezio L. Gaya, Un senso alla vita, Borla, Roma, 1985
  • Écrits de guerre [1939-44], a cura di Raymond Aron, Gallimard, Paris, 1982
  • Reportages (1982), tr. Francesco Saba Sardi, Reportage, in Opere I, cit., pp. 443–512
  • Correspondance, tr. Francesco Saba Sardi, Corrispondenza, in Opere I, pp. 773–1025
  • Dessins: aquarelles, pastels, plumes et crayons, a cura di Delphine Lacroix e Alban Cersier, tr. Marina Rotondo e Fabrizio Ascari, Disegni, prefazione di Hayao Miyazaki, Bompiani, Milano, 2007
  • Manon, danseuse [1925], a cura di Alban Cerisier e Delphine Lacroix [2007], tr. Anna D'Elia, Manon, ballerina, Bompiani, Milano, 2008
biografie e memorie
  • Stacy Schiff, Antoine de Saint-Exupéry. Biografia (1994), tr. di Alberto Cristofori, Bompiani, Milano, 1994
  • Frédéric d'Agay, Album Saint-Exupéry, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1994
  • Consuelo de Saint-Exupéry, Mémoires de la rose (2000), tr. Paola Ghinelli, Memorie della rosa, Barbera, Siena, 2007
  • Simone de Saint-Exupéry, Cinq enfants dans un parc, a cura di Alban Cerisier, prefazione di Frédéric d'Agay, Gallimard, Paris, 2000
  • Antoine e Consuelo de Saint Exupéry, Un amore leggendario, a cura di Alain Circondelet, tr. Anna Morpurgo, Archinto, Milano, 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfred Thénoz, pubblicato su: Icare: Revue de l'aviation française, No. 69, "Saint-Exupéry : Première époque 1900-1930, Tome 1", été-automne 1974., pag. 78
  2. ^ Vittorio Mathieu - Un aviatore e la poesia, Torino, 1954
  3. ^ Nasce nel 1901 ad Arménia (El Salvador), e muore a Parigi nel 1979. Amica di artisti ed intellettuali come Duchamp, Bathus, Breton. Della sua turbolenta storia d'amore ha lasciato un manoscritto, ritrovato nel 1993 e pubblicato in Francia nel 2000 on il titolo "Mémoires de la rose"
  4. ^ «Ho abbattuto io Saint-Exupéry» Corriere della Sera
  5. ^ Rippert and Saint-Exupéry (page 2)
  6. ^ In una recensione scritta da Grassopper (noto critico musicale fiorentino) per DeBaser in data 16/09/2005 in www.debaser.it/recensioni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore vincitori Prix Femina Successore
Marc Chadourne 1931 Ramon Fernandez

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